(A/N: Ed eccoci qui, come promesso, la Mermaid!AU, qui si intrometterà un'avventura interessante... spero solamente che sia di tuo gradimento, buona lettura.)
((P.S: Ho deciso di mettere un pò di LewViThur all'inzio, solamente per farla una cosa più drammatica, e potrebbe ritornare più tardi se Arthur e Jinny ritorneranno umani... e finirebbe in una soft LewViJiThur con un'incentramento su JiThur ovviamente. Ma prima di allora... nasce una relazione tra Arthur e Jinny, e sarà adorabile, quindi... non me ne pento di niente ;3)
La Sirena (1/2)
"Arthur... quanto tempo prima che arriviamo verso il MARE!?~"
Vivi fece l'ennesima domanda proposta da almeno due ore, descriverla eccitata sarebbe una parola piccola... è una piccola bestia, che non vede l'ora di tuffarsi nell'acqua salata. Arthur ruotò gli occhi per le stanchezza del viaggo, venire qui a nave non era uno delle idee migliori, ma era l'unico modo per portare attraverso il furgone, e visto che non volevano andare in giro l'europa usando il taxi o l'autobus... hanno deciso questa opzione.
"Vivi... te l'ho gia detto, quando arriveremo ti avviso, intanto coccola il cane, oppure riposati accanto a Lewis e giocate qualcosa insieme, io sono occupato a guidare, grazie."
Ed invece la risposta di Arthur fu lo stesso di sempre, non provava alcun rancore verso la sua amica, ma avvolte poteva veramente essere stancante... non capisce perchè Vivi non spende il suo tempo con il suo ragazzo, tanto lui è la ruota di scorta, quello che viene portato in giro solamente perchè ha un furgone che può riparare in qualsiasi momento in cui si blocchi.
E qui aspettava la solita risposta da parte di Vivi, non ne ha voglia e preferisce ammirare la Francia. Invece, si era ritrovato da dei sguardi preoccupati tutti centrati su du lui, Arthur sentì perfettamente gli sguardi rivoltati su di lui, ha rallentato il veicolo un pò per non rischiare un incidente e rivolse lo sguardo verso ognuno di loro, stanco e stufato del loro comportamento.
"Che c'è adesso? Stiamo andando al mare, no? E questo che volevate, almeno mostrate un pò di ringraziamento per avervi portati fin qua!"
Arthur ha rotto il silenzio piu' aggressivamente di quanto aveva pianificato, non chiese scusa però, ogni tanto si poteva sfogarsi un pò, no? Alla fine di un silenzio che era ritornata, Vivi lo rompe con la sua sfogatura.
"Arthur! Ci dici qual è il tuo problema? Siamo in vacanza, e tu non fai altro che sbuffare in giro, guidi, eviti le nostre conversazioni, e scacci via Mystery ogni volta che si posa sulle tue ginocchia."
Arthur ignorò le sue domande, tanto era inutile risponderle, sa perfettamente perchè si comporta così, e Vivi vuole far finta come se non sappia perchè è veramente qui? Ma che gli faccia un piacere...
"Ecco, vedi? Ti comporti esattamente come ti dicevo, cosa diavolo hai che non va? Sei sempre distante da noi, e non fai altro che restare chiuso in quella cameretta, facendo chissà che cosa-"
Arthur sbattò sbarbaricamente il clacson, e ha bruscamente parcheggiato il furgone in un posto libero, rischiando di far sbattere la faccia di Vivi sullo specchio della macchina se non aveva le cinture allacciate, e teneva Mystery nelle sue braccia prima che sarebbe finito da qualche parte del furgone, mentre Lewis è finito dietro i sedili del furgone, e questa azione di Arthur fece ricevere dei sguardi più arrabbiati su di lui.
"Ma sei pazzo?! Che ti è venuto per aver rischiato di far male a qualcuno?! Arthur Kingsmen, spero chr tu tieni una spiegazione bella e chiara, o giuro che-"
Arthur non resistò più nel mantenere la sua rabbia, Vivi ha passato ogni limite per mantenere questa finta tra loro due, fare finta che sono ancora amici gli faceva venire solo la nausea...
"Puoi stare... ZITTA per un cazzo di secondo?! Mi hai rotto le palle su quanto cazzo parli!"
Arthur vide come l'umore cambiò in un secondo un'altra volta, e vide anche quanto provavano a tenersi una faccia sorpresa, ma questo non funzionava su di lui, sapeva perfettamente come lo stavano usando... almeno abbiano la decenza di ammetterlo che per loro non è più un amico.
