Premessa:

1) Chloe non era un miracolo per Lucifer.

2)Lucifer non uccide Uriel.

3)Pierce solo un tenente dal cattivo carattere che Chloe non sopporta.

Quella mattina Trixie era al settimo cielo. Quel pomeriggio nella sua pasticceria preferita di Los Angeles veniva venduta la torta alla cioccolata Inferno di cioccolato. Una torta alla cioccolata fatta con dieci diversi tipi di cioccolata. Una torta così speciale che la pasticceria la realizzava ogni due anni costando quasi duecento dollari. Un problema di soldi che Trixie non aveva, avendo risparmiato ogni penny per quel momento. Durante l'ultimo compleanno per i nove anni, aveva riposto con cura i cinquanta dollari regalo di sua nonna Penelope. Grazie anche a qualche banconota datagli da Lucifer o Maze, Trixie aveva quasi sessanta dollari in più, decidendo di comprare delle bibite sempre alla cioccolata nella pasticceria.

Si stava preparando con cura, ma qualcosa la distrasse. Odorò l'aria. Il profumo di pancetta fritta era inconfondibile, sapendo anche che c'era Lucifer in cucina. Quando veniva all'appartamento o stava con lei e sua madre, Trixie notava che era più rilassato, poteva dire felice. Invece quando stava con sua madre Charlotte e Amenadiel, la bambina vedeva il suo carattere nervoso e triste. La voce di sua madre la svegliò dai suoi pensieri. Chloe entrò, stupendosi che era già pronta per andare a scuola, ricordandosi del grande evento da pasticceria. Più volte Chloe aveva tentato di dissuadere la figlia, spaventata dalla quantità abnorme di zucchero della torta, ma aveva dovuto rassegnarsi alla determinazione della figlia.

In cucina.

Lucifer era intento nel pulire la padella, mal celando un sorriso sentendo Trixie gridare

"Lucifer!"

Ringraziando che Maze era dietro una taglia, altrimenti gli avrebbe detto

"Non mentire tu la adori"

Trixie abbracciò per la vita Lucifer, che mise via la padella, si pulì le mani per poi accarezzare i capelli di Trixie, dicendogli

"Sono felice anch'io di vederti. Ma devi fare colazione"

Trixie gli disse con un enorme sorriso

"Oggi vado alla pasticceria per la torta Inferno di cioccolata. Ti piacerà"

Lasciandolo per sedersi al bancone della cucina, divorando la pancetta fritta con uova strapazzate e pane tostato. Si unì anche Chloe che disse a Lucifer seduto con loro che controllava dei messaggi nel suo cellulare

"Lucifer dovresti portare tu Trixie alla pasticceria questo pomeriggio. Dan sta collaborando con l'FBI. Io voglio seguire con Ella l'evolversi delle analisi su quel caso"

Lucifer le rispose non distogliendo lo sguardo dal cellulare

"Certo che lo posso fare…"

Trixie sorrise felice

"...anzi mi permette di non dover andare a un incontro con mia madre"

Quel pomeriggio. Di fronte la scuola di Trixie.

Trixie era elettrizzata. Entrò nella corvette con tettuccio di Lucifer parlandogli della torta.

Poco dopo. Nel parcheggio di fronte la pasticceria.

C'era un'enorme folla. Ma quello non preoccupò Trixie. Fuori la pasticceria c'erano manifesti ovunque con la scritta

"La torta infernale che il re dell'inferno vuole rubare"

Con imitazioni di Satana stereotipato che giravano tra la gente facendoli ridere. Le imitazioni erano vestite di rosso con un mantello rosso tutto strappato con attaccata una lunga coda blu. In faccia una maschera di un satana con sorriso malefico, grandi baffi neri e sopracciglia enormi come le corna. In mano un forcone di spugna. Dalla pasticceria una voce diceva ai clienti mentre delle commesse distribuivano palline da ping pong

"Colpite lo sciocco re dell'inferno. Non fategli rubare la vostra torta"

Trixie si voltò verso Lucifer che aveva lo sguardo rivolto al volante. Tante volte lo aveva ascoltato dire, giurare che oramai non gli davano fastidio le prese in giro sulla Terra al diavolo. Invece Trixie poteva vedere il fastidio evidente in Lucifer, oltretutto lei non avrebbe certo finanziato qualcuno che offendeva il suo amico.

