Chloe era all'inferno. Un inferno dei ricordi di Lucifer. Un inferno dove Chloe poteva percepire la calma devastante raccontata da Lucifer, una calma intervallata solo da lamenti. Un luogo dove la musica non esisteva. Poi capì. Lei nel suo aspetto da fantasma semitrasparente era nel periodo prima di Lucifer sul trono. Un tempo che il re dell'inferno aveva raccontato a Chloe, credendo lei fossero tutte metafore di una vita difficile, con pochi demoni che si occupavano dei dannati e molte battaglie tra diverse fazioni. Dall'alto della montagna dove era Chloe riconoscete tra i demoni un essere più potente che era Lucifer. Il suo Lucifer nella versione infernale più grande. Il suo aspetto era da bruciato ma la muscolatura era più enorme, formando quasi una corazza. Indossava solo un paio di pantaloni neri di pelle. Dietro le spalle due enormi ali di pipistrello. Ali che Chloe in quel tempo con Lucifer aveva imparato ad amare come quelle di angelo.

Inevitabilmente vide Lucifer fare a pezzi schiere di demoni ribelli usando un enorme spada o semplicemente le mani artigliate, supportato dai demoni a lui fedeli. Tra i demoni a lui fedeli una irrefrenabile Maze.

Quel Lucifer infernale planò a pochi metri dov'era Chloe. Poco dopo dei demoni fedeli a Lucifer trascinarono altri demoni e quelli che sembravano tre esseri umani al cospetto del loro re. Giunse anche Maze che disse indicando i prigionieri

"Mio signore questi traditori mettono in discussione il suo trono ma soprattutto sono quelli che tentarono di ucciderla dopo la sua caduta all'inferno"

Chloe intuì di che periodo si trattava, poco dopo la caduta di Lucifer con il salvataggio di Maze e Lucifer che diventò re. Soprattutto Chloe ricordava che Lucifer, vinta quella battaglia, istituì le celle singole dove ogni dannato doveva superare i suoi sensi di colpa. Il suo unico problema, mentre quel Lucifer tagliava a pezzi quei prigionieri era che Chloe non possedeva nei suoi ricordi momenti da contrapporre a quelli. Lei poteva mostrare l'inferno che conosceva solo dai racconti di Lucifer. Poi successe qualcosa.

Chloe vide Maze avvicinarsi al suo re, sussurrandogli qualcosa all'orecchio destro. Subito Lucifer volò verso delle rocce dietro di queste. Nel frattempo la demone Maze disse agli altri

"Il nostro re pianifica le prossime mosse. Noi torniamo nella battaglia"

Eseguendo tutti. Chloe ci credeva poco, raggiungendo Lucifer. Lo trovò rannicchiato in una piccola grotta che curava da solo una profonda ferita alla spalla destra. Tutto l'alone di un terribile re infernale lasciò spazio a un essere stanco, ferito nel corpo e nell'anima. Un essere che Chloe aveva visto così sofferente quando ricordava come finì nella fossa infernale piena di lava incandescente

"...ero già bruciato miliardi di volte buttato dal paradiso. Perché la pelle risanata tornava a essere cenere. Nella fossa infernale continui il bruciare senza sollievo. Ero solo dolore. Un dolore che nessuno dal paradiso sentendolo cercò di frenare. Ero solo. Non fosse stato per maze, potevo essere ancora lì dentro"

Non poteva dire di averlo sentito. Chloe però poteva dirsi certa che quel sistema di mura e porte che teneva prigioniero Lucifer, avesse detto qualcosa di arrabbiato verso di lei. Il motivo era che stava proponendo ricordi di un Lucifer molto diverso dal mostro che veniva definito. Nonostante le scene di un re infernale senza remote contro i nemici, Chloe riportò alla mente un episodio che aveva quasi dimenticato.

