Il panico prende il sopravvento e le norme di sicurezza per una corretta fuga vanno a farsi friggere. Dobbiamo salvaguardare la scuola ed evitare che vi possano essere dei feriti o peggio e nella calca di ragazzi che se la danno a gambe nessuno si accorge della trasformazione in Guardiane Stellari di due o tre adolescenti. Quinn e Rell saranno le più giovani tra noi sorelle guardiane, nonché le maggiori inesperte, ma hanno grinta e coraggio da vendere, sempre pronte ad entrare in azione. Il famiglio Sebastian muta per sorreggere sul dorso l'intera impalcatura delle scale anti-incendio, evitando che si spezzino o si deformino eccessivamente a causa del peso delle troppe persone ammassate; nel contempo Quinn, "le ali di Valoran", artigliata a Valor per avere un paio di occhi in più definisce una sottospecie di perimetro in modo da evacuare il campus con cautela e istigare la folla ad allontanarsi nella direzione opposta alla presunta zona di pericolo scardinando i cancelli delle uscite nord e ovest. Gli invasori non sono tuttora in vista, ma ci regoliamo in base al traffico aereo degli elicotteri attratti come falene da un grande faro. Mi separo dalla ragazza tenebrosa e con la capitana ribelle verifichiamo che ogni studente, docente e membro del personale abbia abbandonato l'edificio. Io dovrei stare con la mia squadra invece che come sottoposta di Xayah, ma siam già nei pasticci senza dover aggiungere ulteriore carne al fuoco e la situazione può solo che peggiorare. Siamo una decina di guardiane in totale, se rimaniamo unite possiamo farcela senza effetti collaterali, però dobbiamo organizzarci, capire quante e quali oscenità siano apparse e soprattutto dove. La determinazione cancella qualunque ignominia si annidi nella mia mente ed impaziente plano al di fuori della struttura scolastica, venendo affiancata dalla guardiana esterna. In particolare Nilah, "la gioia travolgente", è così eccitata dal richiamo della battaglia da scoccare a vuoto e smaniosamente la lama-frusta acquatica in possesso, arma donatale dal fido famiglio Dahlia. Le altre stelle saranno già sul posto, velocizziamo l'andamento, ma non in maniera smisurata così da poter tener d'occhio le vie che sorvoliamo ed accertarci che i percorsi verso i rifugi siano sicuri. Adocchio la professoressa Irelia intenta a incitare la fuga e a coordinare i militari di passaggio segnalando eventuali problemi, per quel poco che si riesce a comunicare comunque. La sua esperienza è di aiuto in questa occasione e, se ufficialmente non dovrebbe agire in questo modo, di certo nessuno lamenterà il supporto che sta fornendo. La spavalderia di cui è propria è un deterrente efficace allo spauro generale, ne servirebbero dieci come la Xan. Una veloce analisi permette di notarla senza armi e senza mezzi, oltretutto da sola, che gran bel pezzo di donna, non teme nulla. Fasci di luce inondano i cieli di Valoran City colorandosi dell'energia delle varie guardiane, segno che lo scontro sta per avere inizio. Il programma da seguire è tener gli oppressori lontano dal centro abitato, cosa in cui Taliyah, "la tessitrice di pietre", primeggia, ma dove si trovi attualmente nessuno lo sa. Pazienza, faremo a meno di lei, non abbiamo il lusso di tergiversare, poiché una nostra esitazione potrebbe significare danni irreparabili. Stringo la mia gemma del potere, simbolo per eccellenza del giuramento prestato alla Prima Stella. Una gemma, un guardiano. Noi lottiamo insieme, sempre. Orianna, "la ballerina meccanica", è la prima ad andare in avanscoperta, contenendo la pandemia e spiaccicando al suolo alcuni figli del Vuoto con l'aiuto di Tacker. Senna, "la redentrice", si preoccupa invece di disintegrarne alcuni con il cannone regalatole dalla trasformazione dello squaletto Giru, mentre si lancia in testa al gruppo di schifi e li attira come farebbe un apicoltore con il proprio sciame. Ho capito l'idea e mi piace parecchio: vogliono delimitare un'area ben precisa per radunare i nemici e attirarli fuori città come fossero una mandria. La ribelle ha addestrato bene la propria squadra che coopera come un singolo individuo, abbiamo molto da imparare. Le guardiane restanti colgono immediatamente la golosissima opportunità di essere parte integrante di un piano ottimamente congeniato. Rell fiancheggia il versante sinistro della malata corsa dei mostri onde evitare che qualche esemplare isolato fuoriesca dal gruppo, invece Quinn abbatte dall'alto con la balestra cinturata sul polso quelli che sfuggono per via aerea, poiché se anche uno solo dei dispensatori di morte imboccasse dei vicoli secondari, i mali non sarebbero pochi. Che temibile duo. Ekko, "il ragazzo che ha infranto il tempo", e il fidato Wakku sono posti dietro a chiusura del rettangolo per convogliare il branco nella direzione del piumato, conscio del fatto che la gioia travolgente stia aspettando gli avversari nei campi appena fuori Valoran City, nel frattempo io e Xayah ne sfoltiamo le fila. Siamo cani pastori a tutti gli effetti, fila tutto liscio come l'olio, eppure è altresì vero che una volta varcati i confini della città si scatenerà l'inferno.

