Storia diversa dalla morte di Cain.
Sottotitolo lungo: cosa sarebbe successo se Chloe durante il viaggio a Roma avesse parlato con Trixie.
Due settimane dopo la morte di Cain. Roma. Ristorante tipico. Primo pomeriggio.
Chloe aveva deciso di rivelare a Trixie tutto su Lucifer durante un pranzo in un tipico ristorante di Roma. Prima di prendere una decisione su come comportarsi con Lucifer, sentiva il bisogno di spiegare a sua figlia perché erano praticamente scappati a Roma. Sperava che Trixie non fosse troppo terrorizzata. Cercando di concentrarsi sul menu, Chloe odiava quel senso di colpa che percepiva. Un senso di colpa verso Lucifer che le strisciava nell'anima. Era certa Trixie avrebbe capito le sue ragioni. Stava cercando di decidere la prima portata nel menu quando sentì qualcosa che la stupì. Dall'altra parte del tavolo quadrato di legno, sua figlia Trixie ordinava in un italiano quasi perfetto. La cameriera in piedi alla destra di Trixie appuntava ogni cosa le diceva su un block notes. Finito Trixie domandò alla madre
"Mamma hai deciso?"
Chloe rispose goffamente
"De...decidi tu per me"
Con una sicurezza che Chloe era certa di non aver mai notato da Trixie, la figlia disse poche parole alla cameriera che le sorrise andando via.
Cercando di non perdersi nella sorpresa, Chloe quasi sussurrò a Trixie
"Tu parli italiano? Come?"
Trixie le sorrise, spiegando
"Qualche lezione di Lucifer e Maze. Soprattutto Lucifer. Mamma ti ricordi che avevo difficoltà con lo spagnolo? Lucifer mi ha detto che per essere sciolta nelle lingue straniere, avrei dovuto iniziare con il latino. Però poteva andare bene anche l'italiano. Così siamo andati in alcuni ristoranti italiani a Los Angeles. Capire lo spagnolo è stato un gioco da ragazzi"
Chloe sapeva quanto Lucifer apprezzasse Trixie, ritenendola la sola piccola umana accettabile. Non immaginava che avrebbe potuto fare tutto quello. La voce di Trixie riportò la sua attenzione alla figlia
"Mi dispiace che Lucifer non sia qui. Si sarebbe divertito"
Chloe cercò di inserire la sua spiegazione
"Trixie devo…"
Mai Chloe si era trovata così in difficoltà per trovare le parole
"...scimmietta non devi avere paura…"
Il sorriso si spense sulle labbra di Trixie
"...tutte le cose che Lucifer diceva, sono vere"
La reazione di Trixie sembrò strana a Chloe. Trixie ridacchiò, dicendo con un sorriso raggiante alla madre
"Mamma finalmente gli credi! Evviva!"
Chloe non poteva credere a quello che vedeva. Sua figlia non aveva paura o un minimo di timore, continuando Trixie
"Da quando vidi all'attico la sua versione bruciata gli dicevo di dirtelo. Era così impaurito che l'avresti scacciato, provando paura, disgusto o peggio. Invece tu sei una bravissima detective. Gli ripetevo che non avresti mai creduto a tutte le dicerie su di lui. Maze dovrà pagarmi i cento dollari, perché era sicura non li avresti mai accettati"
Chloe si sentì persa, quasi sciocca in quelle dicerie su Lucifer che Trixie era sicura non avrebbe mai creduto. Lei si era imposta di proteggere sua figlia come se Lucifer fosse un improvviso pericolo. Si rese conto che stava cercando solo una scusa per scappare dai suoi sentimenti. Non era stata neanche la versione bruciata di Lucifer che la sconvolse. Doveva troppo pensare che il Lucifer che amava era qualcosa che andava oltre lei. Il tintinnare di un piatto, portato dalla cameriera che lo posso su un altro scosse Chloe. Per giorni si era trincerata sulla sicurezza che voleva proteggere se stessa e Trixie ma le parole della figlia le avevano fatto domandare
"Ma voglio proteggere qualcuno o proteggermi dai sentimenti verso Lucifer?"
Cercò di sospendere il turbine nella sua mente, cercando di godersi quel pranzo. Fu Trixie che continuò mentre metteva del formaggio grattugiato su spaghetti al pomodoro
"Dovresti vedere le ali di Lucifer, quelle da angelo e da inferno. Per non parlare del viso di Maze"
Chloe ringraziò che avesse la bocca vuota, perché si sarebbe strozzata. Lei era certa che sua figlia fosse all'oscuro di tutto, odiandosi. Perché ricordò che faceva lo stesso sua madre Penelope. Quando le disse che andava all'Accademia di polizia era certa che non ce l'avrebbe mai fatta. Lei, la detective Chloe aveva sottovalutato sua figlia. Aveva anche dimenticato il Lucifer che conosceva. Le sembrò strano provare dopo i fatti del loft della fame. Le sembrava come alleggerito il peso che sentiva sul cuore. Dovete anche ammettere che sua figlia aveva scelto ottime pietanze per quel pranzo.
Finito il pranzo, Chloe propose a Trixie
"Una passeggiata vicino al Colosseo?"
Erano a due passi. La bambina guardò l'orologio, dicendo scettica
"Mamma mi avevi detto che volevi portarmi in una libreria del Vaticano"
Chloe scosse la testa, tubando alla sua scimmietta
"Forse un'altra volta. Scimmietta mentre passeggiamo raccontami tutto quello che ignoravo su Lucifer e Maze"
Tornò il sorriso su Trixie che iniziò.
Quella stessa sera.
Tornate nell'albergo, Trixie dopo una rapida cena crollò dal sonno. Invece Chloe si sedette nel balcone con il suo cellulare tra le mani. Trixie le aveva detto molte cose quel giorno, alcune la colpirono di più
"Riuscii nel capire il divorzio di te e papà grazie a Lucifer e Maze. Ero piuttosto arrabbiata con il mondo. Quei due mi hanno fatto capire che costringere i miei genitori a stare insieme senza amore rende tutti infelici"
Obbligando Chloe nel ritornare su ogni pensiero o idea su un Lucifer pericoloso. Un mare di nuove informazioni raccattate su internet o libri presi in libreria. Ovietta, leggende che l'aveva quasi obbligata a quella fuga a Roma.
