Loyalties:
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Capitolo 57
Il Primo Raggio di Sole del Mattino
Shepard è sola nella sua cabina, indaffarata nel dare gli ultimi ritocchi alla sorpresa che sta preparando per Liara. Bisogna ammettere, che si è data un gran daffare per procurarsi tutto il necessario, in così poco tempo. Tuttavia, con l'aiuto di Tali, Traynor e del sergente Davidson, responsabile dei rifornimenti della Normandy, i risultati vanno ben oltre le sue più rosee aspettative. Immobile in mezzo alla stanza, le mani sui fianchi, il Comandante scruta, con cipiglio critico, il tavolino già apparecchiato per due. La tovaglia rosa tenue, si abbina perfettamente ai grandi piatti rettangolari, viola scuro e a quelli quadrati, più piccoli, posti sopra di essi, esattamente della stessa tonalità di rosa della tovaglia. Ogni piatto è impreziosito da un piccolo porta candele dorato, che contiene una lunga candela, rosso vivo, attorcigliata a spirale. Tali ha assicurato, che una volta accese, diffonderanno un gradevole profumo di fragola. Accanto al piatto di Liara, un piccolo vaso di vetro trasparente contiene una rosa a stelo lungo. I petali, ancora socchiusi, sono di un caldo rosso vellutato e sono imperlati di un velo di rugiada. La luce soffusa illumina la stanza e una musica dolce diffonde nell'aria la giusta atmosfera.
Shepard è davvero elegante nel soffice maglione rosso a collo alto, di lana leggera, lavorato in rilievo, che esalta la sua figura. I pantaloni neri, di taglio morbido sono impreziositi da cuciture inglesi, a filo dorato. Il suo aspetto slanciato è ulteriormente valorizzato dalle eleganti scarpe nere con un accenno di tacco. Il trucco è leggero e le labbra sono illuminate da un rossetto rosa scuro, che ne accentua la sensualità. I capelli del colore del miele, morbidamente adagiati sul collo, sono percorsi qua e là da pennellate di biondo più chiaro. I cristalli, che pendono dagli orecchini e dalla collana, riflettono negli occhi della donna incantevoli giochi di luce, conferendole un aspetto radioso e molto sensuale. Quando la porta si apre, il cuore di Shepard rotola convulsamente nel petto, mentre avverte l'inconfondibile stretta allo stomaco, che una sola persona nell'intera Galassia è in grado di farle provare.
La musica accoglie Liara, ancora sulla soglia e la avvolge di piacevoli sensazioni. Riconosce immediatamente il brano, la stessa melodia che aveva accennato al pianoforte, nell'appartamento di Anderson, nella serata trascorsa sulla Cittadella in compagnia di Shepard, praticamente un "secolo" fa. Sorride, pregustando una gradita sorpresa, mentre si lascia inebriare dall'invitante profumo di arrosto, che pervade la stanza. "Hai fame?" chiede Shepard, con un sorriso complice, mentre accende l'ultima candela. Liara la fissa, ancora incapace di parlare. I suoi occhi scintillano di gioia, mentre il profumo di fragole si mescola a quello del cibo. Shepard versa del vino bianco, leggero. Solleva lo sguardo e il suo sorriso accarezza il viso di Liara, mentre le porge il bicchiere. "Alla tua salute, Bambina!" L'Asari emette un sospiro euforico, facendo tintinnare il bicchiere contro quello della compagna. "Cin cin, Shepard! Grazie, Amore, sei... sei incantevole stasera!" Cinguetta, con gratitudine, lasciando intuire un fremito di eccitazione nella voce. "Piacere mio! E tu sei molto più che incantevole, come ogni sera!" Sussurra Shepard, in tono seducente, mentre invita Liara a sedersi, con un gesto della mano.
