Devo cercare un angolino privo di occhi indiscreti, poiché le telecamere coprono una buona parte del complesso, retro e ingresso dipendenti compresi, però riesco a trovare una sezione che sembra ne sia priva. Nessun tizio è in giro, buon per lei che non avrà problemi a individuarmi una volta che la battaglia sarà finita. Un fruscio dovuto allo spostamento d'aria anticipa il ritorno della guardiana. Neanche un capello fuori posto, chissà se è uno dei poteri delle SG restare esteticamente impeccabili, ne dubito. Mi invita a tenerle la mano e affrettiamo il ritiro a casa, prima che qualcuno registri con un telefono la nostra presenza. Mio padre non è rincasato, v'era da aspettarselo, lo stato di emergenza persiste e quindi la stragrande maggioranza di persone sarà ancora a rifugi Din. Ahri mi riferisce che per il momento deve mollarmi per andarsi ad occupare delle sorelle e delle decisioni da prendere in merito all'attacco subito. Poveretta, mi dispiace per lei, sta girovagando su e giù per Valoran City continuamente, povera volpe, la fatica che sta facendo non è evidente, ma è del tutto ipotizzabile. L'unico aiuto che posso offrirle è seguire alla lettera ogni disposizione da lei dettata per darle meno preoccupazioni possibili e la situazione mi fa riflettere sugli sforzi che ha fronteggiato per mantenere separate la doppia vita che stava conducendo quando eravamo una coppia. V'erano ogni tanto delle scuse terribili, dei dettagli che avevano poco senso, ma a quanto pare volevo essere cieco e non vedere. Ritrovatomi da solo provo a chiamare al cellulare sia papà che Loris, nella speranza che rispondano, ma in entrambi i casi la linea all'inoltro della chiamata, verosimilmente esse saranno intasate. A questo punto posso soltanto contare i danni all'appartamento e valutare dell'eventuali soluzioni, lavorare mi aiuterà sicuramente a distrarmi e ad ammazzare il tempo. Nessuna puzza di gas, posso accendere la luce senza problemi e l'acqua corrente è perfettamente funzionante, i servizi sono a posto e ora non mi resta che riallineare i quadri al muro e rimuovere da terra i pezzi di vetro misto a ceramica dei pochi soprammobili che sparsi in giro. La televisione, essendo avvitata al muro, non ha subito alcun tipo di danno e provo ad accenderla per capire se qualche telegiornale sta trattando immediatamente l'argomento, i media si staranno scannando pur di avere le notizie calde al più presto. Facendo zapping tra i canali noto che stanno intervistando una Xan seccatissima di esser stata distratta, che riceve domande sulla remota eventualità di dare il via ad un esodo coadiuvato dalla protezione civile per gli abitanti di Valoran City. Mentre viene ripresa spiega che è difficile sfollare una metropoli di milioni di persone e che la priorità è avere un rapido censimento di potenziali vittime, chiudendo velocemente il collegamento per dedicarsi alla cittadinanza tralasciando il fatto di essere imbrattata dalla testa ai piedi di una polvere color bianco, tipo cemento o gesso. Stranamente alcuna dichiarazione sulle SG e, con la connessione telefonica a terra, anche sulla rete vi è ben poca roba al riguardo, però viene ufficializzato il cessato allarme da parte del sindaco, con l'appello di trattenersi nelle proprie abitazioni per chi può e di seguire le istruzioni dei corpi di polizia per chi invece deve ritornarvi. I rifugi Din saranno pieni a tappo, sarà necessario del tempo prima che ognuno acceda alle proprie abitazioni. Gli unici esonerati dal rientro sono il personale sanitario, di pubblica amministrazione essenziale citando professioni che sconosco totalmente, invitati a ripristinare quanto più in fretta possibile l'ordinarietà della città. Il sindaco Jarvan, un uomo elegante nel vestire, parla ai telespettatori con rinnovato vigore portando all'attenzione la necessità di effettuare verifiche approfondite riguardanti la natura degli eventi e per prevenire ulteriori sciagure. Parlare di come agirà la volta successiva al disastro è sempre un classico, mai imparare dalle proprie esperienze visto che non è la prima volta che succede. Spengo la televisione e provo a richiamare mio padre e in aggiunta anche Loris, con gli stessi risultati di poc'anzi, insistere non serve a nulla. Passo allora a mandare un