Cercando Lucifer di nascondere a Trixie il fastidio delle scene di fronte la pasticceria le disse con un mezzo sorriso

"Trixie sbrigati o non ti lasceranno neanche una torta"

Lo sorprese sentirle dire

"Non porto i miei soldi dove ti offendono. Andiamo via"

Lucifer le disse

"Trixie non devi. Sono abituato a queste cose"

La bambina gli posò la mano sinistra sulla mano destra di Lucifer appoggiata al volante, dicendo sicura

"Andiamo Lucifer. Ci sono tante altre pasticcerie a Los Angeles"

Il re dell'inferno fissò con un enorme sorriso Trixie, vedendo in quella bambina un senso profondo dell'amicizia. Nessuno, forse alcune volte Chloe, avevano scelto lui invece di altro. Di solito Lucifer era lo scartato, quello che valeva meno di qualunque cosa, buono solo per cose illegali o lascive. La scelta di Trixie quasi commosse il potente re infernale. Guidò la corvette fuori dal parcheggio della pasticceria con un senso di soddisfazione e felicità. Una idea gli sembrò un'ottima alternativa per Trixie.

Poco dopo. Piccola pasticceria di Los Angeles.

Lucifer aprì la porta della pasticceria a Trixie dicendogli mentre entravano

"Ti ricordi la torta che portai durante l'ultimo picnic con tua madre?"

Trixie sgranò gli occhi con un ampio sorriso

"Era deliziosa!"

Lucifer gliela indicò nel banco frigo della pasticceria, dicendole

"Desidero fartene regalo"

Trixie ci pensò, annuendo si ma aggiungendo

"Lucifer ti posso invitare a pranzo?"

Il re dell'inferno era stupito ma anche divertito.

Un ora dopo. Appartamento di Chloe e Trixie.

Chloe apri la porta dell'appartamento sentendo un odore delizioso. Trovò Trixie e Lucifer seduti al tavolo della cucina che mangiavano a una tavola apparecchiata in modo impeccabile. Vedendola, Trixie le corse incontro abbracciandola, dicendole

"Mamma siediti. Ti porto della pasta con crema di pomodorini e polpette di tonno e zucchine. Li abbiamo fatti io e Lucifer per il mio invito a pranzo"

Chloe guardò Lucifer confusa che le disse

"Vieni detective ti spiego tutto io"

Con una precisione che Chloe non credeva, Trixie apparecchiò in modo perfetto per lei. Lucifet le raccontò della pasticceria con la parodia del diavolo, la scoperta da parte di Trixie di una pasticceria più semplice con torte migliori

"...infine sono stato invitato a pranzo. Abbiamo concordato di comprare gli ingredienti preparando tutto noi"

Chloe ringraziò Trixie che le portò un piatto con pasta e crema di pomodorini. Allontanasi Trixie per portare a sua madre delle polpette di tonno e zucchine, Chloe assaggiò la pasta trovandola deliziosa, dicendo a Lucifer che guardava la bambina con un mezzo sorriso

"Non credevo mai di dirlo, ma la tua presenza ha fatto migliorare notevolmente Trixie. Ti vuole un bene immenso"

Lucifer ridacchiò, dicendole con una serenità che non credeva mai di provare

"Diciamo che ci siamo migliorati a vicenda"

Fu come il pranzo di una piccola famiglia felice.

Un paio di giorni dopo Lucifer ebbe una accesa discussione con Amenadiel e la Dea loro madre. Perché non voleva tornare in paradiso per spodestare Dio suo padre. Quando li vide andare via dal suo attico, si sentì come se avesse tolto un peso dalle sue spalle.

Sia Amenadiel che la Dea per quasi un mese non disturbarono più l'eternità di Lucifer che stava vivendo un periodo di vera favola con Chloe e Trixie. Solo restava l'ombra di non avergli fatto vedere la sua faccia bruciata e le ali. Non poteva sospettare Lucifer che in un solo pomeriggio avrebbe potuto perdere tutto. Successe tutto all'attico, appunto un pomeriggio primaverile.

