Notte. Vicino al confine con il Canada. Ferrovia.

Una piccola ombra saltò dentro il vagone merci di un treno diretto in Canada. L'ombra chiuse il portellone del vagone che era pieno di balle di fieno. Quello era il segnale tra quelli che saltavano nei vagoni che era già preso. La piccola figura si posizionò nel fondo del vagone, vicino una botola da cui poteva fuggire. Era stanchissima. Cercò di formare un giaciglio con della paglia, sperando di riposare. Lei era Trixie, la figlia di quasi undici anni di Chloe, una poliziotta di Los Angeles. In quel momento di calma il ricordo di come era arrivata in quel vagone merci gli provocò qualche lacrima.

Lei ricordava fin troppo bene che dall'età di cinque anni la sua famiglia si era sfaldata. Era figlia di due poliziotti di Los Angeles, Chloe Decker e Daniel Espinoza. Suo padre aveva iniziato a essere corrotto come alcuni suoi colleghi della centrale di polizia mentre sua madre restava una poliziotta onesta. Soprattutto con dolore Trixie ricordava fin troppo bene quando sentiva suo padre dire a chiunque che era stanco di quella famiglia con una vita senza ricchezza. Fin troppe lamentele di un padre che Trixie non riconosceva più. Così tanto sconosciuto che la portò a essere felice quando i suoi genitori divorziarono, quasi tirando un sospiro di sollievo non pretendendo suo padre di vederla spesso. Alla fine quel padre scomparve del tutto.

In quel periodo post divorzio dei genitori, Trixie si avvicinò ancora di più a sua madre. Per la bambina che aveva quasi compiuto sette anni, lei doveva difendere la madre dai possibili nuovi amori, valutando il migliore. Però Trixie constatò che sua madre non desiderava un altro amore, così era rimasta scottata e delusa dall'ex marito Dan che intanto aveva lasciato la polizia per diventare il braccio destro di un criminale, trasferendosi in Texas.

In quella piccola quotidianità con sua madre, Trixie si sentiva sola oltre. Poteva contare sempre sulla nonna materna Penelope che era un vero conforto per lei. Una donna sempre sorridente, piena di vita nonostante portasse nel cuore la tragedia dell'assassinio del marito, un poliziotto quando la figlia Chloe era appena quindicenne. Una tragedia che Trixie sapeva aveva portato la madre Chloe a lasciare il lavoro d'attrice per entrare in polizia. Purtroppo per Trixie quella spumeggiante nonna era anche una famosa attrice di film sci-fi, quindi spesso in viaggio per fare film o partecipare a convention. Dall'altra Trixie non poteva contare minimamente sui nonni paterni. Nonni paterni verso cui la bambina nutriva non pochi rancori. Rancori perché i nonni paterni di Trixie parlavano sempre profondamente male di sua madre, troncando volontariamente ogni rapporto. Se non era già peggio per Trixie, nella scuola era afflitta dai bulli, perché sua madre poliziotta e suo padre di fatto un criminale. In tutto questo, una mattina a scuola per Trixie le sembravano le cose cambiare in qualcosa di meglio.

Quella mattina Trixie aveva picchiato una bulletta, sorprendendo tutti con la furia dei suoi sette anni. Era finita con la bulletta nel corridoio dell'ufficio del preside. La bambina non si poteva immaginare quella mattina di conoscere una persona molto particolare. Ebbe modo di parlare con Lucifer, il consulente civile di sua madre Chloe. Per Trixie era un tipo strano ma anche simpatico. Lo vide sorpreso che quando gli rivelò il suo nome

"Lucifer!"

Trixie non ebbe altra reazione che un attimo di sorpresa per poi parlare normalmente con lui. Una nuova conoscenza che a Trixie piacque ancora di più quando spaventò la bulletta con degli occhi rossi. Occhi rossi che per Trixie erano bellissimi. Un po' le dispiacque quel giorno dover andare via con la nonna materna Penelope, salutando calorosamente quel Lucifer nello stupore di sua madre.