- Scappa.
La guardiana rizza le code, ringhia in modo grottesco e digrigna i denti come se fosse una predatrice a caccia, brillando di un argentato scintillio intenso. Mi riporta all'interno dell'abitazione tirandomi dalla maglietta, fin quasi a strappare le bende ed il veloce cambio di atteggiamento mi disorienta.
Ascoltami, tu scappa subito. Non fermarti, corri e basta verso il rifugio più vicino. Non fare il buon samaritano, squagliatela.
Ahri mi fissa intensamente, con uno sguardo immerso nel nervosismo misto ad un accenno di ansia. Penso a mio padre che sarà già al riparo fiducioso sul fatto che la presenza di una SG sia la miglior protezione possibile per me. La volpe aspetta un cenno di accordo con quanto mi sta dicendo, ma il vero problema è che non saprei se io sia in grado o meno di correre davvero tenendo conto che non sono al massimo della forma fisica. Qui non vi è modo di uscire senza esporsi in maniera avventata, però non posso trattenere la nove code privandola di altro preziosissimo tempo e se son io a percepire questo tipo di tensione, non oso immaginare a cosa dev'essere abituata per mantenere una freddezza simile. Scuoto la testa in segno di approvazione, ma rimane fissa a guardarmi finché non le si direzionano le ferali orecchie ascoltando ulteriori preoccupanti rumori. Ignora la mia risposta, mi afferra in braccio come fa un genitore con un neonato e sfondando la finestra spicchiamo il volo. Dal ragazzo della ribelle ho imparato che le guardiane possono coprire immense distanze in pochi minuti, trascurando l'attrito con l'aria sicché circondate da energia cosmica e a differenza di quanto accaduto con gli alati ora so esattamente dove ci stiamo dirigendo. Il policlinico della Valoran University è uno delle quattro strutture ospedaliere pubbliche della metropoli, oltre ad essere quello più capiente. Ahri mi lascia nel cortile e vorrei dirle qualcosa, ma è già proiettata in cielo presumibilmente a raggiungere le sorelle guardiane. Sbuffo pensieroso, se la perdessi nuovamente sarebbe un trauma ancora maggiore, però che posso fare se non aspettare impotente e in pietoso stato semi-vegetativo il suo ritorno. Le porte automatizzate per accedere all'ospedale sono state sigillate e chiuse a doppia mandata, dunque nessuno entra o esce e la maggior parte delle vetrate son state oscurate. Son costretto a nascondermi in qualche folta siepe sperando per il meglio e ridurre i rumori al minimo, respirazione compresa. L'irrequieta serenità è un'introduzione alla tormenta in arrivo e l'attesa che possa accadere qualcosa di inaspettatamente brutto è una di quelle sensazioni che non auguro a nessuno. Il momento ove vi è in ballo la propria vita fa emergere la vera personalità di ognuno e penso che la mia un po' di fifa l'abbia. Non mi spaventa la morte, ma neanche la cerco e poi morire è un conto, però nessuno sano di mente vorrebbe essere fatto a pezzi da una "cosa" che striscia, vola o cammina e che percepisce le persone solo come un piatto succulento da cui è possibile succhiare il latte dalle ossa. Echi di indecifrabili versi consumano i timpani, ma li sento assottigliarsi sempre più fino a svanire e persino la terra smette di tremare. Uscendo dal cespuglio si para dinnanzi a me un uomo con