Era all'inferno. Stavolta come ospite. Non perché avesse sensi di colpa, ma perché per lui non c'era paradiso. Non che volesse comunque essere in quel luogo che gli ricordava solo dolore. Si guardò le mani. Era nella sua forma bruciata, con tanto di enormi ali di pipistrelli dietro le spalle. Era anche nudo. Ma questo non lo preoccupava oltre la sensazione dello stile perduto, perché all'inferno molti camminavano nudi senza dare scandalo.

Fece un solo passo in avanti, comprendendo dove si trovava. Era sulla montagna dell'inferno chiamata "Stridore di denti" perché ogni passo riportava alla mente un fatto doloroso del passato. Luogo dove si cercava di portare i nemici per smorzare la volontà.

Lucifer alzò gli occhi al cielo. A pochi passi da lui c'era un momento che lui aveva cercato di seppellire lontano nella memoria.

C'era una lunga tavola imbandita dove lui sedeva con i fratelli e le sorelle. Si avvicinò a se stesso vedendosi così ingenuo. Indossava come tutti una specie di tunica dorata. Aveva sempre odiato quei capelli lunghi. Erano tutti in piedi, sull'attenti, anche i più piccoli. A capo tavola giunse suo padre e sua madre. Quanto Lucifer non avrebbe voluto conoscerli, sarebbe stato più contento come orfano. La Dea si sedette alla destra del marito mentre Dio a capo tavola. Solo al cenno di Dio, tutti poterono sedersi. Lucifer ricordava bene quel giorno. Suo padre Dio annunciò che un figlio e una figlia dovevano andare subito in un'altra realtà. Erano destinati al matrimonio con dei re e regine. Fu la decisione dopo di suo padre Dio scosse Lucifer. Dio aveva deciso che Lena una delle sue sorelle più piccole di Lucifer, dell'età di Trixie, andava in una realtà dove sarebbe stata sacrificata a una divinità. Quel Lucifer che era Samael, strinse i pugni non sopportando. Alle grida disperate della sorella nessuno aveva il coraggio di rispondere mentre era portata via da due soldati. Fu solo Samael che corse verso di lei, cercando di strapparla alle braccia dei soldati. Ma suo padre lo fermò con un gesto della mano. Lucifer percepì tutto l'odio che lo soffocava verso tutta quella famiglia che non lo fu mai per lui. Nessun altro si mosse. Suo padre Dio lo bloccò in piedi dall'altro lato del tavolo . Usando la magia gli strappò la tunica sulle spalle. Comparve una frusta che lo colpì mentre il Dio ordinava agli altri di mangiare. Lucifer si portò le mani alle tempie.

La montagna scuoteva l'anima fino a soffocarla di ricordi dolorosi. Lucifer non voleva diventare un essere senza volontà vagante per l'inferno. Gusci vuoti che pur di non vedere i ricordi dolorosi si annullavano. Sapeva di dover reagire. Lui voleva tornare sulla Terra dai suoi umani. Lui voleva rivedere Trixie e Chloe. Seppur fosse passato troppo tempo penso con un filo di speranza

"Proteggerò di nascosto i loro discendenti. Questo posto non mi avrà"

Quasi sorrise, arrivando alla realizzazione che essere il re dell'inferno dopo aver conosciuto la giustizia grazie a Chloe, non gli dispiaceva. Perché ancora di più era consapevole che lui puniva il male non era il male. La scena del suo passato scomparve. Lucifer camminò sperando che la sua volontà non cedesse nuovamente. Qualche momento dopo un nuovo ricordo lo bloccò. Un momento causa del suo odio per la prole umana.

Lucifer disse a quel se stesso vestito come uno dei Beatles negli anni sessanta con anche un uguale pettinatura

"Ero ancora molto lontano dall'eleganza"

Oltre quel momento, Lucifer sentì pungere quella ferita sul cuore.

Pensava di aver creato un rapporto speciale con Elaine, una contessa di Londra che aveva ottenuto dall'ex marito un mantenimento record per l'epoca. Quel pomeriggio l'aveva portato alla scuola di musica della figlia Margareth, una bambina di otto anni. Lui desiderava sul serio essere importante per qualcuno. La contessa era molto più interessata a tutte le sfumature del sesso, ma quel Lucifer si faceva bastare quel poco di attenzione. La bambina era la versione più piccola della madre, bionda con i capelli vaporosi, con vestiti che sembrava dovessero andare a un party. Lo guardò con molta diffidenza, chiedendogli mentre la madre parlava con un professore

"Come ti chiami?"

