"Dove sei stato?
La domanda raggiunse Itachi ancora prima che i suoi occhi potessero abituarsi alla penombra del salotto. Non ce n'era tanta, si trattava semplicemente dell'impatto uscendo dalla luce accecante del sole, ma le parole avevano avuto la rapidità del pensiero. Questo significava che la persona che le aveva pronunciate non aveva pensato altro che a lui, il suo ritorno era stata la sua priorità.
Quella persona era rimasta a fissare il portone aspettando.
Per chi aveva aveva fatto la domanda il rientro di Itachi era stato questione di vita o di morte.
Itachi se ne sentì onorato, questo gli impedì di ritrarsi nel giubbotto imbottito per scappare alla lama sottile ma affilatissima che aveva sentito nella voce dell'altro. Era normale, vista l'importanza che lui aveva per quella persona, una reazione del genere dopo un'intensa apprensione.
Itachi era importante per qualcuno. Si tranquillizzò mentre le labbra gli si incurvavano in un sorriso impercettibile.
"Cercavo mio fratello" Itachi alzò il cellulare per mostrare a Juugo i messaggi andati a vuoto, Sasuke non li aveva nemmeno letti.
Juugo, dopo essersi alzato dal divano, si era avvicinato a Itachi con gli occhi puntati sul display e la fronte aggrottata. Si fermò a pochi centimetri dal moro, sembrava concentrato a leggere.
"Sarà andato a farsi un giro" Juugo alzò lo sguardo dal telefono per posarlo su Itachi, gli occhi dilatati e il mento abbassato erano la posa di uno costretto a spiegare una ovvietà a chi è troppo cieco persino per scoprire l'acqua calda "Non ha una ragazza? Hai il diritto di scopare solo tu?"
"Sono molto preoccupato, Juugo" Itachi inclinò la testa di lato come se questo servisse a fendere la barriera che Juugo aveva davanti agli occhi "Ha iniziato appena adesso a farsi degli amici, ne ha solo uno figuriamoci se ha una fidanzata."
Juugo raddrizzò le spalle possenti, gli occhi persero l'espressione sgranata per assottigliarsi. Lo sguardo stava avvertendo Itachi di non trattarlo troppo da stupido.
Aveva ragione, il moro corresse il tiro.
"Ieri mi ha scritto, era molto nervoso e voleva sapere dov'ero. Non potuto incontrarlo, sai, i postumi… " Itachi aveva addolcito lo sguardo sull'onda di un sospiro "Oggi volevo andare a trovarlo per spiegargli tutto, ma la casa è sbarrata e lui non risponde al telefono."
Itachi ebbe la sensazione di trovarsi di fronte a una falsa immagine digitale data la rapidità con cui Juugo cambiò espressione. Le sopracciglia si alzarono ai lati per abbassarsi all'interno seguendo le profonde rughe che ci si erano formate in mezzo, la dolcezza dello sguardo spazzata via da lampi di rabbia. La bocca si piegò in un broncio di disprezzo.
"Stronzate!"
Itachi registrò prima il capogiro, il dolore alla mascella e la sensazione di bagnato arrivarono solo quando già era stramazzato sul pavimento. Il telefono gli sfuggì dalla mano, slittò sulle mattonelle fino a scomparire nella zona d'ombra sotto il divano. Impossibile capire quanta strada avesse fatto, poteva essersi fermato subito o essere arrivato fino in fondo.
"Sasuke…"
Itachi tese istintivamente le dita tremanti verso la direzione che aveva inghiottito l'unico mezzo di comunicazione con il fratello. Sputò una ciocca di capelli viscida di sangue, il resto della chioma gli aveva formato una matassa informe intorno alla testa oscurandogli quasi tutto il campo visivo.
Il cranio aveva prodotto un tonfo sordo entrando in contatto col pavimento, nello stordimento gli era sembrato che l'eco fosse durato qualche secondo.
"Sei solo una sgualdrina!"
Era ancora così tramortito che il gridò sembrò arrivare dall'oltretomba, il dolore sia fisico che emotivo erano attutiti.
"Se davvero sei andato a cercare tuo fratello cosa ti costava avvertirmi?" Juugo gesticolava animatamente molleggiando sulle gambe, aveva della schiuma agli angoli della bocca "Hai preso il telefono per chattare di nascosto con qualche altro stronzo, vero? Volevi scaricarmi!"
