Malefica si svegliò di soprassalto al rumore della porta che sbatteva. Si alzò a sedere sul letto, mettendo lentamente a fuoco la figura di Regina. Strabuzzò gli occhi vedendola piangere. Rimase per un singolo istante paralizzata, poi si lanciò verso di lei.

«Regina! Cosa è successo?»

La mora non le rispose subito. Lasciò solo che le lacrime scendessero sul suo viso, senza che potesse fermarle.

«Non è successo niente.» riuscì a dire infine, cercando di ricomporsi.

La bionda le asciugò le lacrime con una mano.

«Non ti ho mai vista piangere…»

«Non dovevi, infatti.» sussurrò la sovrana. «Sto bene.» disse un attimo prima di baciarla, afferrandola con foga.

Malefica la lasciò fare, ma non appena si staccarono la guardò negli occhi.

«Puoi parlare con me, lo sai…»

«Non voglio parlare.» obbiettò l'altra. La spinse sul letto per poi mettersi su di lei. «Voglio solo che tu finisca quello che avevi iniziato.»

Malefica fece per baciarle il collo, ma si fermò all'ultimo per sussurrarle all'orecchio: «A giudicare dall'odore che hai addosso, sembra che qualcuna mi abbia preceduta…»

Regina le afferrò i capelli e tirò.

«Se tu non ti fossi addormentata non sarebbe successo.» ringhiò con rabbia «Sei diventata gelosa adesso?»

Il drago la fissò, facendo lampeggiare gli occhi.

«E se anche fosse?» chiese in tono di sfida.

Regina la guardò sorpresa.

«Da quanto lo sei?» le chiese.

Malefica si strinse nelle spalle.

«Non ho mai avuto bisogno di esserlo fino ad ora!»

«Perché adesso lo sei? Non è cambiato niente.» tentò di rassicurarla Regina, sfiorandole il viso.

Malefica scoppiò in una risata amara.

«Davvero?»

«Siamo sempre noi…» la baciò la mora. «Sono qui con te.»

«Sì, con il corpo…»

«Mal, sono qui con te.» ripeté la donna stendendosi su di lei. «Non hai motivo di essere gelosa.»

La strega strinse le labbra.

«Certo, va bene…» disse con poca convinzione.

Regina la baciò, mordendole le labbra. Le strappò la veste per poi iniziare ad accarezzare il suo corpo.

Malefica non poté fare a meno di reagire alle sue carezze, ma neanche di rispondere con meno entusiasmo del solito. Qualcosa la disturbava.

Regina, tuttavia, la distrasse, sfiorando il suo corpo, graffiandolo. Le morse il collo mentre la mano scendeva tra le sue gambe. Malefica gemette, baciandola. Fece sparire i suoi vestiti, tentando di dimenticare tutto attraverso il contatto con la sua pelle.

La mora le morse il collo per poi passare la lingua nel punto in cui l'aveva ferita. Le dita sfiorarono il suo clitoride, provocando un gemito nella donna sotto di lei. La bionda, a sua volta, avvicinò la mano all'intimità della mora, che per risposta aprì maggiormente le gambe, per facilitarle il compito. Le dita della regina iniziarono a muoversi velocemente entrando dentro l'altra donna, che non poté reprimere un grido. Fermò per un secondo i suoi movimenti, mentre il suo corpo si abituava a quel ritmo incessante, dopo qualche secondo, però, entrò anche lei violentemente dentro la mora, che la sovrastava.

Regina non provò nemmeno a trattenere il grido che uscì prepotentemente dalla sua bocca, tanta era la forza con la quale la bionda l'aveva presa. Per un attimo i suoi pensieri andarono alla principessa, notando la differenza con la quale le due donne le donavano piacere. Emma era così delicata e dolce con lei...Scosse la testa per scacciare quei pensieri e iniziò a muoversi in lei.

Malefica gridò a sua volta, per il piacere e per il dolore, ma non smise di muoversi. Veloce e brusca entrava ed usciva dalla mora.

Regina le morse la spalla, riuscendo a stento a trattenere i gemiti di dolore, ma questo non le impedì di continuare a prenderla con forza e rabbia. La donna aprì le dita in lei per poi spingersi più profondità.
«Adesso si che ti riconosco…» le sussurrò la sovrana tra i gemiti.

