Erano passati un paio di giorni da quando Regina aveva liberato la principessa. Era riuscita a tenere Malefica occupata in modo che non cercasse vendetta contro la ragazza. Ogni giorno si affacciava alla finestra e vedeva Emma oltre le mura del suo castello; la cosa la indispettiva, ma allo stesso tempo ammirava il coraggio della ragazza.
Si alzò dal letto e andò alla finestra per guardare la giovane donna, come sempre, ma stranamente non la vide.
«Hai capito finalmente..» sussurrò a se stessa con un pizzico di malinconia.
«Ho capito che dovresti far addestrare meglio le tue guardie.»
Regina si voltò di scatto sentendo la voce di Emma sorprenderla alle spalle.
«Tu? Che ci fai qui?» esclamò sorpresa. «…Credevo fossi andata via, finalmente.» continuò poi senza toglierle gli occhi di dosso.
Emma si strinse nelle spalle. Ricordandosi solo in quell'istante delle buone maniere, si inginocchiò.
«Ve l'avevo detto che non vi sareste liberata di me tanto facilmente…»
La regina accennò un sorriso nel vederla inginocchiarsi.
«E io ti ho detto che non mi servi più. Ho un'altra persona che mi soddisfa… come ben sai.» disse poi con tono freddo e distaccato.
La principessa le lanciò uno sguardo ferito, ma riuscì in fretta a riprendere il controllo di sé.
«Io non me ne andrò, Maestà.»
La donna sbuffò.
«Tutti vorrebbero essere liberati ma tu, piccola ragazzina impudente, non vuoi cogliere la fortuna che ti è capitata!» esclamò avvicinandosi a lei «Torna a casa.»
Emma la guardò negli occhi.
«No, grazie.» disse, il sorriso nello sguardo determinato.
«Malefica vuole usarti contro i tuoi genitori…» le rivelò la sovrana dopo un lungo silenzio. «Se non l'ha ancora fatto è perché la sto tenendo occupata… Quindi perché non vai a casa prima che riesca nel suo intento?»
Emma la guardò totalmente stupita.
«Mi state proteggendo da lei?»
«No.» rispose frettolosamente la mora. «Non ho motivo di farlo. È solo che credo che i tuoi soffriranno di più se gli dirai che non vuoi uccidermi.» spiegò, voltandole le spalle.
Emma rimase in silenzio a guardarla per qualche istante.
«Mi credono morta.» disse infine.
«E non vuoi fargli sapere che sei viva?» continuò l'altra senza guardarla. «Perché vuoi che ti credano morta?»
La ragazza abbassò lo sguardo, rattristata.
«Non posso più vivere la mia vita nella menzogna.» disse.
Regina voltò leggermente il capo per guardarla.
«Di che menzogna parli?» chiese.
Emma rialzò lo sguardo su di lei, arrossendo appena.
«Pensano ancora che abbia rifiutato tutti i pretendenti che mi hanno presentato per testardaggine. Pensano che vi ritenga un mostro. Pensano che voglia salire al trono, un giorno...»
«Perché non vuoi essere una principessa? Sono sicura che ti hanno presentato i migliori partiti del regno… perché rifiutarli?» chiese la donna incuriosita, voltandosi del tutto.
La ragazza trattenne a stento una risata.
«Oh, sì, poverini, non era mica colpa loro! Sono io che ho… gusti diversi…»
La regina accennò un sorriso.
«Sono sicura che potrebbero trovarti una principessa che faccia al caso tuo.»
«Potrebbero, sì… ma per il resto…»
Regina prese a camminare per la stanza, incuriosita dall'atteggiamento della bionda.
«Non vuoi neanche una principessa… quindi, cosa vuoi?» le chiese.
Emma aprì la bocca per rispondere, ma poi sembrò ripensarci.
«Penso che lo sappiate, Maestà…»
Regina scoppiò a ridere.
«Tu non vuoi me! Ti è solo piaciuto quello che abbiamo fatto.»
La principessa le indirizzò uno sguardo ferito.
«Non siete l'unica a fare certe cose a letto. Potrei trovare altre persone che fanno le stesse cose, soprattutto visto il mio rango. Non è per questo che sono ancora qui.» replicò secca.
La regina si avvicinò di scattò. La afferrò per i capelli e tirò, facendole sollevare il viso.
«Non credo che troveresti qualcuno che fa quello che faccio io… come lo faccio io…» le sussurrò all'orecchio. «O non saresti ancora qui.»
Emma si sforzò di non reagire, e continuò a guardarla negli occhi.
«Sapete perché sono qui.» disse «E non è per questo.»
«Non ti sei innamorata di me, ti piace solo venire a letto con me. E lo capisco.» sorrise maliziosa Regina.
Emma trattenne una risata.
«Non posso negare che sia piacevole. Tuttavia il mio cuore non mente.»
«Il tuo cuore non funziona.» ribatté l'altra mollando la presa. «In ogni caso, ti ho detto che quello che è successo tra noi non succederà mai più, quindi…» disse indicandole la porta.
Emma rimase ferma.
«Se davvero non vi interessasse di me, mi avreste uccisa.»
La mora sbuffò esasperata.
«Ti ho già detto perché non ti ho ucciso: voglio far soffrire tua madre… per quello che mi ha fatto.» replicò la donna fissandola, irritata.
