Durante la terza serie.
Los Angeles.
Il caso era risolto, con orgoglio di Chloe.
Tre giorni prima il tenente Pierce aveva messo a dura prova la pazienza della detective. Soprattutto Chloe stava per fare rapporto ai vertici della polizia su Pierce. Perché era più che certa che il tenente volesse sminuire il suo lavoro come vendetta perché aveva disdetto il matrimonio previsto con lui. Era ancora più certa che a Pierce dava fastidio che Lucifer fosse tornato come suo partner e amico. Tre giorni prima era entrata arrabbiatissima nell'ufficio di Pierce. L'avevano informata che aveva tolto a lei e Lucifer il caso che stavano seguendo da qualche giorno.
Tre giorni prima. Centrale di polizia.
Cercando di restare un minimo calma, Chloe domandò a Pierce che seduto dietro la sua scrivania la guardava appena
"Per quale motivo io e Lucifer non ci occupiamo più del caso Zelman?"
Pierce le rispose guardandola freddamente
"Ritengo che tu con il tuo…"
L'accenno di sorriso di Pierce alzò ancora di più il nervosismo di Chloe
"...amico non possiate fare un buon lavoro. Ecco tutto"
Chloe si avvicinò alla scrivania sorprendendo Pierce, dicendogli con tono calmo ma fermo
"Ascoltami bene, molto attentamente. Io sono pronta nel fare rapporto ai vertici perché si tratta solo di una tua vendetta perché non ti voglio sposare. Ti assicuro sarei ascoltata. Guarda la media di risoluzione casi di me con Lucifer, una delle più alte di tutti gli Stati Uniti. Credi sul serio non avresti problemi?"
Pierce abbassò lo sguardo su dei documenti, dicendo sottovoce
"Sinceramente desidero solo dimenticarti. Va bene, dobbiamo essere professionali. Riprendi il caso"
Chloe si precipitò fuori dall'ufficio di Pierce. Era un enorme vittoria per lei. Non si fermò entrando nella stanza delle prove. Chiusa la porta, disse tutto quello che avrebbe voluto dire a Pierce ma si era trattenuta
"Pierce io non avevo mai provato amore verso di te. Eri solo un mio stupido tentativo di essere una donna e madre seria. Per fortuna mi sono accorta che stavo per fare uno sbaglio immenso. Tu sei un peso di noia, se non fossi piacevole alla vista nessuno vorrebbe avere a che fare con te oltre il lavoro. Quando facevamo sesso io non vedevo te…"
Seppure in quel modo, Chloe voleva sfogarsi
"...io vedevo Lucifer, io baciavo Lucifer. Per colpa tua ho fatto soffrire mia figlia Trixie, Quell'angelo di figlia cercava di accertarti solo per amore mio. Lei desiderava nella nostra vita Lucifer. Io non posso dire se mai Lucifer capirà quanto lo amo, mi accontento di essere sua amica"
Chloe respirò profondamente, uscendo dalla stanza delle prove. Non vide Lucifer uscire da dietro uno scaffale esterrefatto, sorridendo. Era entrato nella stanza per fumare una sigaretta, bloccato dall'arrivo di Chloe. Stava per raggiungere Chloe per dirle che l'amava. I dubbi, le paure lo fecero desistere nuovamente.
Tornata alla sua scrivania Chloe riguardò ogni dato su quel caso. In una zona residenziale di Los Angeles, un'intera famiglia, i Zelman, erano morti nell'incendio della loro villa. Le indagini dei pompieri avevano trovato alcune tracce di inneschi in cucina. Chloe sorrise a Lucifer che arrivò alla scrivania poco dopo. Il re dell'inferno decise di non dire a Chloe di aver sentito il suo sfogo nella stanza delle prove. Tornando al caso, tutte e due non erano convinti che i genitori o la figlia di dieci anni o il figlio di dodici, potessero aver dato fuoco alla villa. Un nuovo elemento sorprese i due, andando nel laboratorio di Ella.
Il nuovo elemento era l'aver saputo che la famiglia Zelman aveva un gatto. Il gatto di razza europea era stato recuperato tra le macerie terribilmente ustionato. Chloe e Lucifer portarono Ella nel centro veterinario dove l'animale era ricoverata.
Il veterinario disse ai tre indicando un trasportino su un tavolo
"Il gatto si trova lì dentro. Dobbiamo tenerlo lì dentro per poterlo portare agevolmente per fare i bagni che leniscono il dolore per le ustioni"
Il veterinario tolse la parte superiore del trasportino, rivelando lo stato del gatto. Era accucciato inerme nell'angolo del trasportino completamente bruciato. Il veterinario disse
"Non capiamo come possa sopportare questo dolore"
Un lieve miagolio sorprese Lucifer che disse a Ella
"Signorina Lopez, la prego controlli la zampa destra posteriore"
Con cautela Ella esegui. La patologa si sorprese di trovare la zampa del gatto vigorosamente stretta. Al tocco di Ella il gatto aprì la zampa. Era l'unica zona del gatto con qualche pelo e unghie. Proprio nei peli e unghie Ella trovò del sangue.
