Emma camminava avanti ed indietro per la cella. Ormai aveva fatto il solco. Erano due giorni che stava lì, e Regina non si era mai fatta vedere. Lei non mangiava, non dormiva. Pensava, e basta. E camminava. Su e giù, ancora e ancora. E mentre percorreva di nuovo quel piccolo sentiero ripetuto, una voce la fece sobbalzare.
«Principessa.»
La bionda si voltò di scatto. Si lanciò sulle sbarre, aggrappandosi ad esse.
«Regina! Come stai?» le chiese d'istinto, gli occhi spalancati.
La donna la guardò appena, mantenendo un atteggiamento distaccato.
«Vedo che le tue pessime maniere sono tornate. Si dice "Vostra Maestà."» la rimproverò freddamente.
Emma si lasciò sfuggire un piccolo sospiro. Fece un passo indietro e si inginocchiò di malavoglia.
«Chiedo perdono, Maestà.» disse.
«Ecco, così va meglio…» commentò la mora, avvicinandosi poi alle sbarre. «Allora, dimmi, cosa devo fare con te?»
Emma le lanciò una breve occhiata, quindi si strinse nelle spalle.
«Siete voi a decidere…»
«No, purtroppo.» sospirò l'altra. «Tornerai a casa?»
Emma alzò lo sguardo su di lei, piantandolo negli occhi scuri della sovrana.
«Sono a casa.» replicò, scandendo bene le parole.
Regina alzò gli occhi al cielo, esasperata.
«Vuoi restare qui? Benissimo...ti lascio questo dannato castello se lo vuoi!» sbottò.
La ragazza si alzò in piedi, riavvicinandosi alle sbarre.
«No.» disse, decisa. «Sei tu la mia casa, non il castello.»
«Emma, io sono stanca…» Regina la guardò, gli occhi tristi e senza più speranza. «Voglio solo andare avanti e tu sarai la mia rovina...»
Emma si aggrappò alle sbarre, guardandola negli occhi, devastata da quello sguardo.
«Perché? Io non ti ferirei mai…»
Regina sorrise.
«So che non vuoi farlo, ma lo farai. Tu sei collegata a Lily, i vostri destini, le vostre vite, sono unite... e questo non potrà mai cambiare.»
«Ma non come pensi tu! Io non amo Lilith, Regina!»
«Tu credi di non amarla... ma hai bisogno di lei.»
«No, io ho bisogno di te!» esclamò la bionda quasi con rabbia.
«E se un giorno capirai che non è cosi? E succederà, credimi.» La mora la guardò con gli occhi lucidi. «Cosa farò io? Come farò a rimettere di nuovo insieme i pezzi?»
Emma allungò una mano oltre le sbarre, tentando di sfiorarle il viso.
«Regina... io so che amo solo te.» disse piano, sentendo i suoi stessi occhi inumidirsi. «Ti amerò per sempre. Quello che tu temi, non succederà mai. Senza di te io non esisto.»
Le lacrime scesero sul viso di Regina. Vorrebbe crederle con tutto il cuore.
«Non posso rischiare... devi accettarlo…» mormorò con voce rotta.
«Non è un rischio, amore mio… Dammi la possibilità di dimostrartelo...»
«Tu mi rovinerai.» sussurrò la mora, le lacrime che continuavano a scendere sul suo viso. Sollevò la mano e aprì la cella con la magia.
Emma uscì dalla cella e la abbracciò, lasciando scendere le lacrime.
«Mai.» disse in un sussurro. La strinse a sé, come se avesse bisogno di stare più possibile a contatto con lei per vivere. «Tiamotiamotiamotiamotiamotiamotiamotiamo...» mormorò a ripetizione tra le lacrime.
Regina si lasciò abbracciare. Sorrise e pianse insieme. IL contatto con il suo corpo le era mancato come l'aria.
«Sei pazza, e fai diventare pazza anche me…» disse.
Emma rise, stringendola più forte.
«Più che essere pazza, puzzo... » Si staccò da lei, ma le mani rimasero a contatto con i suoi fianchi. La guardò negli occhi, la felicità che faceva brillare i suoi. «Mi serve un bagno, o non vorrai più vedermi davvero…»
«Sì, direi che per una volta hai ragione…» rise la mora. «Puzzi e anche tanto. Non entrerai nella nostra stanza in questo stato.»
La bionda rise di gusto.
«Allora sarà meglio che corra a lavarmi!» esclamò, incapace di contenere la gioia che provava.
«Sì, sarà meglio.» sorrise Regina.
Emma si accostò a lei per baciarla, un bacio breve, delicato, dolce.
«Adesso vai.» le disse poi Regina, ed Emma corse la piano superiore, ordinando ai servitori di prepararle un bagno.
