Regina la guardò andare via con una strana sensazione dentro.

«Tesoro, conosco quello sguardo…» disse con tono gentile Malefica.
Regina si voltò per tornare a letto. «Che sguardo?»
La donna la seguì sorridendole.
«Hai due modi per risolvere la situazione. Tre, forse.» continuò la bionda.
«Non capisco che situazione, ma ti ascolto.» replicò l'altra evitando il suo sguardo.
Malefica sorrise guardandola. Iniziò ad elencare, contando i punti con le dita mentre parlava.
«Uno, la uccidi. Ma non credo tu voglia farlo, o sarebbe già sottoterra. O la sua testa su una picca, per far soffrire l'idiota. Due, la torturi finché non ti calmi. Funziona sempre. Tre, la fai calmare e accetti il fatto che sia innamorata di te. Ma te lo sconsiglio lo sai, l'amore...»
«L'amore è debolezza, lo so…» concluse per lei Regina sospirando. «Non voglio ucciderla. Non ancora…» si affrettò a sottolineare. «E comunque non è innamorata di me.»
Malefica posò una mano sulla sua, guardandola negli occhi.
« Regina, cosa se non l'amore l'avrebbe spinta ad arrendersi così facilmente a te, abbandonando l'intento di ucciderti? Tradendo la sua famiglia? Mi hai detto prima che fino a ieri voleva solo compiacerti... Non ti sto dicendo di avere una relazione con lei, dico solo che devi affrontare la situazione, o quella a rimetterci sarai tu...»

«Io? E perché mai? Sai benissimo che non ho un cuore, quindi in che modo dovrei rimetterci?» chiese quasi con rabbia.
«Non parlo di cuore, cara, parlo di cervello! Ti farà impazzire se continua così! Sottomettila per bene, così non ti darà più problemi.»

«È ovvio che lo farò..» sbuffò Regina, spazientita.

La strega sorrise.
«Bene! Se ti servisse una mano dalla tua vecchia maestra…» aggiunse poi, la malizia negli occhi.
«Sono in grado di farcela da sola…» le sorrise la mora «Ma grazie…» aggiunse prima di baciarla.
Malefica rise tra le sue labbra.
«Oh, lo so, lo so… Dicevo solo per divertirci insieme…»
«Ovviamente ci saranno altre occasioni, dopo che l'avrò sottomessa completamente.»
La donna sorrise, gli occhi che lampeggiavano, malvagi. «Non vedo l'ora…» disse.
Regina sorrise di rimando. «Quanto resterai?»
«Finché sopporterai la mia presenza.» rispose l'altra ridendo.
«Interessante…» Regina le accarezzò il viso per poi sdraiarsi sul letto. «Ti faccio riposare. Riprendi le forze, più tardi ne avrai bisogno…»
«Pensi davvero che abbia bisogno di riposare? Sono un drago, Regina, non la tua serva nell'altra stanza! Mi offendi…»
«Scusa, non volevo offenderti..» disse attirandola su di sé, per poi baciarla con passione.

Malefica sorrise sdraiandosi su di lei rispondendo al bacio.

Regina non perse tempo ed entrò immediatamente in lei, facendo urlare per la sorpresa la bionda sopra di lei. Dopo un attimo di lieve dolore la bionda iniziò a spingere il bacino verso di lei, chiedendo di più. La regina non esitò un attimo e iniziò a muoversi velocemente in lei.

«Non smettere….»sussurrò Malefica mordendo il labbro alla donna sotto di lei, Regina aprì le dita per toccare i suoi punti più sensibili, facendo gemere forte la donna sopra di lei.

I suoi movimenti erano sempre più veloci, rallentano solo dopo l'urlo di piacere di Malefica, che ansimando si stende su di lei.

La sovrana uscì lentamente da lei, un sorriso soddisfatto sul viso.

« Ti sono davvero mancata tano…»

« Si, mi sento piuttosto sola nel mio castello…» replicò Malefica.

« Puoi restare quanto vuoi..» commentò Regina accarezzandole il viso.

Malefica la guarda, quasi adorante per poi risponderle:« Grazie.. Sai che sei sempre la benvenuta nel mio castello, vero?

