Quattro mesi dopo
Emma, dopo la partenza della regina, aveva preso in mano le redini del castello, a cominciare dal comando delle guardie e dell'esercito.
Sbalordendo i suoi genitori, aveva chiesto loro una tregua, che era stata ovviamente accettata con gioia. Nonostante tuttavia i due regni fossero ormai alleati, Emma non aveva acconsentito ad unirli, con grande disappunto dei sovrani. Inoltre, nonostante le insistenze, la nuova regina non aveva mai accettato di attaccare le terre di Malefica, neanche sotto le pressioni di Stephan e George.
Emma non accettava visite da nessuno, nemmeno dai suoi genitori, che aveva incontrato una sola volta, una settimana dopo la partenza di Regina, per stringere l'alleanza.
Si sedette sul trono, stanca. Non che avesse fatto qualcosa, ma si sentiva esausta, sempre.
Aprì l'ennesima lettera di Re George che la esortava a prendere parte al consiglio di guerra che si sarebbe tenuto da lì a tre settimane. Accartocciò la lettera e la lanciò a terra. Il suo sguardo cadde, come sempre, sui segni lasciati dagli artigli di Malefica sul pavimento.
Da quattro mesi ormai Regina viveva nella Fortezza Proibita. Più che altro, vi si era rifugiata, rinnegando con forza i suoi sentimenti.
Il volto di Emma era sempre presente nei suoi pensieri, ma lei cercava di scacciarlo gettandosi tra le braccia di Malefica, una compagnia piacevole, in ogni caso.
Si alzò svogliatamente dal letto, coprendosi poi con una vestaglia quando l'aria gelida colpì il suo corpo nudo. Lanciò un'occhiata a Malefica, ancora addormentata, quindi uscì sul balcone.
Il suo sguardo vagò sull'orizzonte lontano, come a cercare quello che una volta era il suo castello. Immaginò Emma sul suo trono. Sorrise, incapace di fare altro al pensiero della principessa.
Malefica si svegliò di colpo, come sempre. Tastò il letto, senza trovare Regina. Si voltò quindi verso il balcone, già sapendo di trovarla lì. Si alzò ed uscì così, nuda, il fuoco del drago a scaldarla dall'interno. Abbracciò Regina da dietro, baciandole il collo.
«Qualcosa ti preoccupa, mia cara?» chiese in un mormorio.
Regina si irrigidì per un istante, per poi rilassarsi a quel tocco.
«Cosa dovrebbe preoccuparmi?» chiese voltando la testa e sorridendole. «Tu, piuttosto, sogni sempre più spesso tua figlia… sei inquieta durante la notte. Posso fare qualcosa?»
«Temo di no, purtroppo.» le sorrise la bionda. «Cosa fai qui fuori al freddo? Vieni dentro…»
Regina non si mosse, ma continuò a guardarla.
«Se potesse esserci un modo?»
Malefica le lanciò un'occhiataccia.
«Non illudermi, Regina…» ringhiò.
«Non lo farei mai…» replicò la mora, delusa. «Non con te.»
Il drago abbassò la testa, pentita.
«Perdonami… è solo che quando si parla di lei…»
«Lo so…» Regina le sollevò il viso, guardandola negli occhi. «…Ma ho pensato ad una cosa, e forse potrebbe funzionare…»
«Ti ascolto..» mormorò la bionda facendosi attenta.
«So che quei due idioti hanno un fagiolo magico…» iniziò la regina, guardandola. «Sai cosa può fare?»
Malefica spalancò gli occhi, distanziandosi da lei.
«Cosa?! Come l'hanno avuto? E tu come lo sai?»
Regina sorrise.
«Ho una spia al loro castello, ovviamente. Quella stupida fatina credeva di proteggerli da me nel caso avessi lanciato una maledizione...» aggiunse con cupo divertimento negli occhi.
Malefica sorrise emozionata, gli occhi lucidi.
«Regina… se riuscissimo a mettere le mani su quel fagiolo…»
La mora le sorrise.
«Potresti cercare tua figlia.» concluse per lei.
Il sorriso del drago, tuttavia, si spense in fretta.
«Ma… sarà al sicuro nel loro stupido castello…»
«Di quello mi occuperò io. Farò in modo che tu possa averlo.» la rassicurò Regina.
Malefica le prese il viso tra le mani, la preoccupazione bel visibile nei suoi occhi chiari.