Nel cellulare di Chloe giunse l'avviso da un servizio di corrieri internazionali. Un pacco di oggetti che aveva acquistato appena giunta a Roma era giunto al suo appartamento di Los Angeles. Si diede dell'avventata. Erano acquisti in un negozio di Roma specializzato in oggetti sacri e anti Lucifer. Aveva fatto incetta di libri totalmente contro il diavolo, più un kit per uccidere Lucifer o allontanarlo. Sperava che soprattutto Lucifer e Maze non vedessero il pacco. Perché oramai per Chloe, grazie a Trixie era scomparsa l'immagine e la paura di Lucifer come un mostro. Piuttosto Chloe si sentiva in colpa per aver abbandonato Lucifer nel momento peggiore. Una colpa che bruciava come acido nell'animo di quella detective che aveva dimenticato com'era il suo Lucifer, il vero Lucifer. Quella colpa che diventò lacrime per Chloe al ricordo dei vari strazianti racconti di Lucifer sulla sua solitaria eternità. Come era stato abbandonato da tutti, in primis dalla sua famiglia
"...pochi fratelli o le sorelle cercavano di sostenermi. Per non parlare delle calunnie e delle diffamazioni. Io sono la scusa per gli esseri umani nel fare di tutto. Voglio però essere sincero, uno solo mi concesse della pietà. Può sembrare strano. Solo lui disse ai suoi fedeli che dovevano prendersi le loro responsabilità, perché non erano senza peccato. Era quel Jesus. Vide la mia anima avvolta da affilate spine"
Chloe sorrise, asciugandosi col dorso della mano destra alcune lacrime sulle guance. Era certa che il suo Lucifer era tutt'altro che un mostro. Guardò l'ora nel cellulare, decidendo di fare una telefonata a Los Angeles. Sperando che essendo a Los Angeles quasi l'alba la persona che contattava non la uccidesse. Un paio di squilli la voce assonnata di Linda rispose, dicendo
"Pro...Pro...pronto?...l'alba?"
Chloe si sentì in imbarazzo, dicendo
"Sono Chloe. Ti prego perdonami per l'orario. Devi farmi un enorme favore"
Un momento di silenzio per Linda che poi tossì, con voce più sveglia le rispose
"Chloe va tutto bene?"
Chloe era quasi commossa, spiegando cosa era successo quel giorno con Trixie, finendo con il pacco giunto all'appartamento
"...ti prego vai all'appartamento dopo aver preso le chiavi da Dan. Gli mando un messaggio testuale dove gli dico che avevi dimenticato qualcosa. Prendi il pacco gettando il contenuto in un cassonetto della spazzatura"
La frase successiva di Linda strinse lo stomaco a Chloe
"Chloe vuol dire che accetti Lucifer e Maze?"
Chloe annuì positivamente ricordandosi che era al telefono, parlando
"Si...diciamo che non mi fanno paura o disgusto. Li voglio nella mia vita come in quella di Trixie"
Quella mattina a Los Angeles. Appartamento Chloe e Trixie. Parcheggio.
Linda vide come una vittoria aver convinto Dan a iniziare una terapia con lei. Sorrise al pensiero di Lucifer alla notizia che Chloe lo accettava. Aprì la porta dell'appartamento notando proprio Lucifer in piedi che le dava le spalle vicino al divano. Da quello che poteva vedere Lucifer tentava di fasciarsi una mano. Avvicinandosi a Lucifer, Linda disse
"Lucifer ma cosa?"
Notò il pacco buttato sul pavimento vicino al divano, soprattutto vide del sangue su un angolo. Lucifer le disse senza voltarsi con voce agitata
"Volevo solo sapere...avevo visto il pacco che il detective douche ieri aveva portato nell'appartamento...speravo di sapere dove sono...l'ho riconosciuto...Li dentro ce qualcosa contro di me...sono rimasto ferito...mi odia, quel pacco viene da Roma"
Linda seppur più piccola di Lucifer riuscì nel bloccarlo quando stava andando verso la porta. Era sconvolto, con gli occhi lucidi. La fasciatura alla mano era fatta in modo pessimo. Linda gli disse, abbracciandolo perché tremava
"Ora calmati. Sono stata contattata proprio da Chloe all'alba. Con l'aiuto di Trixie sembra…"
Linda scosse la testa
"...non sembra, lei ti vuole nella sua vita. Non gli fai orrore o peggio. Era pentita per questo acquisto, chiedendomi di venire qui per buttare il contenuto"
Lucifer la fissò incredulo mentre Linda lo portava al divano sedendosi con lui. Con un calcio Linda mandò il pacco dietro il divano, dicendo a Lucifer mettendo apposto la fasciatura
"Ora calmati. Renditi conto che dipende tutto da te. Basta paure, sotterfugi. Lei ti vuole nella sua vita. Il passo più grande l'ha fatto. Ora tocca a te. Ci sono solo tre possibilità. La prima che finalmente ci sia un futuro d'amore per voi. La seconda che restate amici. La terza che rovini tutto con le tue solite paure"
Poco dopo insieme buttarono il contenuto del pacco in un cassonetto. Un messaggio testuale nel cellulare di Lucifer fu la causa di un ampio sorriso, facendolo leggere a Linda. Chloe gli scriveva
"Tra un ora posso chiamarti? Mi sei mancato. Scusa la mia fuga"
La terapeuta tirò un sospiro di sollievo.
Quello stesso giorno in paradiso.
Michael gemello di Lucifer e comandante dell'esercito del paradiso attendeva qualcuno sulla piattaforma fuori il cancello del paradiso. Camminava nervosamente guardando in cielo accigliato. Qualcuno atterrò in malo modo a pochi metri da lui. Era Gabriel, la sorella ma anche il messaggero del paradiso. L'angelo si alzò dal pavimento barcollando, con le ali bianche gettate ai lati. Il fratello Michael le andò incontro visibilmente arrabbiato dicendole
"Dovevi essere qui ore fa! Come sei conciata?"
L'angelo si passò la mano destra nei capelli neri ed enormemente ricci, dicendo con un mezzo sorriso
"Il vino nell'universo di mamma...così buono...l'ho perso...scusa"
Michael l'afferrò per il collo con la mano destra, gridandogli
"Dove? Ubriacona maledetta!"
