AL CUORE NON SI COMANDA

La luce dell'alba entrava tra le tapparelle alla finestra accompagnata dalla bassa marea che cullava il sonno di Castillo disteso sotto le lenzuola in attesa della sveglia.

Compì le stesse abitudini di ogni giorno prima di dirigersi al lavoro. Quella mattina si prosperava una bellissima giornata con un sole abbagliante, a cavallo del braccio reggeva la giacca nera saliva le scale del palazzo salendo agli uffici della sezione antidroga.

Salutò i propri agenti andando dritto nel suo ufficio personale riordinando faldoni nello schedario. Aprì le finestre per cambiare l'aria pesante poi chiamò i due agenti dal distintivo oro "Crockett, Tubbs nel mio ufficio." I due detective si alzarono dalla loro postazione entrando nella stanzetta "Avete i rapporti del caso Baldassarre?"

"Si, lo stavo terminando proprio ora" rispose Crockett in top giallo "Io l'ho terminato ora" aggiunse Tubbs con già in mano il rapporto completo "Allora voglio affidarvi un caso nuovo." dallo schedario prese fotocopie contate per ogni agente della sua squadra riunendoli tutti.

Ad ogni membro consegnò la copia assegnando compiti, non c'era una scadenza ma il procuratore volle risolvere la cosa in tempi brevi. Questa volta si trattava di oppio purissimo da sequestrare, spettava a Crockett e Tubbs prendere contatto con il fornitore il resto della squadra sorveglianza e sottocopertura per le strade.

Quando si parlava di oppio a Martin Castillo scricchiolavano le ossa, troppi ricordi passati che preferiva tenere infondo al cuore.

Quello stesso giorno nel pomeriggio una ragazza mezza asiatica dai lunghi capelli scuri salì dal tenente Castillo "Credevo che vedendomi un bel sorriso si fosse sollevato." Riconobbe la voce femminile "Che sorpresa" il sorriso apparve per davvero sul volto del tenente "Mi hanno detto della visita ma non potevo sapere che fossi tu." la avvicinò con calore per poi tenerla per mano fino al divano senza perdersi nemmeno un suo sorriso fu lieto di ricordare i vecchi tempi.

La giovane mostrò la foto che teneva nel portafoglio e raffigurava un bambino di circa tre anni "si chiama Peter." Catillo trattenne la foto tra le dita per guardarla meglio, assomigliava alla madre "Sei libera questa sera?"lei annui e si riprese la foto "Certo, se ti fa piacere porto il mio compagno."

Sakura Ishikawa stava preparandosi davanti allo specchio scorrendo il rossetto sulle labbra, gli orecchini rotondi ed enormi appesi ai lobi tintinnavano. Il compagno era ancora in bagno sotto la doccia canticchiando una canzone.

Mancavano ancora quaranta minuti all' appuntamento e la baby sitter sarebbe giunta presto. Castillo uscì prima dal lavoro per tornare a casa per darsi una rinfrescata

Optò per tailandese e tra le svariate scelte in città scelse il solito ristorante abituale. Fu il primo ad arrivare in anticipo di dieci minuti; la sua ospite rimase imbottigliata nel traffico della Biscayne "Svolta qui a sinistra se non sbaglio ci deve essere la parallela e in genere è più agibile." Indicò lei. Sporse il capo dal finestrino notando un' auto grigia due macchine dietro a loro "È da due isolati che ci segue."

"Secondo me ti stai preoccupando troppo." Fece lui "Magari viene nella nostra stessa direzione." Guardò nello specchietto retrovisore "Vorrà solo mangiare tailandese." Aumentata la velocità e inserito la terza marcia l'auto spari, però, nell' intestazione di destra un' auto diversa in velocità gli andò addosso.

Un passante accorse per dare aiuto, non poteva fare granché senza competenza medica ma si prodigò a soccorrere i feriti distendendo i corpi a terra con il capo girato e coperto le escoriazioni con delle bende umide e chiamato l'ambulanza e le forze dell'ordine.

