I due Re

"Cumpà, lu re Amedeo ancora si deve vedere io direi di cominciare a cercare selvaggina."

"Ih ih ... forza, mettiamoci in caccia!"

"Si, si, andiamo a caccia! Uhm ... però quante femmine!" con lo sguardo, scruto ogni singolo angolo del palazzo, vedo donna Giuseppina, mi mordo il labbro, sussurro: "Quant'è bona! Uhmm ..."

"Ma Ferdinà ... è la tua consorte ... vuoi forse dare la caccia a lei? Dammi retta ... se la vuoi ... mandala da un buon sacerdote che le ricordi i suoi doveri coniugali ... e vedrai che sarà più ... accondiscendete!"

"Cumpà hai forse dimenticato ca muliereme (mia moglie) si chiama Carulina?! Io mi riferisco a tua nipote Giuseppina, la figlia de lu Generale pazzo!"

"MIA NIPOTE?!" urlo scandalizzato. "No no ... stai lontano dalle mie nipoti! Sono pericolose, tutte! In ogni caso, belle sono belle ... sono delle Jarjayes ... come me! Ih ih ih!"

"Uè Cumpà, il fatto che io apprezzi donna Giuseppina non significa che io ci voglia fare qualcosa! Però sarò pure libero di dire che è bona assaje?!"

"Liberissimo ... basta che non vi senta nessuno ... "

"Si, si ma guardala! Vedi come balla con chille cetriolo del marito?! Ahhh guarda che petto! Ahhh meglio andare alla ricerca di femmine libere"

"Si si ... molto meglio ..." Poi mi volto e vedo la Regina Carolina attorniata da alcuni uomini, sembrano tutti affascinati da lei, tanti cicisbei al suo servizio. "Ferdinà ... guarda là!"

Guardo alcune donne e sussurro: "Cumpà, credo di aver trovato la femmina dei mie desideri ..."

"Eh ... sarebbe?"

"Quella rossa con il neo sulla zizza."

"Ferdinà ... ma mi stai ascoltando?! ACCIDENTI!"

"Oh Cumpà! Guarda quel neo! Ahhhh sto già assaporando ..."

Afferro Ferdinando per un braccio, lo scrollo un poco ed aggiungo: "Ma allora non hai capito! Altri uomini stanno cacciando nella TUA riserva! Vuoi forse diventare cornuto come un cervo?!"

Afferro Ferdinando per un braccio, lo scrollo un poco ed aggiungo: "Ma allora non hai capito! Altri uomini stanno cacciando nella TUA riserva! Vuoi forse diventare cornuto come un cervo?!"

Mi giro di scatto, lo guardo negli occhi e ribatto: " Cornuto io?! Non sia mai! Ma che cosa stai dicendo, Cumpà!?"

"Che ben cinque uomini stanno corteggiando TUA moglie! Guarda là! Cinque cicisbei ..."

"CHE?! Cosa? Uè chilla (quella) cavalla mi appartiene! Solo io posso salirle in groppa!" do uno spintone al mio amico e dico: "Cumpà lievite d miezz!"(togliti di mezzo)

"OOOHHHH! E finalmente hai capito! Va' e riconquista la tua riserva di caccia!"

"Eh certo! Carulì mi deve dare nu figlio! Mi serve per chillo scemo di tedesco!"

Osservo il mio amico mentre si allontana spedito, nella sua camminata dinoccolata, con il nasone che sembra ancora più grande per la rabbia.

Sono circondata da diversi ommini, certo ca non pensavo di essere ancora piacente!

"Ih ih ih ..." faccio qualche moina con il ventaglio e sussurro: "Miei prodi cavalieri dunque vulite che balli con tutti Voi?"

"In coro: "Siiii"

Uno dopo l'altro dicono: "Il primo ballo concedetelo a me!"

"Madame se permettete, concedetelo a me!"

Porgo la mano e dico: "Audax fortuna Juve! Prego!"

"Ih ih ... E sia! Siete il prescelto." rispondo mentre porgo la mano. "E Jammè a ballà!"

Vedo la mia Carolina, mia moglie, la mia sposa, porgere la mano ad uno di questi omunculi, tutti pizzi, merletti, cipria e parrucca, ed allontanarsi verso il centro della sala da ballo.

"Carulì! CARULIIIIII'! TU SI MMIAAAAAAA!"

Mi lascio trasportare dalla musica insieme al mio cavaliere, guardo Ferdinando e con voce divertita rispondo: "Uè io non Vi conosco! Se vulire ballare cummè mettevi in fila! Ci stanno altri cavalieri che attendono, Vuje site l'ultimo, sempre se io non sarò stanca Ah ah ah ..."

Afferro per un braccio questo omunculo, lo strattono, gli pesto i piedi. "Ella ... è a me! E' la mia muglira! Vatt'inne!"

Guardo la mia dama e domando: "Madame, conoscete costui?"

"Forse! Ma Voi ignoratelo! E' un cafone! Lu Re Cafone!"

"Mai sentito nominare."

"Meglio ..."

"Continuiamo a danzare. LasciateVi trasportare da queste note meravigliose! ... Madame siete bellissima!"

"Oh grazie Signore ... " rispondo cinguettando con voce allegra, sorridendo, leggera mentre volteggio.

"Oltre ad essere bellissima sapete anche danzare! ... Ho l'impressione di volteggiare con una farfalla."

"Oh grazie Signore, Voi si che siete un vero gentiluomo, non come quell'individuo ..."

"Quale individuo, mia splendida creatura? Forse ... qualcuno che Vi importuna?!"

Ascolto le parole di Carulì, mi avvicino e digrigno: "Chillo so ghio, lu marito!"(quello sono io, il marito)

"Ah ... e Voi ... come fate ad asserire di essere il marito di questa splendida creatura? Leggiadra come una farfalla ... mentre Voi ... Voi sembrate un caprone!"

"Uè scurnacchiato ma come ti permetti?"

"Mi permetto, Signore, perchè stiamo ballando, io e questa splendida creatura! Ora fatemi la cortesia si non importunarci oltre, caprone"

"Caprone a me?! Uè se ti permetti di parlarmi ancora in questo modo, faccio scoppiare na guerra! Il Regno di Napoli contro lu Piemonte!"

"Ma andate al Diavolo! Boja fauss!" (espressione dialettale che esprime rabbia, non è una parolaccia)

"Scostumato! Non ca hai detto ma io di boia ne ho assaje a Napoli e chillè cumma a te, li faccio penzolare sulla forca!" Ribatto facendo oscillare la mano per intimarlo.

"Ma che lingua parlate, Voi? Qui si parla il Piemontese o il francese!"

"Ed io parlo napulitano. E' forse un problema?" Rispondo minaccioso.

"Si Signore! E se non smettete di importunarci ... potrei sfidarvi a duello!"

"Pe San Gennaro adesso mi sono stufato!" afferro la mano di mia moglie. "Carulì vieni cummè!"

"Lasciatela! Cafone! Caprone! Terrone! GUARDIE! Venite qui! Subito!"

"Uè terrone a chi? A me?! E tu si nu Polentone! Ma guarda stu scem!"

"Polentone a me? IO SONO IL RE DI SARDEGNA! GUARDIE! ARRESTATE QUESTO BUZZURRO!" Urlo furioso mentre alcuni gendarmi si avvicinano rapidi, mentre mi tolgo l'ingombrante parrucca che celava ai più la mia identità.

TU SI LU RE DI SARDEGNA ED IO SO LU RE DELLE DUE SICILIE E TU POLENTONE, STAI IMPORTUNANDO CARULINA LA MIA REGGINA!"

Vedo i gendarmi afferrare questo pazzo, rinsecchito nasone, tutto dinoccolato. "Arrestatelo e conducetelo in una cella. Una notte gli schiarirà le idee!"

"UE' UE' LASSATE STA! GENERA', GENERA' DITE A STU POLENTONE CHI SONO IO! GENERALEEEEEE ..."

Sento le urla del re di Napoli mentre sto assaggiando un delizioso vino con la mia dolce Marguerite, gustandoci la serata in attesa di Sua Maestà Re Vittorio Amedeo III. "Accidenti Marguerite, cosa sta accadendo?"

"Non so ... su Augustin andiamo a vedere!"

"Andiamo ... chissà cosa avrà mai combinato quell'uomo? Se non fosse un re ... ti assicuro che lo avrei già cacciato dalla mia casa a calci!"

"Sta calmo e sii assennato!"

"Io sono sempre assennato, Marguerite. Sempre! O forse dissenti?!" Rispondo tutto impettito, osservando mia moglie dritto negli occhi.

