Non gli è mai interessato viaggiare, vedere nuovi posti o partire all'avventura, come direbbe la sua sorellina. Ha sempre visto tutto ciò fondamentalmente inutile, dopotutto una volta visto un posto, è come se li avessi visti tutti. Almeno, è quello che pensava nella sua vita precedente. Tutti i luoghi si somigliano, in un modo o nell'altro, specialmente se c'è la presenza di forme di vita. Così come si somigliano tutti gli esseri viventi, hanno tutti caratteristiche simili, organi per vedere, sentire, provare, i cinque sensi di base li accomunano tutti.

Però non gli è mai importato di tutto ciò, quello che veramente vuole ricercare, è il modo unico in cui gli organismi utilizzano le caratteristiche intrinseche della loro specie, oltre all'uso dell'energia interna o esterna, e beh, fortunatamente questo nuovo mondo è una miniera d'oro di questi dati. I tipi di energia qui presenti raggiungono la doppia cifra, e i metodi di utilizzo sono pressoché infiniti.

Questa mentalità, sebbene non sia cambiata, ha subito una mutazione profonda dalla sua rinascita, ora gli piace tornare nei luoghi che gli ricordano bei tempi, e per quanto imbarazzante possa essere stata, la sua seconda infanzia è stata sicuramente un periodo molto bello. I cambriani erano un popolo guerriero, e tutto dipendeva da quell'attività, l'affetto dei cari, il rispetto dell'intera popolazione, e la ricerca di un partner, tutto derivava dall'abilità marziale, quindi è facile capire il motivo della sua ricerca di solitudine nel laboratorio.

È il suo spazio sicuro, il suo rifugio, e non permette a nessuno di disturbarlo lì dentro, nessuno.

In questa vita è decisamente più espansivo e anche felice, e lo deve soprattutto a sua nonna e a Cynthia. Per questo gli piace tornare qua, a Memoride, una volta ogni tanto, per riassaporare, sebbene sia riluttante ad ammetterlo, alcuni dei momenti più belli della sua vita.

Curioso come sia precisamente in tema con il nome della città.

Non poté fare a meno di pensarlo mentre osserva attorno a sé l'andirivieni di giovani. In questo mondo gli insediamenti umani non raggiungono nemmeno l'uno percento della superficie terrestre del pianeta, escludendo le superfici d'acqua o i luoghi inabitabili per l'uomo, che però sono comunque dimora di numerosi pokémon.

Perché nasca un insediamento ufficiale o una città riconosciuta dalla Lega ci deve essere un'autorità competente che si possa occupare della protezione dei cittadini in caso di attacco dei pokémon, dopotutto sebbene ce ne siano alcuni che diventano compagni degli umani, la maggior parte vive allo stato brado, e la migrazione di un intero branco di esso non è per niente un evento raro.

Spesso chi si prende in consegna questo compito sono i capopalestra, carica che viene predisposta dal capopalestra vigente, rendendolo di fatto un ruolo ereditario, di padre in figlio, e a meno che non succeda qualcosa al ramo ufficiale della famiglia, la posizione rimane blindata al loro cognome. È stata l'unica concessione che i professori hanno permesso, sebbene siano state imposte regole ferree che impediscano l'abuso di potere da parte dei governanti, il potere che scaturisce dalla posizione è semplicemente troppo allettante, soprattutto ora che il mondo è interconnesso, permettendo ai capopalestra di diventare vere e proprie stelle ed esibirsi per accarezzare il loro ego.

Non che tutti siano effettivamente così, infatti ci sono dei vincoli di prestazione legati alla carica, quindi non puoi passarla a qualcuno che ha appena iniziato il suo viaggio di allenatore, infatti il primo requisito è che si devono avere almeno dieci anni di esperienza come allenatrice, cioè da quando inizi a prenderti cura del tuo primo compagno.

Ci sono ovviamente numerose eccezioni riguardo gli insediamenti, Memoride è una di queste poiché non è sede di una palestra, quanto di un centro di ricerca, considerato sostituto del capopalestra come pilastro di protezione della città. Ci sono altre eccezioni, come la sede ufficiale di un professore con licenza ricevuta ufficialmente dalla lega, oppure personalità riconosciute dall'ente di competenza, spesso con lo scopo di favorire gli insediamenti in punti strategici commerciali.

Memoride però non è solo un centro di ricerca, ma anche un'accademia per futuri professori, per questo si possono trovare così tanti giovani qui, infatti sebbene la maggior parte di essi non riusciranno ad indossare il camice bianco alla fine, avendo il test di laurea una percentuale di superamento inferiore al cinque, le conoscenze apprese potranno comunque essere utili negli altri mestieri, che si voglia diventare allenatori, allevatori, agricoltori o altro.

