Trixie guardò la grossa scatola di cartone con dentro tutti gli oggetti anti diavolo comprati al campeggio. Odiava tutto. Tutta quella roba era la massima prova di quanto non conoscessero davvero Lucifer.
Era stata per lei terribile ascoltare la notte prima sua madre parlare di quanto Lucifer fosse triste, con Linda in una video chiamata. Era notte fonda, sua madre sicura lei stesse dormendo, fece una video chiamata con Linda, seduta nel divano in pigiama. Chloe disse a Linda anch'essa in pigiama nel suo letto
"L'altro giorno Trixie aveva dimenticato un opuscolo anti Lucifer nella mia auto. Non sai che pena vederlo guardare quelle bugie su di lui, dicendo che non capiva cosa avesse fatto di male"
Linda rispose
"Sinceramente non credevo le voleva così bene. Prova quasi per Trixie sentimenti paterni"
Trixie finì per tornare nel suo letto, piangendo sotto le coperte.
Nonostante tutto, Trixie sentiva che valeva quel sacrificio per tenere al sicuro Lucifer. Sebbene Lucifer gli mancava terribilmente. Gli mancava non trovarlo la mattina, facendo colazione insieme a sua madre come una vera famiglia. Gli mancavano terribilmente le loro esplorazioni per trovare reperti magici. Le mancava tutto del suo amico magico, cui voleva bene come se fosse suo padre.
La mattina dopo. Centrale di polizia.
Lucifer arrivò alla centrale con un ampio sorriso. Teneva una busta di plastica alla mano destra. Sulla mano sinistra c'era una enorme scatola blu chiara. Una poliziotta riconoscendo la scatola delle ciambelle, gentilezza di Lucifer per tutti dalla migliore pasticceria di Los Angeles, fu ben felice di portarla nella zona relax. Dalla sua scrivania, Chloe sorrise felice vedendo Lucifer andare verso di lei con la busta di plastica. Le disse, sedendosi accanto a lei, appoggiando la busta sulla scrivania con un ampio sorriso
"Prima di addentrarci tra casi di omicidi o scartoffie, deliziamo il palato"
Erano quasi per baciarsi quando Ella arrivò dal suo laboratorio
"Lucifer sei il mio salvatore. Stavo morendo di fame. Oggi ci sono troppe prove da controllare. A dopo amigos"
Tornando nel laboratorio. Fu poi la volta di Dan cui Lucifer disse
"Detective stronzo ce qualcosa in più per te. Visto che sei pieno di lavoro, dovendo ammettere che sei bravo, c'è anche un pasto pronto per dopo. Così non ti avveleni con i panini del distributore"
Dan era piacevolmente sorpreso, ringraziando con un cenno del capo. Rimasti soli, Chloe domandò a Lucifer
"Come mai questa generosità?"
Lucifer abbassò lo sguardo
"Il tuo ex deve stare di più con tua figlia per non incrociarsi con me o Maze. Merita un po' di considerazione"
Chloe intreccio la mano a quella di Lucifer che le disse con un mezzo sorriso
"Devo dire al fast food di modificare il solito ordine…"
Avvicinò la busta a Chloe
"...ce anche una fetta di torta alla cioccolata. Puoi farne ciò che vuoi"
Chloe tirò fuori dalla busta tutto, lasciando la fetta di torta dentro, mettendola in un cassetto. Cercò di portare lontano dal pensiero di Trixie parlandogli del nuovo caso.
Qualche ora dopo. Appartamento di Chloe e Trixie.
Chloe entrò nell'appartamento volendo solo fare un bagno caldo. La nostalgia le rubò il cuore. Di solito quando tornava con Lucifer, si ritiravano nel suo bagno per fare una doccia calda. Subito dopo si mettevano al lavoro per preparare la cena, magari aiutati da Trixie decidendo la serata. Un qualcosa la tolse dai suoi dolci ricordi. Vide sua figlia seduta al bancone della cucina che leggeva un libro con indosso una delle t-shirt contro Lucifer. Tentò di non dirle nulla ma sarebbe soffocata se non lo faceva. Con calma appoggiò sul bancone della cucina la sua borsa, tirando fuori il pezzo di torta al cioccolato, dicendo alla figlia che stava scartando la confezione con un sorriso
"Trixie devo dirtelo. Non capisco come tu possa avere cambiato idea su Lucifer. Tu prima di tutti mi spingevi verso di lui, facendomi capire che si tratta di una brava persona. Spero un giorno vorrai spiegarmi"
Stava andando verso la sua camera, dicendo a Trixie che era rimasta in silenzio con lo sguardo basso
"A proposito, quella fetta di torta al cioccolato l'aveva comprata Lucifer per te alla centrale, come ogni mattina"
Entrando nella sua camera. Nel frattempo Trixie accarezzò con un dito la torta, mangiandola mentre calde lacrime gli bagnavano le guance.
