La vetrata
Sono irrequieto, non riesco a crederci, Oscar si sta preparando per andare a un ballo vestita da donna! … E' impazzita, eccome se è impazzita!
Lo fa per il Conte. E' fuori di sé, secondo me non si rende conto che il suo non è amore ma ne è solo affascinata … almeno lo spero.
Ma possibile che faccia tutto questo per Fersen?! Eppure sa bene che quell'uomo non solo è innamorato delle Regina me è anche il suo amante.
Oscar non può veramente amare un uomo che non ricambia, non può scendere a compromessi per un'illusione. No, devo farla ragionare, non so come ma la porterò alla ragione! … Non voglio che si renda ridicola.
"André! André!"
"Nonna sono qui!"
"La carrozza è pronta?"
"Si, sto aspettando la principessa."
"Scherza pure ma sappi che Oscar è bellissima nel suo abito …"
"Una donna è bella qualunque cosa indossi, non è certo uno stupido abito femminile a rendere diversi!"
"Ehh ma cosa dici?! Ma ti pare che sia normale che una donna indissi abiti maschili?"
"Non ci trovo nulla di strano, sono solo convinzioni sociali!"
"Oh ma stasera sei di cattivo umore, si può sapere cosa ti prende?"
"Nulla! Non ho nulla, sono solo stanco."
"Eh no, dovrai condurre la carrozza che porterà la nostra Oscar a palazzo!"
"Si, lo so! Nonna di ad Oscar che l'attenderò a casetta."
"Ma come a casetta!' Dico sei diventato pazzo?"
"Oscar decide di indossare un vestito da donna ed io sarei io il pazzo?"
"Certo! Devi aspettarla qui e condurla alla vettura!"
"Non sono il suo cavaliere. Mi raggiungerà alla carrozza, come ha sempre fatto."
"Ohhhh Nipote sei dispotico!"
"Dille che l'aspetterò fuori!" lascio il salone in tutta fretta e prendo posto a casetta.
Se Oscar crede che l'accompagni alla carrozza e le chiuda anche lo sportello beh si sbaglia di grosso! Io non la consegno a quel sbruffone del Conte! …
Che sciocche che sono le donne! … Ed io che pensavo che lei fosse diversa, invece mi sbagliavo!"
"Oscar sei bellissima! Sono sicura che al ballo incanterai tutti anche se dubito che qualcuno ti riconoscerà!"
"Nonna, dov'è André?"
"Ti sta aspettando alla carrozza, io davvero non capisco quello sciocco!"
"Non capisco, André mi sta aspettando, dov'è il problema?!"
"Doveva accompagnarti alla vettura e non aspettarti a casetta come se fossi un uomo e peggio ancora che se fossi suo fratello! … Fratello?! Ma cosa dico!? Sei qui davanti a me vestita con questo splendido abito che cucii per te tanto tempo fa ed io mi rivolgo a te come se fossi un maschio! … Certo che la follia di tuo padre è stata contagiosa."
"Almeno per stasera mio padre non c'entra nulla …"
"Per fortuna che è fuori con il suo esercito altrimenti sai che putiferio avrebbe scatenato se ti avesse vista?"
"Mio padre non mi preoccupa, ho sempre preso le mie decisioni. Adesso scusami, raggiungo André."
"Aspetta, ti accompagno!" sussurro mentre le sistemo lo strascico del vestito.
Faccio strada ad Oscar, raggiungo la vettura e dal basso dico: "André, Oscar è qui!"
Abbasso lo sguardo, la vedo. Per qualche istante rimango in silenzio, ammiro la sua bellezza, sembra una dea ma poi riacquisto la mia freddezza e con tono perentorio rispondo: "Bene, possiamo partire!"
"ANDRE'! Ma cosa dici?! Come sarebbe che potete partire?!"
"Nonna, forse non devo accompagnare il Colonello Oscar alla reggia?"