Gabriel staccò con forza la mano del fratello dal collo, dicendogli dopo essere arretrata di alcuni passi con voce roca
"Non ricordo dove l'ho perso. Cercalo, stupido corvo"
Dal cancello Remiel li raggiunse. Visto che i due intenti nel litigare non si erano accorti di lei, Remiel picchiò diverse volte sul pavimento della piattaforma la lancia nella mano destra. Michael le disse cercando di trattenere la rabbia che sentiva
"Nulla di buono. La nostra casa sorella…"
Indicando Gabriel che barcollando perché mezza ubriaca si era seduta sul pavimento della piattaforma
"...oltre a essersi ubriacata nell'universo di nostra madre, dice di aver perso la spada di Azrael. Non ricorda dove"
Remiel respirò profondamente, dicendo con tono di comando come era solita
"Riferirò a nostro padre Dio. Dovremmo lanciare una ricerca in ogni luogo per trovare la spada di Azrael oltre gli altri oggetti rubati dalla mamma in paradiso"
Michael sbuffò, sicuro che
"Comunque vadano le cose nostro padre non punirà mai gli umani se detengono anche un solo oggetto. Una perdita di tempo. Tutto per quel maledetto libero arbitrio che non permette di monitorare la Terra. Saprei io come far essere degni quel prodotto inutile di nostro padre"
Remiel batteva il piede destro sul pavimento della piattaforma, dicendo arrabbiata a Michael
"Come osi criticare le decisioni del padre!"
Michael si diresse verso il cancello del paradiso ignorando la sorella Remiel. Odiava immensamente gli umani, soprattutto Chloe e la figlia. Perché aveva lavorato con tanta parsimonia usando il suo potere sulle paure per allontanare la detective da Lucifer. In un luogo isolato del paradiso aveva inviato la sua essenza vicino a Chloe per metterle ogni dubbio su Lucifer. Era riuscito, restando vicino a Chloe anche quando era giunta a Roma. Non poteva immaginare che Trixie con la sua innocenza, parole sincere alla madre l'avrebbe sconfitto. La sua essenza era stata rimandata in paradiso nel suo corpo così velocemente da provocargli dolori intensi alla testa. In seguito suo padre Dio aveva incaricato lui con Gabriel e Remiel di trovare la spada di Azrael con gli oggetti rubati dalla madre la Dea dal paradiso. In quel momento Michael voleva solo restare solo, non poteva sopportare che Lucifer fosse felice. Voleva trovare un modo per allontanare le umane Chloe e Trixie da Lucifer. Notò in un giardino del paradiso qualcuno che era certa potesse aiutarlo, era Eva la prima donna.
Il giorno dopo. Pomeriggio, Lux.
Dall'aeroporto Trixie e Chloe si recarono subito all'attico. Nel Lux il barista Patrick disse a Chloe che
"Il capo si trova di sopra. Maze ha detto di non far salire nessuno. Sembra non stia bene"
A quelle parole Trixie si allarmò correndo verso l'ascensore. La fermò Maze prendendola in braccio. Disse alle due umane
"Per ora meglio che non vediate Lucifer"
Chloe disse a Maze cercando di non preoccupare Trixie che era scesa dall'abbraccio di Maze
"Maze ti prego spiegati meglio"
Trixie era sgattaiolata nell'ascensore che si era aperto. Chiuse le porte dell'ascensore Maze disse con un mezzo sorriso
"La mia migliore allieva…"
Rivolgendosi a Chloe
"...per Lucifer, si trova in un momento di smarrimento, una recessione al periodo quando giunse all'inferno. Era così felice che tu ci accetti. Purtroppo quei maledetti dubbi lo hanno riportato al periodo più brutto per lui"
Chloe quasi sussurrò
"Quando fu cacciato dalla sua famiglia dopo essere stato torturato"
Trixie si precipitò dentro l'attico gridando il nome di Lucifer
"Lucifer! Lucifer!"
Lucifer nella versione bruciata con indosso solo un paio di boxer grigi scese gli scalini della sua camera da letto, guardando Trixie con confusione. Non capiva cosa facesse una piccola umana in quello che credeva l'inferno. L'abbraccio di Trixie alla vita lo colpì profondamente. Un ricordo trafisse il muro di dolore intorno al suo cuore. Quella bambina che ricordava si chiamava Trixie che non aveva paura di lui, non lo scacciava. Lucifer staccò dal suo abbraccio Trixie andando nella sua camera da letto, Trixie lo seguì.
Maze e Chloe si precipitarono nella camera da letto di Lucifer. Soprattutto Maze fu esterrefatta da quello che vide. Un Lucifer sempre nella versione bruciata era seduto nel letto, con un plaid color oro sulle spalle. Accanto a quel re dell'inferno c'era Trixie che gli mostrava nel suo cellulare le foto di Roma. La demone era pronta nel calmare Chloe vedendo Lucifer versione bruciata, invece le sorprese non erano finite per lei. Chloe si avvicinò al letto, domandando ai due
"Del gelato per tutti?"
Lucifer guardò intensamente con occhi di fuoco Chloe per poi guardare Trixie dicendole
"Mi piacciono gli orsetti gommosi, la cioccolata…"
Un accenno di sorriso
"...Li posso avere assieme?"
Trixie annuì positivamente, dicendo alla madre
"Mamma per favore anche due panini con pane hawaiano"
Lucifer ridacchiò.
Il resto della giornata Maze poteva dire una giornata familiare. Ci furono giochi in scatola, visione di film. Soprattutto Chloe e Trixie tranquillizzavano più volte Lucifer che lo accettavano. Finirono per dormire tutte tre nel letto di Lucifer che convinsero a indossare un suo elegante pigiama. Nello stesso momento Eva giunse dal paradiso. Voleva salvare Lucifer da Chloe. Almeno stando ai racconti di Michael.
La mattina dopo.
