Cravatte e bretelle

Cap.15

Il sergente Preston rilasciò la dichiarazione e parlò con il capitano Carter per chiarire la sua posizione. Ribadì la versione, il comportamento da manuale, non aveva alcun dubbio: la colpa era di Flynn! Attese la fine dei rilievi e controllò le indagini della Crimini Maggiori. Fece un poco di sceneggiata con gli altri agenti, raccontò nuovamente l'accaduto, sottolineando le sue azioni e mostrandosi preoccupata per il collega. Terminata la giornata e rese le ultime dichiarazioni al FID, andò in ospedale. Chiese del tenente Flynn, disse che era una collega molto preoccupata per la situazione. Trovò il tenente Provenza, che le disse di stare tranquilla, il tenente si sarebbe ripreso.

Voleva vederlo a tutti i costi, il sergente Preston non mollò la presa, si dimostrò affranta e dispiaciuta. Provenza non credette a una sola parola della sceneggiata del sergente, ma alla fine decise di portarla nella camera di Flynn, sperando che se ne andasse prima possibile. Marina entrò e guardò Andy che riposava. Aveva attaccate varie macchine per monitorare le condizioni fisiche. Era fuori pericolo, però doveva rimanere sotto osservazione, il pestaggio era stato molto duro. Quei ragazzi avevano fatto un bel lavoro, pensò tra sé. Il viso era ricoperto di lividi e anche il torace, era bendato. Attese un poco, sorrise soddisfatta. La sua vendetta si era compiuta, mancava solo l'ultimo atto.

/

Sharon rimase tutto il giorno sulla scena della retata e dell'aggressione a Flynn. Il sergente Preston aveva dato la sua dichiarazione al sergente Eliot. La quadra della Crimini Maggiori aveva fatto i rilievi. Terminato il lavoro le macchine della polizia andarono via, solo il nastro della scena del crimine circondava la zona. Sharon era incerta sul da farsi, qualcosa nello stomaco le diceva che non andava bene. No, non stava bene, voleva andare in ospedale e vedere Andy. Le avevano detto che non aveva ancora ripreso conoscenza e che lo avrebbero tenuto in osservazione. Non era una semplice aggressione, sembrava qualcosa di diverso, perché dei ragazzi si fermano a picchiare un poliziotto, gli rubano la pistola, rischiano di essere arrestati? … Non tornavano i conti. Era confusa e spaventata, le emozioni erano contrastanti riguardo Andy. Voleva correre in ospedale e nello stesso tempo si ripeteva che doveva essere professionale, svolgere il lavoro e in seguito recarsi per verificare le condizioni del collega. Sì, del collega, perché Andy era questo e niente altro! Cercò di convincersi, sospirò, era solo un modo per giustificarsi.

Forse doveva ascoltare il sergente Eliot e andare subito in ospedale, ma che figura avrebbe fatto? Correre in ospedale dal tenente Flynn voleva dire a tutto il Dipartimento che erano insieme, che teneva a lui più del suo lavoro, dei suoi doveri come capo del FID. Chi voglio imbrogliare? Si disse, sorrise amaramente, sapeva che erano solo sciocchezze! Erano solo giustificazioni per non perdere la sua facciata di ufficiale ligia al dovere e rispettosa delle regole. Era solo un grande falso e lo sapeva. Ammetterlo era duro, ma la realtà era questa. Era in ansia per Andy e lo amava ancora. Perché era così confusa con i suoi sentimenti? Cosa le aveva fatto quell'uomo per confonderle i pensieri? Eppure era sempre stata equilibrata, razionale … al diavolo tutto quanto! Stava malissimo per l'ansia per Andy.

Arrivò la notizia che Flynn aveva una lieve commozione celebrale, ma era fuori pericolo di vita. Sharon rimase con l'ansia tutto il tempo, ma giunta la notizia aveva ripreso a respirare normalmente. Pensò di fare un giro per verificare di persona le condizioni del tenete Flynn. Era lavoro, ma sapeva benissimo che era una bugia. Non riusciva più a stare nella pelle. Cercò di darsi altre giustificazioni, ma la verità era che doveva, voleva vedere Andy.