"Chiami il Tenente Martin Castillo." E poi collassò.

La donna alle autorità chiese del tenente: "Non so di quale reparto faccia parte ma si chiama Castillo, tenente Martin Castillo. Mi ha riferito la vittima." L'agente di polizia si segnò il nome passandolo al collega che avvertì il centro di comando.

Dopo diverse telefonate l'agente in divisa ottenne il dipartimento del tenente con il recapito telefonico ma chiamato dissero che era fuori, alla chiamata risposero Crockett e Tubbs; sulla Cadillac Tubbs superava i limiti per arrivare in tempo mentre Crockett continuò a chiamare dalla macchina il tenente "Castillo." Quando senti la voce del tenente si rallegrò "Era ora tenente, l'avrò cercata un sacco di volte."

"Quindi?"

"Ci hanno chiamato al dipartimento ma lei non era raggiungibile. Una donna in fin di vita ha fatto il suo nome, ha subito un incidente. Stiamo andando la."

"Dove la portano?"

"Al Jackson Memorial Hospital."

"Io mi dirigo la intanto, voi sentite i testimoni" chiuse infine Castillo.

Castillo correva il più che poteva, attenendosi ai limiti di velocità, era nervoso e teso come una corda di violino con la paura di perdere Sakura non poteva permetterlo.

Alla reception gli dissero che si trovava in sala di rianimazione e che secondo il medico era morta da quindici minuti "Il compagno c'è?" Chiese con tono freddo "Si l'ho visto nella prima sala d'attesa a destra". Rispose l'infermiera gentilmente.

Nella sala d'attesa vide solo un asiatico con il volto basso, i gomiti sulle cosce con le gambe in agitazione. Non riconobbe il viso se non quando richiamò l'attenzione "Mi chiamo Martin Castillo ... Sono amico di Sakura." Non c'era bisogno di sapere il nome visto che sapeva perfettamente chi fosse "mi ha parlato si voi, io sono Minato Uchida". I paramedici lo visitarono appena in ospedale riportando danni minori "So chi è lei." Rimbrottò il tenente. Con un cenno di mano sulla soglia della stanzetta avvicinò due agenti in divisa "Tenente Castillo dell' antidroga" mostrò il distintivo "Potreste portare questo individuo al mio dipartimento? I miei uomini li troverete la io arriverò tra non molto." Ammanettarono l'uomo del tutto ignaro della situazione.

Seduto in sala d'attesa aspettò l'uscita del personale medico dalla sala con Sakura ancora in vita.

La conobbe da tanto tempo, fu molto amico del padre, anche tutt'ora. Ha sempre voluto bene a sua figlia anche avendole quindi anni di differenza provò per lei svariati sentimenti. Castillo non si rivelò mai alla ragazza perché secondo lui era sbagliato, non sarebbe stato giusto intraprendere una pericolosa relazione "tuo padre non vorrebbe e poi ... Sei così ... Giovane." Sakura una notte era rientrata da una festa con amiche e vide la luce accesa del portico e anche in cucina; quando entrò vide il padre e Castillo sedere davanti ad una bottiglia di rosolio.

Non si ricordò molto della conversazione che il padre e la figlia ebbero ma si ricordò delle lacrime sul viso di lei scendere come cascate e di un bacio sbagliato che lui gli donò sulle labbra.

Lo rammentò bene perché si stava spingendo in acque profonde per lui con la pauraedi caderci a picco.

Alla centrale Switeck e Zito presero in custodia il compagno disperato sistemandolo in sala interrogatori. Si stupirono nel vedere il trafficante di oppio nella loro saletta avendo iniziato da poco indagato sul caso.

"Sai perché ti trovi qui vero? Non capita tutti i giorni di vedere il famoso trafficante dell' oppio." Lui sbarrò la vista "Vi sbagliate agenti, non sapete nulla di me."

Diede uno sguardo rapido su Zito in piedi con la schiena al muro sorseggiare del caffè "Davvero? È un caso che abbiamo iniziato da poco le indagini e per magia ti portano da noi?" Minato Uchida non ribatté nulla "Parlerò solo con un avvocato. Voi non sapete nulla di me e di Sakura, non potete sapere da cosa stiamo lottando."