L'Asari si accomoda, guardandosi attorno con aria assorta. "Per la Dea! È tutto così... così dannatamente romantico! E questo profumo delizioso... adesso mi dirai, che sai anche cucinare!" Prevede, in uno slancio di inebriante incredulità. Shepard scuote il capo, con aria divertita. "Beh, a dire il vero... per niente! Ma, se tu imparerai a suonare il pianoforte, io potrei imparare a cucinare!" Propone, serafica, con un sorrisetto malizioso. "Mi sembra perfetto!" Concorda Liara, restituendo malizia e sorriso e provocando un languore eccitato nello stomaco di Shepard. "Ottimo! In tal caso, abbiamo un accordo! Ma, adesso... ho una promessa da mantenere." Prosegue la donna, con voce più seria e profonda, sotto lo sguardo curioso della compagna. "Sono passati quattro anni, ma... non ho dimenticato!" Lascia cadere le parole, senza distogliere lo sguardo dagli occhi di Liara, che capisce all'improvviso. La sua mente torna a una cenetta a lume di candela progettata proprio sulla Normandy e mai realizzata, a causa... dei Collettori! Stasera, quella minaccia sembra, finalmente, lontana anni luce. Anche il cuore di Liara rotola convulsamente nel petto, mentre posa il bicchiere sul tavolo e avverte l'inconfondibile stretta allo stomaco, che una sola persona nell'intera Galassia è in grado di farle provare.
Si alza, cercando le mani di Shepard e scivola piano tra le sue braccia. Il suo sorriso è caldo e luminoso. Le sfiora il collo, con il viso, indugiando tra i suoi capelli, per immergersi nel suo seducente profumo, mentre sussurra con infinita dolcezza. "E... ti ricordi anche dove eravamo rimaste?" Shepard assapora una cascata di brividi sulla pelle, al contatto con le labbra di Liara, che sente muoversi, sensuali, tra il collo e la guancia. "A... Non vedo l'ora che venga stasera!" Risponde a occhi chiusi, cercando, con impazienza, la bocca della compagna. Le labbra si accarezzano, mentre la giovane Asari sussurra piano. "Mmh, giusto, ma... se adesso mi baci, non mi sveglierò di nuovo in una capsula di salvataggio, non è vero?" Shepard sorride, rassicurante. "Mmh, non saprei, ma... qualcosa mi dice che ci risveglieremo sempre qui... in pace e felici, d'ora in poi!" Le labbra di Liara si fondono dolcemente a quelle di Shepard. Il bacio avvolge intimamente i loro sensi, che si mescolano in uno scambio appassionato di emozioni, amore e tenerezza.
La cena è stata deliziosa. Liara non ricordava di aver mangiato così bene e di essersi sentita così sazia in tutta la sua vita. Tuttavia, non ha idea, che la vera sorpresa della serata deve ancora arrivare. "Grazie Emy, era tutto assolutamente squisito! Ti devo una cenetta a lume di candela!" Promette, in tono suadente, alzando il calice per suggellare le proprie intenzioni, con un brindisi. Il Comandante ride con gli occhi, portandosi il bicchiere alle labbra. "Sembra intrigante, non vedo l'ora! Nel frattempo, c'è un'ultima cosa... la più importante di tutte!" Rivela, estraendo di tasca una graziosa scatolina, tutta rivestita di seta azzurra, plisettata da dozzine di piccole pieghe, le quali convergono vicino all'angolo superiore sinistro e sono tenute insieme da un variopinto cristallo. Shepard trattiene il fiato, porgendola alla sua anima gemella, il viso illuminato da un timido sorriso. L'emozione inonda ogni cellula del corpo di Liara. Le sue mani tremano visibilmente, mentre la apre, cercando di indovinare. Alla vista dello splendido contenuto, rimane senza parole. La bocca spalancata, in un goffo sorriso di pura meraviglia, gli occhi, rilucenti, il cuore completamente fuori scala. Sbatte piano le palpebre, due volte, tre volte, sicura di avere sognato. "Dea! Non ho mai visto niente di più bello!" Ammette, con un filo di voce.