Chloe si svegliò trovando dopo Trixie un Lucifer tornato normale. Il suo amico aprì gli occhi, dicendole in un sussurro
"Mi ero perso nella certezza di non essere accettato"
Chloe con la mano sinistra gli accarezzò la guancia destra, sussurrandogli per non svegliare Trixie
"Io e Trixie ti accettiamo. Scusa la mia fuga. Ero persa nella nebbia delle ovvietà su di te…"
Chloe guardò con affetto la figlia
"...ti adora. Grazie a lei sono tornata normale. Perché tu sei sempre il nostro Lucifer...il mio Lucifer"
Lucifer baciò la mano di Chloe. Mai Lucifer si era sentito così bene, poteva dire sereno. Trixie si accoccolo più vicino al suo magico amico che sperava diventasse il suo patrigno.
Nel pomeriggio giunse all'attico Dan. Aveva deciso di portare Trixie al Cirque du Soleil quel giorno in città. La bambina dopo aver abbracciato felice il padre, si accigliò vedendo che il padre guardava con durezza Lucifer seduto nel divano con Chloe. La bambina disse con tono serio al padre, tutte due in piedi vicino all'ascensore
"Papà non farlo…"
Dan la guardò non capendo cosa intendeva
"...Papà mi manca tantissimo Charlotte. L'unico colpevole resta quel tenente criminale. Non Lucifer. Lui ci vuole bene, ci protegge. Papà rende felice la mamma…"
Dan vide nello sguardo interrogativo della figlia tutta la determinazione di Chloe
"...non mi dire che vorresti la mamma triste?"
Prima di iniziare la terapia con Linda, Dan avrebbe detto a Trixie che non erano cose da bambini. Durante le sessioni con Linda, seppur ancora tre, Dan aveva compreso che era inutile chiudersi a riccio trovando uno o più colpevoli. Con quell'atteggiamento aveva distrutto il suo matrimonio. Si disse che sua figlia non aveva tutti i torti, Lucifer aveva salvato Chloe da Piers. Trovava Lucifer esasperante ma non era mai stato distruttivo o cattivo con qualcuno a loro caro. Anzi, Dan poteva affermare che Lucifer riusciva nel coprire i suoi errori, sbagli o dimenticanze come padre. Orgoglioso per quella figlia così capace, Dan le disse accarezzandole i capelli con la mano destra
"Certo che voglio vedere felice la nostra Chloe. Trixie mi dispiace per averti minimamente fatto pensare che odio Lucifer…"
Dan abbassò lo sguardo
"...manca anche a me Charlotte"
Trixie lo abbracciò per dirigersi dopo mano nella mano con il padre in ascensore. Dan e Trixie non si erano accorti che Chloe e Lucifer avevano ascoltato ogni cosa. Il re dell'inferno disse visibilmente commosso
"Detec...Chloe tua figlia una benedizione per tutti"
Quelle parole erano un orgoglio immenso per Chloe come madre.
Una settimana dopo.
Il rapporto tra Lucifer, Chloe e Trixie divenne sempre più familiare. Passavano molto tempo insieme nella gioia di Ella che vide tornare insieme i suoi deckerstar. I suoi amici che passarono molte ore nel parlare sinceramente l'un l'altro. Lucifer rivelò a Chloe anche il fatto che era un miracolo per lui. La risposta di Chloe tolse dal cuore di Lucifer molte spine
"Credo che tuo padre abbia sbagliato qualcosa. Va bene sono immune dal tuo mojo, quindi? Perché in questo machiavellico piano di tuo padre, io sarei dovuta restare in tua attesa trepidante, invece prima di te come ben sai, mi sono fatta una vita. Ti ricordi che non ti sopportavo quando iniziamo il lavoro assieme come detective e consulente civile? Una normale cosa che può succedere anche in una vita normale…"
Dicendo anche sulla sua vulnerabilità vicino a lei
"...per non parlare della tua vulnerabilità. Piuttosto penso che tu sia voluto diventare vulnerabile. Perché un'eternità di indistruttibilità credo ti avesse stancato. Ti assicuro che eri spento sulle vere emozioni, l'empatia. Ora guardati. Quel Lucifer che faceva di tutto per esser odiato, quel Lucifer che compiva buone azioni dicendo che non lo erano, quel Lucifer così solo e triste non c'è più"
Quel giorno Lucifer decise che avrebbe confessato a Chloe durante un appuntamento che l'amava. Pochi giorni dopo giunse Eva, pronta a tutto per salvare Lucifer da Chloe.
Notte al Lux.
Chloe era veramente preoccupata per Lucifer. Quella mattina alla centrale Lucifer aveva disdetto il loro primo appuntamento ufficiale, dicendole visibilmente imbarazzato
"Chloe perdonami ma dei problemi...diciamo familiari mi obbligano a rimandare il nostro appuntamento. Mi servono solo un paio di giorni per mettere le cose apposto"
In quel momento Chloe desiderava tranquillizzare Lucifer che poteva essere totalmente sincero con lei, magari aiutandolo.
Come sempre i buttafuori del Lux lasciarono Chloe entrare senza problemi. Nella bolgia solita del night club, Chloe vide tutti fermarsi all'annuncio del dj che Lucifer avrebbe cantato e suonato. Cercando di non farsi vedere, Chloe ascoltò il suo Lucifer cantare ma anche suonando il pianoforte in modo perfetto. In quel momento a Chloe sembrò strano vedere che Maze era nel Lux. Pochi giorni prima Lucifer le aveva assicurato che era dietro una taglia. Ancora più strano fu vedere la demone stare dietro a una donna bruna che alla fine della performance di Lucifer corse da lui, sedendosi sulle gambe baciandolo. Nella confusione tornata del Lux, Chloe sentì una profonda gelosia crescere dentro di lei. Anche se non c'era nulla di romanticamente rilevante tra lei e Lucifer, Chloe sperava almeno nella sincerità che amava un'altra o voleva che restassero solo amici. Una cliente del Lux che conosceva la bloccò. Mezza ubriaca la donna l'abbracciò urlando per la musica alta nel Lux
"Detective! Piacere rivederti"
Chloe cercò di restare tranquilla, sperando che Lucifer o Maze non la vedessero. Invece lei vide Lucifer spingere via da lui quella donna bruna sembrando piuttosto arrabbiata. Non volendo sembrare quello che non era, Chloe spinse via la donna.