"Mi ascolti bene le cose non si mettono bene per te quindi ti invito ha darci una mano." Disse Switeck con voce grossa caricando il peso sulle braccia appoggiate al tavolo "Sentite non sono io il trafficante ok? È mio cugino che se ne occupa. Io sono solo un prestanome ok? Io e la mia donna siamo venuti a Miami per nasconderci altrimenti ci uccideranno. Ma a questo punto dobbiamo fare le valigie di nuovo, non è più un posto sicuro."

I detective uscirono dalla stanzetta passandolo a Crockett e Tubbs "dice che vuole un avvocato e che è in pericolo, è suo cugino l'uomo che cerchiamo." Crockett schiacciò la cicca nel posacenere "Vediamo che dice Martin prima di procedere."

Castillo sonnecchiò sulla seggiola scomoda con le mani incrociate sul petto. In punta di piedi l'infermiera entrò nella stanzetta lo svegliò con tatto "Mi scusi tenente la paziente è viva, ora sta dormendo."

"La posso vedere?"

"Ma certo. Però non la stanchi se si svegliasse.". con cortesia lo accompagnò nella camera singola a metà corridoio; chiuse la porta dietro di se e trascinò la sedia accanto al letto. con delicatezza le prese la mano accarezzando il dorso con il pollice. I valori erano stabili sul monitor e la flebo filtrava in modo regolare la soluzione nella cannula attaccata al braccio. Vederla indifesa gli faceva pena, con il volto arrossato e graffiato da pezzi di vetro tolti. Il medico disse che l'impatto ha avuto la peggio dal lato del passeggero, l'airbag ha attutito il colpo ma il colpo di frusta avvenne in modo violento per l'impatto. Entrambi avevano ematomi lungo il corpo "Guarirai ne sono sicuro."

Sakura debolmente si mosse. Ebbe difficoltà ad aprire gli occhi, vedeva tutto sfuocato attorno al suo campo visivo "Sakura sono io."

"Minato?"

"Sono Martin." Ebbe un fremito "Martin non ti vedo." Si avvicinò a lei accarezzandole il volto "Non te ne vai vero?"

"Resterò qua fino a quando vorrai tu." Fu una gioia per lei sentirlo vicino tenendo una salda stretta di mano poi si addormentò.

Le restò accanto fino all'alba, bevette un caffè alla macchinetta automatica delle bevande "Tenente è per lei." si appoggiò al bancone della reception "Castillo."

"Parla Crockett. Minato Uchida si discolpa dal traffico di oppio che si fa ora?"

"Aspettatemi. Arrivo tra un'ora."

Il tenente sembra freddo come ogni giorno ma questa volta era una questione personale, altre volte la sua squadra gli coprì le spalle anche quando non spettava a loro; non c'era bisogno di chiedere i suoi amici e colleghi più fedeli lo avrebbero aiutato anche in questa occasione "Lei come sta?"

"Si riprenderà." Rispose a tono asettico "Come vogliamo procedere con Minato Uchida? Dici che potremmo usarlo per arrivare a suo cugino?"

"Fate cosi. Costringetelo a collaborare e se dice il vero che sono in pericolo anche Sakura lo è. Per il momento disporrò una guardia in ospedale e poi verrà da me al sicuro." I detective si scambiarono occhiate passandosi i documenti sul caso sul lungo tavolo della sala riunioni. Uno a uno si alzarono procedendo con i compiti assegnati dal tenente "Crockett. Tubb. Procedete come deciso." Prima di lasciarli liberi disse: "Grazie del vostro appoggio." presentando un sorriso.

Minato Uchida convinse il cugino Neji Sarutobi ad incontrare Crockett e Tubbs. Comunicò di voler una notevole quantità da spedire a compratori fedeli.