Lucifer era proprio contento, tutto era perfetto per la serata di giochi in scatola con Chloe e Trixie. Con la sua detective avevano risolto un caso molto complicato in un mattino. Il ding dell'ascensore gli fece sperare che Chloe e trixie fossero in anticipo. Invece era il fratello Amenadiel con la madre. Sembravano sopravvissuti a una lotta terribile, sporchi e feriti in più punti. Subito Amenadiel afferrò una bottiglia di succo di frutta da altre sul tavolino di fronte al divano, bevendola in una volta sola. La Dea si sedete sul divano tamponando una ferita al braccio destro con dei tovaglioli di carta. Lucifet che era rimasto in piedi perplesso guardarli devastare la zona giochi, disse ad Amenadiel accigliato

"Forse non ricordate che non siede più i benvenuti? Vi ho detto molto chiaramente che non mi importa se restate vivi o morite. Amenadiel?"

Il fratello tossì dicendogli

"Luci devi aiutarci…"

Si massaggiò con la mano destra ferita la mascella

"...almeno aiuta me. Nostra madre ha fatto una cosa impensabile"

La Dea piagnucolò

"Azrael era sempre stata una figlia contraria a me"

Lucifer si preoccupò per la sorella, Amenadiel urlò alla madre

"Non dovevi farlo comunque! Ora ci cercano!"

Lucifer scosse Amenadiel domandando

"Cosa avete combinato?"

Amenadiel spiegò

"Nostra madre dopo aver convocato Azrael, tentato di convincerla a essere dalla nostra parte…"

Amenadiel abbassò lo sguardo

"...l'ha colpita rubandogli la spada che nostro padre fece diventare di fuoco per darla a Michael contro di te..."

Lucifer guardò il fratello esterrefatto ma questo continuò

"...Azrael sta bene, arrabbiata ma bene. Il peggio almeno per noi che ci cerca Uriel. Per ordine di nostro padre Dio dobbiamo essere portati in una stanza infernale. Siamo fuggiti, Uriel a la spada con lui. Ti prego Luci parla con Uriel. I miei poteri sono quasi scomparsi. Forse capirà che nostra madre resta una affetta da malattia mentale"

La Dea stava per dire qualcosa ma si bloccò vedendo Lucifer fare un passo indietro indicando l'ascensore

"Ora voi due andate via da qui. Non potete restare. Io non centro nulla con le vostre cazzate! VIA! Non potete rovinare tutto…"

Si diresse all'ascensore aprendolo

"...Amenadiel sai meglio di chiunque altro quanto sia stato fortunato che nostro padre Dio, non abbia ripreso Chloe per non aver riportato nostra madre all'inferno. Sono felice in questo periodo. Su via!"

La Dea piagnucolò

"Ma io sono tua madre!"

Lucifer la guardò malissimo, gridando

"Sei mia madre solo quando ti servo per qualcosa! Madre io mi tiro fuori!"

Una voce fece alzare gli occhi in alto a Lucifer. Appena dopo la porta di vetro del balcone c'era Uriel. Aveva nella mano destra la spada di Azrael. Indicò con la lama della spada Lucifer

"Fratello tu sei colpevole quanto loro. Ammetto che nostro padre Dio a oramai deciso di lasciar perdere la tua detective…"

Quella conferma donò a Lucifer un attimo di serenità

"...ma non ignora la sua ex moglie con due figli ignobili. Madre attaccare la povera Azrael"

La Dea fece una smorfia, alzandosi dal divano, avvicinandosi ad Amenadiel che la sorprese allontanandosi qualche passo da lei. Lucifer voleva tirarsi fuori da tutto quello che stava per succedere, ma Uriel fece scomparire tra le mani la spada di Azrael dicendo con un mezzo sorriso

"Non posso usare questa lama, dovete essere vivi quando vi porto all'inferno. Ma userò questi"

Un veloce Uriel lanciò delle lame che spinsero la Dea e Amenadiel contro la parete del bar. Distrutti i ripiani con le bottiglie, la Dea con Amenadiel erano appesi al muro. Lucifer alzò le mani dicendo a Uriel

"Ascoltami Uriel. Ti prego, io voglio solo vivere tranquillo"

Uriel lo guardò con un finto broncio

"Povero Lucifer, lui vuole essere felice…"

Dal balcone entrò Azrael. Aveva il braccio destro fasciato e appeso al collo. Lucifer era felice di vederla viva seppur visibilmente sofferente. L'angelo della morte disse a Uriel

"Non devi punire Lucifer…"

Era un po' affannosa nel parlare

"...nostro padre comprende che lui non centra. Lascialo stare"

Uriel schioccò le dita facendo scomparire Amenadiel e la Dea, dicendo verso Lucifer

"Ma qualche punizione deve averla..."