Comparve nell'attico di Lucifer. Era passato del tempo dalla morte di Uriel il fratello di Lucifer. Nell'attico c'era la madre di Lucifer, la Dea. Giunse in quel momento anche Chloe. La Dea gli disse con malcelata diffidenza

"Se cerchi Lucifer si trova con suo fratello Amenadiel per cercare…qualcosa"

Solo dopo Chloe avrebbe saputo che cercavano un modo per accendere la spada di fuoco. L'arrivo dei due fratelli interruppe ogni altra parola tra le due donne. Chloe notò che Lucifer era piuttosto pallido e rigido sul fianco destro. Disse il re dell'inferno alla madre e al fratello

"Visto che c'è stato un niente di fatto, vi prego di andare. Per oggi abbiamo finito"

Non molto contenta la Dea andò con il figlio Amenadiel. Rimasto solo con Chloe, Lucifer le disse con un tentativo di sorridere che sembrava più una smorfia

"Detective mi dispiace ma non posso essere il tuo consulente civile almeno oggi. Sono stanco dopo lo scontro con alcuni…parenti alla lontana"

Dirigendosi alla sua camera da letto. Chloe lo seguì vedendolo finire in ginocchio ai piedi del letto. Lo raggiunse. Lucifer le ripeteva con voce debole

"No…non puoi vedere così …sono troppo vulnerabile ai nemici…non posso essere debole"

Con Chloe che a sua volta gli ripeteva

"Con me sei al sicuro. Non devi fare il macho"

La Chloe che stava ricordando quell'episodio non trattenne le lacrime, capendo quanto Lucifer si era sentito tradito per tutta la storia del prete pazzo di Roma. Lei era il primo essere senza poteri a cui si mostrava debole.

Nel ricordo di Chloe, lei tentò di tirare su Lucifer dal pavimento che urlò di dolore. Scoprì, togliendo la giacca a Lucifer sul fianco destro una profonda ferita da taglio. Voleva portarlo in ospedale ma Lucifer la pregava di non farlo, balbettando che era una ferita fatta da un altro eterno, come fatta da umano a umano. All'epoca Chloe non comprendeva quel discorso, credendolo frutto del delirio. Invece era un ennesimo tentativo di Lucifer di toglierle ogni senso di colpa, pensando nel suo dolore che sapesse di renderlo vulnerabile quando era vicino a lui.

Sul quel pavimento Chloe cercò di curare al meglio quella ferita di Lucifer sul fianco destro. Usò il kit di pronto soccorso nell'attico, grata a se stessa di seguire sempre corsi di primo soccorso. Finì quasi mezz'ora dopo, sentendosi soddisfatta del risultato. Lucifer era incosciente, disteso supino sul pavimento con un enorme benda bianca sul fianco destro. Chloe lo coprì al meglio con delle coperte restando accanto a lui. La mattina dopo lo trovò già in piedi.

Altro ricordo di Chloe. Era una serata di giochi nell'attico. Chloe lasciò sua figlia Trixie con Lucifer per preparare dei popcorn. Tornando sentì sua figlia dire a Lucifer

"Quindi dovrò mettere degli occhiali per un periodo. Sarò ancora più presa in giro a scuola"

Chloe stava per intervenire ma le parole di Lucifer bloccò il suo intervento

"Prole ti assicuro, portare degli occhiali non lo trovo così brutto"

La voce triste di Trixie gli rispose

"Come puoi saperlo tu. Sei così alla moda"

Le ulteriori parole e il gesto di Lucifer stupirono la Chloe nel ricordo e commossero la Chloe che ricordava. Lucifer chiamò la detective

"Detective per favore puoi raggiungerci?..."

