Erano passate due settimane da quando Emma era entrata per la prima volta nella stanza da letto della regina. Da quel giorno, ogni notte, le due donne avevano trascorso insieme ore piacevoli e dolorose al contempo. Emma aveva scoperto che essere sottomessa non era così male, anzi: la faceva sentire libera, completa. Viva.
La sovrana le aveva addirittura concesso di dormire nella stanza accanto alla sua. Quando aveva voglia di lei, a Regina bastava chiamarla, ed Emma doveva semplicemente aprire la porta nascosta tra le due camere comunicanti e soddisfare la sua regina.
Ma oggi non l'aveva chiamata. Era rimasta in attesa per tutto il giorno, le orecchie tese a percepire ogni rumore nel castello, eppure la stanza accanto era rimasta terribilmente silenziosa. La preoccupazione si stava facendo insopportabile, tanto da costringerla a camminare su e giù per la stanza, tormentandosi le mani.
D'un tratto sentì la porta della camera adiacente aprirsi sbattendo, e delle risate risuonarono nel silenzio.
«Era da tanto che non venivi a farmi visita…» esordì Regina chiudendo la porta dietro di sé.
Malefica le sfiorò il viso, facendola voltare verso di lei per poi bloccarla contro la porta col suo corpo. La mora rise, inarcando il corpo verso di lei.
«Non è stato facile arrivare qui, sai, c'è una guerra in corso…»
«Lo so… ma non è stato facile trovare un giocattolo adatto…»
Malefica sollevò le sopracciglia, accigliata. «Mi hai dunque sostituita?»
«Non potrei mai…» replicò Regina posando le mani sui suoi fianchi. «Ma ho dovuto trovare qualcosa con cui distrarmi, visto che non posso uscire da questo maledetto castello.»
Malefica sorrise e la baciò prepotentemente, e spinse la donna verso il letto. Regina sorrise
stendendosi sul letto. Malefica non perse tempo a stendersi sopra di lei continuando a baciarla con foga. La mora con un gesto della mano fece sparire i vestiti di entrambe.
« Non perdiamo tempo…» osservò Regina tra un bacio e l'altro, capovolgendo la situazione per trovarsi sopra di lei.
« Vuoi sempre comandare vero?» chiese divertita la bionda.
« Ovviamente..» replicò l'altra donna, bloccandole i polsi con la magia. Si leccò le labbra e si stese su di lei. Le mani iniziarono a vagare sul suo corpo, soffermandosi sul suo capezzolo. Malefica gemette inarcando la schiena. La mora avvicinò la bocca al suo seno, finchè non strinse tra i denti il capezzolo turgido della donna sotto di lei, facendola gemete più forte. La sua mano scese tra le sua gambe, allargandole con prepotenza per poi iniziare a stuzzicare la sua intimità, già bagnata per lei. La stuzzicò per minuti interi, aspettando che la donna la implorasse di darle più piacere.
« Reg…ina…» mormorò in preda all'eccitazione Malefica.
« Dimmi cara…» sorrise spingendo due dita in lei, provocando un urlo nella bionda. Soddisfatta la mora iniziò a muoversi velocemente in lei, aprendo le dita in lei, facendola fremere fino a che non esplose urlando il suo nome : « Regina».
Malefica ansimò sotto di lei incapace di muoversi, i muscoli ancora tesi. Regina la liberò dalla sua magia. Appena fu libera la bionda si solleva afferrando la donna sopra di lei per invertire nuovamente le posizioni.
« Vuoi comandare?» chiese divertita Regina.
Per tutta risposta Malefica le chiuse la bocca con un bacio, mordendole il labbro fino a farlo sanguinare per poi spingere il suo corpo contro il suo. Le loro intimità ormai bagnate si scontrarono. Facendo gemere entrambe le donne. Malefica si muoveva veloce su di lei mentre con la mano le stringeva un seno e con l'altra le tirava indietro la testa per morderle il collo. Regina non potè trattenere un gemito più forte.
Emma non riusciva a credere alle sue orecchie, i gemiti che sentiva stavano riempiendo anche la sua stanza. Non riusciva a credere che Regina potesse stare con un'altra donna mentre lei era li che l'aspettava. Sapeva di essere solo un giocattolo per lei ma questo non la faceva sentire meglio. Si buttò sul suo letto premendosi il cuscino sulla testa per cercare di non sentire quelle urla di piacere che di solito era lei a provocare alla sovrana. Ma questo non bastò a bloccare quelle urla. Ringhiò di rabbia, quasi con la speranza che la donna la sentisse, cosi da ricordarsi della sua presenza.
