Capitolo 27

Per due volte l'applicazione vocale ripetè :"Annie Walker identificata. Yebraim Abu-Mokhammed identificato. Avenue Al Marsa"

"Signore..." disse il ragazzo che lo aveva raggiunto sulla spiaggia "Sono l'uomo e la donna che erano sulla spiaggia, poco lontano da noi."

Erano stati così vicini... Auggie strinse i pugni. La rabbia stava per prendere il sopravvento, doveva controllarsi. Ora sapeva che stava bene; dovevano provare a seguirli.

"Va bene, cerchiamo di stargli dietro il più possibile. Dove si trova Avenue Al Marsa?"

"È la strada che costeggia l'oceano." rispose Calder che aveva già aperto la mappatura delle videocamere di Rabat sul suo portatile.

Attesero. Auggie toccò l'orologio, le 18,10.

Attesero che un nuovo segnale dicesse loro in quale direzione stavano andando Annie e il suo accompagnatore. I minuti sembravano infiniti ed interminabili. Riuscire a seguirli poteva significare trovare il loro rifugio e questo avrebbe dato a tutti loro un bel vantaggio. Sempre che non fosse una trappola. Ma dovevano rischiare.

Ci fu un nuovo contatto. Per altre due volte l'applicazione vocale ripetè :"Annie Walker identificata. Yebraim Abu-Mokhammed identificato. Avenue Misr."

Auggie toccò nuovamente l'orologio, le 18,20. Erano passati dieci minuti. Ora dovevano aspettare nuovamente.

"Al prossimo contatto facciamo uscire i nostri uomini" disse Calder "Forse riusciamo ad intercettarli. O per lo meno a seguirli."

Ancora attesa. Auggie si contorse le mani, era nervoso. Ancora minuti che parevano interminabili.

"Annie Walker identificata. Yebraim Abu-Mokhammed identificato. Rue Tajine."

Auggie toccò nuovamente il suo orologio, le 18,32. Erano passati altri dodici minuti.

"Non è molto lontano da qui" disse uno degli uomini guardando la planimetria della città sul computer di Calder.

"Ok, organizziamo due squadre" disse Calder "Una si dirigerà verso Rue Sidi El Ghazi e l'altra verso Avenue Mohammed V. Manteniamo il contatto radio così se ci fosse un altro rilevamento sapremo con esattezza quale direzione prendere."

"Se andassero verso Nord non avrebbe senso, tornerebbero in direzione della spiaggia" osservò Eric "Forse hanno la loro casa sicura qui nella Medina."

"Se così fosse, perché fare un giro così lungo?" domandò Calder.

Auggie deglutì. Si teneva la testa tra le mani, i gomiti appoggiati al tavolo, davanti al monitor. Aspettava che venisse rilevato un nuovo contatto. Un pensiero si fece strada nella sua mente.

"Annie..." disse "Annie sa che stiamo controllando il sistema di videosorveglianza. Sta cercando di farsi localizzare."

"Ne sei certo Auggie? Cosa te lo fa credere?"

"Calder, mi hai raccontato di averle parlato a Taoudenni, di averle detto che era un'agente operativo della CIA."

"Sì" confermò Calder.

"Bene. Ora, potrebbe aver recuperato la memoria o, semplicemente, sta cercando un modo per farsi trovare. Credo che sappia che siamo a Rabat. Guardate le riprese. Annie fissa la videocamera. Se non cercasse di farsi trovare, perché si comporterebbe così?"

Tutti i presenti guardarono le riprese. Effettivamente Annie fissava insistentemente l'obiettivo della videocamera.

"E tu come lo sai?" chiese sorpreso uno degli uomini presenti, facendo implicitamente riferimento al fatto che egli fosse cieco. Auggie staccò le cuffie dal suo portatile e l'audio si accese. L'applicazione descrittiva delle immagini stava raccontando le riprese nei minimi dettagli. L'uomo che aveva posto la domanda si vergognò di averla fatta. Avrebbe dovuto immaginare la risposta.

"Dunque..." riprese Calder "Dici che Annie sta cercando di farsi trovare. Ok. Ma l'uomo che è con lei? Che ruolo ha?"