"Si, ma …"
"Ma nulla!" la guardo e con tono perentorio concludo: "Sbrigati Oscar, si sta facendo tardi! Non vorrai arrivare in ritardo!?"
Ascolto le parole di mio nipote e ribatto: "Ma non è possibile! E' così che ci si comporta con una dama"
"Dama?! Nonna, se in questo momento Oscar impugnasse la spada sarebbe capace di far scappare chiunque! MUOVITI OSCAR!"
Osservo il mio amico di sempre e ribatto: "Hai fretta?"
"Certo! Devo andare a Parigi a ubriacarmi!"
Nanny ribatte: "COME?! Ma sei impazzito!"
"Nonna, ti assicuro che stasera il pazzo non sono io!"
Sento la voce perentoria di Oscar: "Ora basta! Se non volevi accompagnarmi, potevi chiedere a Jacques di farlo!"
Con tono altrettanto perentorio continuo: ""Sta tranquilla, ti accompagnerò io!" poi guardo mia nonna. "Non aspettarci, faremo tardi. Buona notte!"
"Buona notte un'accidenti! Se solo provi a lasciare Oscar alla reggia per andare a Parigi, giuro che al tuo rientro ti colpirò con il mattarello senza pietà!" guardo Oscar, il mio viso e i miei modi si addolciscono. "Divertiti e non pensare alle sciocchezze di mio nipote."
"Grazie nonna!" Sussurro mentre salgo sulla vettura.
La nonna rimuove il predellino e borbotta: "Ma guarda un po' cosa mi tocca fare!"
Osservo divertito la nonna e severo concludo a gran voce: "SI PARTE ALLA CONQUISTA DI VERSAILLES! AHHHHH …."
Ascolto le parole di mio nipote e con altrettanto rigore ribatte: "SEI UNO SCREANZATO! EPPURE HAI RICEVUTO UN OTTIMA EDUCAZIONE!"
Sono seduto a casetta, tiro su lo sguardo al cielo, stasera la luna è così limpida che sembra quasi di poterla toccare, quante stelle! Eh si, la luna, le stelle, tutto renderà romantico questo dannatissimo ballo! … Se solo penso ad Oscar stretta tra le braccia dello svedese …..
Sono al bivio, la strada si divide in due: quella che porta a Versailles e l'altra che porta in aperta campagna. Se Oscar pensa che io la consegni a quel libertino si sbaglia! Non lo farò MAI!
Sono seduta nella carrozza, non posso negare di sentirmi emozionata, sarò a Versailles ma questa volta presenzierò in questa nuova veste.
Però ammetto di sentirmi a disagio, nessuno sospetterà che dietro a questo abito femminile in realtà si nasconde il Comandante delle Guardie Reali! …
Tutto questo per … Fersen.
La carrozza prosegue veloce, attraverso un boschetto fiancheggiato da un torrente. La strada è sterrata ed in parte fangosa a causa delle piogge dei giorni scorsi. Centro un paio di buche, la rabbia, l'offesa e non so neppure io cos'altro, si impossessano di me. Tiro le redini, fermo e cavalli e scendo rabbioso.
Sono seduta comodamente all'interno della carrozza, osservo le mie scarpine femminile, è la prima volta che le indosso come sono buffe! ... improvvisamente sento un tonfo, la carrozza prende una grossa buca poi si arresta. Mi affaccio al finestrino, attiro l'attenzione del conducente. "ANDRE', COSA SUCCEDE? IMMAGINO CHE SI SIA STACCATA UNA RUOTA!"
"Accidenti! Maledizione! Maledetto ballo, maledetta carrozza! OSCAR! Tu e le tue idee!"
"André, si può sapere cosa ti prende?! Non ti ho mai visto così furioso, sei fuori di te."
"Lo saresti anche tu, al mio posto! Accidenti! Va che cavolaccio dei cavolacci! Sai cosa ti dico? Se vuoi andare al ballo ... vacci da sola! Tu e le tue idee! Pessime idee!"