"Non fatemi quella faccia, sappiamo perfettamente come stanno le cose, io sono solamente una attrezzatura da usare per il vostro maledetto comodo, e io vi lascio solo usarmi!"
Vivi era ferita dalle parole rude di Arthur, non credeva veramente che provavano questo verso di lui giusto? Ma vedendo lo sguardo della loro cotta... vedeva che metteva in serio dubbio la loro relazione, e questo non fece che farla rattristire ancora di più.
"Arthur... noi non-"
È stata tagliata via con la sfogatura continua di Arthur, di cui tutti lo ascoltarono con in dolore nel cuore.
"Non fai altro che parlare, e parlare su quanto sia bello la Francia, facendo finta come se non fosse colpa mia se voi non poteve essere felici insieme come una volta, Il cane fa ancora finta di essere un cane, anche se sappiamo che è un cazzo di Kitsune, e Lewis fa il gioco del silenzio dietro al furgone!"
Il silenzio regnò finalmente nel furgone, e Arthur aspettava che Vivi si confessò finalmente che aveva ragione, che ormai non c'era alcun motivo di fingere ad essere amici, che quando si ritorna, finalmente lo lasciano in pace da solo con il suo lavoro.
Invece, sentì dei piccoli singhiozzi da parte di Vivi, all'inzio pensò di aver sentito male, ma guardando attentamente le sue gance un pò coperte dall'ombra... vide le lacrime scendere dalla sua faccia.
"Se credi veramente che non proviamo niente per te-..."
Alzò lo sguardo ed Arthur poteva perfettamente vedere lo sguardo triste e ferito dalle sue parole, facendolo capire che ha esagerato con le sue parole, e prima che potesse chiedere scusa, Vivi continuò a dargli la sua decisione finchè non si da una calmata.
"Allora oggi noi non ti rivolgeremo assolutamente la parola!"
Aprì la porta della macchina con un calcio, prese Mystery nelle sue braccia e cominciava a direzzionarsi verso il spiaggia.
"Andiamo Mystery, si vede che non vuole nemmeno la tua presenza."
Lewis restò in silenzio mentre Arthur è uscito subito in panico per raggiungere Vivi, ha visto come si era pentito di ciò che ha detto, ma se lui si sentiva veramente così con loro... allora loro dovevano fare di tutto per fargli capire che loro gli vogliono bene, molto più intimamente di quanto lui possa credere, e Vivi ha fatto il primo passo par mostrarglielo.
Ha lasciato le chiavi del furgona in macchina con il motore ancora acceso, Lewis prese le chiavi e ha spento subito il furgone, dopo è uscito fuori dalle porte posteriori della macchina e le chiuse quelle che anche quelle d'avanti, mise le chiavi nella tasca per sicurezza nel caso Arthur vorrebbe fare qualcosa di stupido.
"Vivi! Aspetta!"
Arthur rincorse Vivi con tanta fatica, lei era fisicamente più veloce di lui, anche con Mystery in mano è riuscita a tenersi in distanza da lui, finchè lei non decise di fermarsi d'avanti al mare e Arthur riusci a raggiungerla con il respiro in gola.
"Vivi... perchè sei scappata?..."
Si era lentamente girata, vide Lewis in lontananza che li stava raggiungendo senza sbrigarsi, come se sapeva come stava andando a finire, e poi la domanda do Arthur... come poteva essere così cieco?
"Che domande... non è colpa mia se sei un'idiota! Noi avevamo provato a farti visita più volte, e tu ci hai solamente scacciati come se fossimo dei intrusi! Ed io mi sono sempre chiesta la domanda se eri sempre rimasto il nostro Arthur..."
Arthur era più confuso di prima, cosa intendeva come nostro? Non intendeva che-... aspetta un attimo... lei non intendeva in quel modo, vero? Sarà solo la sua debole speranza che loro provino qualcosa per lui...
"Dimmi Arthur... tu ci vedi solo come amici? O siamo qualcosa di più prezioso da quello?"
Lewis era appena arrivato per sentire cosa avrebbe risposto alla domanda do Jinny, e ovviemente si aspettava il peggio... sapendo che Arthur era cambiato tanto dal corso dei mesi... e forse il suo interesse è cambiato su qualcun'altro, o qualcos'altro.
"Vivi... Io-... Anche se sento qualcosa per voi... Non posso permettermi di intromettermi nella vostra vita, le persone ci prenderebbero in giro e finirebbe solamente in una relazione strana, che non potrà mai funzionare. Tu hai Lewis, è meglio che resti con lui che restare anche insieme con uno sfigato come me..."
Vivi morse le labbre inferiori mentre ascoltava con tanta attenzione la sua risposta... non poteva credere che lui si poteva limitarsi così tanto per paura... forse era meglio lasciarlo solo per un pò, finchè lui non si mette la testa apposto.
