Premessa: Cain era morto. Chloe giunse poco dopo nel loft dove c'èra stata l'imboscata a lei e Lucifer. Vide Lucifer nella versione bruciata.

Chloe ebbe appena il tempo di realizzare che Lucifer era sul serio il re dell'inferno. Fu poi il suono di una sveglia che la distrasse. Invece Lucifer capì che era una bomba innescata. Una serie di esplosioni nel loft ma anche nelle fondamenta dell'edificio stavano provocando il collassamento. Durante il crollo Lucifer riuscì nel chiudere tra le sue ali lui e Chloe. Nonostante le ali fossero ferite per i proiettili degli sgherri di Caine. Non gli importava neanche che fosse vulnerabile vicino a Chloe, preferiva morire tentando di salvarla. Quell'ultimo gesto d'amore, un amore che non sapeva esprimere per colei che era certo di aver perso per sempre.

Nonostante tutto, nonostante si fosse rivelato nel suo vero aspetto, dimostrando che era il re dell'inferno, Chloe si strinse a Lucifer mentre tutto intorno a loro crollava. La detective percepì come una spinta dietro la schiena, poi il nulla.

Poco dopo.

Chloe si svegliò percependo che i piedi non toccavano nulla. Vide intorno a lei come un reticolo di piume e sangue. Soprattutto percepì qualcosa che la tratteneva per la vita dal cadere. In quel chiaroscuro riconoscete le braccia di Lucifer con le mani intrecciate davanti a lei che la sosteneva. Alzando lo sguardo lo vide. Era svenuto, nella versione bruciata. In un attimo tutto tornò alla memoria di Chloe. Che Lucifer era veramente il re dell'inferno. In quel momento quella realizzazione diventò nulla. Perché di fatto capiva che l'aveva salvata. Una gratitudine che si trasformò in preoccupazione per lei e Lucifer, scoprendo che dalla spalla destra di lui spuntava un asta di ferro. Era l'unica cosa che li teneva fermi. Cercando una soluzione senti una voce femminile da fuori le ali dire

"Luci? Luci ti prego rispondi"

Chloe sentì dalla bocca di Lucifer, sempre con gli occhi chiusi, provenire come una specie di gorgoglio. La voce disse

"Va bene Luci. Cercherò di aprire le ali. Perdonami, ti farò del male. Dobbiamo sbrigarci, prima che arrivino altri"

Chloe voleva dire qualcosa ma la voce le sembrava come bloccata nella gola. Una voce che ritrovò quando senti Lucifer urlare di vero dolore. Perché chi era fuori il bozzolo di ali di Lucifer che li apriva, provocava la rottura di queste. Chloe urlò "Fermati ti prego! Lucifer urla di dolore!"

La voce le rispose mentre continuava nella distribuzione delle ali

"Umana devo farlo per potervi salvare"

Non lenendo la sofferenza di Chloe che avrebbe voluto almeno abbracciare Lucifer ma aveva timore di muoversi.

Di fronte a Chloe comparve un angelo dalle ali grigie. Le sembrava più un adolescente con i capelli neri a caschetto. Le disse mentre Chloe scopriva che tutto intorno a loro era distrutto

"Mi chiamo Azrael, sorella di Lucifer. Tu devi essere Chloe…"

Chloe annuì, allungando istintivamente le braccia verso di lei che continuò

"...ora ti invierò al tuo appartamento"

Con voce rauca per la grande quantità di polvere intorno a loro, Chloe la pregò

"Ti prego, vorrei restare con Lucifer. Ti prego"

L'angelo le sorrise, spiegandogli

"Non puoi restare con lui. Ora come ora lo rendi fin troppo vulnerabile. Al tuo appartamento troverai Linda con Maze e tua figlia. Quest'ultima sa tutto ma soprattutto ha detto di averlo capito da tempo. Tranquilla, andrà tutto bene"

Chloe si ritrovò seduta sul divano del suo appartamento con alla destra Maze che teneva sulla guancia destra del ghiaccio. Chloe non poté dire altro, travolta da un abbraccio della figlia Trixie. Linda seguì la ragazzina che disse a Chloe

"Ora mia cara dobbiamo parlare molto sinceramente"

Chloe non aspettava altro.

