«La conosci?» le chiese.
Emma fece un passo indietro, costringendo Malefica a lasciarla. Aveva lo sguardo fisso a terra, la bocca aperta. Guardò Regina, chiudendo finalmente la bocca. Annuì.
«Credo di sì...» disse con un filo di voce, guardando poi Malefica. «Il suo nome è Lilith, giusto?»
Malefica sorrise, le lacrime che scorrevano veloci sul suo viso.
«Sì! Dov'è? Sta bene?» chiese rapidamente avvicinandosi alla principessa.
Emma annuì, eppure sembrava esitante.
«Sta bene, ma…»
«Ma cosa?»
Emma fece un passo indietro, intimidita. Alzò le mani, rivolgendo i palmi verso la bionda.
«Sta bene, davvero.» ripetè «Solo che... è nel castello dei miei. Lavora lì. Come guardia.» disse, tutto d'un fiato.
Malefica si bloccò.
«Continua.» ordinò di colpo Regina, scrutando negli occhi di Emma. Il respiro della principessa si fece più pesante.
«Ricordi la ragazza di cui ti ho parlato?» chiese in un sussurro.
Gli occhi della sovrana si riempirono di rabbia e gelosia.
«No, non può essere…» mormorò.
Emma si avvicinò a lei, guardandola preoccupata.
« Regina, io non ne avevo idea! Mi dispiace, non avrei mai... E comunque è finita anni fa…»
«Di che diavolo state parlando?» le interruppe Malefica, confusa.
«Te lo spiegherà lei.» disse Regina prima di sparire in una nuvola viola.
«Regina!» esclamò lei, troppo tardi. Sospirò quindi, voltandosi per guardare Malefica.
«Tua figlia ed io abbiamo avuto una storia, anni fa. Niente di serio, tanto che ci siamo lasciate in tranquillità, e siamo in buoni rapporti.» le spiegò, esausta.
Malefica la perforò con lo sguardo.
«Ti sei fatta mia figlia?!»
«Oh, che diavolo, ti ci metti anche tu ora?» sbraitò di colpo la ragazza «Avevo diciassette anni!»
Le due si scambiarono una lunga occhiata. Alla fine, la strega sospirò, agitando una mano in aria.
«Oh, al diavolo, l'importante è che stia bene...» disse.
«Sta benissimo. Regina, invece, non lo so...» replicò Emma uscendo dalla stanza un istante dopo. Si diresse a grandi passi verso il luogo che sapeva essere il rifugio di Regina. Mentre attraversava i lunghi corridoi interni del castello le pareti iniziarono a tremare. La principessa si appoggiò ad una delle colonne, malferma sul pavimento oscillante. Il terremoto durò appena qualche istante. Non vi era nulla di naturale in esso, Emma lo percepiva chiaramente. Appena fu abbastanza sicura di non cadere, corse verso i giardini più velocemente che poteva.
Regina era in piedi accanto al grade melo che svettava nel centro del giardino. Era furiosa, sconvolta. Le voltava le spalle, ma la sua postura le diceva tutto.
«Non ti avvicinare!» le ordinò, senza voltarsi. «Vattene. Non voglio vederti.»
Emma si fermò.
«Regina, che succede? Sapevi di Lilith…»
La donna strinse i pugni a quel nome.
«Sì, ma non sapevo del vostro legame...» replicò a denti stretti, cercando di controllare la voce. «Lasciami sola.»
«Legame?» chiese confusa la bionda. Compì un passo verso di lei, senza pensarci. «Ma non significa nulla, Regina!»
«Non ti avvicinare.» le ordinò nuovamente l'altra. «Vai al castello dei tuoi e porta qui quella ragazza, Malefica è stata troppo tempo lontano da sua figlia.»
Emma si fermò di nuovo. Sospirò.
«Farò come desideri, come sempre. Ma ricorda che amo te, non lei. E sarà così per sempre.» disse piano, continuando a guardarla.
«Smettila di mentire!» gridò Regina, piena di rabbia, voltandosi a guardarla. «Dopo che l'avrai portata qui non voglio più vederti, mai più! E sta volta non scherzo.»
Il cuore di Emma sembrò fermarsi. I suoi occhi si riempivano di lacrime mentre crollava sotto al peso dello sguardo gelido della regina.
«Ma, Regina, perché...? Cosa ho fatto?»
«Eri un gioco non l'avevi capito? Non mi è mai importato di te.» rispose secca la mora.
Emma rimase in silenzio per un istante.
«No.» disse poi, calma. «Stai mentendo.»
«Credi di sapere tutto principessa? Credi che sia stata solo con te da quando sei qui?» chiese regina continuando a guardarla, sorridendo con cattiveria. «Sai quante guardie sono passate dal mio letto?»
La principessa rimase spiazzata per un istante ancora prima di riprendersi. Sorrise, tranquilla.
«Nessuna.» rispose avvicinandosi a lei.
Regina la spinse via con la magia, ma Emma si rialzò subito tornando da lei mentre le parlava.
«Se ti fa piacere crederlo…» rise la mora «Sei un illusa, eri solo uno strumento per avere piacere e adesso non mi servi più.»
«Smettila, Regina! Io ti amo davvero!» esclamò la bionda sottolineando quell'ultima parola.
«Sono io che non ti amo.» Regina la guardò con disprezzo. «Adesso è tornata Malefica, tu non mi servi a niente. Lei sa compiacermi molto più di te... lo sai. Ci hai sentite.»
Qualcosa la ferì in quelle parole. Emma smise di avanzare. La guardò negli occhi, rimanendo in silenzio per qualche minuto.
«Farò in modo che Lilith arrivi qui sana e salva.» disse soltanto prima di voltarsi ed andarsene.