Lucifer gli disse nel modo più sincero

"Lucifer"

La bambina sgranò gli occhi. Quel gesto mise ansia a Lucifer, divenendo gli occhi rossi per un momento. La bambina corse dalla madre urlando spaventata. Lucifer vide la contessa guardarlo anch'essa terrorizzata abbracciando la figlia. Non la vide più tornando all'inferno. Lucifer non volle più avere a che fare con i figli degli umani. Fu solo Trixie a ridargli la fiducia. Capì che se c'erano bambini destinati per la cattiveria a essere ospiti fissi dell'inferno, allo stesso tempo c'erano piccole anime innocenti come Trixie, con un cuore immenso. Delle volte per Lucifer era difficile non ammettere che voleva bene a quella bambina come un padre. Era un sentimento che lui stesso capiva andava oltre il sangue. La piccola umana si era precipitata per salvarlo quando era alla mercé di Penelope, Cain e Michael. Sorrise tristemente al pensiero di non rivederla. Come gli mancava il detective. Riprese il suo cammino. Voleva arrivare alla torre sua abitazione all'inferno, proprio vicino al trono. Voleva trovare un modo per tornare sulla Terra.

Poco dopo.

Vicino la torre alcuni demoni lo attaccarono, pensando fosse indifeso. Li fece pentire facendoli in pezzi. Entrato nella torre senti lo stomaco torcere. Era un luogo spoglio, con poche cose. Si precipitò nell'armadio indossando un'armatura nera leggera, fatta di scaglie di drago. Una voce gli rimbombò nella testa. Era la voce di Chloe

"Ti prego Lucifer svegliati. Io, Dan ed Ella grazie ad Amenadiel e Linda abbiamo capito che non mentivi. Sei il re dell'inferno ma non cambia nulla. Sei una brava persona. Torna con noi. Mi manchi. Per non dire a Trixie"

Gli sembrò che l'avesse baciato. Poi, mentre controllava dei libri antichi, ecco la voce di Trixie

"Lucifer devi tornare. Sei il mio migliore amico. Senza di te mi sento sola. Anche quando eri lontano da noi, per colpa di quello, Piers, mi bastava vederti per stare bene. Avevo pregato anche il tuo papà, ma sai avevi ragione non risponde. Devi tornare"

Gli sembrò che piangesse. Disperato Lucifer uscì dalla torre gridando al cielo nuvoloso tutta la sua frustrazione. Alzando il braccio destro notò un leggero filo rosso legato al polso. Il filo continuava nel cielo, perdendosi tra le nuvole nere. A qualche passo da Lucifer comparve la sorella Azrael dicendogli con un ampio sorriso

"Lei tiene molto a te. Quel filo l'affetto di Trixie per te. Tua la decisione, vuoi seguirlo?"

Lucifer vide Trixie che nella stanza degli archivi gli teneva stretta la mano destra, ripetendo

"Lucifer non puoi andare via. Devi tornare. Sei il mio migliore amico. Non puoi andare"

Con Amenadiel lì vicino commosso. All'inferno Lucifer sfoderò le ali d'angelo seguendo il filo.

Un'intensa luce illuminò il tutto. Le ali d'angelo di Lucifer presero fuoco, divenendo di pipistrello. Azrael urlò al cielo

"Padre ti scongiuro, lascialo andare"

Dio afferrò per una ala di pipistrello Lucifer buttandolo contro la parete di una montagna, dicendo ad Azrael con tono minaccioso

"Lui deve restare qui! Nessuno può volerlo. Tuo fratello si chiama Samael! Un veleno per tutti!"

Afferrò il filo rosso per spezzarlo. Ma non ci riusciva. Tentò diverse volte, mentre Lucifer si alzava con un ampio sorriso. Neanche suo padre Dio poteva distruggere l'affetto di Trixie per lui. La rabbia di Dio era immensa. Il Dio che odiava quel figlio ribelle, mosse una mano facendo comparire Trixie accanto a lui. Lucifer istintivamente corse per proteggere la sua adorata umana. Dio lo bloccò come fece con Trixie. La bambina tentava di andare verso il suo amico allungando le braccia. Quel Dio disse a Trixie

"Io sono suo padre Dio. Tu sai chi sono?..."

Trixie annuì non osando guardare quell'essere che la teneva lontana dal suo amico

"...guardalo bene questo mio cattivo figlio. Non ti disgusta? Fa paura vero?"

Trixie vedeva solo il suo amico, scuotendo la testa. L'anima innocente guardò Dio dicendo con calma

"Tu sei malvagio"

Dio arretrò di un passo con una espressione sconvolta. La determinazione in quella voce lo aveva colpito nel profondo. Lui che era il tutto, che aveva creato tutto non comprendeva perché a quella bambina suo figlio Lucifer non facesse paura o disgusto. Liberò le gambe di Trixie che corse ad abbracciare Lucifer sempre bloccato. Confuso, Dio vide la figlia Azrael che guardava la piccola umana e Lucifer piangendo felice. Liberò anche Lucifer. Subito il re dell'inferno strinse la sua figlia del cuore, sussurrandole

"Ora ritorni a casa. Ricorda Trixie, ti voglio un mare di bene, come se fossi mia figlia. Di a tua madre che l'amerò per sempre. Io devo restare qui"

Trixie non voleva lasciarlo in quel luogo. Azrael si avvicinò per portare via Trixie. Ma Trixie urlò, pianse per non staccarsi da Lucifer che aveva la faccia bruciata bagnata da infinite lacrime. In uno scatto, Trixie si liberò dalla presa di Azrael tornando ad abbracciare Lucifer gridando disperata

"Tu sei papà Lucifer! Tu sei il mio papà accanto a papà Dan! Tu sei papà Lucifer!"