L'anello è formato da due rami di oro giallo, cesellati ad arte ed elegantemente intrecciati tra loro. Rami che terminano in una graziosa foglia a forma di cuore, sopra alla quale è incastonato un rubino rosso di identica forma, con finitura diamantata. All'interno dell'anello è incisa una promessa - "Tornerò sempre, mia Eternità" - Gli occhi di Liara sono ricamati di lacrime di gioia, il cuore sembra scoppiare di emozione. "Io non... è così... oh, Emy tu... E' bellissimo... meraviglioso... incredibile!" Annaspa, senza fiato, con voce stordita, mentre le mani tremanti, accarezzano il viso di Shepard, che ricambia con un sorriso ebete, senza mai smettere di lottare con la sensazione di fluttuare nell'aria, come in assenza di peso. "Oh, amore mio!... È... è troppo... deve essere costato una fortuna! Tu... non stai impazzendo, vero?" Vuole sapere Liara, che ha già iniziato a sentirsi in colpa, divisa tra un'immensa felicità e una crescente preoccupazione per la salute mentale di Shepard. Quest'ultima deglutisce, per dominare la tachicardia, nello stoico tentativo di riprendere il controllo della sua gola stretta come una fessura, mentre si sforza di dipanare le proprie corde vocali, che sembrano irrimediabilmente aggrovigliate. "Non sono mai stata così a posto con la testa in vita mia! Quelli erano soltanto crediti. Sei tu la mia Fortuna... Vuoi sposarmi, Amore mio?" Nonostante la grande emozione, la voce le esce di bocca disinvolta e sembra naturale udirla pronunciare ogni calda e sensuale parola.
Appesantita dall'intensa emozione, da una gravidanza a termine e da una principesca abbuffata di arrosto e gelato, la giovane Asari deve tenersi alla mano di Shepard per rimettersi in piedi. Una lacrima brilla nella luce delle candele, mentre si guardano negli occhi, le dita di Liara tra i capelli di Shepard, il petto di Shepard posato al seno di Liara, i cuori che si scagliano contro lo sterno, come tamburi impazziti. "Si... Si, Amore mio! Certo che voglio sposarti e unirmi a te, in tutti i modi possibili! Ti amo così tanto!" "Ti amo anch'io!" Si stringono teneramente, gli occhi ricamati da diamanti di luce. Si baciano, immerse in un oceano di felicità, che dilaga prepotente in mezzo all'anima, in fondo agli abissi imperscrutabili di ogni cellula, nei sensi elettrizzati, nei corpi trascinati nel prodigioso vortice delle emozioni. Le mani di Liara scivolano dolcemente sotto il maglione di Shepard, lo sfilano via e incendiano la sua pelle di brividi. La guancia della giovane Asari si posa, con tenerezza, sul petto della compagna, le labbra sulla pelle, cercano avidamente quel battito, continuo, possente, instancabile. Liara rimane a lungo stregata ad ascoltare, con gli occhi chiusi e il cuore in balia di una straordinaria trepidazione, che la travolge di desiderio, la fa vibrare di emozione. L'abbraccio diventa più intenso, eccitante. Le mani di Shepard si muovono, lungo la chiusura del vestito di Liara, lo sfilano, lasciandolo scivolare silenziosamente a terra. Le sue labbra disegnano delicatamente le spalle della compagna, con piccoli baci, avvolgendola nel caldo contatto della sua pelle, con sensazioni così elettrizzanti da toglierle il respiro e farla rabbrividire.
"Aspetta, prendo una coperta!" Shepard avvolge Liara in una soffice coperta e la abbraccia teneramente, sedendosi dietro di lei sul divano, per tenerla al caldo. "Grazie, Emy. Non è solo il freddo... sei tu!" La donna sorride, lusingata, percorrendo delicatamente con le mani il ventre gonfio di Liara, accarezzandolo affettuosamente, ispezionandolo con attenzione, alla ricerca del più impercettibile movimento. "Credi che stia dormendo?" Domanda, a mezza voce, sicura di essere arrossita. "E' da un po' che non la sento, immagino di si!" Annuisce Liara, osservando perplessa le gote incandescenti di Shepard. "E... non si accorgerà di quello che stiamo facendo, non è vero?" Si decide infine a domandare, provando goffamente a nascondere l'imbarazzo dietro a un sorrisetto malizioso. Liara riconosce la natura delicata dei sentimenti di Shepard e percepisce una profonda tenerezza. "Certo che no! E' piccolissima, Shepard!" Esclama, rassicurante. Il tono diventa più serio, quando aggiunge. "Tuttavia... da quando la porto in grembo, ho affrontato momenti molto difficili, dolorosi, che non hanno certo contribuito al suo benessere! Al contrario, quando io sono felice, quando mi sento bene, anche lei riceve una piacevole sensazione di tranquillità, che la fa dormire serena e crescere sana, in perfetta armonia." Conclude Liara, accomodandosi nell'abbraccio di Shepard. "Mmh, ecco un aspetto intrigante! E... c'è qualcosa che posso fare per... farti sentire felice?" Quest'ultima vuole sapere, soffocando un sospiro di anticipazione. La risposta è esattamente quella che sperava di sentire. "Non saprei... Potrebbe valere la pena provare a... baciarmi in quel modo..."
