Durante la quarta serie.
Supermercato di Los Angeles. Mattina.
Trixie giurò a se stessa mai più di entrare a scuola due ore in ritardo, usando una falsa giustificazione firmata dai suoi genitori. Era quasi certa che gli eventi accaduti fossero una punizione. Sperando di salvarsi si nascose dietro dei pannelli in un negozio di videogiochi.
Neanche mezz'ora prima Trixie era in fila in attesa proprio di fronte al negozio di videogiochi. Fuori in strada un enorme scoppio aveva fatto correre molte persone fuori il supermercato.
Un autocisterna che era stata coinvolta in un incidente rilasciava nell'aria un gas blu. Trixie vide in pochi minuti il mondo intorno a lei impazzire. Come altri era corsa nel supermercato cercando riparo dal gas blu. Intorno a lei, Trixie vide gente svenire ma soprattutto dopo che era svanito il gas blu, la pazzia dilagare. Lei senza problemi per via del gas blu vide persone certe che era in corso un'invasione aliena. Il peggio che quelle persone avevano svaligiato un negozio di armi dall'altra parte della strada, barricandosi nel supermercato con ostaggi. Dal suo nascondiglio Trixie sperava di non essere trovata. Si rannicchiò in un angolo dietro i pannelli, con solo un bastone di una scopa come arma. Tentò di contattare i genitori, Maze o Lucifer. Inviò messaggi testuali di aiuto a tutti. Si ricordò, grazie agli insegnamenti dei genitori e Maze di disattivare la suoneria del cellulare. Non aveva mai pregato così tanto.
Poco prima. Attico.
Lucifer guardò in silenzio Eva entrare nell'ascensore con molteplici valigie. Chiuse le porte dell'ascensore si versò il whisky più forte, sorseggiando mentre un ricordo gli faceva tremare il cuore
/Inizio ricordo di Lucifer / Sera, residenza a Santa Monica del popolo del mare.
Nell'enorme villa sulla spiaggia, Lucifer in smoking nero come il fratello Amenadiel, cercò di spiegargli nuovamente chi erano i padroni di casa
"Esiste da sempre un popolo che può vivere sott'acqua che sopra. Niente a che vedere con sirene o altro. Hanno un aspetto umano, forse pallidi ma non tanto. Sul collo noti a destra come una cicatrice rossa, sono le branchie che si aprono quando sono sott'acqua. In generale vengono detti gli Atlantici. Esiste una famiglia reale. In questo party si festeggia il fidanzamento del fratello minore del re, re che si chiama Irivio. Il fratello Wain sposerà presto una principessa elfica. Capito fratello?"
Amenadiel sbuffò, dicendo dopo aver preso da un vassoio portato da un cameriere un flut di champagne
"Sempre odiato dover ricordare nomi e parentele di altri, anche in paradiso. Preferisco la schiettezza della vita militare"
Lucifer sussurrò all'agitato fratello
"Amenadiel tu sei voluto venire qui solo per allontanarti da Linda che ti ha detto di essere incinta. Ti renderà padre"
Amenadiel bevete in un solo sorso quello che restava di champagne nel bicchiere allontanandosi dal fratello. L'angelo era consapevole che doveva trovare un modo per accettare la prossima paternità. Lucifer scosse la testa, trattenendo un sorriso al pensiero di Amenadiel padre. Cercò di far fruttare quella serata. Poteva sancire buoni accordi.
Qualche momento dopo.
Delle risate di donna distolsero Lucifer. Stava concordando con un affarista egiziano la vendita di alcuni cammelli in Egitto. Vide Eva in mezzo a un paio di uomini molto eleganti. Con cortesia Lucifer si congedò dall'affarista dirigendosi da Eva. Guardando male la maggior parte degli uomini intorno a Eva l'afferrò per il braccio destro portandola nell'enorme balcone. Eva si attaccò a lui, domandandogli con tono sinuoso
"Vuoi farlo qui? Si dai facciamolo"
Lucifer le bloccò i polsi dicendogli
"Ti avrò detto cento volte che qui non sono liberali nel fare orge o altro. Calmati"
Eva divincolò i polsi dalle mani di Lucifer, dicendo imbronciata
"Ti avrò detto mille e mille volte che voglio divertirmi. Sono stata una moglie. Quindi io torno in hotel. Può darsi che al ritorno non sia sola"
Lucifer provò un certo sollievo vedendo andare via Eva. Le voleva molto bene. Comunque non era quella che voleva veramente accanto a lui. Si odiava perché pensava ancora a Chloe, alla detective. Si ripeteva continuamente che lei non lo accettava, lui la spaventava. In ogni modo la malinconia per quella vita con la detective, quel mondo che vedeva perso gli mancava. Gli mancava anche Trixie. Guardò il mare oltre la spiaggia sperando di trovare un modo per strappare dal cuore quella sensazione che era molto fastidiosa. La sensazione, la consapevolezza del rispetto per se stesso.
Prima della detective, prima di essere vulnerabile vicino a lei, Lucifer si sentiva degno di ogni nefandezza. Nella sua eternità aveva fatto subire ogni cosa al suo corpo. Si nascondeva dietro la certezza di essere il re del male, un mostro che poteva fare di tutto agli altri ma sempre per portare al godimento. Allo stesso tempo era certo di meritare di tutto, privandosi quasi sempre di qualcosa che era un orgasmo o piacere. Lui si specchiava nel piacere ottenuto dagli altri. Con la detective fu tutto diverso.