"GENERALE JARJAYES NU NE' (non è) LU MOMENTO DI AMOREGGIARE, VENITE ACCA'!"

"Uffa ... Marguerite ... a costo di causare un incidente diplomatico ... io lo caccio!" Sbotto mentre allungo il passo e assisto ad una scena che sarebbe comicissima. Il Re, trattenuto tra due guardie enormi, cerca di muovere i piedi, sollevato da terra, sotto lo sguardo soddisfatto della moglie e di Sua Maestà Vittorio Amedeo III.

Vedo lu Generale avvicinarsi, mi dimeno e protesto: "Generà dite a sti scurnacchiati che sono lu Re di Napoli e delle due Sicilie!"

"Maestà ..." Faccio un inchino al nostro augusto ospite, imparentato con il nostro Re. "Spero Vi ricordiate di me, sono il Generale Augustin Reynier François de Jarjayes ... da oggi ambasciatore del Regno di Francia"

"Certo che mi ricordo di Voi!"

Sento la voce del Sovrano Sabaudo, uomo impettito, imparruccato, incipriato. Un bell'uomo, avrà pressappoco la mia età. Dritto come me, fiero come me.

"Ne sono felice, Maestà. Quest'uomo ... è in effetti chi dice di dire, come potrà confermare la sua sposa, la Regina di Napoli, Carolina d'Asburgo, sorella della nostra Regina Maria Antonietta."

"Cosa?! Quindi quest'uomo non è un pazzo?! E' davvero il Re delle due Sicilie!?"

"Si Maestà ... è proprio lui, in tutta la sua ... come dire ... insomma, è lui in persona!"

Guardo stupito la mia dama, faccio un inchino e con tono gentile dico a voce bassa: "Sono onorato di conoscerVi, Altezza."

Sollevato dalle guardie Ferdinando ribatte: "ANCH'IO SONO SUA ALTEZZA!"

"Altezza ... con tutto il rispetto ... sarete alto poco più di ... di un nano!"

"Uè Vittò ma chi ti credi di essere!? Forse ti senti lu Gigante di Barletta?!"

"Di Torino, la mia capitale! Ferdinando ... un RE non si comporta come te!"

"Ma fammi lu piacere! Statte zitt!"

"EHI! Non ti permetto certe licenze! Sono il RE io! Qui, comando io!"

"ANCH'IO SO UN RE QUINDI PORTAMI RISPETTO SE LO VUOI RICEVERE! ... Ma senti a chisto!" (a questo)

"PORTATELO VIA! Sarà anche un re ma ci sta rovinando la serata!"

Le guardie reali mi sollevano da terra, scalpito, mi dimeno, urlo: "Uè fetente, ca io faccio scoppiare na guerra: terroni contro i polentoni! ... E vuje guardie dei miei stivali mettietime abbasce!" (mettetemi giù)

Guardo dritto negli occhi il Re delle due Sicilie e ribatto beffardo: "Ih ih ih ... Siete davvero ignorante!"

"Io ignorante?! Ma come ti permetti?"

"Ih ih ih ... Eh si, perché Noi e quando dico NOI sono IO, Vittorio Amedeo III ... non mangio la polenta, non sono Lombardo Veneto ma Piemontese ..."

"E con questo?"

"Non mangio la polenta mentre VOI ..."

"Bada bene a ciò che dici! A me nisciuno mi pigje pe fesso!" (nessuno mi prende per fesso)

"Ma insomma! Io voglio soltanto danzare con questa deliziosa dama e Voi cosa volete?"

Continuo a dimenarmi e ribatto: "Lu vulite (volete) capire ca chillà (quella) dama è muliereme! E se non l'hai capito te lo dico in italiano: è MIA MOGLIE e nisciuno (nessuno) me fa cornuto!"

"Cornuto? IO ho una splendida moglie, dodici figli, un numero imprecisato di nipoti ... e secondo TE, NOI vorremmo sedurre una delle figlie della grande Maria Teresa D'Austria?"

"E che ne saccio!? (che ne so) La carne fresca è meglio di quella vecchia!"

"Potrebbe essere mia figlia, esattamente proprio come te! Mi devi portare rispetto! Uff ... questi giovani!" Poi mi volto verso il generale ed aggiungo: "Voi mi potete comprendere ... siamo quasi coetanei ..."

Vedo il Re muovere una mano con leggerezza mentre il leggero pizzo del suo polsino oscilla elegante.

"Maestà, comprenderete che a volte bisogna sorvolare sulle parole, in fondo sono di fronte a due regnanti, due estremi: nord e sud Italia. Dobbiamo assolutamente evitare un incidente diplomatico e .."

"Hai sentito Vittorio? Lassate sta muliereme!"

Il Generale continua: "Maestà, ma è un ballo! ... Sono sicuro che il Re delle due Sicilie è un regnante degno di comprensione.""

"Qui il Re sono io! Ma ... lasciamo che sia la dama in questione ... a ... scegliere!" Rispondo facendo un baciamo alla Regina Carolina.

Le urla attirano la mia attenzione, sorrido mentre vedo Beau avviarsi verso la fonte di tanto caos. Lo seguo accompagnata dal mio Andrè. "Che trambusto! Andrè, andiamo a vedere cosa accade"

"Guarda Oscar! La Guardia Reale sta arrestando il Re!"

"Andiamo a salvarlo, prima che accada un incidente diplomatico di dimensioni assurde!"

"Andiamo!"

A passo spedito raggiungiamo mio padre ed i reali, Beau ci aspetta, raggiunge mio padre e lo guarda male. Poi inizia ad ululare.

AUUUUUUUUUUUUUUUU

"E tu bestiaccia cosa vuoi adesso?"

"Cosa sta succedendo?!" Domando con tono imperioso, mio padre non può sempre trattare male il mio cucciolo pelosetto.

"Figliola ... succedono le solite cose ..." Rispondo mentre la bestiaccia si attacca alla mia gamba.

"A cosa Vi riferite?"

"Lei, lui, l'altro ... insomma, cose che avrai visto una infinità di volte! Un bel corteggiamento ... " abbasso lo sguardo verso la bestiaccia ed aggiungo: "Allora? La vuoi finire? NON sono una cagnetta, IO!"

André domanda: "Perché vogliono arrestare Re Ferdinando?"

"Ma nessuno lo vuole arrestare, Capitano e marito della splendida creatura con cui danzai ... seppure in abiti ... particolari!" Prendo la mano della splendida creatura bionda ed eseguo un perfetto baciamano.

"Dunque Maestà, Vi ricordate di me?"

"E come potrei dimenticare una così splendida creatura? Con questo abito poi ... siete ... un angelo, Madame. Vostro marito è un uomo molto fortunato"

"E molto geloso ..." aggiungo mentre ritiro rapida la mano. Dannato sovrano donnaiolo! E pensare che è più vecchio di mio padre!

"Come dargli torto?! ... Siete così bella!"

Sento la voce suadente del Re, accidenti, cambiano i Paesi ma i cascamorti si trovano ovunque. Che uomo impossibile!

Osservo lu Re, colui che ha ballato con mia moglie e dico a gran voce: "UE' CARULI', HAI VISTO?! ... LU CASCAMUORT (cascamorto) sta corteggiando la Generalessa, vuole fare cornuto anche a lu Capitano!"

"Ferdinà! 'A Generalessa ama troppo il suo sposo ... non lo farà mai cornuto! E lu Capitano ... è innamurato della muliera, (innamorato delle moglie) non come a te! Cafone! Zotico! Fedifrago! Donnaiolo!"

Ascolto la dama con cui ho danzato e sussurro basito: "Allora è vero che siete la Regina delle due Sicilie!"

"E CERTO! Una dama cumme a mme ... (come me) solo una regina può essere!"

Con un gesto deciso, sussurro: "Mi inchino davanti all'imperatrice delle due Sicilie."

"Grazie Maestà! Tra sovrani queste formalità sono inutili! Ora ... volete farmi una piccola, insignificante cortesia?" aggiungo sfoderando il mio perfetto francese, seria, decisa ed impettita, con un velo di dolcezza e seduzione.

"Sono ai Vostri ordini."

"Tenete in cella mio marito per questa notte ... almeno non mi farà cornuta!"

Vedo il Generale fare un passo in avanti, dico: "Avite (avete) qualcosa da dire?"

"Con tutto il rispetto, Maestà, ma far mettere in cella Re Ferdinando sarebbe controproducente, si creerebbero dissapori e in questo momento delicato sarebbe il caso di evitarli."

"Dissapori cum me, se lu re non passerà una notte a stecchetto ... non so se mi spiego, Generà!"

"Vi siete spiegata benissimo ma ..."