Quel Lucifer che affermava di essere il diavolo, con tutto il suo strano mondo sembrò a Trixie una salvezza alla solitudine che sentiva. Inoltre la bambina vide per la prima volta sua madre felice con quel Lucifer, certa che non fosse solo un amico.

Dopo Lucifer, Trixie conoscete la barista del suo nightclub, la tosta Maze. Maze affermava di essere una demone, quanto Lucifer il diavolo. Per Trixie non importava mentre sua madre li definiva degli eccentrici. Fu soprattutto Maze che aiuto Trixie nell'essere molto più sicura. Quella determinata barista del Lux diventò una vera maestra nelle tecniche di autodifesa per Trixie. Lezioni che diedero modo a Trixie di dimostrare chi era veramente, oltre la figlia di una poliziotta e un criminale. Nel vagone merci Trixie ricordò con un sorriso commosso le varie volte che, grazie agli insegnamenti di Maze, aveva sconfitto bulli di ogni genere.

Se Maze era entrata nella vita di Trixie e sua madre Chloe con un entusiasmo, una determinazione contagiosa, Lucifer fu più cauto. Trixie poteva dire quasi timoroso, contraddicendo la sua figura di persona sicura di quello che faceva.

A poco a poco, con calma, Lucifer che seppur all'inizio molto timidamente, quasi goffamente era diventato importante per Trixie. Tanto importante che Trixie arrivò alla consapevolezza che se era veramente il diavolo non avendo paura di lui e Maze. Era certa che tutto quello che si diceva di peggio su di lui era falso.

Nel vagone merci Trixie vide da alcuni buchi nella parete una serie di luci che le ricordavano la notte quando la rapì Malcom, un ex collega del padre Dan. La portò in un hangar dell'aeroporto. Per liberarla sua madre Chloe dovette portare a Malcolm un borsone pieno di soldi sporchi che gli aveva preso tentando di arrestarlo. Trixie non avrebbe mai dimenticato sua madre che arrivava, dava a Malcolm il borsone convincendolo a lasciarla andare. Lei che si nascondeva. Dal nascondiglio vide Malcolm che sparava in piena pancia a Lucifer. Sempre nascosta, Trixie ebbe un ulteriore conferma della natura ultraterrena di Lucifer. Sentì il suo magico amico che era in una pozza di sangue, pregare il padre Dio di salvare la sua Chloe. Quasi subito Lucifer si rialzò completamente sanato, aiutando la detective nell'uccidere Malcolm. Seppure in parte terrorizzata, Trixie non lo era di Lucifer. Invece si sentiva fortunata nel conoscerlo. Cerco anche di convincere sua madre ma la trovo piuttosto scettica sulla vera natura di Lucifer e Maze.

Nel vagone merci la sete bloccò i ricordi di Trixie. Dal piccolo zaino estrasse una bottiglia di acqua. Come insegnato da Maze, bevete solo un piccolo sorso. Odiava le lacrime, asciugando quelle sulle guance. Si rifugiò nuovamente nei ricordi. Ricordò che dopo il rapimento di Malcolm per un periodo fu per lei impossibile dormire serena. Per giorni ogni volta che chiudeva gli occhi le sembrava di vedere Malcolm che uccideva sua madre e Lucifer. Sorrise al ricordo di chi l'aveva aiutata. Una sera, dopo una sessione di giochi in scatola con Lucifer e sua madre Chloe, istintivamente Trixie si appoggiò al consulente civile vicino a lei. Si sentiva finalmente al sicuro. La mattina dopo si risvegliò nel letto di sua madre. Era tra sua madre e Lucifer, attaccata a quest'ultimo. Proprio sua madre Chloe le raccontò che finalmente aveva dormito tranquillamente sempre attaccata a Lucifer. Per quasi un mese si continuò in quel modo, con Lucifer che cercava di sembrare infastidito, ma Trixie sapeva non era vero.