Il cugino non sapeva dei poliziotti nel suo soggiorno "Sonny Burnett e Ricardo Cooper. Loro sono apposto li conoscono e mi fido di loro." Dal mobiletto tirò fuori tre bicchieri di vetro e li riempì di Burbon con ghiaccio; con un tintinnio brindarono "Mio cugino dice che volete fare un affare con me." Sedettero sulle sdraio sul terrazzo sotto agli ombrelloni azzurri "Infatti è così. La cifra immagino che le è stata detta." Annuì mandando giù tutto di un fiato il le due dita del drink "Si. Posso arrivare a 35.000 non di più non vi conosco e non mi interessa se mio cugino si fida di voi. Ho fatto affari con gente di tutti i tipi però sono io che devo fidarmi di voi."

"Quindi lo si fa l'accordo?" chiese Tubbs "Sono certo che potremmo fare diversi affari con prezzi ragionevoli. Senta se non si fida ci dia una piccola partita e noi la venderemo per suo conto."

Sogghignò "Ci devo riflettere. Datemi due giorni." Con un gesto di mano li congedò.

Castillo ebbe del tempo libero da dedicare a Sakura ancora convalescente in ospedale. Questa volta la trovò sveglia "Martin mi fa piacere vederti."

"Fa piacere a me vederti sveglia. Come stai oggi?"

"Scombussolata." Rispose con tono stanco "Dov'è Minato? Non si è ancora fatto vivo oggi."

"Ci sta aiutando ad incastrare Neji Sarutobi."

"Nessuno ci è mai riuscito fino ad ora" rispose lei "In genere uccide i propri nemici e gli acquirenti non graditi spariscono." Catillo restò zitto "I miei uomini sono in gamba e ti posso giurare che saresti al sicuro con me. Quando ti sentirai meglio verrai da me." Si illuminò come una adolescente innamorata del quaterback favorito.

Non intendeva illuderla, provava dell'affetto profondo verso di lei ma non potevano stare insieme, Sakura aveva un figlio e un compagno "Vuoi guardare la tv?" accennò un sorriso "Io resterò qui accanto a te." La vide fragile come una farfalla fatica ad uscire dal bozzolo, il corpo aveva bisogno di tempo per riprendersi del tutto; Castillo sonnecchiò a lungo fino "Tenente?" l'infermiera di turno toccò la sua spalla "La vogliono al telefono."

Dopo due giorni Crockett e Tubbs ottennero l'incontro con Sarutobi. Minato in quei giorni restò a casa del cugino mentre Sakura era in ospedale sotto scorta; la salute migliorò dopo tre giorni alla quale riuscì ad alzarsi dal letto a muoversi.

Sakura finì di vestirsi riempiendo la borsa. Raccolse le sue cose nel bagno adiacente alla sua camera. L'infermiere diede la ricetta con i farmaci da prendere in farmacia.

Era praticamente pronta quando Castillo piombò nella stanza "Sei pronta?" annuì felice ed in punta di piedi baciò la guancia del tenente.

Sembra la sua guardia del corpo, rigida e silenziosa con gli occhi celati dalle lenti scure, non sorrideva e ne parla molto.

Gli stava al fianco destro di due passi dietro "In realtà non è cambiato molto." Affermò lei con un bel sorriso "A che ti riferisci?" aprì bocca dopo un lungo silenzio "A te. A noi. Non sei mai stato di tante parole e quando avevo bisogno tu c'eri sempre per me."

"Ti stai chiedendo che potrà succedere?" lei non disse nulla ma la preoccupazione in volto era evidente "Ci penserò io a proteggere te e Minato. Non devi tenere nulla." Per un momento lo fissò intensamente poi cambiò direzione dello sguardo "Possiamo andare ora?".

Attraversò il parcheggio camminando davanti a Castillo "L'ho messa la infondo la penultima da sinistra." Cammina veloce come abitudine anche senza avere le chiavi in mano. un minuto dopo tranquillo lui la raggiunse con la chiave appesa all'indice "Le chiavi le ho io."