"Ma nulla! Una notte sotto chiave, lontano da femmine ... questo è il mio desiderio ... Vittorio ... lo farai per me, vero?!"

Ascolto le parole di mugliereme, (mia moglie) mi dimeno sempre più e ribatto: "Uè uè ... Carulì non facimmo (facciamo) scherzi! Lu Re di Napoli non può finire in prigione! IO SO LU RE MI SONO SPIEGATO?"

"Certo Ferdinà ... tu si lu Re ... ma io sono la Regina! Arciduchessa d'Austria! Figlia della grande Maria Teresa d'Austria. Quindi ..." mi volto verso Vittorio, "Mi accontenterai, vero Vittorio?!"

"Andrè ... ho come la sensazione che la regina stia cercando di sedurre Re Vittorio ..." aggiungo sottovoce.

"Già ... lo credo anch'io!"

Osservo la Regina, suadente, civettuola. Mai vista così. Evidentemente anche questo è un aspetto del suo carattere che usa solo in certe occasioni.

"Carulì nu fare scherzi! Te lo proibisco!"

"Vittorio ..." aggiungo con voce suadente ...

"E sia ... incidente diplomatico in corso! Generale ... affido a Voi il compito di scortare quest'uomo ... anzi no ... meglio che sia il mio esercito ... soldati! Portatelo nella stanza verde e assicuratevi che non esca per tutta la notte ... e che nessuna donna entri ..."

I soldati continuano a sollevarmi da terra, scalcio violentemente fino a colpire alle loro gambe. "Ecco tenete brutti disgraziati! ... Tzè a lu Re delle due Sicilie certe cose non si fanno!"

Vedo i soldati dimenarsi, si lamentano: "Arg ..."

"Ahiii che male!"

Mi libero, poi indietreggio e colpendo i loro fondoschiena uno dopo l'altro faccio rimbombare la mia voce sonora nella sala delle danze, tutti mi osservano: "ADESSO SAPITE (SAPETE) CHI E' FERDINANDO RE DI NAPOLI! AHHHH MA PE SAN GENNA' ACCA' SO TUTTI PAZZI!" Poi guardo il mio amico e concludo: "Cumpà stu Vittorio je antipatico assaje! Appena torno a Napoli dichiaro guerra a chisto ca (questo che) dice ca nu mangia la polenta ma io non gli credo!"

"Oh povero me. Marguerite ... a noi serve la pace ... dobbiamo aiutarli a ... non litigare! Oscar ... anche tu ... aiutami!"

"Si ... ma come?"

Bau bau bauuuuu aaaauuuuuuuuuuuuuuu

"Non lo so! Se non ricordo male, abbiamo lasciato Parigi per mettere al sicuro la nostra famiglia, vuoi che la rimettiamo in pericolo lasciando che una donnicciola faccia scatenare una guerra? Eh no, i miei figli devono vivere tranquilli oppure vuoi che scendiamo in campo!?"

"Scendere in campo ... cosa hai in mente?!"

"Semplice! Credi che non verremmo coinvolti? Anche se siamo francesi adesso è questa la nostra patria e noi siamo una famiglia di ufficiali!"

Sento mio padre ribattere: "Eh no, sei forse impazzita?! Qui nessuno andrà in guerra! E poi TU Oscar e TU André dovrete darmi ancora tanti nipoti, lo esigo! ... Parlerò io con queste tre teste coronate!"

BAU AUUUUUUUUUU AUUUUUUUUUUUU

Vedo Beau avventarsi sul Re Nasone, afferrarlo per i pantaloni e trascinarlo qui, davanti a noi, trascinandolo a forza.

"Uè bestiaccia, lasseme stà! (lasciami stare) Come osi trascinare lu RE di Napoli?! ... E vuje Generalessa, liberatemi da questa sottospecie di cane!"

"Vi libererò solo se promettete, come Re, di non dichiarare nessuna guerra. E non tradire Vostra moglie per i prossimi ..."

"Anni! Generalessa ... anni!"

"Carulì ... e facemmo un altro piccolo Ferdinà ... così non ti tradisco ..."

"MAI! I piccirilli ca tinimmo so assaje!"(che abbiamo sono tanti)

Una dama porta davanti alla bocca il ventaglio e sussurra a un gentiluomo: "Certo che il Re di Napoli è davvero buffo! ... Non ho mai visto nulla di simile ih ih ih ..."

"Guardate come si dimena! Anche se è basso di statura sembra un piccolo gigante ih ih … e per procreare è costretto a supplicare ih ih ih … che gente!"

GRRRRRR

AUUUUUUU

"Allora Maestà ... cosa decidete? Accettate questo ... patto tra gentiluomini?"

"Oscar ... sei tremenda!"

"André, in qualche modo dobbiamo impedire che questo incidente diplomatico degeneri!"

"Si ma ... il Re ha certe ... necessità. Che la Regina non intende ... ecco ... appagare ..." aggiungo l'ultima frase con tono basso ed un poco di imbarazzo.

Mi viene piuttosto difficile parlare di certe cose con Oscar ….. chissà se prima di perdere la memoria riuscivo ad essere più …sfacciato?

"ANDRE'! Ma cosa dici?!"

"Ripeto ciò che ho ascoltato. Comunque dobbiamo trovare la soluzione!"

"E quale sarebbe, secondo te? Farlo azzannare lì da Beau? Uhm ... potrebbe essere una buona idea! Così sarebbe a riposo forzato ... la regina sarebbe tranquilla, niente corna e niente nuova gravidanza ... "

"Oscar, riconosco che sei davvero tremenda."

"Quindi ... approvi?!" Domando alzando un sopracciglio. "Sappi Grandièr che se dovessi mai ... come dire ... potrei scatenare Beau contro di te!" Rispondo tutta fiera mentre vedo Andrè sussultare appena alle mie parole.

"Ma Oscar cosa dici?! E poi ... e poi ... io ho solo qualche squarcio di ricordo ..."

"Oh ... ma a me ... è il tuo presente ... ed il tuo futuro che mi interessano!"

Sento la voce grave di mio padre: "Oscar, fa azzannare il polpaccio del Re dal tuo cagnaccio!"

Marguerite ribatte: "Ma Augustin cosa dici?"

"Io cosa dico?! Mi pento amaramente di essere venuto! Sarebbe stato meglio occuparmi di quei monaci ladroni!"

"Padre ... il polpaccio non va bene. Va azzannato ... là! Chiaro?!"

"Ma ... Ma Oscar!"

"Oscar Oscar ... avete forse una soluzione migliore? No? Bene! BEAU! AZZANNA!" ordino decisa. Poi osservo Beau mentre si scaglia con i denti bene in vista verso il cavallo dei pantaloni del Re Mariulo.

"AHHHHHH MALEDETTA BESTIA!" mi porto le mani lì e saltello senza fermarmi. "AHHHH AHHHH ME L'HA MESSO FUORI USO AHHHH AHHHHH CUMPA' VIENI ACCA'!"

"Beau! Vieni!" Ordino mentre il mio cucciolo lascia la presa, si volta con un brandello di tessuto in mano e mi salta letteralmente addosso.

"Maestà, eccomi!"

"CUMPA' TROVA NU DOTTORE! AHHHH AHHHH"

"LASSONNNE! LASSSONNNNEEE! DOVE SEI?!" Urlo alla ricerca del nostro medico di famiglia.

Dopo essermi trattenuto a lungo nella toillette, ovvero nei giardini reali, faccio ingresso nella sala delle feste, entro, vedo venirmi incontro lo zio di Augustin, sussurro: "Cosa succede?"

"Il Re è stato azzannato, necessita del tuo intervento, Edmond! Uhm ... sei bravo come tuo padre, vero?!"

"Claude ma cosa dici?!"

"Il cane di Oscar ha azzannato il Re. Pensi di poterlo curare? Ah ecco ... dimenticavo ... lo ha azzannato proprio ... lì!"

"Lì?! Vuoi dire che ..." spalanco gli occhi un poco sorpreso.

La figlia del mio amico Augustin, così timida e riservata, che ordina al suo animale domestico di azzannare in Re, un uomo, lì … non riesco a crederci!

"Che Oscar ha ordinato a Beau di azzannare il Re Lì. Si, esatto! Ovviamente lo ha fatto per una buona causa ... tipo evitare una guerra ..."

"Evitare cosa?! Beh meglio che vada a vedere!"

"Si si ... meglio Edmond ... molto meglio!"

"Vado! Ma servirebbe la mia borsa! Ma a palazzo ci sarà il medico di corte! Claude cercalo! Senza gli attrezzi posso fare ben poco!"