Auggie non rispose. Aveva ancora nella mente le parole del ragazzo che lo aveva raggiunto sulla spiaggia. "Sembrano piuttosto innamorati. O per lo meno, lui lo è di sicuro. La sorregge e le tiene le mani quasi con riverenza." Queste parole si erano scolpite nella sua mente.

"Credo che Annie cercherà di farsi aiutare da lui." disse "È sempre stata brava a convincere la gente a fare quello che lei chiedeva loro. Empatia." A questo pensiero, Auggie sorrise lievemente.

"Bene, organizziamoci, allora." Calder si rivolse agli uomini: "Le due squadre usciranno non appena avremo il nuovo contatto. Se li intercettate cercate di seguirli senza farvi vedere. Datevi il cambio nel pedinamento." disse Calder

"Annie Walker identificata. Yebraim Abu-Mokhammed identificato. Incrocio tra Avenue Mohammed V e Rue Sebbhai"

Un nuovo contatto. Auggie tornò a toccare l'orologio: le 18,40. Altri otto minuti. Camminavano piuttosto velocemente. Le due squadre uscirono immediatamente.

"Eric, messaggia a Joan. Informala di queste ultime novità. Dille che la chiamo più tardi."

"Annie Walker identificata. Yebraim Abu-Mokhammed identificato. Rue Sidi Ben Rezzouk"

Le 18,45. Altri cinque minuti. si stavano dirigendo in una zona commerciale della città. Poteva essere un bene, ma anche no.

I minuti passavano, inesorabili. La voce metallica dell'applicazione non riportò più alcuna segnalazione. Li avevano persi. Auggie controllò e ricontrollò ogni videocamera nelle vicinanze dell'ultimo contatto. Niente. La rabbia ebbe il sopravvento, scaraventò a terra le sue cuffie imprecando.

Eric gli si avvicinò e gli posò una mano sulla spalla.

"Hey, amico. Guarda il lato positivo. Ora sappiamo con certezza che sta bene. Non è ferita. E soprattutto è stata capace di farsi individuare. Sono certo che appena ne avrà l'occasione farà in modo di farsi riprendere nuovamente."

Auggie annuì. Eric aveva ragione. non era molto, ma era pur sempre qualcosa.

Dopo quasi un'ora, le due squadre in perlustrazione rientrarono. Uno dei ragazzi si diresse da Calder.

"Capo, abbiamo trovato questo nella zona dell'ultimo rilevamento."

Era il velo che indossava Annie.

"Dove l'avete trovato?" chiese Calder.

"Dietro all'Hotel France, dove c'è il parcheggio."

Quindi avevano un'auto. C'erano videocamere in quella zona? Se c'erano, le avevano brillantemente eluse. Però, forse... Auggie aprì gli occhi all'improvviso.

"Esattamente dove, nel parcheggio?" chiese.

"A circa 30 metri dalla strada." disse.

"Zona buia o illuminata?"

"Scarsamente illuminata. Abbiamo dovuto girare parecchio per controllare la zona, prima di trovare il velo."

"Mostrami dove." disse Eric.

Il giovane si avvicinò al computer e mostrò a Eric il punto in cui, presumibilmente, poteva trovarsi l'auto. Eric riuscì ad entrare nella videosorveglianza dell'hotel. E vide un'auto parcheggiata che poteva essere quella che avevano preso.

"Ci servono i filmati della videosorveglianza." disse Calder.

"Non c'è problema." rispose Eric. In pochi minuti ebbe tutti i filmati del circuito chiuso dell'hotel. L'auto in questione poteva essere una vecchia Volkswagen Golf di colore grigio chiaro.

"Troviamola." ordinò Calder.

Nel frattempo Auggie chiamò Joan.

"Ciao Joan."

"Hey, Auggie. Che bello sentirti. Novità?"

"Alcune. Il nostro sistema di riconoscimento facciale ha individuato Annie, ma poi l'abbiamo persa. Almeno sappiamo che sta bene."

"È già qualcosa, vero? Abbi fiducia Auggie. So che la troverai e la riporterai a casa."

"Joan..."

"Ce la puoi fare, Auggie. Non ti avrei permesso di lasciare Washington se avessi avuto anche un solo dubbio, lo sai vero?"