"COSA?! Vorresti lasciarmi qui e andartene?"
"Esatto! Se vuoi andare al ballo ... vacci da sola! Magari a piedi! Tanto con quelle scarpine...forse per domani sarai arrivata! E certo, le solite scarpe erano troppo comode, vero? Anche i tuoi soliti panni! Certo certo ..."
Spalanco gli occhi e sussurro: "Non ti ho mai visto tanto arrabbiato ..."
"E io non ti ho mai vista ... così!" Sbotto indicandola con una mano. Per lui si è agghindata così! E come se non bastasse è bellissima! Assurdo!
Sento il viso avvampare, sussurro: "Ecco ... ma io non ho mai indossato abiti femminili ..."
"ESATTO! MAI!"
"Ma perché ti arrabbi così tanto? Io davvero non ti capisco!"
"Neppure io ti capisco! Neppure io! E adesso ... vuoi farmi la grazia di scendere? E aiutarmi con la carrozza? O vuoi che restiamo qui in attesa di non so bene cosa? Forse che venga lui a salvarci?!"
"... Ma ... vorresti che io ... André ma dico, sei davvero impazzito? Vorresti che io ti aiuti a sistemare la ruota vestita così?"
"Certo!" Rispondo sempre più furioso
"Ma ... Insomma André, dimmi perché stasera sei tanto antipatico! Forza, avanti dimmelo!"
"E tu perché ti sei agghindata così?"
Arretro di un passo, le parole di André mi mettono in difficoltà e balbetto: "Co ... come ... pe ... perché?!"
"Esatto! Perché? Allora? Rispondimi!"
"Ecco ... io ... io ..."tiro fuori la grinta del comandante che è in me e ribatto: "Ma insomma cosa vuoi sentirti dire?"
"La verità! Forza! Perché ti sei vestita così? Forse i tuoi abiti non ti piacciono più? "
" Che domanda!? Certo che amo i miei vestiti!"
"E allora? Forza ... dimmelo! Adesso!"
"Ma ... Insomma lasciami in pace!"
"No! Tu ... tu ... tu non hai bisogno di conciati così per essere bella! Solo un cieco non lo vedrebbe! Tu sei bella, Oscar. Sei bella dentro, nell'animo, e sei bella fuori! Anche e soprattutto con i tuoi soliti panni! Accidenti a te ... e a lui!"
" ... Lu ... Lui!? ... Ma ..."
"Ma niente! Lui non ti merita! È questa la verità! E soprattutto ... ama lei! E tu non ami lui, non puoi amarlo! Accidenti!"
"André ... io ..."
"Tu tu tu tu ... tu cosa?"
"Io ..." lo guardo dritto negli occhi. "Tira fuori la carrozza dalla buca!"
"Per accompagnarti dal quel ... quel damerino che si nasconde dietro le gonne della ... di tu sai chi! NON TI MERITA! Accidenti!"
"Ma ..." abbasso il capo, sussurro: "So perfettamente che ... Fersen è l'amante della Regina ..."
"ESATTO! E tu ... tu cosa ti aspetti, da lui? Che cambi idea, forse? OSCAR! Sii seria! Torna ad essere te stessa! Come può anche solo piacerti uno che dice di amare una donna, peraltro sposata, e nel frattempo saltare di letto in letto?!"
"Andrè, io ..." abbasso lo sguardo. "Sono una sciocca ..."
"Beh ... adesso non esagerare ... tu ..." mi avvicino a lei, osservo il suo sguardo basso, intimidito, forse spaesato. "Tu ... non sei sciocca, tu sei perfetta, Oscar. Perfetta."
Afferro con rabbia le vesti e ribatto: "Con questa roba sono ridicola! ... André, debbo riconoscere che come sempre hai ragione! ... Su tiriamo fuori la carrozza in questo burrone."