Shepard sorride dolcemente. Raccoglie i lembi della coperta e li tira delicatamente verso di se, per ritrovarsi intimamente intrecciata nel caldo abbraccio di Liara. Attratta dalle sue labbra seducenti, si avvicina al suo respiro e non può fare a meno di domandarsi, se anche le sirene di Ulisse fossero blu. Chiude gli occhi, inebriata da quel profumo, rapita da una incomparabile magia, stregata da un irresistibile richiamo. Le manca il respiro, mentre scivola lentamente incontro al sorriso di Liara, indugiando sulle sue labbra socchiuse, che fremono, palpitano, la attirano. Rimangono sapientemente in bilico, nei vibranti sospiri. Si accendono, si incendiano, divampano e bruciano di passione. Le labbra si fondono, si prendono e si lasciano, ancora e poi ancora, in un lungo bacio, impetuoso e profondo. I corpi si attirano irresistibilmente, avvolti in un intenso alone blu. Si sfiorano, si accarezzano, si illuminano di brividi e sospiri, lentamente, dolcemente. I loro sensi si accendono di eccitazione, si compenetrano intimamente, traboccano di gioia e di piacere. La notte cade a pezzi, tra le mani di Shepard, si illumina in frammenti sulla pelle di Liara, si dissolve in sospiri, nell'irresistibile contatto dei corpi nudi, inebriati di desiderio, pervasi di dolcezza, immersi nella passione. Finché, Due diventano Uno, profondamente e totalmente, nello stupore meraviglioso dell'estasi, che voluttuosamente trabocca in un magico volo d'amore.
48 ore più tardi...
...E' notte. Tutto è tranquillo, dal Ponte Equipaggio fin giù alla Sala Macchine. Soltanto il silenzio avvolge la Nave, steso ovunque, come una calda coperta, sotto alla quale, ognuno ha trovato ristoro, tranquillità e meritato riposo. Il sonno è sceso lentamente, a cullare ogni occupante, diluendosi piano tra le paratie, conquistando ogni ponte, sostituendosi furtivo all'andirivieni fremente, al vociare e alle risate dei festeggiamenti, per il ritorno a casa di IDA. Anche l'ultimo barlume di resistenza ha infine ceduto il passo al riposo, dissolvendo l'ebbrezza, abbandonandosi alla stanchezza, arrendendosi ai sogni. Nella cabina del Capitano, Liara dorme profondamente, sfiorando con le labbra il collo di Shepard, la testa appoggiata al suo cuscino, il viso piacevolmente immerso nel profumo dei suoi capelli. Un dolore, improvviso e lancinante, la strappa bruscamente da quella piacevole sensazione, lasciandola senza fiato, raggomitolata su un fianco, incapace di parlare, di reagire, persino di muoversi. Un male insopportabile le penetra il ventre, fin nel profondo. È un dolore intenso, insistente, lacerante, che sembra non finire mai. Si rende immediatamente conto che sta avendo una contrazione. Vorrebbe chiamare Emily, svegliarla, ma il dolore non le concede tregua. Le sembra di impazzire e non può fare altro che aggrapparsi a lei, disperatamente, con tutta la forza che ha.
