Il respiro affannoso, il drago si librava ancora in volo, tra le nuvole dense che assediavano il cielo quella mattina, quasi rispecchiassero il suo umore. Una lieve inclinazione della coda e stava scendendo, superando la coltre compatta, le scaglie nere inumidite dalla condensa del mondo. Gli occhi verdi iniziarono a scorgere i picchi del nero castello della regina.
Atterrò sulla torre più alta, scalandola poi, cercando appiglio con i possenti artigli. Giunta dinanzi alla camera della regina, si trasformò nuovamente in donna, atterrando aggraziatamente sul balcone umido. La finestra si aprì al suo silenzioso comando. Malefica entrò, scrutando le lenzuola nere, riconoscendo le curve sotto di esse. Furtiva, si avvicinò alla donna, richiudendo silenziosamente la finestra con la magia perché non si svegliasse. Salì carponi sul letto, cercando di muoverlo il meno possibile. Si mise quindi a cavalcioni su Regina, iniziando a baciarle delicatamente il collo.
La mora sorrise nel sonno. Con gli occhi ancora chiusi, passò le mani tra i capelli della donna, gemendo di piacere mentre l'altra scendeva più giù, continuando a baciarla attraverso la seta nera della sua veste da notte. Passò la lingua sui suoi seni attraverso la seta. Regina gemette più forte.
«Non perdi tempo…» sussurrò con la voce impastata di sonno continuando a tenere gli occhi chiusi.
Malefica trattenne una risata, le baciò il ventre iniziando ad accarezzarle il corpo con le mani.
Mentre stava baciando la donna sotto di lei si sentì catapultata contro il muro, emettendo un ringhio.
La mora spalancò gli occhi avvertendo tutto il trambusto e si paralizzò per la scena che le si presentò davanti.
«Mal? Che ci fai qui?» chiese, guardando poi esterrefatta Emma, che la teneva bloccata contro il muro, stringendole la gola. «Emma, calmati…» Regina non fece in tempo ad alzarsi che già Malefica aveva scaraventato a terra la principessa.
«Come osi, ragazzina?» ringhiò il drago, furiosa.
«"Calmati"? Ti stava… Io la ammazzo!» urlò Emma rialzandosi mentre una luminosità bianca iniziava a sprigionarsi dalle sue mani.
Regina si intromise tra le due, bloccando l'avanzata di Malefica.
«Credevo fossi tu…» cercò di spiegare ad Emma, guadandola negli occhi. «Non mi ero accorta che fosse lei, stavo dormendo…»
«Oh, e questo dovrebbe farmi sentire meglio?» chiese la ragazza, fuori di sé dalla rabbia.
Regina sospirò.
«Stavo dormendo e tu mi svegli spesso così, quindi non ho neanche aperto gli occhi. Ero convinta fossi tu.» ripeté, voltandosi poi verso Malefica. «Sono cambiate tante cose da quando sei andata via…» spiegò con lieve imbarazzo.
La strega puntò uno sguardo di fuoco nei suoi occhi.
«Me ne sono accorta…» commentò quasi ringhiando.
«Oh, bene! Quindi per te è lo stesso se lo fa lei o se lo faccio io!»
Regina tornò a guardare Emma alla sua esclamazione.
«No! Come ti salta in mente?» chiese esasperata, massaggiandosi la testa dolorante. «Ero solo addormentata. Mi dispiace.» Si voltò quindi nuovamente verso Malefica. «Mal… immagino che tu sia confusa… io… non so come spiegarti…»
Malefica lanciò uno sguardo d'odio verso Emma prima di tornare a guardare Regina.
«Non devi spiegarmi nulla, ho capito tutto.» disse freddamente, facendo un passo indietro. «Ho sbagliato a fidarmi di te.»
«Ma cosa dici? Sai benissimo che puoi fidarti di me!» ribatté la mora con rabbia. «Mi sono fatta catturare per te, per permetterti di raggiungere tua figlia! Non ti permetto di trattarmi così.» esclamò avanzando verso di lei.
«Catturare?» chiese Malefica, sporgendosi verso di lei. «Vuoi dire che…?»
«Sì, esatto, si è fatta catturare per te, razza di idiota! Non sarei così gelosa se non contassi nulla per lei! E non hai idea di cosa... Ha sofferto, per te, perché tu avessi una possibilità di essere felice!» urlò Emma di colpo, avvicinandosi a grandi passi alla strega, fino a quando non fu ad un palmo dal suo viso che tuttavia la sovrastava a causa della differenza di altezza.
