Una settimana dopo il colloquio di Dio Amenadiel con il fratello angelo sul pianeta zoo dei genitori.

Attico. Mattina.

Maze e Eva entrarono dell'ascensore che dal Lux dava all'attico. Le due erano ancora incredule. Poche ore prima erano ancora impegnate nella ricerca di un importante taglia da quasi due settimane. Avendo a che fare con un delinquente tecnologico che scopriva i cellulari o altri aggeggi elettronici dei cacciatori di taglie, avevano chiuso anche i cellulari. Non potevano mai immaginare di venir raggiunti da un preoccupato angelo Dan per dirgli

"Da tre giorni sono scomparsi Lucifer, Chloe e Linda…"

Sapendo il peggio

"...Dio Amenadiel ha ottenuto la custodia di Rory e Charlie. Domani mattina li porterà via dall'attico"

Preoccupazione diventata immensa per le due sentendo dall'ascensore grida e pianti dall'attico. Aperte le porte videro Rory e Charlie nascosti dietro Trixie che urlava a Dio Amenadiel furente, con accanto Ella e Azrael

"Sono maggiorenne! Posso benissimo occuparmi di loro due"

Dio Amenadiel mostrò a tutti un foglio

"Il tribunale tra le realtà mi consente di averne la custodia finché non torneranno i genitori di Rory e la madre di mio figlio Charlie. Piccola e stupida umana fatti da parte"

Stava per farsi avanti ma Maze si contrappose, sfoderando i coltelli demoniaci. Eva invece affiancò Trixie stringendo tra le mani un fucile caricato con pallottole fatte di ferro demoniaco. Dio Amenadiel rise beffardamente, dicendo sicuro

"Credete sul serio di fermarmi con il vostro niente? Bene. Il tribunale tra le realtà mi ha fatto ottenere un aiuto"

Dio Amenadiel disse delle parole in lingua angelica. Ci fu una forte luce nell'attico. Spenta la luce, videro Dio Amenadiel con accanto i due bambini, scomparendo subito. Trixie urlò di rabbia e disperazione, finendo in lacrime tra le braccia di Maze che aveva un'enorme voglia di massacrare quel Dio.

In paradiso.

L'angelo Charlotte tratteneva per il braccio destro l'angelo Dan, supplicandolo

"Ti prego non ti intromettere. Non puoi fare nulla, il tribunale ha deciso di dare la tutela dei due piccoli a Dio Amenadiel"

L'angelo tolse il braccio dalle mani dell'amata Charlotte, dicendo con rabbia, guardando verso il palazzo del trono

"Non può farlo. Non possiamo permettierglielo"

L'angelo Charlotte lo sapeva bene ma capiva che potevano fare altro di più importante

"Dan piuttosto cerchiamo di capire come possano essere spariti nel nulla Lucifer, Chloe e Linda"

L'angelo Dan concordò, seppure con il cuore lacerato non volendo lasciare i due bambini con Dio Amenadiel.

Un angelo della corte di Amenadiel volò sulla cima di un oscura montagna del paradiso. Planò davanti una grotta, dicendo ad alta voce verso l'interno

"Mia signora, presto venite dal vostro umile servo per le ultime novita"

Uscì dalla grotta una vivissima Remiel, inginocchiandosi l'angelo, dicendole

"Come predetto da voi, il veleno della superbia inoculato in tutti questi anni a Dio Amenadiel ha fatto il suo dovere. I due piccoli mezzi angeli si trovano nelle sue mani come predetto da voi. Io con gli altri vostri adepti attendiamo i vostri ordini"

Remiel guardò verso la città dorata, rispondendo all'angelo ancora in ginocchio

"Per ora non fate nulla. I miei poteri sono tornati del tutto. Li avevo dimezzati per creare la mia sosia che Michael uccise. In questi anni abbiamo tessuto una ragnatela che attende solo di mettersi all'opera. Vedrette"

Ridendo malignamente.

Ore dopo. Pianeta zoo dei genitori. In un'abitazione.

Chloe mezza intontita, percepì con le mani ma gli occhi chiusi che era distesa supina su qualcosa di morbido. Cercò di elaborare cosa era successo poco prima. Qualcosa che riteneva impossibile.

