La Terza porta: il cuore spezzato._
La scena di Lucifer completamente nudo, ricoperto con quello che sembrava sangue, brandendo un coltello altrettanto macchiato di rosso, per Chloe era irreale. Era certa che Lucifer non le avesse mentito quando le disse di non aver mai fatto sacrifici umani. La scena di fermò a Lucifer che dava fendenti a quelli anch'essi nudi nell'attico. Chloe tentò di trovare un qualcosa per giustificare quel gesto mentre il sistema che teneva prigioniero Lucifer bloccò la scena. In quel momento Chloe vide qualcosa che le destò dei sospetti. Si avvicinò al coltello guardandolo meglio. Guardò anche meglio il viso del Lucifer imbrattato di rosso che sembrava ridere. Invece notò quello che sapeva da tempo di Lucifer. Il suo stato d'animo, il vero stato d'animo potevi vederlo negli occhi. Infatti Chloe vide un infinita tristezza. La sua attenzione andò nuovamente al coltello. Non trattenne una risata liberatoria. Disse al sistema intorno a lei
"Era finto. Quei coltelli con la lama retrattile. Ora ricordo. Mi raccontò com'era andata"
Chloe si allontanò da quel Lucifer concentrandosi. La scena cambiò di lei e Lucifer all'attico dopo aver risolto un caso difficile.
Lucifer le disse mentre le porgeva un bicchiere trasparente tondo che Chloe sapeva pieno di tequila
"In fondo quella donna potremmo anche capirla. Lo so, aver ucciso quel suo collega non può essere giustificato. Però anche lui non aveva aiutato. Spero le diano le attenuanti per infermità"
La Chloe nel ricordo annuì positivamente, aggiungendo
"Non posso darti torto. Quel Jon, poteva essere più cauto. Scoprendo che la sua fidanzata, Judith, era la figlia di un serial killer della mafia, non doveva accusarla platealmente di essere un mostro come il genitore. Poteva informarsi, scoprendo che la madre della fidanzata aveva fatto arrestare il marito. Quella povera donna era piuttosto esasperata di sentirsi dire mostro e mostro"
Lucifer si riempì un altro bicchiere di whisky, rivelando a Chloe
"Conosco fin troppo bene quella sensazione. Non immagini quante volte sapendo che sono il diavolo sono stato un mostro, punto e basta…"
Chloe sorrise alla sua se stessa nel ricordo che alzò gli occhi al cielo, certo che Lucifer parlasse per metafore
"...il culmine fu negli anni sessanta. Ennesimi urla e paura sapendo chi sono. Ennesime accuse di fare sacrifici umani quando io non ho mai fatto e mai richiesto. Però ero stanco. Ricordò che preparai una mega orgia, simulando sacrifici umani, usando coltelli con la lama retrattile e colorante alimentare"
La Chloe del ricordo cercò di cambiare discorso ma l'altra Chloe tentò di accarezzare quel Lucifer ma era poco più di un fantasma.
Chloe propose un altro suo ricordo per far capire quanto il suo Lucifer potesse essere magnifico nonostante tutto.
Successe durante il loro primo anno di collaborazione. Lei era consapevole che Lucifero era bisessuale. Quel pomeriggio Chloe con Lucifer era entrata in un supermercato per comprare alcune cose per la cena all'appartamento con Trixie. Di fronte al reparto surgelati, Chloe notò un uomo piuttosto elegante. Quell'uomo l'aveva visto una notte con Lucifer al Lux. L'uomo affermava di amarlo. Invece quando in quel momento Lucifer lo salutò, lui gli disse di seguirlo dietro uno scaffale. Chloe era certa avrebbero fatto sesso. Invece sentì l'uomo dire a Lucifer
"Ascoltami bene. Io sono uno stimato rappresentante del mondo gay e bisessuale della zona. Forse entrerò in politica. Quindi non osare far vedere che mi conosci fuori il Lux. Io sono una persona perbene. Nel Lux possiamo essere ciò che vuoi. Fuori non mi conosci. Immagini se scoprisse me la faccio con uno come te? Uno che afferma di essere il diavolo oltre che socialmente molto discutibile"
Chloe non sentì la replica di Lucifer ma solo il rumore di un pugno. Vide Lucifer precipitarsi fuori il supermercato. Chloe lo seguì, trovandolo seduto nell'auto sempre al posto del passeggero. Le disse, notando Chloe che aveva gli occhi lucidi
"Per favore detective, devo andare al Lux per alcuni impegni urgenti"
Chloe eseguì senza dirgli nulla. Quell'altro Chloe lo vide in politica come rappresentante del mondo arcobaleno ma non più nel Lux. Chloe disse al sistema che era intorno a lei
"Sarebbe stato facile per Lucifer dare le prove che quell'integgerimo politico aveva una relazione con un tipo poco raccomandabile come lui. Invece rimase con il suo cuore spezzato in silenzio…"
Chloe continuò con la voce spezzata
"...aveva tutto il diritto di arrabbiarsi o anche vendicarsi. Invece restava chiuso in se stesso mentre la solitudine con l'amarezza lo rendevano sempre più triste. Il mio Lucifer"
Davanti a Chloe comparve una nuova porta. Per Chloe fu strana, le sembrava la porta di una farmacia. La voce le disse mentre entrava
"Varchi la quarta porta, la porta denominata come i mercanti del tempio"
Chloe scomparve dentro.