messaggio alla chioma rosa e a Xayah, ma il cellulare manco permette di inviarli. Uscire per andare a cercare i diretti interessati non avrebbe senso, mi tocca aspettare. Di nuovo. La mia vita sta diventando una perenne e abbattente attesa. Imposto il volume del telefono al massimo e ne abbasso la luminosità per cercare di far durare la batteria più a lungo possibile senza doverlo caricare o spegnere, infine prendo un libro e inizio a sfogliarlo, tanto non riuscirei a dormire nemmeno se ci provassi. Passano le ore e un po' mi annoio, i romanzi di Douglas Adams sono interessanti e divertenti, tuttavia non riescono a dissuadermi dal pensare ai miei amici, al mio genitore e nemmeno alla nove code che non sento da sta mattina. Avvio la radio a pile piuttosto che la televisione, che non entrava in funzione da chissà quanti anni e salto da una stazione all'altra per mantenermi aggiornato. Il suono esce un po' sporco, ma già che funge senza dover cambiare batterie è un prodigio ed è buono così, perché non ho stilo a portata di mano. Ogni tanto pronunciano dei nomi o dei cognomi che io non collego assolutamente e gli unici che associo è ovviamente quello del primo cittadino, di Kassa Din e di Irelia, con quest'ultima nominata spesso. L'ottima notizia è che, seppur non conoscendo numeri precisi, le vittime sono considerevolmente poche. Mi sale un po' di preoccupazione, perché se è vero che vi son stati pochi scomparsi, allora come mai mio padre non è a casa. Mi convinco che stia bene attraverso l'impiego dei numeri, se si parla di milioni di cittadini le operazioni di recupero dureranno giorni e con le linee fuori uso questo processo è parecchio rallentato. Posta in questa maniera sembra normale che non sia ritornato, comunque non posso stare con le mani in mano. Ho trasgredito tante volte il coprifuoco per cercare Ahri qualche tempo fa, non vedo perché non debba violarlo adesso per cercare l'ultimo genitore rimastomi. Prendo il telefono, mi cambio celermente, appendo dei bigliettini adesivi sulle porte in caso in cui rientri quando son fuori e scendo frettolosamente le scale che conducono al portone del palazzo. Provo a passarlo dopo averlo tirato, ma sono bloccato. Vi è come una pellicola di plastica trasparente, del tipo che si usa in cucina per conservare gli alimenti, che sbarra l'ingresso e non mi legittima ad abbandonare il posto. Una luce celeste discende dal cornicione del primo piano, somigliante molto a quella appartenente a una guardiana. L'aura delle tre SG che conosco personalmente alterna le tonalità di rosa, quindi sono all'oscuro dell'identità della stella presente. La cosa che mi lascia di stucco non è tanto la venuta di una guardiana, bensì lo svolazzare di una palla di ferro comparsa dal nulla sospesa in aria e che mi fruscia attorno disegnando in aria dei cerchi attorno a me. È un piccolo rompicapo mobile, che si svela essere un gufo meccanico dai motivi concentrici impressi sul corpo ferroso con i contorni oculari identici al contorno di due fette di ananas, con ali e zampe retrattili. Straordinario, da ignaro direi trattarsi di un drone, cionondimeno la partecipazione della guardiana è di fatto collegata a questo piccolo gufo rotondo. All'attenuarsi della luce una volta sfiorato il marciapiede la fisionomia di Orianna diventa limpida. Devo prendere appunti su chi è una SG altrimenti mi perdo, da che erano un mito a che manca solo Loris come guardiana. Non mi è chiaro il motivo per cui Ori debba stare qui, men che meno il motivo del bloccarmi il passaggio in strada, questo infimo trucchetto puzza di volpe. L'interlocutrice mi spiega che ha stimato un 86,8% di probabilità che m'intestardissi e ignorassi le disposizioni promulgate per cercare chiunque di cui non avessi notizia. Mi sa che desistere è l'unica soluzione, non è fattibile per me aggirare una guardiana che ha deciso di tenermi sott'occhio dato che starà a pedinarmi fino a nuovo ordine. Che l'autrice dell'idea sia stata la chioma rosa, la ribelle o la volpe adesso non è importante, anche se mi secca a dire il vero. Una lampadina mi si accende sopra la testa, una lampadina di quelle grosse, di quelle che ti fanno strillare eureka. In base a quanto mi ha riferito e in base a quanto l'è stato comandato, nulla le vieta di salire