Nuovo schiocco di dita. Lucifer si ritrovò nella sua versione bruciata

"...per un anno da ora resterai sempre in questa versione. Divertiti fratello"

Scomparendo anche Uriel. Azrael guardò Lucifer che era disperato

"Cercherò di farlo ragionare"

Lucifer guardò le sue mani bruciate, finendo in ginocchio sicuro di aver perso ogni speranza con Chloe e Trixie.

Qualche ora dopo. Appartamento Chloe e Trixie.

Maze entrò nell'appartamento dicendo a Chloe

"Sono qui da parte di Lucifer. La vostra serata all'attico rimandata"

Trixie uscì dalla sua camera chiedendo alla demone

"Perché? Non sta bene Lucifer?"

Maze si sedette sul bracciolo del divano, dicendo

"Una cameriera aveva la varicella. Io per fortuna per andare dietro una taglia manco dal Lux e l'attico da due settimane. Ebbene, il nostro Lucifer non l'aveva mai avuta la varicella. Potete telefonargli. Mi dispiace"

Chloe accarezzò i capelli della figlia, dicendole

"Dobbiamo avere pazienza. Ricorda che tu non l'hai mai avuta la varicella. Prendi il mio cellulare gli telefoniamo"

Seppur un po' triste, Trixie lo fece.

Qualche ora dopo.

Chloe staccò il cellulare dalla mano destra di Trixie completamente addormentata sul divano. Disse a bassa voce a Lucifer ancora in linea

"Trixie dorme profondamente. Grazie Lucifer, era preoccupata non avendoti visto"

Lucifer era disteso supino nel suo letto, dicendole

"Che vuoi farci la sfortuna. Per almeno due settimane dovrò fare l'eremita. Mi dispiace lasciarti al lavoro"

Chloe ridacchiò

"Esistono i cellulari. Ti terrò aggiornato"

Lucifer allontanò il suo cellulare trattenendo a stento un singhiozzo di pianto. Cercando di riportare la voce normale le disse

"Sarebbe ottimo. Ora scusa, le medicine mettono sonno"

Chiuse la comunicazione lasciandosi andare a un pianto disperato. Solo un'altra volta aveva pianto in quel modo, quando comprese all'inferno che era stato abbandonato da tutti i suoi famigliari anche i pochi che gli sarebbero sempre mancati.

Un mese dopo. Sera. Attico.

Maze entrò nell'attico trovando Lucifer dove lo aveva lasciato quella mattina. Era disteso sul divano con indosso solo un paio di boxer neri e una vestaglia rossa di seta. Stava come quasi tutta la giornata al telefono con Trixie o Chloe. Proprio a Chloe le diceva

"Il chirurgo ha detto che ci vuole ancora per far abbassare il rossore dell'impianto in viso. Si lo so, sono un fanatico del mio aspetto. Si a dopo"

Maze scosse la testa, riempiendo un bicchiere pieno di whisky dicendogli

"Prima la varicella, poi un'operazione di chirurgia plastica per togliere dal corpo e dal viso le imperfezioni lasciate dalla varicella. Cos'altro ti inventerai?"

Lucifer si sedette sul divano, dicendo con voce stanca

"Cosa posso fare? Quello stupido di Uriel usò una magia irreversibile. Mancano altri undici mesi. Maze credi che non sia abbastanza disperato?"

La demone alzò le spalle. In fondo Maze era dispiaciuta di vedere la sua piccola amica Trixie molto giù per non poter vedere Lucifer. Aveva cercato una via di uscita, ma come scoperto da Lucifer la magia era irreversibile. Era certa che doveva dire tutto alle loro umane.

