Il destino di Trixie, Rory e Charlie(1/3)
Germania, Berlino. Notte.
Klaus un bambino di dieci anni sedeva nel buio della sua camera vicino la finestra. Fuori la camera i suoi genitori non la smettevano di litigare. Lui era stanco di quella situazione, preferendo mille volte che divorziassero ma i due non volevano. Cercando di estraniarsi da quel momento, ricordò con nostalgia una favola che gli raccontava sempre suo nonno paterno morto da anni
"All'inizio dei tempi, un giovane angelo era molto arrabbiato con suo padre Dio e la moglie la Dea. Li riteneva due genitori indegni che lo trascuravano. Così lasciò il paradiso, rifugiandosi tra le stelle. In quell'infinito incontrò un amico speciale che sfuggiva anch'esso dai suoi genitori. Era un enorme serpente dal manto multicolore. Nel suo mondo, fatto di serpenti, come per l'angelo, lui riteneva i genitori indegni. Decisero di creare qualcosa di unico che aiutasse i figli come loro due, disperati e tristi. Crearono un pianeta dove inaugurarono uno zoo dei genitori. Ogni 1000 anni quel pianeta invisibile agli adulti, stava un anno nel cielo di ogni realtà. I bambini, se dicevano una piccola frase, potevano imprigionare i propri indegni genitori nello zoo, prendendo dei genitori degni del nome. Successe a un nostro antenato, un bimbo con genitori litigiosi e cattivi verso di lui. Disse guardando verso il cielo: io anima innocente chiedo il vostro aiuto per cambiare i genitori"
Il giovane Klaus sgranò gli occhi incredulo. Nel cielo notturno tra le stelle comparve un pianeta, un visibile pianeta. Con il cuore in gola disse
"Io anima innocente chiedo il vostro aiuto per cambiare i genitori"
accanto al bambino comparve un enorme serpente dal manto multicolore. Il serpente disse al bambino che non provava paura
"Io sono Siris. Sei sicuro? Vuoi che accolga la tua preghiera?"
Il bambino disse sicuro
"Si lo voglio"
Il serpente scomparve. Ricomparve poco dopo nello stesso punto ma intrappolati nelle sue spire i genitori del bambino, dicendogli il serpente
"Andiamo. Devi scegliere nuovi genitori"
Scomparendo tutti.
Poche ore dopo. Primo pomeriggio. Los Angeles. Middle School (scuola media)
L'ormai dodicenne Charlie attendeva qualcuno. Era seduto su una panca di legno accanto all'entrata della Middle School (scuola media) che frequentava. Attendeva da quasi un'ora la madre Linda. Non attendeva di certo il padre Dio Amenadiel che una sentenza di un tribunale gli tolse la patria potestà. Ugualmente però Charlie fu intimorito più volte sentendo uno sbattere di ali, scoprendo con gioia che erano solo semplici uccelli.
Sugli impegni improrogabili e improvvisi, i lunghi ritardi di sua madre Linda, il giovane Charlie aveva fatto quasi l'abitudine. Era certo sarebbe arrivata la segretaria di sua madre, portandolo allo studio ormai una seconda casa. Avrebbe potuto contare su suo zio Lucifer con tutta la sua famiglia ma Charlie sperava di non averne bisogno, provando da anni un profondo senso di colpa verso di loro, seppure per malefatte fatte da suo padre Dio Amenadiel. L'unica vera consolazione per il ragazzino che le lezioni nella sua scuola c'erano tutta la giornata, quindi nessun adulto nella scuola si era sacrificato per restare con lui.
Sbuffando, Charlie cercò di mantenere la calma. Odiava sentirsi così impotente. Nel suo rimuginare non si accorse dell'arrivo di una bambina bruna che gli disse, facendolo sobbalzare
"Cuginetto Charlie!"
Abbracciandolo dopo aver gettato lo zaino sulla panca accanto a Charlie. Quell'entusiasmo provocò un sorriso di Charlie che gli domandò tentando inutilmente di districarsi dall'abbraccio della bambina
"Rory che fai qui?"