L'ultima cosa che ricordava era un fratello di Lucifer comparso nell'attico. Lei e il suo amato Lucifer quella mattina di mercoledì erano pronti per andare alla centrale di polizia come sempre. Da poco avevano affidato la figlia Rory a Maze per portarla a scuola. Quella era una settimana molto speciale per tutti. Perché quel venerdì era l'anniversario, il settimo, del matrimonio della tenente Chloe con il suo consulente civile Lucifer. Una ricorrenza che avveniva proprio di venerdì, giorno nel quale Lucifer stava tutto il giorno all'inferno come terapeuta delle anime. In via eccezionale Lucifer aveva deciso di posticipare il ritorno all'inferno a sabato. Un giorno che per Chloe sembrava perfetto. Una perfezione che si ruppe in pochi minuti. Comparve nell'attico Baltios, un fratello di Lucifer. Quell'angelo gli aveva detto

"Sono qui per richiesta dei vostri figli che vogliono cambiare i genitori"

Chloe ricordava benissimo che sua figlia Trixie li adorava, telefonando quasi ogni giorno dall'università, felice anche solo di sentire la loro voce. Per non parlare di Rory degna del nomignolo scimmietta, che non si sarebbe mai staccata da loro due. In quel momento di stupore, Lucifer anticipò Chloe, dicendo sicuro al fratello

"Ti sbagli Baltios. Nessuno dei nostri figli vuole cambiarci con altri genitori"

Non ebbero tempo di dire altro, sentendo Chloe venire meno le forze.

Una voce conosciuta domandò a Chloe ancora con gli occhi chiusi

"Chloe come ti senti?"

Era Linda. Aperti gli occhi Chloe di trovò distesa supina su un ampio divano bianco. Intorno a lei un ambiente open space. Seduta accanto a lei sul divano c'era Linda che l'aiutò nel mettersi seduta, dicendole con tono calmo

"Cosa ricordi?"

Chloe le disse

"Un fratello di Lucifer che affermava che Trixie e Rory volessero cambiarci come genitori"

Linda annuì positivamente, spiegando che

"Io ero appena arrivata allo studio. Lo stesso biondino ben piazzato mi ha detto la stessa cosa. Sono certa come te che Charlie non l'avrebbe mai fatto"

Chloe si guardò intorno piuttosto preoccupata e Linda intuì chi cercava

"Lucifer si trova qui davanti a questa ampia villetta open space. Sono tutte così"

Chloe si precipitò fuori dalla porta. Vide che erano in quello che sembrava un quartiere residenziale con villette a schiera come la loro. Intorno un bellissimo cielo azzurro con delle montagne molto verdi. Chloe vide di spalle Lucifer seduto sul marciapiede di fronte alla villa. Gli sembrava come abbattuto, spiegandole Linda

"Mentre eri ancora incosciente ha fatto di tutto per andare via con noi due da questo posto. Nel frattempo sono arrivati un bambino e una bambina per scegliere altri genitori. Quando succede ogni coppia si trova confinata in questa zona davanti la villa. Diciamo che vederli l'ha rattristato non poco. Non aiutano neanche le altre coppie, sicure che solo i figli possono mandarti qui. Unica nota positiva del posto, non si invecchia"

Chloe disse a Linda prima di andare dal suo Lucifer

"Se fosse tutto regolare, con te ci sarebbe quella specie di Dio"

Linda non poteva darle torto.

Con calma, Chloe si sedette sul bordo del marciapiede alla destra del suo Lucifer. Il cuore le strinse trovandolo con gli occhi lucidi, le gambe raccolte al petto, dicendole con tono angosciato, quasi al pianto

"Mi…mi dispiace che non ero accanto…io…cercavo di andare via…Chloe forse io…non sono stato un buon padre…forse…"

Chloe non poteva permetterlo. Non avrebbe concesso a quel posto di far credere al suo sensibile Lucifer che non era un buon padre. Perché lei sapeva bene quanto fosse adorato dalle loro due figlie. Gli posò le mani sulle guance, guardandolo dritto in faccia, dicendo sicura

"Mai e poi mai devi minimamente dubitare che tu sei un padre perfetto. Qui non ci troviamo per un desiderio delle nostre figlie o di tuo nipote per Linda. C'è qualcosa di strano. Tu…"

Ripeté con più decisione quel

"...tu sei perfetto come padre, marito, zio e amico"

Contenta vedendo sparire da Lucifer quell'angoscia opprimente, baciandola e finendo abbracciati.