La mattina dopo al Lux.
Un corriere consegnò a Maze un grosso pacco per Trixie. La demone tentò di far capire che non era quello l'indirizzo giusto, ma il corriere andò via. Sbuffando, Maze si diresse all'ascensore. Non voleva ammetterlo, ma soffriva quando sentiva dei riferimenti a Trixie, le mancava la sua umana preferita.
Nell'attico.
Lucifer e Chloe stavano parlando seduti al bancone del bar. Vedendo Maze nell'ascensore con un pacco in mano, Lucifer le disse con un ampio sorriso
"Mi onori di qualche regalo?"
Maze fece una smorfia, posando il pacco tra loro due, dicendo
"Un pacco per Trixie…"
Guardando Chloe che era sorpresa
"...portalo tu a tua figlia"
Lucifer notò che veniva dal campeggio dove Trixie era cambiata nei suoi confronti. Disse un po' preoccupato
"Avesse inviato una bomba tua figlia?"
Chloe scosse la testa, aprendo il pacco. Trovarono cinque fiaschette riccamente decorate e un panciotto blu scuro. C'era anche una lettera che Chloe lesse
"Seguendo le direttive della signorina Beatrice Espinoza, inviamo questi oggetti scelti durante il nostro laboratorio di artigianato al campeggio della Nasa all'indirizzo indicato. Alleghiamo questo messaggio della signorina per il signor Lucifer"
Più sotto in grassetto
"Caro Lucifer in una nostra esplorazione perdesti la tua fiaschetta lanciandola contro dei serpenti. In un'altra strappasti il tuo panciotto preferito per deviare una pietra caduta da una parete. Non potevo non risarciti in qualche modo. Un forte abbraccio"
Lucifer era ancora più confuso notando che Trixie aveva fatto l'ordine proprio il giorno che telefono a Chloe, dicendo che non voleva più vedere lui e Maze
"Ma deve essere successo qualcosa di grave. Chloe io credo che tua figlia stia mentendo"
Accennando un piccolo sorriso. Chloe ebbe un'idea per mettere alla prova sua figlia.
Quasi sera del giorno dopo. Appartamento di Chloe e Trixie.
Trixie trovò sua madre e Maze sedute al bancone della cucina, visibilmente preoccupate. Tentando di mantenere il suo ruolo, Trixie disse
"Mamma cosa ci fa lei qui?"
Chloe le disse, asciugandosi gli occhi
"Trixie sopporta la sua presenza. Dobbiamo...che brutta situazione"
Maze si coprì la faccia. Trixie si preoccupò chiedendo
"Ma cosa succede?"
Chloe le disse
"Lucifer. Eravamo andati per un caso di omicidio in un bosco qui vicino. Il sospettato numero uno, preso dal panico ha estratto una pistola, sparando al serbatoio della sua auto…"
Chloe si fermò per un singhiozzo di pianto
"...Lucifer ha cercato di salvare un poliziotto volando dalla zona. Il poliziotto l'abbiamo trovato, ma lui no"
Trixie guardò fuori, scoprendo con orrore che era calata la notte, dicendo preoccupata
"Lo dobbiamo trovare. Può essere ferito. Soprattutto non può stare di notte nel bosco. Ricorda quando dopo la ribellione lo portarono in un bosco di notte, legandolo a un albero lasciandolo alla mercé di scarafaggi mangia carne. Mamma, Maze potremmo cercarlo attraverso il suo anello"
Era già sulla porta, notando che le due la guardavano sorridendo. Cercò di tornare alla bugia di odiare Lucifer, ma una voce dietro di lei non glielo permise
"Perché tutte quelle bugie?"
Trixie abbracciò Lucifer, finendo per piangere con il viso nascosto nella sua camicia. Un po' po commosso, il re dell'inferno abbracciò a sua volta quella bambina così cara, chiedendogli
"Ora vuoi dirmi cosa ti era successo?"
