È fatta. Se la Ribelle è convinta, è fatta. Xayah è in conflitto con la nove code perché, a detta sua, Ahri ha permesso che lei e Rakan cadessero e cedessero alla Stella del Crepuscolo, al caos. La notte in cui l'apocalisse si è riversata su Valoran City, l'Ammaliatore si è sacrificato sotto i miei occhi per redimire l'amata e sconfiggere Zoe, perdendo di fatto la propria luce interiore. Fortuna che Xayah è una tipa ostinata e non avrebbe mai permesso a Rakan di continuare ad errare nell'oscurità e così si mise alla ricerca dello stesso per riportarlo alla luce. Sono eventi più o meno recenti, però son cambiate tante cose da allora e le due hanno ripreso a collaborare quando strettamente necessario. In ogni caso è palese che hanno un'affinità e una sincronicità senza pari, sicché quando decidono di scendere in battaglia insieme non ve n'è per nessuno. Senna è la prima ad intercedere per la caposquadra assicurandosi dunque che il decreto sia approvato collettivamente, nessuna esita con sommo compiacimento della volpe e della luogotenente. Akali dev'essere estremamente felice di essere ufficialmente una guardiana della città oltre che delle stelle, anche se non lo dà a vedere. Il sindaco espone le idee che avrebbe voluto impiattarci dall'inizio, alcune sembrano piuttosto valide mentre altre sono un po' troppo fantasiose, quel che colpisce però è la rimodellazione di Valoran City in modo da supportare le Guardiane Stellari e non dipendere totalmente da esse. Diventando uno stato indipendente ed ottenendo una propria autonomia, essa potrà instaurare un rapporto simbiotico con le guardiane e se dovessimo muoverci in giro per il mondo non ci sarebbero problemi. Kassa Din aggiunge pareri finanziari riguardo la situazione ed eventuali costi di progettazione edile ed urbanistica convertendo i rifugi Din sotto terra in strutture che proteggano le persone nelle proprie abitazioni ed evidenziando l'importanza di ospedali e centrali elettriche. Se avessimo la certezza che specifici punti sensibili fossero totalmente al sicuro il lavoro di noi guardiane si alleggerirebbe di parecchio, che comunque dobbiamo tenere d'occhio l'intera città in caso di invasioni per evitare che sfugga anche solo una della progenie del Vuoto. Una cartina assai dettagliata che mappa strade, vie, cunicoli e zone di Valoran City e dintorni viene spiegata sul tavolo ed è talmente grande da penzolare lungo i bordi della base in legno. È incredibile il numero di informazioni che il comune è riuscita a racimolare in un singolo giorno, la dedizione al progetto è d'ammirare. La discussione va avanti finché la mia omonima in ruolo non propone a "Ciafano", così chiama il sindaco indispettito dal nomignolo, di suddividere diversi compiti alle tre squadre principali: quella capitanata da me e Akali, quella di Ahri composta solo da lei e Fortune e quella della stessa. L'assist è perfetto, intervengo dopo esser stata da parte a lungo e dimostrerò alle due mentori che non sono seconda a nessuna e sarò all'altezza di qualunque stella.
- Io e Akali conosciamo bene Val. Possiamo occuparci di portare in luce le zone meno agiate ed a rischio.
La mia migliore amica condivide veementemente la mia opinione ed è sorretta dai restanti membri della squadra. Il loro supporto è vitale, parafrasando quel che mi disse Xayah qualche giorno fa: un capitano non è nulla senza la squadra a sostenerla. Siamo quel che siamo e niente ci dividerà.
- Per me va bene. Tu che ne dici, piccione?
- Pare che Kai'Sa ed Akali abbiamo preso la loro decisione, cagna.
La Cacciatrice conclude e riepilogando quanto decretato suddivide ufficialmente le squadre assegnando compiti precisi per ciascuna di essa, concordi a quanto detto fino a tal momento. Io e Akali, con il nostro gruppo a seguito, ci preoccuperemo di rilevare punti particolarmente insicuri, mentre i due amanti e la loro squadra si occuperanno di supportare il sindaco nelle fortificazioni. Dopo le imposizioni comunque accettate, si avvicina nuovamente al sindaco scrollando Boki e Baki come avesse intenzione di mettere in atto le minacce di poco prima.