Riuscendo nel comprendere sul serio il dolore grazie alla vulnerabilità, Lucifer capì quanto non provasse vero piacere con molte tecniche sadomaso o simili. Altri raggiungevano il piacere mentre lui si sentiva estraniato. Con sorpresa, quando chloe lo aveva curato nell'attico per il suo primo raffreddore, scoprì che amava essere coccolato e amato. Un mare di sentimenti e consapevolezze che tentava di dimenticare. La detective aveva fatto arrestare il prete Kinley, rimandato a Roma per essere processato. In pratica da sola, Chloe aveva distrutto la rete di esorcisti assassini di Kinley. Tutto in due settimane durante il quale Lucifer si teneva aggiornato in centrale grazie a Ella. Ella che non mancava di dirgli quanto Chloe diceva gli mancasse. L'orchestra nella sala suono una musica che faceva sapere che i regnanti stavano entrando.
Nella sala entrò per primo re Irivio. Era in alta uniforme del loro esercito. Viso appuntito e molto pallido. Lucifer lo conosceva da secoli. Dietro quegli occhi grigi che sembravano freddi, conosceva un essere amichevole dal buon cuore. Come quasi tutti nel suo popolo, aveva lunghi capelli lisci che cambiavano il colore, i suoi bianchi. Il lato destro del viso era distorto da un paio di cicatrici nere. Un segreto che nessuno aveva mai scoperto. Seduto su un trono di marmo, dopo re Irivio entrò la madre che si sedette su una sedia alla destra del figlio. Subito dopo il fratello di re Irivio con la fidanzata, una principessa elfica. Si iniziò subito con il ballo, aperto dai due fidanzati.
Lucifer sorrise vedendo suo fratello Amenadiel intento in un ballo con un'invitata. Quella notte Lucifer decise di rompere con Eva. Non la voleva obbligare a un'eternità che non era come credeva. Stava per uscire dalla sala quando uno sguardo verso re Irivio lo gelo. Era certo di aver visto Chloe mentre re Irivio entrava in un'altra stanza. Non poteva restare con il dubbio.
L'enorme balcone era tutto intorno al piano della villa. Lucifer scoprì l'entrata che corrispondeva alla stanza dove era entrato re Irivio. Non poteva credere che Chloe fosse terrorizzata da lui ma non da re Irivio. Nascosto dietro una parete di edera la vide. Chloe indossava un abito da gran galà degno di quello che voleva regalarle lui. L'incanto nel rivederla fu difficile per Lucifer da superare.
Re Irivio domandò a Chloe
"Come conoscete la biologa Adriana?"
Chloe gli spiegò
"Attraverso la mia amica Ella. Abbiamo scoperto di conoscere mondi che credevamo solo una favola. Due mondi persi in modo diverso…"
A Lucifer sembrò la voce di Chloe rompersi
"...io per mia colpa. Invece Adriana senza colpa"
Re Irivio respirò profondamente
"Non voglio obbligarla. Sono già stato scottato dalla paura umana"
Indicando il lato destro del viso. Chloe si avvicinò ancora di più al re
"Adriana mi disse che la salvò dall'annegamento durante un tornado in mare. Che era tutto perfetto tra di voi. Poi lei, quando il vostro amore era visibile a tutti gli raccontò perché non crede all'amore…"
Lucifer sentì il re respirare profondamente, riconoscendo i sintomi di quando i ricordi dolorosi lo attanagliano
"...una donna umana molto secoli prima vi inganno. Avete portato dell'oro in un punto prefissato con quella per scappare assieme. La donna tentò di uccidervi, lasciandovi quelle cicatrici. Vi posso assicurare che Adriana vi ama sinceramente. Vi prego maestà, non rovinare la vostra possibilità di essere veramente felice come ho fatto io"
Il re domandò a Chloe con voce un po' affannosa
"Siete piuttosto saggia. Per fare da ambasciatore ci vuole consapevolezza"
Chloe sbuffò
"Maestà io per aver creduto al nulla, aver tramato verso l'essere migliore e più bello della mia esistenza, sono consapevole di aver perso il vero amore…"
Lucifer era colpito da quelle parole
"...lui crede di essere un mostro. Invece resta l'anima più candida. Maestà, alla mia amica Adriana non importa neanche delle vostre cicatrici, amandole. Come io amo l'aspetto di colui che persi per sempre. Dia una possibilità alla mia amica"
Re Irivio appoggiò la mano destra sulla spalla sinistra di Chloe
"Vi ringrazio. Spero così tanto che quel fortunato eterno comprenda quanto capite il vostro sbaglio. Io voglio parlare con Adriana. Voglio chiarire. Vi ringrazio ancora"
Uscendo re Irivio dalla stanza.
Chloe si avvicinò all'entrata del balcone, non immaginando che Lucifer era dall'altra parte della rete di edera. Fatto un numero al cellulare, Chloe disse con voce allegra
"Adriana ce una possibilità. Di certo ti contatterà o ti troverà…non preoccuparti, mi va bene che tu sia felice…mi consola saperlo felice, Lucifer lo merita"
Chiuso il cellulare, Chloe disse rivolta alla luna che era piena, ridacchiando
"Luna come vorrei mi potessi rivelare se sarebbe felice Lucifer di sapere che amo anche la sua versione bruciata. Non mi illudo più. Lo vedo felice con Eva"
Lasciando la stanza. Lucifer finì seduto sul pavimento del balcone. Era senza parole. Un qualcosa percepì nel petto. Prima di Chloe gli sembrava che il suo cuore fosse circondato da spine. Con Chloe il dolore nel petto divenne un calore confortante. Quel calore tornò. La sua Chloe non era cambiata, accettandolo ma sentendosi fin troppo in colpa per dirglielo. Si alzò dal pavimento sorridendo veramente dopo tanto tempo. Rientrò nella sala per trovare Amenadiel.