Regina spinse il suo corpo contro quello della donna sopra di lei, chiedendo di più. Le sue richieste furono subito accontentante, Malefica non perse tempo a penetrarla con due dita, con forza, facendola gridare ancora di più. La bionda le succhiò un capezzolo mentre continuava a tormentarla con le dita, uscendo ed entrando da lei sempre con maggiore violenza. Regina gridò sempre più forte sentendo il piacere prendere possesso del suo corpo.
Emma premette maggiormente il cuscino sulla testa, mentre le lacrime cercavano di scappare prepotentemente di suoi occhi, ma non voleva piangere per lei. Si alzò di scatto dal letto e si avvicinò alla porta che la separava dalla regina, appoggiando le mani al battente di legno. Resistette solo qualche istante, poi si spostò di nuovo. All'ennesimo urlo di piacere della donna, calcò con forza il grande baule ai piedi del suo letto, rischiando di rompersi il piede destro e sfondando la sottile parete di legno del baule. Afferrò il piede dolorante, saltellando sull'altro fino a raggiungere il materasso, imprecando sottovoce.
« Sii..» gemette forte Regina. Le sue mani andarono sui capelli della bionda, attirandola vicino per unire le loro bocche in un bacio violento e passionale. Le dita di Malefica continuarono a stimolarla; spostò il pollice sul suo clitoride per far aumentare il suo piacere.
« Malefica..» ansimò vicina all'orgasmo, che arrivò qualche attimo dopo facendo fremere il suo corpo. Malefica continuò a tormentala ancora per qualche secondo per farle raggiungere il massimo del piacere, poi uscì da lei. Continuò a baciarla mentre con le mani le accarezzava il viso .
Il corpo teso della regina si rilassò dopo qualche minuto sotto le carezze della donna che le aveva procurato tanto piacere.
« Non hai perso il tuo tocco…» disse la regina ansimando ancora.
« Pensavi mi fossi rammollita? » replicò la bionda
« Non è facile trovare dei bravi amanti...mi sarebbe dispiaciuto perderti,,,» continuò la sovrana mordendola il labbro.
Malefica gemette, in bilico tra dolore e piacere. « Quanti amanti hai?» le chiese.
« Al momento solo una…Non è stato facile trovarne una decente da quando sei andata via…» disse divertita la mora stendendosi sul letto.
« Mi fa piacere sapere che non sono facile da rimpiazzare...» replicò l'altra, stendendosi accanto a lei.
« Come si chiama la fortunata?» chiese poi, curiosa.
« Serva.» rispose Regina sorridendo « Vuoi vederla?»
« Non conosci il suo nome?» chiese Mal ridendo. « Sì, sono curiosa...»
Regina si alzò dal letto e ordinò ad una guardia di portare Emma nella sua stanza.
Malefica osservò il suo corpo, perfetto, una luce di lussuria negli occhi, nonostante l'avesse appena avuta.
« Dove l'hai trovata?»
« Era venuta ad uccidermi…» le rispose la sovrana girandosi a guardarla per poi tornare a letto da lei.
Emma sussultò quando la porta della sua stanza si aprì improvvisamente. Venne strattonata e portata nella stanza della regina. Si paralizzò alla vista delle due donne nude sul letto. La mano di Malefica si muoveva sulla coscia di Regina. Strinse i pugni per la rabbia ma poi si inginocchiò davanti a loro.
« Ad ucciderti? Addirittura? » domandò Malefica mentre la giovane donna veniva portata davanti a loro. Osservò la giovane: carina, ma niente di speciale per i suoi gusti.
« Non sembra un'assassina.» commentò verso Regina
« Non lo è infatti...come vedi sono viva...» sorrise lei, maliziosa.
Emma rimase in ginocchio, in paziente, rabbiosa attesa, tradita dalla postura rigida. Tra l'altro, il piede le faceva ancora male, aumentando la sua irritazione.
« Solo un'idiota manderebbe qualcuno ad ucciderti, mia cara... un'incompetente, per di più.»
« Infatti Snow lo è, come ben sai...» replicò Regina, disgustata e divertita allo stesso tempo dalla stupidità della sua nemica. «Soprattutto, sacrificare sua figlia…» rise per poi guardare Emma.