Quella era appunto sua cugina Rory, figlia di suo zio Lucifer e la ormai tenente Chloe. Rory di undici anni compiuti, frequentava l'ultimo anno di una elementary school a poca distanza dalla scuola di Charlie. La cugina gli spiegò, dopo averlo liberato dal suo abbraccio, sedendosi alla sua destra
"Stavo aspettando zia Maze qui vicino, davanti la mia scuola. Mi ha fatto sapere parlando attraverso la preghiera che dovevo raggiungere, così andiamo via insieme"
Il giovane Charlie non sembrava contento, dicendo alla cugina con tono debole e sguardo basso
"Rory non dovresti essere con la tua famiglia così buoni con me. Sono sempre il figlio di quel Dio che ti aveva quasi ucciso"
La mano destra di Rory appoggiata sulla spalla di Charlie lo sorprese. La figlia della tenente Decker disse serenamente all'amico e cugino
"Come ogni volta, sia io che tutti della nostra famiglia, perché tu fai parte, ti ripeterò le stesse parole di sempre. Non ti preoccupare. Nonostante quello che ha fatto il tuo papà, nessuno ti odia. Perché suo figlio, tu non porti le sue colpe"
Charlie guardò la cugina con infinito affetto, grato per averglielo confermato. Lui avrebbe sicuramente avrebbe desiderato meglio far parte della famiglia speciale di Rory, odiando le decisioni di suo padre Dio Amenadiel che lo avevano allontanato dal fratello Lucifer con tutto il suo mondo, obbligando sua madre Linda nel chiedere a un tribunale speciale l'allontanamento da lei e dal figlio.
Una rottura tra i due fratelli avvenuta per diversi motivi che il figlio di Dio Amenadiel conosceva fin troppo bene, soprattutto grazie a sua madre Linda che due anni prima gli aveva detto tutto.
Il primo motivo fu per l'avvicinarsi di Dio Amenadiel a una parte del paradiso che era stato complice di Michael nella tortura e infamia su Lucifer nel corso dei milleni. Angeli che nonostante la sconfitta di Michael nella lotta per il trono, continuavano con un odio infinito contro Lucifer con tutti quelli che gli volevano bene. Inevitabilmente Lucifer che in quel periodo era tornato all'inferno per tenere fede al giuramento fatto alla Rory del futuro, non fu contento. Il contrasto provocò diverse liti tra i due fratelli. Liti che neanche Jesus, che deteneva il cinquanta percento del trono riuscì nel sanare. In seguito Dio Amenadiel, molto più attaccato alle regole del paradiso, negò all'angelo Dan di poter incontrare i familiari qualche volta nell'attico di Lucifer. Le cose non andarono meglio soprattutto per un favore non fatto da Dio Amenadiel al fratello Lucifer.
Un favore negato da Dio Amenadiel al fratello Lucifer, per un dubbio proprio sulla Rory del futuro. Tutto era iniziato quando Lucifer, mentre la sua Chloe era al quinto mese di gravidanza, accettò di parlare con Trixie ma all'inferno per non avere tentazioni di tornare in famiglia. Durante quell'incontro di Lucifer con la sua figlia del cuore, come definiva da sempre Trixie, oltre che scoprire con gioia che Trixie lo accettava del tutto ma addirittura da anni, sentire dalla ragazza che lo definiva come il suo padre del cuore, gli provocò un dubbio sulla Rory del futuro. Perché Trixie gli aveva spiegato che solo per il fatto di essere andata nel passato, la Rory del futuro di certo non aveva trovato nulla di uguale nel suo futuro. Per cercare una soluzione, Lucifer pregò il fratello Dio Amenadiel di sbirciare appena nel futuro, sapendo che poteva farlo. Ricevete un no deciso dal Dio. Il favore a Lucifer glielo concesse Jesus che scoprì che Trixie aveva ragione, riportando Lucifer in famiglia.
Fu dopo il venire fuori delle ali di Rory che la rottura tra i due fratelli fu definitiva. Già da anni Dio Amenadiel si era creato in paradiso una sorta di corte, provocando l'allontanamento di Linda che lo vedeva più altezzoso invece di come si definiva lui
"Migliorato e consapevole che sono Dio"
Nel frattempo Rory che cresceva nella sua famiglia o meglio famiglia speciale, vedeva pochissime volte il cugino Charlie che odiava l'ambiente in paradiso intorno a suo padre Dio Amenadiel. Da quella corte intorno suo padre Dio, fin dalla più tenera età Charlie percepiva da sempre falsità nei sentimenti e pochissimo vero affetto. Affetto invece alla massima potenza quando Charlie si trovava nella famiglia speciale di suo zio Lucifer, persino chiamato "papà" da Trixie. Tra quei due ambienti, Charlie poteva contare sul sostegno della madre Linda seppur immersa nel suo lavoro di terapeuta. In paradiso erano l'unico sostegno lo zio Jesus e angeli come Dan e Charlotte.