"Edmond ... tu sei bravo come tuo padre, vero? Mi posso fidare di te? O sei ancora ... un apprendista medico?!"

"Smettila Claude! Comunque se vuoi avere una certezza, abbassa i pantaloni per primo!"

"I miei pantaloni? Dico, ma sei impazzito? IO sto benissimo! Accidenti, se ci fosse ancora tuo padre in vita ... di lui si che mi fidavo!"

"Ora basta! Vado dal Re! Tu intanto va a chiamare il medico di corte! MUOVITI!" Ribatto mentre corro verso la vittima.

"Ahhhh ... questi giovani! SEI COME MIO NIPOTE! UGUALE!" Urlo mentre vedo Lasonne allontanarsi a passo spedito.

Sono in prossimità della sala, le urla giungono fino a me. Mi precipito, vedo il Re dimenarsi, urlare per il dolore, mi precipito.

"AHHH CHE MALEEEEEEE EDMONDOOOO VIENI A SALVARMI AHHHH ..."

"Ma si può sapere cosa è successo? O... Augustin! Ma è mai possibile, dove ci sei tu ... succedono solo guai! E poi ... da quando permetti che TUA figlia veda ... il Re mezzo nudo ... nudo lì!"

"Lascia stare, non è il momento! Edmond fa qualcosa! … Non è proprio il caso che mi occupi di queste inezie, adesso!"

"E dovrei forse curarlo qui? Davanti a tutta la corte? Ma INSOMMA! Portatelo in una stanza!"

"AHI AHI ... SOFFRO TROPPO! FUORI, FUORI TUTTI! IO MI FARO' VISITARE ACCA'!"

"Oscar ... non guardare ... tu ... devi vedere solo me ... lì!"

Arrossisco e ribatto: "André ma ti pare che io guardi le nudità di altri uomini?! Ma dico, sei impazzito?"

"Ma il Re è nudo ... lì! Non guardarlo ... in fondo sono un uomo geloso ... lo sono sempre stato ... ma ora che siamo sposati ... posso dirtelo! IO SONO GELOSO!"

"ANCH'IO SONO GELOSA!"

"Bene ... quindi?!" Domando mentre cerco di mettermi tra lei e il Re, in modo che non veda le regali nudità.

"Andrè ... ma si può sapere cosa ti prende? Lo sai che sei strano ... molto strano!"

"Sono geloso. Non voglio che tu guardi! Siamo sposati, anche se io non lo ricordo affatto, ma se siamo sposati io ho tutto il diritto di ammettere che sono geloso! Accidenti!"

"Uff ... forse lo hai dimenticato ... ma nella Caserma della Guardia Metropolitana ho visto ben di peggio ... Tutta colpa di Alain ... ovviamente!"

La guardo dritto negli occhi e rispondo deciso: "Ho perso la memoria ma non il mio amore per te! Quindi sappi che sono gelosissimo e non voglio che guardi quello strano individuo!"

Mi avvicino di un passo a mio marito, guardandolo dritto negli occhi, come attratta dal suo sguardo dolce, il suo sorriso accattivante. "Andrè ..." sussurro a fior di labbra. "Io amo te. Solo te. Da sempre. Ci ho messo vent'anni a capirlo ... Io amo te"

La voce dell'imperatrice irrompe il nostro idillio: "E jamme bell guagliò! Acca nu si capisce niente e vuje due amoreggiate?!"

Sussulto alle parole della regina, accidenti, c'era una magia tra di noi … il mio Andrè … stavo così bene!

Joséphine ribatte: "Avete ragione Maestà! E poi dicono che l'assatanata sono io! Comunque il nostro André ha bisogno di ricordare e mia sorella dovrà fare del suo meglio! Ih ih ih …. sono certa che quei due si divertiranno parecchio questa notte ….." Le grida del Re ci distolgono ancora mentre vediamo arrivare Lassonne.

"AHHHHH DOTTO' FINALMENTE SII ARRIVATO! SALVAMI! AHHHH "

"Oh ... povero me. Ma cosa è successo? Augustin ..." mi volto verso il mio caro amico "Perchè ovunque ci sei tu ... succedono disastri? Allora, cosa è accaduto questa volta? E soprattutto ... tu stai bene?"

"Io sto bene ma non il Re!"

Vado incontro al Re domando: "Maestà cosa Vi è successo?"

"Ahhhhh ….. lu cane, chillo dannato figlio di nu cane, mi ha mozzicato là! AHHH CHE DOLORE AHHHH ..." continuo a tenere le mani nella parte bassa mentre saltello vivacemente.

"Il cane? Quale cane? Perché se il cane in questione non fosse sano ... potreste rimanere ... impotente!"

"AHHHHH MA STATE A PAZZIA'!?(scherzare) UE' NU SCHERZIAMO! AHHHH ... MALEDETTO CANE! LU CANE APPARTIENE ALLA SVENTOLONA DELLA GENERALESSA AHHHHH ..."

Ascolto basita le parole di mio marito, mi porto le mani ai fianchi e digrigno: "Uè Ferdinà, possibile ca con tutto il dolore che sienti (senti) addà parlà accussj? (devi parlare coì) Oh ca io ti faccio azzannare un'altra volta e questa volta te lo faccio staccà altro che un altro picirello!" (bambino)

"Ah ... quindi il cane in questione ... è Beau?!" Domando mentre mi volto verso Madame Oscar.

"Si. Dottore fate qualcosa, non vorrei che accadesse qualcosa di grave al mio Beau!"

"Uhm ... fatemelo vedere un attimo ... non vorrei che fosse rimasto traumatizzato ... o prendesse qualche strana malattia. Con tutta l'attività extraconiugale che ha svolto Sua Maestà ... meglio visitare subito Beau!"

Afferro per un braccio mia moglie e la porto via. "Andiamo, Oscar!"

"No no ... prima il dottore deve assicurarsi che Beau sia in salute! Accidenti ... Andrè ... io ci tengo al nostro cucciolo!"

"Allontaniamoci! Poi Lassonne visiterà Beau ma adesso andiamo via!"

Vedo Andrè un poco agitato, capisco che sia geloso, capisco che abbia perso la memoria ma … a volte esagera!

"ANDRE'! Dico ... ma sei forse impazzito? Beau va disinfettato subito! Non vorrei mai che perdesse i denti a causa delle malattie del Re!" Poi porgo Beau a Lasonne ed aggiungo: "Dottore, provvedete!"

"Dopo, dopo Madame Oscar! A lui ci penserà il medico di corte!" sollevo lo sguardo, lo vedo arrivare, lo capisco dal suo aspetto, dal portamento e dalla borsa che porta con sè. "Eccolo! ... E' arrivato!"

"Ecco ... che si occupi del Re. Per Beau esigo il meglio, ed il meglio siete Voi, Dottore. E poi siete il medico della nostra famiglia!"

"Ma ... il Re potrebbe offendersi. Volete che ci siano conseguenze?"

"Non mi importa, occupatevi di Beau. Adesso. Prima lo fate, prima potrete occuparvi del Re." Sentenzio decisa, il mio cucciolo non può essere in pericolo.

L'imperatrice ribatte divertita: "La Guagliona ha ragione! Quella povera bestia potrebbe essere in pericolo, potrebbe contrarre na malattia venerea! Ih ih ih ..."

Il sarcasmo di mia moglie mi irrita, urlo: "CARULI' SII N'ARPIA ASSATANATA DI VENDETTA! AHHHH DOTTO' AIUTAMI!"

Vedo il Re di corte avventarsi sul Re, poi mi guarda e dice: "Ho compreso che anche Voi siete un dottore! ... OccupateVi del cane, a Sua Maestà ci penserò io!"

"Perfetto! Vedete Lasonne? E' tutto risolto! Forza, visitate Beau e disinfettategli per bene tutti i dentini ... E tu Beau ... non morderlo ... !" Aggiungo accarezzando il mio cucciolo che tiene ancora tra i denti brandelli di tessuto appartenente alle coulottes del re.

Oddio ….. al solo pensiero di cosa hanno toccato quelle coulottes … I denti di Beau vanno ben disinfettati!

"E va bene Madame, avete vinto. Possiamo appoggiarci su un tavolo? Vorrei esaminare Beau ..."

"Certo!" guardo il mio cagnetto e sussurro: "Vieni Beau!"

Andrè mi precede e dice: "Lascia stare, ci penso io."

"No no ... vengo anche io!" Rispondo mentre seguo Andrè, raggiungiamo un divanetto con un tavolino davanti, ci appoggio sopra Beau ed attendo che il dottore lo controlli. "Prego Dottore ..."