/ fine ricordo di Lucifer /
Ogni altro pensiero di Lucifer fu lasciato da parte appena lesse il messaggio testuale di Trixie nel cellulare. Si precipitò nel balcone volando via mentre pregava Amenadiel e Maze di raggiungerlo vicino al supermercato. Lucifer era pronto a uccidere, torturare per l'eternità chiunque avrebbe fatto del male alla sua Trixie. Seppure lontano dalla bambina e la madre, Lucifer l'aveva sempre protetta o fatta proteggere da Maze o altri suoi fedeli.
Poco prima. Centrale di polizia.
Chloe odiava i momenti sospesi. Come era sospeso il rapporto tra lei e Lucifer. Erano passati quattro giorni da un tentativo di avvicinamento di Lucifer, un tentativo che aveva riportato nella sua vita anche Maze
/ Inizio ricordo Chloe /
Qualche giorno dopo festa di fidanzamento del fratello minore del re degli Atlantici, Irivio. Appartamento Chloe e Trixie.
Chloe sorrise felice guardando nel suo cellulare la foto della sua amica Adriana con re Irivio. L'amica era diventata una atlantica con tanto di branchie. Era felice per lei, pensando quanto aveva perso con Lucifer. Quasi non si accorse del campanello alla porta.
Chloe sobbalzò sentendo Trixie gridare dopo aver aperto la porta
"Maze sei tornata!"
La demone era via da una settimana per trovare una grossa taglia. Con Chloe si erano chiarite da tempo. Affacciandosi alla porta, Chloe vide un enorme cesto di vimini blu con dentro un'infinità di rose blu chiare. Da sempre erano le preferite di Chloe. Accanto all'enorme cestino, Chloe vide Trixie che abbracciava Maze. La demone ricambiata l'abbraccio con un sorriso che cercò di nascondere vedendo Chloe. Le disse mentre non lasciava l'abbraccio con Trixie
"Dovevo venire qui. Un certo Lucifer mi ha chiesto il favore di portarti questo…"
Maze mosse la mano in aria con Trixie che si staccò dall'abbraccio guardando la madre con un sorriso raggiante
"...Non mi chiedere però come mai"
Chloe era veramente sorpresa. L'ultima volta che si era recata all'attico, aveva scoperto che Lucifer aveva cambiato il codice di accesso. Oltre al messaggio tramite un buttafuori che non era più la benvenuta. Non aspettando, Trixie staccò dal gambo di una rosa blu chiara un biglietto che diede alla madre. Con mani un po' tremanti, Chloe aprì la busta. C'era un semplice cartoncino con scritta a mano la frase
"Complimenti detective per l'encomio ricevuto l'altro giorno in comune"
Era visibile la delusione di Chloe. Si aspettava qualcosa in più. Cercando di celare la delusione a Trixie, Chloe disse a Maze
"Semplice brava per un encomio ricevuto l'altro giorno nel comune di Los Angeles. Maze presa la decisione? Resti inquilina in questo appartamento?"
Trixie non osava guardare Maze che l'abbracciò da dietro, rispondendo a Chloe mentre alzava dal pavimento la figlia
"Certo che rimango"
Chloe portò l'enorme cesto di vimini in camera sua. Quella notte Maze la trovò che dormiva con sul cuscino una delle rose. In più la demone scopri che la detective indossava una camicia bianca di Lucifer. Comunicò tutto via cellulare a Lucifer che era seduto da solo nel suo attico. Era deciso nel chiudere con Eva.
/ fine ricordo di Chloe /
Il giorno dopo Maze disse a Chloe mentre facevano colazione
"Lucifer vuole dirti molte cose. Prima vuole definire con Eva"
Chloe decise di andare all'attico quel pomeriggio. Il messaggio testuale di Trixie nel cellulare arrivò mentre la centrale iniziò una confusione enorme. La notizia di quello che accadeva nel supermercato per il gas dell'esercito era notizia che sapevano tutti.
In quei momenti di forte crisi, Chloe rimpiangeva Lucifer. Sperava fosse solo un incubo. Quella mattina una cisterna piena di un gas usato dai militari era stata coinvolta in un incidente stradale. Il gas era andato verso un supermercato, un parco pubblico e la scuola di Trixie. Un gas che per alcuni non aveva fatto nessun effetto, altri erano svenuti. Altri ancora era andato peggio. Il gas aveva provocato paranoie facendogli svaligiare un negozio di armi, chiudendosi nel supermercato sicuri che ci fosse un'invasione aliena, prendendo in ostaggio delle persone.
In quel momento molto confuso e pericoloso, attraverso le telecamere di sicurezza del supermercato, Chloe e Dan videro che c'era anche Trixie. Videro che Trixie imbracciava un fucile chiusa in un negozio di videogiochi nel supermercato. Aveva abbassato la serranda. Si scoprì che dietro alcuni pannelli pubblicitari nel negozio c'erano dei bambini. Ancor peggio nessuno poteva avvicinarsi alla zona che era ancora satura di gas. In cuor suo Chloe sperava in Maze e magari Lucifer.
Nella sala di controllo dove erano gli schermi con tutte le telecamere intorno e dentro il supermercato rimasero solo Chloe, Dan ed Ella. Non poter andare da Trixie era una vera tortura.