Fuori dalle mura, nell'inferno riformato.
Il crollo delle terze mura Trixie le vide in un corridoio mentre seguiva Jesus e suo padre Dan. La ragazzina saltava dalla gioia, dicendo al padre anch'esso felice come Jesus
"La mamma salverà Lucifer! Sono certa!"
Dispiacque a Dan ricordare alla figlia
"Su forza, Trixie dobbiamo mostrarti qualcosa"
La bambina li seguì, con un sorriso raggiante.
Di fronte una porta di legno con intarsi di stelle e pianeti, Jesus spiegò a Trixie
"Questo castello, in pratica opera di Lucifer, molte volte rivela sorprese. Come questa camera. Leggi qui"
Jesus indicò a Trixie una targhetta sulla porta. Lesse
"Camera da letto di Trixie, prossima astronauta e presidente di Marte"
Trixie guardò il padre Dan che aprì la porta.
Trixie era senza parole. C'era un'enorme stanza circolare con sui muri disegnato tutto quello che piaceva a Trixie, dallo spazio ai film Disney. Davanti una finestra quadrata che dava su un balcone e sul giardino. Soprattutto Trixie vide il suo sogno più grande realizzato. Da sempre sognava un enorme letto a baldacchino come le principesse. Ed un letto matrimoniale a baldacchino troneggiava di fronte alla grande finestra. Trixie era certa che il letto fosse almeno di quattro piazze. L'attenzione di Trixie poi andò a una scrivania con tutto quello che poteva desiderare in fatto di cartoleria. Accanto un piccolo laboratorio. Dan e Jesus quasi sobbalzarono per l'urlo di Trixie scoprendo l'enorme cabina armadio e il bagno con una jacuzzi. L'attenzione di Trixie fu poi per tre scaffali pieni di libri, finché non vide nel balcone qualcosa che la lasciò senza parole. Trovò un telescopio degno della NASA. Nella camera arrivarono anche Ella, Charlotte, Maze e Linda con bibite e snack per inaugurare la camera di Trixie. Silenziosamente Jesus e Dan uscirono dalla camera. Jesus disse a Dan
"Con l'altro inferno Lucifer avrebbe dato la vita per non vedere mai la bambina in quel luogo. Con questo nuovo inferno si sente al sicuro"
Dan ridacchiò
"Non immagino la reazione di mia figlia sapendo che questa camera è uguale a quella che Lucifer aveva fatto costruire per lei nell'attico…"
Dan perse il sorriso
"...come siamo stati ciechi alla verità noi cosiddetti adulti. Mia figlia aveva capito tutto"
Jesus appoggiò la mano sinistra della spalla destra di Dan, dicendogli con tono lieve
"Tutto passato. Guardiamo al futuro come proprio tua figlia fa sempre"
Dan annuì positivamente.
La quarta porta: i mercanti del tempio._
Chloe si trovò in quello che sembrava un mercato di qualche antica città. Guardando meglio capì che si trovava ad Alessandria d'Egitto nel periodo del regno di Cleopatra. L'aver aiutato molte volte la figlia Trixie nel mandare a memoria periodi storici per la scuola, le aveva insegnato molto sull'argomento. In quella folla vide qualcuno entrare in un vicolo del mercato. Era qualcuno coperto da un mantello e un cappuccio nero. Il sistema che teneva prigioniero Lucifer le disse
"Seguilo. Vedrai il tuo Lucifer molto interessato alla medicina"
Chloe si trovò in un negozietto pieno di boccettine di ogni tipo. Dietro un lurido bancone c'era un essere che per Chloe era la giusta verosimiglianza con la faccia che attribuivano a Lucifer. Il viso era spigoloso con un barbetta su un mento a punta. Occhi stretti e infidi con un naso affilato. Disse a quello che era entrato coperto da mantello e cappuccio nero
"Non posso aiutarti se non mi porti ciò che ti chiedo"
Chloe sobbalzò quando tolto il cappuccio nero lo sconosciuto, scoprì che era Lucifer. Lucifer nella versione bruciata ma ancora più terribile. Chloe vide alcune zone della pelle del viso bruciata di Lucifer diventare di un rosso più acceso, dandogli evidente dolore. Lucifer disse al mercante
"Maledetto! Non ti serve quel cristallo per darmi un calmante per la mia pelle ustionata"
Il mercanti alzò le spalle
"Tu portami il cristallo in fondo al Vesuvio. Io ti preparo l'unguento"
Lucifer batté il pugno sul bancone che si spezzò in due, urlando al mercante con voce roca
"Provocherei l'eruzione del Vesuvio"
Il mercante ridacchiò in un modo che a Chloe sembrava più lo squittio di un topo, dicendo
"Tieniti la pelle bruciata che continua nel farlo"
Le immagini si fermarono e la voce metallica disse a Chloe
"Lui provocò la distruzione di Pompei. Come puoi amarlo? Abbandona questo percorso, lascialo qui dove non farà del male a nessuno"
Chloe si avvicinò a Lucifer. Fissò i suoi occhi di fuoco che aveva imparato nel capire meglio di chiunque altro. Vide disperazione, tristezza e tanto dolore fisico. Disse al sistema che teneva prigioniero Lucifer
"Io sono certa non accettò. Non l'avrebbe mai fatto"
Le immagini ricominciarono nello scorrere. Lucifer rimise il cappuccio in testa, dicendo al mercante
"Seppure sei mezzo immortale un giorno morirai. Spera di non finire mai all'inferno"
Chloe improvvisamente ricordò un momento con Lucifer che in quegli attimi assumeva un particolare significato.