Mi avvicino al tavolino, mi siedo, cerco di prendere Beau ma lui inizia a ringhiare. "Accidenti ... pensate di riuscire a calmarlo? Non vorrei che mi mordesse ... le mani mi servono ..."

"State tranquillo, morde solo se glielo chiedo io."

"Speriamo ... forza cucciolo ... apri la bocca ... " Aggiungo mentre osservo Beau. "Niente ... Madame, provate Voi a ordinargli di ... aprire le fauci, grazie."

Lo guardo e dico decisa: "Beau, spalanca la bocca!"

Vedo il cucciolo aprire la bocca. "Oh, lo avete addestrato bene!" Tolgo i brandelli di tessuto dai suoi denti, poi prendo la mia valigetta, prendo un panno e lo inumidisco in una soluzione di disinfettante. Provvedo a pulire per bene tutti i suoi denti, spero che non mi morda. "Su Beau ... stai buono ... ancora un attimo ed avrò finito!"

Sento le urla di mio marito lu pourc. "AHHHH DOTTO' COME STA' MIO FRATELLO? CHE MALEEEE ..."

"Uhm ... non bene ... decisamente non bene, Maestà. Ma sarò più preciso dopo un consulto con il mio collega. Bisogna conoscere anche le condizioni dell'assaltatore per ... valutare i danni"

"CHE?! Ma dico, cos'è questa storia!? E poi lu cane appartiene alla Generalessa, sono sicuro che gode di buona salute! IO invece non lo sono affatto! MALEDETTO CHILLU CANE CHE SI E' MESSO SULLA MIA STRADA!" poi tiro su lo sguardo al cielo. "San Gennà aiutateme Vuje ..."

"Allora dottore, avete finito con Beau? Sta bene?!"

"Si si ... l'ho ripulito per bene ... però è necessario fargli prendere delle medicine, per scongiurare problemi. Almeno per i prossimi due giorni. Ora, se volete scusarmi, vado a vedere il re."

"Grazie dottore. Ora potete andare dal Re!"

"Bene, grazie Madame." Aggiungo mentre mi allontano.

Torno dal Re, mi avvicino.

"Edmond! Allora?!" Sento la voce del mio amico Augustin.

"Amico mio, se avessi saputo cosa sarebbe accaduto, sarei rimasto a palazzo!"

"Anche io, credimi, anche io! Ma ora dimmi, Beau sta bene? Non ha contratto qualche malattia dal ... dal ... coso del re?!"

Vedo il mio amico sinceramente preoccupato, mai avrei immaginato che tenesse così tanto a quel cagnolino, non fa altro che chiamarlo bestiaccia o cagnaccio! Decisamente Augustin è pieno di sorprese.

"Non credo ma per scongiurare qualsiasi pericolo gli darò un erba per disinfettare lingua e denti!" rispondo prima con sarcasmo poi divento serio: "Ma insomma Augustin, cosa mi fai dire!"

"Ti faccio dire la verità, ovviamente! Ora andiamo dal re ... io non mi fido del tuo collega!"

"Non credo che Sua Maestà Re Vittorio abbia a corte un medico qualunque."

"Non importa ... io ho il migliore, ovviamente! Su su ... andiamo a vedere ... ih ih ih!"

Raggiungiamo il Re ed il medico di corte, vedo Edmond avvicinarsi all'altro dottore con passo deciso.

"Buonasera, cosa pensa del ... re?"

"Uhm ... non saprei. Ho notato delle abrasioni, certo dovute al morso del cane ... ma anche delle piccole ecchimosi ... delle pustole ... non so ... forse potrebbe anche rimanere menomato a vita!"

Ascolto le parole del dottore, intervengo spaventato: "Uè uè dottò nu facimme scherzi! Frateme me (mio fratello) serve ..."

"Certo che serve ... per urinare andrà ancora bene. Per il resto ... temo che sia inutilizzabile!"

"AHHHH CARULI' ADDO' STAI?"

"So qua, e nu gridà, ca ti sento benissimo, io nun so sorda!"

"Carulì, Carulì confessa, mi hai fatto lu malocchio, vero Carulì?"

"No! Però ti confesso che sto pregando affinché tu resti impotente! Ih ih ih!"

Faccio un gesto scaramantico, le corna, digrigno: "Tiè tiè brutta jettatrice! ... Dottò salvateme a frateme! (salvate mio fratello) Il mio è un ordine!"

"Maestà ... noi curiamo i malati ... non facciamo di certo miracoli! Nè facciamo resuscitare i morti! Mi dispiace. Lì è tutto morto!"

"AHHHHHH AHHHHH ... "guardo lu cane. "IO T'ACCIDE!"

La Sovrana sussurra: "Vittorio tutto ciò è accaduto per aver danzato con l'imperatrice! A saperlo!"

"Ah ... il potere di un ballo, mia cara. Vieni, torniamo dai nostri ospiti ... Voglio ballare ancora!"

"Ma Vittorio! Volete davvero disinteressarvi di una testa incoronata?!"

"No … ci sono ben due medici ... noi siamo inutili. Andiamo a parlare con Madame le Comte!"

"Se è questo che desiderate, andiamo!"

"Andiamo mia cara ..."

"Bene Oscar, adesso che sappiamo che Beau gode di ottima salute e il Re è andato negli appartamenti che il Sovrano Vittorio ha messo a disposizione affinché i medici si occupassero di lui, che ne diresti di ballare?"

"Con piacere ... ma affidiamo Beau a mia madre, prima che azzanni altri ... altre persone"

"Ci penso io, vieni Beau!"

Bauuuuuuu

Vedo Beau saltare giù dal tavolino e seguire Andrè. Decisamente Beau è un bel cagnolino.

"Tu …" sento la voce di André mentre con un sorriso mi indica, "Tu resta qui. Non scappare e ... se sei un sogno … non svanire!"

"Un sogno?! No, no, sono reale come il morso che Beau ha dato al Re ah ah ah …"

"Ah ah ah ... Oscar ... sei tremenda! Vado, lascio Beau e torno da te. E poi balleremo per tutta la notte!"

"Ti aspetto!" André si allontana e un uomo affascinante e sicuro di sé mi si avvicina, mi sorride, mi porge una rosa.

"Permettete Madame!? Mi presento, sono il Marchese di Casalborgone , vorrei avere l'onore di danzare con Voi."

"Onore negato, Marchese!" rispondo con tono deciso, scocciata.

Possibile che questi uomini non appena vedono una donna seduta su un divanetto credano di poter approfittare della situazione?

"Siete francese! Io adoro le donne francesi, Voi, Voi siete così affascinante!"

"Sono un generale. Non ballo. Quindi gentilmente ... andate!" Rispondo decisa.

"Oltre ad essere bella siete anche spiritosa! Qualità che apprezzo moltissimo in una donna."

"Voi invece non lo siete affatto. Quindi andatevene ... Ve lo chiedo per l'ultima volta!"

Poso la rosa sul tavolo che è di fianco e con un gesto deciso avvolgo la dama bionda tra le mie braccia, sussurro: "Mi piace conquistare le dame difficili."

"Se volete le maniere forti … sarete accontentato!" Afferro lo stiletto dalla tasca della gonna e lo sistemo contro le parti intime di questo importuno Marchese.

Osservo questo importuno, sussulta appena, lascia la presa. "Allora ... ve ne andate con le buone?"

"Siete sleale, avete puntato lo stiletto dove nessuno può vederVi! ... Forse temete che qualcuno possa vedere che siete una dama alquanto insolita?"

"Assolutamente no! Io sono una dama insolita! Ed ora andatevene!"

La guardo dritto negli occhi ma avverto che la dama che stringo tra le braccia non gradisce, sento la punta dello stiletto premere sul linguine, quasi avverto dolore, sussurro: "Avete vinto, anche se con rammarico, Vi lascerò andare!"

"Bene ... allora allontanatevi ... o potrei premere ... ulteriormente" Rispondo guardando quest'uomo dritto negli occhi.

Allento la presa e sussurro sofferente: "Avete vinto ..."

Sento allentare la presa, sul suo volto c'è un'espressione di disappunto e mentre si allontana, Andrè ritorna da me, ancora in compagnia di Beau.

"Andrè? Ma non dovevi lasciare Beau a mia madre?!"

"Si ... ma non l'ho trovata. Nè lei, nè tuo padre!"

"Ma che strano!" guardo Beau. "Con lui che ci gira intorno non possiamo ballare."

"Se vuoi li cerchiamo assieme ... oppure nascondi Beau sotto alle tue gonne e balliamo! Decidi tu. Anche se sarei curioso di sapere dove siano andati! … Oscar ... chi era quell'uomo che ti avvolgeva tra le braccia?"