Regina scattò in avanti per stringerle la mano, cercando di tranquillizzarla.
«Emma, calmati…» mormorò, guardandola preoccupata.
Le parole della ragazza non possono che far riflettere Malefica. Guardò Regina con tutta un'altra luce negli occhi, sentendosi terribilmente in debito con lei. Se era stata catturata dai Charmings, non poteva pensare a quanto umiliata avesse dovuto sentirsi. E quanto dolore le avessero inferto, a giudicare dall'espressione della ragazza.
Regina sostenne lo sguardo di Malefica senza parlare. Ruppe il silenzio soltanto quando la voce di Emma riempì la stanza.
«Perdonami…» mormorò la giovane, abbassando lo sguardo.
Regina le sollevò il viso con la mano.
«Non devo perdonarti nulla. Mi hai protetto, come sempre.» le sorrise, accarezzandole il viso.
Malefica distolse lo sguardo a quella manifestazione d'amore, nauseata.
A Regina non sfuggì la sua reazione.
«Emma…» disse, stringendo la sua mano. «…potresti lasciarmi un attimo sola con lei?»
Emma la guardò negli occhi. Le sfuggì un sospiro, poi annuì debolmente.
«Certo.» disse piano. La baciò. «Ti aspetto qui fuori.» aggiunse poi lanciando un'occhiataccia a Malefica.
«Grazie… non ci metterò molto.» disse Regina sorridendole, guardandola uscire dalla stanza e richiudersi la porta alle spalle. Concentrò quindi tutta la sua attenzione su Malefica. Il suo viso era stravolto dalla sorpresa, ma si riprese in fretta, sostenendo lo sguardo di Regina, seppur a fatica.
«Mi dispiace…» mormorò. «Non avrei mai voluto…»
La mora sospirò.
«Non fa niente, non potevi saperlo.» disse strofinandosi le braccia per scaldarsi un po'. «Non credevo ti avrei rivista.» continuò, avvicinandosi a lei.
«Non ho trovato Lilith…» spiegò tristemente la donna.
Regina si avvicinò e poggiò la mano sulla sua spalla.
«Mi dispiace… Credevo che con il fagiolo… Cos'è successo?» le chiese, preoccupata.
Malefica scosse la testa continuando a guardarla con tristezza.
«Il fagiolo ha funzionato. Sono arrivata nel Paese delle Meraviglie, dove l'avevano spedita gli idioti. Ma lei non c'era. L'ho cercata in lungo e in largo, ho bruciato ogni fiore di quel maledetto luogo, ma... Lilith non era lì. Ho incontrato Cora, poi.» I suoi occhi cambiarono: c'era speranza, in loro, ma anche paura. Tanta, tanta paura. «Mi ha detto che Lilith è qui, non lì. Che mi ha cercata, tanto da scoprire che ero qui. E' stata lei a dirglielo. Allora sono tornata qui grazie al cappellaio...»
Regina si irrigidì al nome di sua madre.
«Mi dispiace… Ma, se è qui, possiamo trovarla.» disse dopo un attimo di smarrimento.
«Ma come?» chiese la bionda, un velo di disperazione ad incrinare la sua voce. «Potrebbe essere ovunque! E, se mi stava cercando, com'è possibile che non mi abbia ancora trovata? Cora mi ha detto che se n'è andata anni fa. E se le fosse successo qualcosa?»
«Hey…» Regina le prese il viso tra le mani. « Calmati, la troveremo.» Le sorrise. « Sono sicura che è viva e troveremo un modo...ti ho fatto una promessa.»
Malefica si appoggiò a lei, una lacrima a rigarle il lato del viso.
«Grazie…» sussurrò.
Regina la strinse a sé.
«Andrà tutto bene, vedrai.»
Rimasero così per qualche minuto, in silenzio. Fu Regina a romperlo.
«Stai meglio?»
Malefica annuì, staccandosi a malincuore da lei.
«Sì, grazie.»
«Bene.» le sorrise la sovrana. «Vuoi che parliamo anche di… Emma?»
«Meglio di no. Ho capito tutto, tranquilla. Già da prima che lo facessi tu.» replicò amaramente l'altra.
«Mal mi dispiace! Io non credevo che sarebbe successo, credimi…»
Il drago proruppe in una triste risata.
«Nessuno lo avrebbe mai creduto, Regina, davvero!»
Nonostante tutto, la risata si rivelò contagiosa per la sovrana.