"Ti ricordi? Lo facevo sempre con mio padre." Era incredibilmente felice continuando a sorridere. Venne esploso un colpo colpendo però lo specchietto della macchina, Castillo si gettò su di lei. si strinse a lei con un braccio e con l'altra reggeva l'arma. Sentiva rumore del battito veloce uscire dal petto, una povera creatura impaurita. Trudy e Gina arrivarono in breve tempo "Potete andare a prendere suo figlio e portarlo da me? Poi chiedete a Switeck e Zito di esaminare la zona voglio sapere da dove è arrivato lo sparo."

Protetta a casa sua la vide più tranquilla, il cuore palpitava ma la mente era ancora scossa. Tutto quello che voleva era di abbracciare il figlio e di vedere il compagno.

Cercò di provvedere alle richieste di Sakura, voleva che stesse tranquilla il più possibile.

Sprofondò in un sonno profondo per quattro ore intere; al suo risveglio vide nel salotto Minato con in braccio il piccolo Peter "Castillo è spiaggia."

"E' grazie a lui che siete qui. Non sai quanto mi rende felice vederti sano e salvo." Ebbe un barlume di speranza, si strinse al petto energicamente "Tu sai chi era vero? Chi ci ha mandati fuori strada intendo." Irrigidì la mandibola "No mia cara. Ma l'importate è che tu sei salva."

"Sei sicuro di non saperlo? Quando ti vengono rivolte domande scomode indurisci la mascella, quindi è evidente che mi nascondi qualche cosa." Si staccò dal petto afferrando il piccolo "C'entra tuo cugino non è vero?" lui tacque "Lo scoprirò da me." Ancora zitto deviò l'argomento "Andiamo sulla spiaggia non ho molto tempo dovrò rientrare da mio cugino."

Castillo era in piedi sulla battigia con l'acqua alle caviglie. Il vento caldo mosse il ciuffo nero. Sakura gli passò di fianco incrociando per qualche istante lo sguardo "Grazie …. Per loro …" non le levò gli occhi di dosso fino a quando non si attaccò al marito con il braccio.

Peter dormiva in un angolo sul divano con il pollice in bocca "Io vado a letto."

"Notte allora. Io dormirò sul divano." bofonchiò lui intento su documenti del caso. Ebbe l'impulso irrefrenabile di baciarlo ma si trattenne. In camera da letto indossò il pigiama si coricò in attesa divedere la luce del soggiorno spegnersi.

Una volta visto spegnersi uscì dalla camera e nel buio cercò di non inciampare. Non conoscendo lo spazio attorno a se cercò di non sbattere i mignoli negli nelle sporgenze. "Hai dimenticato qualcosa?" sentì la voce profonda di Castillo "Volevo un bicchiere d'acqua."

"Ho già sentito questa frase." Elogiò "Esattamente nella cucina di casa tua a Saigon." Accese la lampada accanto al divano e lui sdraiato su di esso. Con timidezza gli si avvicinò inginocchiandosi ai piedi del divano e quel desiderio lo sentì di nuovo fiondandosi sulle labbra di lui; cercò di respingerla ma poi l'avviluppò con le braccia "Sakura è sbagliato e tu lo sai." Sussurrò "Minato?"

"Non ci voglio pensare. Ti ho desiderato da sempre Martin." Dischiuse le labbra e lo baciò per una seconda volta in seguito corse in camera.

Subito dopo Castillo la raggiunse nel letto ed iniziò a corteggiarla; s'arrampicò su di esso incoraggiandolo a continuare. Per due fecero l'amore come non ebbe mai fatto con Minato.

La mattina successiva Crockett e Tubbs passarono presso casa sua, Castillo era alzato da almeno un ora sorseggiando il te "Tenente … volevamo la conferma dal magazzino della polizia."

"La cifra è disponibile, ma il contante poi va rimesso al deposito. Quando è l'incontro?"

"Ho saputo stamattina, sarà dopodomani." Sakura con indosso una camicia del tenente si soffermò sulla soglia "Non chiedere" rispose con tono freddo. Ma lo sguardo grave in volto parlò da solo "Sono faccende tue Martin."

