Quando furono soli si parlarono tra di loro.

- Non possiamo lasciarlo sopravvivere - disse sospirando.

- Farà il destino da se le cose, noi cerchiamo Dusk - propose Lora.

Si incamminarono ancora infondo trovando un fungo strano, non era come quelli che attaccavano nel ramo cavo della città Infame, anzi non aveva proprio mani e danzava.

- Oh siete giunti fino a qui cavalieri della Falena e del Leone, so già la vostra ostilità verso la principessa, ma se avete deciso di chiudere un occhio significa che vi importa del destino di questo posto, dovete andare a salvarla da un terribile pigmeo niente a che vedere con te Lora, ma qualcosa di più antico, dovete stanarlo e ucciderlo - disse a loro.

- chi sei? - chiese Lora a tono curioso.

- Mi chiamo Elizabeth - si presentò, Ornstein a sentire quel nome si ricordò solo che da quel luogo lei lo aveva curato da una condizione di crisi alimentare che aveva avuto per aver digiunato dal dolore di aver perso Artorias e Lora, erano state due morti simultanee, ma poi ricordò che lei era capace di preparare medicine e veleni a base di funghi quindi gli fu spontaneo chiedere.

- Elizabeth sei stata tu a preparare il veleno che Dusk ha somministrato a Lora? - domandò.

Lei tacque e per questo fu come mille volte la parola "si" detta all'interno della sua mente, quelle maledette donne avevano avvelenato e ucciso la sua Lora, sono le responsabili del suicidio di Ciaran, mandato a morte Artorias suo migliore amico, fatto passare a lui e Ciaran una lunga fase di lutto e continui sensi di colpa per se a Ciaran invece una depressione inevitabile, tutto per questo posto già spacciato, poteva solo guardare Lora fare una faccia disgustata oltre che impietrita, sinceramente avrebbe preferito che Dusk morisse e marcisse nell'abisso che salvarla e farle condurre il resto della sua vita felice chissà dove.

- Salveremo la principessa ma non ti aspettare dopo lealtà o qualcos'altro - disse Ornstein guardando la sua compagna che digrignava i denti, avrebbe voluto sputargli in faccia se solo avesse avuto una sorta di "faccia".

Ripartirono belli che infuriati.

Esplorando i boschi di Oleacile, Ornstein vide quel luogo e si orientò meglio di Lora che non c'era mai stata, anche se affrontarono qualche creatura di quel tempo, come Golem e quelle radici con un anima.

andando verso un ponte, e quando si avvicinarono videro quello che era un drago nero, Ornstein lo riconobbe, era il drago che ha fallito nell'ucciderlo ma gli ha lasciato la sua cicatrice, Lora invece era nuova, si osservarono con risentimento, mentre sentiva ancora la ferita bruciare, ma anche Kalameet sentiva il suo occhio pizzicare, era giunto finalmente il secondo raund.

Ridendo beffardo sotto l'elmo mentre il drago si allontanava velocemente, lasciando la coppia ognuno con la sua espressione.

- Ornstein, chi era quel drago?- chiese guardandolo, stava ridendo in modo isterico, significava solo una cosa.

- è lui Lora, quello che mi ha provocato la mia cicatrice da ustione, Kalameet - le spiegò, mentre se la coricava cominciando a correre.

- Ornstein! - gridò lei mentre cercava di scandire le parole, ma non ci riusciva, sapeva cosa significava quando si intestardiva su un avversario e chissà quanto è diventato testardo con quel drago, da come correva significava che era tanto.

Purtroppo anche Oolacile era distorta, questo perché Ornstein nella sua caccia a Kalameet entrò in una arena, e ad aspettarli ciò che gli tolse il fiato, lo avevano visto ieri sano e salvo invece ora…

Apparve d'avanti a loro, il suo braccio era rotto, la sua spada però affilata, il suo vestito blu e argento, il pennacchio nero, respirava con affanno, a suo fianco mancava il suo fidato compagno, ringhiava di dolore e rabbia, l'oscurità lo avvolgeva, lui era Artorias.

- Artorias! - lo chiamarono entrambi, lui di risposta gli lanciò la creatura che aveva appena trafitto, spaventandoli, realizzando due situazioni diverse.

Ornstein pensava che si potesse salvare, Lora nella realtà no, da che modo e modo se temi l'oscurità essa ti inghiottirà, ma se la accogli come la luce esse in sintonia ti daranno l'equilibrio e si piegheranno al quotidiano.