con me e tenerci compagnia, almeno non rimango da solo e non mi scoccio. La invito per una tazza di the, se è obbligata a controllarmi tanto vale che diventi un piacere e son molto curioso di capire che roba sia questo gufetto così birbante, diverso per carattere e inclinazione dalla padrona. Un piccolo tira e molla per indurla a risalire con me, sommato a un ragionamento astruso adatto per una come la qua presente mi portano a capacitarla a seguirmi per i gradini. La esorto a sedersi, a sentirsi come fosse la sua dimora e provo a conversare un minimo, ma la ragazza con le ballerine e i nastri azzurri rifiniti in oro che partono da sopra le scarpette fino ad attorniare i polpacci è affascinata dai quadretti che ho riposto poco dopo che la nove code mi ha riportato in corridoio, sorretti alle pareti dai chiodi mal sistemati. Niente di speciale, quelle imitazioni artistiche che trovi anche in giro per le bancarelle nel mercato delle pulci, eppure li rimira come li avesse dipinti Caravaggio in persona. Passa da un ritratto al successivo in maniera così meticolosa che per un attimo rivedo mia sorella piccola in quello sguardo da critica dell'arte. Nonostante abbia incastrata nella schiena l'asta di una grossa chiave terminante con una testa cava che prende la forma di una stella a sei punte, la ragazza si riesce a muovere senza problemi in spazi ristretti. Il corpetto che le ricopre il busto è legato a livello del petto anch'esso da una stella a sei punte, terminante in un lussuoso allungamento della sottoveste a forma di lunghi petali di fiordaliso sovrapposti e posizionati al di sopra del tutù avorio. La noto fermarsi davanti alla libreria con lo sportello di legno e vetro in camera mia e non proferendo parola mi fa capire che auspicherebbe leggere. Le apro il mobile e le pongo in mano una biografia di Maria Tagliani, l'eroina di mia sorella quando praticava danza e credo non le dispiacerà se lo presto ad Ori. Preparo un paio di bistecche e il gufetto mi dà una mano passandomi spezie e olio, nel frattempo la ballerina è intenta a sfogliare le pagine del libro in prestito. Richiamo la ragazza che ospito a tavola e non udendo risposta la chiamo di persona, trovandola impegnata a danzare e a divorare il libro aperto a farfalla nella mano destra. Accortasi di me fa fluir via la magia stellare per l'imbarazzo e mi precede non emettendo fiato. Preso posto, sistema il giro collo e fissa la carne senza toccare una singola posata. Magari non le piace il manzo, se parlasse potrei cucinarle qualcosa su richiesta che gradisce.
- Tacker. Il suo nome è Tacker.
Si sta riferendo di sicuro al gufo. Se non altro è un buon inizio, che tipetta difficile da intrattenere. Sulla falsa riga dell'argomento da lei introdotto domando cosa sia esattamente questo Tacker mi spiega che ogni guardiana è supportata da un fedele compagno che ne rispecchia la personalità denominato famiglio. Quest'ultimo è legato alla gemma collegata direttamente alla Prima Stella aiutandone a stabilizzare il potere similmente a dei filtri ed è responsabile delle armi della guardiana protettrice. Se ogni guardiana ha un famiglio, non ho mai visto quello di Ahri e se non ne possiede uno che è rassomigliante a una volpe rido di cuore. Aggiunge dell'altro, tuttavia esprimendosi a percentuali e dati statistici non afferro niente di più, tranne che non mangia carne, verdure, uova, pesce, pasta, riso e qualunque forma di cibo. Lei essenzialmente pranza o cena quando è in compagnia per non causare disagio nelle persone che ha attorno, ma mangiare non è un suo reale bisogno. Dunque ha imparato l'etichetta, poiché è il solo modo di interfacciarsi con le persone, un poco mi rispecchio in questo suo comportamento in quanto non ero tanto diverso subito dopo la presunta morte della mia nove code. Poso forchetta e coltello, sbarazzo i piatti che ripongo coperti in frigo e ricopro la cerata che era sotto la tovaglia con ogni volume che trovo e che tratta di danza, spostando tutto il resto verso le pareti per creare una zona priva di ostacoli. Liberata la sala le chiedo cortesemente di riprodurre le sequenze illustrate sul primo tomo che mi capita e pur non cogliendone il senso emula la figura. Prima che possa riprendere posizione volto pagina e le chiedo di eseguire