Mezz'ora dopo. Centrale di polizia.
Il dna del sangue trovato nella zampa del gatto portò al socio in affari del padre della famiglia. Chloe e Lucifer gli fecero confessare che lui aveva appiccato l'incendio. Il motivo era nascondere al socio di aver preso soldi dall'azienda. Quella notte si era trovato il gatto in cucina che aveva tentato di fermarlo
"...quell'animale sembrava avere i sensi umani. Per quel graffio alla mia mano destra avete trovato il sangue su quel maledetto gatto"
Felice di aver dimostrato a Pierce quanto erano una ottima squadra, Chloe uscì dall'ufficio del tenente, volendo festeggiare con Lucifer. Invece trovò alla sua scrivania un biglietto di Lucifer
"Un impegno improvviso. Tra un paio di ore ci troviamo al Lux per festeggiare"
Chloe decise di andare al suo appartamento per prepararsi. Desiderava parlare molto chiaramente con Lucifer sul loro rapporto. Avrebbe accettato anche solo di essere amici. Cercando di non perdere il coraggio, Chloe ricordò a se stessa che era venerdì, quindi c'era un intero weekend per parlare con Lucifer. In più Trixie era con suo padre Dan, tornando domenica sera. Non c'era neanche Maze, impegnata con una taglia. Una telefonata obbligò a un cambio di piani per Chloe. Il veterinario che si occupava del gatto ustionato della famiglia Zelman le disse
"Mi scuso detective per il disturbo. Poco fa il suo collega ha deciso di adottare il gatto dei Zelman, purtroppo in via di morte, portandolo alla sua abitazione. Solo ora mi sono ricordato che dovevo dargli l'elenco di alcune medicine che deve assumere il gatto. Avevo cercato di contattarlo tramite cellulare ma sembra irraggiungibile. Può per favore passargli lei l'elenco delle medicine che le invierò?"
Chloe conosceva il grande cuore di Lucifer, rispondendo al veterinario
"Si, certo. Invii l'elenco. Lo porterò subito al mio collega"
Andando all'attico.
Attico.
Entrata nell'attico che era in penombra, Chloe sentì la voce di Lucifer venire dal balcone. Stava per chiamarlo quando si bloccò . Vide seduto nel divano di un salottino del balcone un essere dalla pelle bruciata. Era vestito come Lucifer ma orribilmente sfigurato. Chloe nascosta dietro una tenda grigia sentì le gambe piegarsi, finendo seduta sul pavimento.
Ogni cosa detta da Lucifer che per Chloe erano solo metafore ebbero tutti un senso. Non erano solo metafore della terribile infanzia e adolescenza di Lucifer. Grazie proprio ai vari ricordi del Lucifer che conosceva, Chloe nonostante tutto tentava di essere razionale, non lasciandosi andare alla paura primordiale del diavolo. Ancora più sorpresa vide cullato nelle braccia di Lucifer il gatto dei Zelman. Con voce lieve Lucifer disse all'animale bruciato quanto lui
"Milo ora puoi riposare. Lasciati andare. Abbiamo trovato l'assassino della tua famiglia grazie a te…"
Miagolio del gatto e Lucifer gli rispose
"...Non devi sentirti in colpa, era impossibile poterli salvare. Tu non potevi fare nulla di più che trattenere le prove contro il loro assassino. Loro ti attendono in paradiso"
Altro miagolio del gatto che spezzò il cuore a Chloe che si asciugò delle lacrime. Vicino a Lucifer, Chloe vide comparire la famiglia Zelman. Lucifer disse al gatto con la voce rotta
"Milo guardali. Ti vogliono con loro in paradiso. Tu sei fortunato, la tua famiglia ti vuole bene, non come la mia che mi abbandonò…"
Chloe si vergognò anche per un secondo aver pensato male di Lucifer, perché lo conosceva meglio di chiunque altro
"...ora su. Meriti la pace"
Il corpo del gatto diventò come stelle. Il gatto sanato comparve nelle braccia della madre dei Zelman, scomparendo con loro.