"Artie... sei veramente un'idiota..."
E prima che Arthur potesse reagire, Vivi ricominciò a correre verso qualche, e quando lui provava a raggiungerla, una mano grande e scheletrico coperto dal guanto si posò sulla spalla destra di Arthur, bloccandolo sul posto senza reagire, mentre Lewis ha imitato un sospiro e cercò di calmare il suo amico.
"Parlero con lei... tu intanto cerca di prenderti una calmata, cammina in giro la spiaggia o... vai a riposarti da qualche parte, ti serve, hai guidato per tutto il giorno."
Arthur annuì brevemente, anche se vorrebbe tanto chiarirsi con Vivi... quel che ha chiesto lei è complicata da spiegare... è ovvio che ama i suoi compagni, ma Vivi non può vedere che cosa può costare questa relazione per tutti e tre, si sentiranno il bisogno di aiutarlo nel lavoro... e non avranno piu' tempo per passare la giornata in due, e questo Arthur non lo desidera assolutamente, spera solamente che sia una scusa per farlo mantenere in giro... almeno così il suo cuore brucierà dal dolore di meno.
Annuendo, visse le chiavi del furgone nella tasca di Lewis, che cosa ci fa li? Forse l'ha preso per non rischiare che qualcuno possa rubare il furgone... allungò il braccio meccanico verso la tasca di Lewis, ricevendo la sua totale attenzione mentre guardava Vivi che correva in giro per la spiaggia, un pò calmata e testarda a divertirsi un pò.
"Grazie per aver preso le chiavi, ora se non ti dispiace..."
La sua mano fu subito aggrappata da Lewis, forsè un pò troppo frettoloso e meno gentile di come l'ha pianificato in mente, ma doveva fargli capire che era meglio se lui restasse alla larga dai aggieggi meccanici, aldi fuori dalla sua mano robotica, almeno per un giorno o per una settimana quando resteranno nell'hotel che hanno scelto di restare.
"E' meglio se li tengo io per un pò... non prendertela male, ma è meglio per te e per noi se stai alla larga dal furgone per un pò."
Questo lo ha fatto solamente arrabbiare ancora di piu', il furgone era suo! Lo ha costruito lui, ed è suo diritto utilizzarlo quanto cavolo gli pare! Provò a prendere le chiavi un'altra volta con la sua mano normale, per poi essere di nuovo bloccato dalle sue mani scheletriche.
"Ridammi le chiavi... Il furgone è mio!"
E' la prima volta che vide Arthur così... dopo l'incidente, si ricorda che aveva sempre paura di rivolgergli la parola, all'inizio pensò che era giusto visto che è morto per colpa sua... ma poi si era scoperto che non era affatto colpa sua, un demone lo ha spinto a fare ciò che ha fatto, e lui provava in ogni modo per scusarsi con il suo amico per essere sempre stato così aggressivo con lui, ma era ormai troppo tardi... aveva solamente il coraggio di rivolgere la parola con Vivi, ma ogni volta che ci provava lui, Arthur lo ha premiato con il silenzio che tanto amava all'inzio, e che tanto odiava fino a questo punto, ed adesso... ha risposto indietro, ma nella maniera che non si aspettava da una persona buona e gentile come Arthur.
"Lo so che è il tuo furgone, ma... è meglio se stai un pò distaccato dal lavoro, e cominci a divertirti un po..."
Arthur guardò i suoi piedi, un pò ricoperti dalla sabbia mentre strinse i pugni tremando come una foglia, con una rabbia nel suo corpo che era pronto ad esplodere con l'intento di riprendere le chiavi della sua prima creazione ben sudata... anche al costo di usare la violenza.
"Comincierò a divertirmi... quando mi ridarai le mie chiavi!"
Lewis bloccò una seconda volta, la mano robotica di Arthur, con la differenza che stavolta non era centrato sulle sue tasche, ma sul suo torace, e questo preoccupò Lewis e non poco, ha subito bloccato l'altra mano prima di essere arrivato nella sua tasca, almeno lo poteva tenere a bada finchè non si calma.
"Arthur... le chiavi sono il segno di quanto fatichi piu' del dovuto, devi starne alla larga finchè non cominci a ritornare quello di prima."
"Come osi... a giudicare il mio lavoro!"
Arthur si è lanciato su Lewis quando ha abbassato un pò la guardia, facendolo cadere nella sabbia di spalle, mentre ha provato il suo meglio per difendersi dai suoi pugni, questo non era l'Arthur che loro conoscevano e lentamente amavano... ora può vedere il suo vero volto quando sta lontano dal suo lavoro.