Erano però impresse nel ricordo di Charlie due azioni di suo padre Dio Amenadiel che lo avevano deluso oltre che spaventato non poco. Il primo momento fu quando a cinque anni spuntarono le ali a Charlie. Il padre Dio Amenadiel decise di insegnargli il primo volo come fu insegnato a lui. Un metodo molto da nido. Charlie non avrebbe mai dimenticato suo padre che lo buttava da un alta montagna del paradiso, urlandogli
"Vola o muori"
Riuscendo solo per puro istinto di sopravvivenza nel volare. Nonostante tutta la rabbia di Linda, di Lucifer con la sua famiglia speciale, quel Dio così sicuro decise di fare la stessa cosa con la nipote Rory cui spuntarono le ali un anno dopo suo figlio Charlie. Rapì la nipote portandola sulla stessa altissima montagna. In seguito, Charlie ignaro di tutto si preoccupò tantissimo vedendo la cugina Rory impaurita che piangeva quasi continuamente. Fu la madre Linda che gli spiegò come erano andate le cose
"...Tuo zio Lucifer arrivò in tempo per prendere al volo sua figlia Rory buttata dalla montagna da quel simil Dio…"
Dolorosamente Charlie sapeva che sia l'amore che il rispetto di sua madre per Dio Amenadiel erano finiti da tempo
"...per fortuna con tuo zio Lucifer c'era tuo zio Jesus cui affidò la figlia Rory finendo in una scazzottata con tuo padre Dio Amenadiel. Proprio Jesus fermò suo fratello Dio che stava per scagliare i suoi poteri contro il fratello Lucifer, dicendogli nel modo più calmo per non spaventare ulteriormente Rory tra le sue braccia, qualcosa di vero. Che tuo padre aveva torto, indipendentemente fosse un Dio non poteva interferire sulla vita di altri. Gli ricordo il libero arbitrio…"
Charlie sapendo il cattivo carattere del padre Dio tremò pensando alla sua vendetta, felice di sapere invece
"...Tuo padre si calmò, ribadendo che era certo del suo metodo per il primo volo di un alato…"
Charlie era certo di no
"... giustamente non si calmò tuo zio Lucifer che disse con rabbia a tuo padre Dio, dopo aver ripreso da Jesus la figlia Rory di non avvicinarsi più alla sua famiglia speciale, altrimenti lo avrebbe fatto pentire amaramente. Solo io e te siamo ancora benvenuti"
Sempre più grato Charlie a suo zio Lucifer con la sua famiglia che capivano quanto lui fosse diverso dal padre Dio. Solo per non creare altri problemi Charlie continuò ad avere un rapporto padre e figlio con quel Dio ma solo per questo.
Un episodio che divise del tutto i due fratelli. Soprattutto un episodio che faceva vergognare moltissimo Charlie per suo padre, vedendo i risultati sulla cugina Rory, nonostante nessuno l'avesse mai colpevolizzato. Per un paio di mesi Charlie vide la cugina terrorizzata, certa che lo zio cattivo l'avrebbe rapita nuovamente per gettarla dalla montagna. Fu necessario tutto l'affetto della sua famiglia speciale per ridare la voglia a Rory di volare, con il suo primo volo assieme a suo padre Lucifer senza traumi. Un primo volo cui assistette anche Charlie, invidiando tantissimo la cugina per quel padre.
