Aeroporto di Los Angeles. Sera. Due settimane dalla morte di Cain.

Trixie in altre circostanze avrebbe adorato fare un viaggio in Europa, più esattamente a Roma. Solo che quello non era un vacanza per sua madre Chloe. Quello era solo un modo per fuggire da Lucifer. Accigliata Trixie seguiva sua madre in un aeroporto di Las Vegas. Con il peso di un grosso zaino sulle spalle oltre un trolley che tirava con il braccio destro, Trixie fu felice di fermarsi con sua madre su una scala mobile in discesa molto affollata. Lei aveva tentato in ogni modo di fare capire a sua madre Chloe che qualunque cosa era successa con Lucifer era sempre loro amico. Come ogni volta, Trixie odiava non essere ascoltata come stava facendo sua madre come tutti gli adulti. Persa nei suoi pensieri, Trixie si trovò spinta giù dalla scala mobile con altre persone. Un incidente causato da un uomo con troppa fretta che voleva superare gli altri.

Dopo lo schianto a terra, Trixie vide con orrore la gamba destra in una posizione innaturale. A sua madre Chloe che si stava avvicinando urlò prima di svenire

"Non mi toccare! Tutta colpa tua! Solo colpa tua!"

Qualche ora dopo, fuori la camera di ospedale dove era ricoverata Trixie.

L'ortopedico uscì dalla camera mentre le urla di Trixie continuavano dentro. Rivolto a Chloe e Dan gli comunicò

"Non si vuole calmare. Abbiamo riposizionato la gamba mentre era incosciente. Servono altri esami. Non possiamo sedarla, di trova in un tale stato di forte stress che potrebbe nuocere. Tra mezz'ora se non cambia faccio intervenire lo psichiatra"

Chloe si sentiva terribilmente in colpa. Aumentò quel senso di colpa Dan che quasi le urlò con il cuore in pezzi per Trixie che urlava di non toccare la gamba rotta a un'infermiera

"Chiamalo Chloe! Sai bene che solo Lucifer può calmarla. Lo faccio io altrimenti. Non mi importa cosa sia successo tra di voi. Pensa a Trixie"

Chloe decise di dirgli tutto.

Nella camera d'ospedale.

Trixie voleva solo andare via. Non avrebbe mai permesso di toccarla la gamba destra rotta. Tentò due volte di alzarsi dal letto. Ogni volta ricade nel letto con un mezzo urlo per Il dolore. Arrabbiatissima con tutti, vide aprire la porta urlando

"Non dovete toccare la mia gamba! No!"

Certa di avere un'allucinazione vedendo sulla soglia della porta Lucifer. Il suo amico entrò nella camera chiudendo la porta dietro di lui. Fuori Chloe domandò a Linda che era arrivata con Lucifer e Maze, appoggiata a lato della porta

"Linda tu pensi che sono una cattiva madre?"

Linda le rispose con calma

"No Chloe. Sei vissuta come me nella certezza che non esista nulla oltre l'ovvio. Vuoi parlarne?"

Chloe annuì positivamente, seguendo la sua nuova amica. Dan si avvicinò a Maze, visibilmente imbarazzato, dicendole

"Quindi...un demone..."

Maze annuì di sì con espressione seria, Dan continuò

"...mi darai lo stesso quelle lezioni per quelle mosse di lotta libera?"

Maze sembrava sorpresa, domandando a sua volta

"Dan sei impazzito? Ti rendi conto che sono un demone? Quello là dentro il re dell'inferno?"

Dan sorrise

"Maze nel mio lavoro posso dire di aver visto anche troppo demoni e re dell'inferno. Poi per piacere a mia figlia devi essere meraviglioso. Quindi tranquilla"

Maze accenno un sorriso.

Nella camera.