Linda si avvicinò ai due abbracciati, odiandosi per doverli riportare alla realtà. Disse

"Non vorrei rovinare questo momento ma potremmo elaborare un piano per andare via"

Con sollievo di Linda, vide un tornato normale Lucifer alzarsi per primo dal bordo del marciapiede, aiutando la sua Chloe a rimettersi in piedi, dicendo

"Entriamo nella villa. Dobbiamo andare via da questo posto"

Nello stesso momento in un tempio posto su un enorme nuvola bianca nel cielo sereno del pianeta.

In un tempio dall'aspetto dell'antico Grecia, l'enorme serpente Siris dal manto multicolore comparve sui gradini che davano al tempio. Strisciò nel tempio dove c'era un enorme archivio con un computer posto nel centro dove l'angelo Baltios era immerso in un lavoro. Così immerso in quel lavoro che scattò dalla sedia quando il serpente Siris gli domandò

"Perché ci sono due genitori e una madre non mandati via dai figli?"

L'angelo sembrò molto in imbarazzo, cercando di tornare seduto ma il serpente afferrò la sedia con la lunga coda, gridandogli con rabbia

"Baltios ti conosco meglio di chiunque altro. Da giorni non sei per niente sereno. Vuoi parlare?"

L'angelo aprì le braccia facendole ricadere sui fianchi, quasi sussurrando

"Mio fratello Dio Amenadiel…"

Respirò profondamente

"...all'epoca quando creammo questo pianeta io…"

Accennò un sorriso che era più una smorfia

"...io non potevo venire con te nelle altre realtà. Dovevo essere l'angelo della morte. Lui, mio fratello Amenadiel, modificò le cose facendo diventare angelo della morte mia sorella Azrael. Non pensavo fosse così cambiato da chiedermi questa vera cattiveria contro nostro fratello Lucifer e suo nipote. Cosa potevo fare?"

Il serpente gettò con rabbia la sedia lontano, dicendo mentre usciva dal tempio

"Cercherò di capire il perché della sua richiesta. Tu non uscire o incontrare nessun altro tuo familiare"

L'angelo gli disse sperando lo sentisse il suo amico

"Siris ti prego, perdonami di non averti detto niente"

Ma era poco certo.

Qualche ora dopo. Sera, Parigi, Torre Eiffel.

Dio Amenadiel apparve sulla sommità della Torre Eiffel, vicino la porta che dava a quello che fu lo studio del progettista della torre. A qualche passo dal Dio comparvero due angeli della sua corte che trattenevano Rory e Charlie legati con corde dorate. Il Dio disse rivolto alla nipote

"Rory ti farò questa domanda una volta sola: mi porterai rispetto come se fossi tuo genitore?"

La bambina gli rispose sicura

"Mai! Tu sei un malvagio! Mai ti potrei considerare come mio genitore!"

Dio Amenadiel ridacchiò, indicando con la mano destra sopra di loro

"Cambierai idea cara nipote. Non tutti sono a conoscenza che la punta della torre fu fatta con ferro demoniaco. Perché mio padre Dio era stanco che i fulmini cadendo sopra potessero aprire portali. Raccoglie i fulmini ma senza pericolo per Parigi o aperture di portali. Però i fulmini cadono"

Il tempo cambiò improvvisamente in un nubifragio con fulmini. Dio Amenadiel schiocco le dita della mano destra, trovandosi Rory legata all'asta che era la punta della torre. Nonostante sferzata da vento e acqua, Rory urlava

"Mai! Mai! Tu non sei un mio genitore"

Non emettendo neanche un minimo urlo mentre l'elettricità dei fulmini la coprivano. Uno dei due angeli della corte di Dio Amenadiel gli disse mentre guardava in alto preoccupato non sentendo un lamento dalla mezza angela

"Mio signore dovrebbe controllare. Forse può essere"

Il giovane Charlie si dibatte disperato chiamando il nome di Rory. Invece il Dio disse con calma