Il re dell'inferno lo videro tutti giungere con la sua corvette, indossando una maschera antigas. Dan disse abbassando lo sguardo
"Non si sbagliava Linda, quello stronzo vuole proprio un gran bene a Trixie"
Chloe accarezzò la guancia destra dell'ex marito, dicendogli con delicatezza
"Siamo stati tutti vittime di Cain"
Chloe rispose a un messaggio testuale di Maze nel cellulare
"Avvertimi quando posso venire sul luogo"
Qualche minuto prima.
Trixie dal suo nascondiglio vide uno degli esagitati che tentava di rompere una vetrina. Era la zona giochi dove i genitori lasciavano i figli. Trixie con l'aiuto della telecamera del cellulare vide che nella zona giochi c'erano dei bambini stretti in un angolo terrorizzati. Inoltre Trixie vide una donna svenuta che era distesa prona sul pavimento di fronte alla porta a vetri. La porta che il pazzo tentava di rompere. Tentando di trovare il coraggio, Trixie uscì dal suo nascondiglio. Afferrò una sedia con rotelle. Posizionò un manichino con una maschera da zombie, ringraziando che al giovane commesso piacessero. Sperando che quell'esagitato lo fosse abbastanza lanciò il falso alieno verso quell'uomo. Vedendo il manichino sulla sedia, l'esagitato scappò via impaurito. Sperando di non essere vista, Trixie si avvicinò alla porta quasi distrutta. Scoprì che era aperta, dovendo spingere il corpo della donna più dentro. Trixie ringraziò che i bambini non piangevano o gridavano come prima. Toccando la donna, Trixie capì che era morta per un colpo in testa. Fuori vide alcuni esagitati avvicinarsi troppo dov'erano. Con calma Trixie disse ai bambini, una decina tra femmine e maschi di varie età
"Venite con me. Ce un nascondiglio migliore"
Nuovo grazie di Trixie al padre di Lucifer, perché i bambini la seguirono in silenzio. Nel negozio di videogiochi portò i bambini nel bagno, avendo scoperto poco prima che c'era una finestrella. Constato che la finestrella era con delle sbarre. Fu felice di poter dare un ricambio di aria ai bambini. Ancora più felice che poco dopo un esagitato perse un fucile davanti al negozio di videogiochi. Prese l'arma, sperando di non usarla.
Fuori il supermercato, sul retro.
Svoltato l'angolo del supermercato, Lucifer si tolse la maschera anti gas trovando Maze e Amenadiel. La demone gli disse prendendo tra le mani la maschera
"Qui non ci sono telecamere. La detective ha capito che deve stare lontana da qui per farti agire bene"
Lucifer annuì positivamente, domandando ad Amenadiel
"Dopo aver fermato il tempo, cos'hai scoperto"
L'angelo gli rivelò
"Trixie era al supermercato per comprare un videogioco. Sarebbe entrata alla seconda ora con una giustificazione falsa di Chloe e Dan. Non ha sintomi dal gas. Piuttosto tenta di proteggere quei bambini che erano nella zona giochi dall'altra parte di dove si trova il negozio di games"
Lucifer prese dalla tasca destra dell'elegante giacca un foglio. Aprì il foglio che era una parte del progetto del supermercato
"Dobbiamo sbrigarci. I militari vogliono fare irruzione. Qui…"
Indicò una zona nel foglio
"...esiste ancora l'apertura da dove entravano i grandi frigoriferi per il supermercato. Corrisponde al bagno proprio del negozio di videogiochi"
Lucifer cercò un punto preciso in una parete. Con un pugno una parte della parete crollò, rivelando un'apertura. L'apertura dava su un corridoio tra due pareti di mattoni. Lucifer ci entrò camminando lateralmente. Alla fine dello stretto corridoio c'era una parete di legno. Cercando di fare meno rumore possibile, Lucifer staccò molte parti della parete di legno, passandoli a Maze dietro di lui. La demone dava poi ad Amenadiel. Fu sorpreso l'angelo di ricevere anche la giacca di suo fratello.
Prima di togliere la prima tavola dalla parete, Lucifer batté dei colpi sopra. Era l'alfabeto morse che Dan aveva insegnato a Trixie. Sentendo la risposta di Trixie, Lucifer continuò il lavoro di smantellare la parete.
Amenadiel tirò un sospiro di sollievo vedendo uscire dall'apertura i bambini. Subito dopo fu Trixie con il fucile tra le mani, seguita da Maze e Lucifer. Prima di poter dire qualcosa furono circondati dai soldati armati in tuta anti radiazioni. Lucifer disse a tutti
"Alziamo tutti le braccia. Va tutto bene…"
Rivolta a Trixie cui si avvicinava un soldato puntandogli una pistola
"...prole consegna il fucile molto lentamente"
Trixie eseguì. Fattosi avanti uno dei militari, disse
"Vi portiamo in una zona per essere disintossicati dal gas. Useremo il vostro tunnel per irrompere nella zona"
Non gli lasciarono dire altro.
Qualche ora dopo. Tenda di disintossicazione gas.
Dell'enorme tenda bianca Trixie contò dodici letti da un lato e dodici dall'altra lasciando un corridoio nel centro. Intorno a ogni letto c'era un involucro di plastica trasparente che dava modo al paziente di poter camminare intorno al letto oltre far entrare gli infermieri da un apertura. Tutti di qualunque età indossavano camici da pazienti grigi. Un qualcosa che Lucifer aveva sempre odiato. Non capiva come Maze e Amenadiel lo sopportasse.
Lucifer tentava di testare calmo soprattutto per Trixie che era nel letto alla sua destra. Vedendola piuttosto triste le domandò avvicinandosi alla plastica trasparente
"Riccio che ti prende? Non ti senti bene?"
