Capitolo 24
"Eric, ancora niente?"
"No, Auggie, niente"
"Maledizione!" Auggie picchiò i pugni sulla scrivania, spazientito e nervoso. Era passata una settimana da quando l'immagine di Annie era apparsa chiara e nitida sul monitor del PC del suo ufficio, riconosciuta inequivocabilmente dal sistema di riconoscimento facciale Colibrì. Ma ora sembrava svanita nel nulla, nessuna nuova notizia. Le riprese di Annie erano state fatte dalle telecamere situate attorno alla zona dei suq, un quartiere a Nord di Jāmiʿ el-Fnā, la piazza principale di Marrakech.
In quel breve video Eric vide chiaramente Annie fissare l'obiettivo della telecamera, come a volersi far identificare senza ombra di dubbio.
A Auggie sembrava che tutto stesse andando storto. Arthur non era stato eletto senatore, Ryan era stato operato ma lo tenevano ancora in coma farmacologico e, sia in Mali che nei paesi limitrofi, erano stati registrati altri attentati jihadisti.
Calder e i suoi uomini avevano lasciato Taoudenni diretti a Marrakech, sperando di riuscire a trovare la squadra di uomini che teneva prigioniera Annie ma avevano un ritardo di oltre quattro giorni sulla tabella di marcia, rispetto a i rapitori. Da alcune notizie che erano riusciti ad intercettare, sembrava che Diachkov fosse tra loro. Se così fosse stato, riuscire a catturarlo poteva anche significare che la vita di Annie sarebbe stata in pericolo.
Il PC di Auggie emise il segnale d'avviso che aveva ricevuto una comunicazione sul sito appositamente creato per il protocollo "Rete da pesca". Si sedette alla scrivania e aprì il file allegato al messaggio. Era una nuova intercettazione, ancora da tradurre, dell'ultimo contatto tra la McQuaid Security e la base jihadista marocchina.
Auggie mandò a chiamare l'interprete del DPD che arrivò in pochi minuti e in pochi minuti tradusse l'intercettazione.
"Grazie Maya" disse Auggie rivolto alla ragazza.
"È sempre un piacere, signor Anderson"
Auggie andò velocemente nell'ufficio di Joan ed entrò senza bussare.
"Abbiamo ricevuto una nuova intercettazione dalla McQuaid" esordì.
"Buongiorno anche a te, Auggie" lo salutò Joan.
"Sì, già... buongiorno Joan. Abbiamo ricevuto un intel da Hollman. Il Capitano si dirigerà a Rabat entro la fine della settimana. Pare che lì abbia una sua base e una squadra di uomini pronti a tutto. Dobbiamo agire in fretta."
"Calder ne è informato?"
"No, non ancora. La notizia è appena arrivata a noi."
"Bene. Contattiamolo e informiamolo dei nuovi sviluppi."
"Dovranno essere prudenti se vogliono catturare Diachkov." disse Auggie.
"La copertura di Calder è saltata, gli uomini di Diachkov lo conoscono. Una delle vecchie squadre di Lena è ancora sul territorio marocchino, possiamo usarla per organizzare la cattura di Dimitri e l'estrazione dei nostri uomini"
Auggie annuì. Era ancora in piedi davanti alla scrivania di Joan, in silenzio.
"A cosa stai pensando?" gli chiese la donna.
"Se vanno a Rabat porteranno Annie con loro. Molto probabilmente la useranno come merce di scambio."
"Sì, è probabile."
Auggie rimase ancora in silenzio e Joan lo fissò, intuendo cosa stesse pensando.
"Se chiederanno di barattare la vita di Annie, che farai Joan?"
"Sicuramente farò di tutto per riportarla a casa sana e salva."
"Sì, certo" rispose tristemente Auggie annuendo "Grazie Joan" e si diresse verso la porta.
"Auggie..." cominciò Joan. L'uomo si fermò, una mano appoggiata sulla porta, e si voltò verso di lei.
"Auggie, stavo pensando..." riprese la donna "Se Annie arrivasse a Rabat, potrebbe aver bisogno di qualcuno che possa aiutarla. Non sappiamo come sta, se ha recuperato la memoria... forse una persona amica..." Joan lasciò il discorso in sospeso per vedere come egli avrebbe reagito. Auggie non disse nulla ma le sue mani, grandi e forti, cominciarono a tremare lievemente.
"Cosa intendi con una persona amica? Cosa stai cercando di dirmi?" la voce di Auggie si fece roca e rotta dall'emozione.
"Ecco... so cosa ti ho detto nei mesi scorsi, ma forse... Pensi di farcela ad andare a Rabat?"
"Joan..." Auggie non riuscì dire altro. Andare a Rabat... andare incontro a Annie... il suo cuore iniziò a battere talmente velocemente che gli sembrò potesse scoppiargli da un momento all'altro.