«Sì lo capisco. Avete ragione.» disse la ragazza con semplicità, sostenendo il suo sguardo di fuoco.
Regina la guardò con stupore.
«Come? Tu credi che io abbia ragione?»
Emma sorrise debolmente.
«Di questo vi parlavo prima… Non l'ho mai detto ai miei. Mia madre mi ha raccontato di quello che è successo e… ecco… non è che vorrei che la uccideste, voglio dire, è mia madre, le voglio bene. Però… capisco. Lei ha sbagliato, e voi avete pagato un prezzo troppo alto. Quindi…» disse stringendosi nelle spalle.
La sovrana la afferrò per il collo, stringendo.
«Tu non sai niente stupida ragazzina!» esclamò, trattenendo le lacrime scaturite dal ricordo di Daniel. «Non parlare di cose che non conosci!»
Emma annaspò in cerca d'aria.
«Maestà…»
Regina strinse più forte, accecata dalla rabbia. Poi la spinse lontano da lei, contro il muro.
Emma cadde a terra, tossendo sia per l'urto che per il soffocamento, i polmoni in fiamme.
La regina si voltò nuovamente, nascondendo gli occhi lucidi.
«Adesso vattene prima che ti consegni a Malefica.»
Emma non rispose. Continuò a tossire, il respiro che entrava a fatica nella gola contusa. Non rispose e non si mosse, ancora stordita dal colpo.
«Non ti voglio qui. Sei solo una stupida ragazzina che parla di cose che non conosce e che non capisce.»
Finalmente la principessa riuscì a respirare di nuovo, nonostante il dolore che affliggeva una buona metà del suo corpo. Sollevò lo sguardo sulla regina.
«Io non me ne vado.» disse con voce roca, portandosi una mano al collo appena ne sentì il suono.
«Io non ti amo e non ti amerò mai, lo capisci?» le urlò contro la mora, piena di rabbia e rancore «Quindi stai perdendo tempo… non ho un cuore…»
«L'ho sentito battere…» mormorò la ragazza «Quindi l'avete. Ve l'ho detto, non mi aspetto che ricambiate. Voglio solo stare qui.»
«Battere?» rise amaramente la regina. «Il mio cuore ha smesso di battere anni fa… per colpa di tua madre e di tuo nonno…» disse rabbiosa, ripensando al suo matrimonio.
Emma scosse la testa.
«Potete anche tentare di illudervi che sia così, ma sappiamo entrambe che non è vero.»
Regina si poggiò al muro, esasperata.
«Credi che io possa provare qualcosa per la figlia della persona che ha rovinato la mia vita? O per sua nipote?» chiese senza degnarla di uno sguardo.
La principessa sospirò abbassando lo sguardo.
«No.» mormorò. «Non lo credo. Ma non posso fare a meno di provare qualcosa per voi. E non posso fare a meno di volervi restare accanto.»
«Appunto. Quindi, perché restare?» chiese Regina giocando distrattamente con l'anello d'oro che anni prima le aveva regalato Daniel.
Lo sguardo della bionda cadde sull'anello, attirata dal movimento. Si strinse nelle spalle.
«Perché no?»
«Cosa sai esattamente di me?» chiese d'un tratto la sovrana. «Cosa ti ha raccontato tua madre?» continuò, stringendo i pugni nel pronunciare l'ultima parola.
Emma si appoggiò al muro, restando seduta a terra.
«Mi ha detto di…» esitò, preoccupata dalla sua eventuale reazione. «...del vostro amato. Che le avevate chiesto di mantenere il segreto sulla vostra relazione, e non l'ha fatto, raccontando tutto a vostra madre, la quale lo ha ucciso... davanti ai vostri occhi. E che siete stata costretta a sposare Leopold per questo. Che poi avete fatto uccidere, tramite il Genio, con i serpenti. E poi lei è scappata dal castello.» spiegò con calma, guardandola negli occhi.
«Che riassunto perfetto, mia cara…» commentò sarcastica la regina, lo sguardo fosco di rabbia. « …ti ha anche detto cosa mi ha fatto il re?» chiese guardandola con disprezzo.
La tristezza si insinuò negli occhi di Emma.
«No. L'ho immaginato da sola.»
«Non guardarmi così!» ordinò la donna avvicinandosi, minacciosa. «Non voglio la tua pietà! Sono la regina!»
«Non è pietà, Maestà. È solo dispiacere.»
«Non voglio neanche quello! Non voglio niente da te!» le urlò contro Regina.
Emma si alzò di scatto e la baciò, prendendo il suo viso tra le mani, incurante delle conseguenze.
Regina spalancò gli occhi a quel gesto. Rimase ferma per qualche attimo prima di spingerla via.
«Come ti permetti?» sibilò spingendola al muro.
Emma gemette per il dolore che si aggiunse a quello causato dall'urto precedente. Tuttavia sorrise.
«Almeno, se deciderete che sono una seccatura troppo grande per voi, non avrò rimpianti.» spiegò.
«Tu sei pazza…» commentò la regina, indagandola con lo sguardo. « …ma devo ammettere che sei coraggiosa…» Si bloccò sentendo un rumore di passi fuori dalla porta. «È Malefica… Va' via, razza di idiota, se non vuoi diventare la cena di un drago!» disse velocemente, sottovoce.
Emma sorrise ancora. «Vedete che vi importa di me?» disse prima di correre a nascondersi nella sua vecchia stanza.
