Cravatte e bretelle

Cap. 17

Dopo qualche giorno di ospedale, Flynn fu dimesso. A parte qualche dolorino, si sentì meglio e non vedeva l'ora di riprendere il lavoro, soprattutto per chiarire la sua posizione.

Sharon non era più tornata in ospedale a trovarlo, si sentiva una stupida. Voleva andare a trovarlo, ma l'orgoglio lo impediva. Aveva fatto la figura dell'idiota e inoltre era gelosa. Sì, moriva di gelosia e non voleva che Andy lo sapesse o ne avesse conferma. Comunque prima o poi l'avrebbe incontrato e discusso di quanto successo. Era sotto indagine e sia lui che il sergente Preston, rischiavano una sospensione dal lavoro. Dopo aver letto i verbali, Sharon era convinta che qualcosa non quadrasse, almeno nella dichiarazione del sergente Preston. Doveva parlare con Andy e capire la successione degli eventi. Quel giorno lo avrebbe incontrato, dopo aver ascoltato il sergente Preston.

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"Vuoi spiegarmi perché hai fatto una stupidaggine del genere?" Provenza era irritato e preoccupato per l'amico.

Flynn cercò di spiegare le ragioni per le quali non poteva lasciare Marina da sola in quel vicolo, era in chiaro pericolo. Era corsa via senza accertarsi di avere la copertura, era stata avventata. Secondo Provenza, invece, a cui non piaceva il sergente, era sicura che qualche idiota le avrebbe coperto le spalle, così si era avventurata nel vicolo.

In ogni caso Flynn doveva parlare con Marina e chiederle il perché di una scelta così pericolosa.

Tre ragazzi lo avevano picchiato e di loro non c'era traccia. Provenza disse di non preoccuparsi, perché una telecamera aveva ripreso ogni cosa. Li avrebbero trovati, era solo questione di tempo.

Però avrebbe dovuto spiegare perché era entrato in quel vialetto e si era trovato da solo. Rimaneva anche il problema della pistola. Durante la colluttazione Flynn aveva perso la pistola ed era sparita. Sperò che la sua arma non venisse usata per compiere qualche omicidio. Perché questo sarebbe diventato un problema serio. Flynn era contrariato, non riusciva a capire la mossa della collega e del perché Provenza fosse così arrabbiato.

Provenza disse di valutare bene le risposte da dare al FID, perché rischiava parecchio. Giravano voci su possibili sospensioni, perché era accaduto durante la presenza della stampa, che aveva giudicato avventata l'azione della polizia. Avevano fatto una pessima figura e Pope e i piani alti erano scontenti dell'accaduto.

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"Questa è la sua dichiarazione sergente Preston?"

"Certo capitano Raydor! Questa è la mia dichiarazione, non ho altro da aggiungere. Ho parlato con il capitano Carter, spiegando le mie azioni. Ribadisco che il tenente Flynn ha commesso una leggerezza, poteva farsi molto più male, per fortuna sono arrivata in tempo. E' stato avventato e ha messo in pericolo anche me, potevo essere aggredita. Sono stata fortunata e anche lui. Scusi se lo dico, ma per essere un tenente d'esperienza ha commesso una leggerezza e non ha rispettato le regole." Sorrise compiaciuta. Sharon sentì un movimento nello stomaco, quella donna le dava fastidio, molto fastidio. Cercò di mantenere un certo contegno "Bene sergente Preston. La ringrazio per la collaborazione. Rimanga a disposizione, ci saranno ulteriori indagini e quindi potremmo parlare ancora. Per ora può andare. Grazie." Sharon abbassò gli occhi, non poteva più vedere quella donna che continuava a dire stupidaggini sul tenente Flynn.

Il sergente Preston, scosse il capo, sapeva che Sharon voleva parare il culo ad Andy, ma questa volta l'avrebbe pagata cara, la sua vendetta si sarebbe compiuta. Uscì e sperò di non riveder più il capitano Raydor, faceva la santa e intanto si portava a letto anche il suo capitano. Per caso, aveva sentito alle macchinette del caffè il capitano Carter vantarsi con altri colleghi di una serata indimenticabile con il capitano Raydor. Una donna molto particolare l'aveva definita, ma lei avrebbe usato un altro aggettivo per quella donna.

Sharon si sedette alla scrivania. Non riusciva a credere che Andy avesse commesso una leggerezza del genere, era sempre stato imprudente. Qualcosa si muoveva nello stomaco, non tornava, ma non riusciva a capire bene cosa. Sospirò, adesso sarebbe arrivata la parte più complicata, incontrare Andy. Era in ansia e preoccupata, sapeva che le emozioni sarebbero state molto forti.