Lucifer si alzò dal pianoforte accigliato. Guardo Maze trascinare lontano la donna che altro non era che Eva. Un angolo di uno spartito tagliò appena il dito indice della mano destra di Lucifer. Era sicuro che Chloe era nel Lux, disperato che avesse sicuramente visto la scena con Eva. Lucifer si guardò intorno ma era impossibile trovare Chloe. Sperando di trovarla, Lucifer si precipitò nell'ascensore per andare all'attico. Cercò molte volte di contattare tramite cellulare Chloe ma non gli rispondeva. Giunto nell'attico decise di volare su Los Angeles per trovarla usando il rilevatore GPS che si erano installati nei cellulari. Si maledisse per non averle detto tutto.
L'auto di Chloe era ferma su una strada che dava alla spiaggia. Era felice non ci fosse nessuno, potendo sfogare la sua rabbia e delusione con un pianto liberatorio. Più volte aveva ignorato le chiamate di Lucifer, perché non voleva sembrare una pazza senza alcun diritto su di lui. Si ripeteva che in fondo erano solo amici. Aveva deciso di tornare all'appartamento quando lo vide. Lucifer planò di fronte l'auto con le enormi ali bianche aperte che rinfodero nelle spalle. Cercando di spiegargli Chloe scese dall'auto ma fu travolta dal mare di parole di Lucifer che le disse avvicinandosi a lei
"Ti chiedo di ascoltarmi prima di prendere qualunque decisione. Quella donna bruna non significa nulla per me oltre l'amicizia. Si tratta di Eva, quella Eva di Adamo ed Eva…"
Sorpresa evidente di Chloe
"...Era giunta un paio di giorni fa con l'idea bislacca che doveva salvarmi…"
Lucifer sembrò a Chloe come imbarazzato
"...salvarmi da te. Mi perseguita ma non posso mandarla via in malo modo. Era in paradiso. Il mio gemello Michael...Ti ricordi di lui?..."
Eccome se lo ricordava Chloe, la causa della maggior parte dei mali di Lucifer che lei odiava
"...le ha fatto credere che tu sia nociva per me…"
Lucifer sorrise
"...Quando invece tu sei la migliore cosa mai accaduta nella mia eternità…"
Tutte due sorpresi delle parole di lui che continuò prendendole le sue mani
"...dovevo dirtelo lo so, scusami detect…"
Lucifer stava combattendo con i muri che aveva alzato contro i sentimenti
"...Chloe ti scongiuro perdonami"
Quel gesto di Lucifer che teneva con delicatezza le mani di Chloe nelle sue mani fu per tutte due come una scossa ai loro sentimenti. Finirono per baciarsi. Divisero le bocche solo per respirare con Lucifer che disse
"A costo di spaccare tutto domani avremo quel primo appuntamento ufficiale. Anzi sarà un lungo appuntamento"
Risero insieme. Il giorno dopo all'attico, Eva seppe da Maze che Lucifer era partito per qualche giorno.
Giorno dell'appuntamento. Mattina.
Chloe uscì dalla sua camera con indosso un magnifico abito rosso. L'espressione di Trixie che era in piedi vicino al divano accanto a Maze divenne incantato. Per la bambina sua madre era diventata una principessa Disney. Dalla camera dopo Chloe uscì Ella che disse entusiasta
"Non c'è niente da eccepire, Lucifer possiede un gusto eccellente. Però i capelli con il trucco fatti da me sono perfetti"
Chloe guardò l'amica con infinito affetto, dicendo a Trixie e Maze
"Una bella notizia. Dovete sapere che Ella sa tutto della natura di Lucifer e Maze, accettando ogni cosa"
Con sorpresa di Maze, Ella l'abbracciò dicendole
"Non cambia nulla. Sei sempre la mia amica"
Un paio di secondi di commozione per tutti, Maze cercò di tornare seria dicendo a Chloe
"Quindi...ok...Chloe ricorda che in questi due giorni devi rilassarti. Trixie andrà da tua madre Penelope…"
Trixie adorava stare con sua nonna Penelope che riteneva divertente
"...dal lavoro nessuno può contattarti. Per quella amica di Lucifer..."
Chloe capì che si riferiva a Eva
"...per tre giorni partecipa a una mega…"
Maze stava per dire orgia ma si bloccò per Trixie dicendo
"...Una mega festa sull'isola privata di un miliardario"
Chloe sorrise nervosamente, dicendo
"Un appuntamento lungo due giorni. Il solito pazzo e meraviglioso Lucifer"
Il suono del campanello scosse un po' Chloe. Cercando di non essere così emozionata Chloe aprì la porta. Si trovò un enorme mazzo di rose rosse nelle mani di Lucifer che indossava un elegante smoking blu scuro. Poche parole, Chloe e Lucifer si diressero mano nella mano alla limousine di colore nero nel parcheggio. In cuor suo Trixie, guardando la limousine andare via, prego mentalmente Dio il padre di Lucifer
"Ti prego Dio aiutali ad essere felici. Magari che lucifer diventi il mio patrigno"
Due giorni dopo. Pomeriggio.
Come il giorno della partenza di Chloe con Lucifer per il lungo appuntamento, nell'appartamento c'era Ella, Maze e Chloe. Si era aggiunta Linda e Rey-rey. Videro Chloe e Lucifer con gli stessi vestiti come alla partenza. Soprattutto videro i due baciarsi con passione dopo che Lucifer aveva aperto la porta. Solo il tossire di Linda li riportò alla realtà. Lucifer baciò la mano destra di Chloe, tubando
"A questa sera, mia adorata"
Entrando nell'appartamento Chloe era certa di essere in una magnifica favola. Con un sospiro si sedette sul divano, abbracciando Trixie, dicendole
"Lucifer non mancherà alla serata di giochi"
Trixie era al settimo cielo.