«Come? Non voglio che rischi per me…»
«Non preoccuparti.» rispose Regina posando poi le labbra sulle sue. «Non mi succederà niente.»
La bionda non disse altro e le donò un bacio carico di passione, al quale Regina rispose con altrettanto impeto.
«Sei stata troppo tempo lontana da tua figlia. Non è giusto che tu soffra così.» continuò poi la mora, sorridendole appena.
Malefica la guardò con le lacrime agli occhi.
«Grazie.» disse sorridendo.
«Te lo devo…» replicò Regina accarezzandole il viso. «Adesso vado. Tornerò presto.»
La bionda sorrise.
«Non mi devi niente.»
«Ti devo più di quanto immagini.» replicò Regina per poi uscire dalla stanza.
Malefica rimase sola, un senso di gratitudine mai provato prima a scaldarle l'anima.
«Grazie.» sussurrò.
Blue drizzò la schiena di scatto. C'era una nuova fonte di potere nel castello. Le era in qualche modo familiare, ma non avrebbe saputo dire a chi appartenesse. La fronte aggrottata dalla preoccupazione che sentiva crescere ad ogni secondo che passava dentro di sé, volò veloce fino alla regina.
«Snow… aspetti visite da qualcuno?» le chiese, diretta.
La donna le indirizzò uno sguardo sorpreso.
«No. Perché?»
La fata si accigliò.
«C'è qualcosa di strano…» rispose, la preoccupazione che saliva. «..un mago, nel castello…»
«Un mago?!» esclamò sorpresa Snow spalancando gli occhi verdi. «Non c'è nessun…» si interruppe di colpo, gli occhi sempre più grandi. Le due si lanciarono una lunga, terrorizzata occhiata.
«Regina!» esclamarono all'unisono.
«Io vado a prenderla, tu raduna le guardie!» abbaiò la fata, allontanandosi immediatamente in volo verso la fonte del potere.
La magia drappeggiò sul corpo di Regina un lungo abito nero, maestoso, minaccioso. La donna diede un'ultima occhiata al castello di Malefica prima di materializzarsi in quello della sua nemica, Snow White, nella torre dei tesori. Attenta a non farsi scoprire, camminò cautamente nella grande sala circolare, controllando ogni scrigno. Gettò via monete d'oro, anelli, perle, qualche spada.
«Oggetti inutili…» mormorò rabbiosamente, frustrata.
Si fermò per guardarsi intorno. Un piccolo cofanetto di semplice legno grezzo attirò il suo sguardo.
Si avvicinò ad esso e lo aprì, sorridendo nel vedere l'oggetto della sua ricerca luccicare opaco tra le sottili pareti lignee. Prese il piccolo fagiolo bianco tra le dita. Non ne aveva mai visto uno.
«Quanto potere in un oggetto così piccolo…» sussurrò tra sé.
«Lascialo subito, Regina!»
La voce acuta e imperiosa della fata la sorprese. Mosse velocemente la mano e fece materializzare il fagiolo nel castello di Malefica, lontano da lei.
«Buona fortuna, amica mia.» sussurrò ad occhi chiusi, per poi voltarsi e fulminare con lo sguardo l'odiosa fatina. «Non prendo ordini da te.»
Blue sorrise.
«Oh, stavolta dovrai farlo…» disse prima di agitare la bacchetta della Fata Nera in aria.
Un bracciale di pelle nera comparve al polso di Regina.
La donna non se ne curò più di tanto. Alzò la mano destra per usare la magia su di lei, ma dalla sua mano non si formò nessuna palla di fuoco.
«Che diavolo mi hai fatto?» le urlò contro, cercando di strapparsi il bracciale dal polso.
La fata sorrise sentendo lo scalpiccio delle guardie in avvicinamento.
«Farai meglio a non opporre resistenza, Regina. Oh, e dovrai tagliarti il braccio prima di riuscire a togliere quel bracciale senza la magia.» disse avvicinandosi a lei. «Rassegnati, Regina: hai perso.»
La mora la guardò con rabbia.
«Io avrò anche perso, ma anche voi l'avete fatto.» sorrise. «Il mio compito è stato portato a termine.»
Blue la guardò confusa dalle sue parole, per poi replicare con rabbia: «Preparati a marcire in cella per il resto della tua vita.»
Un istante dopo Snow entrò nella stanza, seguita dalla guardie che immediatamente immobilizzarono Regina. Snow la guardò in confusione.
«Perché sei qui?» le chiese.