un turbante, con attaccato alla cintura di stoffa un pugnale di origine vagamente araba riposto nell'apposita fondina. Le inferrate dei cancelli ci separano, ma posso togliere il catenaccio della porticina laterale in breve tempo così da farlo entrare. Mi risuonano le parole della volpe che ha specificatamente detto nessuna prodezza, ma non posso piantare in asso una persona rischiare di essere ucciso o peggio. Quatto quatto mi muovo per avvicinarmi al lucchetto accertandomi che non vi sia nulla di pericoloso, non si è mai troppo prudenti, specialmente in questi casi. Bisbiglio e non mi risponde poiché rivolto verso la strada in catalessi. Ha qualche rotella fuori posto, forse è per questo motivo che non è riuscito o non ha voluto trovare un riparo. Bisbiglio una seconda volta e si gira di scatto nella mia direzione con uno sguardo perso nel nulla. Guarda me, ma è come se guardasse oltre me, non saprei spiegarlo, però è paragonabile alla scomodissima sensazione che ho provato la prima volta che ho avuto a che fare con Kai'Sa.
- Icathia attende.
Con una voce non di questo mondo svanisce all'interno di un portale sostituito da piccoli esserini con il viso osseo e tre palle incastrate che fungono da bulbi oculari. Non annoto una dettagliata descrizione dei nuovi comparsi, penso solo ad allontanarmi dalla porticina e a richiuderla in fretta e furia per correre verso l'ingresso della struttura. Scordo che è chiusa e il mio battere su di essa non cambia la situazione, l'unica soluzione rimastami quindi è rifugiarmi nella parte posteriore del complesso. Nascondersi in questo caso è inutile, un bersaglio in movimento vive più a lungo, tuttavia il problema è che sono affannato e non sono in grado di sopportare oltre il dolore sotto le fasciature. Se mi fermo a riprendere fiato è finita, se procedo ad oltranza e mi sforzo è finita, se m'infilo in qualche vicoletto rischio di peggiorare la situazione e non son certamente in grado di arrampicarmi su di un albero e nascondermi tra le siepi, sarebbe bello avere un'alternativa valida quanto meno. Gli stridii di cose immonde mi sono alle calcagna, mi rimane pochissimo tempo e la rassegnazione incomincia a predominare, se non che un trittico di sfere fiammeggianti arde vivi i mostriciattoli. Santa volpe, la mia deus ex-machina, che per orgoglio le dico di avere tutto sotto controllo, non mi va di ammettere che speravo in un suo miracoloso intervento. Mi asseconda sbeffeggiando, si assicura che io stia bene e mi promette che verrà a riprendermi. Non esiste che la lasci andare di nuovo, non per paura di restare sprotetto, bensì per paura di perderla definitivamente.
- La prima volta che ho incontrato Kai'Sa ed Akali erano più preoccupate per quel che stava passando Sarah, che per quel che stava terrorizzando la città. Siete simili, ma ne ho abbastanza di eroismi.
Non so esattamente a cosa voglia alludere. Ricordo che Sarah era, o possibilmente lo è ancora, la migliore amica di Ahri ed è certamente una guardiana anche lei, ma l'evento a cui si riferisce non mi è atto saperlo. Con la pretesa di soddisfare la mia finta e neanche troppo curiosità potrei tenerla qui con me, ma è già in volo verso un nuovo orizzonte. Va bene vastaya, basta eroismi, ti aspetterò e basta.