Malefica non riuscì a risponderle a causa dell'orgasmo che scosse tutto il suo corpo. Nonostante questo non smise di muovere le dita dentro la mora, che a sua volta continuò a spingere il bacino verso di lei, per poi venire con un urlo. Senza forze la regina si stese su di lei, ansimando.

Malefica l'abbracciò, cercando di riprendere fiato.
«Non sei soddisfatta mia cara?» chiese Regina sollevando il viso per guardarla.
Il drago sorrise, forzatamente. «Certo che lo sono.» rispose «Ma ti sento distante.» aggiunse dopo qualche istante.

Regina poggiò la fronte alla sua «Anche tu non eri qui con la testa…»

«Perché ti sentivo strana…» replicò Malefica.

«Forse lo eravamo entrambe…» disse con un sospiro la mora.

«Forse…» ripeté la bionda, giocando con i suoi capelli. «Che sta succedendo Regina?» chiese infine.

La sovrana si rilassò al suo tocco, delicato. «Non lo so…» ammise «…forse sono solo stanca.»
La bionda aggrottò la fronte per poi suggerirle: «Prenditi una vacanza.»
Regina non riuscì a trattenere una risata «Dall'uccidere Snow e tutta la sua famiglia?»
«Perchè no? Potresti venire a stare da me per un po'… non ti farei annoiare, te l'assicuro…» replicò sorridendo maliziosamente.
«Potrebbe essere un idea…» rispose stranamente la regina, per poi sorridere « Sono sicura che no, non mi annoierei.» aggiunse mordendole il labbro.
Malefica chiuse gli occhi, sentendo il morso e gemendo di piacere. «Allora che aspetti?»
«Adesso? Vuoi andare via ora?» la sua voce non nascose la sorpresa.
La bionda inclinò la testa di lato alzando le spalle. «Perché no?»
«Hai ragione…andiamo via.» decise infine la mora, alzandosi dal letto.
Malefica non trattenne un sorriso di felicità. Si alzò a sua volta rivestendosi.
«Vuoi farti un volo su di me, cara?»
«Si!» rispose sorridendo Regina, con gli occhi che le brillavano «Amo cavalcare i draghi.»
«Perfetto. Andiamo di sotto, questa stanza è troppo stretta per trasformarmi, non vorrei distruggere i mobili…» disse il drago sorridendole.
«Tu vai, io devo organizzare alcune cose e poi potremmo partire.» disse la regina per poi baciarla.
«D'accordo ma non farmi attendere troppo…» rispose Malefica facendole l'occhiolino per poi uscire dalla stanza.
Regina aspettò che uscisse; attese qualche secondo per poi scendere nelle segrete.
«Sei ancora qui?» chiese, osservando la bionda dietro le sbarre.
Emma voltò pigramente il capo verso di lei. «Si, Maestà.» rispose con un velo di tristezza nella voce.
«Credo che tra poco andrai via, sto per lasciare il castello.» l'informò poggiando le mani sulle sbarre di metallo.
«Dove andrete?» chiese Emma rimanendo ferma.
«Al castello di Malefica.» rispose Regina, evitando il suo sguardo.
Emma rimase zitta guardandola, poi voltò la testa e riprese a guardare il soffitto. «Lascerete il castello sguarnito, in questo modo…» commentò in tono piatto «…l'esercito dei miei genitori potrebbe avanzare.»
«Non mi interessa, che lo prendano pure.» sospirò la mora. «Sono stanca di questo castello e dei suoi ricordi.»
La principessa continuò a guardare il soffitto mentre una lacrima scivolò dal suo volto fino a terra.
«Allora dovete andare. Spero che riusciate a trovare un po' di pace, lì.»
«Emma torna a casa.» sussurrò con un filo di voce la regina «Trova anche tu un po' di pace.» disse voltandole le spalle, trattenendo a sua volta una lacrima.
Emma la guardò di colpo, gli occhi pieni di lacrime. Il suo nome. L'aveva pronunciato.
«Sono a casa…» disse, infine, lasciando le lacrime libere di scorrere.
«Effettivamente hai ragione…» rise la mora « il castello appartiene alla tua famiglia, puoi riprendertelo.»
La principessa sorrise amaramente. «Lo riprenderanno loro.» disse solamente, tornando a guardare il soffitto. «Io non sarò qui per vederlo…» sussurrò.
Sul volto della regina apparve uno sguardo sorpreso «Prima volevi restare e adesso andrai via?» si girò nuovamente a guardarla «Sei proprio strana ragazzina.»
La bionda rise con asprezza, mentre le lacrime continuavano a scorrere fino a terra. Scosse la testa. «No, non me ne vado.» disse chiudendo gli occhi.
«Non capisco..» rispose la regina sempre più confusa.
Emma voltò appena la testa per guardarla, un sorriso triste sul viso.
« Il mio corpo, almeno, non se ne andrà. A meno che qualcuno non lo sposti. Ma temo che, una volta che voi ve ne sarete andata, le vostre guardie scapperanno a gambe levate…»
«Vuoi….»le parole le morirono in bocca «vuoi ucciderti?» riuscì a chiedere alla fine.
La bionda non rispose, la guardò senza dire niente e poi chiuse gli occhi.
«Tu mi ami?» chiese ad un tratto Regina entrando nella cella.
Emma sorrise rimanendo con gli occhi chiusi. «Temo che non conti più, a questo punto.» rispose.
« Potrebbe farlo...» disse Regina con un filo di voce.
Emma aprì gli occhi per guardala. La osservò a lungo, come cercando qualcosa nel suo viso.