In seguito aiutò moltissimo la terapeuta di Lucifer, la psichiatra Linda. Proprio Linda gli disse alla fine di un giorno di terapia che lei aveva permesso a Lucifer di andare oltre le apparenze.

Un periodo che Trixie ricordava come una vera favola. Sua madre, Lucifer e lei sembravano quasi una vera famiglia. L'unica cosa che Trixie odiava era che non facessero mai il passo successivo per diventare come diceva lei "due innamorati che fanno cose da innamorati". Un passo successivo che qualcuno di impensabile obbligò Chloe e Lucifer nel farlo.

Nella vita di Trixie e la sua famiglia speciale entrò qualcuno di molto fastidiosa e pericolosa, parente di Lucifer. Giunse sulla Terra la madre di Lucifer, la Dea. Era nel corpo di un'umana, Charlotte un'avvocatessa con molti segreti.

Grazie a Maze, sempre molto sincera con Trixie, la bambina seppe cosa voleva la Dea. La demone le spiegò che la madre di Lucifer era scappata dall'inferno, dove l'aveva rinchiusa il marito Dio per aver tentato di ucciderlo. La Dea pretendeva che oltre Amenadiel anche Lucifer tornasse in paradiso con lei per prendere il trono dell'ex marito. Con gioia di Trixie, Maze continuò rivelando che Lucifer desiderava solo restare con loro sulla Terra. La bambina cercò di spiegare a sua madre Chloe cosa stava succedendo. La madre continuava a essere scettica, sicura che fossero tutte metafore di una strana famiglia. Nel vagone merci Trixie strinse i pugni ricordando quanto aveva odiato la madre di Lucifer mentre in Amenadiel nonostante tutto percepiva del bene. Seppure il guaio che provocò la Dea obbligò Lucifer a essere suo malgrado sincero con lei e sua madre Chloe.

Tutto iniziò per colpa di Amenadiel, che era diventato umano, punito dal padre Dio per non aver riportato il fratello Lucifer all'inferno. Dall'ex angelo la Dea seppe che Chloe era una specie di regalo per Lucifer da suo padre Dio. La notizia sconvolse così tanto Lucifer da trasformarlo nella sua versione bruciata e infernale. Una versione che odiava la madre la Dea e suo fratello Amenadiel per avergli distrutto un sogno felice. Trixie non avrebbe mai dimenticato la Dea che spaventatissima si precipitò nell'appartamento di lei e sua madre. Poi l'essere con enormi ali di pipistrello e la pelle rossa e bruciata che comparve nell'appartamento. Diversamente da sua madre Chloe spaventata dall'essere, la Dea che non meno spaventata in ginocchio chiedendo pietà a Lucifer, Trixie non era affatto spaventata, urlando alla madre che puntava la pistola contro Lucifer

"Mamma! Per favore, guardalo! Senza i preconcetti! Si tratta di Lucifer, il nostro Lucifer. Ti prego mamma!"

Quello fu uno dei momenti nel quale Trixie fu più orgogliosa di sua madre. La vide abbassare la pistola guardando con attenzione quell' essere. La Dea intanto era scappata via dell'appartamento. Chloe si avvicinò a Lucifer che arretrò d'un passo facendo sorridere Trixie che gli disse

"Lucifer non devi avere paura della mamma. Ti vogliamo tutti bene"

Prendendo la mano destra di Lucifer nelle sue. Un Lucifer che tornò normale quando Chloe lo baciò in quella versione infernale. Una raggiante Trixie vide i due abbracciarsi. Sapere poi quello che era successo direttamente da Lucifer via cellulare, diede modo ad Amenadiel di pensare al piano fatto con la Dea sua madre. Colpì l'ex angelo una frase del fratello Lucifer

"Nonostante tutto voglio perdonarti. Siamo vittime dei nostri genitori"

L'ex angelo passò la notte parlando con Linda e Lucifer con Chloe e Trixie nel loro appartamento. Quella notte la Dea fu catturata da Maze, per aver sconvolto Lucifer ma soprattutto Trixie.