"Ma devi promettermi che non farai nulla di avventato, che rispetterai il protocollo e che non metterai a repentaglio la tua vita per nessuna ragione, nemmeno per Annie."
"Joan, io darei la vita per lei. Non puoi chiedermi questo."
"Devo, Auggie. Se tu ti esponessi, tutta la missione potrebbe saltare."
"Mi stai chiedendo di considerare la missione come più importante della sua vita!?"
"Auggie, la missione È la sua vita. La missione di Calder e delle squadre presenti in Marocco è salvare Annie prima ancora di catturare Dimitri Diachkov. Perciò, prometti Auggie, se vuoi che ti mandi da lei"
Auggie era sconcertato. Per tutto questo tempo aveva temuto che, se fosse stato necessario, i capi della CIA avrebbero sacrificato Annie pur di catturare Dimitri. Ora Joan gli stava dicendo il contrario.
"Allora? Cosa decidi?" incalzò la donna.
"Va bene, Joan. Lo prometto. Ma posso chiederti perché hai cambiato idea? Perché hai deciso di lasciarmi andare?"
"Ne va anche della mia reputazione" gli rispose sorridendo "Ho promesso la totale collaborazione della nostra Task Force nella cattura di Diachkov, a patto che avessimo la vita di Annie come priorità. Detto questo, qui abbiamo una buona squadra di operativi tecnici, mentre Calder potrebbe aver bisogno di supporto tecnico in loco. E tu sei il migliore che io conosca, in questo campo. Barber e una piccola squadra operativa verranno con te. Hollman vi seguirà dalla McQuaid Security. Il protocollo è già stato approvato dal settimo piano. La vostra copertura è tutta in questo fascicolo" disse Joan allungando una cartelletta ad Auggie. "Studiatelo durante il viaggio. Vi ci vorranno almeno dodici ora prima di arrivare a Rabat, avrete tutto il tempo"
Auggie era talmente emozionato da faticare a stare in piedi.
"Grazie. Davvero, Joan... Grazie"
"Vai a casa, prepara i bagagli. Il vostro jet decolla tra 3 ore"
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Una volta giunti a Rabat, avevano sistemato le loro cose nella casa sicura situata nella Medina della città.
La Medina era la parte più antica di Rabat e, per la loro copertura, era il luogo ideale.
In aereo Auggie e Barber avevano studiato attentamente il loro protocollo.
"Auggie, hai letto?" aveva chiesto sorpreso Barber all'amico, durante il volo.
"Sì, Eric. Siamo alle dipendenze dello Smithsonian. La vecchia copertura di Annie."
"Già. Il protocollo prevede che visitiamo musei e monumenti per instaurare eventuali rapporti tra lo Smithsonian e i musei locali."
"Era prevedibile." disse Auggie "Nel 2012 Rabat è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Quindi la nostra casa sicura sarà nella zona più antica, la Medina"
Avevano trascorso il resto del viaggio studiando a fondo la loro copertura e pianificando alcune visite a siti archeologici.
Il giorno seguente al loro arrivo, presero contatti con il Museo Archeologico per una visita prima della fine della settimana. Inoltre erano riusciti a mettersi in contatto con Calder che avrebbe raggiunto Rabat l'indomani. La sua squadra si era nuovamente divisa: Mike Donovan, Fred Smith e Jack Drummond stavano tornando negli Stati Uniti per riprendere servizio a Langley, mentre Ethan Rush e Bryan Gordon erano rimasti con lui.
Quella notte Auggie non riuscì a dormire. Diede la colpa al jet-lag ma sapeva che non era solo quello a togliergli il sonno. La sua mente era piena di dubbi e domande. Come stava Annie? Aveva già recuperato la memoria?Cosa avrebbe fatto quando si sarebbero incontrati? Lei lo avrebbe riconosciuto? Cosa poteva dirle? Temeva di dire la cosa sbagliata, di rovinare il loro primo incontro dopo tanto tempo. Dava per scontato che si sarebbero incontrati, ma se le cose avessero preso una brutta piega? Lui sapeva che Annie era una vera combattente, ma se fosse cambiata? Se la vita nel deserto l'avesse cambiata? E se così fosse, fino a che punto? Ma la domanda che più lo tormentava era se sarebbero riusciti a salvarla. Egli sapeva che tutti avrebbero fatto il possibile.
Uscì sul piccolo balcone della sua camera, che si affacciava sui vicoli stretti della Medina. L'odore e il silenzio della notte lo avvolsero. L'aria era tiepida e una leggera brezza gli accarezzava il torso nudo. Si sedette sul pavimento, incrociando le gambe, chiuse gli occhi e appoggiò la schiena al muro. Ripensò al giorno in cui incontrò Annie: il suo profumo, il rumore dei suoi tacchi, la sua voce. Questi pensieri riuscirono a tranquillizzarlo e pian piano si addormentò.
