Cravatte e bretelle

Cap. 9

"Sentiamo cosa ha da dire il capitano Raydor …" L'invito del capo Johnson colse di sorpresa i presenti, chiedere un parere non era sua abitudine. Il capitano Raydor era ancora più sbalordita e le si leggeva in volto. Ma conosceva il perché di quella domanda, la voleva cogliere in fallo, era un trabocchetto! Chiuse gli occhi e scosse il capo, sorrise, cecando di mascherare la tensione, doveva giocare bene le sue carte. Si avvicinò alla lavagna, prese fiato "Sono d'accordo con la linea di indagine capo Johnson. Credo sia la direzione corretta da intraprendere." Continuò a parlare con tono fermo e deciso, sfoggiò la migliore faccia da poker e sperò che andasse bene. Silenzio.

La risposta del capitano Raydor sorprese ancora di più i presenti. Il capo Johnson sorrise "Bene, siamo tutti d'accordo, quindi direi che possiamo procedere. Forza, avete i vostri ordini!" La squadra si divise per i diversi incarichi, ancora stupita dalle parole che le due donne avevano appena pronunciato. Provenza scosse la testa, Pope le aveva messe in riga oppure era un sogno. Mike e Julio ammiccarono, solo Flynn era perplesso, qualcosa non quadrava. Era confuso, no, qualcosa non tornava. Ci avrebbe pensato più tardi, ora voleva chiarire con Sharon la situazione. Aveva notato che la donna lo aveva fissato più volte, dovevano chiarirsi, altrimenti sarebbe impazzito.

Sharon riprese a respirare, era riuscita a neutralizzare il trabocchetto del capo Johnson, questa volta ne era uscita bene, ma si chiedeva quante altre volte avrebbe dovuto aspettarsi altre trappole. Sospirò e ripensò a quella maledetta notte e capì di essere in debito con il tenente Flynn.

Ammetterlo era difficile, ma accettarlo ancora di più. Cercare di sdebitarsi era diventata una relazione che aveva messo in discussione la sua carriera. Teneva troppo al lavoro e teneva ancora di più alla sua indipendenza. Poter decidere di troncare senza troppi rimorsi quella relazione, in fondo la rendeva sicura di avere in mano la situazione. In realtà non era così e lo sapeva. Ammetterlo le dava fastidio e rabbia. Le piaceva stare con il tenente, però aveva paura che diventasse qualcosa di cui non potesse fare a meno. Infatti, così era successo. Era in trappola e ci era caduta con tutti e due i piedi! Adesso aveva posto fine alla relazione "Vigliacca!" Si disse. Aveva infranto il cuore di Andy. Avrebbe ripreso in mano la sua vita e non avrebbe più dovuto dipendere da qualcuno. Ok, ma era da vigliacchi comportarsi in quel modo. Non c'era altra via d'uscita. Quindi, che fare? "Vigliacca" Continuò a ripetersi.

Il capo Johnson prestò maggiore attenzione all'interazione tra il capitano Raydor e il tenente Flynn. Era certa che Fritz si sbagliasse. C'erano solo delle occhiate, a volte occhiatacce, onestamente non riusciva a capire: quei due non avevano proprio nulla in comune!

La giornata terminò, Sharon voleva tornare a casa e fare un bagno con un buon bicchiere di vino. Ma il suo piano andò a monte, nel momento in cui sentì bussare alla porta.

"Cosa ci fai qui?"

"Sharon … avevo bisogno di parlarti."

Scosse il capo. Non si aspettava la sua presenza, era in disappunto. Perché rendeva le cose così complicate, perché non voleva arrendersi all'evidenza delle cose. Poteva avere tutte le donne del mondo, eppure il tenente Flynn sembrava volesse solo lei. Era stata chiara, voleva una pausa nella relazione, aveva bisogno di tempo per capire come affrontare questa nuova situazione pericolosa per il lavoro. Era convinta che il capo Johnson l'avesse in pugno, era lampante che quell'atteggiamento di chiedere un parere era per far capire che sapeva. Dopo quanto successo quella mattina, era ancora più chiaro che non poteva continuare con quella relazione.

In questo modo era impossibile lavorare serenamente. Si sentiva vulnerabile, soprattutto non poteva far sapere a tutti della relazione con il tenente Flynn. Il capo Johnson aveva chiesto il suo parere, ma poi, in sala relax aveva fatto una battuta, un'allusione, sapeva di cosa parlava. Quel sorrisetto prima di lasciarla, era per dire chiaramente che l'aveva in pugno. Poteva fare di lei ciò che voleva. Quando il capo Johnson la guardava era come se dicesse: "So che stai con il tenente Flynn." Non riusciva a guardarla in faccia, sapeva di essere in balia del capo Johnson. Sharon si riprese dai suoi pensieri "Dimmi cosa devi dire e chiudiamola qui." Il tono era secco, scocciato.

