J come Jugo
(Scritto da Padmini)
Kakashi aveva ormai capito che Naruto non si era ancora abituato al fatto di vivere insieme a lui e alle conseguenze che quella convivenza comportava; sembrava che Naruto non avesse ancora interiorizzato l'idea di avere qualcuno che si prendesse cura di lui e continuava a cercare di cavarsela da solo, cosa che ovviamente non riusciva a fare e la recente caduta nel fiume ne era la prova lampante.
Per questo motivo aveva iniziato a preoccuparsi quando l'Hokage gli aveva annunciato che sarebbe dovuto partire per una missione nel Paese delle Terme che lo avrebbe tenuto lontano dal villaggio per almeno un mese.
Con chi sarebbe stato Naruto? Ancora una volta da solo? Era la missione più lunga che gli avevano assegnato da quando aveva deciso di prendersi cura di Naruto e, alla luce di quanto era successo, non si sentiva sicuro.
"Dovrò portare Naruto con me" disse "Non voglio lasciarlo solo."
"Sai che gli altri Jonin non sono molto d'accordo sulla tua scelta di adottarlo, sai?" disse l'Hokage "Se lo portassi con te …"
"Quello che gli altri Jonin pensano non è un problema mio" rispose Kakashi, piccato "Vuole sapere invece cosa penso io?"
Hiruzen annuì, calmo come sempre e con un strano sorriso sul volto.
"Io credo, con tutto il rispetto, che siate tutti ipocriti e stronzi, lei per primo. Dov'è finito il rispetto che provava verso Minato e verso Kushina? Non un solo ninja ha pensato per un solo istante a Naruto, è stato accudito fin quando ha imparato a camminare e poi, ciao, arrangiati e beccati pure tutto l'odio di un villaggio abitato da gente di merda. Il suo dovere era quello di tutelarlo, di proteggerlo! Già il fatto che non abbia ereditato il nome del mio Maestro e che sia trattato con il rispetto che merita in quanto figlio del Quarto Hokage mi disgusta."
"Serve per proteggerlo da …"
"Da chi vuole impossessarsi della Volpe a Nove Code? Tutti lo sanno. Non ha alcun senso. Sono arrabbiato, anche con me stesso perché non ho fatto nulla fino ad ora. Ha idea di come viveva? So che di tanto in tanto va a fargli visita, ma non ha idea di quanto soffra, di quanto sia solo. Perciò, con o senza il suo permesso, lo porterò in missione con me, non posso lasciarlo da solo, non ancora."
"Potreste essere attaccati, per lui è pericoloso uscire dal villaggio" commentò Sarutobi, che aveva accolto lo sfogo di Kakashi con piacere, consapevole del fatto che avesse pienamente ragione.
"Lo proteggerò io" annunciò Kakashi e, detto questo voltò le spalle al vecchio Hokage e uscì dalla stanza senza nemmeno chiudere la porta.
Erano trascorsi alcuni giorni, Naruto era al settimo cielo, era la prima volta che usciva dal villaggio e farlo con Kakashi era ancor più bello. Avevano viaggiato rapidamente e, dal momento che Naruto era ancora troppo piccolo per stare dietro al Jonin, Kakashi lo aveva tenuto sempre sulle spalle e si era perfino sorpreso di notare che, a metà strada, si era perfino addormentato.
Arrivati a destinazione Kakashi aveva preso dimora presso un piccolo albergo dove aveva chiesto alla proprietaria di badare al piccolo mentre lui durante il giorno o la notte.
Kakashi aveva avuto in effetti qualche dubbio a riguardo, alla fine aveva deciso che fosse più prudente portarselo dietro rispetto a lasciarlo solo al Villaggio, temeva che potesse succedergli qualcosa mentre lui era via, ma Naruto lo aveva piacevolmente sorpreso perché si comportava come se nemmeno ci fosse: quando lui era lì appariva allegro e spensierato, quando se ne andava, secondo ciò che gli diceva la signora dell'albergo, se ne stava tutto il giorno nella sua stanza o in giardino, qualche volta chiedeva di poter disegnare, ma era tutto sommato tranquillo, forse proprio perché sapeva che Kakashi tornava sempre da lui.
