CAPITOLO TERZO: FIGURA ALIENA

L'Enterprise stava seguendo la rotta verso Farron, giunge in spazio inesplorato, raccolgono il segnale di soccorso mandato da McGee, ma, una volta scesi sulla superficie, Uhura, McCoy e Knight trovano solo un pianeta roccioso.

Il computer segnava il punto GPS della nave usata dall' NCIS ma nei dintorni non videro segnali di vita umana.

La squadra di sbarco tuttavia raggiunse la nave vuota, Knight vi entrò per prima ma non vide nessuno "Non ci sono magari sono in giro a cercare campioni da mandare al laboratorio."

"Allora perché mandare un segnale di soccorso? Deve essere successo qualcosa." Sottolineò McCoy utilizzando il tricorder "Allora proseguiamo da questa parte visto che è l'unica via da seguire o per lo meno lo sembra." Proseguì Knight strofinando tra le dita un portafortuna legato alla cintura.

Attraversarono la stessa via fatta da Parker e McGee compiendo le prime rilevazioni sul campo prelevando pezzi di roccia e pezzi di calcare indurito "Possiamo tornare sulla nave" annunciò McCoy dopo avere risposto i campioni nella borsa a tracolla "Tra poco farà buio Jessica, le ricerche riprenderanno domani mattina" con la mano sulla spalla di lei cercò di consolarla "Perché non mi da una mano in laboratorio? Farebbero comodo due mani in più." Knight non riusciva a staccare il binocolo dalle pupille

"Non tenere li troveremo" dalla guancia scese una lacrima.

Alden Parker, riacquista i sensi, è disorientato non trova la sua arma non è nella cintola, la paura lo sta assalendo, la gamba era stata immobilizzata e fasciata le ferite sulle mani ricoperte da una pasta gialla.

Si allungò per prendere la torcia ancora accesa ed illuminò lo spazio scuro davanti a se, tossì diverse volte avvertendo il catarro fermo in gola; si guardò i polsi ed intravide delle macchine blu, imprecò "Non si agiti" disse una voce femminile" la cercò con la torcia "Scusa se diffido ma non mi trovo nelle condizioni adatte per fidarmi di estranei.", una figura blu femminile si avvicinò sedendosi su un masso piatto "Non deve avere paura di me anche la gente come lei ci teme."

L'aliena era snella e di colore blu con uno strato di pelle lucida sorridergli "La sua donna è qui l'ho vista."

"La mia donna?" Corrugò la fronte emettendo una risata "Non ho nessuna donna." Replicò "E che mi dice di questa?" Riconsegnò la foto a Parker che lo ritraeva sorridente accanto a Kinght a Disneyland "È solo una amica." Arrossì di colpo riprendendosi la foto.

Prima di addormentarsi sprigionò un sorriso sussurrando il nome Jessica.

La notte Calò in fretta e McGee fu obbligato a cercare riparo, la nave era lontana da raggiungere quindi preferì concludere la scarpinata all'interno della grotta più vicina per distendersi qualche ora prima di riprendere le ricerche di Parker.

Transitò nella gola alta e sterrata verso un passaggio basso da percorrere soltanto a gattoni sfociando anche lui nell'immenso ambiente di stalagmiti restandone affascinato dal lavoro bene fatto della natura.

Oltre alle sue spalle s'avvicinò la figura aliena che lo colpì, McGee sopraffatto scrollò il capo, a tentoni recuperò l'arma "Fermo Tim!"

Parker parlò con calma avvicinandosi a fatica Tim "Lui è mio amico" l'aliena fissògli occhi pieni che supplicavano pietá lasciò cadere poco dopo lasciò cadere il masso a terra "Sta bene capo?"

"Si più o meno … " le macchie blu si espandevano lungo il corpo tirando giù le maniche per nasconderle "Non si preoccupi Kasie troverà una cura." Abbassò lo sguardo riguardando la foto con Knight "McGee è meglio che lei non lo sappia … giuramelo."

"Va bene capo, ma secondo me sta solo pensando al peggio. lei non morirà."

Dallo zaino prese la borraccia passandola a Parker "Credo di sapere cosa ha provocato la morte di Pandora Hamilton, cadono continuamente gocce d'acqua ricca di calcite e con il passare del tempo si trasformano in calcare e sono sicuro che si tratti dell'aria che si respira all'interno di queste grotte e del calcare che si accumula. Anche da noi sulla terra ne abbiamo svariate ma sono del tutto innocui ma questo posto … condizioni differenti."

Parker si grattò emise un lungo respiro e disse: "Quindi per noi umani è pericoloso, ma per i nativi del pianeta non succede nulla è probabile che sia davvero il calcare o l'acqua ad essere contaminata da qualche agente patogeno che da agli umani la morte certa.

Sarà meglio andarcene al più presto."