Trixie accennò un sorriso, dicendo mentre si avvicinava anche lei alla parete trasparente di plastica
"Nulla. Solo mi dispiace che usciti da qui nuovamente ti perderò. Mi sei mancato in questi mesi. Io non capisco perché voi adulti complicate sempre tutto…"
Una domanda che Lucifer si era sempre fatto, restando senza parole a Trixie che continuò
"...credete tutti io sia solo una piccola stupida. Io vorrei tanto che restassi nella mia vita. Io sono felice sapendo anche chi sei. Non mi fa paura nulla di te. Uffa! Sempre tutto così difficile…"
Lucifer era esterrefatto
"...il tuo aspetto da inferno lo trovo molto ben fatto, come quello di Maze"
Cercando di ritrovare la parola, Lucifer domandò a Trixie
"Non ti faccio paura nonostante quello che…"
Non poteva dire molto con altre persone intorno
"...quell'altra versione di me e Maze?"
Lo sguardo di Trixie era tra il perplesso e divertito, dicendo
"Ti ripeto di no. Siete magnifici. Lucifer posso ogni tanto venire all'attico? Per fare qualche gioco in scatola"
Lucifer guardò quella umana percependo un caldo confortante nel petto. Con occhi lucidi, Lucifer le disse sicuro
"Trixie ti giuro, cercherò di chiarire le cose con tua madre. Comunque vada cercherò di essere nella tua vita come amico"
Trixie ritrovò il sorriso raggiante, saltando dalla gioia.
Un paio di ore dopo. Fuori la tenda.
Chloe non voleva lasciare andare Trixie, tenendola stretta a sé. Non smetteva di riempire di baci il viso della sua scimmietta che dovete essere aiutata da suo padre Dan e Maze per far staccare la madre. Solo in quel momento Chloe si accorse di essere stata molto più che affettuosa con la figlia, dicendole
"Comprendimi Trixie…"
Si guardò intorno, domandando a Maze
"...Lucifer dov'è?"
Maze indicò un parcheggio lì vicino, sussurrandole la demone
"Non c'è più Eva nella sua eternità. Ti informo anche che tua figlia sa tutto"
Trixie annuì positivamente mentre Dan domandava cosa sapesse, dicendogli Amenadiel con al telefono Linda
"Caro Dan, da oggi io ti accompagnerò con l'aiuto di Linda in questa nuova realtà"
Linda disse a Dan
"Dan non sono potuta esserci con voi perché incinta. Ti assicuro che accetterai tutto"
Trixie si avvicinò al padre, aggiungendo
"Papà dovrai scegliere se credere al tuo cuore o alle bugie di molti…"
Trixie vide la madre ferma che fissava dov'era il parcheggio, dicendole con enfasi
"Mamma!..."
Chloe sobbalzò
"...corri da lui! Basta con i dubbi!"
Chloe annuì, correndo verso il parcheggio.
Lucifer era in piedi accanto la corvette che si aggiustava la camicia e la giacca. Con lui Eva. In quel momento Chloe era pronta a tutto per parlare con Lucifer. Con sorpresa della detective, vedendola Eva la salutò avvicinandosi a lei. Le disse con un ampio sorriso
"Ti prego Chloe, cerca di non ferirlo nuovamente. Ero venuta sperando di portarlo con me. Non ce modo, perché il suo cuore ti appartiene"
Chloe sorrise commossa. Abbracciò Eva per correre da Lucifer. Poco dopo tutti gli altri videro Lucifer e Chloe andare via con la corvette. Trixie pregò mentalmente il padre di Lucifer di aiutarli a essere finalmente felici assieme.
Un anno dopo. Paradiso. Sala del trono.
Jesus che era seduto sul suo trono alla destra di quello del padre Dio, stava controllando alcuni fogli. Erano richieste di preghiere urgenti. Stava per dire qualcosa a suo padre Dio, anch'esso impegnato nel vagliare dei fogli con preghiere. Si fermò vedendo il padre alzarsi di scatto dal trono lasciando cadere i fogli sul pavimento. Il Dio teneva un solo foglio nella mano destra. Preoccupò Jesus lo sguardo furioso del padre Dio, domandandogli
"Padre cosa succede?"
Il padre scosse la testa, dicendo con voce a stento calma
"Succede che quando si vuole un lavoro ben fatto di deve fare da solo"
Scomparendo.
Dio apparve in piedi sulla piattaforma fuori il cancello del paradiso. Chiuse gli occhi tentando di fermare l'oscurità nella sua mente. A pochi passi da lui apparve Michael il gemello di Lucifer. Indossava un'armatura nera leggera. Lo sguardo era molto più severo di quello di Lucifer. Domandò al padre Dio senza nessun accento inglese di Lucifer
"Padre perché mi avete convocato con tanta rabbia?"
Dio restando sempre di spalle al figlio gli disse
"Michael sei una delusione…"
La sicurezza dell'angelo vacillò
"...Ti avevo rivelato molti millenni fa della mia opera di creare esseri umani immuni ai poteri di Lucifer per mandarlo all'inferno. Unica pecca questa umana Chloe che sembrava volergli bene, ricambiata da Lucifer. Ti inviai dalla Chloe, dopo la morte di Cain per metterle paura di Lucifer così da mandarlo all'inferno finalmente"
L'angelo si posizionò alla sinistra del padre Dio, dicendo con tono supplichevole
"Padre io l'ho fatto. Grazie al mio potere di manipolare le paure riuscì nel far diventare Chloe nemica di Lucifer. Anzi si era alleata con un prete esorcista"
Dio mostrò nella mano destra un foglio al figlio, domandandogli con collera
"Allora come mai quella Chloe risulta incinta di due mesi di Lucifer?"