Aveva ragione. Itachi si sentì disgustoso per essere caduto in una dimenticanza così grave; nonostante fosse ormai convinto di avere la mascella slogata dallo schiaffo, inalò un profondo respiro che non avrebbe usato per riprendersi, ma per chiedere perdono.
Non fece in tempo, l'aria incamerata con tanta fatica gli era stata spremuta fuori da un violento calcio nello stomaco. Itachi non poté fare altro che accartocciarsi su sé stesso, era certo che da un momento all'altro avrebbe vomitato gli organi interni spappolati dalla botta. O che sarebbe morto affogato se la cassa toracica non si fosse decisa a smuoversi immediatamente.
Allungò il collo per facilitare il primo respiro che gli entrò dentro sibilando, qualcosa saliva sul serio dallo stomaco, era caldo e viscido. Si piegò di nuovo su sé stesso per riempire le mattonelle di sangue rigurgitato.
"Ehi…" Juugo gli si inginocchiò accanto. Il tono dolcissimo era stato un soffio leggero, l'espressione di nuovo amabile. Lo stesso sguardo per cui Itachi aveva perso testa e cuore.
Itachi sentì le mani di Juugo liberargli il viso dai capelli impiastricciati con lievi carezze, un braccio muscoloso gli era passato dietro alla schiena per sollevarlo a sedere con cautela.
Juugo se lo appoggiò al petto caldo, Itachi chiuse gli occhi, era stremato e voleva solo dormire. Fili vischiosi di sangue e saliva macchiavano il maglione di Juugo, ma il rosso gli voleva talmente bene che non aveva importanza.
Itachi era lusingato.
"Mi dispiace, tesoro. Spesso non mi rendo conto della forza che ho e tu hai un corpicino troppo sottile" Il bacio che Juugo gli posò sulla fronte non convinse Itachi ad aprire gli occhi, preferiva crogiolarsi nel suo abbraccio. Era bellissimo e valeva tutto il dolore appena passato "Adesso diamo un'occhiata, va bene?"
Itachi era interdetto, Juugo si stava scusando quando avrebbe dovuto farlo lui.
Un altro braccio passò sotto le gambe di Itachi, Juugo lo alzò come se non fosse niente. Il moro non aveva fatto in tempo ad ancorarsi al collo di Juugo, il sedere gli pendeva già nel vuoto. Nessun problema, le braccia forti del compagno lo sostenevano senza cedere.
Itachi si sentì stendere con delicatezza sul divano, non aveva la forza di guardarsi intorno ma il camino doveva essere acceso, sentì il calore del fuoco sulla pelle dopo che Juugo gli ebbe denudato la parte superiore del corpo. Juugo gli palpò l'ematoma sullo stomaco, poi esaminò la mascella.
"Tutto a posto, niente di rotto. Ti porto del ghiaccio e torno subito."
Mentre lasciava che il freddo intenso gli anestetizzasse i nervi del viso, Itachi pensò distrattamente che sarebbe stato impensabile pretendere qualcosa senza pagarne il prezzo. Ovviamente l'amore rientrava in questo. Itachi era sempre stato un uomo esigente, accontentarsi di poco avrebbe significato gettare via la vita senza goderla. E i diamanti più rari e preziosi non si trovano certo a buon mercato.
Aveva sentito Juugo aprire il rubinetto della vasca da bagno, dopo qualche secondo gli era giunto lo sciabordio dell'acqua agitata dalle grosse mani. Juugo era sempre attento a ogni piccolo particolare per renderlo felice, nonostante lo conoscesse da appena due giorni già ricordava la sua passione per le soffici nuvole di schiuma.
Se il prezzo era accettare il suo carattere impulsivo, Itachi non lo riteneva nemmeno troppo alto. Magari col tempo avrebbe smussato gli angoli rudi facendosi apprezzare anche da Sasuke.
Bisognava avere pazienza con entrambi.
Nonostante la spossatezza, Itachi ora riusciva a tenere gli occhi aperti. Vide Juugo tornare da lui sorridente e senza più nessun vestito sul fisico statuario. Pantaloni e boxer scivolarono via dal corpo sottile del moro, Itachi lasciava fare passivo godendosi le amorevoli cure.
"Vieni" Juugo si chinò per sollevarlo di nuovo tra le braccia, per giunta da una posizione scomoda.