Una mano di aiuto non mi dispiacerebbe, ma siam tutte fortemente impegnate. Sia lodata la Prima Stella che quanto meno non vi siano messaggeri o baroni ad accompagnare l'invasione, però quell'enorme Xer'Sai potrebbe essere un problema. Orianna ed Ekko si stanno occupando delle viscide scolopendre artigliate, Rell ed Senna sfoltiscono la mandria, separandola e adescandola verso la bufera di piume taglienti di Xayah e Rakan. Tacker, guidato dalla padrona, spiaccica al suolo ogni nemico che riesce e dove diamine è Akali in tutto questo, l'ho persa di vista a scuola. La fortuna è che se è vero che da un lato vi è uno Xer'Sai gargantuesco, dall'altro vi è una guardiana esterna che brandisce il potere della stella della gioia Aslesh. La gioia travolgente ignora quelli che ritiene siano pesci piccoli e mira direttamente il bestione. Io non posso fare altro che puntare e demolire qualunque essere del Vuoto a portata di tiro senza troppe distinzioni. Devo fare un rapido punto della situazione, cedo ad Ina il compito di prendere la mira così da avere un minimo di libertà di pensiero. Akali non è qui, Seraphine, "la cantante sognatrice" e Sona, "la maestra delle corde", non sono in grado di lottare, Sarah, "la cacciatrice" e Quinn sono in città come misura cautelare, Inoltre, solo la Prima Luce sa dove si trovino Ahri e Taliyah, non ce la caveremo con solo qualche graffio, ma dobbiamo farcela. Rakan, "l'ammaliatore", almeno si preoccupa di tener sotto controllo la zona che potrebbe far rientrare il Vuoto a Valoran City abbattendo il ponte autostradale. La capitana piumata posto ora è troppo isolata per unirsi al centro dello scontro senza un minimo di supporto, devo organizzare un piano e pensare velocemente prima che Ina esaurisca completamente l'energia della gemma stellare o qua finisce male. Vedo Sebastian correre con in groppa la giovane guardiana che arpiona con la lancia millepiedi grossi quanto un'auto. Questa immagine mi porta ad una malsana, pazza e insensata idea, un'idea così stupida che potrebbe funzionare. Ina intensifica il fuoco aprendomi uno spiraglio per raggiungere la compagna in questione affiancata dalla redentrice. Le ho raggiunte, nondimeno non vi è tempo per gli spiegoni, chiedo solo se la cannoniera sia abbastanza per tener alto un fuoco di copertura intanto che trascino la seconda compagna con me. In tutta risposta posiziona Giru in orizzontale e spara un colpo che ci trapassa senza ferirci polverizzando invece all'istante gli invasori subito dietro di noi. Direi che è stata persuasiva e la soddisfazione che ha stampata in volto mi dichiara che non avrei neanche dovuto chiedere. Non volo per non interferire con il lavoro delle altre guardiane e la cavaliera mi segue senza domande fiduciosa delle mie intenzioni, vorrei essere anch'io così ottimista scommettendo in questo tutto per tutto. Nilah prova a sfondare l'esoscheletro dello Xer'Sai con scarso successo e per ripicca rischia di subire un colpo dalla coda spinata dell'aberrante. È sprovvisto di volto, ha un unico grosso blocco osseo che funge da mascella e che si apre per rivelare una doppia fila di denti, come fosse uno squalo di terra. La donna con il perenne sorriso si scotola la gonna acquamarina dai lembi blu, inizia a roteare così vorticosamente l'arma da sembrare avvolta in una sfera letale e la usa per gettarsi di peso verso uno dei due arti con gli unghioni del nemico tranciandolo di netto. La genesi del Vuoto agitando qui e lì il carapace senza controllo emette dei gridi non di dolore, ma di rabbia indirizzati alla ragazza che lo ha mutilato e uccidendo alcuni dei mostri piccoli. Grazie dell'occasione, ora possiamo colpire senza essere notate e senza che esso si possa riorganizzare. È stato un problema finché giocava solo in difesa, non ho intenzione di scoprire cosa possa fare se passasse all'attacco. Scorriamo attraverso il campo stipato di cadaveri e fiumi di liquido viola scuro, la trincea della cannoniera regge e tiene aperto un canale pulito per noi due. Lascio una scia con il sovraccarico per andare più