L'angelo lesse il foglio con preoccupazione, dicendo incredulo
"Padre non può essere. Tu mi rivelasti che tutti noi nati nel paradiso siamo incapaci di generare per un tuo sigillo. Lasciasti solo ad Amenadiel questa possibilità. Perché lui sarebbe stato il tuo erede. Forse c'è uno sbaglio"
Dio scosse la testa, quasi sussurrando
"Si deve rimediare. Tuo fratello deve essere rinchiuso all'inferno e questa vita deve sparire. Non possiamo rischiare una guerra per il trono. Solo Amenadiel deve generare"
Scomparendo dalla piattaforma.
Poco dopo, appartamento Chloe, Trixie e Maze. Pomeriggio.
Ella arrivò portando altri cataloghi di abiti da sposa. Una settimana prima Lucifer aveva chiesto a Chloe di sposarla, accettando con entusiasmo. Decidendo di fare la cerimonia, un mese dopo, su un isola privata di Lucifer per far intervenire altri esseri magici.
Nell'appartamento c'era un enorme trambusto. Tra cataloghi per matrimoni che era diventata una sorta di party pre matrimoniale. In tutto quel momento Trixie era al settimo cielo. Soprattutto pensando che di sarebbero tutti trasferiti all'attico. Maze che era in una relazione importante con Eva avrebbe vissuto al piano sotto l'attico. Un abito da damigella incantò Trixie, che era certa l'avrebbe fatta sembrare una fata. Non poté non sorridere ricordando il giorno dopo la richiesta di Lucifer a sua madre Chloe, il re dell'inferno chiedere a lei e Dan la benedizione per quella unione. Dan che con Ella avevano accettato da tempo chi era veramente Lucifer, disse a quello che era un suo amico
"Da parte mia vi auguro ogni bene. Nonostante tu sia un pazzo snervante rendi felice Trixie e Chloe. Quindi va bene"
Trixie disse soltanto con un sorriso raggiante
"Finalmente vi siete decisi"
Finendo per abbracciare il suo magico amico. In più Trixie aveva preparato un regalo veramente speciale per il patrigno che sognava. Un nuovo bussare alla porta distrasse Trixie dai suoi pensieri. Erano arrivate Eva con Linda e il piccolo Charlie. Trixie si precipitò per prendere in braccio il piccolo di pochi mesi che stava per piangere. Nelle braccia di Trixie si calmò subito, dicendole Linda
"Ti vuole bene come fossi sua sorella"
Quanto avrebbe desiderato Trixie essere una sorella maggiore ma si era rassegnata. Sua madre le aveva rivelato che Lucifer non poteva generare con un essere umana. C'era sempre Charlie che Linda lasciava a lei, felice di aver tempo per altro. Con calma Trixie portò il piccolo Charlie sul divano, lontano dal parlare delle altre donne, cullandolo.
Quella notte.
Lucifer entrò nell'appartamento dal balcone sul retro. Rimase senza parole vedendo al tavolo della cucina Trixie in pigiama e suo padre Dio intenti in una partita di poker. Poco più in là c'era Maze in piedi con tra le mani i coltelli demoniaci che sorvegliava Michael che la guardava con diffidenza. Poco prima Chloe lo aveva contattato con una preghiera
"Lucifer ti prego vieni all'appartamento. Sono arrivati tuo padre Dio e Michael il tuo gemello"
Prima che potesse dire altro, Chloe in vestaglia e ciabatte gli fece segno di seguirla in balcone. Subito Lucifer le domandò
"Mi vuoi spiegare che succede?..."
La baciò, faccendola quasi ridacchiare, dicendogli mentre guardava ogni tanto nell'appartamento
"Sono comparsi una mezz'ora fa. Dicevano che…"
Chloe si passò la mano destra sul volto
"...sono incinta di te"
Lucifer la guardò con gli occhi sgranati. Lui sapeva del sigillo che non permetteva di generare in nessun caso. L'unico cui il padre concedeva di generare era Amenadiel. Lucifer conosceva anche i soli due metodi per rompere il sigillo. Uno era morire, l'altro il vero amore quello così puro da creare la vita. Quel re dell'inferno decise di lasciare preoccupazioni, paure e gioia a dopo. Chloe gli stava spiegando
"...Pretendevano che io accettassi di abortire per non creare guerre tra eredi un giorno per il trono del paradiso. Non lo farò mai. Questa vita la difenderò a ogni costo…"
Lucifer decise di far guerra al paradiso se solo suo padre avrebbe cercato di toccare la vita in Chloe
"...Sentendo parlare così tuo padre Dio, Trixie ha proposto una sfida a poker. In palio c'è il trono del paradiso…"
Lucifer riguardo dentro, quella umana che sentiva come una figlia era proprio oltre ogni sua previsione
"...Trixie gli ha fatto un discorso molto filosofico. Sono arrivati a questo accordo. Se vince tuo padre, lascerà che questa vita nasca ma senza alcun potere. Se vince Trixie avrà il venticinque per cento del suo trono. Maze vigila su quel tuo fratello che non voleva"
In fondo Lucifer non trovava male se la vita creata con Chloe fosse totalmente umana. La vedeva libera dal paradiso. Un
"Cavolo!"
Sorprese Lucifer perché veniva da suo padre.
