Al piano di sotto si diressero tutti a tavola, non prima che Molsley sorprendesse Thomas con le mani nelle tasche del signor Carson e che lo stesso ragazzo dicesse alla compagna di cattiveria che presto sarebbe stata licenziata, facendola così inasprire ancora di più nei confronti della padrona.

Il maggiordomo chiese gentilmente alla cuoca se avrebbe mangiato con loro e alla sua affermazione, tanto lui, quanto la signora Hughes, rimasero sconcertati nel sentire Daisy rispondere:

"Credo che la signora Patmore non approverebbe signor Carson... 'La cuoca deve mangiare per conto suo' è questo che dice"

Si fissarono un momento pensando da dove diavolo tirasse fuori questo coraggio e la parlantina. L'avrebbero etichettata come sfacciata se non fosse così giovane ed inesperta.

"Milady ha detto di riferirvi che la cena era deliziosa" disse Carson alla signora Bird.

"Ah non credo" replicò Daisy.

"Perché? La cosa ti sorprende?"

Il sangue lasciò il suo viso e la ragazza andò nel panico.

Non aveva lei stessa grattugiato il sapone nella zuppa?

Non aveva messo senape e anice nella salsa del pesce quando nessuno guardava?

Ovviamente la verità venne fuori e la signora Hughes reagì in maniera leggermente troppo eccessiva:

"Perché Daisy? Come hai potuto fare una cosa del genere?!" disse a gran voce alzandosi in piedi e fissando la giovane.

Ella scoppiò in lacrime, ecco che il coraggio era svanito, raccontando le preoccupazioni della signora Patmore.

"È un timore infondato. Dopo essersi dati tanta pena per farla curare?" disse la calda voce calma del maggiordomo e la governante, realizzando di essere esplosa, si pentì del suo modo di agire.

Era tempo che non scattava così, si sedette, più arrabbiata con sé stessa che con Daisy, mentre la signora Bird andava dalla ragazza singhiozzante a consolarla.

Cenarono comunque con lo stufato per il giorno seguente, ringraziando in silenzio che non fosse riuscita a versarci sopra lo sciroppo di fichi.

Alla fine, la signora Hughes si alzò e si rintanò nella calma del suo salotto.

Il maggiordomo era preoccupato, specie dopo la sfuriata a cena e il suo silenzio durante la stessa, e desiderava andare da lei ma venne fermato dal signor Molsley.

"Signor Carson dovrei dirle una cosa"

"Prego entrate" disse un po scocciato.

Non sapendo bene come agire chiese:

"Avreste da cambiarmi 5 £?"

Alla richiesta strana, prese il portafoglio e dopo qualche conto, porse il denaro.

"Grazie mille"

"Signor Molsley cosa non mi state dicendo?"

Il pover'uomo prese fiato e disse:

"Non arrabbiatevi col messaggero. Ma prima vi cercavo e ho trovato qui a porte chiuse Thomas con il vostro portafoglio in mano. Ha detto che l'avevate perso"

"Grazie signor Molsley buonanotte" disse cercando di trattenere la sua ira.

Purtroppo non era abbastanza per accusarlo di nulla, frugò in altre tasche e non mancava niente.

Forse voleva dare la colpa al signor Bates?

Doveva trovare un modo per liberarsi di quel piccolo verme ma prima avrebbe parlato con la signora Hughes.

"Avanti" disse la voce ovattata e stanca della governante da dietro la porta.

"Vengo in pace" disse il maggiordomo entrando con un vassoio sul quale giacevano sherry e biscotti al limone e chiudendo nuovamente la porta.

"Il mio angelo salvatore"

"Spero non essere sgradito"

"Affatto. Anzi, sono stata terribile a cena"

"Che vi succede?"

"Sono solo stanca" rispose mordendo un biscotto e voltando lo sguardo.

"Solo?" chiese sinceramente preoccupato e con lo stesso sguardo di quando gli parlò di Joe.

Poteva guardarlo in faccia e dirgli ciò che pesava sul suo cuore?

Che l'idea di un bambino era troppo per lei, non per il lavoro che ne sarebbe derivato, bensì perché sarebbe stato un continuo promemoria di una vita desiderata ma totalmente inavverabile?

L'avrebbe letta anche se lei stesse zitta?

"Il Garden Party è tra qualche settimana.

L'ansia per il destino del signor Bates e la signora Patmore...

Daisy e la sua bravata. Dovrò scusarmi con la povera ragazza!" disse con gli occhi lucidi.

"Forse è troppa carne al fuoco. Dovreste prendervi un po di riposo"

"Riposo? Siete stati via due mesi signor Carson e come vi ho detto..."

"Ma non vi siete riposata! Ho sentito quando avete detto a Lady Grantham che vi siete occupata di quelle cose che di solito non potete fare. Non dovete necessariamente lasciare Downton ma magari...una giornata libera in più, un tè al villaggio..."

Le si strinse il cuore mentre lui diceva quelle cose. Non le diceva per amore o per togliersela dai piedi, le diceva con sincero affetto e interesse.

"Grazie signor Carson e avete ragione, lo farò. Appena arriverà la mia giornata ufficiale"

"Sono anni che nella vostra 'giornata ufficiale' rimanete qui a lavorare comunque. Farò in modo che usciate davvero"

"Oh mi terrete sotto controllo? Dovreste venire con me per esserne certo"

Si fissarono un momento, entrambi sorpresi dalla sua audacia.

Dissero in coro:

"Mi volete..."

"Vorreste..."

"Scusate.. prima voi" disse lui galante.

"Verreste con me?" chiese lei dolcemente.

"Mi vorreste?"

"Si"

"Allora si"

"Pensa che potremmo andare allo Specchio delle Meraviglie?!" chiese speranzosa ricordando il bellissimo locale.

"Penso che sarebbe perfetto. Che ne dite di domani?"

"Domani?" chiese perplessa.

"Beh si. Come avete detto siamo molto impegnati col Garden Party e presto Domani tornerà la signora Patmore e il vostro carico sono certo aumenterà in modo esponenziale. Sarebbe bello avere un po di calma prima della tempesta"

"Grazie, è un bel pensiero. A domani allora"

"A domani" dissero brindando e dandosi la buona notte.