Oh!
All the promises we made
All the meaningless and empty words I prayed
Oh!
All the promises we broke
All the meaningless and empty words I spoke
"Promises" – Cramberries
Si erano rivisti. Hashirama si frenava e schivava soltanto, se avesse ucciso Madara sarebbe morto anche lui.
Aveva il cuore dilaniato, Tobirama, al suo fianco, combatteva infaticabile.
Perdonami, fratello.
Gli occhi di Madara brillavano di rosso. Hashirama li guardava senza paura, ipnotizzato dalla loro bellezza.
Madara si era fatto incantevole durante gli anni di lontananza. Una straordinaria quantità di capelli, le gambe lunghe come Hashirama le aveva immaginate.
Hashirama non si spiegava perché i colpi di Madara, leggendari e micidiali, andavano spesso a vuoto. Forse, come lui, non aveva intenzione di farli male. Se Madara lo avesse ucciso, pazienza, almeno avrebbe smesso di soffrire.
Hashirama non se lo aspettava, non avrebbe mai voluto vedere una scena simile. Madara lo avrebbe odiato per sempre.
"Izuna, sei stato tu a insegnarmi qual è il vero amore" queste le parole di Tobirama prima di trafiggere l'avversario "Ora finalmente l'ho capito, l'amore della famiglia è l'unico a non avere mai fine."
Madara aveva abbandonato lo scontro per correre dal fratello ferito. Dolore devastante nel suo sguardo, emozioni distruttive stavano esplodendo dentro di lui.
Ora o mai più. Hashirama doveva riaccendere l'amicizia con Madara, non poteva vivere senza di lui.
"Madara" Hashirama gli parlava con calma tendendogli la mano "Izuna morirà senza cure. Basta conflitti, salva tuo fratello e arresta per sempre questo inutile spargimento di sangue. Basta solo che tu lo voglia."
Siamo indivisibili.
Madara non avrebbe voluto quella lacrima a rigargli la guancia. La mano tremava, aveva iniziato a sollevarsi.
Hashirama, con il cuore fermo, attendeva che Madara accettasse il suo amore.
Madara era immobile, lo sguardo fisso e vuoto. La mano si sollevava lentamente.
"Madara, sono nostri nemici."
Izuna era determinato, Madara sempre più pallido e combattuto. La mano che tanto aveva desiderato era là, tesa per lui.
"Ani, sei devastato" nonostante la morte lo stesse portando via, Izuna aveva sussurrato con affetto "Ti distruggerà, restagli lontano. Questo non è vero amore."
Madara aveva capito come era andata con Tobirama, Izuna era più saggio di lui.
Lo sguardo di Madara aveva ripreso vigore, Hashirama lo aveva visto determinato a finire lui e Tobirama.
"Ricordati del nostro sogno, Madara."
"Hashirama, stai farneticando" sibilava Tobirama.
Hashirama sentiva gli occhi diventare lucidi, non gli interessava Tobirama che lo guardava truce. Ora o mai più, avrebbe perso l'amore del fratello ma non poteva fare a meno di seguire la direzione del cuore.
Una devastazione.
"Madara…" la mano sempre tesa.
Erano scomparsi nell'effetto di una carta fumogena.
Quando Madara era riapparso, pochi minuti dopo, era solo. Gli occhi limpidi, fissavano Hashirama con una fermezza nuova. Il disegno dello Sharingan era cambiato, una fusione. Izuna gli aveva donato potere eterno.
Fino a quel giorno, Hashirama aveva solo sentito parlare della Maledizione degli Uchiha. Capaci di un amore molto intenso, questo si trasformava in equivalente odio se disatteso o sottratto.
Izuna non c'era più, Madara gli aveva riversato addosso il suo immenso amore e Hashirama lo sapeva.
"Hashirama" non era stato un grido di guerra ma un sibilo ancora più agghiacciante.
Parole, 502