Dio si alzò dalla sedia incredulo. Aveva perso contro una giovane umana. Era certo di vincere. Da sempre si era trattenuto dal farsi portare dalle decisioni improvvise. La decisione sulla punizione per Lucifer la vagliò in un secolo umano, lasciandolo imprigionato. Non immaginava che quella determinazione di Trixie l'avrebbe spinto a tanto. Era andato con la convinzione di far decidere a Chloe di abortire, invece aveva finito per perdere la metà della metà del suo trono. Si odiava per essere un Dio così attaccato al senso dell'onore di mantenere la parola. Nuovamente il nulla cercava di entrare nella sua testa. Lo scosse Michael. Aveva applaudito ironicamente al padre Dio, dicendogli in tono canzonatorio
"Bravo papà. Ma non lo vedo che ormai sei un vecchio buono nel dire grandezze ma poi pronto per essere spento da una disgustosa umana"
Dio voleva solo picchiare quel figlio insolente. L'anticipò Maze che con un gancio destro scaraventò Michael sul pavimento. La voce di Trixie portò l'attenzione a lei. Disse sorpresa mentre intorno si formava un alone dorato
"Lucifer vieni, devi sapere qualcosa"
Sfiorando la mano destra di Lucifer, Trixie gli rivelò molti segreti che manteneva il padre Dio su di lui. Uno però fu per Lucifer il peggiore.
Sul pavimento Dio raggiunse il figlio Michael. Il pugno lo diede Lucifer. Lucifer che nella versione infernale gli urlò con occhi fiammeggiante
"Erano opera tua i vari umani che mi scacciarono, ferivano fisicamente e moralmente, spezzavano ogni mio tentativo di cercare la redenzione. Opera di mio padre! Tu che mi avevi condannato alla solitudine eterna!"
Dio si alzò, dicendo a quel figlio incredulo mentre si massaggiava la mascella
"Per quanto potessi saperne io, tu eri il male. Dovevo contenere il buio dentro di te. L'unico posto resta l'inferno. Per me tu eri perso. Persino tua madre non credeva nella tua redenzione"
Lucifer voleva scagliare la sua furia sul padre Dio ma si fermò quando la mano destra di Chloe si intrecciò alla sua sinistra bruciata. Gli disse la sua detective
"Lucifer, non perdere tempo con loro. Non erano mai stati la tua famiglia. Li puoi ringraziare di averti fatto nascere concedendogli ora la grazia di non fargli altro. Perché tu puoi contare su una vera famiglia…"
Trixie abbracciò al fianco destro Lucifer che tornò normale
"...lasciali perdere"
Quel "...lasciali perdere" non piacque a Dio ma l'arrivo di Amenadiel lo fermò dal dire altro. Amenadiel disse al padre Dio
"Padre ora basta…"
Comparve alla destra un anziano che a Trixie sembrava Gandalf il grigio del Signore degli Anelli. Lucifer disse con evidente sorpresa
"Nonno…"
Domandando ad Amenadiel
"...ma non era morto?"
Amenadiel scosse la testa, avvicinandosi a Trixie sorridendo amichevolmente, spiegando a tutti
"Da neanche un'ora sono venuto a conoscenza di questa verità che ora dirò. Una verità portata da mio nonno paterno, il precedente Dio che anche io credevo morto da tempo. Purtroppo nella famiglia di nostro padre il potere logora a poco a poco. Il logorio porta a una specie di parkinson…"
Amenadiel si avvicinò a suo padre che sembrava confuso
"...Un qualcosa di letale finché nostro padre…"
L'angelo accarezzò la spalla destra del padre, continuando
"...scoprì una cura, facendo nascere i suoi figli senza questa maledizione. Purtroppo lui non poteva usare la cura su se stesso. Nascose a tutti noi questo tragico evento. Per fortuna esiste una realtà alternativa dove ogni Dio che giunge al logorio completo può andare per ritrovare la lucidità quasi completa…"
Amenadiel si rivolse al padre
"...Padre lo so. Ora ti senti confuso. Vai con il nonno. Ti sentirai meglio"
Il Dio scosse la testa, quasi sussurrando ad Amenadiel mentre il nulla nella mente lo stava portando via
"Mi odia…dovevo dirlo a…a Jesus"
Amenadiel disse con calma
"Papà lui già sa tutto. Non ti odia. Nessuno ti odia"
Passando davanti a Lucifer, Dio gli disse con un mezzo sorriso
"Sei fortunato, molti ti vogliono bene in questa stanza. Io ero con tanti ma nessuno mi voleva bene. Tu sei con alcuni che ti vogliono bene"
Dopo tanto tempo Lucifer non provò solo odio per il padre Dio ma anche una sorta di pietà. L'anziano scomparve con il Dio.
Nel silenzio che seguì, Michael domandò ad Amenadiel avvicinandosi a lui
"Ora sei tu il nuovo Dio al posto di nostro padre?"