- Tu fa in modo che funzioni, altrimenti giuro sulla Prima Stella che ti farò preferire il Vuoto alla mia furia.
- Certamente signorina. Lei… Voi avete la mia parola che farò il possibile affinché vada tutto liscio.
- No. Deve funzionare.
- Funzionerà.
È la finalissima della competizione di gara di sguardi tra la guardiana e l'uomo in cravatta.
- Perfetto. Io ed Ahri abbiamo un altro compito, ma vi supporteremo.
Che io sappia nessuna interazione tra umane e guardiane, al di là di Zoe e dell'ira omicida che fa da padrone nel suo cuore ha mai minacciato un essere vivente. Seppur indirettamente, essa va contro i principi del giuramento con la Prima Stella. Lux avremmo bisogno di te più che mai.

Devo programmare il da farsi. Se denuncio la dipartita di mio padre dovrò fare i conti con l'assistenza sociale ed ho bisogno di soldi per vivere. Nel libretto postale ho qualche cosa per tirare avanti pochi mesi, necessito di un'entrata costante per assicurarmi quanto meno di pagare le bollette. Non mi devo scoraggiare, un modo lo troverò. Potrei chiedere a mio zio, fratello di mia madre, da lui in campagna ho lasciato il motorino qualche tempo fa e mai ripreso. Chissà in che condizione versa, se non l'ha buttato o venduto sarà molto utile come mezzo di spostamento nella speranza che, se in caso sia ancora in suo possesso, si accenda. Tra il parlare fra me e me ed il ponderare su quale sia la via migliore, mi guizza nel cervello l'idea di andare da Loris e cercare la sua compagnia. Non perdo tempo e in men che non si dica mi dirigo dal mio amico, non considerando neanche l'idea che non sia nella propria abitazione. Sotto la palazzina citofono con insistenza, schiacciando compulsivamente il bottone color marrone che collega l'apparecchio elettronico a casa sua. Il porticino di vetro ed ottone battuto scatta e salendo le scale noto un Loris in ciabatte che mi aspetta sopra il tappeto recitante "benvenuti" che precorre l'ingresso. Scambiamo un caloroso abbraccio sollevati nel vedere l'uno e l'altro incolumi, al massimo con qualche graffietto per nulla rilevante. Entrati in camera sua si scambiano informazioni, però a dirla tutta è lui a pilotare la conversazione poiché io sto omettendo la parte di 'sti giorni relativa alla tiritera delle SG e alla scomparsa prematura di mio padre. In mezzo alla discussione mi domanda se il professor Ryze o la professoressa Illaoi hanno chiamato in merito alla ripresa delle lezioni che riprenderanno la settimana prossima e hanno invitato gli studenti, qualora abbiamo avuto problemi durante l'attacco, di recarsi in segreteria per sbrigare le pratiche di rientro. Al termine della discussione raccatto tutte le mie cose e con la scusa che sono in ritardo con il programma della mattinata mi dileguo. Sto a zonzo per la città a vuoto, considerando l'opzione o meno di chiamare mio zio. Che cosa dovrei dirgli per l'esattezza dopo così tanto tempo, dopo che non lo sento da anni. Le imprecazioni faticano a rimanere solo pensieri e pur gridandole aiuterebbero soltanto un po' e per un lasso di tempo molto breve. Incidentemente ripenso alle parole di Loris sulla segreteria, sulla scuola e sui professori che hanno chiamato. So cosa fare, apro il tastierino numerico del telefono e 'sta volta vado a colpo sicuro componendo il numero dell'unica persona che ha la mia totale fiducia in assoluto.
- Dimmi Alex.
La cordialità presumo non sia la priorità, ma già ringrazio il cielo che mi abbia risposto e il che vuol dire che ho centrato la persona che può davvero aiutarmi nel concreto.