Nel frattempo.

Azrael afferrò il fratello Lucifer per le spalle, questo teneva ancora le mani intrecciate come per trattenere la sua Chloe. L'angelo della morte gli disse

"Luci, dopo lo spostamento al letto nel tuo attico, proverai un dolore tremendo per questa asta di ferro che ti attraversa la spalla destra"

Azrael si concentrò scomparendo con il fratello.

Attico. Camera da letto di Lucifer.

Lucifer comparve supino nel letto della sua camera. Era sempre nella versione bruciata, con i vestiti a brandelli, oramai moncherini delle sue ali. Aveva ferite su tutto il corpo ma con un dolore tremendo che gli proveniva da un enorme buco alla spalla destra. Azrael comparve ai piedi del letto con alla sua destra un uomo bruno, poco più alto di lei con indosso una tunica blu scura. L'uomo gli domandò mentre si accarezzava una folta barba grigia, non distogliendo lo sguardo da Lucifer che si contorceva dal dolore nel letto

"Perché non hai fatto venire l'angelo guaritore Avkan, peraltro tuo fratello"

Azrael gli rispose, tentando di trattenere le lacrime vedendo suo fratello così sofferente

"Dottore e guaritore Ippocrate, sai bene che Avkan odia Luci. Tu sei stato il maestro di Avkan quando eri nel purgatorio. Quello che sa lui, tu lo conosci ancora meglio. Poi ricordati che mi devi molti favori"

Ippocrate respirò profondamente, avvicinandosi a Lucifer.

Qualche ora dopo. Appartamento Chloe e Trixie.

Dan e Amenadiel stavano camminando verso la porta dell'appartamento di Chloe e Trixie. A pochi passi dalla porta dell'appartamento della sua ex moglie e la figlia, Dan si fermò, quasi sussurrando ad Amenadiel

"Ascolta, non immagini quanto mi sento strano nel dirti questo…"

Amenadiel sorrise all'amico umano che aveva detto poco prima tutto su Lucifer, su di lui. Quell'amico che dopo l'iniziale sorpresa e paura aveva deciso che rimanevano amici e accettava quel consulente civile della ex moglie che non aveva mai mentito. Quell'amico che sorprese Amenadiel, dicendogli

"...non potresti portare a tuo padre Dio le nostre richieste di salvare Lucifer? Perché trovo ingiusto che dopo tutto quello che ha fatto per noi, forse morirà"

Amenadiel appoggiò la mano sinistra sulla spalla destra di Dan, spiegando a quel suo primo vero amico che nella sua eternità non sperava proprio di poter conoscere

"Dan, purtroppo mio padre Dio dalla ribellione di Luci continua nel trincerarsi dietro un infinito dolore. Però ultimamente un certo Jesus sembra averne abbastanza…"

Amenadiel guardò con occhi tristi la porta dell'appartamento di Chloe, continuando a Dan

"...per ora possiamo solo cercare di aiutare Chloe che sembra sia molto in pena per Lucifer"

Dan annuì silenziosamente. Sapere che la sua ex moglie e amica Chloe fosse così in pena per Lucifer l'aveva colpito. Non era così sorpreso di sua figlia Trixie che molte volte gli aveva detto che veramente Lucifer era il re dell'inferno. Per Dan era stato incredibile sapere che Chloe era andata oltre il fatto che Lucifero era veramente il re dell'inferno, sapere che lei era un dono di Dio per Lucifer. Linda gli aveva riferito in una videochiamata

"Prova un profondo affetto per Lucifer che va oltre ogni magia o altro. Come voleva Lucifer, lei l'ha scelto"

I pensieri di Dan e il parlare di Amenadiel fu interrotto da Trixie che si precipitò fuori l'appartamento. La bambina abbracciò il padre Dan dicendogli con voce rotta

"Papà ti prego vieni dentro, la mamma…la mamma vuole vedere Lucifer, anche io"

Dan seguì la figlia Trixie con Amenadiel per ultimo.