Anche Shepard si sveglia, in preda a un dolore lancinante. Nel momento in cui si rende conto di avere le unghie di Liara conficcate nel braccio, scatta in piedi, come una molla, con il cuore in allarme e un disagio ingestibile alla bocca dello stomaco. Ciò che sta accadendo è chiaramente impresso nella sua mente. L'istinto le sta già dicendo cosa fare. Prende in braccio Liara, scacciando l'inquietudine e la aiuta a sedersi sul letto. "Amore, stai bene!? E' la piccola, non è vero?" Domanda, indovinando negli occhi di Liara la risposta. L'Asari annuisce, cercando di sembrare calma, mentre ascolta il battito del suo cuore accelerare. "Si! È passato Emy, ma... ci siamo! Credo sia arrivato il momento di chia-aaah!" Tutti sanno, che Shepard è abituata a gestire alti livelli di stress, addestrata a dominare la tensione, condizionata a rimanere lucida in ogni circostanza. È una donna abituata a rassicurare e proteggere, soprattutto quando si tratta di Liara. Tuttavia, in questo momento, è costretta ad ammettere a se stessa, che si sentiva molto più sicura e decisamente, meno terrorizzata di fronte all'Araldo. "Coraggio, Amore mio... resisti! Chiamo Karin... Lei sa come aiutarti!" Balbetta, concitata, facendo del suo meglio per convincere anche se stessa. Liara annuisce, chiudendo gli occhi, mentre cerca di soffocare un grugnito di dolore. Si concentra sulla voce di Shepard, che parla con Karin "Ci siamo! Le contrazioni sono iniziate. Stiamo arrivando!" Un annuncio breve, che richiede una risposta altrettanto breve. "Ricevuto, Comandante. Sono pronta!"
Liara si stringe al collo di Shepard e si sente sollevare. "Forza, aggrappati a me, andiamo!" le sussurra, mentre la prende in braccio, senza alcuno sforzo apparente. Insieme, escono velocemente dalla cabina, dirette all'ascensore. Entrambe indossano solo un'ampia maglietta N7, che miracolosamente nasconde tutto ciò che è bene tenere nascosto. Quando raggiungono l'infermeria, Karin le sta aspettando, con il factotum acceso e procede immediatamente a un controllo preliminare. "Va tutto bene, Angelo, non preoccuparti! La piccola sta bene, si è girata e si prepara a uscire. Il dolore in questa fase è normale." La voce della dottoressa è affettuosa, il tono pacato e deciso, di chi sa esattamente cosa fare. "Quanto tempo è passato dall'ultima contrazione?" Chiede, rivolta a Shepard, consapevole che la percezione del tempo, in chi sta provando intenso dolore, può risultare enfatizzata. Il Comandante riflette prima di rispondere, cercando di ricostruire gli eventi in modo cronologico. "Dieci minuti, forse meno... Non potrebbe meditare, per alleviare il dolore?" Azzarda, speranzosa. "Assolutamente, no!" Sbotta Karin, in tono lapidario. Tuttavia, subito dopo, si premura di fornire una spiegazione dettagliata. "Le Asari hanno notevoli poteri mentali, che rischierebbero di rallentare, o peggio, di fermare le contrazioni, mettendo a repentaglio la salute della bambina e di riflesso anche quella di Liara. Mi dispiace, Shepard. Solo un po' di training autogeno, qualche esercizio di respirazione, ma... niente di più!" Conclude, posando una mano solidale sulla spalla del Comandante.
Shepard serra le mascelle, in preda a una frustrante sensazione di impotenza, che non sa come contrastare. "Maledizione!" Ringhia, consapevole di essere di fronte a un nemico che non può sconfiggere con le armi convenzionali. "Sto bene, Emy! Non preoccuparti, è fisiologico... Tutte le Asari partoriscono così!" La mano rassicurante di Liara, già sdraiata sul lettino, le infonde coraggio. "Già! Anche le donne umane... per quanto ne so! È solo che... vorrei tanto poterti aiutare!" Ammette, stringendo forte le mani di Liara. "Oh Emy, mi stai già aiutando... tantissimo! Non potrei mai farcela, senza di te!" La voce di Liara è impastata di dolore ed emozione, ma il suo sguardo non è mai stato più irremovibile, luminoso. Shepard stringe forte la mano della compagna, le accarezza la fronte, confortandole l'anima, con il suono rassicurante della sua voce. "Sono qui! Non ti lascio, Amore mio! Resisti, tra poco sarà tutto finito. Stiamo per conoscere la nostra bambina blu!" Liara prova un senso di ristoro, completamente avvolta dall'intensità dell'amore della compagna.