Tutti si accorsero della collana, orecchini e bracciale molto preziosi su Chloe che spiegò
"Per parlarvi di loro devo dire molte cose. Prima di tutto con la limousine siamo andati in un aeroporto privato di Los Angeles. Su un elicottero siamo giunti sul tetto del San Francisco Opera…"
Chloe sospirò
"...in un palco privato abbiamo assistito a un barbiere di Siviglia eccezionale. Finita l'opera sempre in una limousine elegantissima siamo andati in uno degli hotel più prestigiosi di San Francisco…"
Occhi sognanti di Ella, Rey-Rey e Linda con Maze che tentava di restare imperturbabile
"...abbiamo cenato. Soprattutto non c'era una sola camera da letto ma due comunicanti. Dopo cena Lucifer mi ha fatto il regalo di questi gioielli. Mi ha detto che comprende non potrò portarli tutti i giorni. Desidera che li tenga come ricordo del nostro primo ufficiale appuntamento"
Ella disse sognante
"Che gentiluomo"
Chloe baciò la fronte di Trixie sempre accanto a lei che sorrideva felice. I piacevoli ricordi inondarono il cuore della detective. Non poteva essere troppo esplicita perché c'era Trixie, dicendo a Ella, Linda, Rey-Rey e Maze
"In verità abbiamo passato la notte nella mia camera. Abbiamo parlato così tanto per finire con quel momento speciale…"
Le tre donne oltre Chloe si trattennero per dopo da fare domande piccanti
"...Il giorno dopo dovevamo usare la spa dell'hotel…"
Chloe non voleva arrossire ma non ci riuscì, continuando tutta rossa in viso
"...siamo rimasti la maggior parte della giornata in camera. Mi ha detto che mi ama come l'ho detto io a lui…"
Linda era orgogliosa di Lucifer che aveva superato le sue paure sui sentimenti
"...Vogliamo così tanto provare in questa relazione…"
Chloe scompigliò i capelli di Trixie
"...volendo cominciare con una serata di giochi stasera"
Una vera favola per tutti.
Due giorni dopo il lungo appuntamento di Chloe e Lucifer. Attico, pomeriggio.
Lucifer era deciso nel chiedere a Eva di andare via. Non voleva che la sua bislacca idea di volerlo salvare da Chloe rovinasse tutto con la detective. Non si stupì che era nuda vicino al bar dell'attico. La prima donna del mondo corse da lui abbracciandolo
"Luci dovevi esserci. Una orgia magnifica"
Lucifer staccò Eva da lui, dicendogli nel modo più pacato
"Eva devi andare via dall'attico. Desidero far venire qui oltre Chloe anche Trixie sua figlia. Non posso farlo con questo mare di oggetti sessuali e droghe. Soprattutto voglio dirti chiaramente che non può esserci nulla tra noi. Io…"
Lucifer voleva dirlo, lottando con i muri sempre più piccoli che circondavano i suoi sentimenti
"...io amo la detec...io amo Chloe. Per questo smettila di tentare di dividerci"
Sul viso di Eva comparve il broncio, dicendo
"Luci ma morirà un giorno. Sai che andrà in paradiso"
Per Eva fu strano vedere continuare nel viso di Lucifer una uguale serenità, spiegando
"Eva ammetto che prima ero terrorizzato all'idea che Chloe morirà un giorno. Sinceramente dopo sono arrivato a una consapevolezza. La consapevolezza che non mi importa. Ogni secondo che trascorro con lei sarà indimenticabile. Ancora di più dopo la sua morte io continuerò nell'essere vicino ai suoi eredi o anche eredi dei nostri amici. Perché saprò che sono al sicuro, seppur non mi piace il paradiso. Comprendo più che mai le parole che mi disse una volta un prete che stranamente era molto saggio"
Le parole di Lucifer colpirono nel profondo Eva. Non aveva mai visto un amore così immenso. Sorrise commossa a Lucifer correndo nella camera degli ospiti per vestirsi.
Mezz'ora dopo.
Eva si avvicinò al bar dell'attico in silenzio non volendo disturbare Lucifer intento in un appassionato bacio con Chloe. Si accorse di lei Chloe che staccò le labbra da Lucifer, dicendole un po' emozionata, restando vicino al suo amore
"Mi ha detto Lucifer che vai via"
Eva annuì positivamente, aggiungendo
"Non voglio restare in un solo luogo. Grazie a Lucifer potrò girare la Terra"
Lucifer si diresse alla scrivania vicino il balcone, prendendo da un cassetto una carta di credito che diede a Eva, dicendole
"Puoi spendere quanto vuoi…"
La baciò sulla fronte
"...spero di rivederti un giorno"
Eva gli sorrise commossa per poi abbracciare Chloe, dicendole in un sussurro
"Ti adoro. Sei riuscita nel renderlo felice veramente"
Baciando Eva sulla guancia destra Chloe. La prima donna si diresse all'ascensore senza voltarsi. Chiuse le porte dell'ascensore Chloe si avvicinò a Lucifer che le disse dopo averla presa in braccio
"Voglio fare un volo con te"
Chloe ridacchiò felice mentre uscivano nel balcone.
Qualche giorno dopo. Mattina.
Trixie sperava che quello strano sogno non fosse solo frutto della sua immaginazione. Guardando l'orologio sul polso destro era certa di rientrare nei tempi. Non vide la corvette rossa con tettuccio di Lucifer passare sulla strada. Lucifer che era alla guida la vide preoccupandosi subito. Svoltò per poi parcheggiare. Chloe sapeva Trixie a scuola.
La voce di Lucifer che la chiamava allarmò Trixie che si nascose in un vicolo. Si nascose dietro dei bidoni della spazzatura sperando non la trovasse. Nel vicolo Lucifer le disse
"Trixie esci da vicino quegli agglomerati di germi e malattie. Sai bene che ti posso trovare sempre"
Sbuffando Trixie uscì da dietro i bidoni, dicendo a Lucifer
"Puoi far finta di non avermi visto? In fondo se nessuno te lo chiede tu non devi mentire"
Lucifer mosse la mano destra in aria facendo segno di andare, aggiungendo con tono serio
"Vuol dire che da una parte ti aiuterò in qualunque intento, dall'altra si rovinerà il rapporto con tua madre. Perché sai bene che lei comprende quando le nascondo qualcosa"
Trixie alzò gli occhi al cielo, constatando che non aveva tutti i torti, sua madre Chloe sapeva leggere chiunque. Dalla sua Lucifer fu contento di vedere Trixie avvicinarsi a lui dicendo
"Va bene ti dico tutto"
Sapendo quanto lei tenesse al continuo del rapporto con sua madre. Disgustato dal vicolo, Lucifer convinse Trixie ad andare nella corvette.
Poco dopo.