Centrale di polizia. Il giorno dopo.

Maze era decisa di far andare con una scusa Chloe e Trixie all'attico. Si fermò sulle scale vedendo tutto riuniti vicino l'ufficio del tenente. In quel momento si ricordò che quel giorno doveva arrivare il nuovo tenente. La superò un uomo sulla trentina, molto muscoloso che sembrava un motociclista dall'abbigliamento e dal casco da moto alla mano destra. Fu accolto da un applauso ma disse a tutti

"Vi ringrazio. Sono il tenente Pierce. Solo due cose. La prima che odio gli scansafatiche. La seconda non uso camicie o giacche. Ora tutti al lavoro"

Altro applauso e Pierce si chiuse nell'ufficio. Vedendo Chloe, Maze si stava dirigendo da lei. Ma Pierce aprì la porta del suo ufficio chiamando proprio Chloe ed Ella. La demone ebbe una idea per sbloccare Lucifer. Vide Chloe uscire dall'ufficio non molto contenta, dicendo a Ella

"Ma che persona orribile! Mi ordina di cercarmi un altro partner entro una settimana. Io per ora non voglio un altro partner…"

Guardò la sedia di Lucifer vicino la sua scrivania dove era seduta Trixie che stava parlando appunto con Lucifer al cellulare

"...Poverino, come poteva immaginare che la varicella gli rovinasse così la pelle. Ce il referto di un chirurgo plastico…"

Guardò Ella che annuiva

"...potremmo diventare partner finché non torna Lucifer?"

Ella sgranò gli occhi abbracciandola, dicendole felice

"Certo Chloe! Una ottima idea. Così al ritorno Luci troverà il suo posto. Ottima idea"

Giorno dopo. Mattina. Attico.

Lucifer guardava Maze con occhi di fuoco furente, sempre con indosso i boxer neri e una vestaglia di seta blu.

"Quel Piers tubava con Chloe? Lei era…"

Tentò di calmare la tempesta che aveva dentro di sé

"...Era felice di questo? Maze dimmi la verità"

Maze alzò le spalle

"Scontenta non era"

L'ascensore si aprì. C'era Trixie. La bambina era in lacrime con i vestiti sporchi e dei lividi in viso. Svelto Lucifer si nascose nella sua camera da letto. Maze corse da Trixie che l'abbraccio dicendo disperata

"Maze ho fatto qualcosa...credevo dì fare bene...voglio vedere Lucifer...Maze volevo solo aiutare"

Maze prese in braccio Trixie portandola sul divano. La sua umana preferita seduta sulle sue gambe, scossa da singhiozzi di pianto le diceva

"Nel cortile dei bulli stavano picchiando un ragazzo che era su una sedia a rotelle…"

Tirò su con il naso

"...si chiama Andre. Lo trovo molto simpatico. Nessuno lo aiutava. Sono intervenuta. I bulli sono scappati via. Mentre stavo aiutando Andre ad alzarsi è arrivato il preside..."

Le parole di Trixie divennero meno comprensibili per Maze, così distorte dal pianto, ma dalla camera da letto Lucifer urlò

"Ti hanno accusato di aver iniziato tu la rissa? Ma si tratta di una scuola di dementi?"

Sentendolo Trixie corse nella camera da letto. Sulla porta Lucifer le gridò

"Trixie tesoro ti prego non entrare. Sono in una forma spaventosa"

Trixie entrò. Vide Lucifer in piedi vicino al letto. La bambina lo guardò sorpresa dicendo

"Mi avevi detto che l'altra tua faccia era bruciata. Ti fa male?"

Lucifer era esterrefatto, chiedendole

"Non ti faccio paura?"

Trixie scosse la testa, dicendole con un ampio sorriso

"Non mi fai paura. Sei sempre Lucifer. La tua faccia meglio di quella di Maze da demone"

Maze rimasta nell'altra stanza non era d'accordo. Il re dell'infetno le disse

"Trixie sono sotto un maleficio. Rimango così per altri undici mesi"

Trixie corse ad abbracciarlo per la vita, dicendo con voce rotta

"Anche se resti così per sempre non cambia nulla, sei il mio amico, sei Lucifer"

Entrando nella camera, Maze vide un Lucifer con le guance bagnate di lacrime che sorrideva con Trixie in braccio.