«Già, chi l'avrebbe detto…»
La risata morì sulle labbra della bionda. Guardò Regina, seria in viso.
«Quindi… tra noi non potrà esserci più niente?» chiese.
Anche la risata della mora si bloccò. La guardò senza sapere cosa risponderle.
«Potresti cercare di convincere Emma...» cercò di scherzare.
Malefica si sforzò di sorridere.
«Non credo di piacerle molto.»
«Credo che sia reciproco, o mi sbaglio?» le sorrise la mora.
Malefica allargò il sorriso, mostrando i denti.
«Fosse per me sarebbe morta, lo sai.»
«Lo so, e credo di doverti ringraziare per questo.» le rispose sinceramente Regina. «Non sarei qui senza di lei.»
Mal strinse i denti, sospirando.
«Non la ringrazierò mai, sappilo.»
«Lo so. Volevo solo dirti che sarei morta senza di lei.» ribatté la mora guardandola seria. «I suoi genitori mi avevano ridotta...abbastanza male..»
Il fuoco del drago sembrò ribollire dentro Malefica a quelle parole. Digrignò i denti, serrando la mascella, gli occhi che fiammeggiavano verdi.
«La pagheranno...» ringhiò.
«No!» la bloccò immediatamente Regina. «Non voglio altre guerre. È tutto finito.»
«Non posso accettarlo, Regina. Devono pagare...»
«Sto bene, adesso. Davvero.» cercò di tranquillizzarla Regina, ma Malefica si allontanò di un passo da lei, la fronte aggrottata.
«Non ti riconosco più…» mormorò la strega.
«Lo so, neanch'io!» rise la mora. «Adesso dovremmo uscire prima che Emma impazzisca.» aggiunse guardandola con un pizzico di preoccupazione negli occhi. «Credi di poter stare con lei senza che cerchiate di uccidervi a vicenda?» chiese poi.
«Guarda che è stata lei ad aggredirmi!» obiettò la bionda.
«Lo so, ma tu eri sopra di me...»
Mal sorrise maliziosamente.
«Non mi pare ti stessi lamentando...» disse.
«Sei tremenda…» commentò la sovrana sorridendo. «Non mi sono mai lamentata, non ho mai negato che fosse molto piacevole stare con te.»
La tristezza riapparve sul volto di Malefica.
«Ma non accadrà più…»
«Mi dispiace.» disse sinceramente la mora. «Tu sei molto importante per me. Lo sarai sempre.»
Malefica puntò gli occhi nei suoi.
«Non quanto lei…»
Regina sostenne il suo sguardo.
«Non era programmato. Sai cosa pensavo a riguardo…» replicò.
Mal annuì, indicandole poi la porta con lo sguardo.
«Apri alla tua principessa. O la prossima volta ci riuscirà ad uccidermi.»
Regina rise brevemente.
«È probabile.» le sorrise prima di andare ad aprire la porta. «Emma…» chiamò piano.
Emma si staccò immediatamente dal muro appena Regina aprì la porta. Si avvicinò, guardando prima lei, poi Malefica, quindi di nuovo Regina.
«Tutto bene?» le chiese.
«Sì, va tutto bene.» le sorrise la mora, avvicinandosi a lei. «Il muro è ancora intero. Deve essere un buon segno.» la prese in giro poi.
Emma sorrise abbassando lo sguardo, imbarazzata.
«Be', il muro sarebbe stato un po' troppo duro da rompere. Altro che cassapanca...»
«Sì, mi ricordo bene…» commentò la sovrana stringendole la mano. Rimase in silenzio per qualche istante, facendo preoccupare la ragazza. «Malefica rimarrà qui per un po'.» le rivelò infine, con una nota di preoccupazione nella voce.
Emma guardò intensamente Malefica per un lungo istante, come se stesse valutando se ucciderla o darle semplicemente un pugno in faccia. Scartò entrambe le ipotesi, infine, annuendo mentre espirava piano, come per rimanere calma. Puntò lo sguardo su Regina.
«Va bene.» disse soltanto, seria.
A Malefica sfuggì un sospiro di sollievo.
Regina sorrise.
«Perfetto!» esclamò, avvicinandosi poi maggiormente ad Emma. «Grazie.» le sussurrò per poi darle un bacio sulla guancia. La principessa le sorrise. Regina si rivolse quindi a Malefica.
«Direi che dobbiamo scoprire dove si trova tua figlia.»
Emma aggrottò la fronte, confusa, e guardò la bionda.
«Hai una figlia?» le chiese.