la nuova immagine. Stessa solfa con la seconda movenza, ma non demordo, gliene chiedo un'altra e poi un'altra ancora finché non si trasforma e prende a danzare senza che io la incoraggi e disinteressandosi libri, di me o dell'abitazione. È brava a prendere le misure dai vari oggetti nella stanza o forse è semplice istinto, in qualunque maniera lo faccia è davvero abile. È un'esibizione emozionante e pure Tacker prende parte al balletto, adornandola e accodandosi a lei nei vari passi. Vorrei aggiungere una musica di sottofondo per completare la scena, però ho paura di scoppiare la bolla in cui si è meravigliosamente persa la ballerina e la passione che sta spendendo in questo suo momento di assoluto trasporto è toccante. È il solo frangente in cui Orianna non assomiglia ad una mera macchina parlante. Un biondo bagliore proveniente da fuori la finestra in balcone copre la luce del lampione e una canzone tenue, un po' malinconica a tratti, ma ristoratrice riecheggia dapprima solo all'interno dell'appartamento per poi espandersi lungo il viale. La ragazza nella stanza gira e rigira, dirigendosi verso la luce dorata con la finestra del balcone che si spalanca in perfetta sincronia con Ori. L'impalcatura è abbastanza larga da permetterle anche qualche piccolo salto, ma la magia non sta nella guardiana che rotea o nella voce di Seraphine, quanto nella miriade di persone che si son affacciate dai vari palazzi per rivivere quel senso di pace e libertà che tanto agognano, finché una profonda calma si diffonde da un cuore all'altro del pubblico improvvisato. Un toccasana per l'animo tormentato degli abitanti di Valoran City. La stupefacente voce sbiadisce fino ad emettere un'ultima dolce sillaba allungata che dà una rincuorante buonanotte, con Orianna che irrigidisce in posa ad agio e infine si rilassa pienamente. Spero che mio padre, Loris e le guardiane a me care stiano bene ovunque essi siano e mentre le due ragazze chiudono la finestra dall'interno dell'appartamento trovo un paio di chiamate perse da Xayah. Avevo azzerato il volume per non distrarle, mannaggia a me. Provo a richiamare la vastaya piumata e parte il centralino automatico della compagnia telefonica informandomi che le linee son di nuovo sotto manutenzione. Oggi non è proprio la mia giornata per quanto riguarda il contattare persone, però non dovrei lamentarmi sapendo che vi è gente messa peggio a seguito dell'attacco di oggi. Faccio un rapido conteggio: Ahri, Kai'Sa, Xayah, Sona e ora Orianna e Seraphine, il mio stabile sta diventando un ostello privato per sole guardiane. Tacker sbatte le ali contento di poter giocare con i due batuffoli bianchi che fruiscono di due occhioni contenenti una croce e che hanno una stella arancione a quattro punte fissata tra le orecchie che sembrano parte di una nuvola. Essi sono i famigli di Sera, allora possono essere più di uno a guardiana. Riallestisco la cucina e dispongo una padella per preparare una frittatina all'inattesa ospite, nell'aspettativa che almeno lei mangi. Fintanto che sono ai fornelli le due ragazze discutono tra loro della situazione attuale e del motivo per cui la ballerina non ha presentato rapporto alla capitana che, unito al fatto che io non avessi risposto alle varie chiamate, si era agitata fino a mandare la seconda guardiana a verificare fosse tutto a posto. La SG dai capelli cesio riporta scrupolosamente gli avvenimenti tornando la classica Orianna automa di sempre, invece la bionda è immotivatamente sbalordita e manda i due pupazzi animati, Treble e Bass, dalla ribelle per riferire quanto ascoltato. La frittata pronta fa gola a Sera che è di proprio gradimento per fortuna e, mentre gusta il piatto preparato appositamente per lei, nota che l'amica ha ceduto al sonno presa dalla stanchezza. La sposto con delicatezza nel letto dei miei genitori, è leggerissima e non avrò problemi a tenerla sopita senza destarla. La copro con delle lenzuola e la lascio lì, se torna mio padre gli lascerò la mia stanza e il mio letto. Garantisco alla cantante dalla luce bionda che non tenterò di fare qualcosa che non dovrei fare per non mettere nei guai Ori e non dar modo di essere accusata di negligenza. Lavo i pochi piatti e le tre padelle, con l'occasione provo a scucire a Sera informazioni.