Sperando di non spaventarlo, Chloe entrò con cautela nel balcone dicendo
"Ciao Lucifer"
Lucifer sgranò gli occhi di fuoco dandole le spalle. Disse mentre tornava normale
"Vai via Chloe. Capisco che non vorrai avere più a che fare con me. Ti chiedo solo di concedermi di salutare tua figlia. Mi disp…"
Lucifer fu più che sorpreso quando Chloe l'abbracciò da dietro, dicendogli
"Non vado da nessuna parte. Non mi fai paura o peggio. Sei sempre il mio Lucifer, anche bruciato. Il mio partner che non mente mai, il mio amico che punisce il male. Non devi preoccuparti di nulla. Anzi sono certa di volerti anche più bene"
Lucifer si voltò, rivelando a Chloe occhi bagnati di lacrime. Chloe gli disse non permettendogli di abbassare lo sguardo
"Ritorna in quella forma bruciata. Non mi importa un bel nulla. Sono tutte dicerie quelle malignità su di te"
Lucifer le sussurrò
"Sono un mostro"
Chloe gli posò le mani sulle guance, dicendogli con un sorriso sincero
"Non sei un mostro, tu sei il mio Lucifer"
Lucifer tornò nella versione bruciata con Chloe che lo baciò. Un bacio che per Lucifer fu il migliore, di perfezione unica.
Chloe era estasiata. Quelle labbra bruciate erano state ugualmente per lei un turbine di piacere. Lo sguardo di fuoco sorpreso di Lucifer, dove Chloe vide infinito amore per lei, era già tanto. La detective conosceva bene i problemi di Lucifer per esprimere l'amore con le parole. Qualche tempo prima Lucifer le aveva detto perché non riusciva nell'esprimere i suoi sentimenti. Era successo dopo che Chloe aveva criticato Lucifer perché non diceva mai una parola affettuosa a Maze
"Non posso farlo! Non saprei neanche come fare. Detective credi che nella mia famiglia insegnassero l'amore o l'amicizia soprattutto nelle parole? C'era solo un tentare di sovrastare gli altri per compiacere nostro padre o nostra madre. Non immagini quanto tentai di tirarmene fuori. Stavo lontano dagli intrighi per far contenti i fratelli e le sorelle più piccoli. Poi andò tutto in malora per il mio orgoglio. Fui abbandonato da quella specie di famiglia. Lasciato bruciare all'inferno. Via via spinsi ogni parola d'amore o affetto per chiunque in fondo alla mia anima circondata di spine. Anche se volessi, non riesco più ad esprimere con le parole cosa provo"
Invece, improvvisamente Lucifer le disse tornando normale
"Chloe io ti amo"
Cui rispose Chloe con gli occhi lucidi
"Ti amo Lucifer"
La reazione di Lucifer sorprese Chloe. Arretrò di alcuni passi, dicendole nel panico
"Cosa ho fatto? Non dovevo farlo! Tu sapendo tutto il resto mi odierai, andrai via"
Due enormi ali di pipistrello comparvero dietro le spalle di Lucifer che inciampò nei suoi stessi piedi, finendo seduto sul pavimento. Chloe lo raggiunse. Cercando di fermarlo, la detective si sedette letteralmente sul ventre di Lucifer. Le ali di pipistrello di Lucifer scomparvero nelle spalle. Chloe lo stava scuotendo con più forza che poteva, dicendogli
"Ora basta con tutte queste paure! Non ipotizzare! Parliamo! Maledizione ti accetto per quello che sei, dicendoti che ti amo! Ora basta!"
Lucifer respirò profondamente. Annuì, dicendo con voce che tradiva dell'agitazione
"Va bene Chloe. Andiamo nell'attico. Sarò del tutto sincero, ti giuro"
La mattina dopo che era sabato. Camera di Lucifer.
Lucifer aprì gli occhi ancora incredulo su cosa era successo il giorno prima. Guardò Chloe. La detective dormiva serena alla sinistra di Lucifer. Erano tutte due completamente vestiti, mancando solo le scarpe. Il giorno prima Lucifer era stato completamente sincero con Chloe. Le aveva detto tutto quello che era successo da quando si erano conosciuti. Con sorpresa di Lucifer, Chloe era riuscita nel districare molti dubbi di Lucifer, togliendogli molti pesi dal cuore. Come l'aver dovuto uccidere il fratello Uriel, riuscendo Chloe nel far capire a Lucifer che non aveva altra scelta. La detective riuscì anche nel far capire a Lucifer che non era un miracolo riuscito bene del padre Dio
"Se sono stata fatta per te, sarei dovuta restare in tua attesa. Invece mi sono fatta una vita mia. Devo anche essere del tutto sincera con te. Solo dopo il caso del mio avvelenamento iniziai nel provare qualcosa per te. Prima ti vedevo solo come un eccentrico. Devi smetterla di credere che tutto abbia origine da tuo padre Dio, dimenticando il tanto decantato libero arbitrio..."