"Un marchese, mi pare. Un importuno in ogni caso. L'ho sistemato ... a modo mio, ovviamente!"

Osservo Oscar mentre muove leggera la mano destra, come stesse scacciando una cosa da nulla. Sta minimizzando quanto accaduto, quell'uomo l'ha importunata e io non posso permetterlo, soprattutto ora che è mia moglie.

"In che modo?"

"Davvero vuoi saperlo? Non mi conosci, forse? Uhm ..." sorrido enigmatica mentre mi avvicino a lui.

"Uhm ... credo di conoscerti abbastanza da pensare che nonostante indossi queste vesti, tu sia armata."

"Esatto! Uno stiletto nel posto giusto ... et voilà!" Mi avvicino ancora ad Andrè e poso le mie labbra sulle sue, per un rapido bacio.

"Ma ... Oscar cosa fai!? ... Qui, davanti a tutti!?"

"Qui ... davanti a tutti ... perchè io ti amo" Sussurro a fior di labbra. "Allora, cerchiamo i conti Jarjayes o balliamo?!"

Vedo Oscar sorridere maliziosa mentre mi gira intorno, tenendo la sua lunga gonna un poco sollevata. Ha un'aria così misteriosa, maliziosa …. Affascinante. Non l'ho mai vista così … così …. Seducente.

"Questo posto comincia a non piacermi, meglio cercare il Generale e sua moglie!"

"Perfetto ... anche perchè non voglio lasciare Sophie troppo tempo da sola ... è sempre stata con noi ... e ... non è che non mi fidi però ..."

Osservo Oscar, è un poco imbarazzata. In effetti anche io sono un po' in apprensione, ma Sophie è con la mia nonnina … in ottime mani quindi.

"Andiamo a cercarli!"

"Beau ... cerca il generale ... su!" Ordino al nostro cagnolino. Lo osservo mentre si guarda in giro, inizia ad annusare e si allontana. "Seguiamolo ..."

Seguiamo Beau mentre si aggira per il salone, poi ci rendiamo conto che ha trovato una traccia, si muove tra i tavoli portando scompiglio, passa tra i nobili danzatori buttandone qualcuno a terra. Ogni tanto alza la zampetta e lascia i suoi bisognini.

"Beau! Non si fa! Accidenti!"

"Spero che nessuno l'abbia visto ..."

"Beh ... ha anche fatto cadere alcuni nobili ... non credo che stia passando inosservato!"

"Santo cielo! Questa è una serata da dimenticare. A sapere non ci sarei venuto!"

"Davvero?! Avresti rinunciato a ballare con me?!"

"Desideravo ballare con te ma devi ammettere che tutto ciò che è successo è stato alquante imbarazzante."

"Il Re si, di sicuro. Per il resto ... mi pare tutto nella norma!" Rispondo sorridendo, spero che Andrè recuperi la memoria in fretta ...

Osservo Beau, si allontana dal salone per andare oltre. "Oscar, chissà dove ci sta portando?!"

"Dai miei ... anzi nostri, genitori!"

Beau continua ad annusare il pavimento, si allontana velocemente, continuiamo a seguirlo. "Oscar, siamo ben lontani dalla sala principale, io davvero non riesco a capire."

"Potrei sbagliarmi ma ... di là c'è la cappella!" indico la mia destra, il corridoio che porta verso la cappella della Santa Sindone.

"Una cappella?! Ma ... forse tuo zio sarà lì per pregare ..."

"Mio Zio no ... ma mio padre si! Accidenti a lui! Che stia ancora pregando per il suo François?! Questo è davvero troppo! TROPPO!" sbotto scocciata, adesso sta davvero esagerando. Sollevo le gonne e allungo il passo, furiosa, quando sento la mano di Andrè trattenermi.

"Pregare per François!? ... Non capisco. Oscar cosa intendi dire?"

"Oh, che ha già pregato ... nella mia precedente gravidanza! E ha obbligato anche te a pregare ... sai, lui vuole il suo François! E ovviamente lo vuole da me ... e da te! Capsici ora? Ci ha scambiato per due animali da riproduzione! Una giumenta ed uno stallone! NON LO SOPPORTO!" Sbotto scocciata mentre raggiungiamo l'ingresso della cappella della Santa Sindone.

Arresto il passo, sussurro: "Giumenta e stallone." mi porto la mano alla testa, mi sembra di ricordare qualcosa ma è tutto così confuso.

"Andrè ... va tutto bene?" Domando un poco preoccupata mentre mi avvicino al mio Andrè, lo vedo barcollare un attimo, sembra che stia sudando. Allungo una mano e poso una carezza sul suo viso.

" ... Si, ma ... sono tanto confuso ..."

"Troviamo i miei e torniamo a casa. TU hai bisogno di riposo ... ed io ... di controllare Sophie, non lo avrei mai immaginato di essere così in apprensione!"

"Oscar, desidero anch'io tornare a palazzo! ... Entriamo nella cappella!"

"Si si ... andiamo Andrè!" Aggiungo mentre apro la porta della cappella, Beau corre dentro e cerca mio padre. Entriamo anche noi, la luce è poca, calda. Avanzo verso il catafalco che ospita la Sacra Sindone, lo osservo, giro, attratta dagli ululati di Beau.

Vedo mio padre e mia madre inginocchiati, intenti a pregare, mentre Beau assalta proprio il mio anziano genitore.

Avverto la presenza di qualcuno, poi sento un muso umido, una lingua che mi lecca la caviglia, è il cagnaccio. "Ehi cosa ci fai qui?! Non vorrai azzannare anche me?" apro gli occhi e osservo la bestia che mi lecca, neanche qui posso stare in pace, uff.

"Augustin ... possiamo andare? Hai recitato tutte le preghiere che conosci ... non credi che sia sufficiente?!"

Sento la voce allegra di mia moglie, seppure un poco stanca.

"Si, ma il cagnaccio cosa è venuto a fare qui?!" mi volto, vedo mia figlia e mio genero, sussurro: "Bene, ci siete anche voi! Su forza, preghiamo tutti insieme così le nostre voci in coro arriveranno più forte all'Altissimo."

"No, grazie. Io sono stanca e voglio rientrare. Siccome siamo venuti con la stessa carrozza ... rientrate anche voi?" Domando mentre mi rendo conto che Beau fa uno strano movimento sulla gamba di mio padre.

Osservo il cagnaccio, digrigno: "Possibile che questa bestiaccia non pensi ad altro?! André, toglimelo di dosso!" poi lo guado, la sua espressione beata mi irrita. "Ma guardatelo, sembra sorridere, è ... soddisfatto." tento di staccarlo. "Ha una presa potente! Maledizione! Andrè muoviti!".

"Si si ... subito Generale. Come sempre sono al Vostro servizio"

Sento la voce di Andrè, crede ancora di essere al servizio della mia famiglia, accidenti. "Andrè lascia, faccio io. BEAU! QUI, SUBITO!" Ordino decisa, vedo Beau abbassare un poco le orecchie, lasciare la presa su mio padre e raggiungermi con passo lento e coda bassa. "Bene ... e adesso Padre? Venite?"

"Non ho ancora finito!"

Marguerite sussurra con fermezza: "Invece abbiamo pregato abbastanza. Oscar è stanca e dobbiamo salvaguardare la sua salute!"

"La sua salute? Uhm? Dici davvero? Ma ... ma ... a me sembra che stia benissimo ... "

"E' stanca, Augustin, lo capisci?"

"Ma ... e va bene, andiamo" Mi alzo, porgo il braccio alla mia Marguerite.

"Finalmente!"

Sento Marguerite scocciata, sbuffa mentre le porgo il braccio per aiutarla a rialzarsi dall'inginocchiatoio.

"Marguerite! Ma che modi sono! Tu ... tu non eri così, in gioventù! Accidenti!"

"Augustin mettila così: il quadro è cambiato."

"Il quadro? Cosa significa il quadro? Sei ... enigmatica!" Rispondo mentre ci avviamo verso la nostra carrozza, seguiti da Oscar e Andrè ... e la bestiaccia.

"Se ti specchi, vedi il tuo volto di quarant'anni fa o forse è cambiato?"

"Beh ... a parte qualche ruga in più e qualche capello in meno ... sono sempre io! Marguerite ... sei sempre più strana, sappilo! Forse dovresti farti visitare da Edmond."

"Appunto! Il quadro è cambiato dentro e fuori! Come puoi pretendere che io sia la stessa di allora!?"

"E perchè non dovrebbe essere così? Una dama del tuo rango è dolce, affettuosa, obbediente! Ama la lettura, il cucito ... e soprattutto il marito!"