Chloe passeggiava nervosamente per l'appartamento ma restando silenziosa. Vedendola in quel modo, Dan disse a bassa voce a Amenadiel, Trixie e Linda che si era avvicinata

"Le successe la stessa cosa alla morte del padre. Sua madre Penelope mi raccontò che voleva vedere il corpo del padre ma era in corso l'autopsia. Iniziò questo camminare nervosamente per ore. Dovettero farle un calmante"

Trixie sempre attaccata al fianco destro del padre Dan gli rivelò

"La mamma sembrava scossa ma…normale…dopo essersi lavata e cambiata, aveva telefonato a Maze che si trova all'attico. Appena Maze gli ha detto che non poteva vedere Lucifer…cammina senza fermarsi, dicendo solo a me che va tutto bene"

Dan accarezzò I capelli della figlia che si staccò da lui vedendolo andare verso la madre. La figlia della detective viveva un momento veramente angosciante, divisa tra la preoccupazione per sua madre e il magico amico Lucifer che aveva sempre sperato diventasse il suo patrigno. Un paio di volte Trixie aveva tentato di pregare Lucifer come le aveva insegnato ma diversamente dalle altre volte non era arrivato ma neanche l'aveva contattata.

Per Chloe sentire la voce del suo ex marito Dan la scosse profondamente, come per la voce di sua figlia Trixie. Ugualmente non si fermava dal camminare, continuando ad ascoltare la voce di Dan dirgli

"Chloe lo capisco che sei preoccupata per Lucifer ma fare ciò non serve. Devi essere forte, cosa che Lucifer apprezza da sempre di te. Ti confesso che il tuo esempio mi ha fatto accettare la verità su questi nostri amici. Cerca di calmarti. Non sei sola. Se vuoi piangere, piangi"

Improvvisamente Chloe bloccò il suo cammino, dicendo a bassa voce a Dan mentre calde lacrime gli scendevano lungo le guance

"Qualcuno deve parlare con Ella…lei deve sapere…merita di saperlo…il suo amico…"

Finendo tra le braccia di Dan, scossa da singhiozzi di pianto. All'abbraccio si unì anche Trixie. Visibilmente commossa, Linda disse ad Amenadiel non meno colpito dalla scena

"Andiamo subito da Ella. Chloe non sbaglia, deve saperlo. Se succede l'impensabile, se Lucifer…deve saperlo"

L'angelo appoggiò la mano destra sulla spalla sinistra di Linda, scomparendo con lei.

La mattina dopo. Attico.

Aperta la porta dell'ascensore, Chloe si precipitò nell'attico. Mezz'ora prima Maze le aveva telefonato dicendole di andare solo lei all'attico. Non riuscendo nel guidare, Chloe si era fatta accompagnare dall'ex marito Dan che l'attendeva nel garage coperto del Lux. Prima ancora, Chloe aveva raccontato la bugia alla figlia Trixie, lasciata con Linda

"Devo andare alla centrale per firmare alcuni documenti"

Sperando di non doverle dire che il loro Lucifer era morto.

Maze che era seduta al bar dell'attico, si precipitò davanti a Chloe, bloccando quasi fisicamente da andare alla camera di Lucifer, dicendole

"Chloe ascoltami. Devo dirti qualcosa. Poi se vorrai potrai vederlo"

Chloe annuì positivamente, arretrando di un passo da Maze. La demone le spiegò con quello sguardo che la detective conosceva bene, di quando Maze doveva dare una notizia non tanto bella

"Ce stato uno scombussolamento in Lucifer. Prima di tutto, non più vulnerabile accanto a te…"

Chloe era pur sempre felice di questo

"...però c'è stato un suo ritorno al passato nella mente…"

Come odiava Chloe le frasi fin troppo criptiche

"...crede di essere stato da poco gettato fuori dal paradiso, bruciando per eoni finendo in una fossa infernale dove io lo trovai. Quindi Chloe, se ricordi la sua versione bruciata, quelle bruciature sono vive, sanguinanti. Sinceramente non posso dirti quando o se tornerà normale"

Chloe respirò profondamente, sicura delle sue parole

"Lo voglio vedere. Comunque tutto lo voglio vedere. Capirò io se posso farcela o meno"

Maze si spostò, aggiungendo

"Grazie a una magia di Amenadiel dalla camera di Lucifer non si sentono le sue urla, le sue parole. Cerca di non spaventarti"

Chloe annuì positivamente.