Lucifer era seduto nel letto accanto a Trixie. La quasi undicenne Trixie non potendo muoversi agilmente per la gamba rotta stava abbracciando il braccio sinistro di Lucifer. Come sempre quel suo magico amico che sognava suo patrigno ascoltò il suo lungo ripercorrere cos'era successo da quando sua madre tornò dall'ospedale dalla morte di Cain. Con Lucifer o Maze, Trixie era certa di essere ascoltata veramente. Non come gli altri adulti che facevano solo finta. Alla fine del suo sfogo, Trixie continuò con la voce rotta

"Qualunque cosa sia successa con la mamma, Lucifer io ti voglio nella mia vita…"

Trixie sbuffò

"...conto qualcosa? Tu e Maze siete miei amici"

Non era mai capitato a Lucifer che un'anima così innocente lo volesse nella sua esistenza. Con delicatezza Lucifer appoggiò la mano destra sulle mani di Trixie che tenevano ben stretto il suo braccio sinistro, dicendole

"Trixie devi capire che io sono veramente il re dell'inferno, Maze un demone"

Trixie scossa la testa, sicura nelle sue parole

"Lucifer l'avevo capito dal nostro primo incontro a scuola. Soprattutto dopo aver visto il viso da demone di Maze durante il nostro primo Halloween. Non mi fate paura o altro. Tutte quelle bugie su di te mi hanno sempre fatto arrabbiare. Quindi puoi restare nella mia vita"

Le parole di Trixie colpirono nel profondo Lucifer. Lui aveva deciso di andare in ospedale più per dire addio a Trixie. Invece quel re infernale si ritrovò nel voler far parte della vita di quella piccola umana. Quasi poteva dire che Trixie gli faceva provare sentimenti paterni. Un ultimo ostacolo Lucifer doveva cercare di superare. Disse a Trixie

"Prole sono felice che mi vuoi nella tua vita. Come per Maze devi vedere…"

Cercò di trovare le parole

"...qualcosa che credo…"

Dolorosamente Lucifer era certo

"...sono certo abbia spaventato tua madre. Lascia il mio braccio, così ti mostro il mio vero volto. Giuro che se vorrai andrò via"

Trixie liberò il braccio di Lucifer che si posizionò di fronte la porta che aveva chiuso. Diventò nella sua forma bruciata con le ali d'angelo fuori. Si aspettava di tutto non certo Trixie che gli disse con un sorriso raggiante

"Perché la mamma si sarebbe spaventata? Piuttosto doveva essere arrabbiata con quelli del paradiso. Quei senza cuore che ti hanno fatto questo"

Facendogli segno di avvicinarsi. Senza nessun timore Trixie accarezzò le guance di Lucifer, le ali d'angelo. In tutto quel mare di emozioni, Lucifer ricordò la gamba rotta di Trixie. Le disse tornando nella versione normale

"Trixie voglio proporti un accordo. Permetti di metterti apposto la gamba, passerai la convalescenza nell'attico"

Trixie ci pensò, aggiungendo

"Anche la fisioterapia. Perché io voglio bene alla mamma, ma se non ti vuole nella sua vita fatti suoi"

Lucifer sorrise alla determinazione della bambina accettando con una stretta di mano.

Un paio di ore dopo. Di fronte la sala operatoria.

Erano tutti in attesa di sapere qualcosa dell'operazione alla gamba destra di Trixie. Da ulteriori controlli si era scoperto che non bastava solo un ingessatura. Chloe, Dan, Ella,Linda, Maze e Lucifer restavano in attesa.

Il re dell'inferno sussurrò a Maze

"Non perdonerò mai Amenadiel di non aver risposto alle mie preghiere. Con le sue cazzo di piume poteva aiutare Trixie guardandole la gamba"

Maze appoggiò la mano destra sul braccio destro di Lucifer, dicendogli sottovoce

"Ora speriamo nel meglio"

Lucifer guardò la demone con un mezzo sorriso commosso, sussurrandole all'orecchio destro cosa le aveva detto Trixie, tutta la sua accettazione di chi erano. Maze batte sulle spalle di Lucifer dicendogli

"Lo vedi? Speriamo per il meglio…"

La demone respirò profondamente continuando

"...Quindi posso anche io sperare che Trixie mi perdoni per le mie stupide parole"

La voce di Chloe li distrasse. La detective disse rivolta a Lucifer

"Capisco che ora non sono molto benvenuta da voi due. Volevo solo dirti alcune cose. Prima di tutto sono d'accordo come Dan che Trixie stia con te Lucifer, fino alla fine della fisioterapia…"

Lucifer stava per dire qualcosa ma Chloe alzò la mano destra per fermarlo

"...lo so, dobbiamo parlare. Ora desidero solo che Trixie stia bene. Cercherò di far dimenticare la mia fuga. Soprattutto cercherò di ricostruire il mio rapporto con Trixie..."

