Riesco a sentirla sempre.
Riesco a sentire la tua voce, ovunque tu sia. Per quanto possiamo essere lontani. Per quanto il frastuono del mondo o il silenzio più assoluto si interpongano tra noi. La sento sempre… più viva, più forte di qualunque altro suono.
Ti sento quando mi chiami.
Ti ho sentito quando non eravamo idea di dove fossi, nel deserto. Le comunicazioni si erano interrotte. Non sapevamo che strada tu avessi preso. C'era una perturbazione in arrivo. Sorvolammo la stessa zona diverse volte, tutti i sensori al massimo. I miei sensori al massimo. Cos'era andato storto?… Perché avevi dovuto farti coinvolgere?… Poi, il suono del combattimento. Metallo che si fondeva e accartocciava, un'esplosione. Ma più di tutto, il tuo gemito soffocato…
E quando corsi a soccorrerti… ti sentii, sul punto di perdere le forze, sul punto di svenire, sussurrare il mio nome.
Qualunque cosa mi avessi chiesto dopo… salvare chi ti aveva fatto del male, rischiare la vita per loro… qualunque cosa ne pensassero gli altri… non era nulla per me, dopo quel sussurro.
Ti ho sentito nella foresta.
Il tuo urlo disperato mentre le belve robotiche ti stavano straziando, e io stupidamente mi ero allontanata troppo per arrivare subito in tuo aiuto. Tutti e due avevamo il cuore sconvolto, non riuscivamo a pensare lucidamente… la fatica, le ferite. Soprattutto, l'aver guardato dentro noi stessi per la prima volta, e lo sbalordimento per quel che vi avevamo trovato…
Non era un grido soltanto di dolore, il tuo. Non era nemmeno un grido di paura… la tua voce lacerata che non chiamava aiuto ma invocava il mio nome. Non avevi paura di morire…
Avevi paura di non rivedermi.
Quel grido mi trasmise i tuoi veri sentimenti più di ogni discorso. Mi scosse nel profondo.
Dovevo smetterla di affliggermi e rammaricarmi, e pensare a te.
Mi spinse a dare tutto ciò che avevo e anche ciò che non avevo. Spinse anche me a vivere. Nonostante provassi rimorso…
Nonostante, alla fine, avessi perso la speranza…
Nonostante avessi lasciato entrare in me il pensiero che forse dopotutto… era meglio morire. Perché anche se per un miracolo ci fossimo salvati, non saremmo mai potuti stare insieme come due ragazzi normali.
Io, che avrei dovuto aiutarti e sorreggerti, avevo finito per essere sorretta da te.
O forse no. Perché alla fine… noi ci sorreggiamo sempre a vicenda. Ci salviamo sempre a vicenda.
Morire significherebbe… negare questo sentimento, non è vero? Forse anche perderci per sempre…
Io non ti abbandonerò mai.
E se dovessi perdermi… o se tu dovessi perderti…
…saprò sempre ritrovare la via per arrivare da te. Seguendo la tua voce che chiama il mio nome.