- È impegnata professoressa Xan? Posso richiamarla più tardi se lo desidera.
- Io sono perennemente impegnata. È urgente?
- Sì. Sfortunatamente, sì.
- Raggiungimi alla stazione "Ixtal", ai guanti ci penso io.
Riattacca celermente. Il significato di quel "ai guanti ci penso io" mi rimane sconosciuto. Lo scoprirò quando sarò da lei, per adesso devo raggiungere la professoressa alla stazione. Il mezzo più veloce per raggiungere il luogo prefissato da qui è prendere un treno dalla stazione centrale, ma ogni mezzo che non sia un bus attualmente è stato soppresso. La mancanza di non aver mai memorizzato la mappa che indica quale tratte ferroviarie vengono sospese e quale rimangono attive in caso di emergenza la sto pagando adesso, tuttavia con un bus e con piccolo tratto a piedi in mezz'ora dovrei essere da lei. Invece il bus staziona nei pressi della stazione "Ixtal" che di stazione ormai ha solo il nome, sicché tutta la parte orientale e nord della stessa è sottosopra con più macerie che rotaie. Oltre gli svariati cartelli e le molteplici transenne composte da una fila interminabili di reti di plastica rosse, un'Irelia sta scavando e sollevando da terreno una palata di sabbia delineando l'irriducibile resistenza della donna in questione. Appena la Xan mi nota scarica le macerie raccolte all'interno di un recipiente arpionato ai carelli elevatori e con un cenno mi induce ad avvicinarmi, scavalcando la transenna ed offrendomi i guanti di cui aveva accennato.
- Se hai bisogno di parlare, allora parliamo. A ogni buon conto, qua due braccia in più farebbero comodo. Tu aiuti me ed io aiuto te. Che ne dici, abbiamo un patto?
Infilo i guanti da lavoro larghi per la mia misura e la seguo. Il lavoro è duro e faticoso, tra spostare calcinacci grossi quanto zaini per caricarli sulle carriole e lo scavare tra i blocchi di tufo, forse l'unica parte ancora intatta di me son proprio le mani protetti da guanti che a questo punto saranno composti da bronzo fosforoso e non da polimeri sintetici. Star qui mi ha donato una seconda prospettiva del volontariato svolto dalla Xan, che è affiancata da figure professionali competenti che le indicano come muoversi. A dispetto dell'opinione comune non è lei a dirigere i lavori e come non lo sta facendo qua, probabilmente non avrà il comando in molto altri campi ove la si vede apparire. Immagino sia più semplice per la gente, così come lo è stato per me sino a che non ho visto ciò con i miei occhi, additare Xan Irelia come una benefattrice universale che svolge ogni lavoro da sola, piuttosto che realizzare l'immenso lavoro di testa e muscoli di altrettante valide persone che l'affiancano. Se ci si ferma a riflettere è un pensiero normale e scontato, tuttavia a misurare superficialmente la questione pare che neanche chi le sta intorno si renda conto dell'effettiva realtà. In fondo va bene così, fin tanto che vi sarà l'Angelo del Fango come etichetta del buon esempio e del lavorare sodo per solidarietà non vedo motivo alcuno di perdersi nella burocrazia ed in astruse riflessioni. Calcinaccio dopo calcinaccio, ora dopo ora, la stazione Ixtal prendere una forma riconoscibile e meno indefinita rispetto a come si palesava 'sta mattina con quella che assomigliava ad una cascata di pietre in caduta libera. La pausa pranzo arriva provvidenziale come la campanella di fine ora durante un'interrogazione mediocre e traballante. Ognuno mangia quel che capita a tiro dato che bar, panifici e qualunque altra attività commerciale è momentaneamente chiusa, fortuna che la Xan ha provveduto pure a ciò e mi allunga un panino di quelli preconfezionati, sicuramente il suo pranzo. Mi sento in colpa a mangiare il cibo di un'altra persona che sta dando il cento per cento privandola del pranzo, ma lo sfinimento mi induce a trangugiare subito lo spuntino ed aspetto un po' prima di ripigliare a spingere la carriola. La