Le contrazioni si susseguono, sempre più frequenti, interminabili. La dottoressa Chakwas è concentratissima. Il suo sguardo scruta attentamente il monitor del tracciato fetale. L'ossigenazione cerebrale è ottimale. Nessun rischio di encefalopatia ipossico ischemica, né di paralisi cerebrale. Frequenza cardiaca tra i 110 e i 150 bpm, leggermente bradicardica. 110 bpm all'ultima contrazione, leggermente in calo. Tutti i parametri vitali sono perfettamente normali, per una piccola Asari. Lo sguardo della dottoressa si sposta sul monitor, che mostra i dati biometrici di Liara, rilevati durante una pausa tra due contrazioni molto ravvicinate. Pressione sistolica e diastolica nei parametri. Frequenza cardiaca 85 bpm, in calo. ECG privo di anomalie aspecifiche. Karin si concede mezzo secondo di controllato ottimismo. Ha studiato con attenzione tutte le fasi del parto Asari, che fortunatamente non si discosta molto da quello umano. Si sente pronta e preparata per assistere Liara nella fase finale. Le contrazioni si susseguono sempre più rapidamente. Il dolore è molto intenso, ma quando sente di non farcela, Liara si aggrappa alla voce di Shepard, che la incoraggia, la rassicura e prova dolore insieme a Lei. Insieme, sono parte di un'unica, invincibile Creatura, capace di affrontare qualunque sfida, di resistere a qualsiasi dolore. Tre minuti, due minuti, un minuto... Le contrazioni stanno per diventare spinte.
"Ok, ci siamo!... Forza, spingi adesso, con tutta la forza che hai. Brava, così! Ecco, vedo le creste cutanee... Coraggio, Angelo. La tua bambina sta arrivando!" La sprona gentilmente Karin. Entrambe con la fronte imperlata di minuscole gocce di sudore. Entrambe assorte nella massima concentrazione. Ogni contrazione si trasforma in una spinta, potente, decisa, interminabile. Liara, sente una forza possente, scaturire dentro di lei, crescere, ingigantirsi, prendere il sopravvento e in vita sua, le pare di non avere mai avuto tanto coraggio. La pelle blu scintillante di sudore, ogni muscolo in tensione. La giovane mamma si sente estremamente calma e sicura di se e non ha nessuna intenzione di arrendersi. È reattiva, concentrata a lottare, a spingere, a stringere la mano di Shepard, a condividere con lei la stessa anima, per resistere, insieme, con volontà incrollabile, per tutto il tempo che ci vorrà. Karin tiene d'occhio i parametri vitali di Liara e della bambina. Le creste cutanee della piccola sono ormai completamente visibili... potrebbe bastare un'ultima spinta.
"Credo che alla prossima spinta, uscirà! Proverò ad aiutarti, praticando una piccola incisione. Non sentirai alcun male, dovrai soltanto spingere, con tutte le tue forze, senza fermarti, fino a quando la piccola non sarà uscita... So che puoi farlo!" Dice la dottoressa, in tono rassicurante, mentre estrae un bisturi convenzionale dalla custodia sterile. Liara fa un grande respiro preparatorio, poi annuisce a Karin, che immediatamente rivolge la sua attenzione a Shepard. "Adesso ho bisogno di te. Prendi quell'asciugamano e ascoltami bene. Quando inciderò, la bambina sguscerà fuori all'improvviso, come una specie di proiettile... Tu dovrai essere molto veloce e precisa, per raccoglierla nell'asciugamano, senza farla cadere. Ci siamo capite?" Ordina al suo Comandante, guardandola dritto negli occhi, con piglio autoritario. "Capito, dottoressa, ci penso io!" Si affretta a confermare Shepard, risoluta e concentrata, stringendo già tra le mani l'asciugamano, impaziente di rendersi utile. Poi, rivolgendo a Liara uno sguardo amorevole, aggiunge a bassa voce, "Mi prenderò io cura di lei!" La spinta arriva improvvisa, più poderosa che mai, ma Liara è preparata e non si lascia spaventare. Raccoglie nei polmoni tutta l'aria che può e inizia a spingere, con un'intensità, che non credeva di avere. Con gli occhi chiusi, trattiene il respiro, i pugni stretti, i denti serrati, sospesa in un'apnea interminabile. Pensa soltanto alla sua bambina, a quanto la ama, a quanto desidera aiutarla a venire al mondo.