« Certo mia cara..» le sorride.

La bionda socchiude gli occhi, rilassandosi completamente.
« Ti dispiace se chiudo gli occhi per un momento? E' stato un lungo viaggio. Ho dovuto schivare almeno un centinaio di frecce e qualche decina di lance..».

« Ma certo riposati, abbiamo tanto tempo» la rassicurò la regina baciandola.

Malefica crollò quasi immediatamente, esausta.

Regina aspettò che il suo respiro si facesse regolare prima di alzarsi dal letto. Si coprì con un vestaglia e uscì dalla stanza.

Emma dopo essere stata portata nella sua stanza, si era accasciata sul letto. I gemiti delle due donne continuavano ad arrivarle alle orecchie.

Le lacrime avevano appena smesso di scorrere sul suo viso quando la porta della sua stanza venne aperta con violenza.
Si tirò su di scatto e rimase sorpresa nel vedere la regina entrare.

« Quindi sei sveglia..» disse la sovrana avvicinandosi a lei.

« Si.. Maestà..» rispose con un filo di voce, chinando il capo.

Regina si avvicinò, le afferrò il piede e, facendo gemere di dolore la principessa, passò la mano su di essa, guarendola.

Emma sobbalzò al tocco della regina. Quando il dolore cessò sollevò il viso per guardare la donna, la bocca spalancata per la sorpresa.

« Non alzare mai più la voce con me. Non provare mai più a contraddirmi…soprattutto davanti ad altre persone.» disse freddamente la mora.

La ragazza annuì istintivamente. «Si, Vostra Maestà. Mi dispiace.»

« Perché l'hai fatto? Sono due settimane che non ti lamenti né che disobbedisci ai miei ordini.»

Emma deglutì per poi distogliere lo sguardo.

«Quella donna mi mette a disagio.» rispose.

« Cerchi ancora di mentirmi…non hai imparato niente?»

« Non ho mentito, Maestà. È che credevo di essere… l'unico vostro giocattolo…» pronuncia l'ultima parola con grande sforzo.

Regina trattenne una risata per poi risponderle: « Malefica non è un mio giocattolo..» la corresse. Un attimo dopo la fece alzare e la spinse contro il muro.

Emma perse il fiato al contatto con il suo corpo.

« Mi dispiace, non intendevo insinuare nulla, Maestà..».

« Tu sei il mio giocattolo, anzi, eri. Adesso dovrò fare a meno di te.» le sussurrò Regina all'orecchio, gelandole il sangue nelle vene.

« C-cosa?» chiese spalancando gli occhi.

« Si ti dovrò rinchiudere di nuovo nelle segrete e non potrai più aiutarmi a farmi rilassare...è frustante…» rispose l'altra premendo il suo corpo contro il suo.

Gli occhi di Emma si riempirono di lacrime, mentre tremava al suo tocco.

« M-maestà, vi prego…perché?» chiese.

« Perché cosa? Cosa ti infastidisce?» replicò la regina.

« Sinceramente?» risposte la bionda sbattendo le palpebre più volte, il respiro affannoso. Non aspettò la sua risposta per continuare : « Tutto quello che avete detto : le segrete, non potervi aiutare, il vostro essere frustata…»

« Hai solo paura di tornare nelle segrete, perché mai dovrebbe importarti della mia frustrazione?» chiese Regina con disprezzo.

Emma aggrottò la fronte.

« E' vero!» rispose con calma. « Ho paura di tornare nelle segrete, ma questo non mi impedisce di preoccuparmi per voi…» continuò, dopo un attimo di silenzio.

Regina si allontanò da lei di colpo, lo sguardo pieno di rabbia.

« Sei una bugiarda!» disse alzando la voce. « Ma devo ammettere che sei brava, preferisci far credere di essere innamorata di me piuttosto che tornare in prigione. Non avevo mai visto nessuno così convincente.» continuò dopo un secondo, guardandola negli occhi.

Emma continuò a guardarla mentre una lacrima si faceva strada sul suo viso, senza che lei potesse fermarla. A quella vista la regina fece un passo verso di lei, per poi chiederle : « Sei innamorata di me?»