- È raro che Orianna si comporti così con persone che non siano guardiane.
- Hai notizie di mio padre?
Le chiedo senza mezze misure. È quasi un intero giorno che non lo vedo, sono abituato a immaginarlo a lavoro per tante ore, però adesso non è a lavoro. Non so proprio dove sia.
- Mi dispiace Alex, non mi è concesso aiutarti.
- Kai'Sa? Ahri? Nemmeno di loro puoi dirmi?
- Vedi Alex, noi Guardiane Stellari siamo divise a squadre e s'è vero che ci diamo una mano a vicenda indistintamente, ogni squadra è capitanata da una leader a cui dobbiamo dare priorità.
- E che cosa significa questo?
- Significa che né Xayah, né Ahri desiderano che tu faccia qualcosa di avventato data la propensione che hai nel cacciarti nei pasticci e dopo la fatica che abbiamo fatto per mantenerti in vita, non mi pare certo il caso di essere avventati.
Dalla rabbia sbatacchio le forchette nel lavello, non è giusto che decidano per me, comunque se vi è la nove code di mezzo tendo ancora a fidarmi, seppur mi si storce il naso dal fastidio. Giacché Sera è qua e mi son preoccupato di sfamarla, è d'obbligo che mi aiuti a sostituire le garze ed a rifasciare il torace. È un'operazione delicata, la cantante mi dice di star immobile. Cambio discorso.
- In che senso non hai mai vist… Ahia!
- Ti avevo avvisato di star fermo.
Allenta la stretta delle bende e riavvolge le fasce al contrario per srotolarla da capo.
- Orianna era un carillon a chiave con una ballerina che girava fissata ad una base metallica insieme a un gufo. La Prima Stella le ha donato la vita, da allora non smette di carpirne il significato e benché conosca, provi emozioni, non ne comprende il senso. Questa sera è stata sé stessa per la prima volta con una persona estranea all'ambito delle guardiane.
Un paio di battute di scambio con la guardiana bionda serve a comprendere meglio la questione con la ragazza persa nel mondo dei sogni. V'è sempre qualcosa di maggiormente profondo. Cercherò di essere un amico attento alla sensibilità della ballerina, domani le chiederò di leggere o cucinare insieme e le farò conoscere mio padre. Son sicuro che le farà bene un po' di calore umano.

Le due capitane, Sona, Ekko, Rell e Quinn, Senna, Rakan, Nilah, Taliyah, persino Akali sono riunite nella sfarzosa tana di Kassa Din e con il mio arrivo non manca nessuno, ad eccezione di Seraphine e Orianna che sono a far da balia ad Alexander per evitare che si lanci in insensati gesti stupidi. È un vistoso attico, con un gran bel panorama sulla maggior parte di Valoran City e sui vari grattaceli e pur non essendo un luogo prestabilito per certi incontri, esso rimane per noi guardiane un posto sicuro dove dormire e dove incontrarsi, specialmente per quelle che hanno deciso di ritirarsi dalla vita quotidiana. L'ampio salone che collega la stanza in questione al resto dell'appartamento è abbastanza accogliente da dare spazio ai fidi famigli di giocare tra loro in totale libertà senza rischi di marachelle e parlando di famigli, Treble e Bass son tornati per aggiornare la vastaya piumata per quanto riguarda la situazione con Alex. La capitana sbuffa con aria visibilmente scocciata, presumo avrebbe preferito avere anche la cantante sognatrice a fianco. A dirla tutta, tranne che in battaglia e neanche sempre, è difficile che andiamo d'amore e d'accordo come le famiglie felici rappresentate nelle pubblicità dei biscotti e più che una riunione di gruppo pare una riunione di condominio tra gente che non ha nulla a che spartire tra loro. La cannoniera si preoccupa degli affari propri al cellulare, Ahri brontola qualcosa a Sarah e Rakan flette i muscoli davanti l'amata che lo fissa annoiata. Alcuni di noi sono antichi quanto la sorella che illumina questo sistema di pianeti e si comportano come adolescenti, non comprendo questo lato superficiale. So che le guardiane tendono a dimenticare la vita ordinaria con il trascorrere del tempo ed a conservare i ricordi che reputano opportuni custodire, tuttavia, a onor del vero, mi domando se per essere chi siamo