"Certo! Ma ciò non toglie che con il tempo si acquisisce una maturità e una visione della vita che non è certo quella dei vent'anni."

"Cioè ... cosa intendi con tutto questo?" Domando scocciato mentre aiuto mia moglie a salire in carrozza.

Sento una risatina provenire dalla cassetta, alzo gli occhi ed urlo "ALAIN! NON SONO AFFARI TUOI! TACI! O TI METTO A SPALARE LETAME PER I PROSSIMI GIORNI!"

"Letame, letame! Oh beh tanto oramai ..."

"Letame significa che starai lontano da tua moglie ... contento tu ..." Poi attendo che anche mia figlia Oscar salga in carrozza prima di cercare di entrare. La bestiaccia però mi precede, facendomi una sorta di sgambetto. Saltello nel tentativo di restare in piedi. "Accidenti! TU! Tu devi essere educato! Chiaro Beau?! Qui comando IO!"

Marguerite continua scocciata: "Augustin, ti prego! E' stata già una serata terribile, non ti ci mettere anche tu."

"IO? Semmai LUI!" rispondo mentre mi siedo di fianco alla mia dolce sposa, sotto lo sguardo della bestia ed uno strano sorriso di mia figlia.

"Che brutta serata! ... Mi chiedo chissà come starà il povero Re!?"

"Starà benissimo Marguerite, pensa a me, piuttosto!" Poi mi volto, osservo fuori dallo sportello ed aggiungo: "Andrè ... sali! Forza figliolo! Forse non ti senti bene?!"

"Si, arrivo!"

"Oh bene ..." sospiro, che serata pessima ... pessima! Osservo Andrè, entra e si sistema accanto ad Oscar, la bestia salta sulle sue gambe e sorride, mentre il suo padrone prende il sottile scialle e lo posa sulle spalle di Oscar.

"Prenderai freddo Oscar ..."

"Grazie André!"

Arrivati nella nostra residenza, scendiamo rapidi dalla carrozza, salutiamo i nostri genitori e raggiungiamo la nostra stanza, preceduti da Beau.

Mi accascio su una poltroncina, scalcio via le scarpine, alzo lo sguardo verso Andrè. "Vorrei una tisana, Andrè. Ti dispiace mandare una cameriera a preparala? Io intanto vado a prendere Sophie, mi è mancata sai?!"

"Una tisana o preferisci una tazza di cioccolata calda? Sai, anche se siamo a Luglio stasera è piuttosto fresco."

"Tu vuoi tentarmi ... e cioccolata sia! Grazie Andrè ... sei sempre così gentile ..."

"Scendo in cucina!"

"Ma non puoi mandare una cameriera?"

"E' tardi! Non voglio svegliare nessuno. Vado io, tanto per me non è un problema e poi te ne ho preparate così tante!"

"E sia ... ti amo anche per queste tue piccole attenzioni!" Mi alzo, sorrido, mi avvicino ad Andrè e poso un rapido bacio sulle sue labbra. "Vado a prendere Sophie, deve essere con Sabrina!"

"Va bene. A dopo!"

Mi allontano verso la stanza di Sabrina mentre vedo Beau uscire dalla stanza e seguire Andrè. Questo cucciolo è davvero intraprendente ed instancabile! Oltre che ingordo ... secondo me ha capito che Andrè va in cucina!

Mi aggiro per i corridoi fino a scendere lo scalone, sento il ticchettio dei passetti di Beau, mi giro, guardo in basso, sorrido. "Vuoi farmi compagnia? Bene, andiamo!"

Raggiungo la cucina, vedo Beau che inizia ad annusare in giro, forse alla ricerca di qualcosa da mangiare o da bere. "Si si Beau, adesso ti do qualcosa ..." sussurro mentre prendo una ciotola e ci metto un po' di acqua, la poso a terra e vedo Beau iniziare a bere con irruenza. "Ah, ma allora hai proprio sete! Adesso ti do anche un biscottino, va bene Beau?!"

Vedo il bel moro entrare in cucina, quale occasione se non questa!? ... Tutte le cameriere sono a letto e il bel moraccione non ricorda nulla, è il mio momento, stasera sarà finalmente mio!

Dopo avere servito il nostro cagnolino inizio a preparare la cioccolata per Oscar, purtroppo questa non è la cucina di palazzo Jarjayes, qui faccio fatica a trovare gli ingredienti. Per fortuna conosco bene mia nonna e la sua logica, soprattutto quando si tratta delle cose che piacciono ad Oscar. Prendo un pentolino, metto il latte e la polvere di cioccolato, poso il tutto sulla cucina, per fortuna ancora accesa, ed inizio a mescolare. Dopo qualche minuto di attesa la cucina si riempie del buon profumo della bevanda, la cioccolata, la bevande degli dei. Adatta alla mia Dea, la mia Oscar. "Ah Beau, in certi momenti fatico a credere che Oscar sia davvero mia moglie! Eppure ... è così. Il mio sogno divenuto realtà!"

"Bauuuuuuu"

"Scccc Beau sta zitto! Sveglierai il palazzo!"

"Baaauuuuuuu Grrrrrrrrrrr"

"Ma cosa hai? Perché ti agiti?"

"GRRRRRRRRRRRR"

Sento dei passi, come una presenza nella stanza. Mi volto mentre tolgo il pentolino dal fuoco, e vedo una ragazza, con indosso una camicia da notte bianca, lunga fino ai piedi ma un po' troppo scollata, con i capelli scuri, sciolti, lasciati cadere sulle spalle.

"Buona sera ..." sussurro imbarazzato.

"Buona sera André!" mi avvicino, sfioro il suo viso con i capelli, prendo le sue mani quasi ad accarezzarlo e gli tolgo il pentolino. "Lascia fare a me! ... Queste sono cose da donne!" lo guardo ammiccante, siamo così vicini che gli sfioro le labbra con le mie ma lui si sposta di scatto.

"Eh ... no no ... si tratta della cioccolata per Oscar, preferisco occuparmene io, ci sono abituato e poi mi fa piacere.

Accarezzo le sue braccia, lo guardo negli occhi, sussurro: "Le tue braccia muscolose mi fanno impazzire! ... André ti voglio, ora, adesso! Ti prego non farmi aspettare, lo sai che non mi piace aspettare!"

"COSA?! No no no ... lasciami stare! Io ... NO!" Rispondo deciso cercando di allontanare questa ragazza.

"Ma cosa ti prende?! Stasera non ti va? Sei stanco? Tranquillo, farò tutto io!"

"Ma cosa dici? Io ... io voglio solo Oscar!" Rispondo arretrando sempre di più.

BAU BAU BAU

"Ma cosa dici tu?! Ma se siamo amanti da tantissimi mesi esattamente da quando ci siamo conosciuti!"

"COSA?! No no ... non è possibile ... io ... NO! Tu stai mentendo!"

Rispondo mentre vedo Beau che afferra la camicia da notte di questa ragazza e cerca di allontanarla da me.

"Invece è la verità! Noi siamo amanti, tu mi ami, mi desideri, mi hai sempre cercata per soddisfare ciò che tua moglie ti nega!" avanzo. "Ti voglio adesso, qui, in cucina! Ricordi, a te piace farlo qui!"

NO! Lasciami! Non è possibile! Io amo Oscar, solo Oscar! Da sempre!" Rispondo mentre arretro sempre di più, fino a ritrovarmi con le spalle contro il muro.

"Sei un maledetto bugiardo!" ribatto toccandolo nella parte bassa. "Avanti! Non farti pregare!"

BAUUUU BAUUUU GRRRRRR

"Beau, aiutami ..." ordino deciso, non è possibile, io non potrei mai tradire Oscar, mai!

"Ma stai scherzando!? Stai chiedendo aiuto a questo stupido cane? Avanti André, soddisfami adesso! ... Altrimenti racconterò tutto a quell'uomo travestita da donna!"

"A ... non ti permetto di chiamare così Oscar!" Rispondo un poco scocciato mentre con le mani cerco di spingere via questa donna.

Lo guardo severa e con tono intimidatorio ribatto: "Spogliati altrimenti farò scoppiare uno scandalo!"

"Uno ... uno scandalo? No no no ... vai via! Torna nella tua stanza!"

"Bene, visto che stasera hai deciso di non soddisfarmi, dirò a tutti che hai abusato di me!" comincio a strapparmi le gonne.

"NO! FERMATI! Accidenti ... che brutta serata!" E adesso cosa faccio?

"Niente affatto!" mi spettino i capelli e con le unghie mi autolesione le braccia, digrigno: "Tra poco tutti mi sentiranno urlare."

AIUTO!" Inizio a gridare io, prima di lei, spingendola via nel tentativo di allontanarmi.