veloci, mentre un clangore di metallo che si salda istantaneamente proviene dalla guardiana che tiene il passo. Lo Xer'Sai non è l'unico a possedere una corazza, non per niente la ragazza dietro me viene soprannominata "la vergine di ferro", una nomina più che meritata. Ha perfettamente capito le mie intenzioni, l'allenamento con Xayah per affrontare Akali, "la lama d'ombra", ha aumentato la nostra affinità, stiamo imparando a comportarci come una squadra. Tacker crea una palla per proteggere e rinforzare la vergine di ferro, simile a quella usata per contenere la mia migliore amica dopo il nostro disastrato combattimento e Quinn, ritornata dalla città, spiana ulteriormente la strada unendosi al fuoco incrociato della cannoniera. Ciascun tassello è al proprio posto, con Nilah che balletta attorno al colosso imbestialito per temporeggiare un po'. Attivo un altro sovraccarico per potenziarci e la sagoma della donna in armatura inizia letteralmente a brillare, lasciando un'enorme scia di luce bianca all'impatto con la placca dello squalo di terra, piegata dall'energia della guardiana ad un angolo quasi innaturale, con l'impatto genera una vibrazione così intensa da appiattire ogni albero nel raggio del rimbombo. L'incredibile resistenza del mostro non ci scoraggia e teniamo la mira fissa sul nemico per dar man forte alla protagonista di un tiro alla fune al contrario, che con un urlo ispiratore riesce a scagliare lo Xer'Sai in mezzo ai campi causando il crollo di una collina. Rell quasi sviene dallo sforzo e ritorna la classica ragazza amante dei fumetti, Quinn accorre in suo soccorso anche lei senza energia stellare. Sono le più giovani, alla fine è comprensibile che gli sforzi odierni le abbiamo stese. Ekko libera la ribelle dalle ultime porcherie; la ballerina meccanica utilizza l'ultima scheggia di potere per aiutare Senna a vaporizzare il liquido versato dai cadaveri del Vuoto sul campo di battaglia. Vista l'assenza delle due guaritrici non possiamo permetterci frivolezze o errori, ogni escoriazione da contatto può essere irreversibile. Io, Xayah, Rakan e Nilah siamo le ultime a rimanere nei panni dei nostri alter ego e siamo una potenza sufficiente per fronteggiare le ultime progenie del male. Riusciamo a completare il lavoro di pulizia ed ho il sudore che mi si appiccica alla faccia. È straordinario che i due innamorati e la guardiana esterna appaino in piena forma, non per niente il mio obiettivo è essere come loro o addirittura migliore. Non vi è tempo di riposare però, un suono fin troppo familiare proviene da dove è abbandonata la carcassa del gigante che non era morto, stava solo riposando per riprendere le forze. Mantengo la trasformazione a stento, sono parecchio sfinita. A intuito non sarò di molto aiuto per una seconda battaglia, farò quel che posso per non intralciare le restanti tre guardiane. Un ruggito dello sformato mostra la frattura provocata dalla collisione con la vergine di ferro, palesando l'intenzione di iniziare a scavare e se lo perdessimo sottoterra sarebbe un disastro. Le piume dei vastaya battono dove il mostro oltremisura è già stato amputato, nel frattempo Nilah ed io, nel mio piccolo, colpiamo a più non posso il dorso esposto. L'effetto è buono, ma il nemico sembra insensibile al dolore provocatogli. Sto per spegnermi, non posso mollare. D'improvviso la terra si gonfia e lo Xer'Sai viene sobbalzato in aria dolorante e accartocciato su sé stesso. All'atterraggio la roccia gli si modella attorno per ancorarlo, impedendogli qualunque azione o movimento e una sfera di energia lo passa da parte a parte, mentre una tempesta di proiettili mette fine all'immonda esistenza perforando definitivamente la placca incrinata. Che sia la provvidenza della Prima Luce o solo l'entrata al momento giusto di Taliyah, della nove code e della cacciatrice poco importa, spero solo vivamente che sia finita per davvero 'sta volta, non reggo un secondo di più.
- Scusate il ritardo. Stavo aiutando Akali in città, ma dopo aver sentito un botto provenire da queste zone mi sono precipitata.