Nella camera da letto di Lucifer.

Nel terribile dolore che Lucifer sentiva anche nel più profondo della sua anima, continuava nel gridare in lingua angelica

"Padre perdonami…famiglia perdonami"

Oramai non sapendo più da quando lo faceva. Voleva sperare che avessero pietà di lui, in fondo voleva solo la libertà per sé stesso e i suoi fratelli e sorelle. Una ribellione dove era stato sconfitto ma umiliato in un modo che neanche poteva immaginare. Il ricordo di quella cella in paradiso dove molti suoi familiari lo avevano torturato era un ulteriore dolore. Per non parlare di quel padre che aveva rivisto solo per sentire la sentenza che era bandito dal paradiso, divenendo re dell'inferno. Gli risuonavano nelle orecchie le risate del gemello Michael con i suoi mentre lo gettavano fuori dal paradiso con le ali spezzate. Aveva tentato di salvarsi afferrando l'ala destra proprio del gemello Michael ma gli altri lo avevano colpito facendolo cadere. Poi ci fu solo dolore. Dolore di bruciare vivo continuamente, guarire per tornare tra le fiamme. L'unico momento di sollievo ma proprio un battito di ciglia, finire in una fossa infernale piena di lava. Era riuscito appena a emergere con la testa, continuando nel chiedere pietà al paradiso. Un paradiso sordo al suo dolore.

Quando oramai Lucifer era certo esistesse solo il dolore, qualcuno lo portò fuori dalla pozza infernali. Lucifer: riconoscete una demone femmina con la faccia mezza putrefatta. La demone lo curò per quanto poteva ma placando poco il suo dolore fisico e mentale. Qualcosa però lo zittì dal continuare la sua litania. Una voce che gli sembrò di riconoscere. La voce femminile gli disse

"Lucifer sono Chloe. Ti prego torna con noi. Ti giuro, io ti accetto per come sei…"

Gli sembrò che la donna piangesse

"...tu sei il mio amico, il mio Lucifer. Ugual cosa per Trixie…"

Un flashback, Lucifer si vide seduto intorno a un tavolo che giocava con una bambina e una donna

"...addirittura Dan…"

Nuovo flashback, Lucifer si vide che prendeva in giro un uomo che non ricordava era Dan

"...lo farà anche Ella con l'aiuto di Linda e Amenadiel sono già da lei…"

Flashback di Ella, poi Linda e Amenadiel che sembrava così strano a Lucifer, più suo fratello che nemico

"...cerca di tornare da noi"

Lucifer voleva capire a chi apparteneva quella voce, quelle persone nei vari flashback. Ricordare gli rendeva meno doloroso quei momenti. Tentò di muoversi ma si bloccò per le fitte dovute alle bruciature. Era certo fosse stato tutto frutto della sua immaginazione.

Il giorno dopo l'arrivo di Chloe nell'attico.

Chloe si alzò prima dell'alba nella camera degli ospiti dell'attico. Avrebbe desiderato stare vicino a Lucifer ma per quella angosciante cantilena di Lucifer era impossibile. Una cantilena che Chloe sapeva diceva in lingua angelica

"Padre perdonami…famiglia perdonami"

Una cosa però consolava Chloe, il fatto che Lucifer sentendo la sua voce smetteva di ripetere quella cantilena per qualche momento, quindi la riconosceva. Si diresse alla cucina dell'attico.

Nella super accessoriata cucina dell'attico dove Chloe con anche Trixie era stata tante volte, la detective si preparò un forte caffè. Sedutasi alla penisola della cucina non poté non sorridere. Pochi giorni prima si sarebbe data della pazza ad essere certa delle parole di Lucifer, su chi fosse. Però allo stesso tempo per lei era terribile capire che ogni sua parola era vera.

