Capitolo 22

Si erano fermati poco lontani dall'oasi.

"Cosa succede tra la vostra gente quando una donna uccide un uomo?" chiese Annie.

"Perché lo chiedi?"

"Stavo pensando a cosa potremmo dire ai tuoi compagni per giustificare la morte di tuo fratello. Forse dando la colpa a me…"

"Non credo che…"

"In fondo non è poi così diverso dalla realtà" lo interruppe Annie "lui mi ha aggredita e io mi sono difesa. Tu sei intervenuto per aiutarlo ma era troppo tardi. Mi hai immobilizzata e portata con te qui a Sigilmassa. Pensaci, potrebbe funzionare"

"Forse è l'unica cosa sensata da dire." convenne Yebraim "Sai che potresti essere uccisa per questo?"

"Sì, ma se colui che chiamate il Capitano vuole barattare la mia vita con la sua, vi servo viva"

Yebraim dovette ammettere che Annie aveva ragione. "Devo legarti." le disse. Annie annuì e gli porse le mani per farsi legare; Yebraim le legò i polsi, poi fissò la corda ad un lato del retro del furgone e aiutò Annie a sdraiarsi. "Mi dispiace" le disse, poi la imbavagliò.

In pochi minuti arrivarono all'oasi di Sigilmassa, dove li attendevano una dozzina di guerriglieri. E tra loro c'era il Capitano, Dimitri Diachkov.

A Langley, la notizia degli attacchi francesi aveva lasciato molto sconcerto. Per il secondo giorno consecutivo quella che si sapeva essere la roccaforte dei guerriglieri jihadisti era stata attaccata.

Barber e Hollman avevano messo a conoscenza di questi avvenimenti Calder Michaels e la sua squadra. Essi erano ancora nell'oasi di Taoudenni, cercando come potevano di aiutare i medici di MSF che erano giunti all'oasi per prestare soccorso.

Joan era nel suo ufficio con Auggie "Dobbiamo trovare Diachkov al più presto e riportare a casa i nostri uomini" disse "Mi stanno facendo molta pressione dal settimo piano"

""Barber e Hollman sono riusciti a seguire un segnale GPS che forse potrebbe appartenere ad un mezzo usato dai berberi che hanno rapito Annie. È un furgone Daily Iveco che ha fatto sosta per un'intera giornata nella miniera di sale di Taghaza. I nostri satelliti lo avevano perso ma ora è stato rintracciato, si sta dirigendo verso il Marocco, all'oasi di Sigilmassa"

"Abbiamo qualche contatto in Marocco?"

"La Task Force di Lena Smith aveva contatti da quelle parti. Annie era stata a Marrakesh, quando lavorava per lei" disse Auggie.

"Bene, parlerò con qualcuno degli uomini che erano nel reparto di Lena. Forse hanno mantenuto qualche contatto con le risorse locali"

"Hai bisogno di me, Joan? Vorrei andare in ospedale da Ryan. I medici hanno detto che lo tengono in coma farmacologico, ma se ci fosse la possibilità che si svegli vorrei essere lì"

"Vuoi che ti accompagni?"

"No, verrà Arthur con me. Dobbiamo parlare delle intercettazioni riguardanti la McQuaid Security" Auggie uscì dall'ufficio mentre Joan si mise in contatto con un paio di operatori della vecchia squadra di Lena Smith.

Mentre uscì dall'ufficio di Joan, Auggie fu chiamato da Barber. "Ehi, amico mio. Hai un minuto per un caffè?"

"Veramente sto andando al Memorial Hospital. Spero di riuscire a parlare con Ryan."

"Ryan non si è ancora svegliato, Hollman e una squadra di sorveglianza sono con lui in ospedale"

"Che succede, Barber?"

"Vieni con me" Eric prese il braccio dell'amico e lo condusse alla sua scrivania. "Ascolta. Queste sono le intercettazioni di questa notte. C'è un gran fermento tra la McQuaid Security e il Marocco"

Auggie prese le cuffie e ascoltò: la talpa alla McQuaid chiedeva un resoconto sul fiore berbero del deserto e il contatto marocchino confermava la sua presenza nel paese.

Il cuore di Auggie accelerò i battiti. Quella comunicazione confermava che Annie era ancora viva e che si trovava in Marocco. Ora poteva essere più facile rintracciarla.

"Barber, dobbiamo avvisare Calder." disse Auggie "Annie è in Marocco. Mettiti davanti al computer, inserisciti nel sistema di sorveglianza marocchino, usa il software Hummingbird, o qualunque altro sistema ma rintraccia Annie"

"Ci stavo già lavorando."