Scuola di Trixie. Ufficio del preside.

Chloe era certa che Trixie non avesse iniziato la rissa. Dall'altra parte tre genitori con i figli che sorridevano soddisfatti. Dan era certo come l'ex moglie dell'innocenza della figlia. Un vociare fuori l'ufficio portò il preside ad aprire la porta. Il bambino sulla sedia a rotelle vittima dei bulli, curato da paramedici nella presidenza, voleva dire la sua

"Non devono accusare Trixie. Voglio parlare!"

Urlava ai genitori sorpresi di vederlo così deciso. La madre disse al preside

"Non era mai stato così coraggioso. Lo ascolti la prego"

Il preside si sedette accanto al bambino che gli disse nonostante il dolore del pestaggio

"Se non fosse stato per Trixie quei tre bulli mi avrebbero ammazzato. Volevano le ruote della mia sedia a rotelle per venderle su Ebay. Signor preside non deve credere a quei tre. Trixie e la mia amica. Nessuno voleva sedersi con me, solo lei mi fa sentire normale. Io posso mostrare anche le prove. Papà portami il mio cellulare"

Il bambino aveva fatto un video, mostrando anche altri sui tre bulli che davano fastidio agli tutti i più deboli. Il preside tornò nell'ufficio dicendo a Chloe e Dan

"Vi chiedo scusa da parte di tutti. Questi tre bulli non frequenteranno più la scuola…"

I genitori stavano per lamentarsi ma il preside gridò

"...Questi tre mascalzoni sono corsi da me dicendo che la bambina aveva iniziato la rissa. I video andranno alla polizia. Dovreste stare solo zitti…"

Rivolto alla segretaria fuori l'ufficio

"...prendi dalla sala d'arte l'alluna Beatrice Espinoza"

Nello stesso momento un messaggio testuale di Maze avvertiva Chloe che Trixie era all'attico. La segretaria del preside tornò tutta trafelata

"Signor preside l'alunna non ce nell'aula"

Chloe disse a Dan

"Andiamo Dan. Signor preside dovremmo parlare noi due. Sono una madre molto incazzata con questa scuola"

Dan disse al preside prima di seguire Chloe

"Si prepari, un giudice senza pietà"

Poco dopo. Attico.

Chloe si precipitò nell'attico chiamando la figlia, dicendole

"Trixie non devi più preoccuparti. Andre ha detto tutto, mostrando anche dei video contro i bulli. Sono stati espulsi dalla scuola"

Maze si precipitò fuori la camera da letto di Lucifer dicendole a bassa voce

"Fai silenzio. Dorme nel letto con me. Era distrutta"

Chloe le domandò mentre Dan andava nella camera per controllare

"Lucifer dov'è?"

Maze le indicò il balcone, dicendole

"Non andare da lui ora. Aspetta che porto via Dan. Chloe ricorda che tu lo conosci meglio di chiunque altro"

Tornata nella camera, Maze trovò Trixie abbracciata a Dan che le stava raccontando cosa era successo alla scuola, dicendole

"Io e la mamma siamo orgogliosi di te. Sei una scimmietta magica"

Trixie sorrise. La demone disse a Dan

"Ora vieni con me, ti offro da bere giù al Lux"

Dan le sorrise, mise Trixie nel letto, per seguire la demone .

Nel balcone.

Lucifer era nascosto dietro una parete di edera che divideva la vasca jacuzzi dal resto del balcone. Sentendo la voce di Chloe chiamarlo, Lucifer odiò profondamente Maze. Gli disse

"Chloe ti prego fermati. Vai via ti prego. Porta via anche Trixie"

Chloe era sorpresa

"Non posso andare da Trixie finché non capisco come stai. Lucifet per il mio lavoro sai bene quante cose orribili possa avere visto. Non devi vergognarti con me per le imperfezioni"

Lucifet ridacchiò. Nel balcone entrò Trixie. La bambina si posizionò di fronte l'edera, dicendo alla madre