Un messaggio al cellulare dell'ex marito Dan tranquillizzò ulteriormente Chloe sul mondo fuori l'attico

"Vedendoti on line ti aggiorno. Per i fatti su Piers non devi preoccuparti. Grazie a Maze che ha fatto funzionare le amicizie di Lucifer abbiamo chiarito tutto con i vertici. Ufficialmente Lucifer e tu Chloe vi trovate fuori città almeno per quindici giorni per riprendervi dallo stress del caso Piers. Con tutta calma dovete solo fare una dichiarazione al ritorno. Quindici giorni di congedo pagato anche per me e Ella.

A proposito di Ella, meglio di quanto immaginassimo. Grazie a Linda e Amenadiel la nostra Ella sembra aver preso bene la cosa. Così bene che oggi pomeriggio con Trixie ci sarà anche lei all'attico.

Tua madre Penelope anch'essa tranquillizzata dopo l'invio di quel video da parte tua prima di andare all'attico.

Se ti serve qualcosa dimmelo. Anche solo se vuoi parlare chiamami. Io sono con Trixie qui nel vostro appartamento"

Chloe sorrise, grata di un ex marito così amico. Con calma lavò la tazzina andando nella camera di Lucifer.

Varcata la porta della camera di Lucifer, Chloe guardò con infinito affetto quell'essere completamente bendato. Le bende coprivano tutto il suo corpo, divenendo scure per il sangue dalla pelle bruciata. Uniche parti del corpo di Lucifer non bendati erano gli occhi con la bocca. Nonostante tutto però Chloe continuava nel provare verso Lucifer un sentimento che era sicura fosse amore. Un amore che era certa non fosse perché miracolo creato per Lucifer ma creato da lei.

Chloe si preoccupò sentendo che la cantilena del re dell'inferno era meno continua. La tranquillizzò Maze che con un angelo infermiere stavano preparando le bende imbevute di medicina preparata dal medico Ippocrate

"Si tranquillizza un pochino. Sono soprattutto le bende con questo liquido"

La rivelazione piacque a Chloe che, avvicinata al letto, notò qualcos'altro. Le sembrava come se Lucifer la guardasse. Sperando, Chloe gli disse con un enorme sorriso

"Lucifer ciao. Sono Chloe"

Sia Maze che l'angelo infermiere furono sorpresi. Non sentivano più la cantilena di Lucifer. Videro inoltre Lucifer tentare di avvicinare la mano destra fasciata a Chloe. La detective domandò a Maze, non sapendo cosa fare

" Cosa succede? Si sente più male?"

Subito l'angelo infermiere controllò Lucifer, constatando

"Niente di grave, anzi. Sembra sia uscito dal suo stato costantemente allucinatorio…"

Rivolgendosi a Chloe

"...siediti vicino a lui. Appoggia se vuoi la mano sopra la sua senza stringere. Digli cose per ricordare"

Chloe esegui, felice di quei progressi.

Qualche ora dopo.

Aperte le porte dell'ascensore, Trixie si precipitò fuori fermandosi dove era il bar. La seguì Ella. Dalla camera di Lucifer uscirono Maze e Chloe. Proprio Chloe disse alla figlia e l'amica collega

"Dan e Linda hanno alcune cose da fare, quindi se vorrete andare via basta dirlo. Io e Maze vi accompagneremo"

Trixie domandò alla madre, visibilmente preoccupata

"Mamma ma non posso restare qui all'attico? Papà ha detto che se voglio posso restare qui all'attico o andare da lui"

Chloe si avvicinò alla figlia, dicendole mentre le accarezzava i capelli

"Certo che puoi restare. Solo volevo ricordarti che potevi avere un alternativa…"

Chloe si rivolse a Ella

"...Ella puoi restare anche tu"

Prima che Ella potesse rispondere, Trixie corse nella camera da letto di Lucifer. Chloe che voleva seguire la figlia si ritrovò bloccata da un abbraccio di Ella, facendo segno con la mano a Maze di seguire Trixie. La demone eseguì, nello stesso momento la patologa forense disse a Chloe sempre restando nell'abbraccio

