Titolo: Black and red
Autore: Lib89
Genere: Dark, Sovrannaturale
Rating: Giallo
Personaggi: Axel, Roxas
Avvertimenti: AU, One-shot, Shonen-ai
Black and red
Si svegliò di soprassalto, calciando via le lenzuola. Con un gemito di dolore, Roxas si chinò su se stesso, abbracciandosi il torace per raggiungere la schiena con le dita. Carezzò la pelle sudata e sibilò a denti stretti quando i polpastrelli sfiorarono il tessuto cicatriziale che gli sfigurava il dorso. Nonostante gli anni passati, a volte doleva ancora, quasi fosse lì da pochi giorni.
Placato il respiro, ma non il tremore delle membra, il biondo si alzò dal letto per raggiungere la specchiera e il catino colmo di acqua fresca che avrebbe dovuto usare per le abluzioni mattutine. Si appoggiò con i palmi al solido mobile di legno e cercò di riacquistare padronanza di sé. Quel sogno… anzi, quell'incubo, lo aveva scosso. All'inizio sembrava un sogno qualunque, uno dei ricorrenti viaggi onirici che la sua mente malinconica e nostalgica gli imponeva di vivere durante il sonno. Rivedeva sempre le stesse cose: la loro casa in cima alla collina, immersa nel verde dei prati e l'oro dei campi, il sentiero che collegava ogni abitazione dalla chiesa del paesino fino alla stazione ferroviaria, e lui con il suo bellissimo sorriso, che lo aspettava a braccia aperte sulla soglia.
Quella notte il sogno era stato identico ai precedenti, finché il paesaggio non era cambiato. Il sole era diventato nero come il prato e il cielo da azzurro era diventato rosso sangue, lo stesso che gli imbrattava la schiena e che si portava via la vita del suo Axel -quella vita che l'Organizzazione aveva deciso di distruggere per il suo bene, così avevano detto. Ma in quell'incubo era finita diversamente.
Da morto, Axel si era rialzato, gli occhi bianchi e le dita protese per riprendersi ciò che gli era stato portato via. Dopo aver compiuto la propria vendetta, quell'essere si era chinato anche su di lui, gli aveva respirato sulla bocca quasi volesse rubargli l'anima con un soffio, e gli aveva piantato le lunghe unghie nere nella schiena, al centro della cicatrice come se volesse cancellare il marchio di chi l'aveva ridotto in quel modo.
Scuotendo il capo per cancellare le immagini di quell'incubo fin troppo vivido, Roxas immerse le mani nel catino e si bagnò il viso con l'acqua fresca. Il liquido corse sulla sua pelle accaldata, scivolando sul collo e sul petto nudo, dandogli immediato sollievo, che lo fece sospirare. Alzò le palpebre e portò lo sguardo sullo specchio dalla cornice finemente intarsiata, illuminata appena dai pochi raggi di luna che facevano capolino dalle fessure delle gelosie. Sua zia Aerith aveva gusti davvero discutibili, pensò il biondo osservando ogni dettaglio floreale del legno, risalendo fino alla cima della cornice, su cui sorgeva un volto inespressivo circondato da folti capelli ondulati e solcato da una lacrima -che gli ricordò terribilmente i tatuaggi del suo Axel.
Nel momento in cui identificò quel dettaglio, una goccia cadde dalla punta del suo naso fin nel catino, con un tintinnio sommesso, facendolo sobbalzare. Dandosi del fifone e chinando la testa, prese un profondo respiro e si appoggiò alla cornice con entrambe le mani. Poco dopo, sollevò lo sguardo sul proprio riflesso e gelò.
Una mano pallida come la morte gli accarezzava il mento e la guancia, mentre l'altra si posava sulla sua spalla, risalendo lentamente dal petto e tracciando il percorso con gli artigli. Intanto, alle spalle della sua immagine riflessa, il viso di Axel comparve dal buio dello specchio, gli occhi bianchi e i capelli rossi illuminati dai flebili raggi lunari.
Trattenne il fiato un istante e sbatté le palpebre.
Di fronte a sé, Roxas vide solo il proprio riflesso, nessuna traccia della creatura frutto dei suoi incubi più recenti. Il sospiro di sollievo, però, gli morì in gola quando la presa sul suo mento si fece più salda e gli artigli neri si piantarono nella carne della sua spalla.
Il biondo si girò lentamente e quando vide l'orribile ghigno che deformava il volto del suo Axel, il suo mondo si tinse di nero e rosso sangue.