Tornata da Trixie e Lucifer quell'ultimo prese da un cassetto dietro il bar dell'attico un piccolo contenitore nero. Lucifer disse alle due umane

"Di questo neanche Maze lo sa. Perché il re dell'infermo non può mostrarsi minimamente debole. Con voi due mi sento tranquillo di dirvelo. Devo usarli in certi momenti, quando gli occhi si stancano. Succede quando le tue pupille sono bruciate più volte"

Lucifer aprì il contenitore nero, indossando un paio di occhiali dalla montatura dorata. Subito Trixie si precipitò al suo zaino, indossando i suoi occhiali dalla montatura grigia. Il ricordo si fermò con Chloe che tentò di accarezzare l'immagine di sua figlia Trixie e Lucifer molto più sereni.

Chloe percepiva che tutto il sistema che doveva tenere prigioniero Lucifer era in difficoltà. La felicità provata lasciò spazio alla preoccupazione. Come Chloe aveva percepito la difficoltà del sistema, percepì più che bene il disagio di Lucifer prigioniero. Nella sua memoria il sistema cercò ogni minimo ricordo, anche più doloroso per lui. Prima che Chloe potesse dire qualcosa, la scena intorno a lei cambiò. Era in un luna park di sera. Intorno a lei migliaia di persone, musica e risate. Un urlò colpì l'attenzione di Chloe. Proveniva da una zona del parcheggio. Trovò Lucifer nella versione bruciata con le enormi ali di pipistrello aperte. A pochi passi da lui una donna e una bambina per terra contro un'auto. Le due erano abbracciate, urlando disperate. La voce metallica del sistema le disse

"Nulla può cambiare la sua natura di mostro. Oltre ogni cosa rimane un essere da inferno. Vattene. Abbandonalo qui come merita"

Chloe scosse la testa. Era certa, come le aveva insegnato il suo lavoro, che quando possibile di un evento doveva essere guardato il prima e il dopo. Disse convinta

"Non credo che Lucifer stava agendo in quel modo per pura cattiveria. Voglio vedere il prima della scena"

Sembrava a Chloe come se la voce parlasse con qualcun altro che sussurrava. La voce metallica gli rispose

"A una condizione. Se il prima dimostrerà che Lucifer agiva per pura cattiveria, tu interrompi tutto, lasciandolo eternamente in un sonno senza fine"

Per un solo attimo Chloe sentì le sue certezze vacillare. Sapeva com'era Lucifer. Sapeva anche che come tutti poteva essere portato a momenti di semplice rabbia. Però fu certa, non di cattiveria, quella che viene usata come forza contro altri. Convinta disse alla voce

"Va bene. Accetto"

La scena che si era cristallizzata su Lucifer versione infernale che spaventava la donna con la bambina andò indietro in modo veloce. Ricomincio la visione con Lucifer che raggiungeva la donna con la bambina vicino il parcheggio. Il re dell'inferno disse alla donna

"Ania sono qui solo per dirti che non voglio più vedere te o tua figlia…"

Il sorriso della bambina scomparve divenendo uno sguardo arrabbiato

"...mi avete usato abbastanza. Io credevo sinceramente che voi due voleste…"

Chloe capì dell'espressione afflitta di Lucifer che era proprio addolorato

"...formare una famiglia con me. Invece tu Ania sfrutti i miei soldi, non mi ami per niente, sfrutti il mio nome per i tuoi interessi. Questa tua figlia poi non parliamone. Credevo mi volesse un minimo di bene, invece come te Anya"

Il sorriso della donna spari, assomigliando così tanto alla figlia, dicendo con tono arrabbiato a Lucifer

"Credi sul serio che qualcuno potrebbe amarti? Tu dovresti solo ringraziare noi due per averti fatto credere di essere amato. Sei un dissoluto, senza onore che conosce solo i bagordi e il male. Sei peggio anche del diavolo di cui porti anche il nome…"

Lucifer rise freddamente

"...ti abbiamo sopportato anche troppo"

Lucifer voltò le spalle alle due umane avviandosi nel parcheggio. Un uomo sbucò fuori dal buio del parcheggio colpendo Lucifer dietro la testa con un bastone. La donna che con la bambina era corso incontro Lucifer, disse allo sconosciuto