"Non mi aspettavo di meno dalla figlia del diavolo e un'umana forte e decisa. Del suo anche di Maze…"

La sicurezza del Dio sembrò vacillare

"...maledizione! Non sarà facile piegarla…"

Diede uno schiaffo al figlio, dicendogli con rabbia

"...ma sono paziente"

Rory comparì ancora legata con corde dorate ma svenuta, annerita dai fulmini e fumandole i vestiti. Appena scomparvero dalla Torre Eiffel, nel Torrazzo di Cremona al quarto piano, l'orologio astronomico più grande del mondo si fermò per un secondo. Nessuno si accorse della cosa tranne Alfredo, un addetto alle pulizie che era in realtà un angelo. L'angelo doveva controllare che la lancetta del drago non fosse mai in perpendicolare. Perché voleva dire che un drago di fuoco stava per comparire sulla Terra. L'angelo sperò e pregò che l'orologio non perdesse altri secondi, mettendo la lancetta del drago proprio in perpendicolare.

Quella notte a Los Angeles, nell'attico.

Trixie seduta nel divano dell'ingresso teneva stretta al petto una foto di lei con la sorella, suo padre Lucifer e sua madre Chloe. Aveva gli occhi rossi così tanto aveva pianto. Al bar dell'attico, Maze le stava preparando un cocktail analcolico. La demone desiderava intensamente vedersela con quel Dio Amenadiel senza i suoi poteri da Dio. Un frusciare di ali portò Maze sulla difensiva stando di spalle. Si calmò sentendo Trixie gridare

"Papà Dan"

Felice di vedere il suo amico Dan che accolse in un abbraccio la figlia. Subito Trixie tentò di raccontargli tutto ma l'angelo Dan gli disse

"Trixie sono a conoscenza di tutto. Sono qui con qualcosa che potrà aiutarci…"

Comparendo sul palmo della mano destra dell'angelo Dan un enorme cristallo di colore celeste

"...Il cristallo del tempo. Può mostrare cose accadute in un luogo"

Trixie ritrovò della speranza.

Mattina del giorno dopo.

Jesus comparve nell'attico a pochi passi da Trixie, Maze e l'angelo Dan. Subito l'angelo Dan si inginocchio, dicendo al suo Dio, non riconoscendo Amenadiel più come tale

"Vi chiedo di visualizzare delle prove su cosa sia successo a Lucifer e Chloe"

Jesus annuì positivamente. Rimessosi in piedi, l'angelo Dan diede a Jesus il cristallo celeste del tempo. Il Dio gli domandò

"Cosa puoi aver promesso a Desdia, la regina del purgatorio per darti il suo prezioso cristallo del tempo?"

L'angelo Dan gli spiegò, guardando con affetto la figlia Trixie e Maze

"Null'altro che la verità. Un prestito fatto senza chiedere nulla in cambio. Desdia basta conoscerla per apprezzarla "

Nelle mani di Jesus il cristallo celeste del tempo si illuminò. Proietto l'immagine di Lucifer e Chloe portati via dell'angelo Baltios. Scoprire quell' evento non piacque per niente a Jesus che disse agli altri

"Mi recherò da questo angelo. Dovrà darmi una spiegazione"

Scomparendo in un luccichio. L'angelo Dan disse a sua figlia e Maze

"Io devo tornare in paradiso. Appena potrò o se avrò novità tornerò"

Abbracciando le due volando via. Trixie si avvicinò alla sua zia Maze. Tutte due speravano, almeno ci provavano.

Paradiso. In una camera da letto della residenza di Dio Amenadiel.