La ragazza dal carattere schivo sottolinea a sua insaputa come la co-capitana non ci abbia ripudiate. Che vado a pensare, Akali non mi tradirebbe mai, che razza di amica sono. È colpa delle mie priorità se la mia migliore amica mi si è rivoltata contro e se Alexander ha rischiato la pelle, devo rimediare in un modo o nell'altro. Dopo essersi accertate di non aver dimenticato neanche una traccia dell'impronta diabolica del Vuoto ci congediamo con ognuno che riporta in città un compagno, ad eccezione di Ahri che riparte subito probabilmente per andare da Alex, costringendo Rakan a trasportarsi sia Orianna che Senna. In realtà non gli dispiace affatto pavoneggiarsi su quanto sia incredibilmente forzuto per stupire l'amata, che lo snobba come nulla fosse. Io ottengo il passaggio da Nilah, abitando insieme è una prassi normale e con il passare dei mesi ho imparato a tollerare l'esuberanza post battaglia, ma davvero non so dove trovi la voglia di blaterare ancora. In fondo parliamo di una guardiana esterna, suppongo sia abituata a lotte di un certo spessore ed è talmente tanto presa dalla narrazione di quel che è successo, da non rendersi conto che sono immersa nei pensieri. Sto ripensando a quel che è appena capitato e devo dire che mi tocca complimentarmi con le ragazze di Kiiso, che son riuscite con successo a dettare il passo e a prendere iniziativa, specialmente Rell. La tessitrice di pietre era fuori città con i genitori, ecco perché non è stata subito presente e in futuro dovremmo tener conto di questi inconvenienti, poiché è difficile trasformarsi in un luogo poco appartato senza coinvolgere persone ignare.
- E quando lo Xerxa'Reth enorme si è ripreso, wow. Che emozione, che gioia!
- Nilah dobbiamo fare una deviazione.
- La dote dentro me stava traboccando e… Ah sì, capitana. Dove?
Si ferma su un tetto e mi posa sulle tegole prestandomi attenzione con un grosso sorriso sulle labbra.
Io devo andare da Akali e vedere di sistemare le cose. Tu torna da Kassa Din e riferisci quanto successo. L'essenziale, mi raccomando.
- Agli ordini capitana.
Capitana… Tecnicamente Nilah è esente dal disgrego momentaneo della squadra, quindi sì. Può chiamarmi capitana, ma i capitani di questa squadra sono due e non solo io. Mi potrei affidare alla guardiana esterna per rintracciare la tizia che sto cercando, però conoscendola bene so esattamente dove possa trovarsi. La sorella di luce mi aiuta a scendere dalla palazzina e si libera in aria per scattare in direzione di casa mia, dubito fortemente che si limiterà allo stretto indispensabile, ma tant'è. Mi avvio verso il chioschetto di Spaghetto Bill e dato che non è stato dato il cessato allarme le strade sono deserte, quasi inquietanti a dire il vero. Noto che ogni serranda di ogni palazzo è abbassata e tutti gli ingressi delle palazzine sono sbarrati, povere persone, il senso di panico e paura che provano nel timore di perdere nuovamente un tetto o un figlio deve ucciderli. L'unica nota che stona con il paesaggio desolato è il chioschetto ambulante di spaghetti, sempre aperto. Mi chiedo se effettivamente non viva là dentro e abbia una stanza segreta con all'interno bagno privato annesso di letto. L'odore delle uova sode e la vista del fumo mi rallegra l'appetito, sta appena cucinando, vuol dire che vi è un cliente. O forse una cliente. Credo non si offenderà se le consumatrici raddoppiassero. Sposto la tenda all'ingresso e vedo una mia conoscenza ancora in tenuta da battaglia, presa dal cibo avrà scordato di ritornare allo stadio normale, oppure semplicemente non gliene può importar di meno. Qualunque sia il motivo, non è rilevante ora come ora, quel che conta è provare a risolvere. Lei è seduta sopra lo sgabello centrale per aver il massimo spazio possibile per godersi la scodella di spaghetti appena servitole e sono colpita della noncuranza che mi riserva, d'altronde però penso sia una reazione abbastanza capibile. Un successivo piatto viene aggiunto al tavolo e la lama d'ombra sposta la sedia accanto a lei, segno che mi sta invitando a divorare insieme il pasto. L'acquolina che mi sale è forte e difficilmente resistibile, cedo e prendendo posto accanto a lei son obbligata a restringermi un po' per non esser punta dall'enorme kama che tiene riposto dietro la schiena. Nessuna delle due parla e godiamo in silenzio dell'abilità culinaria di Spaghetto Bill e se il suo nome sia davvero Spaghetto o sia un soprannome ottenuto in tanti anni di onorata professione non lo so proprio, secondo me è perfetto per indicarlo. Non saprà leggere nel pensiero come alcune guardiane, ma ha subito capito che quella misera porzione di quasi trecento grammi non le avrebbe mai riempito lo stomaco e gliene porge un'altra. In condizioni ordinarie il conto per la guardiana violacea non è gratuito come per il resto di noi, però oggi abbiamo combattuto molto intensamente e non penso si crei problemi a ringraziare preparando pasti a scrocco.