professoressa è quella che nel lato pratico v'ha dato dentro meglio e maggiormente rispetto a chiunque altro, è bagnata zuppa di sudore, emana un odore non proprio gradevole ed è ostico capire, di quel poco che è esposto come volto e mani, quale parte sia pelle e dove invece inizi la polvere di cemento. Contrariamente alla mia falsa pigrizia, la forza e l'aura di resilienza che si trascina dietro l'Angelo del Fango permette una ripresa spontanea dei lavori appena ella ritorna in piedi. È esattamente ciò il vero motivo per cui Irelia è una leggenda da noi a Valoran City, giacché è l'esempio del non demordere e del non battere mai la fiacca. Come ripete a chi si stanca e smette di essere utile: le persone hanno bisogno che il servizio in stazione riprenda il prima possibile, se cediamo noi la città ne risentirà ed è certo che dopo tali parole quel "chi" torna ad essere un tipo volenteroso. I lavori proseguono finché il sole non cala completamente e l'unica luce a disposizione sono i grossi fari d'emergenza che illuminano la zona ceduta e comunque serviranno per un'altra ora al massimo, perché tutti, ma veramente tutti siamo gonfi e stanchi. Non siamo professionisti abituati, solo un gruppo di ragazzi improvvisati che ha dato fondo all'energie della gioventù. V'è chi saluta gridando buonanotte, chi invece se ne va senza dir nulla e v'è chi invece sti sta organizzando per i passaggi in auto per ritornare domani. Potrei interpellare chiunque e riceverei la stessa risposta, cioè che ciascuno è pienamente soddisfatto del contributo che oggi ha dato. È un bell'ambiente generato dal semplice desiderio di aiutare la comunità, non v'è qualcuno qua che guadagna qualcosa, anzi v'è chi spende per motorizzarsi per presentarsi. In tal senso ho totalmente scordato che non essendo la stazione agibile, non vi sono treni per riportarmi indietro e l'orario per il bus è già bello che andato. Chi ha la volontà di camminare per otto chilometri a piedi per rincasare.
- Alex.
Irelia chiama il mio nome mentre sistema picozza e pala in auto. Ha ragione dovrei restituirle i guanti che mi ha obbligato con la gentilezza ad usare. Non che io sia triste di aver dato una mano, sia ben chiaro. Di base è stata un'esperienza nuova e costruttiva, permettendomi di focalizzare e spendere la giornata in maniera produttiva, piuttosto che concentrandomi sul dolore della perdita.
- Sali, ti do uno strappo a casa.
Mi stupisce la maniera colloquiale con cui si approccia a me, l'apice della confidenza che era arrivata a cedere è il chiamare per nome e non per cognome un paio di alunni in contesti ben specificati e senza prendersi un dito in più di quanto dichiarasse. La familiarità da pari con cui si pone sommata alla guida spericola inframmezzata da continue distrazioni e gesti discutibili ai pochi automobilisti che incontriamo, la giudicherei quasi estranea al personaggio della Xan e la pongono sotto una luce che risalta delle sfaccettature nascoste a scuola. Si comporta come amica anziché come insegnante.
- Riguarda Zilean?
Dunque ne è a conoscenza, d'altronde si sta parlando di Xan Irelia. Non accade nulla in città senza che lo venga a sapere. Non devo piangere, sarei un bambino se cedessi alle lacrime ed è mio stesso interesse propormi come farebbe una persona adulta con alcun sentimentalismo. Sono alla ricerca di soluzioni pragmatiche ed efficaci per essere indipendente e sbrogliare la matassa, non a cercare conforto o una spalla su cui piangere.
- Sono ai ferri corti. Poche idee e ancor meno parenti che mi possano affiancare. V'è di mezzo soprattutto la questione del mantenere in autonomia l'appartamento e la scuola che forse dovrò abbandonarla.
Ho basse aspettative per quanto riguarda l'ascoltarmi, poiché presa eccessivamente dalle ingiurie al volante. Però la risposta che mi dedica contraddice i miei pensieri, d'altronde si sta parlando di Xan Irelia.