Inevitabilmente Linda denunciò Dio Amenadiel al tribunale delle realtà. Un vero e proprio tribunale formato da dieci tra i saggi più saggi delle altre realtà. I dieci comparivano seduti dietro un tavolo. In quell'occasione Linda accennò appena a gravi fatti provocato da Dio Amenadiel che secondo lei lo rendevano un padre indegno, aggiungendo
"...nostro figlio Charlie prova fastidio quando deve frequentarlo…"
Continuando rivolto a Dio Amenadiel a qualche metro da lei che la guardava con infinito odio, divisi da una parete invisibile come da prassi del tribunale tra i contendenti
"...io non desidero portare avanti un infinita quantità di processi. Per questo propongo a Dio Amenadiel questa possibilità per definire tutto ora. Se accetterà senza ulteriori problemi di rinunciare alla patria potestà su nostro figlio, io mi asterrò dal fare ulteriori dichiarazioni a questo tribunale, dove specificherò meglio, nei dettagli con prove quanto sia indegno come padre"
Accettando Dio Amenadiel la possibilità, sapendo bene che il tribunale lo avrebbe giudicato male come Dio. Una sentenza magica che in caso di tentativi di vendetta dei perdenti contro i vincitori, quei tentativi si sarebbero ridotti contro gli esecutori e mandanti. Una sentenza che però, molte volte, non lasciava il giovane Charlie privo di sensi di colpa per le azioni di suo padre, seppur senza colpa.
Il suono di un clacson di auto riportò il dodicenne Charlie alla realtà. Sorrise vedendo zia Maze seduta in una corvette rosso fuoco. La demone gli disse quando si avvicinò all'auto con la cugina Rory
"Charlie, tua madre Linda era certa di venire. Colpa di un paziente che voleva uccidersi per una delusione d'amore…"
Charlie alzò le spalle oramai rassegnato
"...Quindi starai un paio di ore all'attico con noi"
La notizia riportò il sorriso a Charlie e la felicità di Rory.
Poco dopo. Sala del trono del paradiso.
Un ambasciatore di un altra realtà entrò nella sala del trono per parlare con Dio. Era a conoscenza che di fatto c'erano due Dio, Amenadiel e Jesus. Però era certo di trovare Amenadiel. Invece trovò solo Jesus seduto sul suo trono, posto alla destra di uno vuoto. In piedi a un metro circa dal trono dove era seduto Jesus, c'erano una decina di angeli che attendevano di avere udienza con lui. L'ambasciatore si avvicinò a uno degli angeli, sussurrandogli
"Si diceva che le cose fossero cambiate. Che il nuovo Dio fosse più attivo del precedente, non lasciando di fatto solo Jesus nella gestione del paradiso. Era solo una fandonia?"
L'angelo gli rispose sempre sottovoce
"Lo credevamo tutti. Purtroppo il nuovo Dio si è rivelato dall'animo troppo corruttibile dal potere. Crede di essere invincibile. Se non fosse per Jesus, il paradiso sarebbe perso"
L'ambasciatore annuì, comprendendo il momento. Momento nel quale l'altro Dio, Dio Amenadiel era chiuso con la sua corte in una sala vicina dove aveva creato una sua personale sala del trono. Un altro angelo aggiunse, sempre sottovoce all'ambasciatore
"Sembra che Dio Amenadiel sia tornato da una cena di gala in un'altra realtà piuttosto arrabbiato. Perché i figli di un Dio hanno preparato uno spettacolo di magia dimostrando le loro potenze. Diceva che anche lui poteva avere accanto a sé un figlio con capacità di grandi magie"
Altri angeli fecero segno di non parlare, disturbando le udienze.
Nello stesso momento.
La sala del trono privata di Dio Amenadiel era sfarzosa in modo eccessivo. Prima di giungere al trono c'era una lunga navata centrale con dieci colonne per lato. Le colonne erano in marmo su alti piedistalli. Lungo le pareti dietro le colonne c'erano svariate sculture e dipinti con largo impiego di oro che contribuivano all'aspetto ampolloso dell'insieme. Dal lato della sala che dava al di fuori, ampie finestre mostravano l'immenso giardino adiacente, degno di Versailles. Spiccavano agli occhi alcuni affreschi delle pareti interne dove Dio Amenadiel si era fatto dipingere come un condottiero e Dio come Zeus. Culmine era la zona del trono. Il trono era posto su una zona rialzata fatta completamente in marmo, divisa dal pavimento da sei gradini. Era scolpito nell'oro, splendendo di luce propria. Sormontato da un baldacchino di seta rossa. I braccioli del trono erano decorati con teste di leoni, le gambe invece un concreto riferimento a Lucifer. Le gambe del trono rappresentavano la testa del re dell'inferno con una spada infilata in bocca. Seduto su quel trono, Dio Amenadiel con la sua corte intorno, avevano nell'abbigliamento uno stile steampunk. Esempio massimo proprio l'abbigliamento del Dio. Indossava un completo camicia e pantaloni neri con decorazioni dorate di draghi. Soprattutto la giacca di colore nero, corta sul davanti che si prolungava dietro in due falde lunghe. Calzava stivali sempre neri con borchie sui lati, definivano ancora di più lo stile del Dio.