"Pensavo che tra noi fosse una cosa seria. Forse per te no, ma per me sì. Mi sono innamorato di te e non voglio perderti. Le tue sono scuse … perché non mi dici veramente che mi vuoi lasciare? Ti sei innamorata di qualcun altro? Perché non riesco a capire perché non vuoi stare con me. Ti vergogni perché sono un ex alcolizzato? So che meriteresti di più, però mi sembrava fossimo felici." Silenzio. "Almeno, io ero felice." Silenzio.

"Andy cosa vuoi che ti dica? Ti ho chiesto una pausa. Tutto qui."

"Non può essere tutto qui. Mi eviti, fai di tutto per non parlarmi. Mi stai facendo male." Silenzio "E' perché ti ho invitato a cena?"

"No Andy … non è per quello …"

"Allora qual è il problema?"

"Non riesci a capire, vero? Eppure ero stata chiara fin dall'inizio: niente legami, semplice." Silenzio "In questo momento, non me la sento più di andare avanti …scusami." Ecco, a questo non voleva arrivare. Sperava di chiudere la storia con Andy senza troppo dolore e rimpianto, invece, sapeva che l'aveva ferito. Sperava di allontanarlo senza troppi traumi, invece, il tormento era lì, pronto a farsi sentire di nuovo. "Vattene Andy, credimi è la cosa migliore."

"Perché mi tratti così? Non ho pace, voglio sapere perché non possiamo più stare insieme!?" Era arrabbiato "C'è un altro uomo? Ecco questo potrei capirlo, ma non c'è nessuno, vero?! Ti sei divertita e adesso mi butti via! Non ci dormo la notte, perché questi non sono motivi per cui le persone si lasciano."

"Perdici pure il sonno, ma le cose stanno così. Ho bisogno di una pausa. Punto. Cosa c'è da capire?" Silenzio. Sapeva che non avrebbe retto ancora molto. Aveva davanti a sé un uomo distrutto ed era colpa sua. Stava facendo del male ad Andy, ma sapeva che sarebbe stato meglio per entrambi, chiudere la storia. "Promettimi solo una cosa."

"Cosa?"

"Promettimi che non riprenderai a bere."

"Ti preoccupi della mia sobrietà?! Questa sì che è bella! Mi stai scaricando, però ti devo promettere …Ti stai ascoltando?! Stai dicendo cose senza senso!" Silenzio. "Va' al diavolo Sharon!" Se ne andò, era furioso.

Sharon rimase in silenzio, un paio di lacrime scesero sul viso. Adesso che l'aveva mandato via. pensare ad Andy le metteva i brividi. Cosa aveva fatto? Era stata una stupida, la paura aveva preso il sopravvento e le aveva impedito di ragionare. Cosa stava combinando …

/

Andy sapeva che era una sciocchezza, le passeggiate notturne, portavano davanti a negozi di liquori. Si ripeteva che una boccata d'aria l'avrebbe aiutato a schiarirsi le idee, ma alla fine si trovò davanti ad un negozio di liquori e allora sentì la paura attraversagli tutto il corpo. Capì di aver fatto una stupidata, perché era sul punto di cedere.

Telefonò a Provenza, gli chiese di andare a prenderlo, si sentiva troppo fragile per rimanere da solo. Non attese molto e il collega si presentò in macchina, era preoccupato. Flynn sapeva che non si sarebbe risparmiato la romanzina e in fondo se la meritava.

"Sei un idiota Flynn!"

"Grazie Provenza."

"Credi che mi faccia piacere vederti in queste condizioni?!"

"Grazie Provenza."

"Non mi devi ringraziare, sai benissimo cosa voglio!"

"Non ho bevuto, se è questo che intendi!"

"Lascia perdere. Sei un idiota!" Silenzio. "Cosa è successo? Ti ha lasciato, vero?!" Silenzio. "lo sapevo che sarebbe finita così." Silenzio. "Quindi? Sei a tanto così dal perdere la tua sobrietà …buttare al vento anni … sei un idiota, lo sai vero?!"

"Sì, sono un'idiota! Anche perché non finisci di ripetermelo …" Sospirò Andy sconsolato. La storia con Sharon l'aveva segnato, non riusciva a gestire quell'onda di sentimenti, era difficile capire perché non poteva fare a meno di quella donna. Era stato molto vicino a perdere la sobrietà e questo era un bel problema.

"Un idiota, un vero idiota!"

Continua ...