«Non lo metto in dubbio.» ringhiò Regina con rabbia, guardandola andare via. Appena l principessa sparì dalla sua visuale, permise alle lacrime che aveva trattenuto con fatica di uscire e scorrere sul suo viso.
Passò qualche secondo prima che sentisse un rumore leggero alle sue spalle, poco più che un fruscio. Si asciugò le lacrime dal viso e si voltò.
«Non voglio sentire niente. Tra poco riabbraccerai tua figlia.» disse lanciando un'occhiata cupa verso Malefica. La donna si avvicinò a lei, la rabbia ad accendere il suo sguardo.
«Hai idea di cosa hai fatto?» le chiese.
«Sì, sto per farti ricongiungere a tua figlia. Dovresti ringraziarmi.»
«Quella ragazza ti ama davvero, Regina! Mandarla via così... Hai pensato alle conseguenze?»
Regina la guardò con aria di sfida.
«Sono io che non amo lei, che conseguenze dovrei avere?»
La strega scoppiò a ridere.
«Sei un'idiota, Regina! La ami eccome, o non saremmo qui a parlarne! Quell'idiota si farà ammazzare ora!»
«Non lo farà. Porterà qui tua figlia e poi tornerà a casa dai suoi genitori finalmente. E ti ripeto che non la amo.» Calmò la voce sulle ultime parole. «Dovresti conoscermi.»
Malefca sospirò, esasperata.
«Ma l'hai ascoltata almeno? Ha detto che farà in modo che Lilith arrivi qui, sana e salva. Non ha mai detto che la porterà qui. Sai che vuol dire?»
«Non mi interessa, non è un problema mio.» rispose la regina, ma era incerta ora. Si morse il labbro inferiore.
La bionda alzò gli occhi al cielo sospirando. Si avvicinò quindi a lei, posandole una mano sulla spalla.
«Regina, quella ragazza si consegnerà. Quello che ha fatto con te è stato altro tradimento. George la farà giustiziare, e Snow e James non potranno fermarlo.»
«I due idioti la salveranno, non permetteranno che la loro preziosa figlia venga giustiziata. Diranno che era sotto un incantesimo.» ribatté Regina, sempre più incerta.
«Sai che George è un vecchio pazzo con un sacco di denaro, e un sacco di sostenitori. Tra cui Stephan. Snow e James non possono mettere in pericolo un intero popolo, neanche loro sarebbero capaci di tanto. Sacrificheranno loro figlia. Già l'avevano mandata a morire qui, cosa ti fa pensare che non lo faranno di nuovo?»
«Io non permetterò che muoia.» rispose la mora senza pensare. «Cioè, non che la cosa mi interessi, ma quei due idioti devono soffrire. Comunque Emma tornerà con tua figlia, ne sono sicura.»
Malefica le prese il viso tra le mani.
«Emma non tornerà, Regina. Non ha motivo di farlo. Gliel'hai tolto tu, qualche minuto fa. Ma siamo ancora in tempo. Un drago è molto più veloce di un cavallo...» sorrise.
«Emma non è affare mio. Lei tornerà con tua figlia, sono legate dalla nascita…» sussurrò la mora.
«Oh, è questo che ti disturba... Be', se non interessa a te, figuriamoci a me... Mi dispiace solo di non poterla uccidere io stessa. Avrei voluto vedere la faccia degli idioti mentre la squartavo...»
Regina strinse i pugni cercando di contenere la rabbia.
«So cosa vuoi fare ma non ci riuscirai. Quella ragazzina non mi ama, è giovane e ingenua. E poi non puoi ucciderla, tua figlia di odierebbe. Magari diventerà tua nuora…» disse, facendo male più a se stessa che a lei.
Mal rise a quelle parole.
«Se ha davvero l'oscurità di una figlia del vero amore dentro, sicuramente si godrebbe lo spettacolo, altro che odiarmi!»
«Anche i cattivi amano dovresti saperlo...»
La bionda le rivolse uno sguardo significativo, un sopracciglio lievemente inarcato.
«Oh, lo so bene...» replicò.
Regina le sorrise e si accostò a lei.
«Potremmo dedicarci ad attività più interessanti mentre aspettiamo...» mormorò, accarezzandole il viso.
La strega sorrise.
«Per me va bene. Ma voglio la sua pelle, quando George l'avrà uccisa. Così potrò usarla come pergamena, e mandare lettere agli idioti per anni.»
Regina si scansò furiosa.
«Smettila di parlare di lei, maledizione! Non morirà!»
Malefica la guardò negli occhi.
«Sai anche tu che è così. Negarlo non la salverà.»
La mora sbuffò.
«Cosa dovrei fare, salvarla?»
L'altra si strinse nelle spalle.
«Sei tu che devi decidere! Vuoi perdere il tuo amore un'altra volta, o vuoi restarci tutta la vita?»
«Non e' il mio amore.» Regina si avvicinò ad un palmo dalla sua faccia. «Io avevo solo un amore ed è morto anni fa. Nessuno prenderà il suo posto.» ringhiò, la voce carica di rabbia.
Mal rimase ferma, sostenendo il suo sguardo.
«Eppure non ti ho mai vista così, in tutti questi anni...»
«Smettila.» disse seccamente, girandosi per non guardarla. «Portami da quella stupida ragazzina. Mi ha salvato la vita, le devo qualcosa in cambio, ma questo non cambia le cose. Non mi interessa.» disse infine.
Malefica sorrise. Un attimo dopo il suo corpo era quello di un drago.
Regina salì su di lei.
«Dopo questa saremo pari e non le dovrò più niente.» affermò cupamente.
Il drago emise uno sbuffo di fumo dal naso, quindi si alzò in volo.