"Cosa ne capisci tu del lavoro?! Niente! Quindi non darmi la cazzatta che io lavoro piu' del dovuto, è colpa dei vostri gadget che mi portate ogni maledetto giorno! Io faccio solo quel che devo fare! Io lavoro mentre voi andate in giro a divertirvi con il MIO furgone! Voi non capite un acca che significa lavorare da soli con una marea di cose da fare!"
Vivi cominciò a calmarsi un pò dopo la faccenda con Arthur, e ha cominciato a correre intorno la spiaggia insieme a Mystery che la seguiva in giro, hanno fatto qualche giretto intorno la sabbia, e sono riusciti ad ritornare al punto di partenza, con Mystery che non perse tempo a ruotolarsi nella sabbia, ricevendo un piccolo ridacchio da parte di Vivi prima che gli coccolasse la pancia.
"Sei stanco bello? Non ti preoccupare, fra poco entriamo nell'hotel e potrai riposarti quanto ti pare, per fortuna che questi non hanno problemi con i cani, eh?"
Mystery cominciava a godersi le coccole dalla sua padrona, mentre Vivi si divertiva coccolarlo prima che di rivolgersi lo sguardo su Arthur e Lewis, i suoi occhi spalancarono di ciò che ha visto e si era messa subito in piedi, e ha atterrato Arthur nella sabbia prima che riuscisse a rampere qualche ossa di Lewis.
"Arthur, calmati!"
Vivi si è seduta sulle gambe di Arthur, bloccandogli ogni possibilità di reagire con i piedi, lentamente riuscì a bloccargli le mani che stavano violentamente provando a farla spingere via, e li ha mess vicino i suoi piedi, bloccandoli entrambi con le sue gambe, ha provato a calmarlo senza usare le maniere forti, ma la sanità mentale di Arthur sembrava tutta d'un altra parte.
"Togliti! Quel bastardo viola ha fregato le chiavi della mia creazione! Ho il diritto di riaver-"
Ha ricevuto uno schiaffo bello e forte sulla sua gancia sinistra, facendolo ritornare sano di mente quando il cervello ha ricominciato a ricevere le ondate di ciò che ha fatto e stava per fare incosciamente, terrorizzandolo completamente dopo aver capito le sue azioni.
"Adesso sentimi bene... noi siamo in vacanza. Significa che tutti noi siamo qui per rilassarci e riposarci, e questo include anche te, quindi significa che devi smettere di preoccuparti per il lavoro, e cominci a godere questa vacanza insieme a noi, è chiaro?"
Vivi ha notato la confusione di Arthur nei suoi occhi... come se lo aspettava, non ha attaccato Lewis perchè voleva farlo, era uscito fuori di testa, è l'unica spiegazione. Quando saranno ritornati in America, farà in modo che Arthur visiti Duet settimanalmente, per comprendere cosa ha scatenato la sua furia, perchè e soppratutto, come risolverlo, ma adesso Arthur serviva comforto, era meglio se pensassero alla vacanza prima di pensare di chiedere a duet nel fare il psichiatra con Arthur.
"Io-... Io-... Scusatemi."
Per Vivi bastava questa risposta per comprendere che è ritornato se stesso, gli diede un abbraccio forte intorno al collo e gli ha lasciato un piccolo bacio attraverso i capelli. Mentre Mystery si è avvicinato verso le mani liberate e si è messo ad alzarsi contro il suo braccio normale, facendogli sentire i peli soffici e morbidi di Mystery.
"Va tutto bene... sei ritornato te stesso."
Dopo un comforto di qualche minuto, Vivi si alzò lentamente dalle ginocchia di Arthur, lasciandolo alzarsi dalla sabbia, mentre Mystery è ritornato intorno i piedi di Vivi, e Lewis fissava il suo amico che lentamente rivolse lo sguardo verso di lui, e ha ricominciato ad aver paura nel rivolgergli la parola. Infatti vide Arthur a rivolgere la parola verso Vivi, ovviamente era riferita all'intero gruppo, ma Arthur rifiutò di scambiare parole verso Lewis o a Mystery che gli ha staccato il braccio.
"Io-... vado al molo di legno, per rinfrescarmi la testa... vi ri-incontro nell'hotel quando mi sono calmato, okey?"
Il corto cenno da parte di Vivi fece subito allontanare Arthur da loro... doveva restare lontano da loro per un pò... come se non l'ho ha fatto in questi mesi, ma forse aveva bisogno un pò di solitudine in piu' per qualche oretta prima di ritornare e... provare a godersi questa vacanza.