Kakashi e Naruto si trovavano lì da qualche settimana, quando accadde qualcosa di inaspettato. Kakashi era fuori da un paio di giorni, ormai aveva imparato a fidarsi di Naruto, che se ne stava tranquillo nella sua stanza o nel giardino che circondava l'albergo, ma quella notte accadde qualcosa di diverso.
Era notte fonda, Naruto stava dormendo, quando all'improvviso Kurama lo svegliò.
"C'è qualcosa che non va, percepisco un chakra strano, oscuro, fuori controllo."
Naruto si alzò e andò alla finestra, in lontananza si sentivano dei rumori strani, in apparenza degli animali selvatici.
"Davvero?" chiese Naruto "Magari sarà spaventato! Avrà bisogno d'aiuto!"
Kurama esitò, si concentrò per identificare la fonte del Chakra, quindi annuì.
"Kakashi ti ha detto di restare qui" disse "Ma credo che tu possa aiutarlo. Andiamo? Avrai bisogno anche del mio aiuto."
Naruto annuì, quindi sgattaiolò fuori dalla finestra e in pochi minuti si trovò nella foresta.
"Sarà pericoloso" disse Kurama "Ti aiuto io, così potrai anche vedere al buio."
In pochi istanti il corpo di Naruto fu completamente circondato dal Chakra dorato della volpe e i suoi occhi diventarono rossi.
"Andiamo!" disse Kurama "So dove si trova!"
Naruto e Kurama si avventurarono nel folto del bosco e non ci misero molto a trovare l'origine di quei suoni: un mostro era solo in mezzo a una piccola radura formata dagli alberi che lui stesso aveva spezzato.
Naruto si avvicinò senza timore e, grazie al Chakra di Kurama, riuscì a fermarlo.
"Calmati!" disse "Qualsiasi cosa sia successa, calmati! Va tutto bene, ci sono io qui! Non sei un mostro, sei buono, lo so!"
Il mostro si fermò, per un istante sembrò che stesse per attaccare con maggior forza, invece si calmò, così Naruto potè vederlo meglio.
Sembrava un essere umano, eppure di umano aveva poco, era deformato, ma pian piano sembrò tornare normale, come se l'aspetto che aveva assunto precedentemente fosse temporaneo e dettato dalla sua emotività.
"Sembra quasi una Forza Portante" commentò Naruto.
"Non lo è" rispose Kurama "Non sento il Chakra di uno dei miei fratelli."
"Come ti chiami?" chiese Naruto al bambino che lo osservava spaventato.
"J-Jugo …" rispose lui, tremando "N-non voglio fare del male a nessuno! Lo giuro! Ma io … non posso farne a meno! Dovete andare via! Dovete scappare da me!"
"No" rispose Naruto con decisione "Te l'ho detto, non sei un mostro. Io sono Naruto, tanto piacere." concluse, sorridendo e porgendogli la mano.
Jugo esitò, poi sorrise e rispose alla stretta di mano.
Naruto e Jugo chiacchierarono parecchio, poi Jugo disse che doveva andare e anche Kurama fece notare a Naruto che era quasi l'alba e che Kakashi sarebbe arrivato a breve. Rapidamente i due bambini si salutarono, quindi Naruto tornò nella sua stanza e finse di dormire poco prima che arrivasse Kakashi. Il ninja entrò silenziosamente ma Naruto si mosse e si mise a sedere.
"Sei tornato?" chiese con voce assonnata.
"Sì, ma è presto, torna a dormire. Ti sei divertito ieri?" chiese.
"Sì. Sai una cosa? Ho un nuovo amico ora!"
Kakashi sorrise.
"Mi fa piacere. Me lo presenterai?"
"Lo spero …" mormorò Naruto, con gli occhi chiusi e quasi già addormentato "Ti voglio bene papà …"
Kakashi restò paralizzato per la sopresa. Lo aveva davvero chiamato "papà"?