"Chloe noi lo sapevamo che Lucifer poteva dirsi veramente speciale…"

Chloe non poteva negare che era vero. Ella la liberò dal suo abbraccio quel tanto che bastava per guardarla negli occhi, continuando

"...Linda mi ha fatto vedere i video inviategli da Maze su come si trova Lucifer. Puoi dirmi troppo ottimista ma io sono certa potrebbe riprendersi"

Chloe respirò profondamente, quasi sussurrando

"Ora come ora si trova sempre intrappolato negli incubi del suo passato. Mi manca, anche quando stavo con Pier…Cain mi bastava sapere che stava bene in questo mondo per essere felice"

L'abbraccio di Ella fu per Chloe molto confortevole, interrotto da Maze che disse uscendo dalla camera da letto di Lucifer

"Venite a vedere. Incredibile"

Nella camera da letto trovarono un Lucifer sempre del tutto bendato ma non più disteso supino. Era seduto sul letto che parlava con Trixie seduta vicino a lui. Lo stupore di Chloe e Ella fu enorme. Gli spiegò Maze a bassa voce per non disturbare Lucifer e Trixie

"Appena l'ha vista ha subito smesso di fare la sua cantilena, mettendosi seduto. Sembra gli stia tornando la memoria"

Videro Lucifer afferrare un lenzuolo color oro vicino a lui, farfugliando mentre cercava di coprire la testa con quello

"Mostro…vede…lei il mostro"

Trixie si alzò, facendo segno alla madre e Ella di avvicinarsi, dicendo a Lucifer

"Ti ripeto che nessuno ti considera un mostro, neanche quando sei tutto bruciato. Neanche ora"

Chloe si sedette dov'era prima la figlia Trixie, appoggiando le mani su quelle bendate di Lucifer. Il re dell'inferno abbassò il lenzuolo appena, guardando la sua detective con occhi di fuoco infinitamente spaventati. Chloe gli disse con calma

"Per noi tu non sei un mostro. Lucifer te l'ho detto, tu senza accorgertene sei riuscito nel formare con noi una sorta di famiglia…"

Chloe guardò la figlia Trixie che annuì positivamente

"...una famiglia speciale. Una famiglia basata sul cuore"

Ella accarezzò la testa fasciata del suo amico, ricordandogli

"Lucifer ti sei quasi un fratello per me. Da tempo non mi sentivo così bene in un posto. Nonostante il re dell'inferno tu sei un angelo"

Lucifer abbassò del tutto il lenzuolo, più tranquillo.

Quelle parole di Trixie, Chloe e Ella sembravano essere un enorme conforto per Lucifer. La certezza di non essere considerato un mostro portò una ulteriore piccola guarigione in Lucifer. La pelle bruciata divenne non sanguinante. Maze decise che potevano togliere le bende ma Lucifer cercò di fermarla, sussurrandogli qualcosa in lingua angelica. La demone stupita comunicò a Chloe

"Lui…prima di togliersi le bende, vuole degli orsetti gommosi"

Trixie saltò dalla gioia, correndo fuori dalla camera da letto, per andare in cucina dove era la scorta di orsetti gommosi di Lucifer.

Quella notte.

Azrael entrò dal balcone nell'attico, rinfoderate le ali grigie. Si preoccupo vedendo nella camera da letto di suo fratello Lucifer la luce spenta. Non si aspettava di trovare Lucifer che dormiva tranquillo, disteso supino nel letto. Era nella versione bruciata ma non sanguinante, con indosso un suo elegante pigiama. Soprattutto Azrael non poteva neanche immaginare di trovare Chloe alla destra di Lucifer e Trixie alla sinistra che dormivano serene. Una voce dietro Azrael le disse sottovoce

"Non disturbarli"

Era Maze che facendole segno di seguirla si diresse nel balcone.

La demone domandò a Azrael appena nel balcone

"Ella non ti ha detto nulla?"

Azrael sbuffò alzando gli occhi al cielo, dicendo

"Per il mio lavoro solo ora sono riuscita ad avere un attimo libero. Cosa doveva dirmi?"