Si è messo comodo sul lato estremo del molo, affacciato verso le nuvole e il cielo celeste mentre lentamente prese sonno, il viaggio lo ha stancato piu' di quanto pensasse... forse poteva concendersi qualche oretta per dormire... tanto avevano tutto il mese prima di ritornare in America... Perchè è venuto qui? Perchè non è rimasto a casa per lavorare, e lasciava che i suoi compagni iniziassero a vivere senza di lui? Perchè si è fatto convincere a venire con loro? Perchè-...? Perchè-... per-...
E cadde subito nel sonno, il suo corpo godeva il calore del sole che lo copri' mentre otteneva il meritato riposo, e per una volta... dormiva in tutta tranquilità, senza incubi, un sogno vuoto senza niente, ma era l'unico modo per non rischiarsi nel ritrovarsi con un brutto incubo, e per la mente di Arthur... preferiva questa scelta.
Dormiva per un'ora intera in santa pace, avvolte c'erano suoni dei gabbiani mentre volavano, o qualche persona che camminava intorno al molo e prese la loro barca personale senza disturbare chiunque stia dormendo sul molo, per fortuna il motore delle barche non fece svegliare Arthur, e continuò a dormire in santa pace, finchè, i chiodi delle ultime due asse non caddero da esse, e le asse caddero con esse per la mancanza di equilibrio, seguito dal corpo di Arthur che cadde insieme nel mare con esse.
La sirena controllava in giro le acque della sua nuova casa temporanea, ancora era un pò insicura se era un'idea saggia a fermarsi per una settimana vicino alla spiaggia dei umani, non ne ha mai visto una, ed è molto intrigata nell'incontrare uno.
Sentì qualcosa cadere nelle acque verso le sue vicinanze, grazie al suo udito nettamente migliori dai umani, nuotò verso l'accaduto per curiosità e vide qualcosa di giallo, insieme del legno intorno, lentamente sprofondare nel mare, si era avvicinata ancora di piu' per vedere che cosa era, e scoprì che era un essere vivo, e non era nessun tipo che lei ha riconosciuto... forse era uno dei famosi umani che sentiva tanto parlarne?
Da quel che poteva vedere... aveva il petto liscio, e non curve come le sue, quindi era... un maschio? Era sicuramente piccino... quasi alto quanto lei se non qualche centimetro in meno, non sembrava nemmeno muscoloso... ma sicuramente era carino... tutti gli umani sono così carini?
Vide come lentamente aprì... quel che credeva fosse i suoi occhi, si sono subito spalancati per averla vista, o avendo scoperto che stava in acqua, infatti, cominciò subito a preoccuparsi per entrambe le cose, la sirena diede un sorriso gentile mentrè ridacchio un pochettino per la faccia che fa... se ne aveva qualche dubbio, era sicuramente carino come creatura.
Notò che aveva qualche problema... come se non riusciva a respirare... ora si ricorda! Sentiva in giro che gli umani, e altre specie non erano capaci di respirare sott'acqua, quindi forse era meglio aiutarlo prima che sarebbe successo qualcosa di poco piacevole.
aggrappò, quel che sembravano le sue mani, gli aggrappò e sentì quanto erano diversi l'uno dall'altro, lo portò subito in superficie, aiutandolo a sedersi sui travi di legno mentre lui stava sputando l'acqua fuori dalla sua bocca, e notò che qualcosa che apparteneva all'umano non ci fosse piu'. Infatti quel giallo in piu' sul suo torace era sparito, forse era caduta... dopo andrà a riprenderlo, ma prima, doveva sapere se l'umano stava bene.
Aspettò pazientemente che l'umano si riprese, i loro occhi si sono incrociati un'altra volta, e la sirena non potè che sorridere nel vedere che l'umano stava bene. Vide che l'umano si spaventò un pochettino, e per questa reazione, la sirena non poteva resistere a ridacchiare, sbattè gli occhi un paio di volte su di lei, come se credesse di vedere un'immaginazione... forse gli serviva qualche prova che lei era veramente li?
Arthur non poteva credere ai suoi occhi... c'era una sirena che la stava fissando! Deve essere una allucinazione... la sua mente probabilmente ha cominciato a fargli altri scherzi... sbattè gli occhi un paio di volte... era ancora li, e lo stava salutando agitando la sua mano destra, non sapeva piu cosa credere... forse l'allucinazione sarebbe scomparsa se si sarebbe avvicinato verso di lei?