"Sì. Grazie Joan."

"Comunque sono contenta che tu abbia chiamato. Ho anch'io alcune novità." rispose Joan col sorriso nella voce "Ryan si è risvegliato. Sembra che stia migliorando, ma ancora non sanno quanto i suoi centri motori possano essere lesionati. Probabilmente vivrà su una sedia a rotelle. Ma è vivo, questo è l'importante. Al momento Arthur fa le sue veci alla McQuaid Security."

"Ce lo vedo, Arthur. Sarà un po' come essere tornato al DPD."

"Sì, in un certo senso. Stamattina Hollman è riuscito ad avere il file secretato di Annie dall'archivio della McQuaid. Te lo invierà quanto prima."

"Credo che lo abbia già fatto, ma non ho ancora aperto la posta elettronica. Tu lo hai già letto?"

"Sì, Auggie. Ci sono cose interessanti, davvero." Auggie sentì ancora il sorriso nella voce di Joan. "Ryan ha chiesto di Annie. Al momento gli abbiamo detto che tu e Calder siete sulle sue tracce. Forse sapere che è viva e che sta bene lo aiuterà a sentirsi un po' meglio e meno colpevole."

"Joan, avrei una domanda..." la voce di Auggie esitò.

"Auggie, fidati del tuo istinto. Io mi fido di te. E tu dovresti fare lo stesso. Ci aggiorniamo presto." Joan riagganciò il telefono senza dargli possibilità di replica.

Il malware di Auggie inserito nel sistema di videosorveglianza di Rabat non dava alcun segno di rilevamento. Egli controllò l'ora: erano ormai le 9 di sera. Eric e alcuni degli uomini erano usciti a cena. Avevano trovato una trattoria italiana dove preparavano pizza e cucina casalinga a prezzi abbordabili. Avrebbero portato pizza per tutti gli altri, come erano soliti fare da qualche giorno.

Auggie controllò la sua casella di posta. C'era la mail di Hollman.

Salve Auggie,

come va? Ho alcune novità. Arthur Campbell sostituisce Ryan McQuaid ad interim alla McQSecurity. questo gli ha permesso di avere TUTTI i codici d'accesso agli hard-drive dell'agenzia e, quindi, accesso a tutti i files secretati.

Con il suo permesso, ho dato un'occhiata alle "scartoffie" e ho trovato un file su Annie Walker. Considerando la situazione di allerta, Arthur Campbell mi ha autorizzato ad inviarlo sia a Joan che a te. Il dossier che la riguarda è piuttosto corposo. Non l'ho letto, ma la curiosità mi divora.

Stiamo isolando l'indirizzo IP dal quale escono ed entrano le comunicazioni qui alla McQuaid Security, al prossimo contatto dovremmo essere in grado di chiudere la "Rete da pesca" e prendere tutti i pesci, grandi o piccoli che siano.

Spero che tutto questo finisca presto e che voi ragazzi possiate tornare a casa prima del Ringraziamento. Teniamo le dita incrociate.

A presto.

Andrew Hollman

Auggie rispose ad Andrew con una breve mail di ringraziamento.

"Questi ragazzi stanno facendo un ottimo lavoro" pensò "per il Ringraziamento dovremmo poter essere tutti insieme festeggiare."

Il giorno del Ringraziamento. Se tutto andava per il verso giusto, Auggie avrebbe avuto davvero molto per essere grato.

Aprì il dossier su Annie, si infilò le cuffie e attivò il sintetizzatore vocale.

Dopo una prima parte in cui si parlava di Annie e della sua famiglia, dei suoi studi e delle sue esperienze lavorative, parte che Auggie ben conosceva poiché era anche nel file della CIA, il dossier di Annie si fece davvero interessante.

Era una parte della vita di Annie che lui non conosceva, quella parte che lui aveva perso dopo che si erano salutati nell'appartamento di lei più di due anni prima.

Auggie aveva il cuore gonfio di emozioni contrastanti: rabbia, sollievo, tristezza, speranza. Man mano che scorrevano le parole, provava un tumulto dentro di sé.

"Mio Dio, Annie" pensò "se solo avessi saputo, se fossi rimasto...Quanto di te mi sono perso..."