Maze le spiegò

"Un miracolo. Quella piccola umana ha fatto un miracolo che io sono certa non abbia nulla a che fare con il fatto che la madre fosse un miracolo per Lucifer. L'ha fatto tornare dai suoi incubi del passato. Un ulteriore aiuto anche Ella è naturalmente la sua Chloe…"

Azrael era incredula nel vedere la potente demone quasi commossa

"...quella maledetta pelle sanguinante l'ha lasciato, permettendogli di mettere uno dei suoi vistosi pigiami…"

Maze ridacchiò come anche Azrael ricordando quanto Lucifer tenesse al suo abbigliamento

"...ti giuro hanno passato un pomeriggio come fossero una vera famiglia. Trixie e Ella hanno fatto i popcorn mentre la detective parlava con il suo consulente civile. Hanno giocato a uno di quei giochi in scatola, ero stata invitata ma io odio quelle cose"

Azrael si preoccupò, domandando

"Luci mangia e beve finalmente? Dovremmo dirlo al medico Ippocrate, perché…"

Maze la fermo, rivelando

"Tornata fame e sete a tuo fratello. Hanno mangiato del cibo di McDonald. Addirittura il re dell'inferno ha richiesto come sempre del whisky nella sua Coca Cola. Poi hanno visto un film tutti assieme, crollando dal sonno come li vedi. Ella si trova nella camera degli ospiti qui all'attico"

Azrael respirò profondamente

"Io invece sono andata in paradiso, nella sala del trono di mio padre e Jesus. Non c'era neanche Jesus. Volevo parlare di Lucifer…"

Azrael accennò un sorriso che si spense subiti

"...in pratica mi sono sfogata. Sono dubbiosa che mio padre Dio o Jesus mi abbiano sentita. Però dovevo farlo, sarei scoppiata se non lo facevo. Non perderò nuovamente Luci o mi faranno allontanare da Ella…"

Azrael indicò Maze che era appoggiata alla balaustra del balcone

"...neanche da te mi voglio allontanare"

Maze scosse la testa, rivelando all'angelo della morte

"La piccola umana Trixie dice che noi tutti formiamo una famiglia, una famiglia speciale. Io direi una famiglia di esseri magici e umani alquanto delusi dal paradiso, l'inferno e gli umani"

Azrael percepi nel petto una specie di dolore piacevole, come se il suo cuore che era diventato piccolo e striminzito si fosse allargato. Degna amica di Ella, Azrael avrebbe voluto abbracciare Maze ma si trattenne conoscendola. Però le disse certa delle sue parole

"Piuttosto siamo tutti anime ferite che hanno trovato un luogo dove riprendersi. La famiglia o meglio una famiglia speciale"

Improvvisamente Azrael notò che lo sguardo di Maze andò oltre lei,ringhiando verso qualcuno o qualcosa, dicendo con voce roca

"Non lo permetterò"

Scomparendo di fronte a Azrael in un battito di ciglia. Voltatasi, l'angelo della morte vide vicino l'entrata all'attico qualcuno che conosceva bene. Era Michael. Di fronte a lui c'era Maze nella versione da demone che gli disse dopo aver chiuso la porta del balcone

"Non permetto a te o chiunque altro di rovinare nuovamente tutto. Vai via!"

Azrael si posizionò alla destra di Maze appena vide il fratello Michael portare la mano alla spada che teneva sul fianco sinistro. Azrael sapeva che il fratello gemello di Lucifer usava solo due armature di solito. Un'armatura che ricordava quelle degli antichi romani, più di rappresentanza. Poi c'era l'armatura che indossava in quel momento, quella nera fatta di scaglie di drago. Era l'armatura di guerra, quando era certo di doversi battere. Una possibilità per Azrael che divenne certezza quando Michael disse a denti stretti a Maze

"Lurida demone come osi fermare il mio passo. Ti taglierò la lingua"

Maze si posizionò per battersi.

Un'intensa luce illuminò il balcone dell'attico. Azrael guardò sorpresa chi comparve nella luce.

CONTINUA