La giovane scoppiò a ridere. Non per divertimento: era chiaramente una risata isterica.

« Voi che dite, Maestà?» si indicò con un gesto ampio delle braccia « Guardatemi. Sono patetica, lo so. Ma non vi sto chiedendo niente. Potete fare quello che volete di me, so di non significare nulla per voi, se non un temporaneo divertimento. Ma la vostra amica di là ha ragione. Sì, sono innamorata di voi. Assurdo, vero? Vengo qui per uccidervi, voi mi torturate e io mi innamoro. Del mio peggior nemico. Sono un'idiota, lo so, ma non posso farci niente.»

Regina spalancò gli occhi, immersi nei suoi, le mani iniziarono a tormentarsi. Dopo qualche minuto riuscì a parlare: « Vattene…» disse facendo apparire i vestiti con cui era stata catturata « Non tornare mai più.».

Emma, dopo un attimo di smarrimento, prese un respiro e iniziò a spogliarsi, sotto gli occhi stupiti della mora.

« Che diavolo fai?»

« Disobbedisco.» rispose semplicemente la bionda.

Gli occhi della regina divennero furenti.

« Vuoi proprio morire stupida ragazzina?»

La principessa lasciò cadere gli stivali a terra e allargò le braccia.

« Ve l'ho detto…Potete fare quello che volete con me.» spiegò slacciandosi la cintura.

« Bene.» replicò la sovrana usando la magia per rivestirla « Comando io...adesso ultima possibilità: o vai via con le buone o dovrò pensarci io.»

Emma sospirò ritrovandosi nuovamente vestita. Ponderò sul da farsi per poi inginocchiarsi a lei. « Maestà vi chiedo asilo. »

« Asilo?» ripeté la sovrana senza capire « Da chi?» chiese esasperata.

« Dai miei genitori. Non posso tornare da loro: vogliono la vostra testa. Io non potrei mai permettergli di averla. Sono una loro nemica adesso.» rispose sollevando il viso guardandola intensamente negli occhi.

« Sei pazza…» sospirò Regina.« Non ti farebbero mai del male. Torna a casa principessa» rispose per poi farla apparire nella foresta, oltre le mura del suo castello.

Emma si guardò intorno, presa alla sprovvista dall'improvviso cambio di posizione. Inspirò l'aria fresca, che da tempo non respirava. Ma la distrazione durò solo qualche attimo.

«Loro non mi farebbero del male, è vero, ma Re George sì. Mi farebbe impiccare per alto tradimento.»
«I tuoi non lo permetterebbero, e George non alzerà un dito senza il mio permesso, per cui puoi tornare a casa.» ribattè seccamente l'altra.
Emma esitò. Rimase ferma, cercando una soluzione, una via d'uscita. I suoi occhi si illuminarono quando la trovò: si sedette a terra di colpo, a gambe incrociate.
«Non tornerò a palazzo. Resterò qui finché non cambierete idea.» sentenziò infine guardandola con determinazione.

La regina, tuttavia, la guardò con sufficienza.

«Resterai qui in eterno.» disse voltandole le spalle. «Quando mi stanco di un giocattolo me ne libero… sei fortunata che non ti abbia ucciso.» aggiunse poi a voce più bassa.

«Di questo giocattolo non potete liberarvi…» disse Emma con un sorriso.
Regina la degnò appena di uno sguardo.

«Vedremo.»
Sparì in una nuvola viola, lasciandola a fissare il punto in cui è svanita.

Regina riapparve nella sua stanza. Malefica dormiva ancora nel suo letto. Sospirò, e andò alla finestra per guardare il cielo limpido. Quella stupida ragazzina la stava facendo diventare pazza, ma non riusciva a togliersela dalla mente.
Malefica borbottò qualcosa di confuso nel sonno e si rigirò nel letto, forse disturbata dai passi della mora. Regina le lanciò un'occhiata ma, resasi conto che ancora dormiva, tornò a fissare l'esterno. Oltre le mura vide Emma, ancora ferma nel punto dove l'aveva lasciata.
«Non posso tenerti qui…» sussurrò contro il vetro, appannandolo.
«Lilith….» mormorò Mal nel sonno, aggrottando la fronte.
Regina lanciò un ultimo sguardo alla ragazza oltre il vetro.