"Colpiscilo ancora. Devi ucciderlo. Con le chiavi andremo a casa sua, prenderemo le carte di credito e svuotiamo i conti. Quando lo troveranno saremo già lontani"

Chloe vide con orrore la bambina che poteva avere l'età di Trixie, prendere un enorme pietra da terra, buttandolo sulla testa di Lucifer. Da un poster del Luna Park, Chloe scoprì che erano eventi successi quasi vent'anni prima del loro incontro. La donna disse a Lucifer che era inerme a terra, dandogli qualche calcio.

"Ti presento il mio vero amore. Mio marito Jacob, il padre di mia figlia Sofi"

La mano destra insanguinata di Lucifer bloccò il bastone con cui l'uomo voleva colpire nuovamente Lucifer. In pochi secondi Lucifer divenne nella forma bruciata con enormi ali di pipistrello. Si ripeteva la scena di Lucifer di fronte le due umane che urlavano spaventate ma non per lui o almeno non del tutto. Dietro Lucifer una scatenata Maze stava uccidendo l'altro umano. Chloe vide Lucifer tornare nella forma umana mentre le due umane corsero via, dicendo a Maze mentre era sporco di sangue e fango con gli occhi lucidi

"Avevi ragione tu Maze…nessuno mai potrebbe amarmi"

Svenendo. In quel momento Chloe capì che aveva vinto ma le restava nel cuore un'enorme pena per il suo Lucifer che cercava in ogni modo di essere amato oltre le dicerie su di lui. Di fronte a Chloe comparve una porta che sembrava fatta di vetro. Sulla porta c'era disegnato un enorme cuore rosso con una linea nera bel mezzo. Era un cuore spezzato. La voce disse a Chloe

"Puoi accedere alla terza porta, denominata come il cuore spezzato"

Chloe l'aprì.

Nello stesso momento, nell'inferno riformato. Castello.

Il rumore molto forte di un crollo portò Trixie ed Ella alla finestra di una delle sale. Videro con felicità il secondo muro cadere. Ella disse con un orgoglio smisurato per la sua amica Chloe

"Sorella sei veramente speciale"

Dando il cinque a Trixie non meno contenta.

Il crollo del secondo muro fu visto anche da Amenadiel e Dan che passeggiavano nel giardino dietro il castello. Dan disse visibilmente molto sereno

"Mi auguro con tutto il cuore che Chloe riesca. Non solo per mia figlia Trixie e gli altri. Perché in fondo mi mancherebbe quello stronzo di Lucifer. Per come conosco Chloe, che può diventare un vero carro armato, quelle mura sono niente"

Amenadiel era sollevato della buona reazione del suo amico Dan, confidandogli molto confortato dal nuovo successo di Chloe

"Ero un pò terrorizzato di perdere te ed Ella. Siete i miei primi veri amici. Tu ed Ella potevate anche rifiutare tutto questo"

Dan scosse la testa

"Ammetto che almeno io ero spiazzato. Conoscere niente di meno la suocera di Dio non credo sia di ogni giorno. Sapere di aver fatto sesso con l'ex moglie di Dio poteva anche essere troppo. Però in fondo avevo notato differenze tra la Charlotte con tua madre dentro a quella conosciuta dopo. La seconda Charlotte la sentivo più vicina a me. Era diventata anche simpatica a Trixie..."

Dan si fermò un attimo per non lasciarsi andare alla commozione ricordando che la sua Charlotte era morta. Ripresosi, continuò al suo amico

"...Ella la conosci, sempre entusiasta. Mi ha fatto capire molte cose una domanda di Linda. Se Lucifer, Maze e tu avessi portato qualche beneficio nelle nostre vite. Mi sono accorto di sì. Con tutto il casino di Palmetto, del mio egoismo di essere certo di sapere tutto, stavo per perdere il contatto con Chloe e soprattutto mia figlia Trixie. Lucifer con tutti voi mi avete scosso in meglio, permettendomi di riprendere la mia vita"

Amenadiel appoggiò la mano destra sulla spalla sinistra dell'amico che gli domandò sorpreso

"Veramente io ed Ella siamo i primi tuoi amici?"