Colpo dopo colpo i due cavalieri avvicinavano Artorias alle tenebre che credeva di vedere, Ornstein tentava di farlo tornare in se.

- Artorias amico mio, sono io non mi riconosci? - gli chiese mentre schivava, era perso - ti prego non vogliamo eliminarti - continuò non c'era modo, Lora colpiva il meno possibile in modo che Ornstein non la allontanasse.

Tra poco gli avrebbe rotto qualche osso a uno di loro due se continuava così la battaglia, Ornstein sentiva la sua ferita bruciare, Lora prese il posto del compagno.

- Orstein mettiti a lato della arena, me la vedo io con Artorias - gli ringhio, capiva ma non voleva lasciarla sola, la situazione però divenne critica e Lora si frappose tra un fendente e il corpo di Ornstein, allora Lora disse qualcosa sperando che qualcosa di Artorias ci fosse ancora.


-Artorias! La soluzione non è combattere le tenebre! accoglile! - gridò Lora disperata solo per rendere a Ornstein comprensibile che non c'era soluzione a ciò, Artorias urlò con il suono di un orribile belva, mentre Lora si allontanava, guardò il cavaliere del lupo portarsi una mano sulla testa, la sua terrificante voce parlò.

- Non posso… no… tenebre… io… no! - gridava.

- Non avere paura, io medesima sono una creatura di tenebra e pure c'è anche la luce lo sai, non è un opzione rifiutare questo - gli gridò.

- Per….che….? - chiese, Lora prese un respiro sapeva cosa dire.

- è l'ordine naturale Artorias, c'è luce ma da esse c'è le tenebre, e quando ci sono le tenebre accettandole ce la luce - gli disse.

Artorias gridò prima di provare ad attaccare, Lora sapeva cosa fare con quell'ultimo fendente, lo trapassò facendolo cadere al suolo, lei digrignò i denti con le lacrime, Ornstein lucido e con gli occhi sgranati.

Aveva colpito Artorias con un fendente fatale per chiunque, tremò appena vide quel sangue così nero come la sua anima, le stava colando sugli avanbracci della armatura e imbrattava le mani, mentre gli occhi coperti si ristringevano, e stava gocciando a terra.

Lora si fermò il cuore, guardando Artorosia piegarsi verso di lei infilzandosi con la lama, lo afferrò per sostenerlo ma le sputò addosso del sangue imbrattando l'armatura prima di parlare.

- mi dispiace Lora… Ornstein… Sif… Ciaran… Gough… Gwyn mio signore vi ho usati tutti - diceva in delirio mentre tossiva sangue una parte era sul viso di Lora.

- A-Artorias, non ci hai deluso o usato, comprendiamo cosa può essere successo - disse tremante mentre l'emorragia arteriosa faceva il suo lavoro facendo dissanguare il cavaliere del Lupo.

- grazie a te e Ornstein so che sono stato un farfallone incredibile, ma mi avete sempre capito, supportato e Ornstein io ho condiviso molta della mia infanzia e crescita con te e ne sono felice vorrei ripetere le stesse esperienze, sono contento che siamo anche stati rivali per un po' nei cavalieri d'argento e che ci siamo battuti per la stessa donna ma che non ci siamo mai persi di vista, non abbiamo mai incrinato i rapporti, sei simile a un fratello e sono felice di essermi unito ai cavalieri di Gwyn con te e aver conosciuto i nostri compagni, vorrei davvero dire che Ciaran è stata la migliore donna mai gelosa e capiva cosa facevo e sono fiero e lieto che sia stata la mia compagna di vita oltre che essere un cavaliere, è un onore avervi conosciuto e soprattutto vorrei che tu Lora ti rimettessi per rimanere con Ornstein, sei la cosa di cui ha avuto bisogno sei una piccola luce di speranza in tutte le sue battaglie con centinaia di suoi allievi persi, Gough mi sarebbe piaciuto conoscerlo meglio che in parte ma vorrei solo dirgli grazie per le sue difese con le frecce e per averci fatto da esempio di discrezione…lo… ci rivedremo nel regno dei morti… - le disse sorridendo e cadendo di Lato.

- Artorias! - gridò Lora con Ornstein che la raggiungeva, era coperta del sangue di Artorias, l cavaliere del Lupo giaceva ora a terra, tremava e non riusciva a muoversi, anche se era inginocchiata.

- Lora, riprenditi è morto - le disse scuotendola.

- ho ucciso Artorias… - disse scioccata, Ornstein recuperò l'arma altro sangue uscì, anche lui non poteva crederci, ma sapeva di dover rimanere insieme per Lora.