«Sì, ma i tuoi amabili genitori me l'hanno portata via tempo fa. Per salvare te.» le spiegò la donna, senza nascondere la rabbia e l'odio, vecchi di decenni.
Regina intervenne posando una mano sul braccio di Malefica.
« Emma non c'entra, lo sai benissimo. Non sa nulla di questa storia.» disse «I suoi genitori hanno sbagliato, ma noi la troveremo.»
Emma alternò lo sguardo tra le due, più confusa che mai.
«Ma… di che state parlando?»
Malefica guardò Regina, sopprimendo la rabbia. Indicò Emma con un gesto della mano.
«Guardala. Il ritratto di un cuore puro. E mia figlia? Gettata in un portale con la sua oscurità dentro! Quale mostro può compiere un gesto simile?»
«Lo so, hai ragione e non li giustifico, ma lei non ha colpa.» replicò Regina, girandosi poi verso Emma. «Prima che tu nascessi ai tuoi genitori venne detto che saresti potuta diventare un eroe come loro o un cattivo come...noi.» spiegò indicando se stessa e Malefica. «I tuoi erano terrorizzati e cercarono un modo per evitare che il peggio potesse accadere.» Fece una pausa, cercando di far assimilare tutto alla donna davanti a lei. «Per questo trasferirono la tua oscurità nella bambina di Malefica e poi la mandarono in un altro regno.»
Emma fece un passo indietro, la bocca aperta, gli occhi spalancati. Era esterrefatta, e disgustata. Guardò Malefica, iniziando a sentire la sua stessa rabbia nel cuore. L'odio per i genitori, che sembrava essere sfumato leggermente in quei giorni felici passati con Regina, ritornò violento a riempirle l'anima.
«E voi sareste le "cattive"?» Rise appena, scuotendo il capo. «Eroi... a quanto pare, non lo sono mai stati. Preferisco essere come voi che come loro, non c'è dubbio. Almeno, voi siete sincere.»
«Non devi essere come noi né come loro.» Regina la guardò preoccupata, percependo la sua rabbia. «Tu non hai colpe di quello che hanno fatto. Tu sei tu, sei buona. Non permettere alla rabbia di prendere il sopravvento.»
Mal serrò la mascella alle parole di Regina, distogliendo lo sguardo. Ascoltò tuttavia con stupore le parole della ragazza. Ecco, dunque, cosa aveva attratto Regina. Emma la capiva.
«So di non avere colpe.» disse la ragazza, calmandosi un poco. «Ma non credo esistano "buoni" e "cattivi". Tu e i miei ne siete la prova, Regina. E la mia rabbia non sta prendendo il sopravvento. Mi sto solo rendendo conto di che razza di persone sono i miei genitori.»
«Non dico che quello che abbiano fatto sia giusto, nulla giustifica una cosa del genere, ma per i propri figli si fa qualunque cosa.» ribatté la mora, stupendosi delle sue stesse parole.
«Potevano almeno lasciarmi la scelta! Non avevano alcun diritto di farlo! Non si sono fidati di me. Se avessero danneggiato solo me, non sarebbe stato neanche un problema, ma hanno fatto del male ad una bambina innocente!» sbottò la giovane. Guardò poi Malefica. «E se posso aiutarti a ritrovarla, sicuramente lo farò. Non potrò mai rimediare per i loro errori, però conosco un sacco di persone. Se sai come è fatta...»
Il drago annuì alle sue parole, sentendo la speranza rifiorire in lei.
«È mora, ha gli occhi verdi, a quanto mi hanno detto. Alta, quanto me.» rispose, la voce che le tremava leggermente.
«Perfetto, abbiamo qualcosa da cui partire. E, visto che riuscite a stare insieme senza cercare di uccidervi, direi che possiamo iniziare le ricerche.» commentò Regina, senza notare che Emma si era come paralizzata alle parole di Malefica. La principessa si avvicinò alla strega.
«Ha... ha per caso una voglia sul polso?» chiese, esitante.
Mal spalancò gli occhi e afferrò un braccio di Emma.
« Sì! Sì, a forma di stella!» quasi urlò.
Regina la guardò, sorpresa.
«La conosci?» le chiese.
Emma fece un passo indietro, costringendo Malefica a lasciarla. Aveva lo sguardo fisso a terra, la bocca aperta. Guardò Regina, chiudendo finalmente la bocca. Annuì.
«Credo di sì...» disse con un filo di voce, guardando poi Malefica. «Il suo nome è Lilith, giusto?»