"Ma guarda! Un uomo che fino a qualche giorno fa mi ha strappato le culottes con bramosia adesso chiede aiuto?! Bene se è la guerra che vuoi, guerra avrai!" mi affaccio alla porta della cucina comincio ad urlare ma prima mi libero delle gonne strappate e rimando con le sottane. "AIUTATEMIIIII ... ANDRE' VUOLE ABUSARE DI MEEEEE AIUTOOOO ..."

Siparietto: Le Arpie si nascondono da lu Re Furioso

Ferdinando: "ADDO' STANNO LE ARPIE! GENERA' VENI ACCA'!"

Generale: "Maestà urlate così tanto perché vi fa ancora male lì?"

Ferdinando: "Certo che mi fa male là! Solo ca voglio vedere quelle maledette arpie!"

Generale: "Eh un momento Maestà, potete dire tutto delle Arpie tranne che sono maledette!"

Ferdinando: "COSA?! Ma lu sapite che mi hanno fatto?"

Generale: "Lo so, c'ero anch'io!"

Ferdinando: "E non dovrei essere arrabbiato con quelle femmine?"

Generale: "Arrabbiato si, chiamatele dannate, dispettose, malefiche ma maledette proprio no!"

Ferdinando: "La sostanza nu cambia! Lu cane m'ammozicato (morso) ed opera della loro dannata piuma, come vuje la chiamate!"

Generale: "Ehhhh Maestà, un poco ciascuno non fa male a nessuno!"

Ferdinando: "MA FA MALE A ME NON A VJE! AHIIII … DONNE ARPIE ADDO' STATE? ASCITE FORI! VE LO ORDINA LU RE DELLE DUE SICILIE!"

Aizram: "Terry hai sentito? Il Re è davvero furioso!"

Terry: "Rimaniamo nascoste. Io non ho alcuna intenzione di farmi vedere da quel simpaticone ih ih …"

Aizram: "Vuoi dire che per tutto il siparietto vuoi rimanere nascosta?"

Terry: "Io si, forse tu no? Guarda che lu Re je nu jettatore e non vorrei che ci facesse qualche malocchio ah ah ah ah …"

Aizram: "Spero che tu stia scherzando! Credi davvero a queste cose?"

Terry: "MA CERTO CHE NO! JE' Aizram, io sto solo anticipando ciò sta per dire!"

Aizram: "Scc continuiamo ad ascoltarlo!"

Ferdinando: "AHHHH CHE DOLORE, CHE DOLORE! SAN GENNA' FA CA CHILLE' FETIENTE SI SPEZZINO NA COSCIA!"

Carolina: "UE' FERDINA' MA SI ASCIUTO PAZZO?! COME OSI LANCIARE NA JETTATURA ALLE SIGNORE?"

Ferdinando: "Carulì, tu addò stavi quando quella belva mi ha azzannato LA?!"

Carolina: "Cu te, Ferdinà! E jamme! Ca la tua sceneggiata je durata pure assaje!"

Ferdinando: "Vulevo vedere se lu cane avesse muzzicato (morso) a te!?"

Carolina: "Ferdinà, lu cane nu poteva azzannare a me, visto ca io nu tengo li gioielli di famiglia!"

Ferdinando: "CARULIIII'"

Carolina: "E STATTE ZITTE! NU ME SCUCCIA' CJIU'! Ferdinà io vado dalle lettrici che nun sanno ancora nulla di ciò che ti è successo ma preparati per il prossimo siparietto! … Già immagino i pettegolezzi che ci saranno ih ih ih …."

Ferdinando: "GRUNT …. CARULIIII' …."

Aizram: "Terry, dopo aver ascoltato, raggiungiamo gli altri!"

Terry: "Annamo!"

Aizram: "Ma che fai?! Adesso imiti Padre Romano?"

Terry: "Lo sai che mi piace pasticciare con i dialetti, qualunque essi siano!"

Aizram: "Oh Signur! Ah ah ah …"

Elektra: "Carolina, siete una forza della natura, fate bene a tagliare "le vergogne" del porco nasone "

Carolina: "Taglialiare!? Ih ih … e lu cane quello ca fatto? Ih ih ih …"

Elektra: "Oscar hai visto lu puorc nudo, che visione orrenda."

Oscar: "Tigre, in caserma ho visto di peggio."

Elektra: "André non sarai mica geloso di quella schifezza d'uomo. Tu hai un fisico scolpito da dio greco."

André: "Ciò non toglie che mi ha dato molto fastidio che Oscar abbia visto un uomo nudo."

Oscar: "André possibile che tu sia tanto geloso? Io davvero non ti capisco!"

André: "E se vedessi io una donna nuda! Saresti gelosa?"

Oscar: "ANDRE?!"

André: "Lo vedi?! …"

Appassionata: "La Regina delle due Sicilie ha fatto prendere un bello spavento al suo consorte, Beau che va alla festa con la famiglia troppo divertente."

Ferdinando: "AHHHH CARULI' MA SO TUTTI ASCIUTI (diventati) PAZZI?! ACCA RIDONO TUTTI!"

Carolina: "Ferdinà, è na vita ca tu fai ridere a lu Regno delle due Sicilie!"

Ferdinando: "CARULINAAAAA …"

Carolina: "E STATTE ZITTE ALTRIMENTI LU CANE SI SPAVENTA E TI AZZANNA ANCHE L'ALTRO GIOIELLO!"

Ferdinando: "AHHHHH CARULINA, TU SI N'ALLEATA DELLE ARPIE!"

Elektra: "Lu puorc sistemato anche da Nanni. Siete proprio 1 schifezza con 1 vermicello ridicolo come voi "

Ferdinando: "Uè Signurì, sappiate ca IO faccio sempre la mia bella figura!"

Elektra: "Ah ah ah ah …."

Ferdinando: "Beh … c'avite da ridere?"

Elektra: "Ah ah ah … André, la tua dea, ti ha fatto 1 strano effetto. Dai che inizi a ricordare il vostro matrimonio."

Diana: "Già … Per fortuna Andrè comincia a ricordare."

Appassionata: "André inizia ad avere altri ricordi …"

Lupen: "Vero, André sembra che stia recuperando la memoria."

André: "Si, comincio a ricordare ma non tutto. Tigre, ammetto di sentirmi terribilmente confuso."

Diana: "Vedrai che prima o poi le Arpie ti restituiranno la memoria."

André: "Spero che lo facciano in fretta."

Diana: "Certo che i piccoli De Jarjayes sono mitici, bravi."

Generale: "Mitici ... e pestiferi!"

Elektra: "Tutti il loro nonno, pestiferi, curiosi ed impiccioni "

Generale: "Tigre! Grunt ….

Lupen: "Morta, sono letteralmente morta, prima le pesti che hanno combinato un sacco di guai, poi il dottor Lasonne che cade addosso al Generalone che a sua volta si è fatto male al piede e non è finita ! Ci mancava pure il Re nasone che mostra le sue "bruttine" grazie e Carolina che lo vuole evirare! Un altro capitolo così e a forza di ridere muoio davvero!"

Ferdinando: "AHHHHH SIGNURI'! Vuje ridete del Re delle due Sicilie?"

Lupen: "Ah ah ah … di tutti e anche di Voi ah ah ah …"

Ferdinando: "E poi io ho un bellissimo naso!"

Lupen: "Ah ah ah …."

Ferdinando: "Carulì, donna Lupen ride del re senza sapere ancora ca lu cane mi ha azzannato!"

Carolina: "Eh Ferdinà, nun voglio nemmanco pensà quando avrà letto dello muzzico de lu cane!" (del morso)

Ferdinando: "Ahhhh povero me! San Gennà ma perché anch'io so caduto nelle mani delle Arpie?"

Carolina: "Era lu destino e poi hai dimenticato ca Antonietta je soreme?" (mia sorella)

Ferdinando: "AHHHHH CHE DOLORE! LE ARPIE ADDO' STANNO!"

Aizram: "Se il Re pensa che noi usciamo dal nascondiglio si sbaglia di grosso!"

Terry: "Ih ih ih … che spettacolo!"

Appassionata: "Ragazze, complimenti!"

Arpie: "Grazie! …"

ValeAlcazar: "Che divertente questo capitolo Beau che segue Oscar e Andrè al ballo...c'è sempre da scoprire qualcosa."

Aizram: "Le idee non ci mancano. Terry ed io vogliamo ringraziare ancora una volta a tutti coloro che leggono le nostre storie su Facebook, EFP, Wattpad e Fanfiction.

Siete numerosissimi, un GRANDISSIMO GRAZIEEEEEEEEE"