abbiamo bisogno della frivolezza della gioventù e non della saggezza dell'esperienza vissuta. Pochi giorni prima fantasticavo su quante pagine si possa imprimere il vissuto e il trascorso di ognuna di noi, ora mi piacerebbe leggere quegl'immaginari libri per capire come prevenire certi errori, se specifiche situazioni sono già avvenute e se son accadute, perché son andate in malora, poiché per esser qui vuol dire per forza che son terminate in malo modo. Il padrone di casa entra con un fascicoletto chiuso e firmato in copertina dal sindaco Jarvan, l'umore di noi tutte cala, escluso ovviamente quello di Nilah, e ci concentriamo sul documento che stima probabili morti e feriti nelle prime dodici ore post incursione. Neppure uno della mia squadra ha il fegato di aprirlo, vi è chi si siede, chi si affaccia alla ringhiera per guardare la strada vuota e distrarsi dalla realtà. Per quanto brave, efficienti e collaborative, una battaglia contro il Vuoto resta una battaglia contro il Vuoto. È asfissiante e sfinente, ma sopra ogni cosa è consumatrice e per chi come la mia squadra non è abituata ad averci a che fare serve tempo per recuperare le forze completamente. A prendere sollecitamente visione dello scritto è scontatamente la nove code che impreca sotto voce perdendo per un attimo l'alone di signora perfettina che si trascina dietro naturalmente, per poi passare la mano intrisa di magia stellare sul foglio per far che non è dato sapere. Importa ben poco adesso e prima che se ne possa discutere ecco che arriva Seraphine, giusto in tempo per gustarsi il the caldo preparato da Sona. L'ultima arrivata riferisce che il ragazzo sotto custodia sta bene e che Orianna si è addormentata profondamente, fatto normalissimo considerando che aveva già terminato la propria energia stellare in battaglia e ha continuato ad adempiere alle direttive della propria capitana. Chiizu, il famiglio della maestra delle corde, interpreta i gesti della compagna che chiede cosa sia giusto fare a questo punto e se sia corretto prendere coscienza delle vite che son state spezzate. So che lei non se la sente, quando Zoe ha smantellato Valoran City dalle fondamenta la ragazza ha perso la voce dalla paura ed Ekko è della stessa pasta di Sona, in quanto anche lui come lei ha subito un trauma seppur indiretto, vedendo il miglior amico finire paralizzato per la vita a causa della caduta di una trave. La voglia di lottare e di render giustizia è stata ed è così intensa da avere permesso l'elevazione a guardiane stellari, ciò nonostante l'esperienza scioccante rimane indelebile. Da tener in conto vi sono anche le ragazze di Kiiso che son state reattive al massimo con l'assecondare le decisioni e prenderne di proprie, ma che rimangono alla loro prima corrida e che non hanno familiarità con gli effetti collaterali e rovinosi del nemico affrontato. Nel miscuglio di inesperienze della mia squadra, nel comportamento apparentemente superficiale delle stelle centenarie v'è un ulteriore fattore da tener in analisi, ossia che il segreto dell'esistenza delle guardiane è stato compromesso e non servirà molto affinché la notizia si diffonda a macchia d'olio tra social network, internet, social media e qualsiasi canale di informazione pubblica. Kassa Din richiama l'attenzione, inclusa quella della vergine di ferro che ciondolava con le gambe sul divanetto a dondolo con lo schienale poggiato sul muro all'esterno. Mi preparo mentalmente a quel che dirà di lì a breve, pensando a quale futuro mi attenderà d'ora in avanti e se sarò mai in grado di tornare alla vita da ragazzina. Se dovesse essere necessario, non esiterò un solo istante a rinunciare alla mia libertà per difendere il genere umano e l'universo dal Vuoto, ma vorrei fosse una scelta inderogabile solo per me, non per le mie sorelle. Non sacrificherò nessuna di loro per me o per qualunque altro motivo. Dopotutto, benché attualmente divise, io resto la loro caposquadra e rimarcando le parole di Taliyah rimarrò la roccia che il fiume non può smuovere.