Gina passò ore davanti al terminale verificando ogni auto rubata, gli occhi le bruciavano dalla stanchezza ma il computer nella lunga lista tirò fuori la targa esatta denunciando la scomparsa.

Diede un colpo di telefono a Castillo e con Trudy andarono a parlare col proprietario del veicolo "Ho denunciato il fatto cinque giorni fa."

"Sa chi può essere stato?"

Alzò le spalle "Guidava mia figlia quando è stato commesso il furto. A Gladeview sulla North West sulla ventiduesima." Ricontrollò la lunga lista tenendo conto dei furti avvenuti in quella zona eliminando il resto. Con Trudy scesero nelle strade con il via libera del tenente quando una donna venne picchiata da un giovane "So chi è non c'è bisogno che lo identifichi. Si chiama Angel il vero nome non lo so ma è della banda di Billy Boy."

In mentite spoglie Gina e Trudy abbordarono Angel in attillati vestiti colorati e tacchi alti "Polizia" sventolò il distintivo dopo essersi precipitate dentro il privè.

Angel cercò di scappare ma Switeck e Zito piombarono alle sue spalle. Portato in centrale venne interrogato dalle due detective crollando dopo trenta minuti.

Castillo fece capolino dalla porta chiamandole fuori "Ha detto di essere stato pagato da Billy Boy per indentarsi contro l'auto di Sakura. L'altro uomo doveva solo pedinare. Minato Uchida ha proposto l'affare a Billy Boy, venti chili di oppio in cambio di 50.000$."

Il tenente sospirò scontento poi aggiunse: "Tenente c'è di più, la polizia è intervenuta e sequestrando la roba, Uchida è fuggito con i soldi. È tutto qui."

Alzò lo sguardo su Trudy "E' tutto qui?" ripeteva con tono aspro "Che facciamo tenente?"

"Intanto leggeteli i suoi diritti Sonny e Rico si occuperanno della questione. Avete fatto un buon lavoro, avete la sera libera."

Con aria cupa convocò i suoi detective Crockett e Tubbs riunendo anche Minato sulla barca del collega.

Crockett finì di arrotolare le cime e le sartie, Elvis lo spostò a prua con del pesce già in bocca "Allora tenente cosa non va ora?"

"Minato Uchida non ci ha detto tutta la verità."

"E' vero non ho detto proprio tutto ma non volevo che la mia donna soffrisse. Avevo un debito di gioco da saldare di 50.000$ così il modo più veloce era di vendere dell'oppio di mio cugino a Billy Boy. Ho saldato il conto ed ormai non potevo più avere problemi ma Billy Boy rivoleva i suoi soldi, ero nel panico non sapevo più come fare."

"Potevi chiedere aiuto."

"A chi tenente? A te sai benissimo che Sakura avrebbe fatto di tutto ma non potevo dirle nulla, a suo padre nemmeno a parlare." Rispose scontroso

"Alla banca." Scoccò Tubbs

"Billy Boy ha deciso di farmi fuori ma non pensavo all'incidente. Non potevo saperlo. Lo giuro!."

Non si poteva annullare l'operazione, andava svolta fino in fondo Billy Boy sarebbe stato arrestato successivamente con aiuti delle squadre speciali e polizia per non lasciare i due agenti scoperti.

Intanto Sakura giocava con Peter sul tappeto con dei giocattoli in attesa di vedere Castillo comparire.

Il volto di lui era cupo e ansioso. Esitò ha rivelare ciò che seppe dal compagno, la baciò intensamente "E' successo qualcosa?"

"Nulla di cui ti devi preoccupare." La baciò di nuovo, ancora e ancora con la voglia matta di avvilupparsi a lei "Preparo la cena."

Non parlarono molto per quasi tutta durata della cena, le parlava ogni tanto raccontando di come ha riempito la giornata, ma Castillo era distratto lo vedeva assente "Sei teso e non vuoi dirmi il perché."

"Si tratta solo di lavoro. davvero non preoccuparti."

lei mosse un sorriso senza chiedere nulla continuò ad addentare il pesce nel piatto.