Abbracciò Lora intento a calmarla, ma sembrava inutile ottenendo solo uno sfogo isterico, misto a tanta sofferenza nel realizzare che era stata lei, o così si sarebbe incolpata, era di sicuro straziata, e solo quando non ci sono state più lacrime ha smesso.

- Andiamo ti devi ripulire - le disse alzandola di peso, la portò più giù al bacino, controllò solo di essere in forma quando sconfisse i vari nemici della zona, per poi voltarsi mentre Lora rimuoveva l'armatura e le vesti solo per immergersi e ripulirsi dal sangue, stava sfregando in modo vigoroso e la pelle si stava arrossando ma nella sua immagine visiva rimaneva il sangue di Artorias, quello nero.

Poi ha proceduto con l'armatura, sfregandola molto bene anche se tutto il sangue era stato ripulito non faceva a meno di provare disagio a indossarla, come per la sua arma.

- Lora, dobbiamo andare - le disse ma sapeva che era meglio non dire nulla, ma lei lo raggiunse, tremava in parte ancora, non era facile accettare una cosa simile, ma Lora doveva farlo almeno per il proprio bene.

Più tardi.

Stavano proseguendo, Lora aveva uno sguardo spento e camminava a malapena vicino a Ornstein, il cavaliere del Leone la osservava malinconico, e si propose di coricarla sulle spalle.

Portandola mentre lei tirava su con il naso incredula, cercando nel tentativo di trattenersi, nascondendo la faccia tremò, Ornstein stava proseguendo -Calmati non è ancora finita la missione - le disse rimanendo serio.

Raggiunsero una vecchia torre ancora chiusa da una chiave che Ornstein usò, le condizioni di Lora gli rendevano miracolato essere ancora sana, avevano fatto una visita nel borgo di Oolacile e avevano trovato quella chiave, ora però sapevano dove usarla.

Salì la lunga torre trovandosi un rumore di intagliamento del legno sempre più forte, sapeva a chi poteva appartenere, salendo le scale non ostante Lora sulle spalle, lo trovò a intagliare legno, era ceco lo sapeva o forse quasi, in quel caso ancora non lo sapeva, però non li ha notati.

- Gough- disse stupito di vederlo vivo, ma si ricordò presto che erano tornati indietro.

-Ornstein, e con te immagino ci sia Lora - gli rispose, come faceva a sapere che c'era Lora se era cieco?

- Si, ma se devi parlare della liberazione di Artorias non ora ok, non sono stato io a compiere l'atto - gli disse.

- so già, Lora di questo tempo è morta, io c'ero alla cala nel mausoleo, Ornstein di questo tempo invece è già caduto nell'abisso di un profondo lutto, il leone ora è addormentato ma qui è sveglio, un paradosso incredibile - disse il gigante finendo di intagliare.

Ornstein mise giù Lora che guardava Gough incredula, non aveva nulla da dire al gigante, ma ricordando le parole di Alvina, lo aveva mancato di poco prima che morisse.

-Gough, io… sono tornata… mi dispiace - disse lei cercando di non piangere.

- non dispiacerti - le disse - non è colpa tua, le regole ce lo hanno imposto saresti stata uccisa comunque, molti architettavano questo e solo per fatalità e casualità è accaduto in quel modo - le spiegò.

Ricacciò indietro le lacrime sorridendo era profondo e conosceva queste verità forse riflettendoci molto, o saranno gli alberi a parlargli, lo ha sempre pensato vista la sua passione, le aveva dedicato una statua in legno sia come schiava prima che come cavaliere dopo.

- Kalameet ci sta dando dei problemi - disse Ornstein.

- Sospettavo, Lora vuoi aiutarmi ad abbatterlo? - le chiese.

- Vuoi che usi quella stregoneria?- domandò.

- Si, facciamolo in onore dei vecchi tempi - le propose pur di calmarla, lei annuì.

Il gigante tastò il terreno per cercare il suo arco, trovandolo si alzò facendo cadere la polvere e la segatura, mentre la pigmea tirava fuori il suo catalizzatore con la pergamena con il rinforzo dell'arma, solitamente avrebbe fatto piovere un sacco di frecce, ma il drago era uno solo, quindi lo alzò in aria, Gough tirò l'arco con la freccia pronta a essere scoccata, un aura blu che divennero scintille elettriche si formò attorno all'arma, la freccia viene scoccata, tutti e due chiusero gli occhi in memoria delle vecchie battaglie combattute, le urla di Kalameet sommate a quelle degli altri draghi e in fine il silenzio.