Quella notte Lucifer rivelò tutto a Chloe e Trixie, persino del fratello Uriel che dovette uccidere per difenderle. Tutte cose che Trixie capì erano state fatte da quell'essere eterno perché gli voleva bene. Così bene da stare vicino a sua madre anche se era vulnerabile. La bambina fu pienamente in accordo con sua madre che spiegò a Lucifer sul fatto che era un regalo per lui

"Se fossi stata creata per te, solamente per te ti avrei atteso, non facendo la vita fatta. Sono certa che forse tuo padre Dio avesse avuto quest'idea ma non sia andata a buon fine. Ricordati che io mal ti sopportavo e tu mi venivi dietro solo per una tua sorta di sfida personale"

Nel vagone treno Trixie sospirò. Era agrodolce il ricordo di quella notte che finì con lei che si svegliava all'alba nel divano tra sua madre e Lucifer anch'essi addormentati. Come avrebbe desiderato una delle frittelle con gocce di cioccolata fatte da Lucifer per colazione. Quella mattina Lucifer gli mostrò anche le ali d'angelo promettendogli di non tagliarle più.

D'accordo con Amenadiel, Lucifer decise di riportare la madre la Dea all'inferno. Una decisione necessaria dopo che Maze scoprì che la Dea aveva commissionato tre bombe. Una per Chloe, una per Linda e una per il Lux.

Trixie bloccò i ricordi capendo che il treno si era fermato in una stazione. Si introdusse ancora di più nella paglia. Attese finché non sentì il treno ripartire. Venuta fuori da sotto la paglia che riempiva il vagone merci, riformò il giaciglio vicino alla botola. Tentò di dormire ma le era impossibile. Perché alla mente le tornò il perché era in quel treno merci diretto in Canada.

Per il suo decimo compleanno, la festa si era svolta nel Lux. Una festa di compleanno speciale per Trixie, con tutta la sua famiglia speciale. C'era Lucifer con la sua detective che Trixie era felice che facessero da tempo le "cose da fidanzati". Non mancava Maze. Era presente anche Ella che ormai sapeva tutto su Lucifer, accettandolo. La scienziata era con Azrael, la sua amica Rae-Rae ormai rivelata. C'era un altra coppia che era da qualche tempo insieme, Amenadiel e Linda. Per Trixie fu il compleanno migliore di sempre. Durante il quale Trixie chiamò senza pensare Lucifer

"Papà"

che le disse

"Trixie sarei onorato se volessi farlo ancora. Io ti sento come una figlia più se fossi sangue del mio sangue. Tu sei la mia figlia del cuore"

Facendo commuovere tutti i presenti.

Cinque mesi dopo il decimo compleanno di Trixie alla centrale di polizia giunse un nuovo tenente, Piers. Per Trixie sarebbe stato per sempre il periodo nel quale tutto si sfaldò. Vide sua madre e Lucifer diventare strani, più distanti. Non capiva perché Ella e Amenadiel sembravano sempre in guardia, come preoccupati. Maze poi si assentò anche troppo per il suo lavoro di cacciatrice di taglie. Con dolore di Trixie in meno di una settimana Lucifer si allontanò da lei e sua madre. Fu poi una sera il peggio. Trixie voleva parlare con Lucifer. Giunta al Lux, lo vide seduto in un divano con una bruna, tenendola per mano. Peggio ancora, il giorno dopo sua madre Chloe gli annunciò che doveva stare per un periodo con sua nonna Penelope a New York

"Trixie sarò impegnata con un caso importante"

Le domandò

"Con Lucifer?"

La madre gli disse solo

"Delle volte le cose cambiano"

Facendo crollare tutto il mondo perfetto di Trixie. Non disse nulla anche giunta dalla nonna Penelope. Non le importava neanche che avessero dimenticato il suo compleanno.