« Non credi di aver fatto troppo rumore?» le chiese.
« Sua figlia? Hai la principessa Emma tra le mani e non mi dici niente?» la guardò scioccata Malefica.
Emma lanciò una breve occhiata alla sovrana prima di aprire la bocca.
« Mi dispiace, Maestà. Ho inciampato andando a letto.» inventò sul momento.
« Sei tu che sei sparita obbligandomi a cercare una sostituta» replicò Regina rivolgendosi a Malefica, passando una mano sulla sua coscia per poi portare la sua attenzione sulla principessa.
« Cerca di mostrare più rispetto se non vuoi tornare nelle segrete» disse con disprezzo.
Emma deglutì, lanciandole un'altra occhiata. Il cuore accelerò inevitabilmente alla spaventosa idea.
«Chiedo perdono, Maestà.» si affrettò a dire.
«Non è colpa mia se hai scatenato una guerra!» stava continuando Malefica. Diede una leggera, scherzosa pacca sulla spalla a Regina, stupendo oltre ogni modo Emma, per poi alzarsi e compiere qualche passo verso di lei. Si voltò verso la regina prima di azzerare la distanza tra loro. «Posso?» chiese, indicando la ragazza con un dito.
Lei la guardò sorridendo. «Ma certo mia cara…» rispose, sistemandosi poi, come per osservare meglio la scena.
Malefica raggiunse quindi la serva. Troneggiava su di lei, ancora inginocchiata a terra. Anche se fosse stata in piedi, la situazione non sarebbe cambiata: era più alta di Regina, e, per certi versi, più spaventosa. Posò due dita sotto al suo mento, obbligandola a guardarla, studiando i suoi lineamenti.
«Hai gli stessi occhi di tua madre… e il cervello di tuo padre, visto cosa sei venuta a fare qui…» commentò.
Non potendo fare altro, Emma sostenne lo sguardo della donna, serrando la mascella alle sue parole.
«Mio padre vale dieci volte te.» rispose in un ringhio rabbioso.
La regina si alzò di scatto, raggiungendola e afferrandola per i capelli.
«Modera i termini, serva, se non vuoi che ti uccida seduta stante! Da dove viene tanto coraggio? Sei stata docile in queste due settimane…»
La principessa trattenne un gemito, stringendo i denti e i pugni per sopportare il dolore.
«Sempre da quelle due persone che mi hanno dato la vita, suppongo.» rispose con gli occhi fiammeggianti di rabbia.
La risata divertita di Malefica spezzò l'aria.
Regina, tuttavia, non si lasciò distrarre.
«Chiedi scusa per la tua arroganza, piccola ragazzina!» ordinò, volgendo poi lo sguardo verso Malefica. «Un giorno senza di me e torna a fare la sbruffona…» disse, voltandosi poi nuovamente verso la serva «…quando non voleva altro che soddisfarmi, fino a stanotte…» continuò per umiliarla.
Emma arrossì appena alle sue parole, ma non perse il suo coraggio.
«Altrimenti? Che volete farmi, Maestà?» chiese calcando sull'ultima parola, guardandola negli occhi nonostante i suoi siano lucidi. «Se dovete uccidermi, fatelo, non mi importa. L'avevo messo in conto quando sono venuta qui da sola.»
«Stai cercando di dare la colpa a me?» domandò Malefica ignorandola, guardando Regina con gli occhi azzurri spalancati.
«Ma no, mia cara.» le rispose lei sorridendo, senza tuttavia smettere di guardare la ragazza. «Credo solo che qualcuno qui sia geloso…» Si chinò per sollevare il viso di Emma. «Ti sei sentita trascurata?»
La ragazza arrossì violentemente, e cercò di abbassare lo sguardo.
«Oh, povera piccola…» osservò Malefica guardandola. «…si è innamorata di te…»
Regina la guardò, cercando conferma nel suo sguardo.
«È così?» chiese.
Lei sostenne il suo sguardo.
«Perché, vi importa?»
«Curiosità.» rispose la donna, cercando di mantenere un tono distaccato.
Emma strinse gli occhi indagando il suo sguardo.
«Non risponderò a questa domanda.» disse «Qualunque cosa mi facciate.»
«Torna nella tua stanza.» ordinò la regina dopo qualche attimo di silenzio, lasciandola andare.
La principessa si alzò e zoppicò verso l'uscita senza fare un fiato, nascondendo le lacrime che non poteva più contenere dando le spalle alle due donne.