E cosi, con calma e attenzione, si è avviccinato lentamente, fino al punto dell'estremità del molo, lei stava... sorridendo? Forse se la toccava sarebbe finalmente scomparsa... così decise di allungare la sua mano robotica verso di lei, prima che venne spinta via dalla sirena diffidente in modo quasi violento, e da quel momento... sapeva che non era un miraggio o... un'allucinazione, era una sirena in carne ed ossa!
Quando ritirò il braccio, la sirena emmetteva dei suoni per lui incomprensibili... ma definitivamente assomiglianti a quello di una balena, forse non si fidava di lui... e non potrebbe biasimarla... anche lui è molto dubbioso di ciò che sta accadendo in questo momento.
Ora che ci pensa... che cosa era accaduto prima? Si ricorda solamente di essersene lentamente addormentato al molo... forse era caduto nel mare perchè si muoveva attorno fin troppo? eppoi... ha aperto gli occhi e vide lei... il resto era tutto confusionario, ricordava che stava lentamente affogando nell'acqua e stava per perdere i sensi una seconda volta, poi... si era ritrovato al molo tossendo l'acqua fuori dalla sua bocca, e la rivide, quindi... la sirena l'ha salvato?
La sirena guardò come l'umano ha reagito per la sua azione, come osava a provare a toccarla senza chiedere il permesso? Lei è una delle femmine del branco, ed è stata sempre rispettata da loro, o forse... era qualcosa che gli umani facevano di spesso? Era un suo modo per salutarla? Vedendolo con quel che sembrava la sua faccia, scioccato e dispiaciuto... forse ha reagito in modo violento secondo il codice dei umani... e per questa si era rattristita per averlo trattato male.
Arthur vide come la posa difensiva della sirena era lentamente sciolto, ed era subito cambiato in modo confuso a quello rattristito, forse gli serviva un pò comforto, pensandoci bene, non sa come era trattata nel mare... forse l'hanno molestata e perciò era un pò diffidente? Arthur voleva fargli capire che poteva fidarsi di lui, anche se ancora deve riprendersi dal shock di avere una sirena in carne ed ossa di fronte a lui.
Questa volta, allungò la sua mano sana sulla sua guancia, si ritirava un pochettino un paio di volte da quell'azione, ma questa volta ammeno non reagiva violentamente, finchè non si era rilassata al suo tocco, ed Arthur gli diede un sorriso piccolo e gentile per aver riuscito a comunicare in qualche modo con il suo salvatore.
"Grazie per avermi salvato... non so che cosa mi sarebbe successo senza di te."
Ha ottenuto uno sguardo confuso dalla sirena, probabilmente non conosceva la lingua umana, il che, se ci pensava bene, aveva anche senso, ma questo non fermò la sirena nel restituire il sorriso e lei... era bellissima... con la pelle verde che tiene e i suoi capelli dello stesso colore solo piu' oscuri e lunghi, che stavano galleggiando nell'acqua dolcemente, mentre la sirena fece dei suoni piu' dolci e silenziose di prima, ed era sicuramente carina su come reagiva al suo tocco... All'improviso, la sirena alzo le braccia verso di lui, e con un sorriso fece qualche suono, sempre bello da sentire, e si era immersa nell'acqua.
"H-Hey, aspetta! Dove vai?"
La sirena era scomparsa nell'acqua in una manciata di secondi, ed Arthur non sapeva che fare... restò seduto a fissare l'acqua da qui lei scomparve, era tornata a casa? Ritornerà? Forse ha fatto qualcosa di sbagliato? E restò spensierato mentre aspettava il suo ritorno... avrebbe aspettato un'oretta o due, poi... poi non sapeva che fare se non sarebbe mai ritornata.
Ha fissato l'acqua per una buona mezz'oretta, i suoi vestiti si erano piu' o meno asciutti grazie al sole che non era ancora coperto dalle nuvole, aspettava in ansia per il ritorno della sirena, ha quasi perso la speranza nel rivederla, prima che era sbucata all'improviso, sbruzzando dell'acqua sulla sua faccia quando la sua testa era sbucata fuori, sorridendo mentre si avvicinava con le mani ancora dentro nell'acqua.
Quando si avvicinò completamente, tirò fuori le sue mani dall'acqua, ricoprendo Arthur d'acqua un'altra volta, e vide che gli mostrava il suo giachettino giallo mentre la sirena emergeva dei suoni che sembravano contenti ed altretanto fieri per averlo ritrovato, ed Arthur ora capisce perchè era scomparsa nell'acqua all'improviso... per trovargli il giacchettino e ridarglielo, lo prese con una felicità nel cuore mentre la ringraziava.
"Il mio giacchettino! Grazie mille per avermelo ritrovato... mi è molto cara..."