Amenadiel sorrise al fratello, rispondendo
"Ce sempre Jesus. Ora come ora io posseggo il venticinque per cento del trono. L'altra metà come sai appartiene a Trixie"
Trixie guardò intorno a lei quell'alone dorato. Si sentiva invincibile ma allo stesso tempo molto sola. Era come un enorme montagna dove poteva vedere tutto, vita e morte di chiunque. Guardo verso sua madre e Lucifer. Il re dell'inferno la prese appena in tempo prima che cadesse sul pavimento. Trixie era senza forze, contenta però di ascoltare Lucifer dirle mentre in braccio la portò nel divano con Chloe accanto
"Trixie non farmi questo. Lo sai che diventò padre per la seconda volta. Perché per me tu sei come la prima figlia"
Amenadiel si avvicinò a Trixie domandando
"Trixie se vuoi, ma deve essere una decisione solo tua senza costrizioni puoi dare il potere a me"
Trixie annuì positivamente appoggiando la mano destra sulla mano destra di Amenadiel. Era nuovamente in forze, trovandosi in un entusiastico abbraccio di Lucifer a cui si unì Chloe. Il nuovo Dio tornò dal fratello Michael che si inginocchiò come anche Maze. Amenadiel fece segno ai due di alzarsi, guardando con commozione la felicità del fratello. Desiderava liberare Lucifer dall'inferno ma il ruolo di Dio gli aveva fatto scoprire che era impossibile. L'inferno era legato inesorabilmente a Lucifer ma il nuovo Dio giurò che avrebbe trovato un modo per rendere quella vita famigliare di Lucifer attivabile. Sentiva di doverglielo, per averlo reso l'angelo libero e ora il Dio che era.
Due anni dopo. Attico. Mattina.
Lucifer era seduto alla sua scrivania vicino al balcone. Stava controllando alcuni rapporti giunti dall'inferno.
Dalla notte nel quale Amenadiel era diventato Dio era riuscito nel dargli modo di dover tornare all'inferno solo una o due volte durante un anno. Dio Amenadiel aveva scoperto che nell'inferno dopo Lucifer solo il demone Woer era ascoltato e rispettato da tutte le creature in quel luogo. Un rispetto che anche Lucifer provava per quel demone. Grazie a quelle informazioni Dio Amenadiel nominò Woer viceré di Lucifer. Una decisione che ripagò, riuscendo Woer nel sedare molte ribellioni oltre a migliorare l'inferno. In quella mattina Lucifer firmò gli ultimi rapporti dall'inferno, felice di aver finito. Chiuse gli occhi provando il solito bruciore. Avrebbe dovuto mettere degli occhiali ma il suo orgoglio non glielo permetteva.
Riaprì gli occhi focalizzando una foto appesa al muro dietro il bar. Un enorme foto del matrimonio tra lui e Chloe, diventando la detective un eterna. Un giorno che Lucifer ricordava con gioia. Si era svolto su un'isola privata di Lucifer per permettere agli esseri magici di partecipare. Un giorno ancora più importante per Lucifer perché Trixie gli rivelò il suo regalo per lui, dicendogli di fronte a tutti durante il banchetto
"Lucifer, tu sei molto importante per me. Prima di tutto come amico ma anche soprattutto come una figura paterna. Sarebbe facile da ora in poi chiamarti e definirti come patrigno. Invece Lucifer io voglio oggi farti anche una sorta di regalo, con l'approvazione di mio padre Dan…"
Che mostro due ok con le mani, sorridendo
"...da ora in poi se tu mi permetti voglio chiamarti papà Lucifer"
Lucifer aveva raggiunto Trixie, abbracciando quella figlia del cuore, tra la commozione di tutti gli invitati.
Culmine di quel giorno, quella foto c'erano tutti, con gli alati con le ali srotolate. Neanche un anno dopo Chloe fu nominata tenente. L'attenzione di Lucifer si spostò al bordo della scrivania.
Due manine si tenevano al bordo. Quelle manine continuarono a percorrere il bordo. Lucifer vide una piccolina di appena due anni, dai capelli ricci e neri come i suoi che lo raggiunse. Era Rory la figlia che era la prova che il vero amore esiste. La figlia del re, tenendo stretto il ciuccio nella bocca rise felice quando il padre la prese in braccio. Lucifer tubò
"Un ottima scelta da parte di tua madre…"
Baciando la fronte della figlia
"...la tutina di Dior ti calza a pennello"
Chloe si avvicinò alla scrivania, dicendo con finta disapprovazione
"Visto che per questa scimmietta anche vestiti molto costosi"
Lucifer disse mentre faceva ridere la figlia facendole il solletico
"Non tutta la colpa mia. Ti ricordo che c'è una certa sorella maggiore che pretende solo il meglio per questa principessa"
L'ormai tenente Chloe alzò gli occhi al cielo ridacchiando
"Lo so bene. Non posso portarla con noi dal pediatra per Rory. Se minimamente la sente infastidita vuole uccidere il pediatra. Tienila occupata per un po'. Le preparo qualcosa da mangiare"
Lucifer era già totalmente presa dalla figlia.
Trixie, che era sul soppalco dove c'era parte dell'immensa libreria nell'attico, stava consultando un libro. Era felice di aver trovato un trattato di fisica quantistica che le serviva. Si sedette su una panca cercando di districare un teorema che non capiva. Una risata della sorella la portò nel guardare quella scena che la commosse. Quei due esseri magici erano ma anche continuavano a essere parti importanti del suo animo. Lucifer era arrivato nella sua vita quando era una bambina un po' triste. Triste per i suoi genitori divorziati ma soprattutto perché si sentiva fuori dal mondo, senza amici. Il re dell'inferno aiutò con il suo mondo, con Maze e anche Amenadiel a ritrovare il sorriso oltre un coraggio che non credeva di possedere. L'assoluto culmine per Trixie fu la sorella Rory. Quella piccoletta così simile a lei era il suo sogno avverato. Avrebbe fatto di tutto per essere una sorella maggiore. Stringendo al petto il libro di fisica quantistica, Trixie pensò con un sorriso raggiante che quel solitario re dell'inferno aveva portato a tutti qualcosa che credeva di mai possedere. Quel Lucifer aveva portato a tutti un immensità d'amore, semplice e delicato amore. Un amore oltre il dna o qualunque altra cosa per formare una famiglia speciale, basata sull'amore e rispetto.
FINE