Regina salì le scale dopo di lei, camminando fino a raggiungere la sua camera. La paura la attanagliava ancora. Si poggiò allo stipite della finestra, lo sguardo perso nell'ampio panorama.
«Dimmi che sto facendo la cosa giusta…» sussurrò, forse a se stessa. I suoi pensieri corsero a Daniel, come le accadeva ogni giorno. Si perse in quei ricordi, finché un timido bussare alla porta la fece voltare di scatto. Emma stava sulla soglia, coperta solo da un telo di cotone bianco, i capelli bagnati, scuriti dall'acqua.
«Ti senti meglio?» le chiese, osservandola, distogliendosi dai suoi pensieri.
Un sorriso malizioso si dipinse sul volto pallido della principessa.
«Sì.» rispose «Ora posso entrare?»
La mora annuì sorridendo.
«Certo.»
Emma avanzò, togliendosi il telo. Camminò lentamente fino a lei, guardandola negli occhi.
Regina osservò il suo corpo perfetto, nudo.
«Sei bellissima.» sussurrò.
«Tu lo sei.» si schernì la bionda, sorridendo, imbarazzata. Arrossì ed abbassò lo sguardo. Regina si avvicinò a lei.
«Stai bene?» le chiese, preoccupata.
Emma annuì guardandola di sottecchi.
«Sì. Tu?»
La mora le rivolse un sorriso forzato.
«Sì, sto bene.»
La principessa si sentì raggelare. Il suo cuore perse un battito. Stava mentendo.
«Che succede?» le chiese.
«Niente.» rispose la mora prendendola per mano e portandola verso il letto. «Sdraiati.» ordinò, sorridendo maliziosa.
Emma obbedì, ma continuò a guardarla con preoccupazione.
«Ho fatto qualcosa di sbagliato?»
«No, non hai fatto nulla.» cercò di tranquillizzarla l'altra. La fece stendere sotto di lei, ed Emma rabbrividì, il respiro che accelerava.
«Allora che hai?» insistette, ansiosa.
Regina la baciò per zittirla.
«Voglio giocare con te…» sussurrò poi sulle sue labbra. Emma sentì il suo centro contrarsi, talmente forte da farle male. La guardò negli occhi, il cuore che sembrava voler scappare via dal petto. L'eccitazione iniziò a vincere sulla preoccupazione.
Regina portò una gamba tra le sue, costringendola ad aprirle per lei. Emma trattenne il fiato, mordendosi il labbro per la scarica di eccitazione che quel movimento le aveva provocato. Regina iniziò a muovere la gamba stimolando il centro del suo piacere. La bionda gemette, muovendo il bacino verso di lei.
«Sì..» mormorò.
Regina la baciò per poi sostituire la gamba con la sua mano. Le dita iniziarono a stuzzicarle il clitoride. Emma urlò aggrappandosi a lei, il corpo in fiamme. La sovrana sorrise.
«Sei pronta per me?» le sussurrò all'orecchio.
«Sì!» ansimò Emma sporgendosi verso di lei.
La mora le morse il labbro ed entrò in lei con due dita, facendola gridare forte. Emma si contrasse attorno a lei, e le artigliò la schiena. Regina si eccitò sentendola gridare sotto di lei. Si mosse veloce bagnandosi le dita dei suoi umori. La bionda urlò ancora, incapace di trattenersi. L'orgasmo la colpì all'improvviso, lasciandola senza fiato e facendo sorridere la sovrana. Uscì da lei e portò le dita bagnate alla sua bocca, leccando via il suo sapore, gemendo.
«Sei così buona…»
Emma si leccò le labbra guardandola, sentendo il cuore esplodere nel vederla leccarsi le dita.
Regina si sporse poi su di lei e la baciò.
«Senti come sei buona?»
Emma gemette tra le sue labbra, accarezzandole il corpo. Fece sparire il suo vestito mentre la baciava, ribaltando la situazione. Regina sorrise e la baciò con passione, stringendola a sé mentre la bionda accarezzava ogni centimetro del suo corpo, sfiorandola con reverenza. D'un tratto la mora fece apparire delle corde.
«Vuoi giocare?» chiese maliziosa.
Emma guardò le corde, poi le sorrise.
«Sempre.»
«Usale… con me.» disse la mora guardandola negli occhi. Emma rimase spiazzata dalla richiesta. Il sorriso svanì dal suo volto.
«M-ma…» balbettò arrossendo. «Io non so…»
Regina, vedendo il suo imbarazzo, si sollevò e la baciò.
«Hey, non volevo tubarti. Credevo volessi provare, non devi fare niente che tu non voglia…»
«Io non so se sono capace...» la ragazza completò la frase, guardandola imbarazzata.
«Non fa niente.» replicò l'altra muovendosi per posare le corde dopo averla baciata.
Emma posò la mano sulla sua prima che le mettesse via, guardandola negli occhi.
