Cravatte e bretelle
Cap.4
Sharon doveva ringraziare Andy, lo sentiva come se dovesse pagare un debito. Più attendeva e più si sentiva in obbligo e questa sensazione era poco gradevole. Prese il coraggio a due mani e lo invitò a cena in un posticino fuori L.A. riservato e carino. Il cibo era eccezionale, tanto che Andy ne fu sorpreso. Era abituato a cucinare, sapeva mangiare bene, si congratulò per la scelta. Trascorsero una serata piacevole e inaspettata. Sharon era serena e tranquilla, sembrava conoscesse quell'uomo da sempre e non perché avesse letto il fascicolo personale.
Si chiedeva perché era così attratta dal tenente, lo considerava uno stronzo. Elegante, su quello non si poteva discutere, ma pur sempre uno stronzo. Era incuriosita del perché ridesse alle sue battute. Lo trovava simpatico, una persona piacevole. Cosa strana, perché al lavoro era un vero stronzo. Questa nuova faccia della medaglia del tenente Flynn l'attraeva e nello stesso tempo la spaventava. Ricordava la delicatezza con cui l'aveva trattata quella maledetta sera. Era grata per quel momento di gentilezza, rispetto e condivisione del dolore. Quella serata fu rivelatrice, una luce nuova si era accesa senza che potesse immaginarlo. Adesso vedeva quell'uomo in modo diverso.
Il tenente Flynn rimase sorpreso quando il capitano Raydor lo invitò a cena. Era per sdebitarsi, disse, ma non sembrava convinta. La luce degli occhi di quella donna lo aveva folgorato, in effetti da "quella notte" aveva pensato a lei parecchio. Quando l'intravedeva su una scena del crimine, il suo atteggiamento era diverso, perfino Provenza aveva fatto una battuta sul fatto che non ci fossero più battute su Darth Raydor.
Qualcosa era cambiato, ma non capiva cosa. Non avevano più parlato di quella maledetta sera, a mesi di distanza, il capitano Raydor gli chiedeva di uscire a cena: non ci capiva più nulla, eppure di donne ne sapeva qualcosa. Però si era reso conto che quella donna era diversa da tutte le altre.
La scelta del ristorante lo stupì: un posto di classe, riservato e di qualità, proprio come il capitano. Doveva ammetterlo, sul lavoro era una stronza, ma il lavoro lo sapeva fare molto, troppo bene.
La serata fu una piacevole sorpresa. Ci furono risate e qualche battutina, ma Andy era sempre convinto che quella donna gli avesse fatto qualche sortilegio. Era felice di essere con lei, la risata era contagiosa, il sorriso bellissimo, aveva scoperto un aspetto del capitano Raydor che mai avrebbe immaginato: una persona piacevole, sexy, intelligente e spiritosa.
Al termine della serata, quando Andy accompagnò a casa Sharon, ecco un'altra sorpresa: l'offerta di un caffè. Quello che era successo quella maledetta notte, lo considerava un singolo evento, ne era ben cosciente. L'incontro a casa sua una conseguenza di quella maledetta notte e non si aspettava altro. Due episodi, due incontri, tutto qui. Comunque non seppe dire di no a due occhi splendidi verde giada.
L'attrazione era palpabile tra i due e quando erano da soli, l'atmosfera era elettrizzante, si sentiva qualcosa di eccitante. La casa era come la padrona: elegante, sofisticata.
"Volevo ringraziarti, per quella maledetta sera."
"Non mi devi nulla." Sorrise e ammiccò "Sono stato molto bene con te. Sono io che ti devo ringraziare." Sharon gli porse la tazza fumante e si sedettero sul divano a sorseggiare il caffè. Silenzio. "E' una casa molto bella." Disse per spezzare l'imbarazzante silenzio.
"Anche casa tua. Non te l'ho detto prima …"
"Sei molto bella …. una donna affascinante. E' stata una bella serata, ma adesso è meglio se … lascia stare il taxi, sono qui con la mia macchina …" Sorrise, per smorzare l'imbarazzo di entrambi. Sharon sorrise, ricordò la sua richiesta di quella notte. Andy si alzò dal divano e andò a mettere la tazza nel lavandino. Sharon non perse un movimento e lo seguì, fermandosi alle spalle.
"Non è prudente mettersi alle spalle di un poliziotto …" Andy sentiva il profumo di quella donna, ne respirava l'aroma. Ne era quasi inebriato. Forse la serata sarebbe finita in modo diverso, in fondo lo sperava. Si voltò e fissò quegli occhi verde giada che l'avevano stregato. Sharon mise una mano tra i capelli, il movimento fece cadere a terra un orecchino. Andy si abbassò a raccoglierlo e si rialzò lentamente, squadrando il corpo di Sharon: era maledettamente sexy!