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"Tenente Flynn."

"Capitano Raydor."

"Si accomodi." Si sedette sulla sedia davanti alla scrivania. Il volto era scuro, non si prospettava nulla di positivo. Sharon sfogliò la cartellina che aveva in mano e ogni tanto lanciava qualche occhiata ad Andy. "Come sta tenente?" Chiese per spezzare l'imbarazzante silenzio.

"Bene, grazie. So che è passata in ospedale, la ringrazio. Avrei voluto scambiare qualche parola e …"

"C'era il sergente Preston a consolarla tenente, le teneva la mano … Drew…" Non riuscì a trattenersi, eppure si era detto di lasciare da parte i sentimenti, ma la lingua non si era trattenuta.

"Sharon sei gelosa, vero?" Era felicemente sorpreso, fece una smorfia di soddisfazione.

"Capitano Raydor, tenente. Capitano Raydor. E non sono gelosa. Dico solo quello che ho visto." Cercò di darsi un contegno e di essere severa nell'espressione, ma si vedeva che era gelosa fino al midollo. Flynn fece un ghigno.

"Trova questa situazione divertente tenente? Perché fossi in lei non sarei così contento …" Era arrabbiata, era stata colta in fallo.

"Sei gelosa di Marina …perché non lo ammetti!" Alzò lo sguardo e la fissò. Le trafisse il cuore e l'anima, riuscì a mettere a nudo tutto il suo essere. Sharon diede un colpo di tosse, si riprese "Mi spiace deludere il suo orgoglio di macho, ma non sono gelosa, tenente. Inoltre per lei sono il capitano Raydor, sono stata chiara?!" Silenzio "Non ho sentito la sua risposta tenente!" Il tono era alla Darth Raydor.

"Sì, capitano Raydor. Adesso ho ben chiaro ogni cosa." La voce di Andy era calma. Sorrise, era contento, soddisfatto. Se Sharon era gelosa di Marina, qualche c'era ancora qualche possibilità, voleva dire che provava qualcosa. Sharon era nervosa, continuava a stropicciare le mani. Silenzio. Diede un colpo di tosse, riprese a parlare, doveva mascherare il nervoso e la tensione, si disse di darsi forza "Dunque, il sergente Preston ha dichiarato: "Il tenente Flynn è corso nel vialetto senza le dovute coperture e ha messo in pericolo la sua vita e quella della sua collega. Ha violato il regolamento, inoltre ha perso la pistola." Alzò il viso e lo fissò "Sono accuse gravi, tenente e deve solo sperare che non succeda altro."

"Il sergente Preston si è infilato in quel maledetto vialetto! Si è messa e correre e l'ho seguita per non lasciarla da sola. Dove ho sbagliato? Ho cercato di proteggerla, però non era lì, non l'ho più vista. Sembrava fosse sparita dalla faccia della terra. Dopo sono stato aggredito, mi hanno colto di sorpresa."

Sì …Ho letto il suo rapporto, tenente, però …"

"Però? …Senti, perché non mi sospendi e la facciamo finita?! Non aspetti altro, vero? Vuoi vendicarti?" Flynn sorrise, era calmo. Non gli importava del lavoro, adesso sapeva che Sharon provava ancora qualcosa. Non era ancora finita.

"Tenente Flynn ci sono una serie di procedure …" Sharon cercò di mantenere la calma, di esser professionale. Ma era durissima, si disse che doveva essere forte, ma in fondo al cuore sentì un tonfo, stava malissimo. Da quando era entrato in ufficio cercava di mantenere la calma. Era elegantissimo nel completo grigio perla, aveva la cravatta e le bretelle abbinate. Era molto sexy! Sentì un improvviso brusio allo stomaco, cosa stava succedendo?

"Falla finita. Sei arrabbiata con me, ecco qual è la verità." Si alzò dalla sedia con calma "Vuoi sospendermi? Fai pure." Il tono era calmo e pacato, sapeva di avere ragione. "Marina mi ha incastrato, non so ancora il perché, ma lo scoprirò, prima o poi. Non ho commesso alcun errore di valutazione. Sono corso dietro al sergente Preston per non lasciarla da sola. Questo è quello che farebbe un buon compagno ed è quello che ho fatto." Silenzio "Mi ritrovo ammaccato e mi dite che sono in torto …" Sorrise amaramente "Questa poi … avrò la mia soddisfazione e proverò la mia innocenza." Si avviò verso la porta, si voltò a guardarla: era bellissima. Un sorriso triste sul viso.

"Tenente …" Mormorò quasi sottovoce.

"Fai pure quello che devi..." Uscì.

Continua …