Un giorno prima di quel viaggio di Trixie nel vagone merci, lei aveva sentito sua nonna Penelope dire a qualcuno via cellulare

"Mi dispiace per la piccola. Abbandonata dell'ennesima figura paterna. Ora la madre vuole mandarla in un collegio dall'altra parte del mondo…non posso fare nulla"

Trixie ne ebbe abbastanza. Sarebbe andata via da tutto e tutti. Si disse che dopotutto aveva undici anni e sapeva cavarsela benissimo da sola, grazie agli insegnamenti di Maze. Scappò nella notte con poche cose, diretta in Canada dove Maze le aveva detto che tutti potevano rifarsi una vita. Cosa che desiderava fare.

Ventiquattro ore prima, mattina Los Angeles. Attico di Lucifer. Balcone.

Chloe era sulle spine, non vedeva l'ora di poter dire tutto a Trixie. A pochi passi da lei, Maze scrutava il cielo. Non si accorse che vicino a Chloe planò Lucifer. Subito la detective si precipitò dal suo re dell'inferno finendo per baciarsi. La demone Maze odiava vedere momenti così zuccherosi, sobbalzando quando accanto a lei comparve Amenadiel con un altro. Quell'altro era Jesus. Fu il leggero tossire di Jesus che divise dal bacio Lucifer e Chloe. Lucifer rinfodero le ali, dicendo a Jesus

"Grazie di averlo portato tu, non immagini quanto pesi"

Amenadiel lo ignorò, dicendo a Jesus

"Siamo venuti alle porte del paradiso per chiedere proprio il tuo aiuto. Possedendo il cinquanta percento del trono, puoi parlare con nostro padre…"

Amenadiel guardò Lucifer, Chloe e Maze capendo che lui doveva spiegare tutto a Jesus

"...Tu conosci Cain?"

Jesus rispose

"Certo"

Amenadiel continuò

"Da sempre sfrutta la sua invulnerabilità per essere un boss della malavita con il nome Il Peccatore. Un mese fa è arrivato a Los Angeles prendendo le false generalità di un tenente della polizia. Per fortuna Lucifer l'ha riconosciuto. Abbiamo poi scoperto che si trova qui per fare un favore a qualcuno in paradiso che gli procura da sempre incantesimi e armi magiche…"

Jesus lo guardò preoccupato

"...quel qualcuno aveva poi inviato qui Cain per distruggere la felicità di Lucifer, uccidendo Chloe e sua figlia Trixie. Per trovare una soluzione, rallentare Cain, Lucifer e Chloe hanno fatto finta di essersi lasciati…"

Amenadiel vide la tristezza nello sguardo dei due

"...provocando il dolore di un'anima lucente…"

Intendeva Trixie

"...pur di mantenerla al sicuro. Abbiamo raccolto molte prove da portare a nostro padre Dio. Perché il complice di Cain e Michael"

Jesus scosse la testa, dicendo dispiaciuto

"Conosci nostro padre. Con difficoltà vi crederà. Ci vorrà molto tempo, Michael gli è molto vicino"

Amenadiel annuì a Maze che corse nell'attico, tornando a Jesus

"Jesus dobbiamo fermare Cain. Sfrutta una maledizione per il suo tornaconto. Possiamo anche contare anche su una testimone. Lei vuole in cambio solo restare sulla Terra"

Con Ella e Maze entrò nel balcone una donna bruna, la stessa vista da Trixie con Lucifer al Lux. Amenadiel disse a Jesus che sorrise alla donna avendola riconosciuta

"Eva la madre di Cain può testimoniare ogni cosa. Lei ha un legame con suo figlio Cain. Non sopporta più cosa gli ha visto fare"

Jesus si avvicinò a Eva, dicendo a tutti

"Potete già pensare finito il problema Cain"

Scomparendo con lei. Tutti tirarono un sospiro di sollievo. Lucifer disse visibilmente felice a Chloe

"Andiamo subito da nostra figlia…"

A quel riferimento Chloe sentì il cuore stracolmo d'amore per lui

"...Dobbiamo spiegargli ogni cosa"

Amenadiel li bloccò

"Aspettiamo che Jesus ci dica com'è andata"

Chloe abbracciò Lucifer, dolorosamente dovevano dare ragione ad Amenadiel.