Itachi gli si accoccolò al petto godendosi i piccoli baci che l'altro gli lasciava sul viso mentre lo trasportava lungo il corridoio.
Itachi si ritrovò avvolto dall'acqua calda e da nuvole bianche, si lasciava galleggiare in una beatitudine estrema. Juugo entrò poco dopo perdendoselo in grembo, gli ripulì il viso dal sangue rappreso senza perdere il sorriso rassicurante.
"Rilassati" Ora Juugo lo massaggiava sul petto.
Il rosso indugiava sulla bocca di di Itachi con la sua, quella del moro era calda e vellutata. Perfetta. Sollevò Itachi afferrandolo dalle ascelle, non voleva che sentisse subito la rigidità che gli era già esplosa tra le gambe. Gli sistemò la collana con le dita lasciandogli piccoli baci sul collo sottile e candido, Itachi sospirò, reclinò la testa all'indietro per goderseli fino in fondo.
Juugo passava lentamente le grosse mani tra la ragnatela di capelli neri che galleggiava, prese un bel respiro per baciare il petto di Itachi sotto la superficie. Scese sul ventre, le mani afferrarono i fianchi stretti del moro, gli artigliò i glutei, Itachi assecondava i movimenti aiutato dal galleggiamento.
Itachi circondò il busto di Juugo con le gambe affusolate, gli bastò un piccolo movimento per posargli il sedere in grembo. Il rosso dovette riemergere per non bersi tutta la vasca, l'offrirsi del moro gli aveva fatto esplodere la testa come una bomba.
"Itachi…" Juugo era riemerso con i capelli abbassati dall'acqua e con quello che sembrava un cappello di schiuma.
Itachi lo fissava con gli occhi lucidi. Juugo aveva lo sguardo adorante.
Juugo strinse la vita sottile del compagno, respirava forte mentre gli sollevava il sedere per iniziare a farsi strada dentro di lui. Procedeva piano, non voleva più far male alla creatura esile che aveva tra le braccia. Itachi se ne accorse, il suo cuore si gonfiò di amore.
Itachi mandò un gemito, Juugo si fermò baciandolo su un orecchio e poi sul naso.
Erano completamente insieme, Juugo si muoveva lento permettendo a Itachi di restare in balia dell'acqua. Sentiva l'eccitazione del moro sugli addominali e le sue natiche sulla base delle cosce, lo strinse ancora di più per amplificargli le sensazioni.
Era tutto molto dolce, non come la prima volta alla rimessa delle roulotte. La consapevolezza del cambiamento diede a Itachi una scarica di intenso piacere.
Juugo sentì il respiro irregolare del compagno, lo accompagnò all'orgasmo adattandosi a tutti i suoi tempi. Il piacere esplose silenzioso e potente.
Itachi ansimava incredulo e compiaciuto.
Le coccole furono le più dolci che Itachi avesse mai visto, stava con gli occhi chiusi completamente rilassato sull'ampio petto del compagno a godersi i baci tra i capelli.
"Sai, tesoro, ho avuto un'idea. Sempre se tu sei d'accordo" disse Juugo tra un bacio e l'altro.
"Dimmi."
"Mi è venuto in mente qualcosa di divertente e utile al tempo stesso" Juugo accarezzava la pelle di Itachi increspando lievemente l'acqua, la schiuma iniziava a smontarsi "Sarebbe un'occasione per te, guadagneresti qualcosa senza muoverti da casa, magari riprenderesti gli studi e potresti aiutare tuo fratello."
L'interesse di Itachi si accese al pensiero di Sasuke, Juugo era una brava persona e pensava a tutto. Itachi sorrise al compagno accarezzandogli la guancia e aspettando il resto della spiegazione.
"Saranno dei video comici, ho molti amici disposti a pagare per averli" le carezze di Juugo continuavano, ora parlava con il mento appoggiato sulla testa di Itachi "Tu dovrai solo recitare. Fingere, al resto ci penso io. Vedrai che ci sarà da sbellicarsi dalle risate. Allora, ci stai?"
"Beh, da ragazzino mi sarebbe piaciuto fare l'attore" Itachi rise intrecciando le sue dita con quelle di Juugo.
"Sarai perfetto."
La felicità di Juugo era già tutto il mondo di Itachi.
Poteva ricominciare. Poteva avere un futuro.