Sapeva perfettamente che la sirena non lo comprendeva, ma almeno sperava che sapesse che ne era veramente grato per cio che ha fatto, e dal sorriso piu' grande che fece... sembrava che ha afferrato il concetto, ed Arthur mise la sua giaccia, con un rilievo di averlo di nuovo nelle sue mani, voleva che la sirena sapesse almeno il suo nome... e sicuramente anche lei non dispiacerebbe impararlo... ma non sapeva come risolvere questa faccenda... La sirena guardò l'umano lentamente sedersi di fronte a lei, portò un dito sulla sua facccia, e disse
"Arthur."
All'inizio, la sirena pensava che fosse qualche scherzo che gli umani fanno di solito, infatti era molto insicura che stesse facendo qualcosa di importante, poi, l'umano stava lentamente ripetendo le stesse parole, mantenendo il dito sulla sua faccia, e manteneva uno sguardo fisso nei suoi occhi... stava forse dicendo il suo nome? La sirena era eccitata ad impararlo, quindi si fece coraggio... e provò a pronuncare le sue parole...
"A-... hu-..."
La R e la T non era riuscita a pronunciarle al primo colpo, ma l'umano era paziente a fargli imparare bene il suo nome, quindi, ripeteva dolcemente le prime tre sillabe del suo nome finchè non riusciva a pronunciarle correttamente.
"Art-... hur."
puntò l'altra mano su di me, stava aspettando qualcosa che lei facesse... poi ha compreso che l'umano voleva che ci riprovasse, quindi la sirena si concentrò, e riprovò a pronunciare il suo nome.
"A-... t-... hu-..."
"Art-... hur."
La sirena ci riprovava un paio di volte a pronunciare la R, era piu' complicata di quanto pensasse, doveva usare la lingua per produrre un suono duro, di cui, lei non è usata a pronunciare, ma lentamente... con un pò di tentativi riusciva a pronunciare la R un pò debolemente, e l'umano faceva in modo che lei la impari bene.
"...RRRRRRRRRRRR..."
"...RRRRRRRRRRRR..."
Dopo una decina di tentativi, l'umano annuiva su come lei riusciva a pronunciare la R d'ora in poi, e disse il suo nome un'altra volta, vedendo se ora era capace di pronunciarlo.
"Art-... hur."
Ora lo fissava in modo incuriosito su come se l'avrebbe cavata, ha notato che la R era corta, quindi provò ricordarsela per non usare quella frase per troppo a lungo, il resto era facile, prese un respiro profondo... e ci ha riprovato.
"Arrrt-... hur."
L'umano ha annuito al suo pronunciamento, e l'ha incoraggiata a riprovare, e questa volta, ha pronunciato il nome senza uno stacco.
"Arthur."
E ora toccava a lei, era fiduciosa di potercela fare, voleva imparare qualcosa della linua umana a tutti i costi, e lui... è qui per fargliela insegnare... e lui è... carino e... molto intelligente.
"Arthur...?"
L'umano sorrise per la sua pronuncia, e lei nuoto in giro a lui, felice di aver imparato il suo nome.
"Arthur~... Arthur~... Arthur~...-"
Arthur guardò felicemente la sirena che nuotava in giro a canticchiare il suo nome, ce n'e voluto un'oretta a fargli insegnare il nome... ora doveva sapere il nome della sirena, non era molto bella come cosa chiamarla solamente, sirena, sicuramente aveva un nome no? Quando lei era ritornata verso di lui, ha di nuovo portato il dito su se stessi, sperando che avrebbe capita cosa sta per chiedere da lei.
"Mio nome... Arthur."
Fece una ruotazione completa con il dito e la puntò verso di lei.
"Tua?..."
Ha ricevuto uno sguardo confuso dalla sirena, ovviamente ignara di ciò che intende chiedere.
"Arthur?"
Scuotò la testa, e ha continuato a puntare il dito verso di lei, finchè non fece lo stesso, ha provato ad imitare la prime parole che disse, sperando di comprendere che cosa vuole che dica.
"Mio... Nome?"
Si è sorpreso per un attimo e sbattè gli occhi un paio di volte, poi ha annuito, e ha capito che era un passo in piu'... cosa vorrebbe mai da lei? Ha puntato la dita verso se stesso... e ha pronunciato il suo nome, poi ha puntato la sua dita verso se stessa... forse chiedeva il suo nome? Ha subito sorriso, forse ha capito che cosa intendeva! Un nome! La sua... ma... il colore conta come se fosse il nome? Provò a dirgli il colore verde nella sua lingua, ottenendo questa volta, uno sguardo confuso ma rilevato per aver capito la sua domanda. L'umano sembrava di pensare e pensare... finchè non ha emesso un suono che assomigliava tanto a quello quando era riuscito a prendere fiato un'altra volta, si abbaassò e puntò il suo dito in modo eccitato.