Karin aspetta in silenzio, preparandosi a cogliere l'istante perfetto. Nel momento della massima intensità della spinta, esegue una rapida e precisa incisione. Immediatamente, la testolina scivola fuori, seguita dal resto del corpo. Shepard non è mai stata così pronta. Le sue mani spalancate stringono l'asciugamano e fremono nell'attesa di ricevere sua figlia. Le braccia protese, all'erta e vigili, pronte ad accogliere la neonata. Le dita si chiudono teneramente, nel dolce contatto di quel delizioso corpicino, capace di contenere in se una tale meraviglia, che toglie completamente il fiato e le parole. Mentre guarda sua figlia, per la prima volta, Shepard si sente sopraffatta dalla tenerezza, invasa dalla felicità, inondata di orgoglio e meraviglia. Si sente divampare d'amore. Attinge a tutta la dolcezza di cui è capace, cercando di convogliarla nel suono trepidante della sua voce. "Ciao, piccolina blu! Non vedevo l'ora di conoscerti, dolcezza... sono il tuo papà!" Si alza e posa delicatamente la neonata sul ventre di Liara, che non sente né stanchezza né dolore, ma vibra di irrefrenabile impazienza.
Il caldo contatto della pelle di sua figlia, le trasmette un'emozione talmente intensa, da fermare il suo cuore nel petto, per un periodo che le pare eterno. Per il resto della sua lunga esistenza, non dimenticherà quella inimitabile sensazione di calore. La dolce pressione, il peso delicato del corpicino di sua figlia, così leggero eppure tangibile, che sta premendo sulla sua pancia. Si stabilisce un contatto indelebile, stampato per sempre sulla sua pelle, come un'impronta indistruttibile e profonda, oltre ogni razionalità. Un ricordo unico e incancellabile, che resterà immutato per sempre. "Ciao, Tesoro! Tu lo sai chi sono, non è vero? Dea! Sei stupenda! Sei identica al tuo papà!" Sussurra, estasiata. Karin ha concesso a mamma e figlia qualche istante insieme, pervasa di orgoglio e tenerezza, prima di prendere la neonata tra le braccia, per liberarle le vie respiratorie dai residui del parto e farle emettere il suo primo vagito. La procedura per le piccole Asari è identica a quella usata per i neonati umani. A quanto pare, a nessuno di loro piace venire capovolto a testa in giù.
Un pianto vigoroso e ostinato, interrompe d'un tratto il silenzio della notte, saturando l'aria dell'infermeria e riecheggiando, sonoramente, in ogni angolo del Ponte Equipaggio. La dottoressa lega rapidamente il cordone ombelicale, bloccandolo con abilità, prima di reciderlo. Depone la piccina tra le braccia di suo padre, dove smette magicamente di piangere, all'istante. "Congratulazioni! Questo tesorino è un amore e gode di ottima salute!" Esclama Karin, fissando Shepard con un sorrisetto concentrato sul viso. "Adesso però, deve essere lavata... Io devo prendermi cura di Liara, per un po', quindi... Vorresti prenderti cura di questa dolcezza? Devi solo fare attenzione a non bagnare il cordone ombelicale." Suggerisce, già sicura della risposta. Quindi, sposta immediatamente l'attenzione sulla giovane mamma, che osserva con occhi luminosi la sua nuova, meravigliosa, famiglia. Shepard si prende amorevolmente cura di sua Figlia. Ancora non riesce a capacitarsi di tenerla tra le braccia. Non riesce a smettere di guardarla, accarezzarla, di sfiorare il suo viso con le labbra. Le sembra davvero fantastica. La sua pelle azzurro chiaro è tenera e profumata, il colorito uniforme le conferisce un aspetto florido e sano. Le accarezza le guance paffute, sfiorando il tenero nasino, che le accede un sorriso sdentato, tra le piccole labbra blu scuro. Ha occhi, enormi, vivaci, di un intenso azzurro cristallino, che sembrano colorare ogni sguardo di buono. Le piccole creste cutanee sono morbide, ancora unite tra loro e sono percorse da delicati motivi leggermente più chiari, proprio come quelle di Liara.