Chloe guardò Lucifer quasi con timidezza

"...Come il rapporto con voi due. Grazie a Linda posso dire di aver capito alcune cose"

L'apertura della porta della sala operatoria portò l'attenzione di tutti.

Mezz'ora dopo. Camera ospedale di Trixie in chirurgia.

Trixie tentò di muoversi nel sonno. La voce di sua madre che le disse

"Trixie calmati. Andrà tutto bene, su scimmietta tranquilla"

Sembrò calmarla. Improvvisamente sempre mezza addormentata Trixie sbottò

"Dov'è Lucifer...l'hai mandato via...LUCIFER"

La voce di Lucifer la calmò

'Riccio sono qui. Non vado da nessuna parte. Ricordi abbiamo un accordo"

Trixie si calmò tornando nel sonno. Chloe era certa di aver perso del tutto il rapporto con sua figlia. Tristemente capì che di era comportata come sua madre Penelope, che l'aveva fatta sempre sentire inutile.

Qualche giorno dopo Amenadiel tornò dal paradiso. Dovette ammettere che le sue ali non avevano più potere guarente

"Ci vorranno un paio di anni terrestri per fargli tornare quella grazia"

Risparmiando la rabbia di Lucifer per non essere accorso per Trixie.

Nell'attico di Lucifer, Trixie fu posta nella camera di Lucifer. Per l'occasione Lucifer aveva posto una porta scorrevole alla camera. Lui il re infernale si trasferì nella camera degli ospiti dell'attico che era la replica perfetta dell'altra camera. Invece Chloe fu ospitata da Linda nella sua abitazione, dicendole la terapeuta

"Trixie deve ritrovare il suo equilibrio come anche tu. La verrai a trovare ogni giorno. Così le dimostrerai che ti fidi del suo giudizio"

Chloe seguì il consiglio dell'amica.

Quel periodo con Lucifer e Maze per Trixie fu entusiasmante. La bambina riusciva nel superare il dolore per la gamba operata, il fastidio per le visite periodiche di controllo, le medicine che trovava disgustose. Dovete ammettere anche Chloe che Lucifer riusciva nel fare miracoli, riportando la serenità in Trixie come in lei. Grazie soprattutto Linda, Chloe una sera dopo una cena nell'attico prima di andare via, trovò il coraggio di chiedere a Lucifer di tornare a essere il suo consulente civile. Una possibilità che Lucifer accettò subito. Come accettò Lucifer dietro richiesta di Linda di fare delle sessioni di terapia con Chloe.

Quattro settimane dopo. Attico Lucifer. Primo pomeriggio.

Trixie seduta sulla sedia a rotelle vicino al lungo tavolo in cucina era intenta nel tagliare delle verdure. Due giorni prima le avevano tolto l'ingessatura. Doveva iniziare in pochi giorni la fisioterapia. Ai fornelli Lucifer preparava il resto della ricetta per fare pollo con le verdure. I due stavano parlando del periodo della Roma Imperiale. L'entrata di qualcuno bloccò Trixie. Era sua madre Chloe con Linda. Sospettosa per quella visita così inaspettata, Trixie domandò con tono serio a Linda

"Mi vuole portare via?"