Quella sera dormirono nello stesso letto ma uno dalla propria parte. Se ne restò svegliò per un ora con le mani sotto la nuca e poi crollò. La mattina presto Sakura si appoggiò sul suo petto cercando del calore. Rotolò su di lei amoreggiando come due adolescenti stava per concedersi ma il telefono squillò, era Crockett: "Capo, l'incontro è stato anticipato ad oggi, solito orario."

"Ho capito va bene. Arrivo tra poco."

Tirava una brutta aria, Crockett sapeva questo anticipo segnava qualcosa d brutto, Tubbs era silenzioso, era preparato "Mi preoccupa anche a me questa storia ma Minato è al sicuro con noi saremo sorvegliati. Di esperienza ne abbiamo tanta Sonny, sta calmo e vedrai che finirà come sempre."

il trambusto che si scatenò successe quando Neji Sarutobi scoprì di aver davanti dei poliziotti e che il cugino Minato pur di pagare un debito rubò una partita dal cugino facendo affari con Billy Boy.

Billy Boy indicò Minato come il suo acquirente. Switeck in ascolto sul furgone diede ordine di intervenire alla squadra speciale.

Non fu facile fermare lo scontro a fuoco e Minato ci rimise la pelle. I medici cercarono di fermare l'emorragia ma il proiettile finì troppo in profondità e il cuore smise di battere.

Billy Boy e Neji Sarutobi vennero arrestati e processati con una cella stretta isolati dagli altri detenuti.

La vedova chiese che il corpo del defunto compagno tornasse con lei a Saigon. Riuscì ad avere pochi minuti in obitorio dando il suo addio su un corpo ormai raffreddato.

Castillo affondò le mani nelle tasche camminando su e giù per la spiaggia. Il sole era basso e stando dall'ora tarda sarebbe scomparso i due ore. Il caso fu definitivamente chiuso attendendo i rapporti completi sulla scrivania. Sakura partiva il giorno successivo ma non si sentì di raggiungerla in aeroporto non aveva il coraggio di darle il suo addio.

Lasciò la battigia risalendo a casa. I raggi del sole basso bruciavano la retina costringendolo ad indossare le lenti scure.

Riusciva nel distinguere al meglio le figure, avvicinandosi abbastanza ritrovò Sakura con il padre anziano in attesa di vederlo comparire.

"Pensavo che partissi domattina."

"Cambio di programma, papà ha pensato di venire qua."

"Mi rallegra rivederti Obito." Fece una leggera referenza "Andiamo dentro preparo del tè."

Seduto di fuori pensava fissando il buio calato "Continuo a pensare sul perché tu non abbia mai preso con te mia figlia." La voce profonda del padre anziano lo fece distrarre dai suo pensieri "Dovresti saperlo."

"Ah si? E come mai?"

Castillo emise un sorriso "Sapevi benissimo che non potevo."

"Balle." Disse l'anziano ridendo "Tu avevi paura di chiedermelo. Ma sappi solo che se tu me lo avessi chiesto io ti avrei dato mia figlia con tutto il mio cuore. Non mi è mai piaciuto Minato."

Castillo non lo seguì dentro casa se ne restò ancora fuori "Grazie."

Si incamminò sulla spiaggia tanto per fare due passi "Martin. Aspettami." Sollevò il capo rivolto verso la sabbia "Papà ha detto che eri fuori."

"Facevo due passi." Con un sorriso si accinge per raggiungerlo aggrappandosi al suo braccio "Se non ti dispiace un po' di compagnia verrei volentieri con te."

Tutto quello che ricevette quella sera fu un dolce bacio.

L'indomani mattina trovò un biglietto sul tavolo della cucina "Torno a Saigon, devo tornare alla mia vita. Lo sai che ti ho sempre amato e so anche non potrai mai raggiungermi qui, quindi addio Martin."

Ripose la lettera nel cassetto e infilata giacca e cravatta iniziò una nuova giornata con in mano un caso nuovo da seguire.