- è abbattuto dai celi - affermò Lora sicura.

- Ottimo lavoro come sempre Falena - le disse.

- tu sei più bravo di me Falco ad afferrare le prede in volo - si complimentò.

Ornstein non aveva parole, Lora collaborava poche volte con Gough, ma se avesse saputo che erano capace di questo li avrebbe messi in squadra molto spesso, gli è mancato il respiro e si era fermato il tempo mentre quel rituale di caccia veniva eseguito, tutto ha cominciato a scorrere normalmente solo quando Kalameet è caduto.

- Ora tocca a noi Ornstein- disse Lora guardandolo fiduciosa che questa storia doveva finire il prima possibile, lui annuì salutando Gough.

Si diressero dove il drago era caduto, e lì c'era ancora la freccia conficcata nella ala lesa.

Per anni Ornstein dopo lo scontro con Kalameet, dopo essere stato ferito ha provato una sorta di rabbia mista a un rispetto enorme per avergli dato qualcosa per cui vivere ancora, ma quando ha saputo che era morto era sprofondato, ma doveva immaginarsi che era stato lui medesimo a ucciderlo, in modo strano, per lui erano passati 1000 anni, per Kalameet solo qualche mese, il se di questo tempo adesso era in convalescenza per quello che ne sapeva, mentre qui c'era un altro se stesso più vecchio a combattere.

- Lora ti chiedo una cosa importante le disse, lei accennò in ascolto Voglio combattere da solo Kalameet quindi ti chiedo di farti da parte - lei acconsentì augurandogli buona fortuna mettendosi in un luogo sicuro.

Il drago e l'ammazza draghi si guardarono con profondo e sincero rispetto quanto rabbia, entrambi pensarono solo una cosa "questa storia finisce ora", così Kalameet ruggì, mentre Ornstein caricava la sua lancia e cominciò il loro scontro per regolare i conti.

Il drago velocemente sputò la sua magia, Ornstein pronto a schivare era solo nell'arena quindi non doveva proteggere nessuno, rotolò vicino conficcando in un lato la sua lancia distruggendo le scaglie, ma allontanandosi prima di venire preso da Kalameet.

Il drago strillò facendo brillare il suo occhio per dare maledizioni all'ammazza draghi, ma questo si portò indietro non guardando l'occhio, e colpendolo, Orstein però ricevette un graffio e sballottato su una parte ma niente che non si potesse riprendere in fretta e balzare di lato e poi dare addosso al drago nero.

Il tempo si fermava in una danza fatale tra Ornstein e Kalameet, in quella arena solo uno sarebbe uscito vivo.

Kalameet resisteva cercando ogni strategia per sopravvivere, Ornstein si muoveva in modo naturale avendo già combattuto il drago sapeva come si muoveva, sapeva che magie possedeva, e non dava apparenza di paura, sotto l'elmo sicuramente stava sudando nei suoi continui salti, rotolamenti e fendenti di lancia.

Il drago era stanco di graffiare, soffiare e maledire, presto era evidente chi avrebbe mollato per primo.

Ornstein alla fine colpì il cuore del drago che si era alzato su due zampe, Kalameet emise l'ultimo grido di un drago eterno, sofferto ma fiero, accasciandosi su un lato, il drago ansimava guardando Ornstein con paura ma consapevolezza.

Come un compagno di rispetto l'ammazza draghi mise una mano gentile sul petto ferito del drago, con l'onore di un eroe lo calmò, Kalameet mise giù la testa e chiuse il suo ultimo occhio, non udì il colpo della lancia che ha posto fine alle sue sofferenze e si portava via la sua vita, ma almeno entrambi si erano battuti allo stremo delle forze.

Ornstein rimase solo nell'arena in ginocchio con la mano ancora sopra Kalameet, lo guardava incredulo di averlo ucciso, ma senza soddisfazione quanto più amarezza, il drago nero che lo ha sconfitto al loro primo scontro ora era lì sconfitto a sua volta.

- Riposa in eterno Kalameet, che tu possa volare indisturbato nel celo - gli disse con onoranze funebri al rivale anche se era un drago.

Se ne andò tornando da Lora, lei stava sorridendo amaramente.

- grazie per avermi lasciato da solo - le disse.

- di niente, sentivo che questa questione era solo tua - gli confessò.

- bene, andiamo da Gough a dargli la notizia della morte di Kalameet - le disse mentre lei si rialzava e ritornavano alla torre dove si era auto esiliato il gigante.