Alhyssa (6)
La posizione continua a essere troppo scomoda. Sbuffo e sto per parlare: mi precede fulminandomi con le sue fiamme nere. Non m'importa, parlo lo stesso:
- Avanti, distendiamoci e abbracciami che stiamo più comodi: non essere stupido, anche tu non ce la fai più.
Questa volta ho passato il limite.
Ora le sue fiamme nere mi bruceranno.
Sospira, si sposta, si distende, allunga un braccio e mi trae a sé stringendomi piano.
Un colpo al cuore: sono fra le sue braccia!
Come la volta in cui è venuto a tirarmi fuori dai guai: quante me ne ha dette, dopo, ma ha rischiato la sua vita per me. Mi ha portata via in braccio ed io ero messa proprio male.
Mi ha tenuta a lungo fra le sue braccia calde e delicate, tranquillizzandomi e attendendo il momento giusto per la fuga.
Non me la ricordavo più, quella sensazione di protezione, così forte… di sicurezza!
Il suo cuore batte calmo e lento.
Il mio no! Non posso essermi innamorata di lui: sarebbe assurdo!
No, no, che cosa assurdamente ridicola: chi mai s'innamorerebbe di Severus Piton? Io? Di quest'uomo odioso e antipatico, quest'orso incivile? No, sarebbe un amore impossibile, ed io non sono una da amori impossibili.
Lui non ama, non sa amare, non ha mai amato nessuno.
Beryll. Il nome pronunciato dalla Mangiamorte: aveva affermato che Beryll lo amava. Ma lui l'ha uccisa, quindi non l'amava, ovvio! Però, c'è rimasto secco a quelle parole, al punto che stava quasi per farsi ammazzare.
E questo, proprio, non è da lui. No, non è un comportamento consono all'uomo di ghiaccio che io conosco.
Allora, forse, un tempo ha saputo amare.
Quanto vorrei chiedergli chi è Beryll: no, non ne ho il coraggio, neppure stavolta.
Severus (6)
Ecco, si sta di nuovo dimenando e sbuffa. Ora me lo chiederà ancora: è una richiesta più che logica. La fulmino con gli occhi per tentare di bloccarla, ma parla lo stesso.
- Avanti, distendiamoci e abbracciami che stiamo più comodi: non essere stupido, anche tu non ce la fai più!
Ha indubbiamente ragione.
Mi lascio sfuggire un sospiro, poi mi sposto e mi distendo, quindi la stringo a me, con delicato rispetto.
Non ricordavo più com'è bello averla tra le braccia, il suo corpo morbido e caldo così vicino al mio!
Come quella volta. Quando sono arrivato al quartier generale, quella sera, tutti la davano ormai per morta.
Ma non io!
Mi sarei recato fino all'inferno per riprendermela.
Così sono andato a strapparla dalle grinfie di Voldemort.
Era conciata davvero male. L'ho tenuta fra le braccia per ore, cercando di tranquillizzarla, dopo averle curato le ferite, in attesa del momento giusto per fuggire e portarla in salvo.
E quando è stata fuori pericolo, l'ho sgridata e insultata come non mai prima d'allora.
Sento il suo cuore battere all'impazzata: il mio rimane congelato, in fondo al baratro di tenebra in cui l'ho seppellito quindici anni fa.
Non posso amarti, Alhyssa, non voglio amarti, non devo amarti!
Eppure ti amo, disperatamente.
Ma ho già perso Beryll, non potrei sopportare di perdere anche te: se avessi saputo rinunciare a Beryll, lei ora sarebbe viva.
E per questo che sto rinunciando a te, perché ti amo più di quanto amassi lei.
Perché il tuo cuore batte così forte, Alhyssa?
Tu devi solo odiarmi…