Quando la piccola è asciutta e perfettamente pulita, Emily la avvolge in un caldo asciugamano. Si avvicina al letto e padre e figlia scivolano tra le braccia di Liara. I sorrisi illuminano gli occhi e gli occhi riflettono i sorrisi. "Ehi, come ti senti?" Shepard domanda in contemplazione, posando le labbra su quelle di Liara. "Sto bene!" Assicura l'Asari. "Il dolore è sparito. Sono soltanto stanca, euforica e... immensamente felice!" Aggiunge, spostando lo sguardo radioso da Shepard alla bambina e viceversa. "Sei stata incredibile... La bambina... Tutto è stato incredibile! Sono immensamente felice e non sai quanto ti amo!" Sussurra Shepard, ancora incredula, gli occhi pieni di stupore. Si baciano teneramente, tra le pieghe di un sorriso luminoso, mentre le loro dita indugiano sulla fronte morbida e soffice della loro bambina blu. Liara guarda a lungo negli occhi di sua figlia, in quei bellissimi occhi chiari, lasciandosi illuminare di luce e di azzurro. Le accarezza di nuovo il viso, le bacia teneramente la fronte, una guancia, poi l'altra e quel delizioso nasino all'insù, mentre una lacrima sfugge ai suoi occhi, per raggiungere quelli di Shepard. Il calore del corpo dei genitori, le loro premurose attenzioni, sono talmente piacevoli, che ben presto, la piccina chiude gli occhi e si addormenta serena.
La dottoressa Chakwas è intenta a pulire accuratamente tutte le attrezzature mediche, prima di riporle nello sterilizzatore. Approfitta di questa attività, per concedere a Shepard e Liara un po' di tempo insieme. Ogni tanto rivolge loro uno sguardo, colmo di tenerezza. Sente tutta la tensione accumulata scivolare giù dalle spalle, incanalarsi lungo il tronco, scendere nei polpacci e strisciare via. Può finalmente abbassare la guardia e rilassarsi. È andato tutto a meraviglia, il cuore di Karin sta ancora pompando orgoglio e soddisfazione, alitandole in petto, una piacevole sensazione di trionfo. Un unico rammarico offusca l'atmosfera. Più di ogni altra cosa, vorrebbe poter condividere questo momento, con Aethyta. Sa quanto la sua compagna ci tenesse a essere presente e quanto si maledirà per essersi persa la nascita della sua prima nipotina. Tuttavia, sorride all'idea, che tra qualche giorno la rivedrà e troverà decine di modi "creativi" per consolarla. "Allora, voi due... Muoio dalla voglia di dare a Thyta la meravigliosa notizia... Quindi, non tenetemi sulle spine, come si chiama la sua prima nipotina?" Karin vuole sapere. Liara guarda Shepard, che annuisce, lieta di conferirle l'onore dell'annuncio. "Beh, naturalmente io e Shepard, avevamo in mente diversi nomi. Nessuno che prevalesse sugli altri, però. Non riuscivamo a decidere. Finché, non ho chiesto un parere a mio padre... Lei ci ha suggerito un nome meraviglioso!" Annuncia Liara, sotto lo sguardo orgoglioso di Shepard. "Si chiama Keerah, che nella mitologia Asari è il nome del primo raggio di sole del mattino!"
Continua...