Trixie mostrò a Lucifer una mappa con due punti segnati
"L'altra notte in un sogno c'era tua madre…"
Lucifer si preoccupò
"...Era vestita come una dea dell'antica Grecia…"
Era certo Lucifer che fosse sua madre
"...disse che voleva farmi dei regali. Mi indicò due luoghi di Los Angeles. Ecco tutto. Non volevo fare nulla di male. Oggi non avevo detto alla mamma che le ultime due ore erano mancanti a scuola. Ora sicuramente mamma è papà mi puniranno. In più di certo prenderete questi che erano regali per me"
Lucifer cercò di lasciare da parte i dubbi su sua madre la Dea, domandando a Trixie che aveva lo sguardo basso, visibilmente intristita
"Ricordi sempre quella spada giapponese che ti portarono via i tuoi genitori?"
Trixie annuì positivamente. Non era riuscita ad andare oltre quell' episodio. Quella antica spada giapponese che Trixie aveva trovato nel tronco di un abete vicino alla baita di montagna dei nonni paterni. Rimase profondamente male perché i genitori consegnarono alla polizia la spada. In quel momento Trixie era certa che sarebbe andata nello stesso modo. Non immaginava Trixie quanto Lucifer volesse renderla felice. Il re dell'inferno era combattuto, sapendo bene che di certo sua madre la Dea aveva nascosto oggetti pericolosi. Decise di dar modo a Trixie di decidere, trovando che fu ingiusto sulla spada giapponese non interpellare Trixie. Disse a Trixie
"Trixie io ti ritengo una persona intelligente con un gran cuore..."
Trixie era contenta, alzando lo sguardo a Lucifer
"...deciderai tu cosa farne di queste cose che troveremo"
Lucifer non si aspettava un abbraccio entusiastico di Trixie, contento di averla fatta contenta.
Qualche ora dopo. Attico.
Appena Lucifer comunicò a Chloe cosa aveva fatto Trixie, il pensiero costante della detective era metterla in punizione per mesi. Dovete cambiare idea quando Lucifer le spiegò il perché della decisione di Trixie
"Era certa che i suoi genitori le avrebbero portato via tutto senza chiederle nulla"
Un profondo senso di colpa sommerse Chloe per aver tante volte sottovalutato sua figlia. Decise di non dire nulla a Dan, sperando che la terapia con Linda e l'amicizia di Amenadiel e Maze lo aiutasse ad accettare la vera natura di Lucifer. Con Ella andava meglio, più propensa a qualcosa di ultraterreno.
Entrata nell'attico dall'ascensore Chloe sentì Trixie ridere. Li trovò seduti al lungo tavolo in cucina. Stavano guardando dei video nell'enorme tablet di Lucifer. Lo sguardo di Chloe passò all'altro capo del tavolo. C'era una enorme casetta di metallo chiara usata in genere per mettere attrezzi o altro. Sulla casetta c'era qualcos'altro avvolto in diversi strati di cartone.
Sorprese Chloe lo sguardo di Trixie, molto preoccupato, domandandogli
"Mamma sono in punizione?"
Chloe le sorrise, dicendole con calma
"No Trixie, non sei in punizione…"
Chloe guardò Lucifer grato di averle fatto capire quanto aveva poco considerato come madre sua figlia Trixie
"...capisco la tua paura che io e tuo padre ti avremmo portato via queste cose"
Trixie si tranquillizzò.
Qualche minuto dopo Lucifer si alzò dalla sedia andando vicino alla casetta di metallo chiaro. Trixie disse alla madre
"Noi aspettiamo qui. Via via Lucifer ci mostrerà ogni cosa"
Lucifer stava per prendere nelle mani quello che era avvolto in diversi strati di cartone ma si fermò. Amenadiel era comparso nella cucina dicendo
"Luci grazie al cielo sono qui. Porto subito tutto in paradiso"
Trixie stava per dire all'angelo che erano oggetti di sua proprietà ma Lucifer disse prima
"Amenadiel, questi oggetti sono di proprietà di Trixie. Siediti, deciderà lei cosa inviare in paradiso o tenere"
Amenadiel voleva ribattere ma conosceva bene quanto erano caparbi Lucifer e Trixie. Si sedette vicino a Chloe sperando che tutto tornasse in paradiso.
Lucifer tolse dal cartone la spada di Azrael, chiedendo a Trixie
"Trixie ti ho detto l'effetto che può fare sugli umani questa spada…"
Chloe ricordava troppo bene quanto poteva rendere folli con tutte le morti successe anni prima
"...cosa vuoi fare Trixie?"
La bambina indicò Amenadiel
"La può riportare in paradiso"
Con sollievo Amenadiel ricevete la spada.
Con cautela Lucifer aprì la cassetta di metallo. Era sorpreso della quantità di oggetti rubati dalla madre in paradiso. Nella cucina comparve Dio.
Quattro anni dopo. Inferno.
La Dea comparve con una smorfia di disgusto all'inferno, vicino all'alto trono di Lucifer. Aveva dovuto aspettare quattro anni per stabilizzare il suo universo non avendo nulla da temere nel tornare nella realtà dell'ex marito Dio. Il disgusto per il luogo fu sostituito dalla soddisfazione. Certa che il suo piano avesse funzionato. Conosceva bene il suo ex marito, potendo immaginare che fosse andato da Trixie per chiedere indietro tutti gli oggetti del paradiso. Ancora più sicura che gli esseri umani fossero attaccati solo al guadagno e al potere, quindi Trixie si fosse rifiutata. La conseguenza, sicura la Dea, doveva essere stata un Dio furioso che non potendo punire gli umani per il libero arbitrio aveva rinchiuso nuovamente, stavolta per l'eternità Lucifer all'inferno. La Dea voleva proprio ridere alla più che probabile delusione del figlio Lucifer. Con eleganza levitò in aria arrivando proprio al trono. Trovò solo un cartello bianco con una scritta nera in stampatello che cambiava via via lingua. Nella lingua della Dea lei lesse
"Per informazioni su re Lucifer rivolgetevi al generale Zorbi"
La Dea immaginava suo figlio Lucifer nascosto e disperato in qualche angolo dell'inferno.
Il generale Zorbi alla Dea le sembrò un generale Lincoln zombizzato. Lo trovò vicino una porta dell'inferno che controllava l'entrata di alcune anime. Vedendola il generale si inchinò, dicendole
"Riconosco che voi siete la Dea, madre del nostro re. In cosa posso aiutarvi?"