"Bene! Tu controlla i cavalli mentre io ... spingo!"
"Si ..." mi avvicino ai cavalli, afferro le briglie e con forza tiro e con tono perentorio dico: "Forza belli muovetevi!" i cavalli ce la mettono tutta, tirano, nitriscono, cominciano a muovere i primi passi. Uno di loro posa lo zoccolo sulle mie gonne, mi sento tirare con forza fino a sentire uno sonoro strappo. "L'abito si è strappato! ... Beh ... pazienza, tanto non lo indosserò più! ... André forza!"
Di Aizram e Terryoscar
Sono tornata per qualche giorno a palazzo Jarjayes, Sua Maestà mi ha concesso un poco di riposo. Mi affaccio dalla finestra del salone ed osservo il cortile, la fontana, qualche volatile che si abbevera.
Il sole illumina il cortile del palazzo, il vento muove appena le foglie in questa fine estate del 1780. Mi volto verso il tavolino, afferro la tazza con il mio the, appoggiata sul suo piattino di fine porcellana, decorato, e torno davanti alla vetrata.
Sento il rumore delle spade, poi dei passi e compaiono Oscar e Andrè, intenti ad affrontarsi in un duello. Indossano abiti comodi, da casa, con le camicie un poco aperte, concentrati nel loro duello. Oscar ... mia figlia Oscar, la mia piccola Oscar, l'ultima nata, la speranza del casato, il futuro, il sogno di mio marito, o la sua follia.
André ed io incrociamo le lame, ci scambiamo uno sguardo di sfida e con tono beffardo dico: "Ti sbagli se credi di avere la meglio!"
"Tu credi? Guarda che sono piuttosto abile anche io, Oscar!"
"Si, lo so, ma conosco anche le tue mosse! ... André, la tua tecnica è alquanto prevedibile ... per me!"
"Anche la tua lo è ... almeno per me!" Rispondo sorridendo mentre paro uno dei suoi colpi. Se solo potessi dirle quello che provo ... questi momenti sono una delizia ed un tormento per me. Posso sfiorarla, sentire il suo profumo, vederla sorridere felice.
"Ehi André, cos'hai? Sei strano!"
"Strano? No no ... non ho nulla, Oscar!" Rispondo mentre paro un altro colpo e rispondo deciso.
Affondo e ribatto: "Invece lo sei! ... Avanti ... fatti sotto!"
Attacco, cerco di disarmare Oscar ma come sempre la faccenda è difficile, lei è agile ... e poi il suo profumo ... mi distrae, i suoi capelli mossi dal vento, devono essere così morbidi, credo come la seta, vorrei affondarci le mani dentro ... sentirli tra le dita, sfiorarli, giocarci.
Avanzo, André indietreggia. "Sei insicuro, ma cosa ti prende!? ... Forse hai perso la testa per qualche smorfiosa che vive a Versailles?" Affondo con la spada, avanzo di un passo, decisa a vincere.
"Smorfiosa? Certo che no, Oscar! Ma come ti vengono certe idee?!" Rispondo mentre paro il colpo con fatica.
"Certe idee!? ... André ... ho notato che sei distratto ..." indietreggio di qualche passo, poi avanzo e, tra una stoccata e l'altra, continuo: "Non fare quella faccia, non ti prendo in giro, parlo sul serio."
"Anche io Oscar ... non vedo perché dovrei avere perso la testa! E non sono distratto!"
"Perché non ce l'hai!" rispondo ironica. Avanzo ancora e ancora.
"Accidenti Oscar ... oggi sei più impegnativa del solito!" Rispondo mentre mi riprendo dai miei pensieri, seppure la mia distrazione è qui davanti a me, sorridente mentre mi sfida.
"Dai, attaccami! Sii un valido avversario ... Almeno potrò ritenermi soddisfatta!" Ribatto allegra.