Trixie senza liberarlo dal suo abbraccio, piagnucolò
"Non voglio che ti mandino all'inferno come ospite perché sono tua amica"
Lucifer guardò Chloe e Maze confuso, dicendo a Trixie
"Facciamo così. Staccati un attimo per sederci sul divano. Così mi spiegherai ogni cosa"
Trixie annuì di si, dirigendosi con lui al divano. Li raggiunsero Chloe che si sedette accanto Lucifer, mentre Maze accanto a Trixie che le sorrise, dicendole con gli occhi pieni di lacrime
"Maze ti prego scusami. Dovevo farlo, dovevo allontanarmi"
Lucifer tolse dal collo di Trixie una collana con la scritta
"Muori Lucifero"
Dicendo
"Sapendo che non ci credi, togliamo questo obbrobrio"
Trixie fu felice che il suo Lucifer tornasse sicuro con lei come sempre. Ma doveva spiegargli cosa era successo.
Qualche ora dopo. Attico di Lucifer.
Azrael entrò dal balcone piuttosto in ansia. Suo fratello Lucifer l'aveva pregare di precipitarsi nell'attico. Lo trovò vicino il bancone del bar senza la giacca, ma con il panciotto sbottonato. Senza voltarsi le disse
"Cara sorella non pensavo fossi diventata la mia nemica..."
Azrael stava per chiedere come mai gli dicesse questo, sperava Trixie non avesse parlato. Lucifer si voltò, dicendogli con sguardo torvo
"...Tu più di tutti sai quanto Trixie sia importante per me. Mi confidai con te, dicendoti dei miei sentimenti paterni verso quella piccola umana. Tu invece di aiutarmi, volevi allontanarla. Perché?"
Azrael tremò, sentendo il cuore cadere allo sguardo pieno di amarezza di Lucifer. In fondo era felice che Trixie avesse rivelato tutto. Cercando di trovare la forza di essere coraggiosa, disse a Lucifer che stava attendendo la sua spiegazione
"Tutta colpa di Michael. Sono sotto ricatto di nostro fratello. Ti giuro non l'avrei mai fatto"
Fece qualche passo verso Lucifer che diventò nella sua versione bruciata, dicendo con gli occhi intensamente rossi
"Mio fratello mi sa vuole una punizione. Spiegami tutto"
Il giorno dopo. Mattina. Vecchio mattatoio di Los Angeles.
Azrael planò con Michael nel cortile del mattatoio abbandonato di Los Angeles. L'angelo della morte disse al fratello
"Sono qui dentro. Chloe e Maze li vogliono fare parlare. Tu non vuoi questo"
Michael ridacchiò
"Le farò credere che sono Lucifer"
Nel mattatoio, vicino una porta Azrael spinse dentro Michael, chiudendo la porta aiutata da Maze e Chloe. L'angelo ringhio contro la porta tentando di aprirla con i pugni, urlando
"Azrael ti ucciderò"
Una voce lo fece voltare. Lucifer era seduto su una grande cassa di legno, dicendogli mentre muoveva le lunghe gambe che non toccavano il pavimento
"Inutile che tenti. Si tratta di una cella frigorifera con pareti enormi. Rassegnati. Nostra sorella deve essere impazzita"
Poco più lontano, Trixie era seduta su un tavolo di metallo
"Ma cosa centro io con te non lo so. Vai via satana"
Raccogliendo le braccia sul petto guardando con rabbia Lucifer. Il re dell'inferno le disse accigliato
"Vorrei andare via da qui. Per non vedere te e questo odiato fratello"
Guardarono verso Michael. L'angelo si guardava intorno spaventato, respirando a fatica. Lucifer sorrise verso Trixie che trattenne una risata soddisfatta. Il re dell'inferno sapeva bene che suo fratello entrava nel panico nei luoghi chiusi.
Michael era certo le pareti si stessero avvicinando. Il respiro era sempre più difficoltoso. Con rabbia urlò a Lucifer
"Fai qualcosa! Sei il re dell'inferno!"
Lucifer alzò le spalle, dicendo con rassegnazione
"Dovrei avere l'aiuto di qualcuno…"
Indicò Trixie con un movimento della testa
"...Ma non ci sopportiamo. Fratello speriamo che un giorno Azrael ci voglia liberare o qualcuno ci trovi"
Michael urlò con voce quasi in falsetto
"No! Io devo uscire. Non respiro. Umana, umana…"
Si rivolse a Trixie, bianco come un lenzuolo
"...Sono stato io a obbligare Azrael nel dirti quelle cose. Io sono stato…"
Boccheggiò
"...aiutalo per farci uscire"
Lucifer si avvicinò dicendogli con un mezzo sorriso
"La pergamena. Oppure restiamo qui"
Michael gliela consegnò, finendo in ginocchio quasi non respirando. Felice Trixie si avvicinò a Lucifer che disse al fratello, mentre la pergamena scompariva in una fiammata
"Tu prova nuovamente solo ad avvicinarti alle persone a me care, ti giuro ti pentirai di essere stato creato"
Poco dopo.
