Prompt: Sweets

Coppia: Sasuke x Naruto

OS Canon

Rating: Giallo

"Io detesto i dolci, Naruto."

Sasuke, con le braccia incrociate sul petto, si era piazzato sulla soglia per non farlo passare. Gli occhi taglienti del moro avevano prima fatto a fette il pacchettino che Naruto gli aveva portato fino a casa, poi Naruto stesso.

"Cosa ti piace, allora?" Naruto si grattava la nuca con lo sguardo basso, la mano col pacchetto si era abbassata sconsolata.

"Niente in particolare" Sasuke continuava a squadrarlo dall'alto "Anzi, sono più le cose che odio piuttosto che quelle che mi piacciono."

Già, sicuramente Naruto rientrava in quello che Sasuke odiava, era evidente. Che poi, anche se non fosse stato nella categoria odiati, sarebbe comunque rientrato in quella del non mi piace.

Così a Naruto non era rimasto che fare un passo indietro e richiudere la porta di Sasuke. Piano, se avesse fatto rumore, Sasuke lo avrebbe disapprovato ancora di più. Con la stessa attenzione aveva sceso le scale, produrre suoni significa esistere e Naruto desiderava scomparire.

Che idiota! Come gli era venuto in mente di poter piacere a uno come Sasuke? Così intelligente, riusciva in tutto, che Sasuke non avesse tempo per un fallito come lui rientrava nella normale amministrazione.

Sasuke aveva ragione, farsi vedere in giro in compagnia di uno scemo significava rovinarsi la reputazione per sempre. Se nessuno gli voleva bene e lo avevano abbandonato a cavarsela da solo doveva pur esserci un motivo.

Naruto camminava con la testa china, ormai il collo gli faceva male. Aveva patito la fame tre giorni per potersi permettere la scatola di cioccolatini. Sapeva che Sasuke non andava matto per i dolci, ma quella era cioccolata! Gusti particolari, poi. Naruto li aveva scelti uno per uno pensando all'amico.

Tanto valeva mangiarseli.

Naruto si era annidato in un vicolo, aveva aperto la scatola seduto in terra con la schiena appoggiata a un bidone della spazzatura. Una lacrima gli aveva colpito il pollice mentre afferrava la mini coppa alla fragola ricoperta di cioccolato al latte. Divino, il sapore del frutto era aspro, Naruto aveva pensato che a Sasuke potesse piacere.

Il secondo era una pralina alla ciliegia con il guscio di cioccolato bianco. I sapori si mischiavano senza criterio, servivano solo a tamponare il vuoto dell'anima, la cioccolata gli colava sul mento. Perché i muscoli della bocca perdono il controllo quando viene da piangere?

"È inutile che ti nascondi, mostro, tanto la tua puzza si sente lontano chilometri."

I cioccolatini erano rotolati nella polvere, Naruto era scattato in piedi trovandosi davanti tre ragazzotti più alti di lui.

"Ehi, tu che dici" il secondo aveva tirato una gomitata al primo che aveva parlato "se proviamo a buttarlo nel fiume riusciamo a lavarlo?"

"Non credo, sarebbe peggio. Dopo lascerebbe una scia di cane bagnato."

I tre si erano fermati giusto per ridere.

"Non credere che a Iruka interessi qualcosa di te" il primo, che sembrava il capo, era tornato alla carica "Ti ingrasserà a puntino, poi, quando sarai abbastanza grande, vendicherà i genitori che gli hai ammazzato."

Gli davano del mostro? Bene. Era l'ora che quei tre il mostro lo vedessero davvero.

Naruto aveva lasciato che dolore, rabbia e solitudine gli scendessero nell'anima senza freni. Le ultime immagini, il viso di Sasuke, la sua assenza, avevano fatto salire intenso calore nella testa di Naruto. Le risate dei tre erano distorte, metalliche. Naruto sentiva la divisa arancione andargli stretta.

Aveva dimenticato il linguaggio, non riusciva a elaborare parole, il suo cervello era rudimentale ma più forte. Con la mano, aveva staccato un pezzo di muro, Naruto aveva registrato appena la pioggia di mattoni finita ai piedi dei tre.

Ora urlavano, le facce atterrite. Il torace del capo banda era esploso trafitto da qualcosa, quello che avrebbe voluto buttarlo nel fiume agonizzava in terra in preda alle convulsioni. Il terzo era fuggito, un testimone doveva sempre restare per…

Ma chi era stato? Non li aveva uccisi Naruto, a lui non sarebbe interessato risparmiare qualcuno affinché raccontasse le sue gesta e la gente potesse continuare a temerlo.

Avrebbe voluto chiedere: chi va là? Ma gli era uscito solo un ruggito.

"Naruto?"

La voce distorta gli aveva fatto venire la bava alla bocca, Naruto si era rigirato su se stesso continuando a demolire il muro.

"Naruto?"

Il suo nome era più chiaro, la rabbia rientrava perché lui quella voce l'amava.

Poi si era ritrovato seduto in terra, l'espressione incredula e gli occhi azzurri sgranati. Sasuke era là, sorridente, gli tendeva una mano. Naruto l'aveva accettata, Sasuke lo aveva tirato in piedi con una forza straordinaria.

"Ma allora… tu…" Naruto si grattava la nuca con lo sguardo basso.

"Sì, ti ho seguito. Perché…" per la prima volta, Naruto aveva visto Sasuke distogliere lo sguardo "Perdonami Naruto, ma il dolore trasforma le persone. Naruto, io… ho voglia di parlarne per la prima vota. Non lo so perché, ma è così."

"Perché siamo simili" Naruto gli aveva afferrato la mano.

"È strano, Naruto" Sasuke non riusciva ancora guardarlo "Fino a poche ore fa credevo il contrario."

Dopo avergli preso anche l'altra mano, Naruto gli si era messo davanti sorridente: "Mi hai aiutato anche se avrei potuto ucciderti."

"Andiamo a pranzo? Offro io" Sasuke gli aveva dato uno strattone per attaccarselo al corpo "Tutto quello che vuoi, dolci compresi. In realtà, non li detesto così tanto. Quello era un Sasuke costruito che si era lasciato forgiare dal dolore."

"E se tu ti forgiassi di me?"

Sasuke aveva riso mentre si incamminava con Naruto a braccetto: "Non potrei che diventare migliore."