"Certo che ti attacco, Oscar! E forse potrei persino batterti! D'Altro canto è stato tuo padre ad istruire entrambi!"
Entrambi avanziamo, le nostre lame si incrociano con forza, siamo vicinissimi, l'uno di fronte all'altro. Sguardo nello sguardo, respiro contro respiro, ansimiamo. Sento una goccia di sudore bagnare i capelli ... anche il viso di André è imperlato di sudore. Sorrido e, con tono provocatorio, sussurro: "Ammetto che sei più forte di me ma nemmeno questa volta avrai la meglio!" con un agile scatto lo disarmo, vedo la sua spada volare via e infilzarsi al suolo, mi allontano di un solo passo, abbasso lo sguardo. "André, se ti va posso darti la rivincita!"
"Oscar! Ah ah ah ah!" Scoppio a ridere, Oscar è così felice, sorridente, allegra. Bella, Oscar è bella ... bellissima. Come vorrei poter accarezzare le sue labbra, sfiorare le sue gote ... posare le mie labbra sul suo bianco collo.
Con la mia lama raccolgo la spada del mio avversario, gliela lancio. "Allora!? Cosa vuoi fare?!"
"Quello che desideri, Oscar!"
"Ah ah ah ah ... Beh almeno in questo momento desidero solo rinfrescarmi un po' e bere una cioccolata calda! Ah ah ah ..."
"Una cioccolata calda? Oscar ... vuoi rinfrescarti o sudare ancora?! Ah ah ah ah!" Scoppio a ridere mentre afferro un asciugamano che avevo lasciato su una panca e lo lancio ad Oscar. "Ecco, asciugati un po' o ti prenderai un malanno!"
"Ah ah ah ... No, no, ho un'idea migliore, André, prima beviamo la cioccolata e poi ognuno di noi farà ciò che vorrà ah ah ah ... anzi no, ho cambiato idea: andiamo a Parigi!"
"A Parigi? Ma Oscar ... c'è Madame Marguerite a palazzo ... dovresti cenare con lei!"
"Ma è ancora presto! Sono appena le quattro di pomeriggio e abbiamo tutto il tempo per un distrarci un po' ... oppure vuoi che vada da sola?!"
"Oscar ... credimi, è meglio rimanere a palazzo!"
"Ma perché? Io davvero non ti capisco, sei strano!"
"Strano? E perché mai? Su Oscar, asciugati ... potresti prenderti un malanno così ... e la nonna darebbe la colpa a me!"
"E magari ti manda a letto senza cena ah ah ah ..."
"Uhm ... in effetti ... è possibile!"
Osservo Oscar e Andrè, come sempre lei lo ha disarmato, mentre lui sorride felice.
Li ho osservati, sembravano danzare, Andrè si è perso sovente ad osservare mia figlia. Ormai ne sono certa, lui la ama. Solo un uomo innamorato ha quello sguardo e quella dolcezza nei gesti, quelle attenzioni, quelle premure.
E Oscar ... Oscar è felice quando è con lui. Forse non lo sa ancora ... ma anche lei lo ama.
Sorrido soddisfatta, forse non tutto è perduto, c'è ancora una speranza per loro. Poso la tazza sul tavolino quando sento dei passi alle mie spalle. Mi volto e vedo Nanny entrare.
"Nanny ... forse una cosa giusta in questa follia mio marito l'ha fatta!"
"Madame?!"
"Mettere Andrè al fianco di Oscar ... farli crescere assieme ... vedrai Nanny ... sono destinati, loro due!"
Ascolto in silenzio le parole di Madame Marguerite. Se solo sapesse che il mio amato nipote ama sua figlia!
Osservo il cielo, il sole sta calando, le giornate si sono accorciate, l'azzurro lascia posto al rosso del tramonto mentre Oscar e Andrè rientrano nel palazzo, allegri e spensierati, sorridenti, sfiorandosi appena.
Sorrido, assieme sono perfetti, completi.