Linda scosse la testa, facendo segno con la mano sinistra a Chloe di accomodarsi vicino Trixie, spiegando

"Semplicemente tua madre vuole farti visita. In questi giorni abbiamo fatto molte sessioni con Lucifer e tua madre assieme…"

Trixie vide sua madre sorridere a Lucifer che ricambiò

"...tutte le incomprensioni sono state chiarite"

Chloe sorrise timidamente alla figlia dicendole

"Trixie ti chiedo scusa. Dovevo ascoltare quando mi ripetevi che Lucifer era nostro amico. Comprendo la tua rabbia verso di me. Comprendo anche quale perdita sarebbe stata nella mia vita non avere Lucifer con tutto il suo mondo…"

Trixie era decisamente più serena

"...Non voglio assolutamente portarti via di qua. Solo mi concedi di cercare di rimettere apposto il nostro rapporto. Per esempio potrei trasferirmi qui nell'attico. Ti giuro sono cambiata, ascolterò con attenzione ogni tua parola"

Un po' titubante Trixie annuì positivamente, felice nell'abbraccio della madre, sapendo con gioia che Lucifer era tornato a essere il suo consulente civile.

Più felice Trixie fu quando una notte con Maze vide sua madre Chloe e Lucifer baciarsi con passione nel balcone. La mattina dopo li trovarono in cucina intenti nel fare collezione fin troppo vicini. Pochi giorni dopo Lucifer e Chloe annunciarono a tutti, persino in centrale di essere in una relazione seria. Trixie avrebbe saltato dalla gioia ma si trattenne ancora obbligata sulla sedia a rotelle.

Una unica persona non accettò la natura di Lucifer, Penelope la madre di Chloe. Durante un pranzo all'attico per dire tutto sulla vera natura di Lucifer alla madre di Chloe ed Ella, solo quest'ultima fu felice accettando il re infernale. Invece Penelope fuggì via spaventata. Con dolore Chloe scoprì giorni dopo che sua madre era diventata una fanatica religiosa. Una bella notizia fu sapere che Linda era incinta di Amenadiel.

Due settimane dopo. Attico, sera.

Trixie e Maze erano preoccupati. Lucifer e Chloe dovevano essere tornati da quasi un ora dalla centrale. La demone telefonò alla centrale sapendo che erano già andati via. Ancor peggio i cellulari suonavano ma non rispondevano. Quando Maze e Trixie decisero di cercare l'aiuto di Amenadiel, l'ascensore si aprì. Entrò zoppicando e malconcia Chloe, dicendo disperata

"Lucifer...lo hanno rapito...dobbiamo fare qualcosa"

Finendo sul pavimento.

Poco dopo.

Distesa supina sul divano, Chloe raccontò a Maze, Trixie e Amenadiel cos'era successo. Nel frattempo Maze tentava di curarle varie escoriazioni e ferite su mani e spalle. Amenadiel ancora non poteva usare le sue piume per guarire, cosa che odiava l'angelo

"Eravamo quasi alla corvette di Lucifer nel parcheggio vicino la centrale. Un furgone nero è arrivato da una stradina laterale. Ci hanno minacciato con delle armi facendoci salire. Siamo stati legati e imbavagliati. Dopo un breve tragitto il furgone si era fermato…"

Chloe trattenne con fatica un urlo di rabbia

"...mia madre Penelope. Sembra sia diventata un anti Lucifer. Lei aveva rivelato tutto a un prete che era con lei, un certo Kinley. Volevano ucciderci durante una specie di esorcismo…"

Chloe cercò di alzarsi ma era troppo debole, continuando scossa da singhiozzi di pianto

"...hanno messo al collo di Lucifer una specie di collare di ferro che lo rende vulnerabile anche senza di me…"

Le parole di Chloe successive erano deformate dai singhiozzi di pianto, cercando di ricomporsi disse

"...Lucifer mi ha fatto scappare...sono riuscita nel saltare giù dal furgone mentre Lucifer lottava con quei maledetti"

Amenadiel unì le mani cercando di individuare Lucifer, dicendo esasperato

"Di certo il collare di ferro rende Lucifer invisibile alla mia magia"

Maze cercando di mantenere la calma, soprattutto per Trixie che era terrorizzata, domandò a Chloe sempre distesa supina sul divano

"Come sei tornata qui?"