Qualche ora dopo. Nell'attico.

Jesus comparve nell'attico solo per dare un foglio bianco arrotolato ad Amenadiel, scomparendo subito dopo. L'ex angelo lesse a tutti cosa era scritto nel foglio, era arrivata da poco anche Linda

"Dio, padre di tutti noi ringrazia per avergli dato modo di fermare un'anima oscura. Si decreta quanto segue: l'eterno Cain con il suo complice in paradiso individuato nell'arcangelo Michael sono condannati all'eternità in purgatorio come anime senza ricordi. La rete di malavita creata da Cain viene immediatamente cancellata dalla mano di Dio, condannando i facenti parte all'inferno in una cella…"

Tutti videro un'enorme sorpresa nello sguardo di Amenadiel che continuò

"...Si decreta per gli scopritori delle malefatte di Cain quanto segue: Lucifer…"

Chloe e Lucifer si tenevano per mano

"...gli viene permesso di gestire l'inferno dalla Terra, poter andare e venire in paradiso. Si concede di essere nuovamente invulnerabile vicino alla detective Chloe Decker…"

Lucifer era incredulo e con gli occhi lucidi, abbracciato da Chloe, con tutti gli altri commossi sapendo cosa voleva dire per lui. Amenadiel continuò la lettura del foglio

"...al demone Maze viene concessa un anima, diventando da subito vice reggente del trono infernale, munita di ali…"

Due enormi ali di pipistrello comparvero dalle spalle di Maze che era incredula, quasi sorridendo per uno degli enormi abbracci di Ella. Amenadiel stava per andare avanti nella lettura del foglio ma lo diede a Linda accanto a lui che continuò

"...L'ex angelo Amenadiel viene reintegrato con ogni grado dell'esercito angelico, con eternità e invulnerabilità…"

Le ali di Amenadiel tornarono dietro le sue spalle. Una esterrefatta Linda continuò la lettura

"...infine si decreta che tutti gli angelici e infernali potranno generare solo in presenza di vero amore. In caso di matrimonio il partner diverrà eterno. L'eterna Eva può tornare sulla Terra"

Comparendo accanto a Maze ed Ella. Il foglio scomparve dalle mani di Linda. Seguì un silenzio tra tutte quelle novità che erano speranza, felicità e completezza. Interruppe quel momento il suono del cellulare di Chloe. La detective disse sorridendo, appena scoprì che era sua madre Penelope

"Devo dirle che andiamo subito da Trixie…"

Un sorriso che scomparve dopo aver ascoltato la madre, preoccupando tutti gli altri. La detective chiuse il cellulare, spiegando

"...Trixie è scappata dall'appartamento di mia madre. Dopo tutto quello che era successo, aveva sentito mia madre provare per un provino la scena di una tragica telefonata. Nella scena una bambina era inviata in un collegio dall'altra parte del mondo. Crede che volessimo farlo noi con lei"

Lucifer cercò di mantenere la calma, anche se voleva andare in purgatorio per uccidere mille volte Cain e Michael perché li avevano costretti a far credere a Trixie che non erano più una famiglia. Avrebbe fatto di tutto per ritrovare la sua figlia del cuore.

Alba. Il treno merci sul quale era Trixie si era fermato oltre il confine del Canada.

Trixie si calò dalla botola per non incappare nei controllori. Con calma tornò sulla banchina sedendosi a una panchina di legno. Nel vagone treno aveva dormito qualche ora ma era più stanca mentalmente. Le mancava infinitamente la sua famiglia speciale. Nello stesso momento Lucifer planò vicino alla stazione con Chloe tra le braccia. I due si diressero nella stazione dicendo il re dell'inferno

"Azrael l'ha individuata qui dentro. Vuole vivere in Canada"

Vedendo sua madre e Lucifer a pochi metri, Trixie stava per correre via. La detective le disse

"Ti prego Trixie fermati. Devi ascoltarmi"

Trixie era sorpresa di vedere Lucifer con sua madre, dicendole il suo padre del cuore

"Ascoltaci, ti prego. Poi deciderai cosa fare. Se lo stesso vorrai restare in Canada ti aiuterò. Prima ascoltaci"

Trixie annuì positivamente, gli avrebbe detto tutto l'odio che provava verso di loro.