- Ti devo delle scuse Kai.
Non so cosa mi aspettassi, forse non mi aspettavo nulla, sicuramente non delle scuse. Il proprietario finge un pretesto per svincolarsi dalla situazione e per darci la riservatezza che cerchiamo. Il mondo sarebbe un posto migliore se ognuno fosse come Bill e noi non dovremmo nasconderci.
Non è colpa tua 'Kali. Ho la mia parte di colpa in questa storia.
- Ah, è assodato!
Una risposta spontanea che suscita ilarità e delle risa di complicità. Alzandosi dopo aver terminato oltre mezzo chilo di spaghetti al brasato di maiale, si poggia al bancone e mette una mano sopra la mia spalla per rasserenarmi. Una parola tira l'altra, come le ciliegie, e non ci vorrà molto prima di entrare nel nocciolo della questione. Litighiamo spesso in verità, deriviamo da due realtà differenti con principi a volte discordanti, è un classico, una versione grigia del "Il Principe e il Povero" per certi versi, con me che discendo dall'alta società e lei che proviene dalla bassa borghesia. Da piccole non davamo minimante importanza al fatto e indiscutibilmente non ne creiamo un dramma ora che crescendo abbiamo chiare le differenze sociali, però il modo di pensare è differente. Discutevamo sulla qualsiasi, dal gusto del gelato al nome da affibbiare ai randagi che salvavamo dalla strada ed è stato difficile trovare un equilibro in principio, ma siam riuscite a diventare quel che siamo. Non getterò al vento la fatica di una vita per un battibecco, perché in fin dei conti non è stato altro che uno stupido litigio, solo che con in mezzo poteri cosmici semidivini le responsabilità da guardiane, in particolare da capitane, sembra che il tutto sia più immenso e complicato. Un pasto caldo a base di spaghetti dopo una battaglia sfiancante è quel che ci vuole per ritrovare coesione. La discussione prosegue tra un'alzata di voce intermezzata da dei chiarimenti e ci accorgiamo che è quasi inutile continuare, perché sappiamo che l'una ha già perdonata l'altra per gli errori commessi. L'obiettivo comune al momento è convincere le due vastaya a riformare la nostra squadra, potendo far leva sul fatto che oggi siamo state quasi impeccabili e son contenta sia tornata la migliore amica di sempre che con una gomitata mi saluta e mi augura buoni spaghetti. Sprofondo nuovamente nei pensieri, valutando quale azione sia meglio intraprendere per riunificare il gruppo e nel mentre Bill affila il coltello per le verdure pronto a tritare un'aspra melanzana. Magari gli è venuta fame mentre aspettava che io ed Akali finissimo di parlare dato che non vi è nessuno oltre noi. Mi correggo vi era, sicché adesso una terza presenza si è materializzata veramente. Bill se n'è accorto e io no, quanto potevo essere distratta per non percepirla, questo è il peso della stanchezza. La ragazza entra per consumare la scodella con fette di melanzana grigliate, una presenza che è conscia di non essere troppo gradita.
- Bill sa come sedurmi, anche se preferisco il profiterole dopo uno spettacolo appassionante. Animaletti magici, mostri, amicizie che vanno e che vengono, il costante presentimento di morte. Oh sì ragazze, datemene di più.
- Ciao anche a te Syndra.