Chloe le spiegò

"Con il passaggio nell'auto di una donna. Ero in una zona periferica di Los Angeles"

La demone attivò tutti i contatti suoi e di Lucifer.

Nello stesso momento. Periferia di Los Angeles. Luogo con set di molti film di fantascienza.

Lucifer era rinchiuso in una ampia gabbia sul set di quello che sembrava una astronave. Più volte aveva tentato di uscire dalla gabbia ma capì che c'era una magia a impedirlo. In più aveva quel collare di ferro al collo che lo rendeva vulnerabile. L'unica cosa che gli dava gioia era sapere la sua Chloe libera. Non pensava mai che avrebbe odiato la madre di Chloe. Sorrise amaramente, perché nella migliore delle ipotesi l'avrebbero mandato all'inferno bloccandolo per l'eternità. Nella peggiore delle ipotesi l'avrebbero ucciso. Due opzioni che lo allontanavano definitivamente da Chlo, Trixie, Maze, Linda, Amenadiel con tutto gli altri. Sconfortata si sedette per terra, sentendosi l'essere più sfortunato.

Poco dopo.

Degli adepti di padre Kinley portarono di fronte la gabbia un enorme tv mettendola su una cassa di legno. Lucifer sempre seduto per terra disse con tono canzonatorio

"Volete uccidermi mostrandomi i vostri filmati familiari?"

Tutta la voglia di prenderli in giro scomparve quando vide apparire nello schermo il suo attico. Lucifer capì che avevano posto una telecamera sull'ascensore. La preoccupazione di Lucifer era immensa, urlando a padre kinley e Penelope la madre di Chloe vicino la gabbia

"Perché? Cosa avete in mente? Avete me non vi basta?"

Penelope quasi si nascose dietro il prete, pregando sottovoce con un rosario nella mano destra. Il prete disse con calma a Lucifer

"I tuoi adepti moriranno ora"

Premendo il pulsante di un telecomando. Lucifer vide l'attico saltare in aria. Poco prima aveva visto Maze spingere Trixie sulla sedia a rotelle con accanto Chloe. Mai quel re infernale aveva potuto percepire un dolore così terribile. Un dolore che lo stava sommergendo inesorabilmente. Per lui la morte certa di Trixie era come aver perso una figlia, quella di Chloe non rivedere più il suo unico vero amore, la fine di Maze la perdita di una cara amica. Lucifer non vedeva più il perché di frenare il mostro dentro di lui. Si accasciò a terra, quel cuore così umano ritrovato si era spezzato.

Attico.

L'attico era completamente distrutto. Le porte deformate dell'ascensore furono aperte da Maze. Dietro di lei Trixie e Chloe. Dalla voragine della porta che dava al balcone crollato Amenadiel entrò volando. Maze gli disse

"Per fortuna avevo sentito il meccanismo delle varie bombe"

Amenadiel si precipitò nell'ascensore prendendo in braccio Trixie mentre Chloe di chiedeva

"Ma perché fare questo? Lucifer si trova nelle loro mani…"

Chloe sgranò gli occhi dicendo con voce tremante

"...il cuore di Lucifer. Il prete disse che Lucifer non meritava un cuore umano"

Maze scosse la testa, sperava che Chloe si sbagliare, dicendo

"Se rompono il cuore umano di Lucifer nulla fermerà il re dell'inferno più terribile"

Lo sguardo della demone cade sopra l'ascensore vedendo la piccola telecamera. Maze si aspettava di tutto il peggio. Una intensa luce illuminò Los Angeles. Amenadiel vide un tornado in una zona lontana della città, dicendo agitata Maze

"Dobbiamo andare li. Quei dementi possono aver scatenato l'apocalisse"

Giunti sul posto quello che videro fu impressionante. In cielo sulla zona c'era come un vortice di fulmini e lampi. Ancora di più sulla Terra si stava allargando una voragine che inghiottiva tutto. Un Lucifer nella peggiore versione demoniaca, con enormi ali di pipistrello restava in bilico tra cielo e Terra. Chloe vide sua madre e padre Kinley cercare di scappare dalla zona. Una sconvolta Penelope gridò alla figlia che gli bloccò la fuga puntandogli una pistola