"Jinny?"
E adesso che cosa ha chiesto? La lingua dei umani era così complicata... perchè non poteva essere semplice e facile come la sua? Sperava che almeno dalla sua faccia può capire che cosa intendeva dire... sembrava speranzoso di qualcosa...
"Tua... Jinny?"
Ha ripetuto la stessa domanda, con delle frasi che ancora non comprendeva, aveva ancora il dito puntato su di lei, si è ricordata che usò la prima frase quando puntò verso di lei... ed era una domanda per il suo nome, quindi forse gli voleva dare un nome?
"-I... nny?
"Jinny."
Ormai era sicura, voleva dargli un nome, un nome vero e proprio! Suonava anche bella come nome... ed era sempre meglio che chiamarsi verde, questo umano era veramente intelligente...
"Ii-...nny?"
"Gi-Gi-Gi-Gi-Gi"
Ha ripetuto la prima sillaba per lei... proprio come ha ripetuto la R un paio di volte, e questa l'ha fatta capire che doveva lavorarci sopra, e lei voleva avere quel nome per se stessa.
"Gi...?"
"Gi."
"Jinny?"
Non ci poteva credere... l'ha imparato subito, era molto felice che la siren-... Jinny abbia imparato il suo nuovo nome, e da quel che vede... gli piace anche, ed infatti ha cominciato a nuotare in giro versò l'acqua un'altra volta.
"Jinny~... Jinny~... Jinny~..."
Arthur sorrise dolcemente su Jinny... poteva essere spaventosa e non molto fiducioso... ma era anche simpatica e bella quando ha cominciato a fidarsi di lui, guardando meglio il mare... vide che si stava lentamente oscurando, guardé il cielo, e vide che la notte stava per arrivare, e anche se voleva stare ancora in compagnia con lei... Vivi e Lewis staranno sicuramente preoccupati se arrivava all'hotel troppo tardi, sperava solamente di rivederla domani...
"Jinny."
Jinny sentì Arthur che l'ha chiamata, e se poteva giudicare dalla voce... non sembrava molto contento, quindi per preoccupazione si è subito nuotato verso di lui, guardandolo con occhi attenti per capire qual' è il problema, ha puntato il cielo... è tardi... e capii subito qual è il problema, Arthur doveva ritornare al suo branco quanto Jinny doveva fare lo stesso, Jinny toccò la sua gamba sinistra per avere la sua attenzione.
Puntò il cielo con entrambe le mani chiuse insieme, poi le spalancò come se stasse per dare un abbraccio, ha puntato verso Arthur sull'asse di legno e disse.
"Jinny!"
Si è subito tuffata in acqua, e ricomparve, dando un sorriso verso l'umano Arthur, speranzosa che ha capito tutto.
Arthur ci ha messò un pò a capire i gesti di Jinny, ma poi ha capito che quando ha spalancato le braccia intendeva mostrare il sole, poi ha puntato verso di lui e l'estremità del molo, ha urlato il suo nome... si era tuffata nell'acqua e poi ricomparsa, come se l'avrebbe chiamato lui, annuì per il piano di Jinny, anche se era dubbioso che lo sentirebbe dalle profondità del mare, ma si fidava di lei.
Si è alzato, con i vestiti ormai asciutti, e ha cominciato ad agitare la sua mano robotica verso di lei, mentre l'ha salutata con un ultimo insegnamento.
"Ciao..."
Forse non doveva aspettarsi che Jinny avrebbe capito il gesto al volo, ma vedendola agitare entrambi le mani con un sorriso che sembrava che non era mai finita dalla mattina fino alla sera, ha imitato quello che ha detto.
"Ciao~"
Arthur vide Jinny rituffarsi nell'acqua, scomparendo completamente per stasera, con un piccolo sorriso si è voltato, e ha sperato di trovare questo hotel prima che i suoi compari cominciassero a preoccuparsi per lui, intanto Jinny si era risbucata una seconda volta... guardandolo andarsene via verso da quel che crede che sia il suo branco... spera veramente di rivederlo domani, è stato divertente spendere questo giorno insieme a lui, gli umani non erano così male come il suo branco disse... lui era gentile, intelligente e... molto carino...
Ha sentito le sue guance arrossirsi da quel pensiero, scuotò subito la testa prima di farsi strane idee... lui era un umano, e non poteva respirare nell'acqua, ma forse con l'aiuto di suo zio... E con quell'idea in mente... si era rituffata nell'acqua, spensierata se si sarebbe mai funzionato.