"Mamma devi usare il cuore con il cervello. Lucifer si trova sotto un maleficio che durerà altri undici mesi. Mamma! Lucifer non mente mai. È il re dell'inferno. Non è il male, punisce il male"

La determinazione della figlia preoccupò Chloe, sul fatto che non erano tutte metafore le parole di Lucifer. Trixie andò dietro la parete di edera, dicendo a Lucifer

"Se ti tratta male o ti offende io non le parlerò più. Vieni ci sono io"

Chloe si ricordò quel bambino sulla sedia a rotelle, Trixie lo aveva fatto sentire normale e accettato. La detective ricordò delle parole di Lucifer

"Nella mia eternità sono stato respinto dalla mia famiglia, cacciandomi da un paradiso per me una prigione. Scacciato provocando disgusto a chiunque rivelavo la mia maledetta parte bruciata. Ora mi sembra così strano sentirmi normale con te e Trixie"

Mano nella mano a Trixie, Lucifer uscì da dietro la parete di edera. Aveva lo sguardo basso. Era certo che Chloe avrebbe gridato, magari sparandogli. Già immaginava che afferrava Trixie correndo via. Trixie disse alla madre che fissava Lucifet con gli occhi sgranati

"Mamma lui resta Lucifer il nostro amico"

Le parole di Chloe stupirono Lucifer

"Non sbagli Trixie. Quelli del paradiso devono sperare non li incontri mai, qualcosa gli dirò o gli farò per avergli fatto questo"

Chloe si avvicinò a Lucifer mettendo il palmo delle mani sulle guance, dicendo a quegli occhi di fuoco commossi

"Ecco perché tu conosci così bene la sofferenza, la solitudine. Lucifer non posso neanche immaginare cosa devi aver passato, accusato di tutto il male del mondo"

Lucifer appoggiò la fronte alla spalla destra di Chloe, scosso da singhiozzi di pianto. Chloe lo abbracciò come Trixie alla vita, dicendogli

"Almeno da noi non dovrai più nasconderti. Basta sentirti un mostro, per noi sei Lucifer"

Trixie aggiunse

"Da sempre parte della nostra famiglia"

Maze guardò felice la scena. Era felice di non dover stuzzicare la gelosia di Lucifer verso il tenente Pierce che per lei era odioso.

Qualche mese dopo. Attico.

Grazie all'aiuto di Linda, Maze,Trixie e Chloe, sia Ella che Dan vennero a conoscenza della natura di Lucifet accettandola.

Con sorpresa di tutti Amenadiel tornò. Il padre Dio aveva capito che solo la madre la Dea meritava l'inferno. L'angelo rivelò a Lucifer

"Il mio loop infernale era il mio senso di colpa per non aver fermato Michael con gli altri che ti gettarono dal paradiso. Ti chiedo scusa Luci. Non meritavi tutto quell'odio"

Di fronte a Chloe i due fratelli si strinsero la mano.

Per gli undici mesi restanti, Chloe decise di prendere una aspettativa dal lavoro. una aspettativa che grazie ad amicizie di Lucifer le veniva pagata come se al lavoro. Perché Chloe voleva stare più che poteva con Lucifer, soprattutto in quelle condizioni, trasferendosi con Trixie nell'attico per quel periodo.

La vicinanza di Lucifet e Chloe era stata perlopiù affettuosa, dormendo nello stesso letto, anche abbracciati con qualche bacio. Ma una notte li portò oltre. Dopo aver messo a dormire Trixie, si baciarono nel balcone. In un sussurro Chloe gli disse

"Andiamo in camera"

Lucifer la fermò

"Chlie non devi...in questo mia condizione"

Chloe lo prese per mano, portandolo in camera da letto, chiudendo la porta scorrevole che Lucifer aveva fatto installare appena si erano trasferite. Nella passione non si accorsero che Lucifer era tornato normale. La felicità fu portata in quel momento d'intima vicinanza.

La mattina dopo un entusiasta Trixie trovò Lucifer normale ma soprattutto felice quando domandò ai due

"Ora siete fidanzati?"

Chloe e Lucifer risposero insieme

"Si!"

Sentendosi più di un matrimonio, uniti per sempre davanti alla santa innocenza e la fermezza di Trixie che erano una famiglia.

FINE