Amenadiel annuì positivamente, spiegando

"Prima che giungesse Jesus in paradiso, molto angeli tra cui io credevamo gli esseri umani non degni della nostra amicizia. Il buon Jesus invece riuscì nel far cambiare opinione a molti in paradiso. Io ero il più caparbio, restando nelle mie idee. Fu quando mi trovai in pratica come un umano che capii perché Jesus vi ama e Lucifer vuole stare con voi…"

Cercando di superare quel momento quasi commovente con Dan, Amenadiel continuò

"...proprio Jesus dopo aver parlato con te, facendogli un ottima impressione, parlando con Trixie ha fatto arrivare dal paradiso un angelo speciale per te"

Amenadiel indicò con la mano destra di fronte a loro due. Dan sgranò gli occhi, vedendo a qualche metro da loro in piedi Charlotte. Dan ringrazio con lo sguardo Amenadiel, raggiungendo la sua amata. L'angelo avrebbe desiderato rivelare all'amico che Linda lo avrebbe reso padre. Un annuncio che Linda voleva fare quella sera a cena, riuniti tutti in una delle sale da pranzo del castello.

In alto, da un balcone del castello Jesus e la nonna materna di Lucifer guardavano Dan e Charlotte abbracciarsi e baciarsi. L'anziana domandò a Jesus

"Pensi che Amenadiel potrà eseguire bene il suo destino?"

Jesus accennò un sorriso, rispondendo all'eterna

"Mia signora una cosa alla volta. Comunque sarà molto importante che gli sia accanto Lucifer. In modo quasi strano, stimola la parte saggia di Amenadiel"

L'anziana eterna guardò Jesus, invidiando la sua calma domandandogli

"Non vuoi proprio essere tu Dio?"

Jesus sorrise, rispondendo

"Quando arrivai in paradiso dovetti accettare di regnare accanto a mio padre Dio. Perché sia per il dolore della ribellione di Lucifer, sia per preconcetti molto duri, aveva bisogno di me quel trono. Io desideravo in ogni modo aiutare sia il paradiso che gli esseri umani ma senza sentirmi legato a un trono. Una possibilità che avrò grazie ad Amenadiel. Lo ritengo un ottimo Dio, potendo regnare da solo"

Il sorriso della nonna materna di Lucifer alla spiegazione di Jesus sparì, ricordandogli

"C'è il problema che tuo padre non vuole abdicare"

Jesus lo sapeva bene. Sapeva anche bene che il trono del paradiso stava perdendo della luce, oscurata dalle colpe mai risolte del padre Dio. Il figlio di Dio conosceva bene quanto quel trono pretendeva un Dio o anche due con un anima pura, quasi senza rimorsi. Jesus sperava di non dover mostrare al padre l'oscurità che aveva sul trono. Sperava che un'eventuale vittoria di Chloe e Lucifer permettesse al padre di rendersi conto.

Dopo aver attraversato la terza porta, Chloe si trovò nell'attico. Fuori era notte e capì che si stava svolgendo un enorme orgia con uomini e donne. La cosa non sorprese Chloe, sapeva bene quanto era stata promiscua la vita sessuale del suo Lucifer. Tutte due si erano impegnati in una relazione monogama. Proprio la voce di Lucifer la portò nel guardare dove era la camera da letto. Completamente nudo e coperto da quello che sembrava sangue, Lucifer brandiva un coltello, urlando

"Dobbiamo continuare con i sacrifici umani"

Chloe non poteva crederlo.

CONTINUA