«Mi serviva una cosa.» replica la donna con arroganza, ignorando le parole della fata.
«Cosa?»
«Fattelo dire dalla fatina.» rise Regina. «Sembra piuttosto arrabbiata…»
«Ha preso il fagiolo.» intervenne Blue, guardandola in cagnesco.
Snow alternò lo sguardo tra le due.
«Cosa ci devi fare?» chiese alla nemica.
«Niente di cui tu debba preoccuparti. Il fagiolo è nelle mani della persona a cui serviva.» rispose lei annoiata.
«Regina, se non parlerai con le buone…»
La mora strattonò le guardie per avvicinarsi a lei.
«Cosa mi farai? Credimi, non puoi farmi più niente!» ringhiò guardandola con rabbia e disprezzo.
Snow serrò la mascella.
«Portatela nelle segrete.» ordinò bruscamente alle guardie.
La risata della Regina Cattiva riecheggiò nella sala mentre la portavano via.
Snow guardò cupamente la fata.
«Vai a chiamare James. E convoca il consiglio.» ordinò, uscendo dalla stanza a grandi passi.
James entrò quasi correndo nella sala del consiglio, dopo essere stato avvisato da Blue.
«Come diavolo ha fatto quella maledetta strega ad eludere la sorveglianza?» tuonò. Tutti abbassarono lo sguardo tranne sua moglie.
«È apparsa direttamente nella sala dei tesori… Ormai non importa, comunque. È prigioniera, e senza magia. Ma il fagiolo è da qualche parte, e chissà quali danni potrebbe causare…»
«Dobbiamo scoprire a chi l'ha dato immediatamente.» affermò il re guardandola negli occhi. «E per farlo dobbiamo usare qualsiasi mezzo.»
Snow strinse le labbra, sospirando.
«Lo so. Non possiamo permetterci di mettere in pericolo un intero popolo.»
James annuì, deciso.
«Andiamo da lei.»
La moglie si alzò a fatica, appesantita dall'età e dai suoi doveri.
«Sì, andiamo…»
Insieme, si avviarono fuori dalla grande sala circolare. Blue li osservò uscire, sorridendo alle loro spalle.
Regina, dopo essere stata portata nelle segrete, si era sdraiata sulla brandina della cella. Sospirò guardando il soffitto.
I due sovrani arrivano nelle segrete poco dopo, scortati dalle guardie.
«Regina.» la chiamò bruscamente Snow. La donna girò appena la testa per guardarli.
«Oh, ecco la coppia felice…» sorrise con cattiveria «Vi mancavano le segrete?»
Snow la guardò duramente.
«Regina, ti do un'ultima possibilità: dicci chi ha il fagiolo, e a cosa gli serve.»
La sovrana si sedette con eleganza sulla lurida brandina.
«Credi davvero che te lo dirò? Sei più stupida di quanto pensassi…»
Snow strinse i denti.
«Guardie.» disse semplicemente, per poi spostarsi per farli passare. Gli uomini aprirono la cella e afferrarono rudemente Regina per le braccia. La donna alzò istintivamente la mano per difendersi con la magia, dimentica per un attimo del bracciale che le imprigionava il polso.
Mentre due di loro la tenevano ferma, una delle guardie le diede un pugno in faccia. La donna non emise un suono, e rimase in piedi, voltando nuovamente la testa verso i coniugi, il labbro sanguinante.
«Non sapete fare di meglio?» chiese verso Snow, sorridendo.
La sovrana fece un segno alle guardie di continuare.
La colpirono alla bocca dello stomaco, togliendole il fiato. Nonostante le gambe avessero ceduto nella violenza del colpo, si rialzò, senza far leva sulla presa delle guardie.
Il colpo non bastò a farla parlare, e neanche i successivi.
Emma era nella sua stanza, l'ex stanza di Regina, quando un piccolo uccello blu si posò sul davanzale della finestra, aperta per lasciar passare l'aria fresca della mattina. Lo riconobbe all'istante. Doveva essere successo qualcosa di grave se sua madre le aveva mandato uno dei suoi messaggeri. Si alzò di scatto e prese il messaggio legato alla zampetta del volatile, leggendolo in fretta. Il suo viso perse ogni traccia di colore mano a mano che i suoi occhi correvano sulle parole. Lasciò cadere il messaggio a terra ed uscì di corsa dalla stanza.
«Guardie!» urlò, correndo verso le stalle.