Intorno al trono una corte di angeli o di altre realtà, uomini e donne. Qualcuno era seduto su sgabelli o sul pavimento. Altri ancora erano letteralmente appoggiati al trono o distesi vicino i piedi del Dio. In tutto quell'ambiente però quel Dio non sembrava contento. Disse improvvisamente, facendo sobbalzare tutta la sua corte
"Non possono vincere! Quei miracoli devono essere miei! Mai provata una vergogna simile a quella cena di gala. Io potrei avere mio figlio e mia nipote cui potrei far esprimere le loro potenzialità…"
Strinse i pugni così era forte la certezza che aveva
"...In fondo, lasciando mio figlio a quella maledetta di Linda, non c'è sentenza che mi impedisca di tornare come unico genitore…"
Rise istericamente
"...potrei anche diventare il tutore della figlia di Lucifer, di certo può comandare il fuoco. Basterebbe che i genitori di mia nipote Rory e la madre di mio figlio scomparissero. Come?...come fare?..."
Il Dio guardò la sua corte intensamente, dicendo con calma
"...voglio idee! Un'idea per avere la custodia completa di mio figlio Charlie e mia nipote Rory. Quei due, giustamente addestrati, grazie ai loro poteri mi renderanno un Dio invincibile. Forza! Idee!"
L'ordine turbò non poco quella corte così abituata solo ad obbedire. Quando oramai Dio Amenadiel era rassegnato, una mano si alzò tra i tanti. Emerse un giovane bruno che dall'abbigliamento ricordava il carnevale di Venezia. Disse con timore, tenendo lo sguardo basso
"Mio Dio, spero vi ricordate che io lavoravo nella sala che assegna i compiti ai vari angeli. Voi, molti millenni addietro, mi faceste fare una modifica …"
Dio Amenadiel sorrise ricordando
"...una modifica per aiutare l'angelo Baltios. Lui forse potrebbe aiutarvi, trovandosi con il suo amico serpente Siris per un anno nella nostra realtà con il loro pianeta con lo zoo dei genitori"
Dio Amenadiel applaudi all'angelo, seguito dal resto della corte, dicendo
"Bravissimo. Un'idea splendida"
Scomparendo dalla sala del trono.
Pianeta zoo dei genitori.
Su una scogliera a strapiombo si ergeva un faro dal colore bianco. Sul vertice un enorme falò rosso era il punto di luce. Si dirigeva al faro qualcuno che camminava con calma su una stradina di campagna. Era un uomo alto, molto muscoloso, con lunghi capelli biondi e una barba dello stesso colore. Era vestito di pelle nera come quello degli antichi guerrieri vichinghi ed un lungo mantello color rosso fuoco. Non entrò nel faro dalla porta ma sfoderò due enormi ali azzurre, volando sul faro. Vicino la fiamma rossa del faro, non subendo nessun danno, c'era in piedi Dio Amenadiel che disse al biondo alato
"Fratello carissimo. Baltios non sei proprio cambiato"
Il biondo gli rispose con calma
"Inutile che tenti di farmi cambiare idea per abbandonare il progetto dello zoo dei genitori. Mi hanno detto in altre realtà quanto tu sia diventato amante della giustizia e del perdono"
Dio Amenadiel scosse la testa, spiegando
"Sei indietro con le notizie. Sono notevolmente migliorato. Così migliorato che mi serve il tuo aiuto, con questo splendido pianeta"
L'altro, che era l'angelo Baltios sfodero le ali, dicendo con un sorriso beffardo
"Mi rifiuto di aiutarti"
Dio Amenadiel gli domandò qualcosa che lo gelò
"Quindi devo riattivare quella cosa nella sala delle assegnazioni? devo presumere che tu voglia far sapere a tutti il tuo peccato?"
L'angelo rinfodero le ali, domandando rassegnato
"Cosa vuoi che faccia?..."
Puntualizzando
"...con questo favore che ti faccio, siamo pari. Va bene?"
Dio Amenadiel alzò le mani in segno di assenso. Spiegò all'angelo.
CONTINUA