- Se cerchi una soluzione precisa sei cascato male. Forse ho un affare da proporti, a patto che tu non abbandoni gli studi, che non intraprenda cattive strade e che verserai sudore. Al resto ci penso io, ti fidi?
Ribadisco che è assai di più di quanto mi potessi attendere e che nessun dubbio su quanto mi ha chiesto se si riesce a trovare una risoluzione su misura. La disponibilità della donna è inaspettata.
- Frena l'entusiasmo ragazzo. Niente è gratis nella vita, fintantoché la Valoran Accademy sarà chiusa, tu starai con me a dare una mano in città. Passo a prenderti domani mattina, tieniti i guanti che ti serviranno.
Mi molla nei pressi di casa e riprende la guida per destinazioni a me ignote. Chiudo la giornata più sereno rispetto a come era iniziata. Che cosa avrà spinto l'Angelo del Fango a proporsi parecchio è difficile da interpretare, ma d'altronde si sta parlando di Xan Irelia.

- Qual era il bisogno di trattarlo con i piedi?
- Stiamo cambiando la storia di un intero pianeta schiappa stellare e tu ti preoccupi della tua piccola cotta?
- È da maleducati rispondere ad una domanda con un'altra!
Non mi sta neppure prendendo sul serio, l'allenamento a coppie proposto, o per meglio dire imposto, da Sarah fa schifo. Durante l'attacco del Vuoto, Quinn ha scorto la mia scelta di affidarmi ad Ina per massimizzare la copertura sul campo di battaglia e coprire un'area più vasta di quella che avrei potuto tenere sott'occhio da sola. Sulla base di quanto veduto dalle Ali di Valoran, quest'ultima si era proposta di supportare me ed il famiglio per affinare il sincronismo e se vi è qualcuno che può insegnare a collaborare a pieno con il proprio famiglio, quel qualcuno è Quinn. Speravo che con la riunificazione della squadra avremmo testato quanto prima strategie, tattiche e studiato piani per prepararci al meglio, ma pur con richiesta specifica la Cacciatrice mi ha appioppato ad una delle mie controparti ed è stata intransigente. Sono la capitana della mia squadra, ma quando occorre allenarsi tra squadre, la mia inesperienza si fa sentire e alla mia migliore amica è andata probabilmente peggio, sicché sta affrontando la volpe e tra le due non scorre troppo buon sangue, anche se è più Akali ad essere tediata da Ahri che viceversa. A mio parare manca il senso di addestrarmi affrontando la Ribelle, se a malapena ho scalfito lo scudo del suo ragazzo per prepararmi a fronteggiare la Lama D'Ombra e sono stata costretta a metodi di battaglia creativi. Difatti la vastaya piumata non si sta minimamente sforzando e m'irrita che non percepisca l'urgenza di contrattaccare. A dispetto di quel che sembra e dei criteri della co-capitana mi fido di Xayah e Ahri, nonostante tale fiducia sia stata alquanto torchiata ultimamente e tuttavia mi sfugge ancora il significato della nostra sfida. Verosimilmente starò prendendo la situazione molto più seriamente di quel che è all'effettivo e gli infiniti ragionamenti inutili sui vari perché non batteranno la Ribelle. Batterla poi, sarebbe un successo colpirla con efficienza. Per affaticarla seriamente servirebbero due o tre di noi guardiane "inesperte", come adora definire gli elementi della mia squadra, me compresa. La vastaya si ferma di botto e io con lei, siamo distanti pochi metri l'una dall'altra e prolungando il braccio sinistro mi getta un gesto di sfida per farmi sotto. La provocazione sorta dalla sicurezza che sarei abboccata nella sua trappola non funzionerà, ho tenuto traccia delle piume che ha cosparso ovunque durante le sue schivate. I duri scontri con l'Ammaliatore hanno devoluto in me una visione