Tirandolo per l'orecchio destro, Lucifer portò fuori dal macello abbandonato Michael. Riuscendo finalmente a respirare, Michael si massaggiò l'orecchio destro, guardando con rabbia Lucifer andare via con Trixie, Chloe, Maze e Azrael. Quella paura passata gli fece decidere di lasciar stare Lucifer per molto tempo.
La mattina dopo. Appartamento Chloe e Trixie.
Lucifer si svegliò sentendo parlare fuori la camera. Con riluttanza lascio l'abbraccio di Chloe, mettendo la vestaglia nera, sopra solo dei pantaloni di seta blu. Mezzo addormentato fu accolto in soggiorno da un abbraccio di Trixie, ricambiandolo. Vide la bambina tornare da Maze che teneva aperto un enorme sacco della spazzatura nero. La demone gli spiegò
"Visto che oggi porto alla mia discarica speciale alcuni residui, porto anche tutte le porcherie che aveva dovuto avere Trixie per farci credere che ci odiava"
Lucifer fu contento di questo, aprendo un anta in cucina per prendere una tazza, voleva farsi un caffè preparando la colazione. Gli era mancato così tanto quel quotidiano famigliare. Ma dovete chiamare Trixie, indicandole una tazza di ceramica bianca con la scritta: in cenere satana. La bambina gli disse mentre buttava la tazza nella busta della spazzatura
"Non immaginate che liberazione. Mi faceva male il cuore averli intorno. Ma pensavo di proteggerti Lucifer"
Lucifer scompigliò i capelli di Trixie che ridacchiò, dicendole
"Basta pensarci. Prepariamo la colazione"
Qualche mese dopo. Pomeriggio. Spiaggia di Los Angeles.
Maze raggiunse Chloe che leggeva seduta sotto un ombrellone con indosso un prendisole. Vedendo la demone le disse
"Come mai qui?"
Maze le indicò il cellulare
"Un messaggio di Lucifer. Vuole il mio aiuto per trasportare dei lingotti d'oro"
Chloe sorrise, indicando verso uno scoglio tra la spiaggia è il mare. Lucifer in costume da bagno nero, con una camicia blu scura stava guardando con Trixie in una apertura. La detective disse alla demone
"Sono certi di trovare l'oro di Al Capone. Sono oramai due esperti"
Trixie corse all'ombrellone. Indossava un prendisole più piccolo come sua madre. Si sbrigò mettendo sulla sabbia un telo nero. Il telo si alzò a poco a poco, dicendo alle due
"Lucifer con la magia sta portando i lingotti qui"
Giunto all'ombrellone il re dell'inferno, Maze gli disse guardando sotto il telo nero
"Lucifer avrei bisogno di qualche altro aiuto. Qui sotto ci sono almeno trenta lingotti da più di un chilo"
Trixie le spiego
"Ogni lingotto pesa tre chili l'uno. Sono quaranta"
Chloe si alzò per vederli. Non aveva mai visto tanto oro. Un vento dietro di loro le sembrò strano. Vide a qualche passo da loro un angelo molto alto, dai capelli lunghi e bruni. Lucifer lo indicò, dicendo
"Vi presento mio fratello Adel, custode del palazzo d'oro dove ci sono le anime benedette, tra cui padre Frank. Oggi posso sanare un mio peccato che mi ossessiona. Durante la mia ribellione una sola cosa mi dispiace di aver rotto in paradiso, era la porta del palazzo d'oro…"
Lucifer sorrise timidamente
"...Per riparare la porta serviva dell'oro che mi fosse donato con il cuore. Immaginate, con la mia nomea chi l'avrebbe fatto…"
Guardo Trixie che lo abbracciò
"...Ma Trixie l'ha fatto. Quindi fratello fai il tuo lavoro. Prendi l'oro che serve per rimettere apposto la porta"
Lo raggiunse anche Chloe che lo baciò lievemente sulle labbra. Nel frattempo l'angelo mosse una mano in aria. Il telo nero scese di altezza. L'angelo disse a Lucifer
"Vi restano dieci lingotti. Mi sembra così strano che riconosci i tuoi peccati. Comunque ora la porta del palazzo d'oro può dirsi aggiustata"
Lucifer sorrise sereno, mentre il fratello volò via.
FINE