"Io devo parlare con Arthur. Dobbiamo trovare la talpa della McQuaid Security"

Auggie uscì dall'edificio della CIA, Arthur lo stava aspettando nel parcheggio. I due uomini non parlarono molto lungo il tragitto fino all'ospedale. Una volta giunti alla stanza di Ryan, trovarono Justin Muller, uno dei loro operativi, che parlava con un medico di turno.

"Buongiorno Justin. Ci sono novità?" chiese Arthur.

"No, signore. Al momento Ryan viene tenuto in coma farmacologico, ma l'esplosione ha seriamente compromesso i suoi centri nervosi vitali. I medici vogliono provare a sottoporlo ad un'operazione per rimuovere l'ematoma cerebrale ma è molto rischioso, potrebbe morire sotto i ferri"

"Se non si intervenisse, quali potrebbero essere le conseguenze?" chiese Auggie.

"Considerata la posizione dell'ematoma, sarebbero compromessi i centri motori e potrebbe anche vivere in uno stato semivegetativo. Con l'operazione le aspettative sarebbero migliori, ma non di molto"

"Allora, quando eseguiranno l'operazione?" chiese Arthur

"Non saprei, signore" rispose Justin "Al momento non siamo riusciti a rintracciare nessun familiare. I medici vorrebbero avvisare qualcuno della famiglia o che sia vicino a Ryan, prima di intervenire"

"Ryan non ha parenti prossimi, che io sappia" disse Arthur "firmerò io il modulo per l'autorizzazione all'intervento. Dobbiamo almeno tentare" Arthur si allontanò per parlare coi medici.

Justin e Auggie rimasero soli.

"Lei deve essere August Anderson, vero? Ho sentito molto parlare di lei dai tecnici del DPD." Auggie annuì e sorrise al suo interlocutore, tendendogli la mano. "Ho saputo degli attacchi francesi ai guerriglieri jihadisti" disse Justin "Ci sono altre novità?"

"Ieri i guerriglieri jihadisti hanno quasi raso al suolo l'oasi di Taoudenni. I nostri uomini sono tutti incolumi, ma molti berberi e turisti presenti nell'oasi…" Auggie fece una pausa, poi riprese "Poco prima dell'esplosione due berberi hanno rapito Annie. Pensiamo che siano due jihadisti che collaborano con Dimitri Diachkov. Sembra che siano diretti in Marocco, dove molto probabilmente hanno una base operativa in contatto con la McQuaid Security. Io e Arthur stiamo studiando un protocollo per capire chi sia il loro contatto qui negli Stati Uniti"

"Bene, signore. Resterò in ospedale per sorvegliare la situazione di Ryan, ma se potrò essere utile in qualunque modo, non esiti a contattarmi"

"Grazie Justin. Una cosa ci sarebbe, per iniziare: chiamami Auggie e dammi del tu"

Justin sorrise e ringraziò Auggie.

Nel frattempo Arthur aveva raggiunto nuovamente i due uomini. "Ho parlato coi medici che dovrebbero operare McQuaid. Pensano di aspettare un paio di giorni, giusto il tempo di completare gli accertamenti e poi opereranno. Ho detto loro che tu, Justin, sarai a loro completa disposizione per qualunque cosa."

Justin salutò Arthur e Auggie e tornò nella camera di Ryan. Poco lontano dal corridoio nel quale essi si trovavano, Hollman e alcuni uomini sorvegliavano la situazione: chi aveva organizzato l'attentato in Mali al convoglio di Ryan poteva decidere di portare a termine l'opera e farlo uccidere.

"Hai già qualche idea su come muoverci per stanare la talpa?" chiese Arthur.

"Più o meno. Prima ho bisogno di poter rintracciare con certezza da quale indirizzo IP all'interno della McQuaid Security provengono le comunicazioni col Marocco. Al momento la talpa si è dimostrata piuttosto abile, il segnale è rimbalzato sui server di mezzo mondo. Eric e Andrew stanno stringendo il cerchio. Credo che sia questione di poco."

"Bene. Quale sarà il mio ruolo in tutto questo?"

"Dovresti rientrare a lavorare alla McQuaid Security per un po', diciamo finché Ryan non si riprende. In questo modo dovresti poter avere accesso a diversi file riservati nonché ai diversi codici d'accesso per le linee interne alla società. Se riusciamo ad infiltrarci senza che se ne accorgano, possiamo prendere gli artefici del complotto che ha fatto saltare il convoglio di Ryan"

"E poi?"

"E poi teniamo le dita incrociate" rispose Auggie sorridendo.