minuziosa dell'ambiente nel quale sono immersa. La radura che all'apparenza non è cambiata di una virgola malgrado la battaglia tra me e la Lama d'Ombra sta ospitando le piccole schermaglie d'allenamento di noi guardiane e questo è parte integrante dell'addestramento, serve a tener conto dello spazio di manovra che si ha a disposizione senza incespicare ed interferire tra compagne. Ciò indica che le piume della vastaya hanno un angolo stretto per colpirmi ed è facile neutralizzarle, se Xayah mi sottovaluta tanto peggio per lei. Mi alzo in volo fino a che il mio bersaglio non è altro che un piccolo puntino, ma distinguibile ed impossibile per tanto sbagliare mira. Mi lascio cadere usando l'energia stellare per direzionarmi e puntare dritta su di lei, che risponde alla mia azione direzionando le piume su me. Non questa volta mentore, non questa volta. Ina spara e nullifica le piume, la mia discesa paragonabile alla velocità fulmini raggiunge in un brevissimo attimo l'avversaria. L'onda d'urto scaturita dal colpo è talmente intensa che le mie sorelle hanno dovuto attutirla con la propria energia stellare, altrimenti avrebbe fatto impazzire i sismografi dell'intero pianeta, rompendo di fatto l'allenamento di ciascuna. Rimango bloccata a mezz'aria in un pugno contro pugno perfettamente bilanciato. Il terreno attorno a Xayah continua a frantumarsi ed a cedere senza che ciò la scomponga o la faccia desistere dall'andare avanti. La scia che mi circonda, che fluttua via e si disperde dalle mie gambe si intensifica per variare dal bianco ad un rosa intensissimo. Trabocco così tanto di energia stellare che la gemma nel mio petto sta raggiungendo temperature laviche, manco contro Morgana ero arrivata a tanto. Ho in me la potenza di una stella cadente, un meteorite che abbatterà la sfrontatezza della Ribelle.
- Tanto potere sprecato per un ragazzo che neanche ti vuole vedere! Schiappa stellare!
- Sta zitta!
Le mie nocche fanno attrito con le sue e ora perfino lei brucia di un'energia stellare che darebbe colore alle ametiste, se non fosse per le nostre sorelle a contenere la furia della lotta avremmo appiattito l'intera catena montuosa che ci circonda. Con i pugni stretti e gli sguardi di sfida assoluta nessuna delle due cede di un centimetro. Un passo indietro per la vastaya vorrebbe significare che a livello di forza sto accorciando le distanze in un battito di ciglia in termini di vita di una stella; un ripiegamento per me e vorrebbe significare che son classificabile davvero come inesperta. Incanalo ogni grammo di energia stellare e la convoglio dal bacino in su portando la zona inferiore del corpo a comportarsi al pari di un propulsore che mi spinge e Xayah mi respinge usando lo stesso principio sul proprio braccio. Giro un secondo la testa e vedo la Cacciatrice tener a bada Rakan, ottimo nessuna guardiana deve interferire. Il suolo sotto l'alata continua a dimenarsi, a rompersi. Posso farcela, posso sconfiggerla.
- Mocciosa. Non sai neppure chi sei.
Il colpo di Xayah improvvisamente acquista vigore, anzi, sono io che perdo le forze. No, Kai'Sa assolutamente no! Non ti devi far confondere, devi rimanere salda nel tuo credo e nelle tue certezze.
- E questo…
No, no, no! Non devo ascoltarla! Riesco a piegare il gomito senza perdere contatto tra le nocche sanguinanti ed a tirarle una testata in piena fronte che accusa, ma ella non vacilla. Io sono Kai'Sa, capitana dell'ultima generazione di Guardiane Stellari, succeditrice di Luxanna Crownguard e non mi arrenderò mai. Non sarà una mia sorella a sconfiggermi o ad umiliarmi.
- Ti rende debole!