Le immagini sparirono dall'antico Egitto per ripartire in un ospedale di Los Angeles nel reparto ustionati. Il giorno prima un trafficante di droga aveva fatto scoppiare una bomba in un centro commerciale. Una vendetta perché il proprietario del centro commerciale lo aveva fatto finire in prigione. Grazie a Chloe e Lucifer in collaborazione con Ella e Dan si ebbero le prove per mandare il trafficante di droga alla sicura pena di morte. Però il peggio fu per Chloe scoprire che quattro persone tra cui una bambina di appena sette anni, gravemente ustionata nell' attentato non sarebbero stati curati da un luminare nella ricostruzione da gravi ustioni.
Neanche Chloe sembrò convincere il chirurgo nella sua lussuosa clinica. Quando ormai Chloe stava per lasciare la clinica, trattenendosi a stento dal picchiare quel chirurgo plastico oltremodo borioso, lo vide sbiancare vedendo arrivare Lucifer. Tutta la sicurezza del chirurgo crollò, accettando i casi completamente gratis. Lucifer lo chiamava
"Mercante del tempio"
In quei momenti Chloe fu certa che Lucifer l'avesse fatto solo per un suo tornaconto personale. In quella situazione, Chloe capì che il suo amato Lucifer lo aveva fatto capendo meglio di chiunque altro il calvario di una persona ustionata. Disse guardandosi intorno mentre tutto si era fermato
"Provo solo pietà per i genitori di Lucifer che lasciarono il loro figlio nel peggior momento. Bastava così poco per capirlo"
Di fronte a Chloe comparve una nuova porta. La porta sembrava fatta di ghiaccio bianco. La voce metallica le disse
"Entri nella quinta porta, denominata come: Nessun sentimento"
Chloe l'attraverso.
Nell'inferno riformato.
La Dea madre di Lucifer vide cadere il quarto muro dalla finestra di una camera da letto. Era visibilmente molto invecchiata con i capelli quasi bianchi. Disse stringendosi ancora di più in un plaid blu scuro
"Cara Chloe, complimenti. Tu distruggi ogni mia certezza che l'amore non serva a nulla"
Come per l'universo dell'ex marito Dio anche il suo universo era fermo. In fondo non le mancava. Lei aveva sempre desiderato essere solo l'eterna più forte e potente di ogni realtà. In quelle ore si era resa conto di aver creato solo molto dolore e astio intorno a lei. Respirò profondamente volendo solo togliersi di dosso una sorta di immensa tristezza. Sorrise appena vedendo in un balcone dall'altra parte del castello Trixie con Maze felici per il muro fatto crollare da Chloe. Decise che voleva sentirsi meglio, per troppo tempo era stata in un mare di gelosia e invidia verso tutti. Con passi svelti si diresse fuori la camera.
La Dea uscì dal castello procedendo lungo una strada che andava verso le torri nere dove erano le celle con i dannati. Voleva espiare la sua colpa che le soffocava il cuore, la colpa di essere stata una madre indegna che aveva usato i suoi figli per i suoi scoppi. Entrò dalla porta della prima torre nera e alta che trovò. A qualche metro dalla porta comparvero Amenadiel e Jesus. L'angelo domandò
"Jesus pensi che potrà aiutarla?"
Jesus annuì positivamente
"Era arrivata al limite per le sue colpe. Non riesce ad andare da una terapeuta come Linda o Linda. Queste torri possono essere un'ottima alternativa. Tranquillo, le farà solo bene"
Amenadiel lo sperava, in fondo le voleva bene era pur sempre sua madre.
CONTINUA
