I'm not calling for a second chance
I'm screaming at the top of my voice
give me reason, but don't give me choice
cause I'll just make the same mistake again

"Same Mistake" – James Blunt

"Izuna, aiutami!"

Il grido era stato più insopportabile del solito, anche in preda al delirio, Madara avrebbe preferito morire piuttosto che chiedere aiuto. Era il leader del Clan, odiava mostrarsi in quello stato e suo fratello minore non faceva eccezione.

I lamenti andavano avanti da tre giorni e Izuna ci aveva fatto l'abitudine.

Tuttavia stavolta era stato troppo allarmante. Izuna si era tolto le mani dagli occhi offuscati per alzarsi lentamente dal tavolo della cucina. Camminava prudente per non rischiarare di urtare di tutto, il passo gli si fece frettoloso solo una volta imboccato il corridoio.

"Ani, che succede?" Izuna si era inginocchiato accanto al fratello.

Izuna stava impiegato un sacco di tempo per capirci qualcosa nella massa informe, nonostante gli avesse somministrato un calmante, Madara si era aggrovigliato nelle coperte e nei suoi stessi capelli.

"Non ci vedo, Izuna. Non vedo niente!"

"Calmati, Ani"

Sentendo il fratello che gli scostava i capelli dalla faccia, Madara aveva smesso di contorcersi, gli occhi erano gonfi e sanguinavano.

Era uno strazio, Izuna si era allontanato per portargli del ghiaccio.

Madara usava i suoi poteri senza risparmiarsi, non aveva attenzione per la salute, sembrava che la vita non gli interessasse.

Era iniziato dal giorno al fiume. Erano passati ormai otto anni, nonostante i continui contrasti tra Senju e Uchiha, Madara e Hashirama non si erano più incontrati. Ma Madara non aveva dimenticato ed era cambiato. Si autodistruggeva, sembrava provare sollievo facendosi male.

Izuna aveva sospirato chiudendo il congelatore, Madara aveva messo da parte cuore ed emozioni per dedicarsi al dovere. Era giusto così.

I gemiti erano ricominciati, Izuna era dovuto uscire per forza dai ricordi di Tobirama. Anche lui, come Madara, sarebbe finito a odiare la vita?

Che il padre Tajima fosse morto in battaglia era stata una fortuna, si era risparmiato di vedere i figli in quello stato.

"Tieni, Ani" Izuna aveva sussurrato posando il sacchetto sugli occhi del fratello. Non aveva avuto il coraggio di dirgli che anche la sua vista si stava abbassando.

"Hashirama…" Izuna si era ritrovato il polso afferrato con forza, Madara glielo stava quasi spezzando. Notevole per uno steso da un calmante.

"Ani, mi fai male."

"Hashirama!" Madara piangeva, aveva afferrato la veste di Izuna con entrambe le mani.

"Hashirama, dove sei?" la stoffa era finita strappata mentre Madara tirava giù il fratello.

Izuna non riusciva a contrastare la forza di Madara amplificata dal delirio, si era ritrovato le sue mani strette al collo.

"Hashirama, ho bisogno di te" Madara non si rendeva conto che rotolando stava stritolando Izuna.

Il minore era riuscito ad afferrare uno degli zoccoli che Madara, non vedendoci più, aveva lasciato in giro per la stanza. Aveva colpito Madara alla tempia appena in tempo, pochi secondi e sarebbe morto strangolato.

Si era tolto Madara di dosso, lo aveva steso sulla schiena e poi si era accoccolato sul pavimento.

Le lacrime rigavano il viso di Izuna mentre accarezzava la testa del fratello svenuto, Madara era forte fisicamente ma emotivamente distrutto.

Izuna avrebbe dovuto essere il suo sostegno. Se Hashirama fosse riapparso, per Madara avrebbe potuto essere la fine.

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