Poco dopo.

Vicino alla stazione ferroviaria c'era un giardino pubblico. Trixie si sedette a una panca di legno vicino un tavolo anch'esso di legno. Dall'altra parte sua madre Chloe e Lucifer. I due spiegarono a Trixie il perché di quel periodo così doloroso per lei. Di aver dovuto fingere una separazione per proteggerla da Cain. La donna che aveva visto nel Lux con Lucifer era Eva, la loro testimone contro Cain. La informarono anche di tutte le concessioni date a tutti da Dio. Trixie ridacchiò, quasi sussurrando

"Maze con le ali…"

Guardando intensamente Lucifer con occhi meno pieni di odio, con un piccolo timore nel cuore domandandogli

"...papà…"

Lucifer era certo di morire così era felice per quel riferimento a lui

"...resti con noi?"

Lucifer cercò di non avere la voce rotta rispondendo alla sua figlia del cuore

"Finché mi vorrete. Prima di tutta la nostra famiglia speciale ero profondamente solo…"

Lucifer desiderava chiarire ogni cosa con Trixie che aveva gli occhi lucidi

"...Trixie, sai che non mento mai. Per questo cercavo di non incontrarti, altrimenti avrei perso il coraggio di continuare con la farsa"

Chloe allungò a Trixie sul tavolo di legno il copione che sua nonna Penelope stava leggendo. Nel copione Trixie ritrovò le parole che le erano sembrate dette per lei. Quella nuova realtà scosse profondamente Trixie. La ragazzina non poté trattenere dei singhiozzi di pianto. Nell'abbraccio congiunto di sua madre Chloe e Lucifer, Trixie disse con voce rotta

"Credevo…credevo di essere sola…mamma…papà"

Non mancò la commozione con molte lacrime di quei due genitori.

Qualche ora dopo. Attico.

Lucifer era seduto al pianoforte che beveva del whisky. Dall'ascensore uscì Maze che si guardò intorno domandando

"Trixie? Dov'e?"

Lucifer le disse mentre suonava qualcosa al pianoforte

"Dorme tranquilla nella sua camera qui all'attico. Neanche mezz'ora fa stavamo suonando e ridendo tutti insieme qui al pianoforte. Per non parlare di che fame aveva"

La demone tirò un sospiro di sollievo dirigendosi al bar dell'attico, bevendo direttamente da una bottiglia del più forte vino messicano. Lucifer le disse accennando un sorriso

"Nei prossimi giorni tieniti libera. Dovrai aiutarci nel trasferimento di Trixie e sua madre qui all'attico"

Maze era più che sorpresa. Lucifer si fermò dal suonare il pianoforte, dicendo alla demone che era la sua vice all'inferno

"Abbiamo deciso che era inutile aspettare oltre…"

Lucifer ridacchiò

"...ripensando a prima di conoscere Chloe e Trixie, se mi avessero proposto di vivere assieme a qualcuno sarei scappato il più lontano possibile. Subito dopo io e Chloe abbiamo deciso di sposarci. Voglio adottare legalmente Trixie, dandole il mio cognome. Se il padre biologico prova solo nel dire o fare qualcosa sono pronto a tutto"

Maze ripose la bottiglia di vino messicano, avvicinandosi al suo re, dicendo sicura

"Andrà tutto bene, tranquillo"

battendogli sulla spalla destra tornando nell'ascensore. La demone voleva festeggiare a modo suo tutte le novità nella sua eternità e il ritrovamento di Trixie, giù al Lux.

Nella camera di Trixie, la detective che era distesa accanto a sua figlia, sentì il suo Lucifer suonare il pianoforte sorridendo. Non vista anche Trixie sorrideva, la sua famiglia speciale era tornata.

FINE