Tira indietro il pugno e io perdo la presa su di lei con l'energia stellare che cessa di sostenermi. Piombo a peso morto, ma prima di schiantarmi a terra la Ribelle mi centra con un gancio in pieno petto, imprimendo una tale ed immensa velocità e potenza da farmi schizzare nella stratosfera e facendomi perdere la trasformazione in guardiana. Riprendo controllo di me in aria per un momento appena noto che potrei sfasciare la lamiera di un aereo all'impatto. Con le ultime energie rimastomi evoco i cannoni per far esplodere due proiettili tra loro e modificare la traiettoria ascendente del mio corpo. Qualsivoglia particella di energia della gemma è defluita via e sono in uno stato di caduta incontrollata che non ho modo di rallentare. La situazione è critica, l'unica cosa che posso fare è precipitare di schiena per impanicarmi alla vista della terra che si avvicina e sperare di riaccendere la scintilla della Prima Stella per salvarmi. Più ci provo e meno energia percepisco in me, il chiodo nella mia bara sarà il debole datomi dalla mia mentore. Copro gli occhi con le braccia, non so quanto manca, prego solo che le mie sorelle verranno a prendermi. Il dolore di un piccolo, ma profondo graffio mi parte dalla caviglia e concretizzo di essere al sicuro tra gli artigli di Valor adesso. Riportata a terra vengo malamente accolta da Sarah che sbeffeggia furbescamente della mia prestazione. Ai margini della radura le guardiane stanno ripristinando lo stato ottimale del posto con l'assenza della Ribelle e del compagno vastaya. Fatico a rialzarmi e sia lodata Akali che mi sorregge sulla spalla, Akali che arrota i denti dalla rabbia per le attuali condizioni in cui riverso. Se dovessi indicare scrupolosamente ogni punto del corpo che mi causa dolore verrebbe fuori un intero manuale di anatomia completo di immagini, tuttavia dolore a parte, sono pressocché integra a parte il polso rotto che non riesco a muovere. La mia migliore amica è sul piede di guerra con la Cacciatrice, purtroppo però non sopporterei il peso di assistere ad un altro combattimento e consigliandole di lasciar perdere ritira i proponimenti bellicosi. La smania di lottare nuovamente contro la capitana redenta scalpita come un grosso felino durante la prima caccia, eppure per quanto stia provando la mutazione in Guardiana Stellare è irraggiungibile e dalla condotta di Sarah pare che l'attuale situazione era messa in conto.
- Non sono debole…
Il rincrescimento dà aria alla bocca e mette per voce i miei pensieri in una frase carica di costernazione. Poco importa, non è la seconda della nove code ad intimorirmi.
- Lo sei eccome. Voglio dire: che cosa ti aspettavi? Sei una guardiana da neanche l'inizio di un ciclo del sistema solare in cui ci troviamo. Chi sei tu a confronto di una tua sorella millenaria? Credi forse davvero che un po' di coraggio e volontà basti a collocarci al di sopra di una Xayah oppure ad una come me?
- Ma smettila Fortune!
La Lama d'Ombra non si trattiene alle affermazioni della rosso fuoco e risponde per le rime, non tenendo in considerazione un aspetto essenziale: ha ragione. Ha fottutamente ragione. La regressione delle mie abilità è cominciata prima di questa battaglia, la Ribelle ha saputo portarmi al limite ed a consumare interamente il potere cosmico contenuto all'interno della mia gemma. Aver avuto la meglio su di una Nemesi Stellare come Morgana, per quanto incredibilmente potente, non dà il diritto a me o ai miei compagni di pensare di essere ancora all'altezza, eccezion fatta per la Gioia Travolgente ovviamente. Il concetto dell'esercizio di oggi era finalizzato e generato su misura per me, per rendermi tangibile i miei limiti e darmi quindi cognizione del mio attuale ed insufficiente stato di forza. Ragazze, squadra, vi chiedo scusa. Voi state sempre lì ad incitarmi, incoraggiarmi per infondermi coraggio e io finisco violentemente con il sedere per terra. Non mi arrenderò, l'ho dirò fino alla nausea e non vivrò nell'ombra delle mie sorelle capitane. Supererò le vastaya, poiché io sono una guerriera della Prima Luce e darò prova indubbia della mia virtù.