A contendersi il primo posto con Memoride come migliore città accademica c'è l'isola artificiale di Aether Paradise, inutile dire che l'unico motivo per cui gareggiano per la supremazia sull'altro sono i fondi ulteriori che riceverebbero dalla Lega spodestando l'altra organizzazione dalla posizione.

A supervisionare che non ci siano abusi di potere o violazione delle norme ci sono le due famiglie pilastro della Lega, la famiglia Joy, che si occupa di tutto ciò che riguarda la cura dei pokémon, e la famiglia Jenny, che predispone le forze di sicurezza e sorveglianza dei vari insediamenti.

Sono entrambe famiglie fortemente matriarcali, le donne lavorano mentre gli uomini sono relegati a crescere i figli. Usano entrambe pratiche abbastanza discutibili, in cui gli uomini, una volta raggiunta la maggiore età, si sposano nell'altra famiglia, mentre le donne prendono in consegna l'attività familiare. Per questo motivo riescono a mantenere questo aspetto simile le une alle altre, confondendo praticamente tutti coloro che le vedono per la prima volta.

Inoltre tutti i membri delle due famiglie ricevono un tatuaggio appena nati, una J posta sul tallone destro, mentre ricevono una y su quello sinistro non appena si sposano.

Non poté trattenere un brivido all'idea di rinascere di in quelle famiglie. Chiedendosi cosa avrebbe fatto se si fosse ritrovato parte di quelle famiglie. Sì, meglio non pensarci. Alcuni scenari sono semplicemente troppo spaventosi.

Pensare che dietro quei sorrisi gentili si nascondessero delle succubi incestuose. A pensarci gli vengono ancora i brividi. Fortunatamente l'ha scoperto prima di provarci con un'infermiera che aveva incontrato ad Azzurropoli. Era andato lì per vedere il famoso centro commerciale, e la sua lussuria lo aveva quasi messo nei guai, non che avrebbero potuto obbligarlo a fare nulla, non con la sua posizione come professore, tuttavia si possono sposare persone esterne all'interno della famiglia, ma devono seguire le regole come tutti gli altri e grazie tanto, ma no, non fa per lui.

Scacciando i pensieri inquietanti dalla mente passeggia per le strade di Memoride, dopotutto non ha fretta, vuole rimanere qui almeno qualche mese, il tempo sufficiente a far crescere completamente Dena, in modo da poter iniziare il vero allenamento, mentre la faceva conoscere al resto della sua famiglia.

Aveva fatto riposare Dena dentro la pokeball, non voleva che la sua compagna creasse scalpore, almeno non ancora, e purtroppo una nuova specie di pokémon è esattamente ciò che fa. Dopotutto nessuno ha ancora scoperto i segreti delle pietre che permettono l'aumento temporaneo della potenza dei pokémon, ci sono parecchi studi su di esse, e lui ha potuto scoprirne i segreti solamente grazie ai suoi occhi.

Si godette un panino mentre continuava la sua passeggiata nel viale dei ricordi, lì ha comprato la prima attrezzatura scientifica in segreto da sua nonna, segreto che non è durato troppo visto che non aveva dove nasconderlo, lì una volta portò Cynthia a prendere un gelato, era il suo compleanno, e crescere in un centro di ricerca non permette di incontrare molti bambini, specialmente in periodo tumultuoso come lo sono stati gli anni successivi alla fine della guerra, lì invece…

Continuò così fino a quando non arrivò al centro della città, non ci sono grattacieli, edifici fantasiosi o magnifiche rovine, ma solo un piccolo tempio in pietra lavorata, dal tetto realizzato in mattonelle rossastre. Le porte frontali in legno scuro, riccamente decorate con scene del leggendario che dovrebbe risiedere all'interno, e proteggere le persone che vivono in città dalle calamità.

Anche se questa è solo una delle migliaia di leggende che circolano sul tempio, e una delle due più accreditate dagli studiosi, l'altra invece spiega che è una prigione creata dai leggendari del tempio e dello spazio, i protettori di Sinnoh, per confinare il pokémon che incarna l'aspetto di distorsione e corruzione, o almeno, il tempio è il sigillo alla dimensione in cui è rinchiuso.

Noah non crede né ad una versione né all'altra, i pokémon non costruiscono opere del genere, non ne hanno bisogno, i loro corpi sono immuni alle malattie naturali e abbastanza resistenti da ignorare le intemperie, alcuni di loro ne traggono addirittura vantaggio, arrivando persino a riuscire a modificare il tempo utilizzando la propria energia interna.

Questo è uno dei motivi per cui è così affascinato dall'energia di questo universo, è così versatile da poter realizzare pressoché tutto.