"Credevamo che sarebbe morto vedendo i suoi adepti morire"

Per Chloe quella donna non era più sua madre. Con l'aiuto di Maze, Chloe ammanettò i due a un palo della luce. Nel frattempo Amenadiel doveva trattenere Trixie che voleva andare da Lucifer per dirgli che era viva. Tornata da loro Chloe diede ragione alla figlia

"Pensa che siamo morti"

Presa in braccio la figlia, Chloe di diresse verso la voragine.

Gli occhi di fuoco di Lucifer guardarono la voragine. Con un sorriso malvagio in quel viso demoniaco, quel re infernale voleva distruggere ogni cosa. Nel vento arrivò alle orecchie di Lucifer una voce, poi una altra voce. Due voci amate che era certo fossero lontane da lui, oramai in paradiso. Aguzzò la vista verso il bordo della voragine. Non poteva credere che erano così vicino a lui. Mosse le ali di pipistrello certo fosse un inganno.

Il Lucifer incredibilmente infernale planò a qualche passo da Chloe che teneva in braccio Trixie con la gamba destra ancora debole. Lucifer piegò la testa a destra cercando di capire se erano loro. La bambina si fece mettere per terra. Cercò di fare dei passi verso Lucifer ma stava per cadere. Si trovò sostenuta da Lucifer che si era inginocchiato di fronte a lei. Senza timore Trixie gettò le braccia al collo di quel re dell'inferno, dicendo

"Sono viva Lucifer come anche la mamma, ti prego torna com'eri. Ti prego papà Lucifer"

Quel papà Lucifer scosse quell' essere infernale. Avvicinata Chloe disse a Lucifer

"Non puoi renderla infelice. Rassegnati tu per lei sei un secondo padre"

Finendo Chloe per baciare le labbra di quel viso demoniaco.

Un tornado avvolse tutto. Amenadiel dovette nascondersi nelle sue ali con Maze. Anche Chloe e Trixie si trovarono nascoste dalle ali di pipistrello di Lucifer. Le due erano abbracciare a Lucifer.

Finito il tornado comparve l'alba. Non c'era più la voragine sulla Terra o i fulmini in cielo. Chloe notò che le ali di Lucifer erano tornate da angelo. Improvvisamente il re dell'inferno si allontanò da Chloe e Trixie restando in piedi a qualche passo coperto dalle sue ali. Si vedeva solo la testa con i capelli scompigliati, dicendo a Chloe

"Chloe sono nudo"

Ancora più adorabile per Chloe così imbarazzato per la presenza di Trixie essendo nudo.

Dal bagagliaio della sua auto Maze recuperò una coperta di lana. Con un buco per la testa, Lucifer sembrava indossare un poncho. Più sicuro Lucifer prese in braccio Trixie che gli disse

"Grazie papà Lucifer"

Era piacevolmente strano per Lucifer. Nel frattempo giunse Dan che arrestò la ex suocera Penelope e padre King per il rapimento di Chloe e Lucifer più la bomba nell'attico.

Due settimane dopo.

In tempi da record l'attico fu ristrutturato. Proprio vicino l'ingresso dell'attico Trixie doveva fare il primo giorno di fisioterapia. Dan aveva cercato di esserci. Come ogni volta fin da quando Trixie era neonata, non sopportava di vedere soffrire la figlia, Dan andò via. Trixie era rassegnato a quelle reazioni del padre Dan.

Il primo esercizio che la fisioterapista chiese a Trixie fu qualche passo senza stampelle o sedia a rotelle. Trixie cercò di trovare la forza per superare la sensazione di dolore. Il primo passo stava per cadere ma fu sostenuta da Lucifer. Lucifer alla destra di Trixie mentre Chloe alla sinistra. Insieme aiutarono Trixie come una famiglia nei primi passi post frattura gamba destra.

FINE