La Dea apprezzava quando le veniva data importanza, dicendo al generale
"Cerco mio figlio. In quale luogo dell'inferno si trova"
Con la mano destra mezza scheletrica il generale indicò sopra di lui
"Mia signora, vostro figlio da quattro anni gestisce l'inferno dalla Terra. Io sono il suo vice che invio ogni settimana un report completo. Se serve scende qui la demone Maze che possiede le ali"
La Dea non poteva crederlo. Era per lei impossibile, scomparendo dall'inferno.
Poco dopo, balcone attico.
La Dea comparve vicino la porta di entrata dell'attico. Una voce quasi la spaventò. Era la figlia Azrael. Era distesa in una sedia a sdraio molto diversa da come la ricordava. Il taglio di capelli era sempre uguale ma il vestito più da ragazza con un paio di jeans e una maglietta di star wars. Azrael si alzò dalla sedia a sdraio mettendo il videogioco in mano sopra essa. L'angelo della morte domandò alla madre che sembrava spaesata
"Mamma perché sei qui?"
La Dea stava per dire qualcosa quando vide dentro, seduto nel divano Lucifer che giocava con una piccola vita. La Dea disse con un sorriso freddo
"Altro nipote di certo"
Azrael la corresse
"Sua figlia Rory di due anni. Lucifer abita con chloe"
La Dea arretrò d'un passo mentre la figlia si avvicinò a lei quasi minacciosa, dicendo con voce roca
"Percepisco i tuoi sentimenti…"
La Dea odiava la capacità di Azrael di leggere i suoi sentimenti per questo l'aveva tenuta a distanza da sempre
"...volevi rendere Lucifer infelice per sempre! Tu che sei sua madre!"
La Dea balbettò
"Ma...ma come? La bambina ha ridato tutto al paradiso...Un essere umano?"
Azrael ridacchiò
"Ecco il tuo problema mamma, non comprendi mai i sentimenti. Mio padre Dio aveva fatto esattamente come prevedevi. Io ero corsa qui per fermarlo anche dovendo andare contro di lui. Invece quella meravigliosa piccola umana ha fatto l'impensabile. Dopo la minaccia di mio padre Dio a Lucifer di chiuderlo per sempre all'inferno, certo che avesse una cattiva influenza su Trixie, la stessa bambina disse che nominava Lucifer suo rappresentante per un accordo per ridare gli oggetti al paradiso…"
Molte certezze della dea si frantumarono, come la certezza che gli umani per qualcosa che dava poteri, come quegli oggetti fatti trovare a Trixie, avrebbero fatto di tutto
"...le richieste di Lucifer sono state di poter gestire l'inferno dalla Terra, che non fosse più vulnerabile intorno a Chloe o altri, la possibilità che chiunque sposi un angelo o mezzo angelo alla fine della sua vita terrena diventasse un eterno. Non si dimenticò di me, dovevo avere degli assistenti per darmi del tempo libero. Il caro papà non poté dire di no. Sancito l'accordo Lucifer mostrò a Chloe la ricevuta dell'acquisto di un anello, senza il prezzo naturalmente. Lo aveva comprato ben due anni fa…"
La Dea vide la figlia un po' commuoversi
"...con la possibilità che dovesse tornare all'inferno Lucifer non aveva mai trovato il coraggio di chiederle di sposarlo. Erano andati oltre il fatto che Chloe era un miracolo per lui ma Lucifer era terrorizzato di dover lasciare lei e Trixie per sempre. Chloe accettò spostandosi neanche un mese dopo. Mamma siamo diventati una vera famiglia. Non la falsità che c'era in paradiso che Jesus modificò in meglio quando vi giunse. Come ben sai Linda e Amenadiel hanno avuto un figlio, Charlie. Due anni fa la piccola Aurora detta Rory rendendo ancora più felice Trixie"
La Dea rise nervosamente. Un battito di ali la fece voltare. A qualche passo da lei c'era l'angelo Charlotte che fissava la Dea con durezza, dicendole
"Dea meglio che tu vada. Non desidero che Dan quando arriverà ti veda. Non sei la benvenuta"
La Dea strinse i pugni. Non provava rabbia. Piuttosto una sorta di invidia, soprattutto percependo da quel luogo sentimenti di affetto e felicità. Poche volte aveva trovato luoghi dove i sentimenti tristi erano proprio minimi. Decise definitivamente di non tornare mai più in quella realtà.
Scomparsa la Dea, entrò nel balcone Amenadiel, dicendo visibilmente sollevato
"Per fortuna ha deciso di andare via. Schermare la sua presenza era difficile"
Una piccola voce distolse Azrael, Charlotte e Amenadiel. La piccola Rory entrava nel balcone ridendo con tra le mani un cellulare. Dietro la bambina una Trixie di quasi quindici anni che tentava di essere arrabbiata dicendo
"Rory ridammi il cellulare…"
Non trattenne un sorriso
"...sei proprio una monella"
Charlotte prese in braccio la bambina che aprì le braccia verso Trixie dicendole
"Abbraccio tici"
Trixie alzò gli occhi al cielo riprendendo il suo cellulare per poi accogliere la sorella in un abbraccio pieno di baci. In quel mare di baci alla sorella, Trixie guardò i tre nel balcone, domandando ad Amenadiel
"Ce qualche problema?"
Amenadiel appoggiò la mano destra sulla spalla sinistra di Trixie, spiegando
"Nessun problema, solo una bella notizia per me è tuo padre Dan, sembra che Charlotte abbia trovato i biglietti per il superbowl"
Trixie era felice di questo, rientrando nell'attico con la sorella tra le braccia. Dentro Lucifer era seduto alla scrivania vicino alla porta del balcone che leggeva un documento, dicendo a Maze seduta sul bordo della scrivania dall'altra parte
"Sono d'accordo Maze. Fai costruire all'inferno una zona per i stalker via telematica"
Lucifer guardò con amore Chloe e Trixie che giocavano con Rory e Charlie sul divano. Una rassegnata Maze comprese che l'attenzione di Lucifer era totalmente alla sua famiglia. In fondo alla demone non dispiaceva la cosa, ricordando fin troppo bene gli sguardi d'invidia e tristezza di Lucifer a delle scene familiari di altri. Maze preferiva un Lucifer più sereno, felice ma non glielo avrebbe mai detto apertamente.
FINE