Titolo: Dietro l'angolo
Autore: Lib89
Genere: Generale
Rating: Verde
Personaggi: Axel, Roxas
Avvertimenti: AU, Flash-fic
NdA: Per accompagnare la lettura consiglio questo brano (copiate il titolo nella barra di ricerca di youtube!): One Piece - Bink's Sake (Violin solo)

Dietro l'angolo

L'autunno stava per giungere al termine. Le foglie ingiallite e secche cadevano dai rami con piccoli schiocchi, tingendo i marciapiedi di colori caldi e danzando con i colpi di vento. All'ennesimo alito di fredda brezza, Roxas si chiuse meglio il colletto della giacca e serrò la presa sul bicchiere di caffè bollente che teneva in mano e quella del braccio sul giornale tenuto contro il fianco, per poi affrettare il passo. Non era in ritardo per la lezione, ma l'aula sarebbe stata sicuramente calda. Svoltò l'angolo e si diresse con passo celere verso l'università, anelando il calore delle quattro mura che lo avrebbero ospitato quella mattina.

Gli mancava da percorrere il vialone, costeggiato da querce impreziosite da chiome color oro, come sempre pieno di studenti e professori che andavano nella sua stessa direzione, quel giorno però, oltre al chiacchiericcio della gente Roxas udì qualcosa in più. Una melodia dolce, quasi malinconica, prodotta dalle gentili corde di un violino. Si fermò per un attimo e si guardò in giro, in cerca della fonte di quella sinfonia e la trovò all'incrocio più avanti. Un ragazzo vestito degli stessi colori degli alberi se ne stava all'angolo del marciapiede di fronte a suonare il suo violino.

Il biondo riprese il cammino con passo più lento, volendo ascoltare il più a lungo possibile quella melodia nostalgica, che sapeva di tramonto e vecchi ricordi. Raggiunto l'altro marciapiede, Roxas osservò il ragazzo con attenzione: maglia gialla come le foglie di quella stagione, pantaloni marroni, felpa scura a righe gialle con la zip aperta e le maniche tirate ai gomiti, sulla testa un berretto di lana grigia copriva la maggior parte delle ciocche rosse come il fuoco. Il viso dalla pelle chiara -forse troppo, visto che sembrava pallida- era disteso ma concentrato, le palpebre calate sugli occhi dal colore che non avrebbe saputo indovinare, parevano dar vita a quelle due lacrime tatuate sugli zigomi. Ai suoi piedi, coperti da un paio di vecchie scarpe logore, stava la custodia dello strumento, aperta e contenente qualche moneta e un paio di banconote di piccolo taglio.

Gli si fermò accanto, a pochi passi, rapito da quella musica che sembrava poter andare avanti per sempre e che non l'avrebbe mai stancato. L'archetto si muoveva con fare sinuoso, quasi si trovasse nell'acqua e fosse docile come un'alga, anziché rigido come un fusto.

Il forte rintoccare del campanile vicino lo destò da quello stato di trance in cui era caduto, e Roxas si accorse che stava cominciando a farsi tardi. Si frugò velocemente nelle tasche con la mano libera, ma ne uscì solamente un pacchetto di fazzoletti e una bustina di biscotti che avrebbero dovuto accompagnare il suo caffè prima dell'inizio della lezione. Guardò di nuovo il musicista e dalle sue labbra screpolate uscì una nuvoletta di respiro caldo.

Facendo attenzione a non disturbare, il biondino arretrò di due passi e lasciò nella custodia del violino il bicchiere e i biscotti. Tornato in piedi, s'incamminò di nuovo, ma una voce sconosciuta lo costrinse a voltarsi un'ultima volta.

-Grazie mille, con questo freddo ci voleva.- sorrise il violinista, ringraziandolo ancora tramite i suoi occhi verdi come le foglie in primavera.