Il tempio è una delle principali attrazioni della città, come le rovine e il centro di ricerca, però è l'unico che si può visitare ad ogni ora del giorno, gratuitamente, quindi c'è sempre un po' di folla attorno, a pregare. Anche lui l'ha fatto, come tutti gli altri, non che preghi veramente qualcuno, dubita che siano molte le persone che lo facciano con fede, è l'atto in sé che dona una sorta di pace interiore alle persone.

L'effetto è particolarmente efficace perché ogni pietra e mattonella del tempio è permeata dall'energia del tempo e dello spazio, non abbastanza da influenzare attivamente le persone, ma più che sufficiente per avere un effetto quasi narcotizzante.

La prima volta che lo vide ne fu immediatamente incuriosito, ma presto perse interesse, non c'era alcun segreto nascosto nel tempio. Probabilmente in quel luogo avvenne il passaggio da normali pokémon a leggendari di Palkia e DIalga, e l'energia che è rimasta ha permeato la zona, è qualche umano, percependolo, pur non potendolo vedere o sapere, lo ha attribuito a qualche divinità, da qui deriva il tempio. O almeno è questo quello che pensa Noah.

Scese gli scalini che conducono al tempio, inginocchiandosi accanto alla sua sorellina. Sapeva che sarebbe stata qui, fin da piccola veniva al tempio ogni giorno a pregare qualche minuto la sera, prima di cenare. Per nessun motivo particolare, e questa la face permeare con l'energia del tempo e dello spazio, permettendole di manipolarle nella quantità limitata che ne possiede. Ciò accadde anche al suo Garchomp, che fin da neonato lo portava sempre con sé, qui, al tempio. In una qualche maniera, si potrebbe dire che hanno ricevuto la benedizione di Palkia e Dialga, anche se inconsapevolmente.

Infatti Garchomp era lì, accanto a lei, il primo ad accorgersi di lui, ma ignorandolo, sapendo che nulla avrebbe distolto l'attenzione della sua compagna quando pregava. Così passarono qualche minuto così, semplicemente godendosi l'atmosfera di serenità, fino a quando non aprì gli occhi, e vedendolo, sorrise brillantemente, prima di saltargli addosso per abbracciarlo.

"Ehi, ehi, quante volte dovrò dirtelo? Non c'è bisogno di fare così ogni volta che mi vedi, miss monarca della Lega pokémon, dopotutto ora hai una reputazione da mantenere." In effetti già prima di vincere il torneo era famosa in tutte le regioni, ma adesso la sua popolarità era salita alle stelle. Infatti c'erano molte persone che la adocchiavano, le rubavano scatti e mormoravano tra di loro, fissandola, tuttavia nessuno si avvicinò. Una pratica eseguita con ogni allenatore di un certo livello, dopotutto nessuno vuole far arrabbiare qualcuno con la capacità di far saltare in aria una montagna solo chiedendolo al suo pokémon. L'istinto di autoconservazione è sempre stato il fondamento di ogni specie vivente, e gli umani non fanno eccezione.

"Quante volte dovrò dirtelo, sono felice di vederti, e non mi importa cosa pensano gli altri." Dopo aver risposto finalmente si scollò, ma non prima di aver sgualcito tutto l'abito, sapendo benissimo quanto ci tiene a queste piccole cose, una tra tutte apparire sempre al meglio, dopotutto la vita è fatta di queste piccole gioie. E a confermare il suo sospetto gli regalò il sorriso più marcio che avesse mai visto, facendosi beffe di lui.

"Ahi, ahi, e io che speravo che questa volta avresti portato finalmente un ragazzo a casa, così da poter regalare un nipotino alla nonna. Te lo chiede ormai da un po', e invece sei rimasta la mocciosetta che faceva piangere per la disperazione i poveri ricercatori che si occupavano di te. Oh, come sarà delusa la nonna."

Sogghignò alla lacrima che finse di asciugarsi dal volto, per niente toccata dal suo atto. "Non mi interessa trovare un ragazzo, e se non sbaglio lo chiedeva a te un nipotino visto come torni ogni volta con una donna diversa, eh? Questa volta con chi sei venuto?" E cominciò a guardarsi intorno, in cerca della sua nuova fiamma, solo che non avrebbe trovato niente. Ridacchiò in risposta, chiedendosi come la popolazione umana non si fosse ancora estinta visto che quello è ciò che rispondono la maggior parte delle persone a cui si chiede.

"Smettila di scherzare e andiamo, che vi voglio far vedere il mio primo pokémon." Cominciò a incamminarsi verso il centro di ricerca, sapendo benissimo che gli sarebbe corsa dietro non appena avesse processato le sue parole, e infatti. "Aspetta, cosa hai appena detto?" Ah, è bello tornare a casa ogni tanto.