«Si.» rispose con il cuore in gola.
«Bene allora smettila di commiserarti. Alzati e prendi il controllo di questo castello e del regno. Fammi vedere quanto vali.» disse tutto di un fiato la donna con un sorriso.
«A che scopo?» le domandò la ragazza, confusa.
«Tu fallo.» disse semplicemente Regina, avvicinando le labbra alle sue per poi sfiorarle.
Emma rimase ferma, immobile, incapace di qualsiasi movimento. «Perché?» le chiese nuovamente «Per sapervi lontana con un'altra donna?» aggiunse.
«Non è detto che io rimanga lontano per sempre…» le rispose sfiorandole il viso con le dita tremanti.
La bionda chiuse gli occhi a quel contatto, gli occhi ancora umidi «Mi state chiedendo di aspettarvi?» chiese con esitazione.
«Forse…» rispose la sovrana allontanandosi leggermente da lei.
Emma non poté fare altro che annuire, perdendosi nei suoi occhi « Farò quello che mi chiedete, Maestà.» sussurrò.
Regina le rivolse un ultimo sorriso per poi allontanarsi, lasciandola sola.
La principessa si alzò volendo correrle dietro, ma si bloccò. Si appoggiò alle sbarre, tentando di dare un senso a quello che era appena accaduto.
La mora raggiunse Malefica. «Sono pronta» esclamò.
«Stavo iniziando a preoccuparmi... Farai meglio a cambiarti, quel vestito non sarebbe molto comodo in volo... ti ritroveresti le gonne in faccia... e io non potrei neanche vederti...» disse sorridendo. Quindi la sua figura venne avvolta da un denso fumo scuro. Il drago emerse da esso.
Regina cambiò i suoi vestiti e osservò l'enorme drago davanti a lei, fece un passo nella sua direzione e l'accarezzò.
Il drago si abbassò per agevolarle nella salita, osservandola con la coda dell'occhio verde.
La mora si issò su di lei. «Vola, portami via da qui.»
Malefica prese lo slancio e uscì dall'enorme portone. Sbatté le possenti ali un paio di volte per riuscire a prendere il volo. Salì in alto, ma non troppo per non far gelare Regina, e si diresse spedita verso le sue terre.
Regina si tenne stretta a lei per evitare di cadere, l'aria fresca le riempiva i polmoni. Aria di libertà.
Emma, ancora nelle segrete, sentì l'inconfondibile passo del drago e il suo potente battito di ali allontanarsi dal castello. Solo allora, con il cuore a pezzi, ma pieno di speranze, uscì dalle segrete.