Scossa da singhiozzi di pianto, Azrael con il cuore in pezzi staccò nuovamente Trixie da Lucifer. Dio guardò quella piccola umana che portata via tra le nuvole nere, gridava

"Tu sei papà Lucifer!"

Lucifer si alzò in piedi cercando di non tremare per il dolore di non rivedere più Trixie e Chloe. Disse al padre Dio in piedi a qualche passo da lui

"Tu il grande Dio, quello che dovrebbe essere perfetto non rendesti mai felice i tuoi figli. Io…"

Si batté sul petto con il pugno della mano destra

"...l'essere più cattivo e disgustoso, colui che dovrebbe essere solo veleno, aveva reso felice un'anima innocente. Una anima innocente che mi vede per quello che sono..."

Lucifer tentò di nascondere un singhiozzo di pianto in una risata, continuando verso quel padre che non voleva

"...io sono padre, non per l'obbligo del sangue ma per puro amore filiale. Per quella figlia, per Trixie cuore del mio cuore, io non andrò più via dall'inferno. Ecco padre, io per amore della tua creazione mi imprigiono qui"

Spezzò il filo rosso che scomparve guardando in cielo, gridando

"Posso anche restare qui in eterno…"

Guardò il padre Dio che sembrava invecchiato tantissimo

"...perché non sono più un prigioniero, ma sono qui per proteggere tutti quelli che amo sulla Terra"

Dio scomparve in un flash luminoso. Rimasto solo, Lucifer si abbassò per terra piangendo.

Inferno. Eoni dopo.

Lucifer non aveva mai osato chiedere a nessun'anima nulla della Terra. Per non impazzire cercò di rimodernare l'inferno. Solo poco dopo era andato via il suo odiato padre Dio, inviò una lettera a Maze, pregandola di proteggere Chloe e Trixie.

Lucifer riuscì nel trovare demoni evoluti, scoprendo che erano molti più di quelli selvaggi. Fece illuminare di più i corridoi. Soprattutto formò una sezione speciale per vagliare le anime che erano state vittime, liberandoli dal senso di colpa. Ma inesorabilmente ogni volta si fermava un attimo, la mancanza di Trixie, Chloe con tutti quegli amici era più dolorosa di una coltellata. Per non correre ai cancelli per andare via si ripeteva che era lì per proteggerli.

Un tristissimo Lucifer fu sorpreso di sentire delle trombe suonare. Una luce intensa si presentò davanti a lui. Vide Amenadiel comparire in essa. Disse a Lucifet

"Fratello ora posso liberarti, purtroppo non del tutto dall'inferno. Ma potrai stare con Trixie e Chloe"

Lucifer era certo di avere una allucinazione. Amenadiel sbuffò divertito, spiegandogli

"L'affetto di Trixie verso di te non immagini cosa ha fatto a nostro padre Dio. Ogni colpa verso di noi lo ha fatto restare in un limbo di dolore. Sono stato convocato. Michael era oramai rinchiuso con Cain e quella Penelope nel purgatorio senza memoria. Quindi io sono stato nominato nuovo Dio. Purtroppo l'inferno oramai si lega a te. Ma vedo molti miglioramenti. Però potrai andare e venire a tuo piacere. Su vai"

Lucifer rise amaramente

"Per fare cosa? Sono passati millenni"

Amenadiel si avvicinò ancora di più

"Lo dice Linda che sei un testone difficile. Continua ad andare da lei quando sei tornato. Chloe, Dan ed Ella sono a conoscenza di chi sei accertando…"

Amenadiel gli urlò

"...LUCI SULLA TERRA SONO PASSATI APPENA TRENTA GIORNI!"

Un soddisfatto Dio Amenadiel vide suo fratello volare via.

Attico. Mattina.

Lucifer planò nel balcone nella sua forma bruciata. Una voce lo scosse. Chloe si alzò da un divano a qualche metro da lui. Disse con gli occhi sgranati e un sorriso raggiante

"Sei tornato. Sei qui. Amenadiel non mentiva"

Abbracciandolo. Il re dell'inferno comprese che non gli importava del suo aspetto. Un bacio sancì quell'amore appena nato.

Qualche ora dopo. Di fronte la scuola di Trixie.

Lucifer seduto nell'auto di Chloe non si era sentito così emozionato. Pochi minuti prima era nel letto del suo attico, facendo l'amore con la sua Chloe.

Si chiedeva se Trixie lo volesse chiamare ancora papà Lucifer. La risposta l'ebbe quando Chloe aprì la portiera. Trixie urlò

"Papà Lucifer sei tornato!"

Commosso Lucifer uscì dall'auto, abbracciando quel pezzo del suo cuore, dicendole

"Sono qui, sono qui. Non andrò più via, giuro non andrò più via"

Chloe si unì all'abbraccio. Dal paradiso Dio Amenadiel fu felice di aver risolto quel cuore spezzato di suo fratello.

FINE