«Aspetta!» esclamò.
La mora si bloccò guardandola.
«Emma non devi farlo...davvero.»
La bionda sorrise timidamente.
«Ho solo paura di deluderti...» ammise in un sussurro, arrossendo.
Regina sorrise e le accarezzò il viso.
«Non potresti mai farlo…»
Emma le sorrise con gratitudine, prendendo poi le corde dalle sue dita. Salì su di lei, allungandosi per legarle i polsi alla testata del letto.
«Troppo stretto?» chiese poi guardandola.
«No, va benissimo.» rispose Regina. Era la prima volta che permetteva a qualcuno di legarla.
Emma tornò giù guardandola negli occhi.
«Sei sicura?» le chiese in un sussurro.
«Tranquilla, non mi fai male.» le sorride la mora.
Emma la baciò, accarezzandole i fianchi con la punta delle dita. Regina gemette al contatto con le sue dita.
«Hai una benda?» le chiese la bionda in un sussurro, sfiorandole l'orecchio con le labbra. Prese poi a baciarle il collo, continuando ad accarezzarla. Regina fece apparire una benda tra le sue mani mentre gemeva.
«Emma…»
La ragazza sorrise. Le mise la benda sugli occhi, legandola dietro alla nuca. Scese poi con i baci, dal collo alla spalla, dalla spalla al petto, al centro. Leccò il ventre, risalì dal fianco, baciò il lato del seno e morse il capezzolo. Regina gemeva e tremava ad ogni suo tocco. Il suo corpo reagiva maggiormente, i suoi sensi erano amplificati a causa del buio. Emma leccò poi il capezzolo, facendo lo stesso con l'altro. Scese, mordendo e baciando la sua pelle, fino ad arrivare alla sua intimità. Entrò in lei con la lingua. La mora inarcò la schiena sentendo la sua lingua dentro di sé. Emma uscì da lei, ed iniziò a leccare il clitoride, assaporandola. Quanto le era mancata...
«Sì…» Regina si spinse verso di lei, mentre la sua eccitazione aumentava sempre di più. Emma mosse la lingua più velocemente, stringendo i muscoli delle cosce tra le dita.
«Emma!» gridò la mora di piacere. La bionda continuò, alzando gli occhi su di lei. Si spostò poi, continuando tuttavia a leccarla. Entrò dentro di lei con due dita, iniziando a muoverle.
A Regina sfuggì un grido.
«Sì, così…» gemette.
Emma si mosse dentro e sopra di lei, sempre più veloce, finché l'orgasmo esplose nella sovrana.
«Emma!» gridò il suo nome venendo. La bionda uscì da lei, ma continuò a leccarla, tenendo ferme le sue gambe. Regina continuò a tremare.
«Emma...» continuò ad ansimare il suo nome.
La principessa leccò in lenti circoli intorno al clitoride, guardandola, aumentando il ritmo dopo poco. Regina tremò e venne nuovamente.
La bionda si staccò da lei, pulendosi la bocca con una mano. Scivolò su di lei fino a baciarla, mentre la toccava, ancora, con la mano destra, piano, delicata. Regina rispose al bacio allungandosi verso di lei, il suo corpo che continuava a reagire ad ogni suo tocco. Emma si staccò da lei e continuò a toccarla, aumentando appena la pressione. Leccò le sue labbra, impedendole di baciarla. Regina leccò le sue labbra mentre cercava di spingersi maggiormente verso di lei. Emma le morse il labbro inferiore, entrando dentro di lei, facendola urlare di nuovo. Entrò e uscì da lei più volte, baciandola finalmente.
«Sì, sì…» gridò di piacere la mora. «Emmaaa..» ansimò venendo nuovamente.
La bionda non smise di muoversi, ma smise di baciarla, guardandola in viso.
Il corpo stremato, Regina si contorse sotto di lei venendo ancora.
«Emma…» sussurrò Regina con un filo di voce, esausta.
La ragazza la slegò e si strinse a lei, levandole prima la benda.
«Ti amo...» le sussurrò all'orecchio.
Regina si massaggiò brevemente i polsi indolenziti, quindi la strinse a sé.
«Ti amo. » le sussurrò a sua volta.
Emma si voltò di scatto sentendola muoversi. Si alzò a sedere prendendole i polsi, tenendoli delicatamente tra le mani.
«Ti ho fatt…» stava dicendo quando realizzò ciò che la donna aveva appena detto. L'aveva detto?
Regina nascose il viso contro il suo petto, per non guardarla. Emma la abbracciò, le lacrime che scendevano veloci sul suo viso. Sorrise.
«Ti amo...» ripeté, accarezzandole la schiena, ancora incredula.
Regina rimase in silenzio, incapace di credere a quello che aveva detto. Emma la strinse forte a sé, il cuore che le scoppiava di gioia.