Un brivido le corse lungo la schiena: aveva paura. Era riuscita a tenere a bada l'ansia per tutto il giorno, ma adesso si faceva pressante. Temeva di perderlo e questo senso di perdita, l'aveva scossa. Era disorientata, incerta su come agire. Cercò di riprendere fiato e di schiarirsi le idee, si disse che doveva andare al S. Leo, altrimenti sarebbe impazzita.

"Sono il capitano Raydor, posso vedere il tenente Flynn? L'hanno portato qui questa mattina. Sono l'ufficiale superiore." Cercò di darsi una giustificazione.

L'infermiera le indicò la camera del tenente Flynn, le disse che poteva stare solo qualche minuto, perché il tenente doveva riposare. Sharon trovò davanti alla camera il tenente Provenza, seduto. La guardò con sorpresa, era l'ultima persona che immaginava di vedere.

"Vorrei vedere il tenente Flynn ..." La voce era tremante, le mani sudate …cercò di essere convincente.

"Quando lo dimetteranno sarà al FID per spiegare ogni cosa. Dovrà pazientare qualche giorno." Sharon non ascoltava più nessuna parola, voleva solo vedere Andy. Era in agitazione e fremeva "Vorrei sincerarmi delle condizioni del tenente. Posso entrare? Vorrei vedere il tenente Flynn …" Stropicciò le mani, era nervosa.

"Capitano Raydor, credo non sia il caso …" Il vecchio tenente scosse il capo, adesso sapeva che erano solo guai. Si avviarono alla camera di Flynn.

/

Marina si voltò e vide dalla vetrata della camera il capitano Raydor e il tenente Provenza. Un tempismo perfetto! Si avvicinò al letto, fece un'aria contrita e triste e aspettò che i due si avvicinassero per poterla vedere bene. Quando fu sicura che la stessero fissando, si abbassò e baciò Andy. Gli prese la mano e lui si svegliò, ancora confuso. Balbettò qualche frase, Marina disse di stare tranquillo, perché sarebbe andato tutto bene. Andy chiese spiegazioni sulla dinamica dell'incidente, ma Marina sorrise, lo accarezzò e rispose che doveva riposare.

Gli pose una mano sulla bocca, avrebbero parlato in seguito. La cosa più importante era che era sano e salvo, avrebbero preso chi lo aveva picchiato.

Andy era stanco e aveva ancora le idee confuse. Marina disse che lo aveva seguito in quel vialetto e aveva messo in pericolo la sua vita per salvarlo. Aveva chiamato i soccorsi dopo aver messo in fuga gli assalitori. Andy era ancora più confuso, qualcosa non quadrava … adesso era più che certo che Provenza aveva ragione, era stato un'idiota!

/

Il capitano Raydor si irrigidì, non immaginava di vedere quella sgualdrina davanti al letto di Andy. Era arrabbiata e delusa. Si sentiva un idiota. No, era una vera idiota! Disse al tenente Provenza di salutare il tenente Flynn, era contenta che fosse fuori pericolo di vita. Sarebbe tornata a salutarlo in un altro momento. Andò via, si sentiva una stupida. Provenza guardò il capitano Ryador andare via e poi fissò il sergente Preston, scosse il capo, tutta quella situazione non gli piaceva. Dopo qualche minuto il sergente Preston uscì dalla camera di Andy, un sorriso soddisfatto era dipinto sul viso. Salutò il vecchio tenente e andò via.

/

Sharon rimase in macchina a fissare il vuoto. Si sentì un idiota! Scoppiò a piangere e colpì con le mani il volante. Rabbia e delusione, ecco cosa provava. Era stata una stupida! Asciugò le lacrime e si disse che doveva andare avanti, Andy era una storia passata, chiusa. Continuare a pensarci l'avrebbe solo distrutta. Era demoralizzata, cercò un fazzoletto in borsa e trovò il biglietto da visita del capitano Carter. Lo prese tra le dita e lo guardò. Ecco da dove doveva ricominciare.

Continua …