«Vattene, stupida ragazzina…» sussurrò per poi avvicinarsi al letto, e accarezzare i capelli del drago.

I suoi occhi azzurri si aprirono a quel contatto, fissandosi su di lei, confusi.
«Regina… tutto bene?» chiese, la voce impastata dal sonno.

«Sì… tu, invece?» chiese di rimando la mora sedendosi sul materasso.
Allo sguardo del drago non sfuggì la sua menzogna.

«Io sto bene…» disse «…ma tu non mentirmi: cosa c'è che non va? La ragazza ti crea problemi?»

Regina sminuì rapidamente la situazione. «No, nessun problema. Hai pronunciato il nome di tua figlia…»

Il volto di Malefica si riempì di tristezza.
«La sogno spesso…» ammise a voce più bassa. «Immagino come sarebbe ora se… Ma dimmi di te. Ti vergogni a parlare con una vecchia amica?» chiese, nonostante gli sforzi dell'altra.
Regina strinse la sua mano tuttavia.

«Mi dispiace per la tua perdita.» disse guardandola negli occhi chiari. «Di cosa dovrei vergognarmi?»

Malefica si strinse nelle spalle. «Non lo so, sei tu che non vuoi parlarne.» ribatté.

«Di cosa dovrei parlare? Di una stupida ragazzina?»
Malefica le donò un piccolo sorriso, e le accarezzò il volto. «Sì, se ti toglie il sonno…. Che fine le hai fatto fare?»

Regina distolse lo sguardo da lei.

«L'ho lasciata andare.» rispose cupamente.

«Diamine, allora davvero ti interessa!» commentò la bionda aggrottando la fronte.

«Ma che dici!» esclamò indignata la regina «È che, ti immagini la faccia di Snow quando saprà che sua figlia è innamorata della persona che odia di più al mondo?» chiese, un sorriso vittorioso e maligno sul viso.

La strega rise di gusto a quelle parole.

«Oh, sarebbe bello vederla! Sai… avrei preferito che non fossi così interessata alla ragazza…» aggiunse poi, più calma. «…Avere la figlia di quegli imbecilli tra le mani…l'opportunità di farli soffrire come loro hanno fatto con me…»
«Così soffriranno di più… Loro vogliono uccidermi, e la loro preziosa figlia mi ama.» disse ridendo. «Non sono interessata a lei, smettila con questa storia.» la riprese poi, secca.

Una strana espressione si fece strada sul viso di Malefica.
«Ma pensa se combattesse al tuo fianco, invece… le loro espressioni nel vederla sul campo di battaglia, ad uccidere i loro stupidi amici... e poi vederla morire davanti ai loro occhi, visto che non ti interessa.. potrei squartarla con i miei artigli.»
«No. Non la voglio qui.» disse Regina alzandosi dal letto, mettendo così fine alla conversazione.
Malefica non nascose la delusione.
«Allora posso portarla da me? Visto che tu non la usi più…»

«No. Ti ho detto di lasciarla stare…» Regina le indirizzò uno sguardo carico di malizia. « Non t basto più?» chiese.
«Certo che mi basti» esclamò l'altra « Ma voglio la mia vendetta, esattamente come te! E ho la mia occasione ad un passo... Sento il suo odore, Regina, so che non se ne è andata!»
«L'abbiamo avuta la nostra vendetta.» rispose la mora stendendosi sul letto, accanto a lei. «Non pensare più a lei.»

Malefica rimase a lungo a guardarla, pensierosa. Infine si sdraiò al suo fianco.

«Aspetterò per te, Regina. Ma se la perdoneranno, andrò a prendermela.»

«Non pensare a lei…» mormorò Regina baciandola «Solo io e te. Come sempre…»

Malefica si abbandonò a quel bacio, cancellando ogni altro pensiero dalla mente, come stava tentando di fare anche Regina.