Lucifer si sentì uno stupido, avendo da sempre dimenticato il libero arbitrio
"...come la tua vulnerabilità vicino a me. Io penso piuttosto che tu la attivi, magari perché volevi farmi conoscere il tuo vero te stesso, oltre l'essere un eterno"
Diverse altre parole di Chloe riuscirono nel lenire molte cicatrici sul cuore di Lucifer.
Una giornata che Lucifer e Chloe avevano trascorso nell'attico non solo parlando. Avevano cucinato, guardato dei film. Finendo stanchi nel letto di Lucifer.
Chloe si svegliò percependo il letto dalla parte di Lucifer muoversi. Lo vide alzarsi dandogli la schiena. Si stiracchiò togliendosi la camicia. Chloe si sentì eccitata. Frenò ogni istinto sessuale perché non avevano ancora definito il loro rapporto. Soprattutto dopo aver scoperto chi sarebbe Pierce. Con un po' di dispiacere, Chloe vide Lucifer dirigersi nel bagno della camera.
Poco dopo.
Uscito dal bagno con indosso solo un accappatoio grigio, Lucifer non trovò Chloe sul letto ma odorò nell'aria la fragranza di caffè. Sorrise, certo che la sua detective stava preparando la colazione. Con tutto se stesso Lucifer cercò di lasciare da parte dubbi e paure. Voleva distruggere i muri che aveva alzato intorno ai suoi sentimenti. Si precipitò nella cabina armadio per vestirsi.
Nella cucina dell'attico Chloe si stupiva sempre di quanto fosse grande e fornita. Stava finendo di preparare dei pancake con gocce di cioccolata. Pensò che sarebbero state belle mattine familiari con Lucifer e Trixie. I suoi pensieri andarono oltre. Immaginò colazioni, cene, pranzi familiari. Il lungo tavolo nella cucina diventò affollato. Chloe sorrise vedendo Lucifer a un capo della tavola e lei a l'altro. Tra di loro quella famiglia che Chloe vedeva. Prima di tutto Trixie e Maze. Poi Amenadiel e Linda. Non sarebbero mancati Dan ed Ella. Immaginando dei figli con Lucifer, Chloe uscì dal sogno scuotendo la testa. Lucifer le aveva detto che gli angeli e mezzo angeli non potevano avere figli. Soprattutto Chloe aveva paura che Lucifer eventualmente sarebbe fuggito via se diventava padre. Si diede della sciocca, perché con Lucifer doveva ancora ricreare un nuovo rapporto, viste tutte le novità appena assimilate. Si strofinò la spalla destra, le sembrava come se qualcosa le dava fastidio. Vide entrare Lucifer nella cucina perfettamente vestito elegantemente come sempre, chiedendogli
"Puoi controllare qui dietro la spalla destra? Come un fastidio"
Lucifer annuì positivamente mentre Chloe si alzava la camicetta da dietro. Quel brivido che provò Lucifer per il contatto con la pelle di Chloe scomparve vedendo qualcosa che lo preoccupava. Sulla spalla destra c'era un cerchio nero con delle frasi scritte in lingua angelica che Lucifer conosceva. Il cerchio si spezzava per ricomporsi. Lucifer capì cos'era quello strano segno. Era opera di Cain. Aveva posto su Chloe un sigillo di odio. Il sigillo avrebbe fatto provare a Chloe un odio enorme verso Lucifer se lo avesse amato. Una prova ulteriore del genuino amore di Chloe verso Lucifer che tentava di contrastare il sigillo. L'amore sincero di Chloe tentava di rompere il sigillo ma si componeva nuovamente, così era forte la magia. In quel momento Lucifer non poteva aiutare Chloe, soprattutto fermarla da qualunque cosa sconsiderata. Un gesto che arrivò con Chloe che colpì Lucifer allo stomaco con una gomitata. Non fu molto per Lucifer ma vide Chloe allontanarsi da lui visibilmente sconvolta, dicendo
"Non so perché l'ho fatto…non ero io…"
Lucifer fermò la mano destra di Chloe che voleva dargli un pugno. Lucifer baciò il pugno chiuso dicendo a Chloe trattenendola per le braccia
"Chloe ascolta non sei in te. C'è un sigillo di odio verso di me sulla tua spalla destra. Opera di Cain. Perdonami per quello che farò"
Lucifer si concentrò diventando gli occhi rossi. Aveva inviato a Chloe un sonnifero attraverso il suo tocco. Chloe svenne nelle braccia di Lucifer che in braccio la portò nel soggiorno. Aveva bisogno di Maze.
CONTINUA
