CAPITOLO NOVE: SCELTA DRASTICA

La linea temporale fu ripristinata, solamente quel punto cruciale alla quale si scatenò un vero la rivalsa personale della Spectre. Il Falcon volò su Coruscant dove si intravedevano pennacchi di fumo uscire dal senato galattico e le guardie blu indaffarate nel delimitare la zona e impedire il passaggio a qualunque persona. Vennero portati fuori alcuni corpi senza vita coperti dal lenzuolo bianco.

"Io vorrei sapere perché la Spectre necessita di cloni per comandare" Paloma sollevò il braccio di 007 distendendo la fascia senza pieghe e legare il braccio destro al tutore "Ho conosciuto persone cocciute ma come te nessuna. Se la smettessi di muoverti farei un lavoro meticoloso". 007 borbottò qualcosa ma Paloma non rispose. Tra Bond e Leiter non sapeva chi dei due fosse malmesso più dell'altro dato che avevano ematomi dappertutto.

Già lo spazio era stretto, se poi "gli infortunati" si lamentavano del dolore non era un impresa assai facile per Paloma gestirli "Mi sembrate due bambini. Voi siete i classici uomini d'acciaio che preferiscono leccarsi le ferite da soli beh io vi dirò che solo lenire le vostre sofferenze se anche voi collaboraste un poco".

"Devi smettere James che lei è tosta" bofonchiò Leiter scegliendo una posizione comoda sul piccolo lettino.

Rey inserì la rotta per Kamino con un viaggio di due ore circa, Paloma si sedette in cabina di pilotaggio "Rey! Ti avverto che l'umore di Bond è pessimo. Credi che su Kamino ci accoglieranno a braccia aperte?.

Sapranno sicuramente cosa sia successo e probabilmente saranno indifferenti, anzi negheranno di aver costruito dei cloni per la Spectre" la Jedi non ne dubitava ma pretendeva risposte "Non abbiamo altra scelta".

Come sospettava Rey il ministro di Kamino era riluttante nel dire la verità sul lavoro commissionato "È un lavoro come un'altro, ci pagano profumatamente i nostri clienti"

"Però non ci preoccupate nemmeno chi siano fli acquirenti" continuò infastidita "Se non mi sbaglio anche in passato le vostre truppe di cloni sono stati usati per massacrare gente innocente". Il ministro di Kamino non ribatteva più nulla captando l'irritazione che Rey provava in quel momento "i vostri amici cono ancora con noi potete raggiungerli se volete".

Bond tornò al capezzale de compagno attaccato alla macchina staccando definitivamente la spina per lasciarlo andare, e il corpo? Beh Bond temeva di lasciarlo a Kamino temendo che potessero utilizzarlo per altri cloni volendo portare il corpo a casa e dar lui una degna sepoltura. Il secondo problema era quello della famiglia non poteva dire del decesso del padre di famiglia morto in azione e sostituto da una macchina "Porteremo il corpo con noi"

"Se è quello che vuoi" rispose Leiter "Mi riferivo a Mallory"

"No lo sa ancora ma lui non lo lascio in mano loro. Li portiamo con noi tutti e tre!" Ringhiò "tutti e tre? "

"Tutti e tre. Sarà sepolto vicino ai caduti dell' MI6 e la sua famiglia non saprà nulla. Se il clone riuscirà a prendere il suo posto"

"Ti stai portando in casa una cellula dormiente nei sei cosciente James?" Annuì "Conosco il rischio".

Protestò il ministro di Kamino, furente dispose ogni mezzo affinché il clone non uscisse senza prima un pagamento e il corpo morto preferivano tenerlo loro per deli studi completi "L'MI6 le salderà il conto" tagliò corto senza perdere tempo.

Bond tornò direttamente a casa senza passare da Mallory al quanto nervoso. Madeleine giocava sul vialetto con la figlia, Bond sentì le risate della piccola ancor prima di avvicinarsi "Papà" ella gridò correndogli incontro con le braccia aperte e lui la strinse forte a se "Mi sei mancato"

"Anche tu piccola mia" Rey attese a qualche passo di distanza sorridendo alla bimba "Tu sei un Jedi?"

"Si, sono Rey" disse inginocchiata "Io sono Mathilde". Madeleine raggiunse 007 e salutò Rey con una stretta di mano salda la scrutò attentamente e con un solo arrivederci si staccò dal marito. Con una fredda risposta disse: "Vi lasciamo parlare".

Discorsero per una paio di minuti lasciando indicazioni per Leiter e Rey si incaricò di trasmettere il messaggio "Tienila la spada laser, credo che Finan vorrebbe così" aggiunse con un sorriso luminoso "Quando l'ho usata avevo quasi la sensazione che lui fosse li con me." sorrise di nuovo "Che la forza sia con te James Bond"

"E con te Rey Skywalker".

Mallory non ebbe notizie del proprio agente per almeno una settimana. Quando rientrò in servizio dovette subire l'ira del capo ma a conti fatti la missione venne archiviata e approvata anche con qualche dettaglio negativo "Per non parlare del suo amico dela CIA ... Per non parlare delle sue ferie prese senza chiedere"

"Bèh se non erro Felix l'ha aggiornata e ha disposto sotto mia indicazione il rincasare del nostro agente". M sospirò a fondo fissando Bond in cagnesco e restò calmo per non esplodere "Non mi dispiace la sua idea di accogliere un clone nella nostra famiglia ma avrei preferito chr fosse stato lei af informarmi e condivido l'idea di Leiter sulla pericolosità che si possa rivoltare contro di noi".

007 incurvò l'angolo della bocca verso l'alto slacciando un bottone della camicia blu e comodamente sedersi sul bracciolo della sedia. Per il momento M non ebbe ancora ricevuto la richiesta di versamento di denaro per Kamino e prima che potesse accorgersene domandò: "C'è altro?"

"No" replicò abbastanza nervoso per l'insolenza di 007.

Il clone si adattò subito alla vita dell'agente a doppio zero alla quale prese il suo posto e la famiglia che non si accorse della sostituzione. "Non so te ma io continuo a credere che sia pericoloso tenerlo in casa"

"Si ma sei stato tu a volerlo portare via da Kamino."

"Per non lasciarlo in mano loro"

"Secondo me te la prendi troppo con te stesso James."

Paloma dirigeva un piedi dietro l'altro sul lungo muretto accostato al marciapiede con le braccia tese aperte come se tenesse l'equilibrio "Ti fai troppi problemi. Non pensarci più di tanto. Poi magari non succede nulla e se mai dovesse succedere davvero qualcosa Q sistemerà il problema". Bond camminava affianco a Paloma con le mani affondate nelle tasche. Si fermò un istante, E poi riprese il passo "Massi hai ragione, una rivoluzione ogni è salutare" abbozzò un sorriso. Tese il palmo aperto verso Paloma che a sua volta ci appoggiò il palmo e scese dal muretto atterrando con entrambi i piedi "Ti accompagno alla spazio porto?".

"Mi farebbe piacere, si".