"Ti è caduto un orecchino …" Disse mostrandolo sulla mano.
"Puoi riagganciarlo?" Chiese con ingenuità, era un invito a farsi più vicino.
"Certo …" Le scostò le ciocche ribelli, le sfiorò l'orecchio e soffiò un poco. Sharon ebbe un brivido, sentiva la carica sessuale di Andy, il tocco delicato le riagganciò l'orecchino. Con le dita, le sfiorò il collo "Come finirà questa volta?"
Sharon si leccò le labbra e sgranò gli occhi "Vorrei che restassi …"
"Speravo lo dicessi …" La baciò, come voleva fare da parecchio tempo. Le labbra di Sharon si schiusero al contatto e le lingue si incontrarono gustandosi, questa volta con calma e desiderio. Ripresero fiato e sorrisero felici. Sharon lo prese per mano e lo portò in camera. Lo condusse fino davanti al letto, Andy si voltò e Sharon lo fece sedere. Gli occhi erano fissi l'un l'altro. I respiri affannosi. Ognuno aspettava la mossa dell'altro in crescente trepidazione. Sharon, si tolse le scarpe con i tacchi e le lasciò cadere accanto a sé. Andy sorrise compiaciuto.
Appoggiò una gamba accanto ad Andy e cominciò a togliersi le autoreggenti. Andy sgranò gli occhi, la gonna si era alzata e rivelava quelle gambe mozzafiato. L'aiutò a togliere l'autoreggente. Prese la gamba, l'accarezzò e la baciò con desiderio. Sharon ammiccò soddisfatta. Si leccò le labbra e fece lo stesso con l'altra. Gli occhi di Andy erano impazziti da quella visione stupenda, l'aiutò a togliere l'ultima parte della calza, accarezzò la gamba e la baciò.
Sharon slacciò un bottone della camicetta, si avvicinò e Andy l'aiutò a slacciare il resto dei bottoni. Lo sentì deglutire, aveva il fiato corto. Aprì la camicetta e rivelò il reggiseno di pizzo nero.
"Wow …" Ruggì con voce roca, il desiderio di Andy si gonfiò nei pantaloni.
"Sei troppo vestito tenente …" Sciolse la cravatta e la mise intorno al suo collo. Abbassò le bretelle e cominciò a slacciare i bottoni della camicia.
"Rimediamo subito …" L'aiutò con gli ultimi bottoni, sciolse la cintura e si abbassò i pantaloni, togliendosi insieme scarpe e calzini. Sharon si mise cavalcioni su Andy e gli mise le braccia intorno al collo. Accarezzò i capelli sale e pepe… I loro corpi erano l'uno attaccato all'altro. Sembravano fatti per intersecarsi alla perfezione.
"Così mi uccidi … "Sussurrò quasi senza fiato, il piacere era gonfio nei boxer. Si sdraiò e portò Sharon sopra di sé. Si baciarono e si gustarono ancora e ancora.
Le mani di Andy tolsero quei pochi indumenti rimasti, agganciò gli slip di pizzo e aiutato da Sharon, li sfilò. Poi si sfilò i boxer e rimasero pelle a pelle. Andy sfiorò Sharon nel suo centro e sentì che era pronta, bagnata ed eccitata. Non attese un momento, si girò e si mise sopra di lei, entrò in momento. Sharon si inarcò, per agevolarlo, gemette di piacere, Andy iniziò a spingere lentamente, fino a muoversi sempre più veloce.
"Sì… ancora … ancora …" I gemiti lo spronarono ad intensificare il ritmo, finchè lei gridò il suo nome e dopo qualche momento arrivò anche lui. Si sdraiò accanto, soddisfatto e sorridente. Sharon era accanto, felice.
Il mattino li trovò abbracciati insieme, felici. Era ancora presto, Sharon chiese ad Andy di fare un altro giro, non si tirò indietro, cominciare in quel modo un nuovo giorno, era una proposta molto eccitante.
Stare insieme aveva poche regole: nessuno doveva sapere, massima discrezione, nessuna pubblicità. Andy accettò ben volentieri, desiderava quella donna e un po' di segretezza, dava più eccitazione a quella relazione. Avrebbe dovuto prestare la massima attenzione con Provenza, non era uno stupido, lo conosceva bene ed era un ottimo detective. Sorrise, il nuovo giorno a L.A. si prospettava molto bello.
Continua …