Charlie era molto preoccupato per la cugina Rory ancora svenuta. La bambina era ancora svenuta da quando ore prima erano tornati dalla Torre Eiffel di Parigi. Con delicatezza Charlie cambiò l'ennesimo panno bagnato sulla fronte della cugina distesa supina nell'enorme letto matrimoniale. Il figlio di Dio Amenadiel odiava immensamente suo padre, odiava tutto di lui anche solo la residenza dove si trovavano prigionieri in quella camera. Aveva tentato di tirate fuori le ali, scoprendo con angoscia che erano bloccati. Più volte aveva chiesto un dottore per sua cugina Rory ma si limitavano solo nel portargli il cibo su un vassoio, vedendolo a riprendere. Tentò di svegliare nuovamente la cugina Rory, dicendole mentre per quanto poteva gli puliva con un panno umido il viso e le mani anneriti dai fulmini sulla Torre Eiffel

"Ti prego Rory svegliati. Sei sempre stata tu quella più coraggiosa, pronta a tutto. Non mi lasciare qui da solo. Forse insieme possiamo trovare un modo per scappare. Non può vincere quel falso Dio. Ti prego Rory"

Non trattenendo delle lacrime di disperazione.

Nella sala del trono del paradiso.

Entrando nella sala del trono Jesus percepì qualcosa di strano. Allungò alla sua destra il braccio destro. Il serpente Siris fattosi minuscolo diventò normale finendo afferrato per la testa da Jesus. Il Dio gli domandò con calma

"Spiegami cosa fai qui. Io in genere sono molto paziente ma in questo periodo mi trovi fin troppo preoccupato"

Il serpente disse

"Signore forse potremmo superare questo momento. Se mi libera posso spiegare cosa sono venuto a conoscenza mentre ero in quelle piccole dimensioni"

Jesus apri la mano destra liberando il serpente che gli disse

"In questo paradiso si svolge un inganno che ha fatto impazzire vostro fratello Dio Amenadiel"

Jesus annuì positivamente, ascoltando con attenzione il serpente.

Poco dopo. Camera dove erano rinchiusi Rory e Charlie.

Rory apri gli occhi, dicendo al cugino Charlie sempre accanto a lei

"Charlie scappa"

Charlie gli domandò

"Percepisci qualche pericolo?"

Rory ripeté con voce roca

"Charlie scappa. Devo punire i cattivi"

Il palazzo residenza di Dio Amenadiel si sbriciolò a un enorme drago di fuoco che comparve da dentro. Il drago ruggì intorno facendo tremare il paradiso. Aprì la zampa anteriore destra, rivelando Charlie che non subiva danni per le fiamme che componevano il drago. Drago che appoggiò la zampa sul terreno per far scendere il figlio di Dio ma questo gli gridò

"Io non ti lascio Rory. Resto con te!"

Il drago che era Rory sbuffò fiamme dalle narici ma si accorse dell'arrivo in volo di angeli soldati. Soprattutto Rory vide Dio Amenadiel con la sua corte che scappavano. Tra i tanti, il drago Rory afferrò suo zio il Dio Amenadiel, riprese suo cugino Charlie mettendolo sulla spalla destra, formando intorno a lui un cerchio di fuoco per non farlo cadere, non facendogli nessun danno le fiamme.

Dall'alto planò Remiel. Sempre volando si posizionò a qualche metro dal viso di Rory drago, gridandogli mentre un esterrefatto Dio Amenadiel stretto ancora nella zampa sinistra del drago Rory, vedeva la sorella viva e vegeta. Remiel urlò al drago Rory

"Io ti ordino di obbedirmi! Io che porto il bastone dell'albero della vita!"

Il drago Rory diede una zampata a quella che era la sua che finì contro il palazzo del trono. La salvo Jesus che la prese in braccio nella caduta. Infinita Remiel disse a Jesus e al serpente Siris accanto a lui

"Era…era tutto calcolato…era un piano di Michael…ero certa"

Jesus alzò gli occhi al cielo, dicendo a Remiel

"Dovevi calcolare proprio perché un piano di Michael che sarebbe fallito…"

Jesus si rivolse al serpente Siris

"...vai e sbrigati a portare qui i genitori di mia nipote Rory e la madre di mio nipote Charlie…"

Guardando il drago Rory che afferrati residenti del paradiso che camminavano o volavano, li chiudeva in una gabbia che aveva fatto con i pezzi di un ponte di ferro lì vicino

"...fai presto. Nessun potere da Dio può fermarla"

Siris scomparve mentre nel Torrazzo di Cremona, un allarmato angelo Alfredo vide la lancetta dell'orologio mettersi in perpendicolare, avvertimento dell'arrivo sulla Terra di un drago di fuoco. L'angelo volò verso il paradiso.

CONTINUA